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24 ottobre 2015

Panino e Listino: SUNDAY MORNING (Eccezzionalmente di Domenica 25 Ottobre su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Panino e Listino Sunday morning, eccezionalmente di Domenica! Si dorme un'ora in più, non avete scuse per la sveglia, o per aver fatto tardi il Sabato sera, c'è tutto il tempo per andare in edicola, c'è tutta la Domenica per poterlo leggere ed essere pronti a entrare in trincea Lunedì Mattina.

Anche quest'anno sono stato a Piazza Affari, al Tol Expo, che chissà perchè non solo è stato suddiviso e ampliato a 3 giornate, ma c'era anche l'obbligo a scegliere per partecipare solo a una. Motivi di sicurezza questo dicevano, sarà vero? Qualcuno pensa a un disinteresse generale, forse i soliti maliziosi, lascio a ognuno la sua impressione.
Devo ammettere che l'ambiente mi è sempre più stretto, mi sento sempre più a disagio, Piazza Affari non è più un bel luogo dove stare e forse nemmeno dove investire. Qualcuno obietterà che nemmeno ai tempi delle "grida" era un luogo santo di verginelle, basta solo pensare ai Sindona, ai Rovelli, ai Calvi, agli Agnelli, Micheli, Cefis, Bonomi, Gardini, aggiungete voi tutti i nomi che volete, ma almeno erano canaglie di razza e con grande stile. 
Una volta a Piazza Affari si sentiva la musica delle "grida", oggi c'è solo gran chiasso e confusione, una volta c'era un mistero poetico, l'arte, la fantasia, gli intrighi che tanto affascinavano, oggi c'è solo la vendita, le macchine, il dominio dei computer e gli schemi.
E come dire era più bello il calcio di una volta, in cui contavano i piedi fatati e l'inventiva dei talenti, o quello di oggi in cui conta lo schema preparato in allenamento, tutti ingabbiati nei propri ruoli?
Piazza Affari luogo scomodo, per non dire altro, ma al tempo stesso, causa la mia irrefrenabile curiosità, è sempre interessante partecipare ai vari seminari, e ascoltare cosa di nuovo si sono inventati, e soprattutto le previsioni, perchè è quello il sale della finanza, senza quello l'interesse crollerebbe a zero.
Dicono che le previsioni non contano più, l'analisi tecnica deve dominare e diventare unico dio, ma poi le previsioni le fanno tutti, è un contraddirsi continuo, perchè in finanza la coerenza non vale.
Ricordate quanto ho scritto l'anno scorso?
Tra i tanti banchi di vendita, c'era quello che si vantava delle sue numerose operazioni di successo, il suo metodo portava solo guadagni. Aveva solo un neo, le Eni, ma tanto avrebbe recuperato. Peccato, se devi inventare le favole, devi farlo bene, perchè è vero che Eni non ha mai vissuto anni rovinosi, ma con un petrolio così era meglio inventarsi un altro titolo. Eni ha sofferto, e magari ha rovinato il risultato di tutto il portafoglio, perchè quello che conta non sono le battaglie o le vittorie, ma alla fine se tra somma e sottrazioni trovi il segno più o il segno meno, e cioè se la guerra è stata vinta.
Il Petrolio è capicollato e così il cane a quattro zampe.
Ovviamente quest'anno la fauna era cambiata, quelli che l'anno scorso avevano previsto catastrofe, quest'anno erano scomparsi. Bisogna ammettere che qui il ricambio è velocissimo, fosse così anche nella nostra politica, forse ci troveremmo in una situazione migliore.
Qualcuno, i più esperti e scafati ci sono sempre, perchè se guadagnare è facile, il difficile è saper resistere nel tempo, e per quello è importante perdere, per conoscere e imparare dalle sconfitte, perchè l'esperienza qui è tutto, anche più dell'analisi tecnica.
 

24 agosto 2015

LUNEDI' NERO PER LE BORSE COME NEL 1987



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Era Ottobre, ma era pur sempre un Lunedì, chissà quanti lo ricordano. Peggio del '29 titolavano i quotidiani italiani, dal Corriere a La Repubblica e anche La Stampa.
Solo qualche anno dopo, non solo Wall Street aveva recuperato il traumatico -22%, ma era già più alta, per non parlare di 10 anni dopo, valeva circa 10 volte in più.
Questa è la più chiara differenza tra una correzione, seppur marcata e un'inversione di trend.
E ora, tutti sul carro dell'Orso, pensando sia lui il vincitore, e forse anche sul carro di Buddy Fox.
Perchè fino a ieri ero un cretino, se non peggio, come lo tra la fine 2008 e inizio 2009 quando scrivevo di comprare. Va sempre così, sono sempre un idiota finchè la tendenza non va dalla mia.
Sinceramente questo assurdo gioco alla ricerca dell'offesa e della polemica non mi è mai piaciuto e ora mi ha stancato.
Il mio interesse è sempre stato quello di informare e aiutare il prossimo, per quanto possibile, ma ora siamo arrivati al peggio, anche alle minacce.
Non arrivando  nessun beneficio, nè di riflesso (la vostra soddisfazione), nè a livello personale, mi sono chiesto per quale motivo continuare a scrivere. Per questo motivo a cominciato a diradare gli interventi, solo quando ho veramente voglia di scrivere, solo quando ho veramente un po' di tempo. Anche perchè ultimamente ho notato che molti dei lettori affezionati se ne sono andati, e quelli rimasti sembrano più che altro dei falsi nomi, definiamoli così.
Tanto, stando alle minacce, io non faccio mai nulla o quasi, sono un perdigiorno.
Tornando ai mercati, questi 8 mesi per me sono stati molto duri, andare al ribasso non mi è mai piaciuto e l'ho fatto solo in casi eccezionali, limitare l'operatività al rialzo è stato anch'esso per me una restrizione dolorosa, quello che conta è che alla fine è stato sensato e per me si chiude qui.
Si chiude l'operatività al ribasso, e salvo eccezioni, d'ora in poi sarà solo al rialzo, almeno finchè Milano, Piazza Affari tornerà sopra 40,000. Sì avete letto bene.
Ovviamente non si ripartirà di corsa, difficile, lo ricordate uno dei punti delle "10 di Buddy Fox 2015"? LA VOLATILITA', eccola, è arrivata e per un po' sarà padrona di casa.
Ma su questa e la prossima debolezza, comprerò senza nessuna preoccupazione. Sarà la mia follia che mi porta a questi comportamenti, vedremo se anche questa volta la visione sarà quella giusta o se il passare degli anni mi ha portato fuori di senno come Ariosto.
Un'ultima nota di cronaca, il giorno successivo a quel Lunedì nero di Otttobre 1987, Tokyo visse un martedì nero perdendo il 15%, non fu la fine del mondo, perchè due anni dopo il Giappone vide scoppiare la sua bolla, ma da livelli ben più alti.

Qui sotto, per gentile omaggio e per chi non li avesse letti, vi lascio gli ultimi due pezzi di Panino e Listino a cavallo di Ferragosto.

LIBERO 13 Agosto 2015
“Che ne sai di un bambino che rubava/e soltanto nel buio giocava … /e di un mondo tutto chiuso in una via /e di un cinema di periferia…” la voce di Battisti nell’Estate del 1971 risuonava in tutte le spiagge italiane, le canzoni di Battisti, negli anni di lotta politica, sembravano l’unico argomento che metteva d’accordo tutti gli italiani.
“Un mondo tutto chiuso” quello degli anni settanta, l’occidente, l’unico che in quell’epoca contava e decideva, sembrava vivere un’Estate come tante altre, in spiaggia o montagna, tutti intorno al picnic di Ferragosto. Ma mentre la gente comune si concedeva le meritate vacanze, a Camp David,  il presidente Nixon, al canto delle cicale, prendeva una decisione solenne: il “gold standard” finisce, era l’addio alla convertibilità con l’oro.
Molto prima di Reagan, un altro presidente americano, forse il più discusso, abbatteva un altro muro, che non era quello di Berlino, e nemmeno quello di “Wall Street”, bensì quello dell’economia mondiale! Da Bretton Woods fino al 15 Agosto 1971, il sistema economico occidentale si ergeva nella stabilità monetaria mondiale, ancorata al dollaro e alla sua convertibilità con l’oro. In parole semplici il sistema valutario si basava su rapporti di cambi fissi, tutti agganciati al dollaro, che a sua volta era agganciato all’oro.
Questo accordo aveva delle falle, infatti permetteva agli Usa un’emissione incontrollata di moneta, esportando quindi inflazione e rendendo più povero il mondo. La guerra del Vietnam fece aumentare in modo spropositato la spesa pubblica, tanto da mandare in crisi il sistema: troppi dollari in circolazione per sostenere il debito rendevano difficile la successiva conversione in Oro, da qui la decisione storica di Nixon.
Al tempo internet non esisteva, la televisione in vacanza era un optional, l’unica fonte informativa era la radio, dove le notizie economiche erano tanto rare quanto gli acquazzoni estivi.
Oggi, Estate 2015, la svalutazione dello Yuan, rimbomba in tutti gli angoli del pianeta, un’onda che dal valutario, sembra travolgere tutto il sistema economico e finanziario. La Cina è vicina, in un mondo sempre più piccolo e confuso, sembra essere diventata la causa scatenante di una nuova, l’ennesima, “Guerra delle Valute”.
Il 16 Agosto 1971, quando cantava Battisti, secondo molti fu l’inizio dell’instabilità economica e finanziaria, ma fu anche l’inizio della flessibilità monetaria e degli investimenti: la possibilità dei QE e la volatilità delle borse, grandi rialzi e grandi crolli, derivano tutti da quella decisione storica che si ripercuote anche in quest’Estate, dove continua suonare la canzone degli Eagles “Hotel California”, un motivo che ci accompagnerà fino all’eternità.
PIAZZA AFFARI: la luna di miele, il matrimonio tra Toro e Piazza Affari, sembra essere finito. L’effetto trimestrali si è concluso. Nulla di drammatico, per settimane vi ho avvisato di una nuova correzione in arrivo, quella della Cina è stata solo una scusa. Inizia una “tortura cinese” che farà soffrire noi e il Toro, l’importante è non cedere. 22,200/22,500 primo supporto, 21,800 area di emergenza. Il Pil Italia porterà sollievo?
ERG: la segnalazione arriva da un lettore, un suggerimento brillante, un titolo favoloso. Sembra partito, ma dovesse tornare a 11,50, salterei in groppa subito. Sopra 15 si va a 24. Rivoluzionario.
BE: non dimenticatevi di prendere la medicina contro ogni ribasso.
CINA: secondo Edwards (SG) questo “è solo l’inizio”, dobbiamo prepararci a un maremoto di deflazione. “Aspettatevi una crisi finanziaria uguale al 2008”. Edwards è un noto pessimista. La mossa cinese non farà altro che rendere più prudente la Fed, per la felicità delle borse.



LIBERO 20 Agosto 2015
“Quando vien la Candelora dell'inverno siamo fora; ma se piove o tira il vento de l'inverno semo dentro”, recita il detto popolare della Candelora nei primi giorni di Febbraio, il mese più freddo dell’anno. Per le borse invece, il periodo più importante è Gennaio, dice il saggio di borsa che se il primo mese dell’anno sarà positivo, tutto l’anno sarà sotto il segno del toro ed avrà quindi il segno più alla fine.
Se vogliamo essere ancor più precisi, affidandoci alla statistica e non ai detti popolari, sono i primi 3 giorni di Gennaio a rivelare come sarà l’annata per gli investitori, quelli che per i più ottimisti coincidono con il rally della Befana, o come il rally di inizio anno. Statisticamente va così, il più delle volte l’anno parte in crescita, con grande speranza, ma non il 2015, se andiamo a rivedere i grafici o ci ricordiamo cos’è successo, subito ritornano alla mente i crolli azionari che hanno preceduto l’attentato di Parigi e il QE di Draghi.
Il 2015 è iniziato male per tutti: Milano, Parigi, Tokyo, Francoforte, peggio ancora per New York che non solo è partita in retromarcia, ma ha avuto tutto Gennaio macchiato di  rosso, nessun beneficio è provenuto dall’azione della Bce è già questo poteva essere un cattivo presagio.
Ironia della sorte, l’unica piazza ad aver cominciato bene il 2015 è Shanghai, peccato che lì il capodanno si festeggi a metà Febbraio, a oggi il momento più difficile dell’anno.
PIAZZA AFFARI: “l’ho aspettata così tanto/ apri il cielo e lasciala scendere / arriva la pioggia” cantano i Cult a Milano, dove dopo tanta resistenza, sta arrivando la correzione, le vendite come un temporale. Il mio livello è sempre 22,000.
ENI: “down down down”, sempre lontani da questo titolo. Possibile obiettivo di lungo intorno a 7.
CINA: “scappa via, scappa via” cantavano i Pooh, e lo ripeterebbero oggi a chi è investito in Cina. Sotto 3,500, confermo, viene giù tutto.
AZIMUT: sarà un’Estate tranquilla, così gli esperti di Azimut salutavano gli investitori. Per i mercati non sappiamo come si concluderà la stagione, per il titolo in questione avevo già avvertito, e ora la situazione si fa ancora più difficile. Possibile scivolata verso 19.
WALL STREET: non solo proverbi e statistica, ora anche il giudizio di McClellan si abbatte su Wally, secondo il suo modello tra il 20 e il 26 Agosto vedremo un picco e per il resto dell’anno non ci sarà nessuna buona notizia per i Tori. Ma il peggio lo vedremo all’inizio del 2016, quando secondo McClellan ci sarà un “ugly decline”.

13 gennaio 2015

Panino e Listino: MILANO E WALL STREET, IL TORO E' SU SCHERZI A PARTE (Mercoledì 14 Gennaio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Vive la France, inanzitutto. Sul caso di Charlie Hebdo ci sarebbero molte cose da scrivere, sia reali che complottiste. Ma siccome complottista non sono e nemmeno sono totalmente informato sull'evento non sono preferisco tacere. L'unica cosa che mi permetto di scrivere è che non si può paragonare il 7 Gennaio 2015 all'11 Settembre 2001, non solo a livello umano ma anche a quello puramente prosaico e cinico dei mercati. L'11 Settembre fu un'autentica sorpresa, accecante per i mercati, tanto che molti rimasero paralizzati, quanto accaduto il 7 Gennaio per molti motivi non ha fatto tremare nemmeno un polso, se non vibrare l'animo dei media sempre a caccia di sensazionalismo. I mercati sono ormai abituati e anestetizzati, sono altre le paure e i pericoli che oggi temono.

Per quanto riguarda l'operatività, sì sono ancora ribassista o se mi permettete il termine "correzionista", lo scrivo dalla fine dell'anno scorso e l'ho ribadito in questi primi giorni dell'anno, ogni rialzo è un'occasione per accumulare posizioni al ribasso, sia a Milano che a New York e domani su Panino e Listino vi spiego anche il perchè, ovviamente la mia versione, la realtà potrebbe essere un'altra.
Su Panino e Listino di domani una dedica speciale alla Francia e Parigi e poi molta operatività, molta e decisa. Purtroppo o per fortuna, vi avviso subito, lo spazio non era molto, ma credo di aver scritto il necessario.



LIBERO 07 Gennaio 2015

Qualche anno fa The Observer si accollò il difficile compito di selezionare e classificare le 50 esperienze sportive da non perdere. Si poteva trovare di tutto dalla finale di Coppa del Mondo di calcio, al Master di golf, sino alla finale di Wimbledon, ma nessuno poteva immaginare chi potesse capeggiare il primo posto della lista: il super classico di Buenos Aires, la partita di calcio tra il River Plate e il Boca Juniors da molti definita un’esperienza entusiasmante, non solo per lo spettacolo sportivo, ma per l’esplosione di colori, rumore ed energia, una sfida che va oltre lo sport.
E se la stessa classifica fosse preparata dal Financial Times, quale secondo  broker, economisti e risparmiatori, sarebbe l’evento finanziario da non perdere? Guardando alle spalle, non si ha difficoltà ad immaginare e rispondere, sicuramente i discorsi di Alan Greenspan, volutamente enigmatici e complicati, ma dal silenzio che si creava nelle sale nel momento in cui prendeva la parola, si capiva quanto peso e importanza avessero i discorsi dell’allora presidente della FED.

Guardando al presente, se la Yellen non si offende, il primo posto spetta di diritto a Mario Draghi, grazie alle sue preziose acrobazie verbali, non solo 2 anni fa riuscì a salvare l’Euro, ma oggi, come un abile schermitore in continuo duello con la Germania, è capace sia di sostenere la fiducia nella moneta unica, e sia, nonostante la debolezza economica, di regalare speranze a investitori e risparmiatori, non per nulla pochi mesi fa il quotidiano tedesco Handelsblatt (non certo stampa amica) l’ha soprannominato Mario Caesar Draghi.
Per il futuro difficile immaginare grandi cambiamenti, sarà sempre il discorso di Draghi l’evento clou sui mercati finanziari che risparmiatori, investitori, media ed economisti non vorranno perdere, perché questo più che mai è il ciclo delle Banche Centrali. La mano invisibile, abbia il volto di Yellen, Kuroda o Draghi,  sarà sempre mano amica e all’ultimo, anche questa volta, salverà i nostri sogni rialzisti.
PIAZZA AFFARI: non ero ottimista per inizio anno, ma non sono nemmeno catastrofista. Per gli ETF short spostiamo l’asticella di stop, da 20,200 a 19,300. Meglio attendere prima di comprare.
NASDAQ: è l’indice che ora mi preoccupa di più. Meglio stare in difesa.
BE: dove eravamo rimasti? 0,52 la resistenza, qui non si molla.
ENI: per molti è difficile accettare la realtà, ma questo titolo, a parte grandi rimbalzi, non ha futuro.
 

12 dicembre 2014

E PER NATALE TANTO CARBONE, E PETROLIO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

In principio c'è il Tol Expo. Milano, Piazza Affari, una bellissima giornata di sole e un'apparente è ritrovata tranquillità di borsa.
I mercati hanno recuperato la tradizionale debolezza di Ottobre e soprattutto a Wall Street l'hanno fatto con grande vigore. A piazza Affari si aspettano gli esiti degli STRESS TEST e  le successive mosse di Draghi, ma niente preoccupa, davanti a noi c'è Novembre e l'autostrada per i Tori di Dicembre, motori e renne pronte per il rally di Natale.
Niente preoccupa, se non il solito catastrofismo dovuto alla droga monetaria della Fed, a quella del Giappone, alle quotazioni troppo  care di Wall Street  che prima o poi dovrà scendere e lo farà con un botto, ma niente su Petrolio, Rublo, Russia e Grecia.
Entro con la solita curiosità n'è il paese dei balocchi, la fiera del trading, sempre più strilloni, sempre più confusione, scenari e sistemi che si scontrano, luci stroboscopiche, quotazioni che tintinnano e ammiccano il cliente, vieni da me, no da me, si strilla il guadagno migliore, a chi la spara più grossa, qualcuno ci crederà.
Ed é proprio da uno di questi che mi soffermo, spiega e racconta il suo sistema, il suo palco e pieno, rimango in piedi e ascolto. Illustra schemi e statistiche, da inizio anno dice, il mio risultato é +40%, l'unico titolo in perdita, del 10% é ENI, ma non lo vendo perché sono sicuro che con ENI lo recupero prima o poi.
ENI, la sicurezza, una volta era così, é sempre stato così dall'esordio in borsa fino a oggi, il discorso del tecnico  non faceva una piega, peccato che in borsa le sorprese sono la materia prima, che i cicli cambiano, ciò che ieri era sicuro oggi può essere un grande pericolo perché le certezze non esistono, non sono mai esistite, sebbene Lehman sia stato per molti il primo e grande schiaffone.
Qual é stato il titolo tra i big di Piazza Affari che ha perso di più negli ultimi due mesi?
Oltre a Saipem ovviamente. Sí, avete indovinato, proprio ENI.
Ed ecco che la performance del tecnico, é stata bruciata in poco tempo da quella che doveva essere una sicurezza, la ciliegina sulla torta della perfetta annata.

Ma ora ENI é a sconto si dirà, ha un rendimento che qualsiasi bond invidia, un rapporto prezzo utile da saldo e soprattutto é in iper venduto.
Anche Saipem lo era, da iper venduto é scesa andando in iper iper venduto e così via.
Innanzitutto ENI per mantenere quel rendimento come minimo deve fare gli stessi utili dell'anno scorso, e ho i miei dubbi che con un petrolio  forse solo a metà percorso, ENI possa ripetere le precedenti annate.
Se ENI é in iper venduto, vuol dire che molti hanno scaricato e se l'hanno fatto, e l'hanno fatto pesantemente perché pensano che il titolo scenderà ancora molto e potranno, ma non é detto, ricomprare molto più in basso.
Ve l'ho già dimostrato con Saipem, in 2 anni di Borsa positivi, anche per Piazza Affari, il titolo si é ridotto quasi a 1/3 del valore dai massimi, più volte ho ripetuto di stare lontano, e a 16 ho anche insistito per impostare posizioni al ribasso per poi definitivamente consigliarvi di abbandonare il titolo.
Petrolio NO, a differenza delle precedenti esperienze del 2008/2009, e ogni giorno che passa dimostra che avevo ragione.
Poi ovviamente é giusto che ognuno faccia quello che vuole, ma dovete rendervi conto che la storia sta cambiando e che in questo Natale ci sarà molto carbone, anzi molto Petrolio, una marea di Petrolio a prezzo di saldo.
Poi, quando si accenderanno le luci, arriverà il bello....

02 dicembre 2014

Panino e Listino: LA BOLLA DEL PETROLIO (Mercoledì 03 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ma guarda che strano, finchè all'Eni c'era Scaroni, e ancor prima al governo Berlusconi, tutto andava bene con Putin, oggi, complici anche le sanzioni, tutto sta saltando, non ultimo, il progetto South Stream.
Non vorrei che un giorno si scoprisse che è stato un bene, già immagino i servizi di Report e le parole della Gabanelli, sarebbe l'ennesima dimostrazione di come sprechiamo i nostri soldi in opere inutili e di come vanno certi affari.
Ma tutto questo è fanta finanza, giochi economici, geopolitica molto più grande di noi. Tornando alle nostre cose, guardate Saipem, nonostante le smentite di perdite su South Stream, nonostante anche Barisoni da Radio24 abbia detto che Saipem era assicurata sul mancato completamento dell'opera, il titolo affonda, tanto che è il peggiore di giornata, e cade su nuovi minimi.
10 euro, quello che avevo indicato come obiettivo estremo è ormai a un palmo, ma non conta. Come avevo già scritto in precedenza, l'operazione al ribasso è stata chiusa a 12 e successivamente catalogata. Niente operazione inversa, niente di niente, semplicemente perchè a mio avviso il titolo era rischioso e nessuno mi obbligava a tentare quello che era solo un puro azzardo, come poi si è confermato. Il titolo tornerà in futuro a 30? Bene per chi è long, a me ora non interessa, perchè Saipem non mi sembra un'opportunità.
Questo lo scrivo perchè tutte le volte che ho citato e insistito a segnalare COBRA mi sono sentito rispondere che ripetevo sempre gli stessi titoli e tutte le altre volte che ho accennato ad altre opportunità mi è stato detto che il mio elenco non era per tutte le tasche. Quindi ora per non fare favoritismi e quindi scontentare tutti o nessuno, o sarò selettivo o meglio non scriverò nulla.
Intanto in Russia la situazione si fa sempre più difficile, e questo potrebbe essere un guaio per l'Italia che sui consumatori russi prospera, ma potrebbe essere anche un guaio per i mercati che da una nuova crisi geopolitca o anche solo un attacco speculativo sul Rublo, potrebbero aggrapparsi e trovare la scusa per una grande correzione.

Domani, come credo sia ovvio e scontato, su Panino e Listino troverete il Petrolio, probabilmente spiegato male dal sottoscritto, oggi l'ispirazione non c'era proprio, dovrete accontentarvi, così anche per i temi operativi, poi ovviamente sarete voi a giudicare e a dare il voto.
Rampini oggi scrive che la caduta del Petrolio potrebbe essere la spia di una cattiva condizione dell'economia mondiale. Può essere, ma nel 2008, con il picco dei prezzi l'economia mondiale correva?
Forse si dovrebbe ricordare che anche le materie prime vanno a cicli, di solito durano 10 anni e per tanti altri rimangono ferme, quasi immobili, come negli anni '90, quanto invece l'economia correva, ma di fiammate speculative sui  questi prezzi se ne sono viste ben poche. Sono i tassi bassi che fanno salire l'alta marea, e ora si sta alzando sempre più sull'obbligazionario, ma quanto potrà durare questo stato di estasi?
Siete proprio sicuri che Draghi giovedì farà la magia?






LIBERO 26 Novembre 2014
Estragone e Vladimiro sono due vagabondi che  si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario sono vaghi, quello di cui i due vagabondi sono certi è che una volta arrivato, Godot darà loro vitto e alloggio gratis. Quello che capita a Estragone e Vladimiro, sta capitando agli investitori e risparmiatori di Piazza Affari, in perenne attesa di Draghi che porti loro il pasto gratis, ma il tempo passa, le foglie (le quotazioni) cadono e nessuno si vede ancora all’orizzonte. In verità, a differenza di Godot, Draghi il suo volto l’ha mostrato, più volte e anche in modo schietto, quello che manca è il bazooka che spara milioni di euro e rende tutti più ricchi e felici. Ma questo bazooka esiste? Si fantastica di un Draghi dedito ogni sera a lustrare il l’arnese sempre pronto all’uso, anche se il governatore lo punterebbe più volentieri contro Weidmann che ogni volta tenta di sabotarlo.
“Whatever it takes” disse Draghi infiammando cuori e portafogli, ma si limitò alle parole. Altri come Kuroda sono pesantemente passati ai fatti, ora addirittura rilanciando, annunciando di essere pronta a triplicare le emissioni di moneta tramite acquisto diretto di Etf e proprietà immobiliari, e ricordando, per chi fa finta di non voler capire che la BOJ non ha limiti nell’uso degli strumenti di politica monetaria. Cannonate finanziarie.
L’investitore italiano però rimane in attesa di Draghi e non si accorge che da Oriente, con il taglio dei tassi della Banca Centrale Cinese, arrivano altre bordate. A forza di aspettare si perde la corsa di tutti i treni che in giro per il mondo continuano a correre.
Voglio ricordare che l’ultimo rally ha avuto il suo incipit nelle varie dichiarazioni dei membri Fed a sostegno e fiducia verso una politica monetaria ancora accomodante.
Il bazooka, come Godot, non arriverà mai? C’è chi lo vede sotto l’albero di Natale, chi come Goldman Sachs assicura che sarà azionato a inizio 2015. Essendo l’ultima arma disponibile sarà usato in caso di emergenza, e non certo in un mercato al rialzo come quello che stiamo vivendo.
FTSEMIB:  i livelli non cambiano, 20,200, sopra vedrete correre la slitta. Rialzo a occhi chiusi e senza freni. Ma io nutro ancora forti dubbi che venga sfondato nel breve.
WALL STREET: “plunge protection” la protezione contro il tonfo. Sembra che sia la mano invisibile della Fed, autorizzata a intervenire direttamente sul mercato, a sostenere i corsi di borsa. Ma è altresì vero che la Fed non vuole un mercato che sale troppo celermente. Il Nasdaq mi preoccupa, meglio coprirsi con l’ETF BOOST NASDAQ100. E se fosse lo “shale gas” il fantasma che spaventa la finanza?
PRYSMIAN: società contendibile, questo comprerei a Piazza Affari.
NEM e CDE: l’Oro potrebbe ora muoversi, questi i miei titoli preferiti.
BE: +80% da inizio anno e non è finita. Questo è il mio regalo di Natale ai miei 3 affezionati lettori.
 

26 novembre 2013

Panino e Listino (palle d'acciaio): LA GABANELLI UNA DONNA CON LE PALLE D'ACCIAIO, QUELLE DI LETTA? (Mercoledì 27 Novembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Fa sorridere vedere oggi Letta, al fianco di Putin, annunciare nuovi accordi commerciali con la Russia. Fa sorridere, dopo aver visto la puntata di Report di ieri sera della Gabanelli, lei sì, donna con le palle. 
Mi ha fatto venire i brividi quando con grande leggerezza e forse sfrontatezza ha detto: "chissà se Putin e Berlusconi staranno guardando il programma". Mi sono venuti i brividi pensando non a Berlusconi e Putin che guardano il programma (perchè sicuramente lo stavano guardando) ma per i commenti dei due sulla Gabanelli, non ci vuole molta fantasia a immaginarli.
Report è un programma sempre più interessante, sebbene per me molto complicato in alcuni passaggi, perchè si può essere d'accordo o in disaccordo con le indagini giornalistiche, ma è il lavoro che impressiona, il coraggio e l'approfondimento dotato di grande impegno e condito con ottime dosi di buonsenso. Eppure, lo share è sempre lì, poco sotto o poco sopra il 10%, un lavoraccio che in termini di ascolti regala ben poche soddisfazioni, a differenza di altri programmi che con il minimo impegno portano a casa risultati immeritati.
Ma se Report nonostante il prezioso lavoro abbia pochi ascolti, allora anche "Panino e Listino" con i suoi 3 lettori può sperare di portare un ottimo servizio, non trovate?

Intanto il Governo di Letta "Palle d'acciaio" vacilla a causa degli attacchi di Silvio Berlusconi. Ho ascoltato la conferenza stampa di ieri in cui sono stati giocati gli ultimi assi delle "carte segrete", e ho avuto tutta l'impressione che nemmeno Berlusconi ci capisse un granchè. Non ne posso più, non ne possiamo più, e sembra evidente che anche i mercati abbiano esaurito la pazienza e ogni tipo di sopportazione, molto probabile che dopo i voti sulla decadenza e l'approvazione della "legge di stabilità", Piazza Affari riprenderà la marcia rialzista, sempre che Wall Street non giochi qualche brutto scherzo di fine anno.
Lo scenario peggiore, che Berlusconi (e non ce l'ho con lui) continui a regnare e ci prenda per sfinimento. Ma siete sicuri che il vero pitone sia la Santanchè?

Intanto, grazie a Cobra, abbiamo scoperto che ci leggono anche nei forum, e sempre su Cobra continuiamo a puntare, anche se i lettori fanno orecchie da mercante. Vi avviso, e questa è una minaccia, poi non venitemi a dire che ho consigliato Cobra a 2 euro, perchè io l'ho segnalata sotto 0,40.
In "Panino e Listino" di domani troverete tante previsioni interessanti, dopo averlo letto, forse vi lamenterete meno del sottoscritto. E poi titoli e temi operativi, anche se i fedeli de "Il Dolce e l'Amaro" sanno già tutto.

Qui sotto come al solito, l'articolo uscito in edicola la scorsa settimana, una replica che sembra piacere a molti, ma non a tutti ;-)



LIBERO 20 NOVEMBRE 2013
 Ambienthesis, B. Ifis, Bioera, Cairo, Cementir, Fondiaria Sai, Impregilo, Iren, La Doria, Mediaset, Poltrona Frau, Reply, Safilo, Snai, Sogefi, Txt, Unipol, Valsoia e Yoxx: questo non è l’ennesima lista di consigli utili,  ma l’elenco delle società di Piazza Affari che nel 2013 hanno realizzato un rialzo superiore al 100%. Titoli raddoppiati di valore, e c’è ancora chi pensa che la Borsa non è salita. La percezione però, lentamente, sta mutando, un 4% di Btp non accontenta più e qualche cuore impavido si affaccia al “mercato del rischio” , ovviamente capita quando i titoli hanno già corso. Accade sempre prima della pausa, si scuote  l’albero, alcuni frutti cadono, altri rimangono attaccati al ramo e resistono. Il Mercato non è un ente di beneficenza, tende sempre le sue trappole, in molti inciampano, pochi arrivano al traguardo del guadagno. Vedi a esempio Cobra, tocca quota 0,50 (dove entrano i ritardatari) e lì prende la scoppola, una correzione del 10% che fa scappare le mani deboli, una volta liberato dalla zavorra, il titolo riparte a razzo. Mi chiedono: “perché il titolo è risalito?” Mi viene in mente la filosofia pragmatica di Deng Xiaoping: “non importa se il gatto è bianco o nero, l’importante è che prenda il topo”, se un titolo è bello, si deve comprare, l’importante è guadagnare. Può sembrare diseducativo, ma a volte porsi troppe domande è sbagliato.
Ad alimentare l’incertezza ci pensa Icahn (personaggio che ha ispirato Stone per creare Gordon Gekko), con uno dei suoi tweet: “i mercati rischiano una grande correzione”, e subito Wall Street cade, un ribasso piccolo come una virgola, ma che ferisce come il graffio di un orso gli ottimisti dell’ultima ora. Incertezza anche per Soros, un altro grande investitore, che è costretto a ridurre la sua posizione al ribasso incassando una perdita, anche i giganti sbagliano.
Come vedete, mentre il mercato continua la marcia al rialzo che sembra inarrestabile, aumenta la confusione generale e lo scetticismo. Tutto questo è normale, perché ricordatevi che ci sarà sempre un motivo per non comprare, ed è proprio quando quest’ultimo è assente e scompare l’incertezza che arriva il momento in cui si deve pensare a vendere.
FTSE MIB: continuo a essere convinto che entro fine anno saremo sopra 20,000, direzione 23,000. Appuntamento da non perdere.
ENI: i governi non hanno mai saputo spendere bene, ma almeno una volta sapevano incassare. Ricordate Enel a 8, le Eni ben piazzate e Finmeccanica sopra 20? Privatizzazioni che non sono servite a nulla, ma hanno portato un grande incasso. Oggi sembra che non sappiamo fare nemmeno quello. Privatizzare a questi prezzi significa svendere l’Italia.
CTIC: come vi avevo già scritto “meglio averle”. Primo obiettivo superare 1,70 e poi via diretti, fino a 2,50.
NOKIA: tra i titoli “centenari” (in percentuale) c’è anche la nostra cara Nokia. Gli Hedge Fund battono cassa e chiedono un dividendo straordinario. C’è ancora strada da fare.
BET: solo una correzione.
COBRA: avevo scritto: “accumulare sui ribassi”. Sopra 0,50, si vola a 0,80. Euforia, ma non fatevi travolgere.