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13 giugno 2013

VITA DA BLOGGER: Area cani, rissa come crollo. No panico, anzi, azione!


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Svegli presto, il buongiorno te lo da il Nikkei: -6%, subito così, di colpo, la medicina amara deve essere ingerita velocemente. Ma è così amara? Il mio primo pensiero è un altro: "magari avessi dei risparmi da investire, lo comprerei subito!" 
Peccato che in casa mia non ci sia il torchio della Bank of Jappan, stamperei giorno e notte per accumulare Nikkei, in questo momento "COMPRARE GIAPPONE" è l'unica certezza nei mercati finanziari.
L'unica? Non proprio...
Esci con il cane, caffè e leggi l'oroscopo, scopri con stupore che il tuo segno in questo momento è il superfavorito, le stelle vogliono te! Sei sconcertato, sì ho letto bene. Mi chiedo come sia possibile, dopo l'abbaglio preso sabato scorso con la "NOTIZIA WARREN BUFFETT", sono i primi colpi di sole?
Arrivi al bancomat e in effetti, una prima buona notizia c'è! Lo senti nell'aria se la giornata è quella giusta, il profumo è inconfondibile, devi solo imparare ad annusare, naso e pori faranno il resto.
Arrivi all'area cani e anche lì devi capire che aria tira. E' tutto tranquillo entri e liberi il cane. Un occhio lo segue e lo controlla, l'altro si lancia sui mercati, sento il suono della campanella: la giornata è iniziata.
Rosso pensate, apertura sottoterra, ovvio, ci deve essere un ultimo sfogo e anche lì il pensiero: potessi, comprerei subito! Cosa? FIAT, lo sapete. Mps, lo sapete. FTSE MIB? Anche, non fa male.
Intanto nell'area cani è tutto tranquillo, anche se è appena entrato un peso massimo. Per un attimo i mercati escono di scena, la realtà deve avere il sopravvento. La signora mi dice che il suo cane è abbastanza tranquillo e io mi chiedo "ma la signora, conoscerà veramente il suo cane?" Il problema non sono i cani, il problema spesso sono i padroni dei cani.
Tutto tranquillo, si annusano, si salutano e poi si ignorano, fin quando entra una cagnolina, l'istinto mi dice che è il momento di uscire, è come sul mercato: Buddy prendi il cane e scappa, ovvero vendi e chiudi la posizione.
La signora dice, tranquillo esco io, ma basta un attimo che arriva l'affronto e nel giro di pochi secondi non vedi più nulla, tutto è coperto da una nuvola di polvere e senti solo righiare. Panico? Devi decidere in un attimo e agire, anche perchè la Signora sta gridando e non si potrebbe fare di peggio! Non ci penso e prendo il cane più grande dal collare. Strattono e separo. Fortunatamente non reagisce, si calma e finisce tutto. La polvere si abbassa e torna la quiete.
Risultato: poche ferite, molto sporco. Tutto è bene quel che finisce bene.
Rientri a casa, fortunatamente c'è la radio e ascolti la cronaca di Borsa, i mercati iniziano il recupero, mentre il mio Markus è in vasca per lavaggio, ingrassaggio e disinfettazione, per la prima volta oggi l'ho visto reagire, e come se ringhiava il piccolo gladiatore!
C'è Robert Baron in pista, anche lui è ottimista sul Nikkei, meno (nel breve) su Wall Street, è in arrivo una correzione. Sicuro?
E se Wally cade, figuriamoci Piazza Affari.
Sicuro?
Difficile fare previsioni nel breve, la prossima settimana ci sarà l'evento FED e poi le scadenze tecniche di Giugno, LE TRE STREGHE, per non sbagliarsi, meglio sempre comprare sulle correzioni.
Mi ripeto: per quest'Etate non vedo crolli, non sarà come il 2010, nè come il 2011 e nemmeno come il 2012, su questo si può essere tranquilli, per quanto lo si può essere sui mercati finanziari.
Passa la mezz'ora canonica e su Markus iniziano a emergere la mappa delle ferite, poca cosa, solo un po' di spavento, merita il suo biscottone. E' il primo cane, ma qualcosa sto imparando e continuo a vedere molti padroni non conoscere il proprio cane, un po' come i genitori che non conoscono i propri figli o coppie che non si conoscono, o ancora come investitori che non conoscono i propri investimenti e nemmeno conoscono i propri obiettivi, la cosa peggiore.
Puoi vincere, puoi perdere, sarà sempre così, l'importante è essere consapevole.
Markus ora riposa, il riposo del guerriero, speriamo solo che lo scontro non l'abbia traumatizzato o ferito l'animo, la prossima volta dovrò stare ancora più attento, sono gli imprevisti... Meno imprevisti, su questo ho maggiori certezze, per quanto riguarda le Borse, sicuramente balleremo ancora, ma nessun crollo, niente panico, qui si COMPRA.

04 gennaio 2011

FIAT AUTO E INDUSTRIAL - Divisioni e moltiplicazioni, la matematica non è un'opinione (RUN TO ME)


Cosa posso aggiungere su che non ho già scritto su FIAT, su un titolo che ho sempre amato da quando lo scettro è impugnato da Sergio Marchionne?! (cliccando qui potrete rileggere i vecchi post) Non ho mai nascosto le mie preferenze sul personaggio e sul titolo e le quotazioni di borsa mi danno ragione. Ragione? Forse è un'espressione sbagliata, diciamo che il titolo mi è sempre spudoratamente piaciuto e l'enorme sforzo in quest'opera di corteggiamento ha funzionato! Ogni volta che accadono questi episodi, ho la conferma che vivo in un pianeta parallelo, e non è una questione di intelligenza, quella credo si misuri in altri aspetti della vita e non credo di essere in prima fila, ma è una questione di giudizio, di pensiero, di valutazione, è una questione di vero e proprio stile di vita. FIAT crolla sotto i 5 euro e va ancora più giù, compro non solo perchè mi piace afferrare quel famoso coltello che cade, non è solo l'ebrezza del rischio, lo faccio perchè sono convinto del titolo, del suo capo condottiero e di tante altre mie fissazioni, ed anche se i grafici per ora mi danno torto, cambieranno con il tempo e disegneranno paesaggi più favorevoli. D'altronde le opere d'arte si vedono solo a quadro ultimato e non mentre si dipingono.
Sotto i 5 euro, sotto i 4, le ore, i minuti, persino i secondi, sembrano intere giornate, le quotazioni impietose affliggono ogni stato d'animo, demoralizzano, affossano le speranze, i sogni ed i desideri, ed accrescono solo una cosa, la paura, dovuta alla mancanza di conoscenza, di sapere e di buon senso.
"Ma sei sicuro di quello che fai?", oppure "e se fallisce?", queste sono le domande che mi vengono poste, provate a chiedere oggi se Fiat rischia il fallimento, vi risponderanno che avrebbero voluto comprare, o peggio che vogliono comprare le FIAT oggi perchè sono un affare, perchè ai massimi erano sopra i 20euro, la crisi viene momentaneamente accantonata. L'ebrezza dei rialzi, come la paura per i ribassi, sono sentimenti che difficilmente (e fortunatamente) riescono ad essere controllati, ed entrambi cozzeranno contro il muro della delusione.
Gordon Gekko diceva "non essere emotivo per la borsa, ti annebbia il giudizio"... cancellare l'emotività, facile a dirsi, cancellare i sentimenti in borsa sarebbe come togliere l'esultanza dopo ogni goal, perderebbe di fascino. Questo non vuol dire che l'assurdità debba regnare per sempre.
Ma vi siete mai chiesti perchè si forma le bolle?! Se non ci fossero i sentimenti, le speranze, l'avidità, la paura, il desiderio, la bramosità, l'angoscia, ma fosse tutto freddo e moderato, potremmo chiudere i mercati ed aprirli una volta al mese per un aggiornamento.
Viva i sentimenti, sempre e non solo sui mercati, ma ogni esperienza ed ogni cicatrice deve saper insegnare, ben sapendo che in borsa non si finirà mai di sbagliare, ma imparando si potrà sopravvivere e si avrà il grande privilegio di vedere un'azienda come FIAT resuscitare, in meno di 2 anni da 3,50 ad una quotazione superiore ai 16, ultimo prezzo... ed oltre, le sorprese non sono finite.
PS. anche se devo ammettere che per quest'anno il titolo più speculativo (sembra nel settore auto) sembra essere un altro, ma lascio al vostro intuito e fantiasia capire a chi mi sto riferendo. Ieri sono saltato in groppa, posso solo dirvi che è targato "farina" come il trattore di Renato Pozzetto;-)))

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15 maggio 2010

SIETE OTTIMISTI O PESSIMISTI? QUESTO E' IL MOMENTO PER CAPIRLO


Buongiorno amici, leggete bene, ho scritto "Ottimisti o Pessimisti" e non Rialzisti e Ribassisti?
Perchè se è vero che sui mercati non contano le previsioni del passato, ma conta solo quello che hai detto ieri, anzi quello è già storia... conta solo quello che hai detto un minuto fa e non quello che hai previsto mesi fa, allora dopo la giornata di ieri sembra di vivere nel più cupo pessimismo, leggi catastrofismo.
Torniamo indietro nel tempo, solo di qualche giorno, dopo la giornata di lunedì... vedi +11%, storico!!! Un rialzo del genere non si vedeva dal 1997, rimbalzi che non si sono visti nemmeno dopo lo scoppio della BOLLA 2000, nemmeno dopo la caduta delle TWIN TOWERS e nemmeno dopo lo scoppio della bolla sul credito, quindi, ripeto STORICO! Lunedì sera l'atmosfera era quella dell'euforia, cancellata come un colpo di spazzola su lunghi capelli lisci, tutta la negatività ed il pessimismo delle 2 settimane precedenti. La mente funziona così, tutto dimenticato, perchè la paura ed il panico sono create dal nostro inconscio, come nascono, muoiono nel nulla. Sembrava la rinascita ed invece? Da giovedì (piccolo antipasto) alla rovinosa caduta di venerdì, tutto sembra tornato come prima, sconforto e paura ritornano all'assalto e si aggrappano a noi, pesano sulle nostre spalle ed affondano il nostro morale.
Tutto sembra come prima, ascoltando i media sembra di aver passato un'altra settimana catastrofica... perchè? Perchè vale sempre l'ultima cosa, l'ultima che si è detta, l'ultima che si è vista.
Ed invece, nei fatti, nell'oggettività non è così, perchè questa settimana chiude con un +5% sull'indice.
Allora, come vi sentite, OTTIMISTI o PESSIMISTI?
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24 gennaio 2009

IL MODELLO KAKA' (Aggiornato)


Esattamente una settimana fa andava in scena il dramma: dopo la partita di sabato sera sembrava di assistere al saluto prima della partenza per il fronte. Abbracci, lacrime, strette di mano e l'immancabile pugno che batte sul cuore. Su il sipario, inizia la tragedia, protagonisti fuori e dentro il campo, i tifosi sono gli ingenui spettatori di un "Truman show"? Il destino di Kakà sembra segnato, il futuro è il fronte di Manchester, ma non la d'orata sponda dello United, bensì l'oliosa, fumosa e grigia sponda del City. Il confine dell'Occidente sportivo, l'esilio del calcio e appunto anche per questo, il compenso deve coprire i vuoti dei sentimenti e della qualità calcistica. In settimana è arrivata la notizia che sognavo, Kakà resta al Milan, i tifosi della fossa e gli amanti della bellezza del calcio, potranno ammirare ancora le pennellate, gli scatti, i dribling, le acrobazie di chi ha nei piedi e nell'estro un talento vero, un dono dal cielo e nei polmoni ha l'energia del TGV e nel sentimento ha una sensibilità intoccabile. Kakà resta al Milan, il gesto mi conquista, ed anche solo per questo rischierei di diventare tifoso milanista. Storia vera o inventata? Non lo so, forse scopriremo qualche dettaglio nei prossimi mesi, la malizia non ci porta sempre alla realtà, spesso ad un cinismo che è ormai conformismo dei tempi, se pensi male, parli male. Kakà non è certo un eroe, sono altri i personaggi che meritano il superlativo assoluto dell'animo e del gesto, Kakà è un sogno che diventa realtà, un simbolo per il pallone ormai sempre più sgonfio, una pagina rosa nel libro nero del calcio. Un business con un cuore, che per una volta, batte più forte dei denari tintinnanti sul tavolo. Non mi interessa l'uso politico che ne ha fatto il Premier da Biscardi, non mi interessa se intorno a questo si creeranno nuovi business, io in questo momento vedo solo il gesto di un ragazzo, cerco di comprendere i suoi sentimenti. Altri calciatori, davanti ad alcune scelte, hanno avuto atteggiamenti diversi. Buffon ha ammesso di aver sofferto di depressione, Vieri davanti all'enorme successo dice di aver subito attacchi di panico. Per una volta forse sarò io il cinico, ma non credo che Vieri sappia veramente cosa sia la sindrome da attacchi di panico. Io l'ho subita, e non mi vergogno di ammetterlo, e non certo dovuta a troppa ricchezza o per cause di eccessi di popolarità. Gli attacchi di panico sono terribili perchè sono invisibili, sono un'attrazione che si insinua nella tua mente piano piano, di nascosto e ti assorbe, non la conosci e finisci per accettarla. Vivi nel silenzio esterno e nelle urla interne, la tua bocca è muta, ma la tua mente grida, chiede aiuto, ma nessuno ne è capace. Sono tutti pronti con la lista delle soluzioni, devi fare questo o quello, ma nessuno ti chiede di cosa veramente hai bisogno, l'insensibilità del prossimo, contro la tua estrema sensibilità. Sei solo, contro te stesso, il nemico è inside. Tutti conoscono il modello della felicità (per gli altri) ma chissà perchè sono in pochi a saperla mettere in pratica per se stessi. Ti aggrappi ed ogni tanto ritorni alla vita, prendi ossigeno, ma subito, in modo autolesionista, senti quasi l'assenza di quel male infido, ti ammalia e ti richiama, non puoi vivere senza di me, e ricadi. Per uscirne le vie sono la psicanalisi, la medicina o la forza di volontà, ed una faticosa autonalisi, un viaggio dentro te stesso. Io ce l'ho fatta, almeno credo, ma ancora oggi mi guardo dentro, e prima di incolpare il prossimo, cerco di capire se sono io ad aver sbagliato. Probabilmente questo è causa o merito della mia estrema sensibilità. Prima di uscire di casa, ci copriamo di strati di metallo, un armatura a prova di dolore, siamo nella società dei vincenti, in cui i punti deboli devono essere nascosti. Per quanto mi riguarda potrei uscire di casa nudo, non mi vergogno delle mie cicatrici, anzi, sono lì a ricordarci gli errori fatti e le sofferenze. Ed invece tendiamo ad allontanarci da chi ha sofferto, perchè abbiamo paura di soffrire, ed è per questo che mi chiedo, perchè continuiamo a soffrire inseguendo chi scappa, trascurando chi ci è vicino, dando sempre per scontato che anche se accantonato, sempre ci sarà... perchè vogliamo quello che non abbiamo solo per il gusto della conquista? Il Milan si è tenuto Kakà, ed ha fatto bene, non è solo un regalo per noi amanti della bellezza, dell'arte applicata allo sport, dell'eleganza su tappeto verde. Kakà stava bene al Milan, il Milan con Kakà può andare lontanto, ed allora vale trasformare in denaro ed in una futura incognita, una bellissima realtà che può continuare a regalare soddisfazioni? Il Milan ha fatto un regalo a se stesso, è inutile cercare il meglio, quando il tesoro è già in casa.

28 ottobre 2008

WALL STREET 1929 - Raccontato da chi l'ha visto


"Ormai i cobra fischieranno sugli ultimi piani./ Ormai le ortiche faranno tremare cortili e terrazzi./ Ormai la borsa sarà una piramide di muschio./ Ormai verranno le liane dopo i fucili/ e molto presto, molto presto, molto presto./ Ahi, Wall Street!"
Questi sono i versi di Federico Garcìa Lorca, uno che il crollo del 1929 l'ha vissuto, e dalla palpitazione e l'ansia che emerge da questa poesia si può capire quanto il poeta sia rimasto impressionato, quanto la realtà gli sia sembrata tragica se gli ispirò versi così apocalittici. Lorca era approdato in America nel giugno del '29, per sfuggire al regime di Primo de Rivera. Restò impressionato dall'atmosfera della Borsa: "è qui dove ho avuto un'idea chiara di quel che è una folla che lotta per il denaro. Si tratta di una vera guerra internazionale con una lieve traccia di cortesia". In Ottobre la crisi precipita e con essa Wall Street. Garcìa Lorca rimase per ben sette ore a Wall Street, sbigottito, ad osservare le scene di panico: "gli uomini gridavano e discutevano come belve e le donne piangevano dapperttutto, alcuni gruppi di ebrei lanciavano forti grida e lamenti sulle scalinate e agli angoli delle strade. Era questa la gente che entrava nella miseria dalla sera alla mattina...". Garcìa Lorca compì in quel momento l'errore più classico che si compie quando la paura ti assale, quando invece di fermarsi e cercare di rimanere aggrappati alla razionalità, si fugge trasportati dal panico, perchè tutto sommato è più facile, salvo poi, nella maggior parte dei casi (non in tutti), pentirsi. Garcìa Lorca non poteva conoscere la "distruzione creativa" di Schumpeter, ma nemmeno poteva immaginare le capacità del capitalismo: una strana macchina che ritrova tutta la sua energia al culmine della crisi. E forse Garcìa Lorca dubitava anche nelle potenzialità dell'essere umano, che proprio nei momenti in cui ha le spalle al muro, riesce a trovare la soluzione e gli accordi per risolvere i problemi. Garcìa Lorca non regge la situazione americana e rientra in Spagna, dopo qualche anno con lo scoppio della Guerra Civile, il poeta si sposta a Granada, praticamente un voto alla morte. Spesso, nelle situazioni di difficoltà cerchiamo di rimediare un errore, commettendone uno peggiore, come dice il detto: "peggio la toppa del buco". Non capiamo che l'errore sta a monte. Oggi non assistiamo più ad urla, broker che sti strappano vesti, foglietti che inondano le sale di contrattazioni, scene di panico totale, oggi è tutto anestetizzato dall'informatica, ma i problemi sono gli stessi, la stretta del credito, la solvibiltà, i ribassi, c'era un orso in quell'epoca e graffiava, e lo fa anche oggi, allo stesso modo, si commettono gli stessi errori, e si prendono scelte sbagliate. L'accumulo di esperienza e di sapere sono guadagni impagabili e inestimabili. Io oggi, nonostante l'era tecnologica imperante, mi ritrovo con i guantoni a dover combattere contro i broker che mi strappano i margini e con le controparti che lucrano con giochi di prestigio, per non dare un altro termine più offensivo. Questa è la crisi finanziaria, che rispetto a quella economica è meno palpabile, difficile da quantificare e che ha anche una temibile arma a doppio taglio: la Fiducia, se la perdi, se viene annullata, è una sconfitta per tutti.


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07 ottobre 2008

NON E' il 1929 - "CHI TAGLIA PER PRIMO?"

Buongiorno! I media ieri sera non hanno potuto evitarlo, si è dovuto parlare di bufera e crisi dei mercati. Soliti toni apocalittici da parte della politica, conduttori che evocano il '29, fortunatamente erano presenti anche esperti di primo piano che hanno saputo moderare i toni e dare un po' di chiarezza alla situazione. Ieri ho concluso l'articolo con il motto "CHI TAGLIA PER PRIMO" ed oggi a sorpresa abbiamo assistito già al primo intervento. E' l'Australia la prima a prendere in mano le forbici, la Banca Centrale Australiana ha tagliato i tassi di 1% secco. Oggi sui giornali, oltre ai titoli ad effetto, ci sono anche degli editoriali ricchi di saggezza e buon senso, come quello di Marco Onado "la lezione svedese". Leggiamo attentamente, perchè, più che al 1929, questa crisi ha molte più analogie con la crisi scandinava dei primi anni '90, che di una depressione da catastrofe amplificata. Pensateci bene prima di buttarvi dal 10 piano, è dopo il buio più pesto della notte che arriva l'alba, e dietro alla distruzione è probabilmente nascosta una miniera di occasioni...

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19 settembre 2008

PAULSON E BERNANKE PRONTI PER IL SALVATAGGIO! Come al solito le grandi decisioni sono sempre inaspettate!


Buongiorno! Ritardo gli aggiornamenti perche' sto vivendo una (comprensibile) euforia, me la merito!;-) Bernanke e Paulson entrano nel mito? La storia dice che, dopo ogni evento storico (soprattutto nella finanza) si favoleggi, o immagini che dietro la "magia" ci sia un piano o una riunione leggendaria. Questo è il bello del mercato! Il mio capo li definirebbe "fatti entelechiani". Credo che ognuno di noi abbia nel suo campo dei punti, delle persone o delle esperienze di riferimento. Le mie le ho più volte elencate e spiegate, quella che ricordo meglio è quella relativa al 1998. Si narra dell'organizzazione di una tavola rotonda, in una sera dell'Ottobre 1998, in cui un gruppo di prestigiosi e facoltosi investitori, con l'appoggio della Fed di Greenspan decisero il salvataggio del sistema finanziario USA dopo il crollo del celebre e "pesante" hedge fund: LTCM, fondato da due importanti premi nobel. L'anno era iniziato con una sparata delle borse mondiali, con Piazza Affari in testa, l'indice era arrivato a guadagnare in piena estate il 38% da inizio anno. All'improvviso, gli scricchiolii dall'Asia (Thailandia in testa), il crollo dell'economia Russa e la caduta del rublo, innescare una caduta storica delle borse. In poco meno di 3 mesi, furono completamente cancellati tutti i guadagni. Quelli si erano ribassi, giornate da -5/-6% di indice, titoli principali sospesi al ribasso, 4 giorni al ribasso consecutivi ed uno di rimbalzo. E come in ogni crisi che si rispetti, arriva il fallimento di qualche attore, in quel momento tocco' ad uno dei protagonisti, il tanto decantato fondo LTCM, l'hedge fund dei premi nobel, crollato a causa degli investimenti sbagliati in Russia, soprattutto sul Rublo. Il mercato entrava nel panico, a questo si aggiungevano elementi politici destabilizzanti, come il possibile impeachment del presidente Clinton, con il suo formidabile sigaro. Mi pare di ricordare che un libro racconta in modo romanzato, la vicenda della riunione d'emergenza. Fu anche quello un piano concordato, una massa di denaro che si riversava in un mercato ormai panicato, ed in caduta libera, la spinta decisiva fu l'uno due di Greenspan con i suoi tagli ai tassi d'interesse avvenuti fuori meeting. Da metà Ottobre a fine Dicembre la borsa riuscì a recuperare tutto quanto perso, e poi sappiamo cos'è successo nel biennio 1999/2000. Questa volta non credo che la prosecuzione si assomiglierà, però quanto accaduto, in fase di preparazione, assomiglia molto a quell'epoca, o perlomeno a me la ricorda molto. In quell'anno, nonostante fossero i miei primi anni di esperienza, mi trovai ad affrontare una prova difficili, ma con una grande convinzione nelle mie capacità e nelle mie idee, o forse, a posteriori, penso ci sia stato molto intuito ed incoscienza. Feci comprare a tutti i clienti. Con calma, senza guardare grafici, un accumulo su ogni panicata, e la gente aveva molta fiducia, nonostante i media strombazzassero la tragedia. Andò molto bene, a posteriori, fui capace o solo fortunato? Non ero spaventato allora, perchè dovrei esserlo oggi? Certo, tutto può sempre accadere, e la presunzione viene sempre punita, ma credo negli anni di aver aumentato le esperienze e le conoscenze. Infatti, mentre molti continuavano a chiamare un nuovo 1929, anche se questo stato economico/finanziario non ha dei veri riferimenti con il passato ma solo singoli elementi, io mi sono sempre limitato a paragonarlo con le crisi del 1998 e della fine degli anni Ottanta. Nel '98 c'ero, la fine degli anni Ottanta l'ho solo letta e studiata. Ricordo il crollo nel 1987 della borsa, il Dow Jones perse il 22% in un giorno, ci fu un'altra follia finanziaria: i Junk Bond di Michael Milken (un altro dei presunti riferimenti di Gordon Gekko del film Wall Street), e le avventure catastrofiche delle Casse di Risparmio Americane. Ma lo sapete quanto costò al Tesoro USA creare il veicolo per salvarle dal fallimento? Circa 500miliardi di Dollari, ma di 20 anni fa. Attualizziamo. Gli 85miliardi spesi per AIG sono in confronto una caramellina. Ora sentiremo che questo è solo un rimbalzo, oppure un "Bear Market Rally" o altre amenità varie. Quello che però mi urta è la mancanza di coerenza. Quando le cose vanno per il verso giusto si fa lode del trading, quando invece va per il verso sbagliato si difende ad ogni costo la propria idea. Ma allora fai trading solo quando va bene e quando non va fai di lungo termine? E vi chiedo, ma avete visto i rialzi di oggi? Le banche salgono anche del 30%, vedo UBS (titolo che era nel mio mirino e che certo non compro a +35%) e mi chiedo, ma il fortunato investitore che lo cavalca cosa pensa, che ne valeva la pena o no? Se il trader non fa trading ora quando lo fa? Quando i titoli salgono da soli ed hanno una tendenza lineare? I mercati sono sempre molto difficili da interpretare e commentare, sempre molto facili da contestare. Criticare in questo mondo, riesce a tutti, metterci la faccia, meno. Ora io non posso scrivere con certezza che da qui si sale e non si torna più indietro, anzi non mi stupirei dopo altre sparate di rivedere una nuova caduta per destabilizzare. Però chiedo, come possono stare quelli che ieri hanno aumentato le posizioni short su segnali tecnici e che oggi sono costretti a ricoprirsi? O peggio quelli che fino a ieri guadagnavano con le discese, ed oggi vedono decurtarsi quella torta? Perchè anche il mancato guadagno pesa, soprattutto a livello psicologico. I movimenti dei prossimi giorni, potrebbero spezzare le reni a chi cerca le cavalcate, o peggio, a chi è costretto per portare a casa la pagnotta. Queste sono le grandi onde, e come insegna "Point Break", si rischia di finire sotto: "se vuoi il massimo, devi essere pronto a pagare il massimo". Ieri sera vi avevo lasciato con il titolo "IN ATTESA DEL GRANDE EVENTO" e sottolineando l'avvicinarsi delle scadenze tecniche ma, in tutta sincerità, mai mi sarei aspettato di prendere in pieno il timing, la mia era solo la conferma di una convinzione positiva. Non immagino quanti oggi si siano presentati al regolamento delle scadenze in grandi difficoltà. Questo è il mercato, a volte vinci, a volte perdi, l'importante è poterci essere ogni giorno! Raccontare i fatti il giorno dopo, è sempre più facili, però non mi pare di essermi sottratto in questi giorni. Sono contento di aver intensificato gli acquisti nelle cadute, sono molto dispiaciuto per non aver potuto dedicarmi anche ad un pò di trading, giusto per mettermi la prova. L'operatività sul valutario, e lo studio economico e dell'attuale situazione mi assorbe. Sono contento di essermi messo (anche se solo di breve) contro lo YEN, come descritto alla fine della scorsa settimana, ed anche se l'apertura di lunedì mi ha fatto dubitare, avevo la convinzione che i gap ribassisti si sarebbero chiusi. Lo YEN in questa fase altamente speculativa, come indicatore, è ancora più importante. Ora non ci resta che verificare la chiusura di questa sera (non è detto che Wally tenga) e la prova del nove di Lunedì. In attesa che il mercato inizi a guardare anche le buone notizie, che prossimamente vi elencherò...


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28 marzo 2008

APERITIVO IN PIAZZETTA AFFARI - Si chiude il Primo Trimestre 2008


Venerdi' di stanca, povero di spunti e di notizie. D'altronde non puo' essere sempre su e giu', panico o euforia, e soprattutto veniamo da un dopo Pasqua in buon recupero. Si tira il fiato. Con lunedi' si chiude il primo trimestre di questo 2008 (per il momento) disastroso. Il riassorbimento del panico e degli eccessi si respirava. La prossima settimana, ricca di dati economici, sembra pero' riavvicinare il maltempo. Il percorso non sara' agevole e non credo che su un'eventuale discesa, i titoli possano riperdere gli stessi punti percentuali riguadagnati questa settimana. Pero' se vedo alcuni titoli, tralasciando i bancari ormai malandati, soprattutto del settore petrolifero, come ENI e Saipem, la situazione non e' delle migliori. Su ENI in particolare rimane intatta la figura negativa piu' volte qui ricordata. Cosa aggiungere? Rimangono intatte le analisi e l'operativita' della scorsa settimana. NON, ripeto NON compro e NON aumento sui rialzi, questo rimane un MUST. Per quanto riguarda il cambio di riferimento: l'EURO/YEN, nonostante gli svolazzi finche' non chiudera' stabilmente sopra 157,50, la situazione generale rimarra' debole. Le temperature piano piano aumentano e la primavera sboccia, ma qui, sui mercati, conviene rimanere ancora ben coperti...

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18 marzo 2008

BERNANKE/MANDRAKE: riuscira' la magia?


Di questi tempi se ne sentono di tutti i colori, e non e' detto che non sia io quello che le spara piu' grosse! Mi chiama un amico (professionista del settore) e mi dice che Martedi' 18 la Fed tagliera' il tasso di 75 punti, sui giornali leggi previsioni di tagli maggiori, chi dice 100 basis point, e adirittura c'e' chi arriva a 125! Mi sembra che un po' tutti si siano bevuti il cervello, o peggio, che non sappiano nemmeno di cosa stanno parlando, il che e' una cattiva notizia perche' panico e confusione si espandono, ed una buona, che forse siamo arrivati vicini al fondo. Ma quante volte e' stato visto il fondo dal 2000 al 2002? Lo stesso si potrebbe chiedere agli economisti ed agli operatori di mercato per quanto riguarda l'economia USA, quante sono state le RECESSIONI da loro previste e quante quelle che si sono realmente manifestate? Sinceramente non credo che questa sera Bernanke usera' il forbicione, mi aspetto un taglio di 25/50 punti, non di piu', ma posso tranquillamente sbagliarmi. Bernanke sta usando la politica monetaria, come una polizza assicurativa per il futuro dell'economia USA, ma il sostenimento ed il rafforzamento della fiducia lo sta ottenendo con le immissioni di liquidita'. Le operazioni della scorsa notte, ed i bilanci dei BIG USA sembrano essere apprezzati dal mercato (ricordiamo anche il forte ipervenduto presente sul mercato), il rimbalzo per il momento ha una natura strettamente tecnica. Se dovessi abbandonarmi alle mie visioni, potrei dire che questa sera assisteremo ad un taglio moderato, successivamente saranno attese le parole di Bernanke, se il mercato inserira' la retromarcia, da mercoledi' in poi si potra' assistere ad altri interventi concertati. A quando l'inversione? Questa volta alzo bandiera bianca, mi aspettavo un minimo in questa settimana, ma la situazione e' troppo complicata per tentare una previsione, il momento e' molto delicato, anche se un bel RIMBALZONE di Primavera non e' una chimera. Se pero' mi si chiede se questi sono momenti per comprare, allora la risposta e' sempre la stessa: si compra sulle debolezze, ed i risultati li vedremo nei prossimi mesi. Se avro' visto bene, i risultati saranno soddisfacenti, per il momento il mio ottimismo ha ancora ragione di esistere. Certo, non esiste momento migliore per il trading stretto, si cavalcano onde e performance che per i piu' audaci possono essere straordinarie. In questo momento pero' sono troppo concentrato sul valutario e nello studio sull'evoluzione dello scenario, preferisco quindi accumulare con lentezza e con pazienza. In questo momento sono altre le priorita': Arginare il panico e sostenere la fiducia. Bernanke, stiamo tutti facendo il tifo per te!

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17 marzo 2008

1907: Ieri tocco' a John Pierpont Morgan - 2008: Oggi tocca a JP Morgan


Sapete chi e' l'uomo nella foto qui a fianco? John Pierpont Morgan, la storia dice che fu lui l'uomo che 101 anni fa, salvo' Wall Street da una possibile catastrofe finanziaria. Ironia della sorte, 101 anni dopo sono i suoi eredi a mettere una grande stampella nella vacillante costruzione finanziaria che ormai, i piu' pessimisti, vedono prossima ad un cumulo di macerie. Gli eredi di Morgan hanno effettuato questa notte un'operazione grandiosa, un'operazione che molti attendevano e su cui molti speravano, e' stata salvata Bear Stearns, una banca molto importante, ma pur sempre la piu' piccola tra le Big USA. In queste fasi non esistono ne' weekend e nemmeno festivita', c'e' chi rientra in anticipo al quartier generale (come il Ceo di Lehman Brothers) chi come Mandrake/Bernanke passa la domenica in trincea tagliando inaspettatamente in prepartita il tasso di sconto (il tasso applicato alle banche) e chi come quelli di Morgan preparano operazioni di salvataggio. Il sottoscritto, nel suo piccolo, sta registrando (come sempre fatto negli anni) molte trasmissioni e notiziari, perche' queste situazione amo viverle in pieno, respirarle, solo cosi' possono entrare nell'animo e aiutarti a capire gli atteggiamenti, i comportamenti, gli effetti ed i pensieri che scatenano il momento. Capire per imparare, ricordare per imparare, accumulare cosi' nuove esperienze come valido supporto e aiuto per affrontare il nuovo che ci aspetta, perche' anche questa crisi, come ogni crisi, sara' superata. Ma in che modo ed in che tempi, queste sono le domande che dobbiamo porci. Le crisi sappiamo sempre (a posteriori) quando iniziano, ma non quando ed in che modo si esauriscono. Nell'attuale crisi c'e' enorme sfiducia, questa volta totale, perche' anche le banche, tra di loro, si guardano con sospetto. La psicolgia in questo momento, e' l'aspetto fondamentale. Perche'? Vi siete mai chiesti perche' nella maggior parte dei casi si vende durante le discese (magari in perdita) e non durante i rialzi (magari in guadagno)? Perche' la psicologia nei momenti topici dei mercati porta a pressioni enormi, e ci induce quasi sempre a fare la scelta sbagliata nel momento sbagliato. In questo momento, con tutte le cartolarizzazioni sparse nel mondo, chissa' dove ancora e quanto ancora, che sono valorizzate dal mercato come carta straccia, c'e' una pressione verso il rientro del debito. Chi negli anni scorsi ha portato a casa performance anche a 2 e 3 cifre, oggi magari rischia di affogare, o peggio di chiudere, perche' le banche chiedono o meglio, costringono il rientro dei margini. Me l'hanno insegnato negli anni, e credo di averlo imparato, l'importante nella gestione e' la costanza e non i picchi del +100% un anno ed il -40% nell'altro. Gli Hedge Fund un tempo mitici con anche rendimenti del 1000% oggi subiscono il rischio leva, quello che ieri era il turbo, oggi e' piombo che li fa sprofondare. In questi momenti anche le cose buone vengono travolte dal panico: le obbligazioni tripla A, i bond governativi, e soprattutto le azioni, perche' quando si deve coprire un debito, ed i valori di portafoglio crollano si vende tutto il vendibile. Ma noi poveri (e piccoli) risparmiatori che cerchiamo una diversificazioni dell'investimento nell'azionario non abbiamo nessuna bomba sotto il sedile, comprare un titolo buono che (temporaneamente) svaluta non deve portare agitazione, anzi, dobbiamo vederla come un'occasione enorme che la borsa ci regala. Dobbiamo solo avere pazienza. Sono quelli in leva che soffrono, perche' la leva e' uno strumento demoniaco, amplifica si i guadagni, ma quando le cose vanno male ti risucchia nelle tenebre. Nelle prossime settimane potremmo capire quanti saranno gli Hedge Fund travolti da questa crisi finanziaria, come birilli, sara' uno strike! Le banche centrali, con le iniezioni di liquidita', non stanno curando il male, ma stanno alleviando le ferite, temporeggiando, e qui ritorna in campo la psicologia, infatti queste operazioni concertate se da un lato spezzano la sicurezza e le armi dagli attacchi speculativi ribassisti, dall'altra attutiscono le cadute. Ricordiamo le difese nelle roccaforti delle grandi battaglie della storia, brevi e decisi contrattacchi e poi tutti sotto gli scudi, bisogna che il momento passi, arginando le paure. Le teste cadranno, perche' in questo momento non sono molte le JPMORGAN sul mercato, ma dall'altro ci sono anche i Fondi Sovrani e le pompose Banche d'Oriente che sapranno aiutare nei momenti di contrattacco. In questa settimana avremo appuntamenti importanti con i bilanci delle Banche USA, con alcuni dati macro e domani con la FED. In queste fasi, anche chi prima era oltre gli ottimisti, vede un '29, vede una crisi senza fine, un mondo che si avvita su stesso, dimenticando tutte le cose buone che si dicevano prima della tempesta, che il futuro e' pieno di spine, ma fortunatamente c'e' anche chi (e il sottoscritto e' tra questi) ora, sa benissimo che a tante spine corrispondono almeno una o altrettante rose...

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato