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16 marzo 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Steve di FUORIMERCATO


Dopo lo speciale di quindici giorni fa, ufficialmente inizia questa nuova rubrica "NELLA TANA DELLA VOLPE". Un'iniziativa che vuole essere non solo un modo per conoscere piu' approfonditamente alcuni personaggi (tra cui gli amici Bloggers), ma anche poter ascoltare attraverso un'altra voce, l'opinione (senza filtri) sui temi del momento. E chi poteva essere l'ospite della Prima Puntata? Naturalmente Steve Trader di FUORIMERCATO . Un grande esperto, il pioniere di noi blogger? Un grande esperto di mercati? O una persona dalla profonda conoscenza della societa' e dei suoi usi e costumi? Tutto questo e molto altro. La persona a cui devo dire grazie per questo blog, una persona speciale! 3 domande 3, questo sara' uno dei must da rispettare. Ed ora via al botta e risposta!
1- Steve, grazie a te ho conosciuto il mondo dei blog, l'articolo di Panorama ti ha giustamente identificato come un pioniere tra noi blogger. La scelta dell'avventura nel web e' stato un gesto istintivo e di passione o uno studio ragionato con un progetto in divenire?
E' stato assolutamente come dici tu un gesto d'istinto. Un esperimento direi legato alla curiosità personale per il mondo dei blog. Sono partito pensando che avrei bloggato per qualche settimana, qualche mese al massimo, poi invece ci ho preso gusto e sono andato avanti. Anche perchè i lettori sono via via aumentati. E poi ho stabilito bei rapporti con altri blogger economici, come nel tuo caso ad esempio, Buddy. Tutto questo mi ha spinto appunto ad andare avanti. Chi mi segue da tempo se lo ricorda: ho iniziato col blog chiamato "il Trafficante" che poi ho trasformato nell'attuale "Fuorimercato".
2- Finalmente si accendono i riflettori sulle telecomunicazioni. Telecom e' il tema caldo, e' notizia di questa mattina un possibile interessamento di Colaninno verso il suo vecchio amore. E De Benedetti stara' ancora all'angolo? Tu cosa pensi, visto che gia' da tempo hai anticipato il fermento verso la nostra compagnia telefonica?
Hai ragione, sul mio blog ogni tanto ritorno su "rumors" che riguardano proprio il settore della telefonia. Francamente però mi sembra che questo comparto, borsisticamente parlando, possa ormai trovare "spunti" solo appunto quando si profilano temi strettamente speculativi. Insomma, per quanto mi riguarda, parliamo di un settore che ormai da anni ha perso "appeal". Personalmente lo vedo un po' come una "stella decaduta". Il problema è di tipo "industriale": il bene trattato è diventato "commodities" e i margini sono stati schiacciati. Si cercano vie strategiche nuove, ma ancora il panorama futuro resta in questo senso parecchio incerto. Dunque, come dicevo, c'è "risveglio" del mercato solo sui rumors. Questo rende il terreno per i traders parecchio insidioso. Meglio usare prudenza. Io continuo a preferire altri comparti.
3- Per finire una domanda che in momenti come questi non si puo' evitare. I mercati restano in debolezza, per alcuni preoccupante. I gufi quasi non ci credono, e dopo mesi di sofferenze rialzano la voce con catastrofi future, prevedendo un annientamento del sistema economico Occidentale. Tu cosa pensi, il mercato Toro e' arrivato al capolinea?
Come ho avuto già modo di scrivere sul mio blog, siamo arrivati a ridosso della primavera, stagione statisticamente sempre piuttosto difficile in Borsa. Figuriamoci quest'anno che ci siamo arrivati con il mercato "gonfiato", senza nemmeno quello "spurgamento autunnale" che ci aspettavamo! Ecco spiegato il ribasso degli ultimi tempi. E' stato fisiologico. Ora cosa succederà? Premesso che come ripeto sempre non mi considero assolutamente un "guru" o roba simile e che dico sempre e solo quali sono le mie impressioni, credo che per qualche mese a questo punto il mercato possa infilarsi in un "trading range" all'insegna del nervosismo e della volatilità. Secondo me il Toro non è definitivamente morto. Credo che al ciclo iniziato sostanzialmente a metà 2003 manchi almeno un'altra bella "gamba" rialzista, quella in cui si cercherà di far entrare pesantemente il "re tail". Però appunto per preparare questo serve una fase intermedia. Come sai, da tempo, seguendo un approccio molto prudenziale, sono sostanzialmente "alla finestra". Per parlare chiaro, dico che conto di rimanerci ancora. Meglio piccole operazioni, magari sempre nel settore bancario, che come sai resta tra i miei preferiti. Per cose più "impegnative" personalmente credo sia meglio aspettare, magari fino a ridosso dell'estate. Come sempre, proprio con l'estate potrebbe arrivare un quadro più propizio. Un saluto a tutti i lettori del tuo blog!

pubblicato da Buddy Fox
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26 ottobre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Fabrizio Galimberti (Sole24Ore)


Dopo la lunga pausa, ritorna a grande richiesta la rubrica di interviste "Nella tana della Volpe". Come vi avevo anticipato, l'ospite di questa settimana e' a me molto caro, un ospite importante: Fabrizio Galimberti, editorialista del Sole24Ore, profondo conoscitore dell'economia che lui stesso definisce "una scienza triste", ma di cui e' rimane un grande appassionato. Tra i suoi maggiori incarichi: ha lavorato a Parigi (Dipartimento di economia dell'OCSE), e' stato Chief Economist della FIAT, ed e' stato consigliere economico del Tesoro. Ha insegnato nelle universita' di Roma e Ferrara, ed e' autore di alcuni testi economici molto educativi. Per saperene di piu' cliccate qui sopra per leggere il testo integrale . Ed ora, ecco a voi le 3 domande 3 sui temi piu' scottanti di questo periodo, risposte brevi ma molto profonde, un'indicazione di quanto potrebbe accadere in un futuro che potrebbe portarci ancora molte sorprese, per nulla banale com'e' nel suo stile, affascina nella lettura. Tra le risposte potrete trovare anche dettagli e punti di riferimento per non perdere la rotta. Buona lettura.

1) Iniziamo con la stretta attualita', Greenspan in pompa magna per l'uscita del suo nuovo libro, continua a trattare i mercati un giorno con il bastone ed un giorno con la carota, ma su una cosa sembra irremovibile "i prezzi delle case scenderanno ancora e molto". Lei non pensa che questo possa essere il peggiore incubo per gli USA e per l'eroico consumatore americano? Come si puo' pensare ad un atterraggio morbido se si realizzeranno queste "disgrazie"? Basteranno a sostenere il ciclo le voraci tigri emergenti?
In effetti quello che mi fa paura sono i prezzi delle case. La crisi dei mutui si sistema, e il sistema finanziario Usa, che è entrato nelle acque agitate con i più grossi profitti della storia, ha spalle abbastanza larghe per uscire "dal pelago a la riva". Ma a monte ci sono quelli che hanno comprato la casa e non possono pagare, sia perché scattano i tassi variabili, sia perché non possono rifinanziare se i prezzi delle abitazioni scendono. La crisi si protrarrà ancora per molto, e la variabile da tener d'occhio sono i prezzi delle case (l'Indice migliore è il Case-Shiller nel sito S&P).

2) Il Dollaro continua nella sua china discendente ancora telecomandata. I mercati ci hanno insegnato che difficilmente si limitano alle mezze misure e sono in molti a vedere un Dollaro in caduta libera. Questo e' stato uno dei suoi cavalli di battaglia, chi piu' di lei puo' illuminare su questo tema. Lei pensa che dopo la burrasca il Dollaro possa riprendersi e tornare valuta forte di riferimento, oppure questa volta, come si dice "le cose non saranno piu' come prima"?
La vita mi ha insegnato a non fare previsioni valutarie puntuali (nel 2005 il dollaro ha sorpreso tutti tornando su...). Ma è certo che i fondamentali continuano a segnalare un dollaro debole. No, le cose non saranno più come prima perché l'euro ormai rivaleggia come valuta di riferimento, ed è in corso una ricomposizione delle riserve valutarie e financo delle valute di fatturazione in favore dell'euro.

3) Di solito nell'ultima domanda si punta sulle previsioni, ma la sua presenze richiede qualcosa di piu' allargato. Le borse hanno vissuto un acquazzone agostano pompato dalle cassandre che spaventavano i risparmiatori. Oggi, se un marziano atterrasse da Marte, penserebbe che nel mondo le cose vanno allegramente e non che sia pasato un tifone finanziario. Potra' continuare questo trend rialzista cosi' robusto che alza spallucce su tutto, o le cassandre si prenderanno una bella rivincita? Pensa che le Olimpiadi di Pechino 2008 possano essere un buon salvagente per l'investimento finanziario?
Le Borse hanno mostrato molta resistenza alle disgrazie sui mutui, e malgrado gli ultimi rovesci continuano a essere storicamente forti. La voglia di crescere degli emergenti non è solo voglia: tecnologia e globalizzazione permettono di trasformare la voglia in fatti, e i fondamentali in giro per il mondo continuano a esserre favorevoli all'investimento azionario. Nel breve, tuttavia, vale la cautela, specie per i mercati surriscaldati a partire dalla Cina.

pubblicato da Buddy Fox
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14 dicembre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Alberto Zanetti (DOPPIOMINIMO)


Buonasera, ho voluto cogliere l'occasione della nascita di una nuova creatura della rete in ambito finanziario ( il sito DOPPIOMINIMO ), intervistando il suo autore Alberto Zanetti, creando una specie di inaugurazione virtuale, di questo Grande Magazzino di lusso (stile Harrods) specializzato nell'informazione dei mercati finanziari nei suoi molteplici aspetti. Alberto Zanetti e' una vecchia conoscenza, gia' autore del sito ANALISI-TECNICA , e' un ragazzo dalle grandi capacita', buona volonta' e molta disponibilita' e bonta' d'animo, che non fa mai male... Ecco quindi a voi le classiche 3domande3 che contraddistinguono questa rubrica e che vi permetteranno di conoscere meglio il personaggio e la sua ultima iniziativa...
1) Lei ed io abbiamo sicuramente una passione in comune: la Borsa. Ha scelto di seguire i mercati attraverso uno specifico canale, attraverso uno degli strumenti piu' utilizzati dagli addetti ai lavori: l'Analisi Tecnica. Qual'e' l'origine di quello che possiamo definire un amore? E' tutto nato grazie all'Analisi Tecnica, o sono state altri gli interruttori che hanno acceso la passione verso questa professione?
E' nato tutto nel 1998-1999. A quell'epoca non sapevo neanche cosa fosse una "trend line".
Sono sempre stato appasionatissimo d'informatica ed ero avido lettore di una stupenda rivista che titolava "Mc Microcomputer".
Oltre alle rubriche del mitico Raffaello DeMasi una di quelle che calamitava la mia attenzione mese per mese era "Playworld" (si parlava di videogames) e il curatore di questa rubrica era un certo Francesco Carlà.
Carlà, nel 1999 iniziò a sostituire le solite recensione dei videogiochi con articoli di quello che lui chiamava " l'adult game borsa ".
Mi ero appena comprato il modem anlaogico a 56K e leggevo di un sito che titolava www.finanzaonline.it di cui lui era uno dei moderatori e del suo nascente www.finanzaworld.it
Dai post di finanza on line scoprii l'analisi tecnica, molto affascinante, per la sua immediatezza e relativa semplicità, molto di più rispetto a quella fondamentale. Da li a scopire poi i vari analisiti che mandavano mail con vari report il passo fu breve. Leggevo di tutto, ma veramente di tutto. Mi comprai un sacco di libri e mi misi a studiare.
Tra i vari report che quotidianamente ricevevo mi colpì su tutti quello di Gabriele Bellelli che allora lavorava per www.studioborsa.com . Iniziò con lui una fitta corrispondenza, mi insegnò un sacco di cose e, soprattutto, mi presentò Franco Meglioli che reputo il miglior analista che abbiamo in suolo italico.
Il mio amore per l'analisi tecnica è tale che mi ha spinto a laurearmi con una tesi proprio basata su tale disciplina. Direi quindi che sono stati altri gli interuttori che mi hanno portato al mondo finanziario, ma l'analisi tecnica ne è per me, l'unico strumento di lettura.

2) Siamo arrivati alla fine di un'annata alquanto agitata, sarebbe tempo di bilanci e considerazioni, ma nel nostro caso anche di nuovo inizio, mi riferisco alla nascita di una nuova "creatura" della rete: il sito DOPPIO MINIMO. Capacita' e buona volonta' sono qualita' che la contraddistinguono, ma qual'e' stata la vera molla che ha scatenato quest'iniziativa?
Sono titolare del sito www.analisi-tecnica.biz che nel giro di circa 6 anni ha visto una certa crescita e un discreto numero di accessi. (Discreto in senso relativo naturalmente. Parlo di numeri che danno soddisfazione a una persona come me... non potrebbero essere certo "discreti" se tali numeri li avesse Larry Williams :-) )
Quello che più mi rammaricava soprattutto in quest'ultimo periodo era l'impossibilità di offrire ai lettori un servizio che fosse il più possibile a 360 gradi.
Non mi occupo di fondamentale, non seguo le materie prime, non seguo le valute (ha capito perchè Le ho chiesto di entrare nella squadra? :-)) ) non seguo titoli esteri.
Insomma, come analista sono un pochino deludente, più in là del mercato italiano non vado.
Fortunatamente, nel corso degli anni, ho avuto la possibilità di conoscere persone professionalmente preparatissime e, soprattutto, umanamente incomparabili.
Ed ecco che del team di www.doppiominimo.it fanno parte:

David Carli
Franco Meglioli
Buddy Fox
Massimo Gotta
Luca Discacciati
Zener
Andrea Platani
Alberto Zanetti

Tutti con le nostre carattestiche peculiari, ma soprattutto con la possibilità di spaziare dall'analisi tecnica pura a quella fondamentale (grazie a Discacciati e Zener) all'analisi delle valute (grazie a Lei), all'analisi candlestick grazie a Carli ecc.ecc. anche se non è che ognuno di noi si occupi solo ed esclusivamente di un settore.
Quello che volevo è che il lettore che approda a www.doppiominimo.it possa vagliare diverse analisi che contemplino i vari segmenti dei mercati finanziari in modo da poter trovare soddisfazione per il proprio trading.
Insomma, una sorta di "unione che fa la forza" che nel nostro mondo non basta mai.

3) Siamo arrivati alla domanda finale, quella dedicata alle previsioni. Dalla tana della volpe non si esce senza aver espresso un'opinione, senza aver dato un'indicazione. So benissimo che il lungo termine non e' una sua specialita', ma qui dobbiamo sbilanciarci: previsioni per la prossima annata, e' in arrivo l'Orso che fa paura? Qualche titolo che lei segue in particolare o che individua come una buona occasione sia in acquisto che in vendita?
Ha ragione, il lungo termine non è proprio la mia specialità. E' più semplice stabilire, in base ai dati odierni o di qualche giorno fa, se "domani" pioverà o farà bello piuttosto che stabilire se fra "un mese" pioverà o farà bello.
Detto questo, è dal 2003 che il nostro SPMIB40 è in trend rialzista e non ha mai avuto scossoni degni di nota. L'unico periodo un pò ostico lo si è avuto nell'estate del 2006 (tra maggio e luglio) ma con il superamento di 39000 punti avvenuti nell'ottobre dello scorso anno il trend si è rimesso a correre portandoci fino a 44.000.
Ora la situazione è diversa.
Penso che ormai siamo entrati in un secondario ribassista che resta comunque inquadrato all'interno di un primario sempre al rialzo.
Non posso dire se l'anno prossimo l'orso fuggirà dalla gabbia. Non lo posso dire perchè non ne sono capace eh, non perchè non si possa...
Mi posso solo limitare a segnalare i livelli chiave che se rotti al ribasso possono fare girare completamente il trend: 37.000 è il primo e 33.000-31.000 il secondo. Sotto 31.000 il successivo supporto degno di nota è a 28.000 (i livelli del 2004) Se ci arriviamo ci siamo praticamante rimangiati più di 2/3 del movimento impulsivo ascendente partito dal 2003.
In merito ai titoli non ne sto seguendo qualcuno in particolare. Data la congiuntura del mercato navigo proprio a vista cercando trade mordi e fuggi (in un ottica comunque sempre multiday perchè lavorando non posso stare davanti al pc per fare daytrading).
Direi, quindi, che niente è meglio di una visita quotidiana a www.doppiominimo.it per scoprire cosa i miei colleghi e il sottoscritto hanno da dire, non trova? :-)

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22 settembre 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra Marco Fratini e Lorenzo Marconi gli autori di "VAFFANBANKA!"


NELLA TANA DELLA VOLPE, una rubrica che piaceva molto, torna per ora con uno speciale. In occasione della presentazione del libro "VAFFANBANKA!" vi propongo l'intervista ai due autori: Marco Fratini e Lorenzo Marconi. NOTE INFORMATIVE: la presentazione si svolgerà domani a Milano in via Solferino 26/a (Sala Montanelli) alle ore 18,30. Interverranno con gli autori Massimo Fracaro (Corriere Soldi) e Antonello Piroso (direttore Tg La7). Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, tel. 02.20400330. Chiamate tranquillamente perchè ci sono ancora dei posti. E' un'esperienza che vi consiglio, come vi consiglio l'acquisto del libro, e non per interesse personale, ma nel Vostro interesse! Con i due autori non ci si annoia mai, anzi si riesce ad imparare divertendosi! Per avere maggiori informazioni su questo libro, cliccate qui . Eccovi l'intervista:
1) Se il timing è una variabile importante per effettuare gli investimenti, con la pubblicazione del Vs primo libro "VAFFANBANKA", il timing l'avete centrato con un lancio da oro olimpico, complimenti! In questi momenti sono in molti a soffiare sul fuoco del panico, dimenticando che solo 1 anno fa gli ottimisti alla Abby Cohen, Ennio Doris e la Copertina di Panorama annunciavano un nuovo toro poderoso. Ora si paventa il 1929, dimenticando la recente crisi bancaria della fine degli anni Ottanta. Voi che avete sempre avvisato sui pericoli di questa corsa finanziaria, oggi in mezzo alla buriana, come pensate di comportarvi? Non potrebbe essere questo il migliore dei mondi, con un'economia strutturalmente in crescita, capace di resistere di fronte alle crisi della finanza?
Si dice che la fortuna aiuti gli audaci, io dico che una bottarella di culo ogni tanto non guasta. E poi chissà, per chi crede alla legge dell'attrazione forse parlando male di chi ha fatto porcherie; mi riferisco perlopiù alle banche americane cadute in disgrazia, ecco che l'uscita del libro è avvenuta proprio nel momento giusto. Qualcuno in questi giorni ha cominciato a dire che il nostro è stato un libro "evocativo", può darsi, l'importante è che non si cominci anche con il dire che abbiamo portato sfiga a Lehman e i suoi fratelli e a tante altre che oggi capitolano sotto i colpi dei loro stessi mortai: cartolarizzazioni e leva finanziaria. Detto ciò credo che il migliore dei mondi possibili sia quello che permette di esprimere dei valori e visto che la finanza riguarda le tasche degli investitori, la mia speranza è che si comincia a fare soldi rispettando i valori, soprattutto quelli dei risparmiatori. La nostra costituzione parla di tutela del risparmio, speriamo che non resti solo uno slogan. Inoltre il migliore dei mondi possibili sempre restando nel nostro "mondo" probabilmente dovrebbe contemplare delle agenzie di rating che operino in modo diverso. Certi rating passati da A+ il giorno prima del "fallimento" a D il giorno in cui ha portato in tribunale sa più di beffa da "pece e piume" come ai tempi dei fratelli Dalton, più che a triste barzelletta ai tempi dei fratelli Lehman. Per quanto riguarda gli ottimisti che tu citi: Ennio Doris è l'uomo dei pac e ha una filosofia di investimento vincente e vorrei avere un milionesimo dei suoi soldi e del suo successo imprenditoriale, purtroppo non ne condivido il percorso e le modalità di gestione di un modello vincente ma che non soddisfa le mie modalità di intendere la distribuzione; io la penso più come il Governatore Draghi, il Italia manca ancora una forte vocazione professionale verso la consulenza, che rispetti la centralità del cliente e del consulente; ne parliamo diffusamente nei primi tre capitoli del libro.....Su Abby Cohen ho scritto troppo nel 2000 quando vedeva il Dow jones a 14.000 e mentre i clienti ignari compravano qualcuno vendeva, ci vorrebbe più indipendenza tra chi esegue gli studi sui mercati, chi gestisce i patrimoni e chi distribuisce i prodotti. Mi sembra che la catena che parte dal proprietario banca poi continui sempre in discendenza parentelare; in altre parole invece di un sistema verticale ci vorrebbe un sistema orizzontale dove ognuno fa il proprio mestire diverso con un proprietario. Per abusare un concetto troppo abusato: indipendenza. Per quanto riguarda l'informazione? Beh sono come i pompieri: escono dopo che una casa ha già cominciato a bruciare e nel bene e nel male si occupano sempre di autopsie e mai di diagnosi.

2) Lehman è caduta, le banche europee sono costrette a ricapitalizzarsi ed a fondersi per evitare possibili disastri. E l'Italia? A detta di politici, ministri e Banca d'Italia, sembra essere l'isola felice, immune ai bacilli della crisi. Sto pensando ai vari prodotti strutturati sottoscritti dai piccoli risparmiatori (tipo Unit Linked, Index Linked e le varie obbligazioni strutturate), marchiati come prodotti sicuri, uno scudo contro le crisi come quella attuale. E' proprio così, sicuri e felici, o per l'ennesima volta mazziati incosapevolmente?
Anche di questo tipo di prodotti abbiamo parlato e abbiamo scritto chiaramente come la pensiamo; forse è per questo che leggendo il libro, Rizzoli lo ha fortemente voluto intitolare " Vaffanbanka". La distribuzione è il nodo su cui non si è ancora agito abbastanza. Ci vuole più informazione verso la clientela, più trasparenza sui prezzi e sulle commissioni applicate ai prodotti venduti alla clientela. La MIfid speriamo che venga applicata con rispetto, ma da quello che sento, e da consulente dico per fortuna, nelle banche viene vissuta cone un problema e non come un'opportunità. Ma anche qui per fortuna non tutte le banche sono uguali anche se nella disinformazione imperante la gente fa fatica a distinguere il buono dal cattivo. Il caso Lehman richiama anche una maggior attenzione all'informazione corretta sui rating delle obbligazioni, non quelle velenose strutturate tanto amate dagli amministratori delegati di certe organizzazioni, foriere di alte commissioni e marginalità per il conto economico, con annessi superbonus dal sesto piano in su !!! Mi riferisco semplicemente alle tante emissioni con rating alti fino all'ultimo minuto prima della morte. Anche il sito Patti Chiari dell' ABI, fino al giorno prima aveva in pagina le obbligazioni Lehman con rating A+; un pò di tempestività in più non sarebbe guastata. Comunque anche su questo tema i lettori troveranno nel libro ampia soddisfazione, tanto che qualche amico promotore ci ha detto che dovevamo scriverlo prima....ma nella vita c'è un tempo per tutto.

3) La crisi che stiamo vivendo probabilmente porterà ad una selezione darwiniana in ogni piano, dalle banche d'affari, agli speculatori di alto bordo, a chi intendeva creare con la finanza un lavoro part time ad alto rendimento, a chi ancora considera la borsa un gioco ed a chi cercava gli alti rendimenti noncuranti dei rischi. Le bolle lo sappiamo ci saranno sempre, ma è veramente finita l'era dei facili guadagni? Si sta forse avvicinando un lungo l'inverno per le borse e la finanza?
Io credo che inverni e primavere ci sono e ci saranno sempre, altrimenti perchè zio Gino compera sempre sui massimi e vende sempre sui minimi? Questa è la regola per chi continua a pensare che la Borsa, sia un luogo di divertimento per tutti, un posto per facili guadagni. Charles Dow più di cento anni fa aveva scritto per bene le regole di questo "gioco", ma come sempre, ammesso che qualcuno l'abbia anche letta: non è la teoria che è vincente ma la sua applicazione ! Caro Bud Fox forse ci vorrebbe più di un "Wall street" ma con un Gordon Gekko che invece di far vedere come cercava di fottere il mercato, facesse vedere alla gente come il mercato li sta fottendo!! Nessuno è infallibile, e noi per primi; Valentino Rossi e i suoi avvversari prima di avvicinare le orecchie all'asfalto, si preparano e si allenano, perchè le cadute a 300 all'ora sono pericolose e fanno male come le perdite in Borsa. Ciò che li rende "sicuri" di quello che fanno, ma non del risultato che otterranno è l'applicazione di un metodo. La crisi in atto è sicuramente la peggiore dopo quella del 29; una crisi sistemica e di sfiducia nei confronti di un sistema finanziario, che ha tirato troppo la corda e che ha bisogno di nuove e maggiori regole. Ma ne usciremo, sarà dura ma ne usciremo. Il mondo finanziario ha bisogno di un ritorno all'economia reale, di investitori che investano di più su aziende sane che producono valore e posti di lavoro; per troppi anni l'economia e la finanza "della carta" a volte anche straccia ha sostituito quella del lavoro, grazie all'uso indiscriminato della leva finanziaria e dei derivati, per un fine: il profitto; un profitto fine a se stesso, con un comportamento miope ed ingordo che oggi si ritorce contro chi lo ha usato e li punisce al cuore. Ciò che fa più male però è che ancora una volta migliaia di risparmiatori e migliaia di lavoratori, moltissime brave persone, colleghi di lavoro, pagano un prezzo troppo alto per un errore che loro non hanno commesso !!!!E' a loro che Marco ed io dedichiamo di cuore "VAFFANBANKA" !

MARCO FRATINI è giornalista e ha superato i quaranta. Romano di nascita, orvietano di origini e milanese per necessità, ha fatto tappa a "Il Giorno", al TG3 Rai, all'ApCom e alla (estinta) tv del gruppo "Il Sole 24 Ore". Ora è caporedattore a La7.
LORENZO MARCONI, valtellinese trapiantato sul Lago di Como, è un analista finanziario specializzato nella consulenza per clientela istituzionale e grandi patrimoni familiari. Partecipa spesso a trasmissioni tv come strategist dei mercati finanziari.
Insieme, dal 2002, tengono settimanalmente su "Oggi" una pagina di risparmio chiamata "Le Buone Azioni", che, nel segno di un'informazione indipendente e di un linguaggio umanamente comprensibile, tenta di accompagnare i lettori verso l'investimento consapevole. Senza (troppe) fregature.


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22 ottobre 2009

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Lorenzo Marconi (autore di "VAFFANKRISI!")


Cari lettori, alzate il volume al massimo e scatenatevi, questa è tutta per Voi! Pensavo di avere qualche lettore di stima, qualcuno che apprezzasse quei pochi concetti, racconti, esperienze personali e altre semplici cose, ed invece qui c'è una marea di affetto, di solidarietà, che apprezzano l'impegno e la buona volontà, persone affezionate e che hanno voglia di condividere... E' fantastico, vi voglio bene! Scendo per l'ultima volta nella cantina della polemica. Difficile resistere e non leggere se si è stati citati o meno, il protagonismo impera. E' arrivata infatti un'altra email in cui vengo accusato di scorrettezza, oltre che altri errori che ho fatto tipo le Sopaf. Il nostro grande eroe scrive anche che lui non è caduto nelle stronzate che io elenco quotidianamente, purtroppo molti sono finiti nella mia pseudo rete. Abbiamo trovato il paladino degli indifesi, dopo questa possiamo dormire sonni tranquilli, quelli come me finiranno nell'anonimato, cancellati dalle statistiche. D'altronde viviamo in una società in cui vince chi urla di più, chi crea la maggiore polemica, chi punta il dito contro più persone. Il mio peccato è quello di non volermi omologare e di non voler alzare la voce. Credo però che ascolterò il consiglio finale che mi viene dato e cioè: "ciaoooooooooooo e ricordati di chi meno attento di me ha avuto la sfortuna di seguirti!!!
sugli index poi cambi target ogni settimana...ma daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
vai a fare un lavoro serio che è meglio". Dopo questo Super Rimbalzone, probabilmente cercherò un lavoro più concreto meno stressante e più costruttivo, e questo non solo perchè il mercato per qualche anno sarà avaro di soddisfazioni. Come farà il nostro lettore senza il suo blog preferito?!;-)

Tornando alle cose più serie e concrete, lascio la penna a chi i mercati li conosce veramente, ad un professionista affermato, capace di arringare alla platea e di scrivere e dire cose utili e sensate. Uno che ha molte cicatrici e proprio per questo grande esperienza e credibilità, ma ha anche molte medaglie, e questi sono successi personali, oltre che essere carico di simpatia, sensibilità ed umanità.
A lui sono rivolte le 3 domande 3 dell'intervista che vi avevo promesso, ed a cui lui ha gentilmente ed umilmente risposto con tempismo. I ritardi sono esclusivamente causa mia.
Vi ricordo che cliccando qui potrete trovare prezzo del libro, una breve sintesi ed i commenti di alcuni lettori ed il prezzo scontato . Baci!

1) Un anno fa si celebrava il funerale ad una delle più grandi e storiche istituzioni finanziarie. Nel globo, nelle piazze finanzierie si aprì una voragine che risucchiò ogni cosa elevando l'irrazionalità. Era l'inizio della fine del mondo. Oggi, ad un anno esatto da quell'evento, se guardiamo i mercati finanziari, sembra che non sia successo nulla. Tutto è come prima. Io sono sempre convinto che non si esce da una crisi dalla stessa porta da cui si è entrati e Voi come la pensate?
Certamente la tua provocazione non è sottile. Guardando l'andamento dei mercati e soprattutto dei titoli bancari sembra proprio che tutto sia tornato all'insegna dell'ottimismo sfrenato. Le banche americane, anche quelle praticamente fallite un anno fa e salvate dagli interventi statali, hanno ricomniciato a fare utile e a pagare bonus mirabolanti. Per quel che riguarda i bonus direi che in linea generale i manager capaci è giusto che vengano remunerati, ma certi bonus pagati sugli utili da trading e non legati all'attività core delle banche gridano allo scandalo. In casa nostra la situazione non è molto differenti: le banche erogano credito solo se il cliente deposita il contovalore a garanzia; in altre parole si da credito alla clientela senza assunzione di rischio. Inoltre le banche italiane si devono patrimonializzare, c'è chi lo fa attraverso aumenti di capitale chi cedendo asset importanti. Quello che mi lascia basito è come dal punto di vista dei comportamenti dopo la batosta del 2007/2008 non si riesca a cambiare passo. Credo che da questo punto di vista si stia pensando di rientrare sui mercati dalla stessa porta dove un anno fa davano le randellate.
2) Com'è ormai tradizione è in libreria fresca di stampa, la Vs seconda opera. Illuminante la prima, "VAFFANBANKA", oltre ad aver avuto un timing chirurgico, e la seconda? Le Vanità della finanza stanno bruciando ma VAFFANKRISI va alimentata, aumentiamo la legna sul focolare. Ci dia qualche semplice motivo per cui questo libro merita di essere acquistato...
Sai in questo caso è come chiedere ad un banchiere se comprerebbe i prodotti che cerca di affibbiare alla clientela. Scherzi a parte io credo che Vaffankrisi! sia più "trasversale" di vaffanbanka!. Il secondo era più manuale, mentre Vaffankrisi è un libro che potrebbe leggere anche chi non è necessariamente interessato e appassionato ai temi legati alla finanza ed all'economia. Nella prima parte ci sono sei storie che narrano ciò che è accaduto nella crisi e chiudiamo con sliding doors. La seconda parte aiuta a capire in maniera molto comprensibile i temi legati ai mercati azionari. Nella terza parte i suggerimenti legati all'uscita della crisi. Il Glossip che ci siamo proprio divertiti a scrivere forse avrebbe meritato più voci e più spazio, ma 338 pagine non sono poche.
Comunque il capitolo sulla vera storia di Alitalia e Bancaneve e i sette nani a me piacciono molto; i nani sono una vera chicca !!!

3) Abbiamo qui un conoscitore dei mercati dotato di grande buon senso e lungimiranza, non possiamo perdere l'occasione di chiederle una sua opinione sul futuro delle borse e su alcune sue personali scommesse. Sarà un Toro che rinasce o l'Orso sta solo riposandosi dopo le ultime vittorie?
In questo momneto credo che comperare azioni sia più rischioso di qualche mese fa. Nel breve, dopo la pubblicazione delle trimestrali del 30 settembre, inizia un periodo probabilmente molto difficile e la correzione potrebbe anche rivelarsi più severa di ciò che si immagina. L'assimmetria tra l'andamento della finanza e l'economia è evidente e i mercati azionari potrebbero aver già scontato ipotesi molto ottimistiche sulla ripresa in atto. Insomma probabilmente il peggio è passato ma la situazione della disoccupazione e delle difficoltà delle piccola media impresa impongono cautela. Dal punto di vista tecnico invece sono le divergenze negative presenti sugli indicatori più diffusi a destare le maggiori attenzioni come segnale per una imminente correzione. Il toro è rinato ai primi di marzo ma ora deve stare attento a non farsi trasporare nella grotta dall'orso, prima che questi entri in letargo.

Dimenticavo il "VAFFANKRISI TOUR". Per chi volesse assistere alla presentazione del libro del dinamico duo Fratini/Marconi, vi assicuro che non ci si annoia, vista anche la naturale simpatia della coppia, vi elenco le prossime date: Venerdi 23 Ottobre alle 18 all'Auchan di Monza; il 30 all'Auchan di Rescaldina; sempre il 30 a Villa Oliva di Cassano Magnago. Buon divertimento!

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24 ottobre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Bud Fox incontra...

Finalmente, dopo tanti annunci, ritorna! Questo e' solo un promo. Ho l'intervista, e' un personaggio molto ben informato. Forse non troppo noto tra il grande pubblico, ma lo stesso Turani (La Repubblica) lo definisce il miglior economista italiano. La pubblicazione dell'intervista e' per questo venerdi'. Intanto, per chi ancora non conoscesse la rubrica, cliccando qui, potrete rileggere le vecchie puntate: "NELLA TANA DELLA VOLPE" .

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02 marzo 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... DL


Ecco la nuova rubrica di cui vi parlavo. Un'intervista semplice, 3 domande 3 a persone che giudico interessanti, che io sia d'accordo o meno con il loro pensiero, questo non conta, a me interessa il loro contributo in cultura, in esperienza ed insegnamento. Questo e' un tentativo sperimentale. Avrei dovuto (voluto) iniziare con gli Amici Blogger, ma straordinarieta' del momento mi ha portato a cercare un piccolo scoop. Infatti sono riuscito ad "agganciare" colui che per me e' stato uno dei Maestri, oserei dire il Maestro che mi ha portato ad una nuova completezza sui mercati. Un personaggio che all'inizio (per conflitto di interessi) ho odiato, poi mi sono innamorato, ed alla fine ho raggiunto la completezza stimandolo infinitamente. E' un grande operatore sui mercati, che ho conosciuto attraverso le pagine di un quotidiano finanziario. Non e' un infallibile, ma e' un piacere leggerlo. Nel suo curriculum la fine del rialzo ad Aprile 2000. La caduta del Dollaro nel 2003 e la frase in Agosto 2001 (mercati in direzione sud!), oltre a questo tanti e tanti utili insegnamenti oltre che spunti di riflessione e di ragionamento. Sono gia' passati 7 anni dal primo articolo! 3 domande 3 a questo personaggio che per riservatezza si fa conoscere con lo pseudonimo di DL.
Caro dl, la correzione che lei da inizio anno ha piu' volte anticipato finalmente si e' materializzata. Siamo nel pieno della volatilita', un pensiero per i nostri lettori ,crede sia il classico panic selling o sono i prodromi di un'inversione di tendenza?
Panic selling ancora no, non in Europa, ma in Asia si, visti gli incrementi cinesi tipici da struttura finanziaria inesperta, immatura, incline all'euforia (quindi alla depressione). La Cina e' diventata un esportatore netto di beni, poi di servizi, ora anche di instabilita' economica e finanziaria. Niente di scandaloso, visto che hanno subito per secoli le instabilita' altrui. Ma tant'e': da loro oggi mi aspetto un crash molto piu' serio e profondo di quanto accaduto in questi giorni, che considero solo una prima incrinatura nella diga. Ma lei si immagina la psiche collettiva di milioni di nouveau-riche cinesi, indebitati ed euforizzati, che improvvisamente va in rosso? Il dramma finanziario di alcuni milioni diventera' il panic selling che lei ipotizza. L'Europa, gli Usa seguiranno.
Passando dal teorico, al concreto. Volatilita' ne avremo tantissima, per la gioia di noi trader. Ne approfitteremo del tutto a prescindere dagli scenari di cui sopra, che possono realizzarsi o meno, ma per noi trader questo e' un dettaglio. Perche' a noi non interessa avere ragione, quanto anticipare il mercato, ovunque egli vada.
Ehi, Volpino, posso avere in anticipo le sue brillanti intuizioni? :) Auguri, DL
DL lei e' sempre uno coraggioso, puo' permettersi di dare qualche target. Dove pensa possa fermarsi il nostro indice?
Se iniziamo a andare sotto i 36 mila, cosa che almeno a livello di test accadra', ho in mente un bel 28.800. Stiamo salendo bene dal marzo 2003, mi sembra sufficiente, no? Inoltre, in Iraq c'e' la guerra. Lei immagini che la conferenza annunciata dagli iracheni abbia successo, e scoppi la pace ale' crolla proprio tutto, come contrappasso alla partenza delle borse proprio quando iniziarono a rullare i tamburi di guerra nel Golfo.
Ammazza! Scusi, mi ricordo ancora quando nell'agosto del 2001 lei dalle pagine di un quotidiano finanziario diceva in modo lapidario "mercati in direzione sud" poi sappiamo quello che e' successo. In ogni caso nessuno puo' prevedere il futuro, lei ci ha dato solo la sua idea. Per finire passiamo al valutario. Tempesta in vista. E' arrivato il momento della vera caduta del Dollaro o lei prevede qualcosa di diverso?
Scusi, ma l'inversione la dichiarai a inizio aprile 2000 e ovviamente per puro fattore C. Il dollaro lo vendo e basta. Anche se una brezza fredda lungo la schiena mi minaccia di grandi perdite su questa impostazione. Forse perche' ho voglia di stravincere, a costo di perdere.


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14 dicembre 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Alberto Bisin Professore alla New York University


Dopo una lunga gestazione, ecco finalmente il parto. L'attesa dovrebbe essere premiata, l'ospite è illustre, un gran colpo per questo mini blog, il contenuto dell'intervista? Bhe, qui tocca a voi giudicare. Il professore Alberto Bisin è uno degli autori del popolarissimo sito noiseFromAmeriKa (per avere maggiori informazioni sulla persona e sul sito in questione, cliccate qui). In questa intervista abbiamo cercato di approfondire i temi della crisi e l'evoluzione economica. Spero sia di semplice compresione, e che possa aiutarvi nel capire meglio quanto è accaduto e cosa potrebbe accadere. Buona lettura e... alla prossima!
1) Dalla scoppio della Bolla Internet 2000 si è paventato fino alla noia che gli Stati Uniti fossero preda della Sindrome Giapponese 1989, e della temibile deflazione. Così non è stato. Oggi, in questa nuova crisi, la fantasia corre fino al 1929. Invece di rincorrere il terrore, non le sembra che sia proprio questa la crisi che più si avvicina all'ostile "Sindrome Giapponese" e che questa situazione (e non quella del 2000) abbia fin troppe analogie con la bolla del 1989?
Assolutamente. Dopo una severa bolla immobiliare, all'inizio degli anni 90, il Giappone è entrato in profonda recessione. Ma quello che maggiormente spaventa della crisi Giapponese è la sua anomala durata. Per tutto il "decennio perduto", dal 1991 al 2001, il Giappone e' cresciuto in media al 0,72%, un crollo rispetto al ritmo di crescita cui il paese era abituato (3% dal 1973 al 1991, 8% dal 1955 al 1973).
Le cause della mancata crescita nell'esperienza giapponese sono oggi ben comprese. La Banca del Giappone ha ridotto i tassi di interesse essenzialmente fino a zero e ha pompato grandi quantità di moneta nel sistema. Anche la politica fiscale del paese si è mantenuta estremamente espansiva. Perchè queste politiche espansive classiche non hanno funzionato? La visione classica, "idraulica", della politica economica come un sistema di leve che qualora azionate producono effetti su reddito, consumo, e investimenti, è incorretta. Nel caso del Giappone, aspettative deflazionistiche hanno reso bassi tassi di interesse ed elevata liquidità completamente inefficaci: banche ed imprese, aspettando prezzi decrescenti, hanno drenato moneta dal sistema, ritardando gli investimenti e deprimendo l'attività economica. Inoltre politiche fiscali espansive, specie in paesi ad elevato indebitamento, hanno effetti ridotti perche' generano aspettative di alte tasse in futuro.
Le politiche economiche anti-congiunturali sono spesso di limitata efficacia, e così è stato in Giappone nel corso degli anni 90. Ma la durata della crisi ha alla sua radice una causa reale: il crollo del tasso di crescita della produttività. Fumio Hayashi e Ed Prescott hanno calcolato che nel periodo 1991-2000 la produttività totale dei fattori in Giappone è cresciuta ad un tasso di circa l'1.7% in meno rispetto al trend. Due sono i fattori che hanno maggiormente contribuito alla scarsa crescita della produttività: la riduzione dell'orario di lavoro di 4 ore settimanali a partire dal 1988 e l'incapacità del sistema finanziario di allocare il risparmio verso gli investimenti più produttivi. Questa incapacità, in particolare, è stata il risultato di un sistema finanziario troppo legato al settore pubblico, che non gli ha imposto la necessaria ricapitalizzazione dopo la crisi.
Può succedere tutto questo negli Stati Uniti? Il sistema finanziario americano è tradizionalmente molto più indipendente dal settore pubblico di quello giapponese. Purtroppo però i recenti interventi della Fed e del Tesoro sono parsi prevalentemente atti a salvaguardare il sistema finanziario. La ricapitalizzazione delle banche è avvenuta a spese dei contribuenti, senza che le autorità richiedessero alle istituzioni finanziarie quella necessaria maggiore trasparenza nei bilanci. Il rischio è quindi che le banche americane, come quelle giapponesi negli anni 90, ritardino a liberarsi di crediti inesigibili e altre passività, a difesa dei propri azionisti ma con effetti disastrosi sull'economia nel suo complesso.


2) Gli USA hanno vissuto gli ultimi anni al di sopra dei loro mezzi, raggiungendo un tasso di risparmio negativo. La famosa tesi del "calabrone", per conformazione non potrebbe volare, così il consumatore USA nonostante i debiti continua a spendere. Non crede che quella di oggi, più che una catastrofe sia l'occasione per ripulire il sistema? In fondo non è questo l'effetto benefico di ogni recessione?
Io tendo a essere d'accordo. Il consumo in prima approssimazione è funzione diretta della ricchezza. Gli americani hanno visto la loro ricchezza in immobili crollare del 20% (e non è finita) e la loro ricchezza in azioni del 40% (e speriamo che sia finita). Riaggiusteranno i consumi, e questo è bene. Che le recessioni in generale siano occasioni di pulizia (gli economisti riferiscono a questo come il "cleansing effect of recessions") è vero ma, credo, solo in parte. Ricardo Caballero, ad MIT, con vari coautori ha guardato ai dati su creazione e distruzione di posti di lavoro, per unità produttiva, e ha documentato notevoli tassi di "distruzione" anche in fasi di boom. In realtà la distruzione è pro-ciclica invece che anti-ciclica.

3) La terza domanda è tradizionalmente dedicata alle previsioni. Sebbene dell'attuale crisi non si conosca ancora l'entità e la possibile durata, sono in molti a considerare le attuali quotazioni un'occasione storica di acquisto. Lo stesso Warren Buffet si è lanciato in uno shopping di inaudita audacia con tanto di megagono. La "Teoria di Graham" (che di Buffet è proprio l'ispiratore) non considera le attuali quotazioni come storicamente basse. Tale indicatore si ottiene dividendo il prezzo delle principali azioni USA per la media dei loro profitti netti dei precedenti 10 anni, corretti per l'inflazione. Per raggiungere un livello oggettivamente basso, il Dow Jones dovrebbe scendere fino a 6000, per raggiungere il minimo storico, il Dow dovrebbe arrivare adirittura a 4000. Le sembra esagerato? D'altronde solo pochi anni fa, ci fu chi pubblicò un libro titolato "Dow 36000".
La domanda dedicata alle previsioni e quella a cui tradizionalmente è meglio non rispondere. E a questa tradizione mi atterrò con piacere. Mi sia permesso però notare che questi "indicatori" sono quello contro cui gli economisti predicano da decenni. Nulla sostituisce la seria analisi empirica, nemmeno decine di "indicatori" tutti assieme. E ogni tanto bisogna saper accettare che non si hanno informazioni sufficienti per prevedere. Questo in finanza succede sempre: le uniche previsioni che si possono fare sono quelle inutili, a meno di "insider trading". E' così non per caso, ma perchè le previsioni sono fatte ogni giorno con tale intensità che sono riflesse nei prezzi.

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23 novembre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Alessandro Pazzaglia


Per quest'intervista ho voluto fare un esperimento. Ho cercato in un ambito molto tecnico di rispondere alcune esigenze che si sono palesate sia via email, che rispetto alla stretta attualita' finanziaria, sempre con lo scopo di una pura utilita' e supporto verso il lettore ed al viandante internauta che avra' l'occasione di passare da queste parti. Il tutto e' stato confezionato grazie alla disponibilita' di una persona che ho avuto la fortuna di conoscere durante i viaggi dell'estate appena trascorsa. Alessandro Pazzaglia ( a.pazzaglia2@virgilio.it ) e' un giovane emergente della nuova consulenza indipendente. Iscritto all'albo dei promotori finanziari, sceglie la strada della consulenza finanziaria indipendente per una maggiore obiettivita' negli investimenti senza conflitti d'interesse. Un traghettatore tra il risparmiatore ed il mercato. La sua bandiera e' tricolore: efficienza, trasparenza e competenza professionale. Laureato in economia e commercio, dopo le esperienze in Mediolanum ed AWD, per lui deludenti, decide che la strada migliore e' nella consulenza indipendente, scelta coraggiosa che premia sia nei risultati che nei rapporti con la clientela. E' stato uno dei primi iscritti alla NAFOP ( www.nafop.org )

1) Leggo in questi giorni che il Tesoro italiano sta riscrivendo il regolamento dei consulenti indipendenti, cioe' la nuova MIFID. Tra le novita' piu' importanti troviamo l'annullamento dell'obbligo della laurea per l'accesso all'albo. Inanzitutto possiamo spiegare sinteticamente ai nostri lettori in cosa consiste la MIFID? Secondo Lei finalmente anche l'Italia si potra' dotare di un sistema di consulenza indipendente, cioe' totalmente slegato dalle Istituzioni Finanziarie? In pratica e' veramente nata una nuova categoria?
Se devo darLe una definizione sintetica del testo della Mifid possiamo dire: la Mifid e' la nuova direttiva sui servizi d'investimento 2004/39/CE che sostituisce quella precedente cioe' la ISD (Investiment Services Directive). Questa nuova direttiva comunitaria introduce per la prima volta in Italia la consulenza finanziaria regolamentata. Mentre prima chiunque poteva esercitare la professione, era sufficiente una targhetta ed un ufficio (e forse nemmeno quello), oggi la categoria viene regolamentata: non con una semplice legge italiana, bensi' sotto lo stemma comunitario europeo. Verra' istituito un albo professionale dotato di una propria autonomia economica, statutaria ed organizzativa. Il testo e' ancora nella fase elaborativa, ma ormai alle battute finali. Il nuovo personaggio che emerge da questa direttiva e' un professionista che non opera sui mercati come puo' essere un trader, ne' fa ricerca generalizzata come ad esempio fa Lei, ma si occupa delle specifiche esigenze della singola clientela, quasi come un sarto nella preparazione di abiti su misura. La consulenza e' quindi personalizzata ed ha come oggetto l'acquisto di uno o piu' strumenti finanziari.

2) Facciamo un esempio di consulenza finanziaria indipendente: in questo momento a livello internazionale i mercati soffrono la crisi dei mutui e del credito dovuti ad una sostanziale mancanza di fiducia. Anche in casa nostra i problemi non mancano, i mutui a tasso variabile pesano sempre piu' sulle famiglie, ma la cosa piu' grave, che colpisce tutti i cittadini, e' la sottoscrizione da parte degli enti locali (comuni, province e regioni) di strumenti derivati. Quali sono le sue riflessioni su questo tipo di investimento che invece di coprire dai rischi sembra amplificarli?
I derivati sono strumenti efficienti, adatti a coprire il rialzo dei tassi d'interesse, ma possono anche produrre forti perdite (anche 100 volte il valore investito); e anche se vengono spacciati dalle Istituzioni Finanziarie come prodotti a costo zero, sono gravati da costi impliciti, che difficilmente il sottoscrittore sa prezzare. Per fare un esempio chiarificatore, se 95 e' il prezzo d'acquisto e 90 il fair value dello strumento, 5 e' il guadagno dell'emittente. Un'informazione che non viene comunicata, per cui io sottoscrittore penso che il valore reale sia 95. Io non critico il derivato in se', uno strumento che utilizzato con opzioni semplici permette la sua naturale funzione: la copertura dall'aumento dei tassi d'interesse. Sono invece critico verso gli strumenti venduti dalle Istituzioni Finanziarie che fanno assumere al sottoscrittore rischi di cui non ha la percezione, e costi impliciti difficilmente quantificabili. Molti tra imprenditori ed enti locali lamentano gia' oggi forti perdite a causa di questi strumenti, pochi purtroppo hanno il coraggio di denunciare le perdite subite, anche perche' queste perdite (nel caso dei comuni) verranno scaricate sulle giunte future e coperte dall'aumento delle tasse comunali, tra queste l'ICI: questa e' la naturale consecutio. Per riassumere in forma sintetica, le soluzioni sono: 1) quantificare le perdite/guadagni potenziali dello strumento finanziario derivato; 2) prezzare lo strumento derivato ed evidenziare i costi impliciti; 3) determinare l'evoluzione dello strumento in base alle prospettive di mercato. E qui vorrei evidenziare che di solito le prospettive del derivato vengono fornite sulla stessa base delle previsioni che l'emittente fornisce, quindi il cliente non ha la possibilita' di sapere se tali previsioni sono obiettive o meno. Per concludere, la soluzione piu' banale e' la sostituzione degli strumenti derivati speculativi con strumenti derivati a copertura dei rischi e quindi efficienti. Per questo motivo, ho messo a disposizione dei Comuni della mia zona tutta la mia buona volonta' e competenza per trovare possibili soluzioni alle diverse problematiche.

3) La terza domanda e' tradizionalmente dedicata alle previsioni, e quale migliore occasione se non quella di mettere alla prova un consulente finanziario, le sue capacita' e la sua obiettivita' di giudizio? Siamo consci delle difficolta' del momento. Si metta in gioco senza timori.
In base alla situazione macroeconomica stilata dal FMI, che vede una lieve revisione al ribasso per le economie dei Paesi industrializzati e anche l'aumento della volatilita' dei mercati finanziari, con l'indice VIX impostato al rialzo, queste sono le mie previsioni: fondi a rendimento assoluto (per qualsiasi profilo di rischio) atti a produrre ritorni slegati alle contingenze di mercato ed a ridurre la volatilita' del portafoglio diversificando al massimo l'universo dell'investimento; Obbligazioni governative a tasso fisso con duration bassa (max scadenza 2009); selezione di fondi comuni d'investimento (con extrarendimento rispetto al benchmark) con gestione attiva, esposti sul mercato americano ma con copertura del rischio cambio; utilizzo di certificati per copertura rischio Paese (personalmente consiglio quello sul Giappone che consente un rendimento positivo in seguito ai cali sull'indice, se invece alla scadenza l'indice e' piu' alto rispetto al valore iniziale, verra' restituito il capitale); strumenti legati alle commodities per beneficiare dell'andamento positivo di alcune materie prime (in particolare le derrate alimentari) e per diversificare il portafoglio; per finire legare la componente cash a strumenti efficienti. In questo caso sono stati quotati da poco due validi prodotti sul MTF: Lyxor ETF cash e Db x Trackers li EONIA Tri, che legano il rendimento al Tasso Overnight. Per concludere, la situazione attuale e' ancora irrisolta, e non sappiamo ancora quali reali effetti l'attuale crisi avra' sui mercati finanziari. Per cui mi sento di consigliare alcuni semplici accorgimenti: diversificazione (per aree geografiche e per strumenti, in base alle varie fasi congiunturali), riduzione dell'azionario e soprattutto, da "buon padre di famiglia", sempre ed ancor di piu' in questo momento, molta prudenza.

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04 aprile 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra...DL (Operatore Big, estremamente geloso della sua privacy)


Venerdi' sera, tramonto meraviglioso, si conclude una settimana di borsa ricca di belle speranze, tante quante riesce a regalarne questo cielo primaverile. Il clima giusto per riprendere e pubblicare la prima di una serie di interviste. Da chi cominciamo? Riprendiamo dall'inizio, cioe' dal personaggio che ha inaugurato questa fortunata (?) rubrica: DL, importante operatore di Piazza Affari mascherato nel suo misterioso nick, un architetto dei grafici, elegante con il book in punta di fioretto, ma allo stesso implacabile nel colpire i mercati, siano essi rialzisti che ribassisti. Occhi che sanno vedere oltre i recinti di borsa, nelle sue vene non scorre il sangue, ma il nastro del mercato, lui si che possiede l'Animal Spirit. Per chi non ricorda la precedente intervista, voglio ricordare brevemente il clima del tempo, il nostro indice viaggiava stabilmente sopra i 40,000, banche al galoppo in piena bolla liquidita' e derivati, ma il suo radar vedeva Orso, un target di FIB a 28,800. Certo, non puo' essere tutto al millimetro, ma la sostanza e' strabiliante! (cliccate qui per rileggere) . Che ne dite? Anche per quest'intervista c'e' molta carne al fuoco, e molte rivelazioni che potrebbero anche stupire! Buona lettura... e buon weekend!

1) Esattamente un anno fa (o quasi) volavamo sopra i 40,000 verso i precedenti record bolla 2000, ed ora, un anno dopo, gli indici si schiantano e tutto sembra cambiato. Che dire, dobbiamo stropicciarci gli occhi, quei 28,800 vaticinati sono stati appena sfiorati, 29,000 circa e' stato il minimo del nostro FIB. I lettori del Volpino sono sempre molto esigenti, ed ora l'aspetta la prova del nove, quale sara' la possibile evoluzione di questa crisi? C'e' chi punta ad un recupero per fine anno, chi invece vede solo l'inizio della catastrofe, lei da che parte sta?
Dalla parte della catastrofe, naturalmente. Con una piccola postilla. Che di catastrofi ce ne sono state tante e tante, e oggi siamo di fronte semplicemente a una nuova edizione. Forse un po’ peggiore delle altre, per gli Usa, ma teniamo presente che oggi se nel Midwest qualcuno va in rovina e esce dal ciclo economico, a Shangai nello stesso momento qualcun altro si sta arricchendo e contribuisce positivamente allo stesso ciclo. Oggi l’economia mondiale ha trovato altre locomotive, che possono calmierare gli eccessi nordamericani. Io credo nella Fine del Mondo, ma credo che avrà poco a che vedere con le borse. Quindi: catastrofe sì, ma da domani probabilmente ci si riprende. 28.800 per me è un livello possibile, ma estremo, se mai si arrivasse in quell’area mi considererei ancor più di oggi in piena area di acquisto.

2) Allargando la visuale. Siamo nel bel mezzo di un'immensa crisi finanziaria, ed in questo periodo fioriscono scenari leggendari, "personaggi malvagi", storie di malaffare, molta carne al fuoco, sufficiente per fare una pellicola da Oscar in stile "WALL STREET". C'e' chi ora dice che ci aspetta un nuovo '29, chi dice che gli USA entreranno in una recessione micidiale, chi immagina un futuro simile allo sboom giapponese di fine anni Ottanta. Troppo pessimisti o dobbiamo veramente pensare al peggio? E cosa pensa dell'affare Kreviel e del crack Bear Stearns? Possibile che le banche europee abbiano resistito alle tentazioni delle facili cartolarizzazioni?
Ripeto. Per gli USA la strada è lunga, i problemi giganteschi. Ma proprio l’affaire Bear Stearns ha cambiato (in meglio) le carte in tavola. Prima il sistema poteva pensare di avvitarsi in un fallimento a catena, rischio che comunque si è corso, mentre ora c’è in campo la Fed, che dispone di risorse illimitate, e quel rischio si è fatto molto più lontano. Kreviel è un discorso diverso. La sua posizione, per generare 5 mld di perdite, doveva avere dimensioni tali da rendere necessarie centinaia o migliaia di operazioni solo per crearla, la posizione, e lo stesso vale per le “false coperture” che hanno ingannato i sistemi di risk management. Per cui è abbastanza plausibile che in Soc Gen la cosa fosse risaputa. Ma il sistema del credito europeo non ha nel dna le esposizioni eccessive di quello statunitense.

3) L'ultima domanda e' dedicata alle "previsioni secche". Le Materie Prime sono una sua specialita', a pelle, senza ritegno, quale futuro per ORO e PETROLIO?
E soprattutto, ricominciamo ad accumulare Dollari?
Io a 1,60 mi sono girato al 70% sul dollaro. La mia ottica è di lungo termine, cioè... circa 2 settimane. Mi deve scusare per la risposta irriverente, ma lei la domanda l’ha fatta a un povero trader, che non vede più in là.
L’oro è troppo caro per me, lascio. Il petrolio per qualche giorno l’ho shortato, cerco un backmove verso i 92-98 dollari. Credo che una fase di rialzo sia terminata, e che per un po’ non vedremo nuovi massimi. Tuttavia, quando eravamo sotto i 50 io parlavo dei 100 dollari. Ora per le stesse cause io parlo dei 200 dollari. Fin qui la mia previsione, a 1-2 anni. Se poi me lo domanda come essere umano, il che è a prescindere dai mercati, io personalmente tifo per un petrolio talmente caro che finalmente smetteremo di utilizzarlo e di suicidarci tutti, collettivamente.


Che ve ne pare? Si potrebbe sperimentare un mini dibattito, tavola rotonda. Vediamo quanti mi scrivono. Buon weekend!

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09 novembre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Duca autore del blog FINANZA E POLITICA


Siamo arrivati all'appuntamento con l'intervista, l'ospite di questa settimana, per la regola dell'alternanza, e' un personaggio, un illustre personaggio della blogosfera, si tratta di Duca autore del blog FINANZA E POLITICA . Un imprenditore, e soprattutto una persona dotata di grande umanita', sensibilita' ed intelligenza globale. Dalle sue riflessione, dalle sue esperienze e dai suoi testi c'e' sempre molto da imparare. Nel suo blog la passione trasuda dall'inchiostro telematico, un mix di racconti di vita vissuta imprenditoriale e di vita vissuta sui mercati finanziari, una completezza profonda, flessibile e rara, molto rara. Leggetevi l'intervista. I commenti sono sempre ben accetti.

1) Duca, un caso originale in Italia, un imprenditore con la passione della finanza. In Italia, dove la borsa viene considerata un gioco, dove l'imprenditoria della piccola/media impresa vive l'industria e non la finanza, lei e' una splendida eccezione. Da dove nasce la passione per il complicato mondo della borsa e come riesce a sposare questi due mondi cosi' diversi? Le rimane un po' di tempo libero e per la famiglia?
La passione me l’ha trasmessa mio padre che già a meta' degli anni 70 operava in borsa: era un altro mondo, c’erano solo i quotidiani e al massimo si prendeva il giornale di Milano che usciva alle 6 di sera per avere informazioni sui prezzi delle chiusure. Io ero un ragazzino ma quel mondo mi affascinava. Mio padre da buon imprenditore mi ha insegnato la gestione dello stress. Ricordo una volta che aveva fatto un premio (allora si chiamavano dont) e dopo un paio di giorni stava triplicando la somma investita. Io, che ero un adolescente, tutti i giorni gli chiedevo il prezzo e poi dicevo: vendi, vendi. A un certo punto avendo raggiunto un gain ragguardevole (molti milioni di lire) ricordo che lo supplicai di vendere... e non ci dormii una notte. Fini' che mio padre vendette l’ultimo giorno utile con un gain di 15 volte l’importo investito (allora erano netti, perché non c’erano tasse), addirittura dovette ritirare i titoli e venderli sul mercato perché nessuno comprava più quel “Premio” a quel prezzo. Aveva avuto ragione lui. Imparai la prima regola: lascia correre i profitti e taglia le perdite. Poi negli anni successivi la vera passione è nata nel vedere che i mercati anticipano sempre cio' che accade nell’economia reale, ed io che sono sempre orientato al futuro, al nuovo, ho iniziato a studiare i mercati con più assiduita' cercando di trovare anche le ragioni politico/economiche che sottostanno al divenire dei prezzi. Oggi i mercati mi affascinano ancora di piu', ma mi rimane tempo anche per il mio lavoro e per la famiglia. Anzi devo dire che ultimamente il tempo per la famiglia e' aumentato. Lo studio sui mercati lo faccio di notte, leggendo qualche buon libro o con internet.

2) Lei e' stato uno dei primi blogger a criticare con motivazioni concrete la precaria struttura finanziara americana. Facciamo un giochino, da oggi Lei e' il nuovo presidente della Fed, anzi Lei da oggi e' Bernanke, quali sono le critiche sul recente operato, e cosa farebbe ora per tamponare le falle?
Se fossi Bernanke scapperei in un’isola dove non arrivano giornali e TV. Scherzo, ma nemmeno tanto. Credo che il megapresidentegalattico sia una delle persone al mondo che, in questo periodo, passa più notti insonni. Non ho critiche da fargli, se non eventualmente di comunicazione, ma non sostanziali. Il problema e' che Ben si trova con le spalle al muro, e con pochissima liberta' di manovra. Come ho scritto piu' volte gli USA sono come una persona di 50 anni con tutti i valori fisiologici sballati: colesterolo altissimo, glicemia fuori controllo, globuli rossi ridotti e globuli bianchi quasi inesistenti. Come le persone devono rimanere in movimento, ma se corrono troppo rischiano un ictus o un arresto cardiaco. In altre parole, Ben si trova con il consumatore indebitatissimo, il dollaro svalutato, il deficit federale in aumento, etccc. Per me l’unica cosa che puo' fare e' temporeggiare, sperando che il tempo consenta di riparare i danni maggiori. Ecco Bernanke ha bisogno di tempo. I mercati hanno bisogno di tempo per digerire gli eccessi di un’economia troppo basata sul debito. L’ideale sarebbe una lunga fase di distribuzione, ma si sa, nella storia dei mercati gli eccessi si sono sempre pagati con crisi velocissime e terribili. Temo che succedera' cosi' anche questa volta, con un elemento aggravante: in crisi oggi c’e' il paese leader mondiale, non le tigri asiatiche o l’Argentina.

3) La terza domanda, come tradizione, e' dedicata ai titoli ed all'operativita'. Poteva capitare un momento migliore per questa intervista? I mercati ritornano in difficolta', la debolezza e' evidente. Lei si e' sempre trovato a suo agio nelle fasi ribassiste, quali strumenti e strategie si sentirebbe di consigliare in quella che potrebbe tramutarsi in una burrasca? E soprattutto, c'e' qualche titolo che ancora le piace?
Vorrei precisare che non sono un ribassista, per lunghi periodi sono stato ottimista ed ho cavalcato rialzi. Anzi i guadagni piu' grossi in valore assoluto li ho fatti cavalcando titoli con rialzi di anni. Pero' sono un contrarian. Non mi piace mai mettermi in fila e seguire in ritardo il trend. Se c’e' una cosa che odio e' stare in fila in autostrada, preferisco le partenze intelligenti, e come nella vita cerco di partire di notte, o viaggiare un giorno prima, cosi' cerco di fare sui mercati. Anche perche' come in autostrada, se vi trovate ingabbiati in 20 km di fila tra Bologna e Firenze non avete piu' nessuna possibilita' di fare itinerari alternativi, cosi' e' nella finanza, i grandi ribassi, se non vengono anticipati, colgono di sorpresa e quando si e' dentro uscirne procura danni enormi. Ecco perché predico prudenza. Faccio un esempio, alla fine del 1999 sono uscito dai mercati, ho fatto investimenti monetari a breve. Certo per molti mesi quando vedevo Tiscali o STM correre con rialzi stellari mi sono mangiato le dita, ma ho applicato la regola di Buffet: l’ultimo 10% (di guadagno) lascialo agli altri. Poi ho affinato gli strumenti, e oggi in una situazione che rispecchia il 1999/2000 non sono completamente fuori dai mercati ma opero soprattutto con Option (call e put) che mi permettono di investire quote ridotte di patrimonio, e quindi di evitare di rimanere bloccato nell’ingorgo, qualora qualche incidente di percorso blocchi completamente il traffico dei mercati (leggi forte ribasso). Per questo consiglio agli amici di esser prudenti e di rimanere investiti con quote limitatissime di capitale e di operare con derivati per limitare sempre il rischio. Su titoli o settori, faccio molta fatica, l’unica cosa che mi sento di consigliare a un cassettista, sono i titoli legati alle biotecnologie e alla energie alternative. Ma in ogni caso non li comprerei ora, prima aspetterei un forte ribasso, ma proprio forte (20 o 30% degli indici) e poi ricomprerei piano piano. Un titolo: direi, a pelle, STM perché è una delle poche aziende italiane che fa veramente ricerca e credo abbia tante cose pronte da far entrare in produzione. Con una speranza: che STM non faccia come la Xerox che aveva inventato il sistema operativo a finestre, ma che non ne capi' mai le applicazioni e dovette passare di li' Steve Job per acquistarne il brevetto per quattro dollari e fondare la Apple. Ho fatto quest’ultimo esempio perche' vorrei ribadire che i mercati non sono solo analisi tecnica, non sono solo analisi fondamentale, ma sono anche aziende, innovazione, e politica (perché comunque non possono prescindere dal contesto economico e sociale in cui sono inseriti).
Infine un grazie a Buddy, e alle persone come lui che garantiscono sempre la pluralita' delle informazioni e delle idee.

pubblicato da Buddy Fox
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30 marzo 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Claudio Kaufmann


Eccoci al nostro appuntamento quindicinale con la nuova rubrica. 3 domande 3, questa e' la regola ed il suo distintivo. Questa settimana, come vi dicevo, il personaggio fa parte del mondo del giornalismo. Professionalmente ed umanamente lo stimo molto e lo ammiro. Direttamente dal settimanale BORSA&FINANZA: Claudio Kaufmann. La sua rubrica settimanale "Posta e Risposta" non e' mai banale, le sue risposte sono sempre dirette, senza peli sulla lingua, le conoscenze, sterminate. Proprio per questo e' un onore per me ospitarlo. Le sue risposte potranno essere utili a tutti i lettori, un gran colpo! Questa sera, live nell'Angolo del Volpino, domani in edicola su Borsa&Finanza. Per la cronaca, l'intervista e' stata preparata 2 giorni fa. Via al botta e risposta.
1- In questi giorni ha parlato il capo della Fed Bernanke, esprimendo per l'ennesima volta fiducia nella congiuntura americana. La confusione generale e' molta, in questi casi e' giusto dare ascolto all'autorevolezza ed all'assenza di un conflitto d'interesse di Greenspan che ha un orizzonte negativo, o all'ottimismo di Bernanke che sembra piu' dettato dal rispetto verso un'istituzione che deve "forzatamente" infondere fiducia?
Faccio fatica a considerare "ottimista" la posizione di Ben Bernanke. Non a caso ha dichiarato (per chi ha orecchie disposte ad ascoltare) che la stagione dei rialzi dei tassi è praticamente terminata. E infatti a Wall Street si comincia già a scommettere su quando il costo del denaro verrà abbassato. Invito tutti a leggere un'intervista , che pubblicheremo su Borsa e Finanza di sabato, a un ex presidente della Fed (a memoria di Filadelfia) che sostiene come la Banca centrale americana
sia pronta ad agire. Il dubbio di Bernanke è che la bolla immobiliare possa essere più pesante del previsto. Anche se per ora non vi sono evidenze, tenuto conto che sommando tutti i mutui subprime a rischio le perdite non supererebbero i 100 miliardi di dollari. Faccio notare che il rifinanziamento del 2008 per l'Irak è di 122 miliardi di dollari. Insomma c'è da escludere che gli Usa, maggiore economia del mondo (pil a 12mila trilioni di dollari) possano accasciarsi per un cifra del
genere. Un altro dubbio di Bernanke è che il mercato del lavoro, oltre a produrre nuove buste paga, crei tensioni sul fronte inflativo. E questo suggerisce cautela sui tassi. Insomma, come sempre, si tratterà di scegliere il male peggiore. Ma quando mai non è così? Terzo dubbio: gli investimenti delle imprese (che potrebbero colmare eventuali debolezze nei consumi) stentano a decollare, sebbene siano rimasti piuttosto "bassi" fino ad ora.Che poi Bernanke abbia l'obbligo istituzionale di diffondere sicurezza, e non incertezza, è evidente. Ma a Wall Street lo sanno tutti
benissimo: diciamo che il mercato lo sconta ampiamente. Diverso il caso di
Greenspan che adesso può parlare a briglie sciolte: è vero che i suoi toni sono diversi, ma sottolineo che l'ex numero uno della Fed ha parlato di un 30% di rischi di recessione. Non mi sembra una percentuale da catastrofisti, alla Roubini, per intenderci.Concludo: se anche gli Usa andassero in recessione che male ci sarebbe?
Sappiamo che ogni ciclo economico si esaurisce, fa una pausa e poi riprende.
Semmai credo che Asia ed Europa potrebbero ridurre l'impatto di un rallentamento americano e magari dare una mano ( più consumi?) agli Usa per riprendersi abbastanza in fretta.Quel che intendo dire (e rispondo in parte alla domanda 2 ) è che non vedo sfracelli alle viste. Per questo, anche se i mercati azionari scendessero di un altro 10 o addirittura 20 per cento, sarebbero un'occasione di acquisto. Non immagino scenari da credit crunch o da iperinflazione o di fuga in massa stile bolla internet.Se questo è ottimismo allora solo un ottimista. Se invece è solo realismo allora sono un realista. Fate voi.
2- I gufi ad ogni ribasso gonfiano il petto. Lei invece continua ad essere ottimista sul futuro dei mercati. Siamo in una fase di tassi ed inflazione delicata, ed un nuovo rialzo del Petrolio potrebbe ferire in modo sensibile. Non pensa che, anche se stiamo vivendo un rialzo regolare, i pericoli dettati da molti squilibri mondiali possano provocare brusche cadute generali?
Gli squilibri mondiali? Quando mai non ci sono stati. La politica monetaria, ed economica in senso lato, è gestione degli squilibri. E' l'equilibrio che va inteso come eccezione, non lo squilibrio. E come quando si cerca di stabilire quanto vale una società: il cosidetto prezzo obiettivo. E' una illusione: se esistesse non ci sarebbe il mercato. Quante volte i fondamentali di un titoli incrociano i prezzi
di mercato in un decennio? Mai, una volta, dieci, cento? Boh? Certo che il petrolio rimane una forte incognita. Ma sono le tensioni "geopolitiche" in Medio Oriente a creare problemi. Dubito che Israele accetterà un vcino nucleare che lo vuole distruggere. E altrettanto gli Usa. Bisognerà vedere come si metteranno d'accordo con Russia e Cina. Che ruolo riuscirà ad avere l'arabia saudita. Insomma è un gran caos. Questo mi preoccupa molto di più dei mutui subprime.
3- Per concludere uno sguardo speciale al nostro mercato. So benissimo che lei non vuole parlare ne' commentare singoli titoli e rispetto la sua richiesta, pero' potrebbe almeno dirci quali sono i settori che lei preferisce?
Sui settori o sui titoli ho poco da dire: a moltissimi investitori consiglierei solo Etf. La scelta di un singolo titolo o di un settore suppone la capacità di battere il mercato. Perchè comprare Stm se non mi aspetto che batta il mercato? Sarebbe un controsenso. Quindi la domanda corretta è: come si fa in questa fase a battere il mercato. Risposta: selezionando 100 titoli (1% a ogni titolo) con i
fondamentali migliori e aspettare. Oppure selezionare 100 titoli (1% a titolo) in forte trend rialzista. Ma è una grossa fatica. Se proprio mi volete costringere a dire qualcosa: meglio gli industriali (puntando alla ripresa europea). Ma si tratta giusto di sovrappesarli un po' di più in quei famosi 100 titoli.

pubblicato da Buddy Fox
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13 aprile 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Luca di RUMORSRISPARMIO


Nell'alternanza tra personaggi esterni (per cosi' dire) e Amici Bloggers, questa settimana e' il turno di quest'ultimi. Dopo Steve il mio capitano, tocca ora a Luca di RUMORSRISPARMIO , in ordine di tempo, il secondo compagno di viaggio. Il sampdoriano Luca, ormai un amico, a volte eccessivo, troppo passionario, ma e' il suo carattere, sono le sue caratteristiche ed a noi piace cosi', sempre vero, ricco di valori, di sentimenti e di grande volonta'! Professionalmente, un mago dell'analisi tecnica, un chirurgo, preciso, disciplinato (in questo campo, qualita' importantissima) e talentuoso. Ecco a voi le 3 domande 3, in cui si e' parlato un po' di tutto, scendendo nel profondo, naturalmente con una tappa d'obbligo ai temi borsistici.
1- Sono passati ormai 3 anni dall'apertura del tuo blog. Quali sono le tue impressioni e le tue riflessioni?
Sono davvero contento! C'è un gruppo storico di persone con cui mi relaziono da tanto tempo (zener e 90° li Ho incontrati diverse volte), è nata un'amicizia e questo è veramente importante. Poi ho anche delle persone che mi leggono quotidianamente, un piccolo successo che per me significa molto. stiamo tutti quanti facendo un'ottimo lavoro sui temi finanziari ormai da anni e la gente se ne è accorta, i contatti crescono (nel tuo caso più che nel mio ;-)) a dimostrazione che "piaciamo". siamo indipendenti e liberi come ho scritto nella lettera aperta (hai visto mi hanno messo in home page su wallstrettitalia, pensa che sotto di me c'era il pezzo di eugenio scalfari... libidine :-)) questa è la nostra forza che a sto punto per me sta diventando una mezza missione perchè posso denunciare fatti; quegli stessi fatti raccontati in modo distorto se non censurati addirittura non solo su tematiche finanziarie. Sono convinto che se ci uniamo (e non dico di più... speriamo di fare una bella sorpresa ai lettori...) abbiamo un grande potenziale e nell'immensità di internet poter correre insieme sarebbe davvero importante per poter allargare il nostro orticello certamente anche ora bello, funzionale e soddisfacente ma se si può fare di più perchè non farlo?
2- Luca, io e te a volte per gli stessi motivi, a volte per motivi diversi, abbiamo un rigetto verso questo calcio moderno. Tu sicuramente conosci quel mondo in modo piu' approfondito, la tua passione meriterebbe un mondo calcistico migliore. Fossi tu a capo del sistema cosa cambieresti ed in che modo?
Come cambierei il calcio? lo metto in punti per praticità:
1- meno business e più sport, più passione popolare. questo punto riassume tutti gli altri 9;
2- via per sempre tutti i loschi figuri, tutti gli uomini del passato. chi sbaglia deve pagare, sempre e soprattutto bisogna non avere paura dei potenti. la lazio ha 400miliardi di debiti? fallisce e riparte dalla 3° categoria e dirigenza radiata. la roma paga con fidejussioni false presentate oltre i termini di legge? riparte dalla 3° categoria e dirigenza radiata. la juventus compra le partite? riparte dalla 3° categoria e dirigenza radiata. matarrese, abete, carraro, galliani, moggi, preziosi ecc. ecc. tutti a casa;
3- biglietti dello stadio a partire da 10euro;
4- sicurezza negli stadi affidata ai tifosi ed alle società, via le forze dell'ordine per un raggio di diverse centinaia di metri dallo stadio e poliziotti (meglio sarebbero i carabinieri) con sui caschi dei codici che li possa identificare in qualunque situazione (come in inghilterra). e per favore via gli achille serra;
5- cancellazione di tutte le leggi speciali e dei decreti anti-costituzionali. il tifoso che sbaglia deve pagare, lui e solo lui perchè punire chi è innocente crea solo maggiore violenza. ma chi sbaglia paghi davvero, non è ammissibile che ci sia gente che gira col coltello; non è una cosa che può capitare due volte;
6- ripartizione equa dei diritti tv;
7- basta anticipi degli anticipi e posticipi dei posticipi. si gioca la domenica, tutti anche la serie b, alle ore 15.00 e se a sky non stà bene meglio, così girano meno soldi e c'è più sport;
8- basta sciacallaggio giornalistico. c'è una rissa tra 10persone su 2milioni di sportivi che si recano negli stadi? non deve uscire una parola su giornali e tv perchè gridare al mostro non serve ad altro se non ad alimentare altri mostri. la moviola in tv? il minimo del minimo. basta creare casi, creare polemiche, basta urlare in tv! (e basta anche alle vallette seminude se possibile...);
9- via i politici dallo sport e divieto di qualunque forma di ricorso a tribunali ordinari;
10- minimo di 6 italiani (non oriundi...) in campo per una squadra italiana; riduzione del numero delle squadre per campionato; massimo 20giocatori a squadra; tetto salariale per i calciatori; divieto di farsi rappresentare da terzi per i calciatori (cioè via i procuratori).
3- Il tema dominante di questo blog e' l'economi ed i mercati finanziari, e siccome tra noi bloggers tu sei il piu' preparato in analisi tecnica, tu sei il chirurgo preciso ed abile, non puoi esimerti da una previsione. Indice Italiano e 3 titoli che ti piacciono. Al volo!
Due mesi fà tecnicamente eravamo da long forte. Un mese eravamo da short forte. Oggi saremmo di nuovo long. L'analisi tecnica, e tu lo sai bene, se usata da sola non è il massimo, va bene per prendere i micro-trend ma poi più in là è difficile andare. E' come usare l'auto con solo le ruote, finchè è discesa và ma poi ti servono anche motore e cambio. Io adesso preferisco essere prudente, l'altro giorno ho chiuso le ERG, mi restano solo delle AUTOSTRADE e delle POP. DI MILANO e penso che difficilmente farò acquisti per un pò di tempo; voglio vedere Maggio come và e poi qualcosa sarà. Dura farti tre nomi, diciamo che ci sono delle piccole banche che hanno un trend di fondo apparentemente solido, cioè che dura da anni; qui ci sono anche motivi speculativi e dunque è lì che sono più orientato a guardare (Credem, MPS e la mia POP. MILANO tanto per dirne tre un pò forzatamente). Pero' ecco, ribadisco, secondo me attualmente non c'è fretta di entrare, qualcosina si può lasciare in ballo mettendo là dei livelli da utilizzare quali take-profit ma in generale me ne starei sul difensivo, sul prudente perchè preferisco mancare un guadagno che centrare una perdita (l'anno per me per ora sta andando discretamente forse parlo così anche per questo).
Grazie Luca, non vi resta che fargli visita, il link e' RUMORSRISPARMIO

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22 dicembre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE #SPECIALE INTERVISTA NATALIZIA# : Buddy Fox incontra... Lorenzo Marconi (analista e consulente indipendente)


Sono molto orgoglioso dell'intervista fatta, sia per i contenuti che considero molto importanti e di supporto per il lettore che consultera' questo blog, ma soprattutto per l'ospite che sono riuscito a portare in questo sito, autorevolissimo, pragmatico, educativo, un faro per gli investimenti. Un'intervista che potra' essere riconsultata nel tempo, non tanto per le previsioni, ma per le nozioni utili per l'operativita' di ognuno di noi, qualcosa da estrapolare e da mettere in pratica nella nostra quotidianita' operativa. Lorenzo Marconi e' non solo un affinato analista tecnico, molto preciso, disciplinato e lungimirante, ma e' anche uno studioso ed un docente della psicologia applicata alla borsa. Molto note sono state le sue rubriche e le analisi pubblicate da numerosi giornali e settimanali. Il suo carisma e' sconfinato, pochi peli sul petto, molti sullo stomaco, quello che dice pensa e molte volte risulta verita'! Non voglio aggiungere altro, leggiamo l'intervista, e se volete... dite la vostra!

1) Siamo arrivati alla conclusione di questo agitato 2007, il primo anno negativo dopo 4 anni di Toro scatenato. Con le prime negativita', arrivano per i risparmiatori le solite difficolta', molti sono rimasti incastrati a prezzi alti, altri hanno venduto in forte perdite commettendo i soliti errori. Eppure leggendo tra carta stampata e siti online tutti avevano previsto tutto, sono in molti a vantarsi del "l'avevo detto". Mi chiedo come sia possibile visto che le ultime statistiche tra i gestori dicono che 8 operatori su 10 non battono il benchmark e che il 70% dei trader online non sopravvivono e mollano la presa in forte perdita, com'e' possibile che tutti prevedano sempre ottimamente il futuro salvo poi trovarsi nel classico mal comune mezzo gaudio?
Intanto cominciamo con il dire che è un anno negativo per Piazza Affari e per il giappone ma non per altri. Certo gli altri indici in chiave prospettica non sono certo messi bene, ma almeno per il 2007 salvo tracolli pure possibili, chiuderanno con il segno positivo. Tralasciando gli outlook di dicembre per l'anno che verrà dove le previsioni dei gestori long only sono sempre positive e come nella canzone di Lucio Dalla sarà festa tutto l'anno e sarò tre volte Natale, il 2007 era atteso come un anno di grossi risultati, le azioni erano correttamente valutate e per quello che sembrava eccessivo il refrain era lo stesso di sempre come nel 2000 ci siamo sentiti dire "ma questa volta è diverso" li ho comprato put finchè avevo fiato e soldi. Vero è che il credit crunch era veramente inatteso ma con la liquidità si era esagerato, ma da quello che si è visto in questi giorni mi sa che la palta che c'è in giro è molta di più di quella che ci raccontano i giornali e che le banche probabilmente dichiarano. (non parlo delle italiane, quelle non hanno mai niente che non va per definizione). Detto ciò purtoppo la memoria storica di tutti è corta per cui saltare sul carro delle valutazioni ex post è molto facile, anche se poi si fa confusione. Infatti mi sono sentito dire che se uno prevede che i mercati scenderanno e qusto avviene è perchè a furia di dirlo prima o poi avrà ragione. Inoltre qualcun altro ha detto che anche se si fosse venduto nelle fasi di rialzo i risultati di molte gestioni sarebbero stati gli stessi di chi è rimasto fermo con la roba in portafoglio. Altri dopo aver dichiarato per mesi che l'equity era correttamnete valutato a fine novembre hanno detto che era ora di proteggersi. Che altro devo dirle? In borsa si dice che è meglio perdere in gruppo che guadagnare da soli, ma su questo tema faremo un approfondimento in un'altra occasione, perchè il tema lo merita. Anche sul tema legato al comportamento dei trader fai da te entrano in gioco molte componenti emotive inconscie che vanno spiegate e commentate con lo spazio che meritano. In generale è comunque più facile prevedere che gestire.

2) A sentire la maggioranza dei risparmiatori prima della correzione, erano in molti a festeggiare performance a 2 cifre, ostentando un'avidita' mai doma. Con la correzione si sentono i soliti lamenti, colpa delle banche, colpa dei tassi, colpa dell'inflazione. La colpa e' sempre di qualcun altro, mai una riflessione personale, mai un'autocritica, mai un'autoanalisi. Allora mi chiedo, come mai se la colpa e' sempre delle banche, il risparmiatore si affida sempre ai prodotti gestiti dalle banche, spesso inefficienti e con costi eccessivi relegando ai margini la gia' debole (ma competente) consulenza indipendente? Si tratta dell'incurabile malattia del risparmiatore, cioe' il cronico autolesionismo oppure la colpa e' dei mercati che in Italia sono percepiti ancora come un gioco, o peggio un grande Casino'?
Che volata caro Buddy, Martinello non avrebbe fatto meglio ai tempi di Cipollini. Il problema è che perdere fa male e ammetterlo di più, per cui la ricerca dell'alibi è lo sport preferito dal risparmiatore, che difficilmente si presta ad una attenta autoanalisi. Ma questo se può consolarla lo fanno anche molti trader e non solo i più sprovveduti. Sul fatto dei prodotti offerti dalle banche ma non dimentichi le assicurazioni e le poste, questo è il male della vendita push e delle classifiche dei rendimenti. I prodotti finanziari ancora oggi vengono venduti in base a quanto rendono e non a quanto fanno rischiare. La pianificazione finanziaria è ancora relegata al ruolo di mestiere di artigiani, molti bravi e preparati private banker e promotori lo fanno tanto quanto i consulenti indipendenti, ma lo sport è di nicchia quanto il polo. Il calcio e non le dico dove perchè siamo sotto Natale è ancora lo sport preferito e facile da capire per tutti, quanto poi questo atteggiamento sia anche utile, ne dobbiamo discutere. La consulenza indipendente, attività frequente in altri paesi finanziariamente più evoluti è ormai una consuetudine consolidata nel tempo, in italia e attività nuova di nicchia utilizzata da pochi, ma ricchi. Per alcuni è addirittura uno status. Family office e wealth management non sono un invezione del clero,i nomi sono altisonanti, ma sempre di consulenza si tratta, che è una cosa differente dalla vendita di prodotti finanziari tout court. E' brutto da dire ma il risparmiatore retail avrà sempre un'offerta consulenziale bassa, ma molti patrimoni meriterebbero da subito ben altre attenzioni. Il valore spesso non è erogato e altrettanto molto spesso non è percepito, molti evidentemente non soddisfatti da un servizio adeguato o perchè scettici o perchè pigri o altro dicono che non vogliono pagare la consulenza su una cosa che la loro istituzione fa già gratis. Prendendo per buona in generale l'affermazione, nello specifico di alcuni i cui portafogli mi sono noti, mi vengono spontanee alcune metafore non riportabili e mi limito da dire che sia una panda rubata e una ferrari sono entrambe due macchine, ma la qualità è differente. Il prezzo a volte è un fattore di qualità e questo chi ha patrimoni consistenti dovrebbe saperlo bene. Ma farlo capire sul tema della consulenza finanziaria indipendente non è facile, ma poi spesso per fortuna parlano i risultati.

3) Fine 2007, quale miglior momento per delle previsioni sul nuovo anno che sta per arrivare? Tendenze principali? Titoli preferiti? Ci aspettiamo qualche chicca per gli affezionati lettori dell'Angolo del Volpino...
Il mercato azionario continua a dimostrare la propria fragilità. Il rimbalzo dicembrino iniziato a fine novembre trova numerosi ostacoli sul proprio cammino. La recente decisione sui tassi, ampiamente attesa e scontata (nulla di fatto per la BCE, riduzione di 0,25 da parte di banca d'Inghilterra, Canada e Fed) è stata salutata con un ribasso deciso dei mercati azionari statunitensi che hanno trascinato le altre borse mondiali. Certo che se questo doveva essere uno dei mesi migliori, in chiave prospettica siamo già pronti con l'elmetto in testa in attesa di quelli meno belli. Il sostegno delle banche centrali è palese ed è stato ampiamente dimostrato dalla costituzione del fondo di liquidità anticrisi che però lascia aperta la porta ad una riflessione: è la prima volte che viene impostata un'operazione anticrisi di questa portata e dimensione a dimostrazione che tutto ciò che è stato scritto di tranquillizzante nei mesi scorsi sulle dimensione del credit crunch viene ribaltato. L'iniziativa conferma senza ombra di dubbio la gravità della crisi sistemica in atto. Lascia aperta inoltre la possibilità di ulteriori riduzioni dei tassi americani, dove la recente riduzione dello 0,25% appare come la prima di una serie reiterata nel tempo.
Sul fronte del portafoglio, il semaforo passa purtroppo nuovamente sul rosso. Dal comportamento dei mercati azionari degli ultimi giorni riteniamo che i primi mesi dell'anno saranno critici soprattutto per il settore bancario ritornato prepotentemente sotto pressione, in chiave chiaramente negativa. Sia da punto di vista tecnico, sia in ottica di analisi fondamentale dove la riduzione degli utili peserà sulle scelte future anche dei più ottimisti che ritengono ancora adeguatamente prezzato il valore delle azioni, il messaggio prospettico è improntato non solo alla prudenza ma alla negatività. In ottica di asset allocation crediamo che nei primi mesi dell'anno i portafogli debbano mantenere un atteggiamento prudenziale con prevalenza di obbligazioni e hedge fund. Per chi fosse distratto e ottimista ad oltranza il messaggio è : vendete !!!
In ottica di accumulazione di portafoglio e non in ottica di trading, riteniamo di suggerire Hermes sulle debolezze intorno a 80/82 : su questo titolo a prescindere dalle voci e dai rumors che si sono inseguiti durante l'anno ci piace sottolineare come anche nei momenti di maggior pressione negativa sui prezzi i volumi di contrattazione rimangono pressoché inesistenti, segno che prima o poi qualcosa dovrà accadere. A fine febbraio scade un patto di sindacato e vedremo cosa bolle in pentola ricordando che è sempre in atto un buy back della società deliberato e iniziato dopo l'assemblea 2007.
Dopo eventuali reiterate riduzioni dei tassi che potranno favorire eventuali riprese dei corsi azionari nella secondo semestre potremo sfruttare le debolezze dei prezzi per appesantire la parte equity.
Tutto naturalmente senza la proverbiale boccia di cristallo e per quello che possono valere le previsioni di un analista...

Difficile, veramanente difficile la vita per la consulenza indipendente... Buon Natale a tutti!
Bud Fox


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