21 giugno 2017

Panino e Listino: PIOGGIA DI PIR PER UN'ESTATE BOLLENTE (Giovedì 22 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, vedo che nonostante le mie interminabili assenza, qualcuno a tener vivo questo piccolo blog c'è ancora.
Grazie, di questo vi sono grato.
La fedeltà merita incoraggiamento e merita lodi e premi.
Quello che posso fare è riportarvi uno dei miei ultimi pezzi, risparmiandovi il costo della carta e la ricerca di una delle ultime edicole presenti in questo Paese. Se poi quello che trovate scritto è anche utile, valutatelo voi.
Posso solo dirvi che in questo numero, molto speciale, c'è un grande ospite di prestigio, quantomeno nazionale.
Buona Estate. Sarà tutta da vivere.
Domani su Panino e Listino l'Italia che ha rischiato il 1929 e ovviamente i temi operativi per l'Estate bollente. Solo per i guerrieri, i coraggiosi che ancora vanno a caccia nelle edicole calpestando l'asfalto incandesciente.

LIBERO 25 Maggio 2017

L’effetto Pir a Piazza Affari è paragonabile alla Pianura Padana irrigata dal Mississippi.

Alessandra Gritti, un fiore gentile nell’aspetto, appena apre bocca è una centrale termonucleare di idee e di sapere. Sui Pir è fulminea, sono una grande occasione, ma senza un aumento dell’offerta (incremento delle società quotate) si rischia di trasformare l’opportunità  in un episodio di euforia effimera.
Alessandra Gritti (AD di Tip) esperta del settore moda, o meglio grande conoscitrice del settore lusso, il fiore all’occhiello dell’Italia, che in borsa è ben rappresentato da Moncler, Ferrari, Ferragamo, aziende che Lei considera un “Unicum”, uniche nel loro genere. L’aristocrazia di Piazza Affari, un settore molto sottovalutato, incompreso dagli investitori le cui stime continuano a rimanere prudenti. Questo accade, dice la Gritti, perché gli analisti usano ancora “metodi antichi” di valutazione. Pensate al calcio oggi, una Juventus in Champions, con stadio di proprietà, vale molto di più di un pur prestigioso Milan che è fuori dalla coppa e non ha lo stadio. La Juve è un “Unicum” nel calcio italiano, così  Moncler dovrebbe avere valutazioni da griffe mondiale. Gli analisti si dovranno ricredere, ma i prezzi saranno già molto più su.  Purtroppo le scarse valutazioni sono anche un problema di pregiudizio stantio nei confronti dell’Italia, un’etichetta che Tip sta cercando di cancellare. I Pir, se usati bene, potrebbero dare il colpo di spazzola.   
Avete presente cosa potrebbe accadere se al posto del Po, nella Pianura Padana ci fosse il Mississippi? I campi, invece che beneficiarne, si allagherebbero. Bisogna aumentare il terreno coltivabile, tradotto bisogna aumentare l’offerta. Non commettiamo lo stesso errore fatto con il Numtel nel 2000.


Quella dei PIR per Milano è l’occasione  per una bella smacchiata, e per trasformare la paura della Brexit in un’opportunità.


PIAZZA AFFARI: lo ripeto, un conto sono le coperture, un conto sono i singoli titoli che sono la maggioranza del portafoglio. Sugli indici io resto short.
TAMBURI INV: abbiamo la nostra Berkshire, manca solo il weekend a Omaha (nel nostro caso in una città italiana). Non sapete dove investire? Lasciate perdere i fondi, comprate Tip, avrete un portafoglio diversificato che comprende il meglio dell’Italia. Tip, il migliore amico dei propri azionisti, un investimento a 5 anni ha dato un ritorno medio del 50% annuo. Un amico che vale un tesoro.
CLABO: promessa mantenuta, ho trovato la nostra Gefran! +520% da inizio anno +280% dal mio prezzo d’acquisto. Abbiamo bruciato tutte le tappe. Ora, i cassettisti devono tenere, ben sapendo che faremo su e giù ampi, chi vuole portare a casa per comprare più basso, ci pensi. A questi prezzi non si compra.
DIGITAL M: l’altra nostra perla. Bel cadeau il warrant. La tentazione di vendere, dopo un +200% in 4 giorni è grande. Il mercato è diabolico, ma si deve resistere e aspettare la gallina.
ECOSUNTEK: qui il PIR rischia di diventare doping. Occhio che a questi prezzi volano gli sberloni.
 


31 maggio 2017

Panino e Listino: ALLEGRI, ARRIVA LA CHAMPION, L'UNICA COPPA CHE CONTA (Giovedì 1 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Tutto pronto per la finale tra Juventus  e Real Madrid. La Finale. Tutti pronti, anche la paura, visto che le autorità hanno deciso, come atto di prevenzione, di chiudere il tetto del leggendario Millennium Stadium di Cardiff. Abbiamo costruito un altro muro, non vi sembra? La strada è tracciata da tempo, dalle dichiarazioni di Orban e sembra trovare freni e ostacoli, l'unica soluzione, come protezione, sembra essere quella di chiudere, tutto quello che sta fuori non mi interessa. Tanto c'è internet, tanto c'è Facebook.
Come dicevo, ecco la finale di Champions League, quella che io ancora preferisco chiamare Coppa Campioni, l'unica coppa che in questo calcio innaffiato dal denaro e dal professionismo e dalle parite Iva aziende, conta ancora più del vil denaro.
Guardate cos'ha fatto l'Inter.
A Milano è una voce che si ripete ovunque, dal bar alle edicole, quelli lì hanno fatto di tutto per vincere il "ciapa no".
È la sponda nerazzurra che parla infuriata, si lamenta della propria squadra, l'Inter, che ha fatto di tutto per perdere e non qualificarsi all'Europa League. Vogliono fare le vacanze lunghe, poverini.
Un atteggiamento ridicolo dei giocatori, un atteggiamento che ha umiliato l'allenatore Pioli e deluso la tifoseria.
In realtà, se la ricostruzione è vera, lo scopo era un altro, rinunciare alle qualificazioni per l'Europa League, per potersi concedere il tour in Cina. Risultato? Meno partite, maggiori incassi.
Sapete cosa vuol dire tutto questo?
Che i trofei e le coppe, il traguardo di ogni atleta, oltre al motto della partecipazione (ieri) e della salute fisica (oggi), è oggi appannato, cancellato se non oscurato dal tintinnio e dal luccichio dei soldi.
Solo una coppa interessa, quella dei campioni, il resto è ferraglia, molto meglio gli assegni a 7/8 zeri.
Una volta la competizione si fondava sulla conquista di un trofeo, qualunque fosse o del piazzamento, ora conta solo incassare, anche giocando dove il calcio non ha estimatori.
A questo punto mi chiedo, nelle bacheche e nell'albo d'oro di domani, cosa metteremo?

Domani su Panino e Listino le tentazioni di Borsa, dell'AIM e l'effetto Pir. La borsa spiegata bevendo una birra.
E poi, molti, molti temi operativi. Ne valeva la pena stare in Borsa, avete visto, ne valeva la pena per rivedere questo spettacolo.

24 maggio 2017

Panino e Listino: PIU' PIR PER TUTTI (Giovedì 25 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Più Pir per tutti" è lo slogan ironico di Panino e Listino ormai da molte settimane. 
I Pir, un'iniziativa travolgente, che com'era nelle carte sta avendo effetti euforici ed esagerati un po' ovunque. Dove passa il Pir, l'erba cresce istantanea. I Pir devono ancora essere seminati che in giro si vede una fioritura da Primavera intensa. Sarà fioritura di tulipani?
Di Pir credo di aver già scritto abbastanza, sia in modo tecnico, sia qua e la, un richiamo su diversi titoli. Ma se c'è ancora qualcuno che non conosce o non ha mai sentito parlare del fenomeno, ecco qui l'articolo della scorsa settimana pubblicato su Libero.
Panino e Listino di domani, neanche a drilo, ancora PIR. E che due palle, direte, se c'è ancora qualcuno che legge Panino e Listino.
Attenzione ai giudizi avventati, domani i Pir saranno affrontati da qualcuno che ha un'esperienza a Piazza Affari valutata in decenni. 
E poi, titoli scoppiettanti. E poi non dite che non vi avevo avvisato per tempo sul Luna Park dei titolini.
Bisogna essere matti per comprare ora, o forse no?
La festa è ancora all'inizio, pause correzioni permettendo. 

LIBERO 18 Maggio 2017

“Più Pir per tutti” il sarcasmo di Alex Drastico trasferito alla finanza, è ormai da molte settimane lo slogan di Panino e Listino. Perché i Pir sebbene ancora poco conosciuti al grande pubblico hanno tutti i requisiti per diventare il re di denari dei portafogli italiani. Sicuramente fino a oggi lo sono stati per le pmi quotate a Milano, un baccanale rialzista che ha scatenato l’appetito di trader e addetti ai lavori. Ma cominciamo dal principio, cosa sono i Pir? In sintesi Piani individuali di risparmio,  introdotti dall’ultima legge di bilancio, uno strumento per canalizzare il risparmio degli italiani verso le imprese italiane. Ogni singolo sottoscrittore ha l’obbligo di mantenere l’investimento per 5 anni, con un importo annuo di massimo 30 mila euro, fino a un totale di 150. In cambio, oltre al potenziale guadagno, oltre a favorire le imprese nazionali, di sicuro per l’investitore ci sono gli abbattimenti fiscali: niente tasse su capital gain, dividendi, successioni e donazioni.
Secondo alcuni gestori con i PIR vincono tutti i protagonisti: vince lo Stato, le aziende, i risparmiatori e gli intermediari. Gli operatori del settore alzano già l'asticella della raccolta, le stime iniziali erano troppo prudenti, dicono, i numeri fino a oggi sono travolgenti.
Si deve fare in fretta, chi prima arriva meglio alloggia. Perché sui mercati tutto si trasforma in una moda, e anche le migliori intenzioni spesso degenerano. Per cui non mi stupirei se i benedetti PIR di oggi, un giorno lontano si trasformassero in quei maledetti.
Il fenomeno PIR a me ricorda tanto l’arrivo in Italia dei Fondi d’Investimento a metà anni ’80, fu il turbo per la nostra borsa. L’indice Comit (la memoria storica) in soli 2 anni passò da 200 a 900 punti. Paragone azzardato?
A questo punto faccio io una proposta al governo: perché non dimezzare o eliminare temporaneamente il capital gain sulle azioni? Una tassa che si è rivelata improduttiva. Insieme ai Pir sarebbero il QE made in Italy, un ricostituente efficace per far tornare a splendere Piazza Affari, un luogo per troppo tempo coperto di polvere e dolore.

PIAZZA AFFARI: e dopo una giornata così, in un mondo finanziario assalito dal Fintech, con chi te la prendi? Dove trovare conforto? In un algoritmo? Ah, per fortuna c’è sempre Panino e Listino!
L’Orso ha graffiato, ora fa male. Al di la dei colpi di coda e reazioni al rialzo a breve, il solco è tracciato. A 20.200 sarà una bella battaglia.
WALL STREET: sono passati 6 mesi circa dall’elezione di Trump, la domanda che vi pongo è: qualcosa è cambiato? Sì, il DJ è salito del 12%,  ma oltre a questo? Nulla. Pensate a cosa potrebbe succedere se la stessa domanda se la ponessero gli investitori yankee. Down, down, down. Etn: IE00B8VZVH32
ALERION: ha riposato abbastanza.
EURO/$: come già vi ho scritto più volte, diffidate quando sono tutti concordi verso uno scenario (in questo caso la parità), spesso accade il contrario.
$/YEN: altro che SPREAD, è sempre questo il faro degli investitori. Per il lungo termine, segna ancora bel tempo.
 

10 maggio 2017

Panino e Listino: FINE CORSA, ALITALIA O WALL STREET? (Giovedì 11 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Duello finale al gran concorso per L'IRONIA, sono rimasti a gareggiare solo in due: Montezemolo e Vegas.
Imbarazzo della scelta, chi vince? 
Non c'è che dire, è una bella gara, un testa a testa. In fatto d'arguzia, la scelta diventa ancora più difficile.
Secondo Montezemolo, il fallimento di Alitalia ha un solo responsabile: IL PIANO INDUSTRIALE. Può arrivare anche Paperon de Paperoni, ma se Alitalia non cambia il piano industriale, il bilancio sarà sempre in rosso. Più o meno sono state queste le sue parole. Ho solo un dubbio, chi è stato negli ultimi anni nel Cda di Alitalia?
Provate a dare una risposta a caso.
Si potrà dire che Montezemolo in cda abbia combattuto e non fosse d'accordo con l'idea generale, può essere, ma ci sono sempre le dimissioni. Perchè non farlo e parlare solo ora?
Secondo Vegas, il bail-in così com'è non va bene e gli NPL non vanno "svenduti". Caro Vegas, benvenuto tra i terremotati della finanza e del risparmio italiano. Come dire, meglio tardi che mai, ma qui siamo oltre al ritardo, ormai siamo tutti sotto le macerie.
E' veramente un peccato, perchè anche le menti più brillanti del Paese, una volta in cabina di comanda, l'avaria diventa la prassi,  e non sempre si può arrivare all'atterraggio di fortuna.

Domani in Panino e Listino, il racconto delle elezioni francesi, la metafora delle portaerei e le possibilità di DECOUPLING. E i temi operativi? Tranquilli, quelli non mancano mai.

03 maggio 2017

Panino e Listino: PRIMA DI MONACO JUVENTUS, PARIGI VAL BENE UNA MESSA (Giovedì 4 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Prima di scendere a Montecarlo, per il grande evento, bisogna passare per Parigi, la capitale.
Ogni tanto lo devo ricordare, ma l'avete visto lo sfondo di questo blog? Com'è cambiato e da quanto è cambiato? Lo ricordate l'avvertimento sul Luna Park e sui titolini che sarebbero tornati a ballare?
Oggi, a distanza di mesi, nonostante Brexit, nonostante Trump e nonostante il Referendum Renzi e tutto il caos che solo la nostra politica riesce a creare, si sale, si vola, si euforizza, perchè persino i sassi oggi hanno le ali. Vi basta dare un'occhiata ai rialzi dei singoli titoli, non una, non due, ma anche a tre cifre. Persino le squadre di calcio, persino la Juventus, che meritatamente corre verso il TRIPLETE.
Ora è il turno della Le Pen, il prossimo nemico del toro. Vincerà? O perderà come da pronostici?
Io ho qualche dubbio, mentre su Trump ne avevo molti meno e voi siete testimoni, sulla Le Pen ne ho, dipende da quanto alta sarà l'affluenza alle urne, ma in ogni caso, dovesse anche vincere la Le Pen, ci saranno sempre le elezioni legislative di Giugno ad alzare la linea Maginot, perchè in caso di pericolo faranno la grande coalizione alla francese, e senza parlamento anche il Presidente della Francia, una repubblica presidenziale, ha ben pochi poteri e pochi muscoli per poter combattere.
Ed è questo uno dei motivi, come nel caso di Trump e Hillary, che mi fa pensare, vinca uno o l'altro, nel medio termine sarà ancora e solo Toro, rialzo.
Guardare al clima e non alle previsioni del tempo, questa è la mia filosofia. Conta poco sapere che tempo farà domani, se ci sarà pioggia, vento o sole, conta qual è il clima in cui ci troviamo, e l'attuale clima sui mercati, ieri come oggi e come sarà domani è un clima rialzista.
Per questo, anche in caso di vittoria della Le Pen, solo una sarà la cosa da fare: comprare.

Domani su "Panino e Listino" per i gloriosi reduci, il racconto del Nasdaq, quando eravamo ancora giovani.
E ora, via di corsa verso il Triplete. Sarà così? Intanto, vedo molte mani che prima erano esultanti, improvvisamente fiondarsi verso il basso.

19 aprile 2017

Panino e Listino: PRIMA DI BARCELLONE JUVENTUS, SE VINCE LA LE PEN CI LASCIAMO LE PEN (Giovedì 20 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox



Stiamo vivendo una Primavera eccezionale, dicono oggi gli agricoltori. E' un vero peccato che non conoscano, o forse solo non ricordino i detti antichi. Tra questi c'è ne uno che dice "Marzo pazzo" e un altro forse ancor più calzante "ad Aprile non ti scoprire". Ecco la gelata dopo Pasqua, e poi dicono che i proverbi non servono più, anche nell'era 2.0 e nell'industria 4.0 all'alba di un mondo robotizzato, il proverbio saggio rimane scolpito nella pietra ad uso e consumo dell'uomo.
L'importante è ricordare e avere buona memoria. Memoria che non sembrava avere il pubblico presente ieri sera a "Di Martedì" il programma di Floris. Non credo fosse un pubblico dotato di buona memoria perchè a ogni intervento di Salvini seguiva sempre un'ovazione, e chissà cosa sarebbe successo se avesse parlato male dell'Euro e lodato la Lira. Le strutture dello studio gentilmente ringraziano, ci avete risparmiato una ristrutturazione.
Ora mi chiedo, nessuno di loro era in questo Paese nel 1992? Nessuno di loro ricorda che fine fece l'Italia e la Lira nel 1992? Vogliamo tornare a quello?
Non mi stupirei in caso di risposta affermativa, tanti sono quelli che oggi non temono rischi di conflitto e nè una possibile guerra. Una volta fatta, poi non si torna più indietro.

Vi lascio con "Panino e Listino" speciale BOND, scritto prima di Pasqua, nel pezzo di domani troverete una continuazione del tema.
Qui a destra troverete il nuovo sondaggio, in tema, visto che si tratta delle elezioni francesi. Vediamo se anche questa volta, come con Trump, questo blog ha il fiuto della volpe.
E ora, Barcellone Juve. Mi raccomando, ricordatevi di vendere i titoli della Juventus domani. Lo so che vinceremo, ma si vende lo stesso, ricordate i proverbi? Buy the rumors e sell the news, una volta che la buona notizia la conoscono tutti, si vende. Poi ovviamente, in vista del TRIPLETE, si ricompra.





LIBERO 13 Aprile 2017
“Mai dire Bond” dovrebbe essere questo il titolo della conferenza vista l’incursione dei monelli Gialappa’s e del rincorrersi degli allarmi sulle obbligazioni. Se non fosse che in Axa hanno trovato la formula per guadagnare senza rischiare ed è così che il risparmiatore “può dire Bond”.
La parola magica: “short duration”. Il loro obiettivo: farvi morire di noia, mantenere il capitale con un minimo di rendimento.
Prima di effettuare l’investimento è necessario capire cosa sono le obbligazioni, uno degli strumenti più utilizzati dagli italiani, ma tecnicamente poco compreso. Negli anni ‘80 era facile, si sottoscriveva il bot in emissione, durata a un anno anche meno, i tassi erano ricchi (sebbene falcidiati dall’inflazione), il risparmiatore incassava felice e alla scadenza successiva rinnovava lasciando in eredità al risparmiatore più giovane. Poi è arrivato l’Euro, i tassi sono scesi, il panorama obbligazionario è aumentato,  ma al tempo stesso si è fatto più complesso trovare un rendimento accettabile. Fino ad arrivare a oggi, dove ci troviamo prezzi bond alti e tassi zero virgola, l’incubo dell’investitore in obbligazioni. Dovete sapere che l’obbligazione è uno strumento composta da due variabili, il prezzo e il tasso che si muovono in direzioni inverse, se il prezzo scende i tassi salgono e viceversa. Facciamo un esempio: se l’obbligazione x viene emessa al prezzo di 100 con un tasso al 5%, accadrà che più il rendimento andrà sopra 5 e più il prezzo scenderà sotto 100 e il contrario.
Stando così le cose capirete che l’affare l’ha fatto chi ha comprato titoli di stato trentennali negli anni ’80, prezzi bassi e rendimento a doppia cifra garantito.
Oggi, come dicono quelli di Axa, ci troviamo in un mercato caro, prezzi molto sopra 100 (vedi il Bund a 160) e tassi rasoterra. Difficile muoversi, soprattutto con l’assillante allarme che presto i tassi saliranno. Cosa fare? Te lo dice Axa: “short duration”, comprare scadenze corte, rendimento minimo ma eviterai il rischio tassi.
Ma davvero oggi i tassi sono così pericolosi? Voi avete mai sentito di terremoti annunciati e poi realmente accaduti?
Nel frattempo irrompono le parole della Yellen, ormai decisa nel dare un cambio di velocità alla politica monetaria, per “stare davanti alla curva”, dice Lei. Una mossa che in passato ha sempre portato a nuove recessioni. Il “soft landing”, l’atterraggio morbido, è un desiderio simile a quella della pace nel mondo.
Complimenti ad Axa, al Salone del Risparmio si sono inventati una conferenza tecnica con le incursioni della Gialappa’s, credo che questo sia l’unico modo per far piacere la finanza.

PIAZZA AFFARI: Milano è in via crucis, la correzione è iniziata, come già anticipato dal campanello d’allarme di Marzo. Ma non credo sarà grave, da 19.500 si può già tornare in acquisto.
BTP: ma anche Bund e TBond, è in arrivo un sell-off generale.
NASDAQ: mi sembra l’indice messo peggio. L’Europa saprà resistere?
GEFRAN: un’altra stella, guardatela. Il mio sogno è scovare un titolo così, ma con la scuderia “paninoelistino” non credo di essere poi così lontano.

29 marzo 2017

Panino e Listino: BREXIT, GOD SAVE THE QUEEN (Giovedì 30 Marzo in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Brexit, è arrivato il giorno. Forse.
Eccoli che festeggiano, il prossimo passo per l'Italia, l'uscita dall'Euro. Dicono.
A parte che la Gran Bretagna nell'Euro non c'è mai stata, ma era un membro dell'Unione Europea, ma questo è un altro discorso.
Quello che conta è che il giorno della Brexit la borsa di Londra ha festeggiato con un rialzo. Rialzo sì, ma misero. Guarda come sale Londra, vedrai cosa farà Piazza Affari una volta che l'Italia sarà uscita dall'Euro.

Dubito, dubito molto, ma questi festaioli che inneggiano alla Brexit forse sono male informati, almeno un pochino. Ma la gente lo sa di quanto si è svalutata la Sterlina contro l'Euro?
E lo sa che per investire su Londra si deve comprare la valuta di quel paese e che tutto l'ultimo rialzo è stato "mangiato" dalla discesa della Sterlina? Perchè noi qui, spendiamo ancora in Euro.
Certo, puoi sempre coprirti sul cambio, ma dubito che il piccolo risparmiatore sia in grado di fare operazioni così sofisticate.
W la svalutazione dicono i populisti, così l'economia cresce, così aumenta l'export, però devi avere anche qualcosa da esportare. Cosa esporta l'Inghilterra?
Bella domanda.
L'Inghilterra è un paese d'importazione, la gente lo sa che con una valuta così bassa si andrà a gonfiare il deficit delle partite correnti e anche l'inflazione?
Chi lo sa se lo sa.
Intanto i populisti esultano facendo un gran chiasso ma senza argomenti tecnici e pratici convincenti. Chi invece conosce i pericoli dell'uscita da Euro ed Europa, parla, ma troppo sottovoce.
L'educazione dovrebbe portare virtù, invece sembra sempre più una debolezza. Molte cose continuano a non funzionare.
Un mondo alla rovescia?

Domani su "Panino e Listino" ho provato il ritratto di un protagonista di Piazza Affari, ve lo dico subito che non si tratta del sottoscritto ;)))
Ovviamente scherzo, se non si è capito. Seguono i temi operativi. Ormai sale tutto, salgono persino quelli segnalati da me.