21 settembre 2016

Panino e Listino: IN UN 2016 TURBOLENTO, TUTTO SOMMATO UN'ESTATE TRANQUILLA (Giovedì 22 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



21 Settembre, Estate  bruciata dal Sole, è già scomparsa. 
Cadono le foglie, è l'autunno che bussa, ma a Milano sembra un fiorire di rialzi. E' finalmente arrivata la Primavera della finanza?

2016, in un anno turbolento, tutto sommato è stata un'Estate tranquilla. Niente catastrofi, niente crolli dei mercati, niente uragani, si è vero c'è stato un forte terremoto, un evento tragico, eccome, che purtroppo in Italia per i motivi che conosciamo si amplifica sempre più. Ma per quanto riguarda i nostri temi, niente di quanto era stato previsto dalle cassandre che fanno terroriso ininterrotto, nulla di nulla si è verificato.
Fine del mondo, sarà per la prossima volta.
Per me è stata un'Estate un po' meno tranquilla. Come vi sarete accorti, non mi riesce più di aggiornare con costanza questo storico blog, poco male, anche i fedelissimi si sono stancati. Nessuno più commenta, pochi leggono e anche come email non c'è male, forse una alla settimana. Meglio così nessuno piangerà, nessuno soffrirà, l'addio sarà più dolce, un tramonto delicato.
Il terremoto l'ho sentito, fortunatamente solo di striscio, peggio è andata a uno dei miei cani che ora è ammalato, speriamo di risolvere, è forte, ce la faremo.
E poi, tra le tante grane, c'è anche quella di Facebook, ringrazio pubblicamente chi mi ha fatto bloccare. Oggi il mondo va così, si alza la voce da dietro lo schermo, così si è più forti. Purtroppo il mondo è sempre più dei vigliacchi, di chi per ostacolare l'altro invece di provare ad essere migliore, pensa sia più facile e onesto, azzoppare il prossimo.
Sai cosa dico, senza Facebook si sta molto meglio. Si va avanti lo stesso.
Non ho altro da aggiungere, se non le cose che scrivo ogni settimana, avanti senza paura per nessun catastrofismo, nessuna paura dalla Yellen, nè da Draghi, nè dal referendum di Renzi e nemmeno di Trump, anche se conosco molte persone che lo danno già per vincitore.
Che altro? Invece di aggiungere ulteriori sciocchezze, vi lascio con qualche pezzo di "Panino e Listino" e con la solita grande colonna sonora. Anche Barisoni vi fa ascoltare pezzi così?

Ps. domani su "Panino e Listino", il ritorno di "HOTEL CALIFORNIA" e tante altre chicche. Siamo in rampa di lancio.

LIBERO 15 settembre 2016

Il più astuto tra i mortali, un dannato nell’oltretomba. Questo per la mitologia era Sisifo, condannato per l’eternità a rotolare un macigno sulla china di una collina e una volta arrivato in cima, ricade giù a valle. Detto in parole semplici un fa e disfa, una fatica immane per non ottenere nessun risultato. Questo sembra essere il destino dell’Italia e del suo indice di Borsa il FTSE MIB. Sono infatti ormai più di 6 anni che l’economia tenta di riagganciare la ripresa ritrovandosi in pugno solo una manciata di decimali. Sono ormai 7 anni che Piazza Affari tenta di prendere la rincorsa per riavvicinare i prezzi dell’era Lehman (prezzi che alcune borse hanno già riacciuffato) e ogni volta, raggiunta la metà della vetta, si ritorna a valle. Qualcuno l’ha definita la “sindrome giapponese” o “nikkeizzazione” ovvero, un’Italia che economicamente assomiglia sempre più al Giappone: deflazione, Pil anemico, debito pubblico stellare e la borsa di Milano che sta ricalcando il solco lasciato dall’indice di Tokyo: 20 anni tra discesa e estenuante laterale prima di rivedere una ripresa concreta.
A tutto questo si aggiungono le parole e i giudizi “interessati” e non richiesti degli amici americani, che su una cosa però hanno ragione: il referendum sarà l’ago della bilancia tra una fine d’anno sprint e uno sprofondo rosso natalizio. Piaccia o non piaccia questo governo, sappiate che le cose sui mercati stanno così. Ma gli amici americani, vorrei dare anch’io un consiglio, ed è quello di guardare attentamente alle cose di casa loro, nello specifico alla traballante corsa (ad ostacoli) alla Casa Bianca, che ai mercati fa più paura di un infimo rialzo dei tassi. Ricordiamoci cosa ha prodotto l’esperienza del 2000 tra Bush e Gore, pochi forellini nelle tessere crearono una voragine nelle borse. Però se ci pensiamo bene, nonostante tutti i traumi vissuti in un 2016 sciagurato, e se ripensiamo a come stavamo nel 2008 quando il fallimento di Lehman fece pensare a molti all’estinzione del sistema finanziario mondiale, tutto sommato oggi non stiamo così male. Abbiamo resistito all’attacco di un esercito di cigni neri (animale simbolo della catastrofe), i mercati tengono il ring e non vanno ko. Se continua così il 2016 si può trasformare da anno della paura, alla più grande farsa ribassista, ovvero l’occasione d’acquisto prima del grande rialzo. Sisifo spingi più su.
PIAZZA AFFARI: con paura ma si torna su. Supporto 16.000, ma anche 16.500 potrebbe bastare.
MPS: più che del Morelli banchiere, per capire questa banca ci sarebbe bisogno di Raffaele Morelli lo psichiatra. Battute a parte, la “benedizione” sul nome è arrivata da JP Morgan, dunque la sentenza è emessa, la banca sarà venduta a una big, credo a prezzi molto superiori agli attuali. Ultimi sacrifici.
SAES GETTERS: superstar nel 2015, ottimo titolo anche per quest’anno. Confermo che i semiconduttori sono molto caldi, e la Saes può essere inserita nella categoria. Considerate anche le risparmio.
BET: ormai questo titolo è il mio biglietto da visita, quando mi chiedono cosa comprare, BET è la risposta. Siamo sempre in rampa di lancio, ogni momento è buono.
STM: insisto, che bel titolo.
WALLY: 8 anni dopo LEHMAN BROTHERS, sembrava l’apocalisse della finanza, e invece siamo ancora qui. Stiamo meglio, stiamo peggio? Non lo so, quello che vedo è un Dow Jones che vale il 40% in più rispetto alla vigilia del 15 settembre 2008. Cari catastrofisti la fine del mondo è rinviata, ancora una volta. Nel breve ancora un po’ di volatilità.

LIBERO 8 settembre 2016
Volatilità e rischio sono sinonimi?
Se c’è una cosa positiva che portano le crisi finanziarie, oltre a ripulire da tutta la tossicità che inevitabilmente la fase espansiva porta con se, è l’insegnamento e la comprensione della materia. Sembra un paradosso ma è così, perché la crisi paralizza l’entusiasmo, ferma e permette di riflettere e conoscere ciò di cui prima forse non conoscevamo il vero significato.
L’economia e la finanza negli ultimi anni sono entrati in maniera preponderante nella nostra quotidianità, provate a pensare a tutti i termini nuovi che avete imparato. E’ vero, non tutti sono stati spiegati in modo corretto, lo SPREAD ad esempio, per semplificare è stato associato al BTP/BUND, quando in verità il termine spread è tecnicamente la differenza di prezzo tra due diversi prodotti in concorrenza, in questo caso il titolo di stato italiano e quello tedesco. Ma non è l’unico caso inesatto, un altro è di uso più comune tra le gestione e riguarda il significato di due termini che spesso, sbagliando vengono accomunati. Quante volte vi è capitato di sentir dire: in questo momento c’è il rischio volatilità? Ma la volatilità è un rischio?
La confusione e l’associazione dei due termini in passato è stata foriera di parecchi errori. Il più eclatante fu alla fine del 2011, quando il nostro BTP raggiunse un rendimento intorno al 6%, al risparmiatore che voleva cogliere l’occasione, spesso veniva detto che il titolo era rischioso perché troppo volatile.
Caso totalmente inverso per i bond Argentini, che con rendimenti superiori al 10% erano un rischio, ma siccome non avevano volatilità venivano venduti con leggerezza e senza cautele anche ai piccoli investitori.
Ma c’è una caso ancor più eclatante che da alla volatilità un valore inesatto, ed è quello inebriante delle borse in bolla, un alternarsi di vistosi rialzi e altrettanti ribassi che per gli investitori viene considerata un’occasione in luogo di un pericolo. Il problema della volatilità è che quando entra in campo porta con se anche l’emozione fonte di confusione.
Il sigillo su tutto lo mette Warren Buffett quando dice che “la volatilità non è un rischio, non nel breve termine. Se i soldi vi servono entro due anni, lasciate perdere gli strumenti come le azioni, ma se avete a disposizione 10 anni, la volatilità non dovrebbe nemmeno toccarvi”.
La strada dell’apprendimento finanziario è ancora molto lunga.
PIAZZA AFFARI: ammetto che gli ultimi su e giù hanno messo in crisi anche me. Ma ogni volta che succede ricordo sempre la mia massima “lo scetticismo e la diffidenza sono il miglior carburante per il rialzo”. Siamo sopra 17.000, e ci siamo tornati senza motivi particolari. Questo significa che il rialzo può continuare anche senza l’aiuto di san Mario Draghi.
STM: quelli di Bank of America parevano aver bocciato il mio giudizio positivo sul titolo. E chissà quanti stop loss saranno scattati sulla discesa di venerdì. Che peccato! Perché in queste fasi i giudizi negativi, sono spesso la scusa per le fisiologiche prese di beneficio. Bene ha fatto chi ha tenuto, meglio ancora chi ha colto l’occasione per accumulare.
UNICREDIT: chiudiamo sempre sopra 2,30. Bene così, in marcia.
CHL: qualcuno ha commentato “si stanno risvegliando i titoli ciofeca”. Questo è uno dei miei scheletri nell’armadio, chi non li ha? Attenzione ai facili entusiasmi, svariati titoli stanno salendo a razzo senza motivi validi, se non le quotazioni rasoterra.
AEDES: secondo Intermonte il titolo vale molto di più. Come non essere d’accordo, è nella lista dei miei “magnifici 7”.

 

31 agosto 2016

Panino e Listino: ALESSANDRO "MAGNO" PROFUMO (Giovedì 1 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Alessandro il Grande, o Alessandro Magno, se non ricordo male qualcuno aveva usato tale appellativo con lode per dare risalto alla grande conquista oltralpe. Tutto meritato in quanto una conquista, e che conquista, in terra di Germania era per una società italiana un grande evento.
Qualcuno ha obiettato questi giudizi facendo notare che il prezzo d'acquisto è stato molto elevato e che le conseguenze della spesa si sentono pesantemente ancora oggi. Vero, ma bisogna anche tenere conto di quali erano i prezzi dell'epoca, da gonfiati a gonfiatissimi, l'unico ad aver fatto l'affare è Dimon che "salvò" e comprando a prezzi di saldo Bear Stearns, questo fa capire la caratura e la potenza del padrone di Jp Morgan. Per tutti gli altri, gli acquisti furono esose spese, fino al l'esagerazione e scandalo di Antonveneta, che al tempo non fu definita proprio uno scandalo.
Ma a mio avviso il problema è un altro, e cioè nei modi e nelle definizioni e nei tempi, pensateci bene, nei cicli espansivi chi non compra, non spende e non fa acquisizioni il più delle volte viene criticato anche fortemente, chi invece spende passa prima dalle lodi e poi calpestato nella polvere.
A questo punto bisogna decidersi e imparare a riconoscere la buona dalla cattiva gestione.
Il problema è che la maggior parte degli investitori, il buon senso e la lungimiranza non sanno nemmeno dove stiano di casa, altrimenti non si formerebbero le bolle.
E francamente io preferisco che le cose rimangano così.
Alzi la mano chi non ha scheletri nell'armadio.


Domani su "Panino e Listino" si parlerà d'altro, per fortuna, come per esempio del tempo, come sarà Settembre?
Mese di sciagure e disgrazie, si torna a tremare?

Domani su "Panino e Listino" con il consueto spazio agli spunti tecnici. 

24 agosto 2016

Panino e Listino: ITALIA BELLA MA FRAGILE (Giovedì 25 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ecco che ci risiamo, con la tragedia, con le perdite, con le polemiche, con le recriminazioni, con la morale, con le lezioni di vita e con i soliti disastri, sempre senza il minimo di prevenzione.
Italia, bella ma fragile, e come sempre, mal custodita.
Oggi si piange, si fanno le morali e i buoni propositi. Domani si ritorna a parlare di trapanare montagne sacre, costruire ponti in luoghi pericolosi o peggio cercare petrolio e inquinare in posti estremamente delicati.
E' giunto forse il momento di fare cose sensate, di fare cose che possano salvare l'Italia e gli italiani.
Così anche in finanza, altro luogo, sempre in Italia, estremamente delicato. L'ho scritto nel "panino e listino" in edicola domani, dobbiamo salvare la nostra finanza e la nostra economia, anche se salvare i nostri carnefici può sembrare un gesto autolesionista, consegnarli e regalarli a squali ancor più affamati, può essere anche peggio.
Salvare l'Italia si può, salvare gli italiani è doveroso, salvare la finanza italiana è necessario.
Domani su "panino e listino", tutto questo e ovviamente anche i temi operativi. Il rally d'Estate, nonostante le molte finte e le infinite trappole, è già partito.
Anche senza il simposio di "Jackson Hole". Simposio, sentite come riempie la bocca, che poi dove sia esattamente "Jackson Hole" nessuno lo sa.


LIBERO 18 Agosto 2016

“In tempo di Olimpiadi non ci saranno medaglie d’oro per le azioni, soprattutto negli Usa, vendere è il consiglio per i prossimi 3 mesi”, pazienza se a pronunciare queste parole è Faber (pessimista cronico sulle azioni) ma qui a parlare è gente di ben altra pasta, i piani alti della finanza. I toni somigliano molto alle previsioni fatte sulla spedizione azzurra alle Olimpiadi di Rio, doveva essere una semplice gita con magro bottino, invece a oggi è una pioggia di medaglia. Lo stesso è accaduto dopo le parole di David Kostin punta di diamante di Goldman Sachs, dopo l’avvertimento lanciato a Luglio, il Nasdaq, solo per citare un indice, non ha fatto che salire, impennandosi.
Da cosa era dettato quel pessimismo? Una stagione utili in chiaroscuro, le incertezze sull’economia cinese e quella mondiale, e il pericolo di shock geopolitici. Tutto vero, sia chiaro, ma sta di fatto che Wally continua a salire.
Kostin non è l’unico, è da inizio anno che si sente ripetere da un coro quasi unanime che bisogna vendere e stare lontani dalle azioni, “sono salite troppo” è la scusa, come se esistesse in finanza un limite alla crescita, ma da quando!
Li chiamano “FOMO”, e sono quelli che fino a oggi, vuoi per paura o per cautela, si sono tenuti alla larga dall’investimento in borsa e che a forza di guardare le azioni yankee salire, si sono stancati di perdere occasioni. Ora sono divorati da una brama, come un fuoco che arde nel portafoglio, non riescono più a trattene il desiderio di tuffarsi nel mercato, a qualsiasi prezzo.
Da mesi me lo ripete un amico, un analista tecnico di grande talento: “più sento parlare di mercato orso (cioè al ribasso) e più sono convinto della mia idea, e cioè che siamo di fronte a un rialzo epocale, e proprio in questi giorni è iniziata l’ultima parte del rialzo, quella che ha una durata di 1,5/2 anni, la più entusiasmante che ci porterà lassù, dove nessun investitore ha mai osato, altro che Star Trek! E vedrai, una volta che lo S&P500 sarà a 3.000, io l’avevo detto sarà la frase sulla bocca di tutti”.
Penso a chi ha comprato nel 2009, quando lo S&P500 era a 700, sicuramente oggi vive già in un altro pianeta, rispetto a quello dove vivono molti di noi, in cui ogni giorno ci ripetono che è sempre più crisi. Raccontiamocelo a 3.000.
PIAZZA AFFARI: ci vorrebbe la caparbietà di Viviani per rimettersi subito in sella, ma anche la precisione di Campriani per trovare sempre il livello giusto. Queste devono essere le qualità per resistere alla fatica in Piazza Affari, rimanere dentro anche quando scende, e comprare/accumulare con precisione, per esempio a 16.500. Ci vorrebbe anche un Basile per mettere ko l’Orso (l’animale del ribasso), ma una volta sfondati i 17.000 andremo ancora più forti di Paltrinieri. Agosto Toro.
NASDAQ: siamo sui massimi assoluti. Ora inizia la marcia verso l’Everest, verso gli 8.000.
CINA: un anno fa esatto, economisti pluridecorati prevedevano un nuovo ’29 d’Oriente. Oggi l’indice è ancora a 3.000, senza drammi, anzi, probabilmente tornerà a salire.
UNICREDIT: comprare, non ci sono alternative.

 

 

17 agosto 2016

OLIMPIADI RIO 2016: Panino e Listino, a Piazza Affari come a Sparta (Giovedì 18 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



In attesa del grande evento di questa notte, mi riferisco alla partita di pallacanestro tra i grandi giocatori dell'Argentina e i grandi atleti degli USA, vi posto qui sotto l'ultimo "Panino e Listino" quello prima di Ferragosto.
Domani di nuovo in edicola, con gli obiettivi stellari su Wall Street, perchè voglio arrivare sempre prima di chi poi vi dirà "te l'avevo detto". 
D'altronde, nessuno può negare che qui alla fine del 2008 scrivevo "IO COMPRO".
Domani su "Panino e Listino" Libero, non solo USA, ma anche Cina, dove l'anno scorso scrivevano: "è in arrivo un nuovo '29". Avanti con le catastrofi, prima o poi succede.


LIBERO Giovedì 11 Agosto 2016

Esami fin dal primo vagito, questo era l’aspro destino che toccava a chi nasceva a Sparta. Se il bambino era gracile o malforme, veniva subito gettato dal monte Taigèto, solo chi era completamente sano riusciva a passare la prima difficile prova. A 7 anni era già arruolato nell’esercito, lontano dalla famiglia, nei campi militari a sopportare e imparare a convivere con fame, sete, freddo, caldo, a dormire per terra, a camminare scalzo ed a sopportare il dolore. Solo così si poteva allenare duramente il corpo, rendendolo capace a superare ogni avversità e pronto a combattere in qualsiasi momento ce ne fosse stato bisogno. L’imprevisto, il “cigno nero” dei nostri giorni, non era nemmeno catalogato nella mente di queste macchine da guerra.
I soldati spartani dei giorni nostri, sembrano essere le banche italiane, che dopo aver affrontato la più grande crisi dei tempi moderni, il “fallimento Lehman”, l’attacco all’Euro, una lunga e dolorosa recessione dell’Italia e dopo aver superato brillantemente anche gli ultimi “stress test”, godono di una forma e di una preparazione in grado di soddisfare anche il severo Leonida. Tutto questo con il minimo aiuto.  Eppure, nonostante il superamento di tutte queste fatiche, l’esercito delle nostre banche non gode della stessa ammirazione che il mondo provava per gli spartiati.
Forse perché le banche anglosassoni oggi sono molto più forti dell’immenso esercito di Serse?
Nessuna paura, questa volta alle Termopoli andrà diversamente, Draghi, il nostro Leonida ha a disposizione ancora un arsenale infinito per poter vincere. La riscossa è sempre più vicina.
PIAZZA AFFARI: percorso perfetto con tanto di trappole. Sembra di rivedere, in senso inverso, quanto accaduto nell’estate scorsa. Mentre nel 2015 si fingevano i rialzi, questa volta a mentire sono le discese. L’avete mai visto un Toro in costume? Sopra 17.000 spettacolo in spiaggia.
BANCHE: “la rivoluzione bancaria è all’inizio” dice Doris, ma mentre la positività dell’Ennio nazionale non è una novità, a fare scalpore sono le parole di Tamburi, il “Warren Buffett” italiano, quando dichiara che con le nostre banche si può fare un buon affare. Pesi massimi in azione.
MPS: 0,25 era il mio ultimo prezzo. Questa volta al palio di Siena, a vincere potrebbe essere la contrada della “banca”.
FTSE100: l’indice di Londra è su del 7% da inizio anno. Sopra 7.000, l’obiettivo diventa 10 tondo. Lo chiamavano “pericolo Brexit”.
FTSE STAR: mentre a Rio le stelle italiane cadono, a Milano l’indice Star è pronto a fare nuovi massimi. E’ il nostro Nasdaq, e in quest’indice c’è anche il gioiello BE.