Visualizzazione post con etichetta Bazooka. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bazooka. Mostra tutti i post

21 gennaio 2015

QE BCE -1: Nell'aria c'è, polvere di QE



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Sembra il giorno prima dell'esame di maturità, momenti trepidanti, nervosi, in cui corrono mille pensieri e in cui si dovrebbe uscire, passeggiare, correre, fare mille altre cose e invece il pensiero, l'ossessione finisce sempre lì e non ci puoi fare nulla, fai e disfa, tanto non cambierà nulla, quello che deve essere, sarà.
Gli ultimi rumor rivelano la possibilità di un QE esplosivo, 50 miliardi al mese per due anni che fa circa 1.100 miliardi: ecco il bazooka di Draghi! 
Possibile che la Germania ceda a tanta generosità?
Chi ha letto Panino e Listino oggi sa che le stelle non saranno dalla parte di Draghi almeno fino a Marzo.
Ma tralasciando il sacro e i vaticinii, proviamo a ragionare con i pochi elementi disponibili, siamo veramente sicuri che i Paesi Austeri consentiranno così tanta libertà ai Paesi "monelli"?
Mi è difficile essere obiettivo in questo momento, ma la domanda che continuo a ripetermi è sempre: perchè agire prima delle elezioni in Grecia?
Tenendo presente che tra le munizioni del bazooka mancheranno quelle greche e che la maggior parte della raccolta sarà fatta in Bund cioè nei titoli tedeschi che di aiuto ne hanno ben poco bisogno.
E soprattutto siamo sicuri che il mercato non abbia già scontato l'ultra scontabile?
Proviamo a pensare ad un altro ipotetico scenario: domani Draghi si presenta e dice sì faremo il Qe, magari farà sapere anche le quantità, ma la partenza è prevista dopo la riunione di Marzo. Come reagirà il mercato?
Che il QE sarà lanciato, ormai è scontato, scontatissimo, non dovesse essere così, sarebbe il crollo oltre che la perdita di immagine totale. I modi saranno la discriminante tra l'euforia e la delusione.
E poi, siamo proprio sicuri che Parlamento e associazione delle Banche Popolari, approveranno la riforma di Renzi?

Operativamente rimango esposto al ribasso, ho sbagliato ad abbassare l'asticella sui 19,300/19,500, avrei dovuto lasciarla sui 20,300, livello che sull'esuberanza iniziale potrebbe essere abbattuto per poi rientrare.
Ma è su Wall Street dove sono ancor più deciso, a differenza di quanto si è detto in passato, che fossero gli indici più forti e con maggiore potenziale, come sto scrivendo da settimane è sul Nasdaq che si deve puntare forte, sempre per una correzione e non per un'inversione di tendenza di lungo.
Per quanto riguarda i singoli titoli, i temi non cambiano, come non cambia l'orientamento positivo.
E domani vedremo di che morte dovremo morire...



LIBERO 14 Gennaio 2015

“I francesi sono degli italiani tristi” diceva Jean Cocteau e forse un tempo era così. Oggi, dopo il terribile attentato, i francesi sembrano degli italiani uniti e con forte senso della patria. Un’unione particolarmente forte in campo economico: nel 1997 un gruppo di grandi imprenditori pionieri con Chirac (ancor prima del tedesco Schroder) partirono per “invadere” la Cina, fu solo il primo di numerosi viaggi, missioni contestate, ma molto remunerative, cosa che l’Italia non è mai riuscita a fare. All’invasione in Cina è seguita la calata dalle Alpi, una conquista del made in Italy nei più svariati settori: dalla mungitura della Parmalat, al lusso di Loro Piana, Bulgari, Fendi, Gucci fino alle goloserie della pasticceria Cova, sono solo alcune delle prestigiose prede finite sotto bandiera francese.  Dai tempi di Cocteau le cose sono cambiate, oggi siamo noi gli italiani tristi, e se vogliamo tornare al buonumore è necessario che aziende come Prysmian, Fiat, Be, Moncler, Ima, Brunello Cuccinelli, non solo continuino a espandere le loro quote di mercato, ma diano inizio a una campagna di conquista oltrefrontiera, altrimenti finiremo per essere totalmente depredati. Sono molto le aziende italiane ad avere ottimi bilanci e grande liquidità, e forse non è un caso che la gran parte delle citate faccia parte della galassia Tamburi, il pedigree che ogni attento risparmiatore, prima di investire, dovrebbe ricercare. Un’Italia che ride c’è ancora.
PIAZZA AFFARI: è ora di rischiare sull’azionario per guadagnare dice il giovane Doris. D’accordissimo, ma non ancora. Non cambio idea, penso sempre a una violenta correzione prima della grande partenza. Solo sopra 19,300/19,500 dovrò rivedere le mie idee. ETF BOOST FTSE come copertura.
NASDAQ: è qui uno dei principali pericoli. Sembra che quota 4,800  sia un tetto al momento invalicabile. Le trimestrali deludenti potrebbero essere una buona scusa per scaricare: 4,400 primo step ma il rischio è di finire a 4,000. ETF BOOST ND100 per coprirsi.
BIESSE: se un titolo sale forte con l’indice che fa retromarcia, cosa potrà fare quando anche l’indice inizierà a salire? Volerà! 12 il nostro precedente obiettivo è quasi raggiunto,  oltre c’è 14 e poi 20. Possibile che sia raggiunto entro l’anno.
BE: +80% nel 2014, +100% dal primo acquisto. E’ il nostro pallone d’oro, ed è un giocatore giovane che potrà vincere ancora molto. 0,52 è sempre la resistenza da rompere prima di volare.


 

04 dicembre 2014

UN BAZOOKA SOTTO L'ALBERO, CON DRAGHI E' GIA' NATALE?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' arrivato il grande giorno, per qualcuno (BTP) oggi potrebbe essere già Natale, regali da scartare, già scartati, il regalo lo conosci già era quello che volevi, sarai contento, in un primo momento, ma poi?
E se fosse Quaresima (AZIONI) un nulla di fatto, già atteso, un digiuno che continua nell'attesa che arrivi la Pasqua e venga finalmente rotto l'uovo con l'improvvisa sorpresa, il QE quando più nessuno ci sperava, quella si sarebbe una vera festa, la Primavera per le Borse Europee.
C'è una terza ipotesi, che alla fine sia Carnevale (EURO), un grande scherzo, BCE e Disoccupazione USA domani che vanno nel senso contrario, e allora ti vedi il cambio impazzire con il Dollaro che retrocede e l'Euro che torna a recuperare.
Difficile fare previsioni per oggi, di sicuro la storia non si fa, nè si è mai fatta con il rispetto delle aspettative, soprattutto quando sono alte come in questo momento, la storia si fa con le sorprese, lo si è visto con la caduta del muro di Berlino, con la tragedia del WTC, con il fallimento della Lehman Brothers e con il 9 Marzo 2009, quando in molti credevano al baratro della catastrofe e alla depressione e invece in quel giorno, il Natale dei Mercati Finanziari è nato un torello che tutt'ora è molto forte, ha fiato e ancora molte energie da spendere.
Pochi ci credevano, io potrò sempre dire: io c'ero, ero tra quei temerari che credeva nella luce quando era ancora notte fonda.
Oggi potrei astenermi dalla previsione, dopo quanto fatto e scritto in questi anni, dopo le "10 previsioni" per il 2014, dopo aver sfornato grandi titoli per quest'anno, dopo aver previsto la risalita del Dollaro e l'ennesimo taglio dei tassi a zero della BCE, potrei stare in silenzio ed evitare brutte figure, ma qui non si fanno gare, non è questo lo scopo del gioco, l'interesse è il tentativo della costruzione di scenari e l'interpretazione dei movimenti.
Come ho sempre detto, il guadagno è solo la risultante di tutto, se fai un buon lavoro, se ti sei allenato, tutto poi vien da se. L'errore più facile che si commette è quello di uscire dal campo troppo in fretta e difficilmente si impara dai propri errori.

Oggi, nonostante Draghi non abbia ancora fatto nulla di veramente concreto, o meglio di quello che il mercato si aspetta, ci troviamo con un Euro che scende su livelli negli ultimi anni sconosciuti, un BTP 10 anni che rende meno del 2%, livelli che risalgono a prima della grande crisi, quando l'Italia aveva ancora delle speranze di crescita, prima ancora che fossero scoperchiate le tonnellate di debito crescente, gli scandali orribili della politica e un sistema economico che ora risulta incagliato, incrostato dall'indolenza verso il rinnovamento, la crescita e la ristrutturazione.

Senza che nulla sia stato realmente fatto da Renzi e da Draghi (cito solo i personaggi simbolo), i mercati hanno osato regalando fiducia, tanto che ancora mi chiedo dove siano finiti i soldi per il risparmio sugli interessi pagati dallo Stato: eravamo a un tasso del 6% e ora siamo al 2%, dov'è la differenza?
Si continua a ripetere che il QE è la soluzione per l'Europa, quando già molto hanno fatto i mercati, ma i risulati ancora non si vedono, anche se a dire tutta la verita gli indicatori anticipatori, come quello sui servizi è pur sempre sopra 50 che indica espansione più che contrazione, ben lontani dalla crisi che ancora si sbandiera.
Gli USA hanno avuto i benefici, perchè non lo facciamo anche noi?
Si è mai pensato che forse l'Europa è ben diversa dall'America?
In Giappone ci stanno provando e nonostante la vicinanza della locomotiva CINDIA, in 2 anni si sono avuti ben pochi risultati, tanto che per far correre il treno giapponese si sta aumentando le dosi di carbone.
Lo si vede anche con il petrolio, si ripete che il ribasso sarà una gioia per i consumatori perchè è come un bonus per il portafoglio e una mazzata per l'inflazione, ma bisogna distinguere, perchè un conto è gli USA dove i prezzi alla pompa crolleranno e sarà così anche per i costi energetici delle aziende, e un conto è l'Europa e l'Italia dove sulla benzina pesano più tasse e accise che il costo del barile.
Noi siamo l'Europa, molto più simili al Giappone che agli USA e di questo dobbiamo farcene una ragione, ma oggi non conviene dirlo, altrimenti rovini l'opera del QE di Draghi e così non puoi aiutare le banche.

Quindi cosa farà oggi Draghi? Io credo al nulla di fatto, sebbene come ho ripetuto più volte, spesso criticato, che le armi delle Banche Centrali sono infinite, l'acquisto da parte della BCE dei titoli di stato è l'ultimo asso da giocare, farlo ora, all'alba di una nuova crisi russa e di una possibile crisi geopolitca in Europa sarebbe un errore e Draghi e lo sa.

Senza dimenticare gli ostacoli di Germania, Buba, Weidmann e Merkel che alla Russia guardano con ostinazione e preoccupazione.
L'azionario lo sa e il livello per Piazza Affari rimane sempre lo stesso 20,200, sopra esplode tutto, sotto rimaniamo sempre ostaggio di una debolezza solo accennata e domani c'è il dato sulla disoccupazione USA che potrebbe di nuovo rimescolare le carte.
Wall Street in questo momento è la mia vera ossessione, la correzione ci sta, anche se siamo vicini a Natale, ed è proprio per questo che sono molto conservativo e prudente.
D'altra parte, da Oriente, proprio quando nessuno più parla di Cina è proprio quello l'indice che corre più di tutti: oggi +4% e così fa anche l'India, da me segnalata tramite ETF ancora molte settimane fa.
E da Oriente le buone notizie non sono finite, e arrivano proprio dal Giappone, perchè il Nikkei da me più volte sponsorizzato fino all'ossessione, ha terminato la congestione prima del previsto ed è già pronto a toccare quota 18,000 e andare oltre. Sono già costretto a svelare i prossimi obiettivi alzando di molto l'asticella: 24,000 è molto probabile.
Chi è entrato quando qui ho dato le prime spinte, circa 9,000 vede già come prossimo il triplicare degli investimenti, senza contare che più volte ho ripetuto, anche quando l'indice congestionava o scendeva di continuare l'accumulo.
E poi non venitemi a ripetere che io continuo a vantarmi dei successi perchè non me ne faccio nulla, io li ho solo scritti, li ho condivisi con voi, se poi voi avete colto il suggerimento bene per tutti, altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Toro, Toro, Toro, qualunque cosa succeda oggi o nei prossimi giorni, questo è il ritornello che ripeto da 5 anni, qualsiasi cosa succeda e su qualsiasi correzione, siamo nel "Bengodi Finanziario" ma non ci rimarremo in eterno, ma solo finchè suonerà il disco di "Hotel California".

E presto verrà anche il momento per Piazza Affari, anche se a dire la verità siamo cresciuti e cresciuti molto ma pochi se ne sono accorti, solo perchè all'estero si corre di più, ma verrà il momento, vedrete, verrà quel giorno in cui Piazza Affari correrà più di tutti e recupererà il terreno perduto.
Per ora ci dobbiamo accontentare di rispettare il solito mantra: comprare solo sulle debolezze.
Parola a Draghi

02 dicembre 2014

Panino e Listino: LA BOLLA DEL PETROLIO (Mercoledì 03 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ma guarda che strano, finchè all'Eni c'era Scaroni, e ancor prima al governo Berlusconi, tutto andava bene con Putin, oggi, complici anche le sanzioni, tutto sta saltando, non ultimo, il progetto South Stream.
Non vorrei che un giorno si scoprisse che è stato un bene, già immagino i servizi di Report e le parole della Gabanelli, sarebbe l'ennesima dimostrazione di come sprechiamo i nostri soldi in opere inutili e di come vanno certi affari.
Ma tutto questo è fanta finanza, giochi economici, geopolitica molto più grande di noi. Tornando alle nostre cose, guardate Saipem, nonostante le smentite di perdite su South Stream, nonostante anche Barisoni da Radio24 abbia detto che Saipem era assicurata sul mancato completamento dell'opera, il titolo affonda, tanto che è il peggiore di giornata, e cade su nuovi minimi.
10 euro, quello che avevo indicato come obiettivo estremo è ormai a un palmo, ma non conta. Come avevo già scritto in precedenza, l'operazione al ribasso è stata chiusa a 12 e successivamente catalogata. Niente operazione inversa, niente di niente, semplicemente perchè a mio avviso il titolo era rischioso e nessuno mi obbligava a tentare quello che era solo un puro azzardo, come poi si è confermato. Il titolo tornerà in futuro a 30? Bene per chi è long, a me ora non interessa, perchè Saipem non mi sembra un'opportunità.
Questo lo scrivo perchè tutte le volte che ho citato e insistito a segnalare COBRA mi sono sentito rispondere che ripetevo sempre gli stessi titoli e tutte le altre volte che ho accennato ad altre opportunità mi è stato detto che il mio elenco non era per tutte le tasche. Quindi ora per non fare favoritismi e quindi scontentare tutti o nessuno, o sarò selettivo o meglio non scriverò nulla.
Intanto in Russia la situazione si fa sempre più difficile, e questo potrebbe essere un guaio per l'Italia che sui consumatori russi prospera, ma potrebbe essere anche un guaio per i mercati che da una nuova crisi geopolitca o anche solo un attacco speculativo sul Rublo, potrebbero aggrapparsi e trovare la scusa per una grande correzione.

Domani, come credo sia ovvio e scontato, su Panino e Listino troverete il Petrolio, probabilmente spiegato male dal sottoscritto, oggi l'ispirazione non c'era proprio, dovrete accontentarvi, così anche per i temi operativi, poi ovviamente sarete voi a giudicare e a dare il voto.
Rampini oggi scrive che la caduta del Petrolio potrebbe essere la spia di una cattiva condizione dell'economia mondiale. Può essere, ma nel 2008, con il picco dei prezzi l'economia mondiale correva?
Forse si dovrebbe ricordare che anche le materie prime vanno a cicli, di solito durano 10 anni e per tanti altri rimangono ferme, quasi immobili, come negli anni '90, quanto invece l'economia correva, ma di fiammate speculative sui  questi prezzi se ne sono viste ben poche. Sono i tassi bassi che fanno salire l'alta marea, e ora si sta alzando sempre più sull'obbligazionario, ma quanto potrà durare questo stato di estasi?
Siete proprio sicuri che Draghi giovedì farà la magia?






LIBERO 26 Novembre 2014
Estragone e Vladimiro sono due vagabondi che  si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario sono vaghi, quello di cui i due vagabondi sono certi è che una volta arrivato, Godot darà loro vitto e alloggio gratis. Quello che capita a Estragone e Vladimiro, sta capitando agli investitori e risparmiatori di Piazza Affari, in perenne attesa di Draghi che porti loro il pasto gratis, ma il tempo passa, le foglie (le quotazioni) cadono e nessuno si vede ancora all’orizzonte. In verità, a differenza di Godot, Draghi il suo volto l’ha mostrato, più volte e anche in modo schietto, quello che manca è il bazooka che spara milioni di euro e rende tutti più ricchi e felici. Ma questo bazooka esiste? Si fantastica di un Draghi dedito ogni sera a lustrare il l’arnese sempre pronto all’uso, anche se il governatore lo punterebbe più volentieri contro Weidmann che ogni volta tenta di sabotarlo.
“Whatever it takes” disse Draghi infiammando cuori e portafogli, ma si limitò alle parole. Altri come Kuroda sono pesantemente passati ai fatti, ora addirittura rilanciando, annunciando di essere pronta a triplicare le emissioni di moneta tramite acquisto diretto di Etf e proprietà immobiliari, e ricordando, per chi fa finta di non voler capire che la BOJ non ha limiti nell’uso degli strumenti di politica monetaria. Cannonate finanziarie.
L’investitore italiano però rimane in attesa di Draghi e non si accorge che da Oriente, con il taglio dei tassi della Banca Centrale Cinese, arrivano altre bordate. A forza di aspettare si perde la corsa di tutti i treni che in giro per il mondo continuano a correre.
Voglio ricordare che l’ultimo rally ha avuto il suo incipit nelle varie dichiarazioni dei membri Fed a sostegno e fiducia verso una politica monetaria ancora accomodante.
Il bazooka, come Godot, non arriverà mai? C’è chi lo vede sotto l’albero di Natale, chi come Goldman Sachs assicura che sarà azionato a inizio 2015. Essendo l’ultima arma disponibile sarà usato in caso di emergenza, e non certo in un mercato al rialzo come quello che stiamo vivendo.
FTSEMIB:  i livelli non cambiano, 20,200, sopra vedrete correre la slitta. Rialzo a occhi chiusi e senza freni. Ma io nutro ancora forti dubbi che venga sfondato nel breve.
WALL STREET: “plunge protection” la protezione contro il tonfo. Sembra che sia la mano invisibile della Fed, autorizzata a intervenire direttamente sul mercato, a sostenere i corsi di borsa. Ma è altresì vero che la Fed non vuole un mercato che sale troppo celermente. Il Nasdaq mi preoccupa, meglio coprirsi con l’ETF BOOST NASDAQ100. E se fosse lo “shale gas” il fantasma che spaventa la finanza?
PRYSMIAN: società contendibile, questo comprerei a Piazza Affari.
NEM e CDE: l’Oro potrebbe ora muoversi, questi i miei titoli preferiti.
BE: +80% da inizio anno e non è finita. Questo è il mio regalo di Natale ai miei 3 affezionati lettori.
 

02 agosto 2012

Panino e Listino (Libero Mercoledì 01 Agosto 2012) - MARIO DRAGHI E L'ARTE ITALIANA DEL FIORETTO



“Believe me,…”, credetemi, sarà abbastanza. Parola di Mario Draghi. E’ la prima volta che il capo di una Banca Centrale, solitamente composto, ci mette la faccia  e con tale veemenza, basterà per convincere i mercati? A prima vista pare proprio di sì. Sono ormai due anni che i media, alla vigilia di ogni Vertice, ci ripetono “è una settimana decisiva per le borse…”, uno sparo nella nebbia, tra gli acquitrini paludosi d’Europa, tutto si è sempre concluso nel nulla. Le sorprese arrivano sempre inaspettate, mentre le Borse capicollavano al ribasso e Piazza Affari rivedeva i minimi del 2009, ecco che improvvisamente prende la parola Mario Draghi, e da lì scaturisce un rimbalzo violento. L’avevamo chiamato, Draghi ha risposto e non ci ha traditi, ora abbiamo anche noi il nostro “bazooka monetario”, anche se come dimostrano le Olimpiadi, noi italiani siamo piuttosto abili anche con le “armi bianche” (da taglio e da lancio), speculazione, sei avvertita! Per ora sono solo parole, ma a volte il verbo può essere più efficace del gesto. A Wall Street si usa dire: “never fight the Fed”, mai andare contro la Fed, la BCE è più giovane come istituzione e meno conosciuta, ma sarebbe giusto ricordare che tutti gli interventi sul mercato della Banca Europea hanno lasciato ferite indelebili sulla pelle della speculazione, i grafici sono lì a dimostrarlo. Giuseppe Turani avverte, il pericolo non è passato, ogni qualvolta Draghi andrà a bere il caffè, la speculazione riprenderà l’attacco. Noi speriamo che quel caffè Draghi lo possa prendere con Weidmann, l’ostile capo della Buba, convincendolo a mitigare il suo dogmatismo monetario ormai controproducente.
Ma è stato proprio così inaspettato l’intervento di Draghi? I rumors di mercato dicono che nella giornata di martedì  24 Luglio, sono stati in molti a chiudere le posizioni ribassiste sull’Euro e sui titoli bancari dei paesi a rischio, in particolare alcuni Hedge Fund americani che di solito fanno tendenza. A riprova che più dell’analisi tecnica, dei dati fondamentali e delle aspettative (il più delle volte disilluse), sono i grandi manovratori a muovere il mercato. Il difficile è leggere tra le righe e interpretare i movimenti nel verso giusto.
FTSEMIB: il movimento è stato anticipato nel tempo, ma non nel prezzo. Sul minimo del 2009 dovevamo finire, e così è stato, da lì (per ora)  il violento rimbalzo. Saranno, nell’ordine: la FED, la BCE e poi i dati USA a dettare la linea. Draghi ha messo la faccia e non può scherzare! Non si deve finire sotto 13,600 e poi via a sfondare 14,500.
FINMECCANICA: più volte è finita sotto 2,95, e altrettante volte ha recuperato la quota andando al rialzo. A rivedere il film, sembra così facile guadagnare, ma quando crolla non compri e quando sale non vendi. E poi, verrà il giorno in cui sarà superata quota 3,40, da lì chi c’è, c’è, e chi non c’è dovrà  aver fiato per rincorrerla.
NASDAQ: rimane il mio indice preferito. Se le banche sono il “mordi e fuggi”, la tecnologia è il “comprare e tenere”. Sopra 2.970 si conferma in recupero, ma il vero test è a quota 3.030. Poveri orsacchiotti, farà caldo dentro quel pelo quest’Estate.




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

02 dicembre 2011

RALLY DI NATALE 2011, MERKEL O DRAGHI, VOGLIAMO UN BABBO NATALE!

Sabato scorso, isolato dal "mondo web", a causa dei porno virus;-) che con regolarità mi invadono, mi sono limitato a fare delle comunicazioni via sms... Il pensiero urlava nella mia mente, era troppo forte, non potevo tacere, non ci riuscivo, dovevo esternare e non solo per confortare il prossimo, risparmiatori afflitti o peggio demoralizzati. La situazione è grave e sebbene le mie previsioni 2011 siano ormai sbagliate e cannate (voglio però precisare x Piazza Affari ed Europa, perchè nel resto del mondo i mercati non soffrono, tutt'altro!), non è finita finchè non è finita e il colpaccio può ancora arrivare. Mancano 3 sedute alla conclusione di Novembre, si sta rovinando quasi completamente il recupero di Ottobre e questo non deve accadere. Scrivo: "mi attendo nei prossimi 3 giorni, entro la fine di Novembre, una magia sorprendente". Potere dell'esoterismo e dei Mercati, sempre sorprendenti e disarmanti, il recupero è arrivato, maestoso, e non solo negli ultimi 3 giorni di Novembre, ma anche l'inizio di Dicembre promette bene. Assorbito l'eccesso (e ingiustificato) di negatività, ci avviciniamo ai momenti cruciali che decideranno: se ci sarà o non ci sarà il Rally di Natale, se l'Euro ha un futuro di maggiore solidità e crescita e soprattutto se quest'anno è totalmente da buttare o se è la rampa di lancio per un nuovo importante rimbalzo. L'ultima settimana è stata ricca di dati economici, da una parte c'è stata la conferma della debolezza europea, a mio avviso più una crisi di fiducia a causa delle perduranti indecisioni politiche, dall'altra il rinnovato dinamismo Americano, consumi resistenti e intraprendenza industriale. Qualcuno si chiederà, ma se gran parte del mondo rallenta, verso chi esportano gli USA? Se i consumi degli americani non danno e non sono la garanzia dell'espansione futura, forse le garanzie sono i consumi delle popolazioni dei paesi emersi, che da produttori ed esportatori prima o poi si dovranno trasformare in fruitori. Ritornando al breve termine, l'ECRI (uno dei pochi istituti economici che gode ancora di grande credibilità) con un'innaturale sicurezza, solo pochi mesi fa, aveva dato per certo una profonda recessione Americana, i dati degli ultimi giorni stanno smentendo sonoramente la previsione, ma gli USA non sono in questo momento il traino, anche se la FED ha sicuramente fatto la sua parte, ora tocca all'Europa e tocca all'Italia. Sarà l'ennesima delusione? Un nuovo bagno all'orizzonte? Se così fosse, viste le temperature invernali, sarà una doccia gelata. Difficile tentare previsioni, si potrebbe pensare che Draghi è pronto a un nuovo taglio dei tassi, che Monti approverà una manovra e che questa sarà promossa dall'Europa e che il duo MerKozy si dimostrerà più compiacente al volere e alle esigenze di Mercati, Banche e Finanza. Difficile prevedere. Quel che sembra certo è che ora non si può più sbagliare, nè tentennare. Bisogna agire e osare. Se così sarà, se alla BCE sarà permesso di usare il "Bazooka", anche solo mimetizzato dalla burocrazia Europea e dal FMI, se la BUBA darà alla Merkel più libertà d'azione, se finalmente l'Europa procederà al secondo passo, cioè un'unità non solo nella moneta, ma anche economica, fiscale e politica, allora possiamo prepararci a qualcosa di esplosivo, qualcosa che nessuno potrà negare, persino l'Orso Grizzly sembrerà un micino... Intanto l'Euro/Dollaro si riavvicina al pavimento di 1,3250, le borse respirano e come un suffle si rialzano, un po' di trucco, devono farsi vedere pronte e belle in attesa del grande appuntamento. Gli spread obbligazionari si riducono, dopo un alluvione, le acque si ritirano. Lo champagne è in frigo, ancora 10 giorni e poi, o salta il tappo o esplode la bottiglia! Non è finita, finchè non è finita e io ancora non voglio rinunciare al mio scenario. Toro, preparati...
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica

23 novembre 2011

MONTI IL NOSTRO CICLISTA AL GIRO D'EUROPA - Il bluff spagnolo, lo Spread senza Berlusconi e le banche in sofferenza

Buongiorno, è sempre più difficile affrontare il nuovo giorno vero? Alzarsi, ascoltare un telegiornale, accendere il computer e vedere il palazzo di Piazza Affari che lentamente si sgretola, la goccia che scava la roccia e ti dilania gradualmente. I primi giorni sei assalito dalla rabbia e dall'ira, tutto scivola via e sei assalito dalla pigrizia, dalla voglia di mollare, cancellare ogni cosa, abbandonare la partita che in questo caso si chiama guerra. Vi capisco, credetemi vi capisco. Per settimane ci hanno raccontato che (politicamente) la scelta giusta l'aveva fatta la Spagna, andare alle elezioni, questa era la decisione migliore per uscire dalla crisi dello SPREAD. Così ci avevano raccontato, prima di essere smascherati dalla realtà. Il risultato elettorale in Spagna è stato netto, nessun alibi sui numeri, ma nonostante la chiarezza e la decisione di affidarsi alle urne, il mercato ha fatto spalluce e se n'è totalmente fregato. Lunedì mattina, sui tentativi di tenuta sia dello Spread dei Bonos sia dell'indice Ibex i commentatori chiosavano, quasi si compiacevano della previsione, per essere subito puniti e bachettati sulla successiva caduta sia delle obbligazioni che delle azioni, tutto uniformato, come sempre. Ieri, l'ennesima mazzata, per collocare i Bonos il Tesoro spagnolo ha dovuto riconoscere rendimenti doppi rispetto alle ultime aste. Le elezioni erano la soluzione per ogni male? Basta con queste assurdità, quando finiranno di prenderci in giro con le contraddizioni e le sciocchezze che ogni giorno di propinano? Ho il sospetto, che non sia tanto un "gioco" per mantenere alta l'attenzione e allo stesso tempo buttare tutto in caciara, ma che a livello informativo sia tutto in mano all'incompetenza e all'impreparazione verso questo stato che diventa sempre più ingestibile e inqualificabile. Forse è colpa mia, interpreto male la situazione, la vita associale che conduco mi riduce sempre più a essere severo, burbero, scorbutico ed esigente, ma a questo punto, anche l'informativa e la qualità radiofonica mi sta stancando. Giorno dopo giorno, continuiamo a sentire proposte per risolvere la crisi, diminuire il Debito, promuovere la crescita e a ogni proposta la risposta è: "per me non è questa la soluzione". Per diana, proviamo intanto ad attuare queste proposte, vuoi vedere che se sommiamo i benefici di ognuna, se non risolviamo la crisi, perlomeno riusciamo a tamponare la situazione, invece di continuare questo lento scivolamente verso il basso? Tutti criticano l'inanità e l'ingessamento della Merkel, a mio avviso è in corso una gara per emularne le gesta. La Merkel sembra sempre più un ciclista dietro il gruppo e dietro la curva, non vede i problemi di fronte, aspetta che si autorisolvano o che siano gli altri a risolverli per lei, ma come vuole lei, senza mai anticipare la cura. Prevenire è meglio che cura, evidentemente Lei, le avvertenze della medicina non le ha mai ascoltate e così si finisce dal diventare un malato grave, a malato incurabile. Ci pensa Monti a salire in sella, pronto per il tour dell'Europa, e anche facendo poco o nulla, credetemi, mi rasserena. Mi è bastato ascoltarlo, vederlo così sicuro e padrone della situazione, anche nelle gaffe, sorridente, sereno, dai gesti si capisce, molto, vuoi vedere che siamo in buone mani? Vuoi vedere che il nostro futuro e le nostre potenzialità sono maggiori rispetto a quelle tedesche? Secondo gli ultimi dati finanziari, le banche USA nel terzo trimestre hanno realizzato utili record, l'ultimo trimestre è stato il migliore da oltre quattro anni, per vedere risultati migliori, si deve risalire al 2007, quando ancora la crisi del credito era un allarme inascoltato. Tutto ciò sembra un'assurdità, se si pensa allo stato delle banche europee, in piena e costante sofferenza. Una spiegazione c'è, ed è contenuta nei portafogli degli istituti: le banche USA possiedono per la quasi totalità Treasury USA, mentre quelle europee sono ancora imbottite di titoli europei soprattutto quelli dei paesi attualmente a rischio. Quelle americane, grazie al continuo apprezzamento delle obbligazioni americane, possono godere di uno stato di solidità, mentre quelle europee, per tamponare le falle, sono costrette ogni giorno a sbarazzarsi di quote obbligazionarie per il motivo contrario, e cioè a causa del deterioramento quotidiano dei prezzi sui titoli. La discriminante sta nelle Banche Centrali, la FED continuando l'acquisto (prima tramite QE ora attraverso l'operazioen TWIST) di Treasury, permette alle banche USA operazioni agevoli e di profitto, perchè sicure e protette da ogni attacco speculativo esterno, mentre in Europa, dove la guerra è in corso e senza divese, si soffre e si deve vendere l'argenteria di casa. Per rendere tutto più semplice, immaginando che la speculazione sono i pirati, dove possono questi trovare il bottino migliore e il minor rischio offensivo? Se attaccano gli USA, si trovano contro bombardieri e cannoni, se attaccano l'Inghilterra, trovano la contraerea e i lanciamissili, se attaccano l'Europa, trovano solo arco e frecce. Dove è più facile attaccare? Ho volutamente tralasciato i Paesi Emersi (ex Emergenti) perchè lì la guerra è già stata combattuta e ora i Paesi hanno bilanci floridi. Se la Merkel non decide di estrarre i "BAZOOKA", sarà dura contrastare le forze del mercato, o si attua un meccanismo di difesa, o si fornisce alla BCE le stesse armi delle cugine Bance Centrali Mondiali, oppure rischieremo di morire sul campo come inconsapevoli kamikaze. Ci sarebbe un'altra soluzione, porre un tetto ai tassi sulle obbligazioni di stato, permettendo così una risistemazione dei debiti nazionali, con un pagamento inferiore di interessi sul Debito, ma la Merkel vuole giocare con il fuoco, sebbene non si sia accorta che l'incendio le sta arrivando in casa... SITUAZIONE MERCATI: FTSE MIB flirta con 14,000, livello a questo punto fondamentale, mentre il Nasdaq ha toccato quota 2,500, ultimo pavimento. L'Euro/$ sfonda quota 1,35, se c'è ancora correlazione tra cambio e borse, la situazioen rischia di volgere al peggio. Domani Wally sarà chiusa per il Thanksgiving Day. Abbiamo bisogno di una reazione decisa, e questa deve arrivare tra oggi e domani, il tassametro corre, di tempo ce n'è sempre meno e anche di soldi per pagaralo...
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica