09/03/2009, ci sono date che rimangono indelebili nella vita di ogni persona, voi ricordate ancora dove eravate e cosa stavate facendo quel giorno? Un giorno come un altro, all'apparenza, un giorno di ribasso come tanti altri in quel momento, eppure, nonostante non fosse successo nulla di eclatante, quello è il giorno che segna il minimo dei mercati della nostra generazione. Minimo per Wall Street, da quel giorno, sono passati 7 anni (la crisi del settimo anno?), gli indici americani si sono più che triplicati. Da quel momento a oggi, non si è verificata nessuna delle catastrofi che i ribassisti, portati in gloria dopo la crisi del 2008 avevano paventato e previsto. Oggi, in una delle tante fasi di turbolenza che ciclicamente si creano in un ciclo rialzista, si ricomincia da Mario Draghi, l'eroe dei nostri tempi, il salvatore della patria per l'Italia. Cosa farà domani? Cosa verrà estratto dal cilindro per appagare l'attesa fin troppo angosciante che si è creata sui mercati? Domani su Panino e Listino troverete alcune ipotesi, più i soliti temi operativi. E il ricordo torna al 2009, a Brembo e a cosa vuol dire veramente cogliere le occasioni. Come promesso, qui sotto uno dei vecchi articoli, ovviamente senza i temi operativi. A domani
LIBERO 18 Febbraio 2016
Dicevano i vecchi saggi di borsa: “le tendenze si
assomigliano fino a quando qualcuno lo scopre”. Le similitudini esistono,
finché la massa non se ne accorge e il gioco finisce. Non siamo così ingenui da
credere che tutto, nel tempo, si ripeta meccanicamente, sarebbe troppo facile,
ma quello che sta accadendo in questo inizio d’anno ha le fattezze di un mostro
inquietante e già visto: l’Euro grizzly.
Ve la ricordate la crisi dell’Euro?
Nel 2011 le borse subirono un forte tracollo, Piazza Affari
scese da quota 22.000 a 14.000, in termini percentuali fu peggio di quanto
visto fino a ora, in pericolo era l’Europa,
e nonostante questo la moneta unica si rivalutava, più o meno come oggi, la
differenza è nello strumento usato per attaccare: cinque anni fa si colpirono i
Btp e tutti i titoli di stato dei paesi periferici, oggi invece sotto attacco
sono le banche. Nel 2011 l’obiettivo era affondare l’Euro, oggi il bottino sono
gli NPL, i famosi crediti inesigibili
che tanta gola fanno alla speculazione internazionale.
Gli NPL, croce per qualcuno, delizia per
altri. Le banche si trovano in pancia qualcosa come circa 200 miliardi di crediti
incagliati, impacchettati come lo furono i titoli tossici delle banche Usa,
verranno offerti al mercato a un prezzo, scontato, che è già stato messo a
bilancio. Ma per la speculazione
internazionale quel prezzo è troppo alto, vuole strappare più sconto, e sa che
il tempo gioca a suo favore. Le banche italiane non possono attendere, devono
liberarsi il prima possibile della loro tossicità, e qui ritorna la manovra
affondamento, più i titoli calano in borsa e più si costringe a vendere gli NPL
con precipitosità e con prezzo ancor più svalutati.
La salvezza? Mario Draghi. Nel 2012 gli
bastò parlare, la formula magica “whatever we takes” spazzò via le nuvole e
tornò il sole, oggi si dovrà fare molto di più. Si dice che le Banche Centrali
abbiano finito le munizioni, questa è una sciocchezza sesquipedale. Frasi
ripetute prima dei “tassi zero” e anche dopo il primo “QE”: le vie delle Banche
Centrali sono infinite, come le loro munizioni eanche gli arsenali. Ciò che mi
preoccupa è che nonostante gli sforzi di Draghi e l’artiglieria usata (e
potenziale), al netto dei mercati finanziari, non si vedono ancora risultati strutturali.
La guerra di Draghi, Yellen e Kuroda, rischia di trasformarsi in un nuovo
Vietnam.
PIAZZA AFFARI:carnevale è finito e
dunque abbiamo scherzato? Pronti a ripartire? Siamo già partiti. Comprare era
la cosa giusta, ma se nel 2011 ci sono voluti 6 mesi per cadere del 35%, qui ci
sono volute poche settimane per fare quasi altrettanto. Questo ribasso è troppo
cattivo e violento per non avere un significato. Attenzione a 18.000.
BOLZONI: avete capito a cos’è servito
questo ribasso?A comprare i gioielli
sacrificati. Avevo appena analizzato il titolo, ero pronto a segnalarlo quando,
è arrivata l’OPA. Peccato! I segnali c’erano. Ricordate sempre, quando c’è
chiasso su un titolo, o è già tutto fatto o non succederà nulla. Quando invece un
rialzo passa sotto traccia, bisogna comprare. D’altronde questo era un titolo
“DOT” (denominazione di origine tamburiana) una certificazione di assoluta
qualità.
"Nel momento in cui smetti di credere che puoi volare perdi per sempre il potere di farlo'. A dirlo fu Kuroda, il presidente della Boj, la banca centrale giapponese, citando l'eterno bambino Peter Pan. Perché il toro vuole rimanere ancora giovane, e per farlo bisogna inventare qualcosa di nuovo, come i tassi negativi, e improvvisamente tutto il pessimismo si cancella e si può pensare di ricominciare a volare. Sol Levante, buongiorno rialzo
Me lo chiedevo proprio ieri sera, ma in tutta questa emergenza, scontri diplomatici e rumor di sciabole, la Germania e la Merkel dove sono? A domanda, risposta, ecco che la Merkel appare accanto a Hollande, niente sorrisi questa volta, non si scherza più, pronti all'emergenza, subito i soldati crucchi partono per il Mali, sostegno alla Francia e all'Europa. Solidarietà? Certo, solidarietà di facciata e di opportunismo. Un aiuto in Mali significa liberare truppe francesi e spingerla nei territori ben più pericolosi dove opera l'Isis. La Germania non è stupida, anche questa volta, nei momenti più delicati, si tira indietro e si mantiene il più neutrale possibile. E' questa l'Unione Europea? E' questa l'Europa che vogliamo? Quando si tratta di maltrattare e deridere la Grecia, spingendola fin sull'orlo di un burrone, la voce è tuonante, prepotente. Quando si tratta di pretendere e bacchettare l'Italia, ah sì, i tedeschi sono feroci, severi, integerremi, fin troppo ingombranti, finchè si tratta di economia, affari e numeri. Quando tocca alla solidarietà, ad esporsi, a minare interessi e collaborazioni preziosi, ecco che il lupo tedesco si trasforma in colomba, e diventa più neutrale della Svizzera. In questa grande "land of confusion", nella guerra globale dagli interessi singoli e privati, dove gli Stati Uniti vendono armi all'Arabia Saudita che a sua volta rifornisce l'Isis, che attacca la Siria di Assad, dove lo stesso Assad è contro il terrorismo, ma anche contro i ribelli che combattono il terrorismo, e dove Assad si trova alleato con la Russia, che è anche alleata con la Francia, la quale Francia è contro Assad, ma è stretta agli Usa nella lotta al terrorismo, che gli stessi Usa (e qui il cerchio si chiude) "involontariamente" riforniscono il terrorismo e cioè gli stessi nemici, in questa guerra della confusione, gli unici ad avere le idee chiare sembrano i mercati, la borsa, la finanza in generale. Tanta fiducia è alimentata da un unico credo: la politica monetaria materna e generosa. Finchè ci sarà la "mano amica" di papà Draghi e il seno materno di mamma Yellen, oltre che i regali e l'infinità generosità di zio Kuroda, niente potrà andar male. Non ci sarà guerra tra Russia e Turchia (molto improbabile) o attacco terroristico dell'Isis che potrà turbare i sogni rialzisti e di guadagno, perchè più le cose andranno male, più la concertazione dei produttori di denaro si farà generosa. Siamo proprio sicuri che questa generosità si protrarrà all'infinito? E se un giorno ai mercati venisse il dubbio che il QE non porta nessuna crescita? Intanto il Dollaro continua a rafforzarsi e questo alla Yellen non piace, come non piace all'economia e alle imprese Usa che dal rincaro del biglietto verde vedono un impedimento a crescita e profitti. Intanto le danze continuano, nel giorno del Ringraziamento si fa festa, già sognando e immaginando il rally di Natale. Il Toro mangerà il panettone? Incomincio ad avere forti dubbi, tutte queste aspettative rischiano veramente di essere deluse, ed al posto di uvette, crema e zucchero a velo, qui si rischia di trovare solo carbone, nero nero nero.
Oggi su Panino e Listino: la pazienza, virtù di Warren Buffett e di chi riesce a guadagnare; se Atene piange, Sparta non ride; e poi i temi operativi, su tutti la nostra stella SAES GETTERS! Ps. qui a fianco ho aggiunto un nuovo sondaggione. Sulla Grecia la maggioranza ha dato la risposta giusta, ora vediamo se facciamo tendenza anche con la Fed.
L'EXPO è finito, per come era iniziato, la pioggia, le proteste, il rischio di non finire i lavori, è stato un successo. Sicuri? Le code, il numero di visitatori, il numero di pagamenti, il messaggio della manifestazione, sicuri che sia stato un successo? Sicuri che tutta Milano ringrazia? L'EXPO sembra tanto il Quantitative Easing, grandi lanci di agenzia, grandi promesse, grandi slogan, il denaro sparato in aria come la luce dell'albero della vita, denaro come fonte di vita che dal cielo, dagli elicotteri di Kuroda, Draghi e Yellen piove nelle casse delle banche e da lì, improvvisamente, come per le forniture d'acqua a Messina, tutto si blocca. E' un successo? Come vi avevo anticipato, e come è raccontato qui da un Crozza monumentale, tra i visitatori all'Expo, sono stati contati, ogni giorno, anche i dipendenti, che ovviamente non erano paganti. Fate un po' voi i conti. Il grande bluff, è veramente difficile difendere la bellezza che si sta ergendo in questo periodo. Ma i miracoli possono realmente accadere, perchè quello che può fare la fiducia è impressionabile, niente come crederci, come avere fiducia può alimentare un processo che sembrava irealizzabile. Ed è proprio a questo che le Banche Centrali si stanno aggrappando. Per l'Expo, l'operazione è un po' più difficile, più facile è distrarre su altre cose, far cadere il silenzio, dimenticare, poi tutto passa e si digerisce, anche la carne cancerogena, anche le larve e le cavvallette... Domani su Panino e Listino, la bella vita senza Spread e il mondo a tassi zero, abitabile? E poi i temi operativi, tra cui DEUTSCHE BANK, ma se il silenzio di Schauble sta a Volkswagen, vuoi vedere che quello di Weidmann sta proprio a Deutsche Bank?
Ma guarda che strano, finchè all'Eni c'era Scaroni, e ancor prima al governo Berlusconi, tutto andava bene con Putin, oggi, complici anche le sanzioni, tutto sta saltando, non ultimo, il progetto South Stream. Non vorrei che un giorno si scoprisse che è stato un bene, già immagino i servizi di Report e le parole della Gabanelli, sarebbe l'ennesima dimostrazione di come sprechiamo i nostri soldi in opere inutili e di come vanno certi affari. Ma tutto questo è fanta finanza, giochi economici, geopolitica molto più grande di noi. Tornando alle nostre cose, guardate Saipem, nonostante le smentite di perdite su South Stream, nonostante anche Barisoni da Radio24 abbia detto che Saipem era assicurata sul mancato completamento dell'opera, il titolo affonda, tanto che è il peggiore di giornata, e cade su nuovi minimi. 10 euro, quello che avevo indicato come obiettivo estremo è ormai a un palmo, ma non conta. Come avevo già scritto in precedenza, l'operazione al ribasso è stata chiusa a 12 e successivamente catalogata. Niente operazione inversa, niente di niente, semplicemente perchè a mio avviso il titolo era rischioso e nessuno mi obbligava a tentare quello che era solo un puro azzardo, come poi si è confermato. Il titolo tornerà in futuro a 30? Bene per chi è long, a me ora non interessa, perchè Saipem non mi sembra un'opportunità. Questo lo scrivo perchè tutte le volte che ho citato e insistito a segnalare COBRA mi sono sentito rispondere che ripetevo sempre gli stessi titoli e tutte le altre volte che ho accennato ad altre opportunità mi è stato detto che il mio elenco non era per tutte le tasche. Quindi ora per non fare favoritismi e quindi scontentare tutti o nessuno, o sarò selettivo o meglio non scriverò nulla. Intanto in Russia la situazione si fa sempre più difficile, e questo potrebbe essere un guaio per l'Italia che sui consumatori russi prospera, ma potrebbe essere anche un guaio per i mercati che da una nuova crisi geopolitca o anche solo un attacco speculativo sul Rublo, potrebbero aggrapparsi e trovare la scusa per una grande correzione.
Domani, come credo sia ovvio e scontato, su Panino e Listino troverete il Petrolio, probabilmente spiegato male dal sottoscritto, oggi l'ispirazione non c'era proprio, dovrete accontentarvi, così anche per i temi operativi, poi ovviamente sarete voi a giudicare e a dare il voto. Rampini oggi scrive che la caduta del Petrolio potrebbe essere la spia di una cattiva condizione dell'economia mondiale. Può essere, ma nel 2008, con il picco dei prezzi l'economia mondiale correva? Forse si dovrebbe ricordare che anche le materie prime vanno a cicli, di solito durano 10 anni e per tanti altri rimangono ferme, quasi immobili, come negli anni '90, quanto invece l'economia correva, ma di fiammate speculative sui questi prezzi se ne sono viste ben poche. Sono i tassi bassi che fanno salire l'alta marea, e ora si sta alzando sempre più sull'obbligazionario, ma quanto potrà durare questo stato di estasi? Siete proprio sicuri che Draghi giovedì farà la magia?
LIBERO 26 Novembre 2014
Estragone e Vladimiro sono due vagabondi
che si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Sono lì perché
un certo Godot ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario sono vaghi,
quello di cui i due vagabondi sono certi è che una volta arrivato, Godot darà
loro vitto e alloggio gratis. Quello che capita a Estragone e Vladimiro, sta
capitando agli investitori e risparmiatori di Piazza Affari, in perenne attesa
di Draghi che porti loro il pasto gratis, ma il tempo passa, le foglie (le
quotazioni) cadono e nessuno si vede ancora all’orizzonte. In verità, a
differenza di Godot, Draghi il suo volto l’ha mostrato, più volte e anche in
modo schietto, quello che manca è il bazooka che spara milioni di euro e rende
tutti più ricchi e felici. Ma questo bazooka esiste? Si fantastica di un Draghi
dedito ogni sera a lustrare il l’arnese sempre pronto all’uso, anche se il
governatore lo punterebbe più volentieri contro Weidmann che ogni volta tenta
di sabotarlo.
“Whatever it takes” disse Draghi
infiammando cuori e portafogli, ma si limitò alle parole. Altri come Kuroda
sono pesantemente passati ai fatti, ora addirittura rilanciando, annunciando di
essere pronta a triplicare le emissioni di moneta tramite acquisto diretto di
Etf e proprietà immobiliari, e ricordando, per chi fa finta di non voler capire
che la BOJ non ha limiti nell’uso degli strumenti di politica monetaria.
Cannonate finanziarie.
L’investitore italiano però rimane in
attesa di Draghi e non si accorge che da Oriente, con il taglio dei tassi della
Banca Centrale Cinese, arrivano altre bordate. A forza di aspettare si perde la
corsa di tutti i treni che in giro per il mondo continuano a correre.
Voglio ricordare che l’ultimo rally ha
avuto il suo incipit nelle varie dichiarazioni dei membri Fed a sostegno e
fiducia verso una politica monetaria ancora accomodante.
Il bazooka, come Godot, non arriverà
mai? C’è chi lo vede sotto l’albero di Natale, chi come Goldman Sachs assicura
che sarà azionato a inizio 2015. Essendo l’ultima arma disponibile sarà usato
in caso di emergenza, e non certo in un mercato al rialzo come quello che
stiamo vivendo.
FTSEMIB:i
livelli non cambiano, 20,200, sopra vedrete correre la slitta. Rialzo a occhi
chiusi e senza freni. Ma io nutro ancora forti dubbi che venga sfondato nel
breve.
WALL STREET: “plunge protection” la protezione contro il tonfo.
Sembra che sia la mano invisibile della Fed, autorizzata a intervenire
direttamente sul mercato, a sostenere i corsi di borsa. Ma è altresì vero che
la Fed non vuole un mercato che sale troppo celermente. Il Nasdaq mi preoccupa,
meglio coprirsi con l’ETF BOOST NASDAQ100. E se fosse lo “shale gas” il
fantasma che spaventa la finanza?
PRYSMIAN: società contendibile, questo comprerei a Piazza
Affari.
NEM e CDE: l’Oro potrebbe ora
muoversi, questi i miei titoli preferiti.
BE: +80%
da inizio anno e non è finita. Questo è il mio regalo di Natale ai miei 3
affezionati lettori.
Quando senti dire in un annuncio meteo: "buone notizie per il fine settimana, previsto bel tempo e un aumento delle temperature intorno ai 25 gradi, tempo gradevole che farà molti felici..." capisci che se la notizia viene data in Ottobre, 25 gradi al Nord, qualcosa non va, non solo per il tempo, ma anche per la comunicazione. Il Sole fa piacere a tutti, a molti, ma non si può dire che 25 gradi in Ottobre siano una buona notizia. Luca Mercalli dice che la gente deve essere educata agli allarmi sul maltempo. Ecco allora penso che quei 25 gradi, ai fini dell'educazione, non siano una buona notizia. Penso sempre che la comunicazione cerchi sempre un modo frivolo per allievare le cattive condizioni lavorative e di vita quotidiana che molti di noi costantemente vivono e così capita che un raggio di sole che allontana le nuvole o un clima primaverile, anche se capita d'Autunno, possa essere una buona notizia che fa salire l'umore del povero italiano. Sono i vizi dei nostri tempi, capita nel calcio e capita soprattutto in Borsa dove le cattive notizie economiche sono una buona notizia perchè saranno il propellente di nuovi stimoli monetari e che a loro volta faranno eccitare a dismisura le borse. Così succede a Tokyo, sconfitte economica che portano ad aumentare l'arsenale nucleare per combattere recessione e deflazione, così capita in Europa dove il pifferaio Draghi continua a strofinare il suo bazooka rendendolo sempre più lucido e brillante per la platea degli investitori, quando alla fine è solo uno specchietto per le allodole. E' il "Bengodi Finanziario" un lungo viaggio tra le favole della finanza, c'è chi deve ancora partire, c'è chi vuole prolungare il viaggio e c'è chi, come la Yellen sembra già pronta a fare ritorno. Sarà vero come ho scritto che il Dow Jones è il "Dow Indicator" il nuovo indicatore utilizzato dalla Fed per calibrare le proprie politiche economiche?
Domani su "Panino e Listino", sperando di non subire limature, troverete il racconto della "Battaglia di Abe e Kuroda", una battaglia simile a quanto visto nella Seconda Guerra Mondiale, con il finale a sorpresa. Ovviamente ci saranno i temi operativi: correzione finita oppure no? E il nostro gioiellino, ostinatamente strofinato, a differenza di Draghi, questo non è uno specchietto per le allodole...
LIBERO 1 Ottobre 2014 La leggenda narra di particolari poteri speciali e di un telefono rosso collegato a una linea esclusiva. Lo stesso telefono rosso che permetteva al Commissario Gordon di avere una comunicazione diretta con Batman, Bill Gross lo aveva per avere informazioni riservate dalla Fed. Bill Gross mitologico investitore, secondo solo a Warren Buffet, creatore del fondo PIMCO (1971) divenuto celebre per le sue previsioni, folle (ultimamente all’apice della follia, l’ultima newsletter è un elogio funebre al suo gatto morto), una rockstar della finanza, era l’invitato d’onore al tavolo di Baron’s (il vangelo di Wall Street), dittatoriale con i dipendenti, idolatrato dalla massa di risparmiatori suoi seguaci. I ritorni, intesi come rendimenti, soprattutto negli anni ’90 furono favolosi. Nel 2009 s’inventò il termine “New Normal” per descrivere un’era fatta di bassa crescita per gli Usa, bassi profitti e alta disoccupazione: la finanza non sarà più così generosa, abituatevi ad abbassare il vostro tenore di vita. Non andò proprio così, ma questa non fu un’eccezione perché ultimamente il suo tocco magico si stava appannando, evidentemente quel telefono rosso non squillava più come ai tempi di Greenspan. Il Qe lo aveva spiazzato e parecchio irritato, le sue continue previsioni (forzature) sui tassi che sarebbero dovuti crescere, erano smentiti impietosamente dalla realtà, e i risultati sui conti si vedevano, da mesi PIMCO soffriva di un’emorragia di fondi a causa della fuga di molti clienti. L’infallibilità non esiste, nemmeno per Bill Gross. Il primo a lasciare fu El-Erian, la scusa, l’affetto della figlia, e ora il capo supremo Bill Gross, c’è di che sospettare. PIMCO, dominatrice del mercato obbligazionario rimane ora orfana. Cosa si cela dietro il misterioso addio? Sta per emergere uno scandalo, o questo è il primo campanello d’allarme che ci avvisa del prossimo scoppio della bolla obbligazionaria? E’ la bomba termonucleare, non dimenticatelo. PIAZZA AFFARI: Milano Finanza ha di recente elaborato dei nuovi panieri di borsa rilanciando il gruppo storico dei 30 titoli, l’ha chiamato Mf Italy 30 Top Cap. Lodevole iniziativa, ma si può pensare di rilanciare il sistema Italia usando degli inglesismi? Mib30, Mibtel, Numtel, Comit questi sono e rimarranno per me i nomi dei nostri indici. L’Italia si rilancia anche utilizzando la lingua italiana. 20,200 ha tenuto, inizia Ottobre, sarà il mese della direzione: sopra 21,500 si campa, sotto 20,200 si muore. ITALIAONLINE: insieme a Zalando pronta a sbarcare in borsa. Non sono Alibaba, ma testeranno la voglia di euforia a Milano. Nostalgia di Numtel. TELECOM: prima spagnola, poi francese, egiziana e infine australiana. Una telenovela e la nostra Telecom assomiglia sempre più a Brooke Logan, tutti la vogliono ma nessuno la sposa. Chi sarà il Ridge della telefonia? Puntate da non perdere.
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Ovviamente, in momenti come questi, arrivi a rimettere in discussione tutto, persino il Giappone. "Giappone: un paese verso la distruzione" dichiara il guru Jim Rogers. Lo diceva anche Zingales molti mesi fa, il Giappone rischia di essere la Grecia del futuro. Poi è successo che il Nikkei è partito come un missile, volando in orbita e come sempre succede, perchè il copione si ripeterà sempre, nel preciso momento in cui l'interesse si è concentrato sul Giappone (argomento fino a quel momento ai più sconosciuto) è arrivata la prima zampa dell'orso, quella che lascia il segno, più nell'animo che nel fisico. Il mese di Maggio ha smentito con spavalderia la stagionalità, "vendi in Maggio e fatti un viaggio" dice il proverbio, non è così nel 2013 visto che un mese spesso ostile si è invece rivelato come uno dei migliori da inizio anno e l'anno non è ancora finito... Persino Piazza Affari ha regalato soddisfazioni, cosa di non poco conto, anche se la strada da fare e recuperare è ancora molta. E ora arriva Giugno, la Primavera ce la siamo giocata, tra una pioggia e un capriccio dell'Euro, tra una discussione politica e uno sgambetto della Bundesbank, il tempo si consuma e non te ne accorgi. Inizia l'ultimo mese prima del giro di boa, e dopo tanta corsa in rettilineo, si avvicinano le prime curve: cosa farà la Fed? cosa deciderà al Corte Costituzionale tedesca? E l'Italia, uscirà dalle sabbie mobili? E poi, per i tecnici, le scadenze tecniche di Giugno, le 3 Streghe, senza dimenticare quello che fino a ora è stato il vero traino dei Mercati Finanziari Mondiali, le aziende USA produrranno ancora utili e fatturato in crescita? Domande a cui cerchiamo di dare una risposta, attraverso l'aggiornamento operativo delle 10 previsioni per il 2013. Il mondo è cambiato più o meno una settimana fa, ma non tutti se ne sono accorti. Questo è quanto dichiarato da Alessandro Fugnoli in occasione delle nozze tra Kairos e Julius Baer.Le parole di Fugnoli sono state riportate da Ugo Bertone (uguali ma diversi, per me è come fossero la stessa persona, tanto smisurata è la loro mole quanto la loro saggezza), alle quali si aggiungono preziose confidenze: per fine anno le Borse possono raggiungere nuovi massimi mentre i bond, dopo quattro anni di rialzi, possono correre il rischio di perdita in conto capitale.Fugnoli e Bertone convergono sul tema: le azioni sono lo strumento su cui ora si deve puntare per il futuro.Fugnoli ha però un difetto, tanto è vasta la sua conoscenza della storia quanto è poco avezzo e preciso nelle previsioni. Ricorderò sempre che nel Luglio del 2007 per lui il rischio maggiore che correvano i mercati derivava dall'atomica dell'Iran.La mia è però pignoleria, difficilmente in tema di finanza si possono trovare letture migliori di quelle targate Fugnoli.Azioni o non azioni, da Giugno molte cose potrebbero cambiare, oppure potrebbe non succedere nulla ma aumentare solo la nostra paura, quella che ci fa commettere gli errori più stupidi. Finchè i Super Eroi saranno dalla nostra parte, a vegliare i nostri investimenti, non avremmo nulla da temere, anzi rischiare sarà un dovere.Come al solito nell'aggiornamento qui sotto sarà mantenuto di originale solo il titolo, a cui verrà aggiunto il nuovo pezzo operativo. Le 10 DI BUDDY fior di conio le ritrovate nell'archivio mese di Gennaio, oppure direttamente cliccando qui sopra: http://trafficantevolpino.blogspot.it/2013/01/2013-ora-in-borsa-credici-le-10-di.html
Ecco a voi “le 10 di Buddy” per un 2013 rock ‘n roll:
1)BANZAI NIKKEI!Non si può salire per sempre. Più volte vi avevo avvisato che prima o poi una scusa, qualsiasi, per fare una correzione sarebbe stata trovata. E come spesso accade successivamente a rialzi tumultuosi, seguono discese rovinose. Fortunatamente il tutto è accaduto sopra 15,000 quindi su livelli prevedibili. Si può volare o crollare ma se tutto accade all'interno delle mappe che hai disegnato, non è mai un dramma. La tragedia si presenta quando, come nel nostro caso, non essendo entrato prima, e non sapendo resistere poi, compri sopra 15,000, allora sì la prima zampata dell'orso fa male, ferisce prima l'animo del portafoglio.Se guardi il grafico del Nikkei perdi ogni certezza, sembra infatti che nel mese di maggio gli Orsi abbiano disegnato la lapide da mettere sopra la bara del Toro.Ma se solo accantoni per un attimo questa paura immotivata e ripensi a cosa stanno facendo le autorità politiche e monetarie dell'isola dei samurai, subito ritorna il coraggio, perché oggi al Giappone non c'è alternativa, anzi, il Giappone è l'unica certezza oggi sui Mercati Finanziari.Rivedendo gli appunti di tutti questi mesi ho ritrovato livelli dimenticati, il Nikkei può anche scendere fino alla fascia 11,000/11,400 e non sarebbe un dramma.Alla fine del mese di Maggio l'indice Nikkei segnava ancora un rialzo del 32%, non male! Per non parlare dei rialzi di Sharp, Nomura e i titoli finanziari samurai, ma so che a voi le singole storie non vi entusiasmano.Se il Giappone per il 2013 l'abbiamo messo al primo punto, un motivo ci sarà... Obiettivo minimo sempre 18,000. Cuore d'acciao (Abe) e Mente geniale (Kuroda) questa volta vinciamo noi, grazie ai Super Eroi!
2)BANCHE, AVANTI TUTTA!Piazza Affari doveva essere un bancomat per i suoi azionisti, da anni ormai a digiuno di soddisfazione. Piazza Affari sembrava avviata verso una decisa campagna rialzista, una marcia inesorabile con la strada spianata dai fanti bancari, e invece anche questa volta i nostri guerrieri sembrano avere le polveri bagnate. Siamo quasi al giro di boa e l'enfasi iniziale sembra essersi già spenta. 2013 recrudescenza di crisi finanziaria? Questa volta sembra di no, anzi la debolezza è nostra amica, regalandoci l'opportunità. Lo SPREAD BTP/Bund tutto sommato tiene e anche questo è un ottimo indicatore di fiducia, mentre i titoli qui segnalati vacillano, ma non crollano: MEDIOLANUM è il fiore all'occhiello +35% (rileggete quanto scritto il mese precedente) solo correzione per ripartenze, UNICREDIT +16% un risultato di tutto rispetto mentre le note dolenti sono POP MILANO -6% e MPS solo +5% (quest'ultima rimane sempre la mia preferita), tra le piccole BANCA CARIGE -33% sprofonda (qui si deve accumulare), ma quella che più delude è BANCA PROFILO -1%, verrà il giorno... Rileggendo i numeri non è quella tragedia che molti tendono a enfatizzare, anzi ci sono ottimi spunti, specie se confrontati con l'indice e questo potrebbe essere solo l'inizio. La marcia, nonostante la calura e il periodo estivo, potrebbe ripartire e chissà che acceleri.
3)SPAGNA, DAGLI INDIGNADOS AL FLAMENCO.Sono tante le iniziative che coinvolgono la Spagna, alcune citate in precedenza a cui si aggiunge il maggior tempo concesso dalla UE sul rientro del Deficit, agevolazioni che concedono maggior respiro e tempo per trovare soluzioni. Le Banche spagnole sono ora in situazioni migliori, e talvolta non mancano anche alcuni elogi. L'indice IBEX concede qualche spruzzata all'insù, soprattutto nelle giornate Toro dimostra di aver energia e gran voglia di strafare. Ora non resta che rompere il rettangolo. Rimane uno dei miei preferiti in Europa.
4)ITALIA, CARICA!Ancora nessuna carica, ogni volta che si tenta di superare le barricate, si viene maldestramente respinti. Continua la fase di logoramente e non è detto che Giugno, insieme alla calura, porti altre insoddisfazioni, per alcuni, letali, intese come abbandono definitivo degli investimenti in azioni e a Piazza Affari. Non fatelo! Questa potrebbe essere l'ultima grande occasione, indietreggiare per caricare la molla e tentare l'ultimo e decisivo attacco. Arretramento massimo a 15,000 di FTSE MIB e poi carica per il RALLY ESTIVO, contro ogni previsione e contro la tradizione della stagionalità avversa. I singoli titoli scelti già anticipano con grandi soddisfazioni: FIAT AUTO +58%, INDESIT +9%, mentre un po' indietro ALERION +1%. Quest'ultima è molto sottostimata, comprate! Ho controllato gli appunti, per Marchionne si avvicina la stagione più importante dell'anno: Giugno e Luglio saranno i suoi mesi per una prova decisiva, dovesse andare bene, solo con FIAT facciamo il bottino pieno. Per Piazza Affari un +30% è ora un miraggio? Forse 30% sì, ma +20% è ancora in gioco. Carica! Saccomani? Anche noi potremmo avere il nostro Super Eroe.
5)SUL BOVESPA SI BALLA IL SAMBA:Già si sente profumo di Mondiale, ma sul Bovespa, nessuna festa, anzi , grande diluddendo: -12% da inizio anno a oggi (31 Maggio). Tassi d'interesse alti, cambio alto e critiche, eppure la crescita è qui, c'è e non si fermerà. BOVESPA in crisi, ma sui 50,000 merita di essere pizzicato. Non posso pensare a un tracollo. Si ballerà, ma se non c'è rischio, non c'è guadagno.
6)RISANAMENTO IMMOBILIARE:è cambiato qualcosa nel mercato immobiliare italiano? Nulla, anzi la situazione è lievemente peggiorata, gli affitti non calano, i prezzi degli immobili scendono ma non tanto per diventare occasione e il reddito per pagare il mutuo è sempre un'incognita e spesso una preoccupazione. Eppure in Borsa qualcosa sta cambiando: AEDES risorge come la Fenice fino a -14% e ora sono in molti a volerla, RISANAMENTO vola a +40% trascinata da manifestazioni d'interesse, a rimanere indietro è PRELIOS, aumento di capitale in vista? Prima o poi toccherà anche a lei. Ora avete la dimostrazione concreta che quanto scritto a inizio anno non era follia, la Borsa non solo è un anticipatore di quello che potrà accadere, ma spesso è proprio un altro mondo, tanto si era esagerato in negativo che solo un riequilibrio avrebbe portato grandi rivalutazioni. A volte non serve aspettare che torni la crescita, basta solo il ritorno del buonsenso. Il consiglio è diminuire RISANAMENTO e spalmare su AEDES e PRELIOS, magari su quest'ultima con un po' di parsimonia, nel caso di aumento di capitale, accelerare nella mediazione.
7)APPLE NO, NOKIA SI’:c'era la fila, solo qualche mese fa, non solo all'esterno dei negozi APPLE per accaparrarsi l'ultimo modello iPhone, la stessa fila si vedeva ai "borsini" per comprare le azioni di quella società che scalava limiti impensabili. Anche a 600$ con guadagni del 6000% in poco più di 10 anni? Sì, perchè è moda, perchè farà ancora utili, perchè è la numero uno. Troppe aspettative spesso sono l'anteprima di una grande delusione. Comprare a 600$? Gli analisti rispondevano: perchè no? Infatti siamo arrivati a 700$ e nessuno percepiva il pericolo, da lì un crollo, una caduta che si trova nei dettagli, nessuno scandalo, nessun fallimento, solo dettagli che macchiano una perfezione che non c'è più. Ora siamo a metà strada: APPLE NO è andato a segno, manca solo il NOKIA SI'. L'anno scorso, di questi tempi, l'ex colosso filandese si stava avvicinando al suo incredibile minimo, 1,38. Oggi, nonostante il passo claudicante, siamo quasi al doppio e dopo un periodo di silenzio, il salto di qualità potrebbe essere vicino. Obiettivo minimo sempre 4.
8)WALL STREET E DAX, FORSE:solo una premessa che non vuole rappresentare un alibi: quando un indice supera i massimi storici, non ci sono pensieri, recriminazioni o analisi da fare, si deve comprare e stop! Da fine 2008 a oggi ho sempre puntato su Wall Street e Nasdaq in particolare e oggi non faccio nessuna marcia indietro, anzi, guardando i grafici è innamoramento a prima vista, anche dopo 5 anni, la passione non si ferma. Non ci sono indici con impostazioni migliori di lungo di quelli a WALL STREET e allora perchè questi dubbi? Semplicemente perchè mi aspettavo dal 2013 un rifiatamento di DAX e WALL STREET per dare spazio a chi aveva corso meno, oppure a una maggiore volatilità per i maggiori indici che avrebbe portato negli investitori maggiori preoccupazioni. Attenzione, siamo solo al giro di boa, non è detto che per fine anno su questi due indici non si verifichino turbolenze. Turbolenze che non rovineranno i trend di lungo termine, ma potrebbero logorare i nervi di breve. Guardando lontano, per Wall Street si sono aperte le porte del Paradiso finanziario. Ricordate la previsione sul NASDAQ? Ci vorranno almeno 15 anni per rivedere i massimi della bolla. Ne sono passati 13, e in questa prima corsa, almeno a 4000 ci arriviamo...
9)CHL, ORA O MAI PIU’:qui le maggiori note dolenti. E proprio qui si concentra il maggior interesse, un caso? Al giro di boa CHL gioca le sue carte. E' arrivato il suo momento. Importante sarebbe chiudere il mese di Giugno sopra 0,05, questo si sarebbe un gran bel segnale. Ancora non mi capacito per queste gravi delusioni, ma dopo tanti anni sui mercati, sono altresì consapevole che si possa per lungo tempo sforare nell'assurdo, l'avete sperimentato sopra sull'immobiliare. Non è SOPAF, anche se sembra SOPAF, se una società fa utili non può fallire solo perchè le quotazioni scendono senza mai risalire. A volte si scende solo perchè il mercato è indifferente o non ti nota, ma appena torna l'interesse, in quel momento puoi recuperare anche il tempo e i soldi perduti...
10)L’ORO NON BRILLA, LUCCICANO RAME E DOLLARO:l'ORO abbaglia? Qualcuno inizia a rendersi conto che forse non è più quel gran investimento che si pensava o che volevano farci credere. L'Oro come protezione, ma protezione da cosa, dall'inflazione che non c'è? Dalla catastrofe economica che non c'è? E se l'ORO fosse solo in una pausa prima di una nuova risalita? Intanto la correzione ha assunto proporzioni non indifferenti, un bel -20% inizia a procurare qualche grattacapo. Nei nostri ricordi rimarrà un grande camion che dalla UBS carica enormi quantitativi di ORO in lingotti? Immagini che fanno il tramonto di un'epoca. Il Rame è ancora ai margini, ma è il DOLLARO a brillare, per gli Stati Uniti sembra farsi largo una robusta crescita economica (anche se l'ECRI è pessimista), una crescita che questa volta saprà spingere anche il DOLLARO, tornando agli antichi splendori potremmo riprendere gli striscioni recuperando antichi e saggi slogan: "USA FORTE CON DOLLARO FORTE". Anche il biglietto verde sarà un abbaglio? Per fortuna c'è Bernanke, e dove se non negli Stati Uniti, patria dei Super Eroi?