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26 marzo 2013

Nella Tana della Volpe - JIM O'NEILL: "CIPRO UN PROBLEMA? LA CINA 'FA' UNA CIPRO A SETTIMANA" (2^ Parte)





C’è poco tempo e gli interventi sono molti, Jim O’Neill si rivela un economista eclettico e pronto a dare e ricevere battute di spirito, la sala si alterna tra silenzi di adorazione e risate su battute che sdrammatizzano una realtà di crisi attanagliate dal triangolo Europa, Italia e ora anche Cipro.

Ma cosa ne pensa O’Neill del problema Cipro? Per lui è un non problema, e lo chiarisce con un semplice e chiaro esempio economico: “la Cina in 2 anni ha creato il Pil italiano e in una settimana quello di Cipro”, questo ci fa capire quanto sia piccola l’economia della terza isola del Mediterraneo e al tempo stesso quanto stia diventando grande la potenza asiatica.

Ed è proprio la Cina il più grande dilemma per O’Neill che è insieme fonte di speranza e preoccupazione: “la Cina è l’unico global issue di cui ci dovremmo preoccupare, dopo una crescita media del 7,5% nel decennio 2000/2010, riuscirà a replicarsi anche nel periodo 2010/2020? La nostra speranza è che l’economia cinese si possa trasformare da paese prevalentemente di produzione a uno consumistico”. Tradotto, produrre meno e consumare di più, il naturale sviluppo industriale.

E la Grecia? Anche qui il problema viene liquidato in maniera disarmante: “il Pil cinese è cresciuto di quasi 1,4 trilioni di dollari, tra il 2010 e il 2011 praticamente ha “fatto” la Grecia ogni 3 mesi”.

(Continua...)

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23 marzo 2013

Nella Tana della Volpe - JIM O'NEILL: "E' LA COREA DEL SUD IL PAESE DA SCOPRIRE ED EMULARE" (1^ Parte)



 
“Vuoi capire come si fa crescita economica? Prendi un aereo e vola in Corea del Sud. E’ Seul la capitale dell’evoluzione economica” sono parole di Jim O’Neill, capo (ancora per poco) della Goldman Sachs Asset Management e coniatore dell’acronimo “BRIC” ovvero Brasile, Russia, India e Cina, un tempo Paesi considerati emergenti, e oggi vere potenze mondiali che sorreggono le economie Occidentali dal baratro della catastrofe economico/finanziaria.
Next-11 è l’ultima sigla inventata dalla brillante e geniale fantasia di Jim O’Neill, con questa sigla l’economista tenta di indicare quali saranno i prossimi Paesi, dopo i BRIC (a cui si è aggiunta la “S” di Sud Africa) che beneficeranno di un aggressiva crescita economica.
Ma chi sono i “Next-11”? 11 Paesi, nell’ordine: Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea del Sud, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam.
I sono proprio i Next-11 la sorgente dell’ottimismo sull’economia di O’Neill, tra gli 11 Paesi il preferito dall’economista è senza dubbio la Corea del Sud, paese per il quale spertica enormi elogi: “volete sapere qual è il Paese modello di crescita? Tutti penseranno agli Stati Uniti, invece è la Corea del Sud. Prendete un aereo è volate a Seul, scoprirete un modello di evoluzione e trasformazione straordinario e da emulare”.
La Corea del Sud è il Paese in testa alla classifica di Jim O’Neill redatta secondo particolari parametri del GES (Growth Enviroment Score) in cui il Pil è solo una delle singole voci e non quella principale, perché anche per Jim O’Neill d’accordo con il nostro Giovannini (presidente Istat) dice: “il Pil non si mangia! Non può rimanere l’indice più importante per definire il benessere di un paese”.

(Continua...)



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22 marzo 2013

Nella tana della Volpe - JIM O'NEILL A MILANO (anteprima)



 Ecco svelato il mistero, il grande Jim O'Neill ieri è sbarcato a Milano o se vogliamo dirlo in latino Mediolanum ;-)
 Intervento esclusivo.
Nonostante mille peripezie,  vedi ritardi dei mezzi di trasporto, ma senza lamentarsi con una giornata di sole così non puoi che avere il sorriso, abbronzatura gratis!
Correndo un po' sono riuscito a prendere il secondo tempo dell'intervista e a sentire anche i "tempi supplementari".
Più tardi vi riporterò il riassunto con gli interventi salienti.

Niente pessimismo, niente crisi finchè ci sono i BRICS! Parola di Jim O'Neill

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17 febbraio 2011

VERITA' O INVENZIONE? (VIOLA VALENTINO)


Eppure è vero, a pensarci bene, se fosse tutto un'invenzione o un gioco?
E' un dubbio a cui non ho mai pensato, o meglio io ci ho pensato, ma chissà perchè ho dato per scontata la vostra fiducia, una cosa da non fare, nulla è scontato, forse solo l'affetto dei genitori.
Qualche anno fa, lo ricorderanno i veterani, quelli che hanno resistito ai miei deliri, avevo tentato una rubrica di interviste ( NELLA TANA DELLA VOLPE ), personaggi del settore più o meno famosi, tutti accomunati dalla passione per l'economia, la borsa, la finanza e soprattutto un mare di buonsenso e cultura. Qualcuno si è mai chiesto se quei personaggi, o meglio, se le loro interviste fossero vere o inventate?
E se le domande e risposte le avessi copiate? O se le avessi chieste a miei cugino che studia economia? O a qualche amico che lavora in banca o nelle assicurazioni? E se tutte quelle interviste fossero state partorite negli spogliatoi, dopo le partite di calcio, tra una doccia e l'altra? D'altronde, non c'è nessuna prova e dietro lo schermo non puoi mai sapere chi trovi e cosa trovi...
Ve le siete mai poste queste domande?
"EVERARDO" e "RADIO LONDRA", bluff o realtà? Potrebbero essere invenzioni anch'esse, e chi può saperlo...
Everardo potrebbe essere il mio amico Vanni, abile macellaio che si diletta in borsa, tra un quarto di bue, una fesa di tacchino ed un macinato di carne, cerca ispirazione, mi chiama e mi passa il testo, anzi a volte è proprio lui stesso ad aggiornare il blog. Che ne dite, potrebbe essere?
La rubrica "RADIO LONDRA" la scrive un amico che ho conosciuto anni fa a Londra, ma lui è Ucraino, e fa il commesso in un "fish & chips" di Elephant and Castle, lavorando vicino alla City, qualcosa di finanza la conosce;-)
Ma pensare che entrambi i personaggi me li sia inventati io, e che anche i testi siano frutto dei miei pensieri dementi, beh, questo vuol dire sopravvalutarmi e di molto, se ciò fosse vero, allora si potrei veramente fare teatro o meglio diventare un autore di romanzi ed uno scrittore di successo. Che sia colpa della droga?;-)
A parte gli scherzi, sono veramente preoccupato per Everardo, sono giorni che non mi scrive, spero solo che si sia stancato di me, piuttosto che stia poco bene...
Per me potete credere a quello che volete, anche che io sia il figlio di Gordon Gekko, o il fratello di Checco Zalone, quello che conta è che io fino ad ora abbia scritto senza conflitti d'interesse, per il bene comune, che io abbia sbagliato, poco o molto, ma sempre consapevolmente scrivendo quello che pensavo, in pura onestà.
Se sono riuscito a conquistare la vostra fiducia, l'ho fatto acquistando giorno dopo giorno un po' di credibilità, questo l'ho capito, quando molti mi hanno sostenuto con il giornale.
Quello che ho scritto, e usiamo anche il termine "consigliato", l'ho sempre fatto per il bene comune, ed è anche per questo che vi dico (a tutti quelli che non si sono abbonati), che potete risparmiare 3 euro e non comprare il numero in edicola questa settimana, per quello che ho scritto, non ne vale la pena.
Lunedì mattina ero talmente scarico, che se anche i precedenti articoli erano appena accettabile, questo lo si può portare direttamente in bagno, anzi se siete senza carta igienica, potrebbe esservi utile all'occorrenza;-)
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22 ottobre 2009

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Lorenzo Marconi (autore di "VAFFANKRISI!")


Cari lettori, alzate il volume al massimo e scatenatevi, questa è tutta per Voi! Pensavo di avere qualche lettore di stima, qualcuno che apprezzasse quei pochi concetti, racconti, esperienze personali e altre semplici cose, ed invece qui c'è una marea di affetto, di solidarietà, che apprezzano l'impegno e la buona volontà, persone affezionate e che hanno voglia di condividere... E' fantastico, vi voglio bene! Scendo per l'ultima volta nella cantina della polemica. Difficile resistere e non leggere se si è stati citati o meno, il protagonismo impera. E' arrivata infatti un'altra email in cui vengo accusato di scorrettezza, oltre che altri errori che ho fatto tipo le Sopaf. Il nostro grande eroe scrive anche che lui non è caduto nelle stronzate che io elenco quotidianamente, purtroppo molti sono finiti nella mia pseudo rete. Abbiamo trovato il paladino degli indifesi, dopo questa possiamo dormire sonni tranquilli, quelli come me finiranno nell'anonimato, cancellati dalle statistiche. D'altronde viviamo in una società in cui vince chi urla di più, chi crea la maggiore polemica, chi punta il dito contro più persone. Il mio peccato è quello di non volermi omologare e di non voler alzare la voce. Credo però che ascolterò il consiglio finale che mi viene dato e cioè: "ciaoooooooooooo e ricordati di chi meno attento di me ha avuto la sfortuna di seguirti!!!
sugli index poi cambi target ogni settimana...ma daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
vai a fare un lavoro serio che è meglio". Dopo questo Super Rimbalzone, probabilmente cercherò un lavoro più concreto meno stressante e più costruttivo, e questo non solo perchè il mercato per qualche anno sarà avaro di soddisfazioni. Come farà il nostro lettore senza il suo blog preferito?!;-)

Tornando alle cose più serie e concrete, lascio la penna a chi i mercati li conosce veramente, ad un professionista affermato, capace di arringare alla platea e di scrivere e dire cose utili e sensate. Uno che ha molte cicatrici e proprio per questo grande esperienza e credibilità, ma ha anche molte medaglie, e questi sono successi personali, oltre che essere carico di simpatia, sensibilità ed umanità.
A lui sono rivolte le 3 domande 3 dell'intervista che vi avevo promesso, ed a cui lui ha gentilmente ed umilmente risposto con tempismo. I ritardi sono esclusivamente causa mia.
Vi ricordo che cliccando qui potrete trovare prezzo del libro, una breve sintesi ed i commenti di alcuni lettori ed il prezzo scontato . Baci!

1) Un anno fa si celebrava il funerale ad una delle più grandi e storiche istituzioni finanziarie. Nel globo, nelle piazze finanzierie si aprì una voragine che risucchiò ogni cosa elevando l'irrazionalità. Era l'inizio della fine del mondo. Oggi, ad un anno esatto da quell'evento, se guardiamo i mercati finanziari, sembra che non sia successo nulla. Tutto è come prima. Io sono sempre convinto che non si esce da una crisi dalla stessa porta da cui si è entrati e Voi come la pensate?
Certamente la tua provocazione non è sottile. Guardando l'andamento dei mercati e soprattutto dei titoli bancari sembra proprio che tutto sia tornato all'insegna dell'ottimismo sfrenato. Le banche americane, anche quelle praticamente fallite un anno fa e salvate dagli interventi statali, hanno ricomniciato a fare utile e a pagare bonus mirabolanti. Per quel che riguarda i bonus direi che in linea generale i manager capaci è giusto che vengano remunerati, ma certi bonus pagati sugli utili da trading e non legati all'attività core delle banche gridano allo scandalo. In casa nostra la situazione non è molto differenti: le banche erogano credito solo se il cliente deposita il contovalore a garanzia; in altre parole si da credito alla clientela senza assunzione di rischio. Inoltre le banche italiane si devono patrimonializzare, c'è chi lo fa attraverso aumenti di capitale chi cedendo asset importanti. Quello che mi lascia basito è come dal punto di vista dei comportamenti dopo la batosta del 2007/2008 non si riesca a cambiare passo. Credo che da questo punto di vista si stia pensando di rientrare sui mercati dalla stessa porta dove un anno fa davano le randellate.
2) Com'è ormai tradizione è in libreria fresca di stampa, la Vs seconda opera. Illuminante la prima, "VAFFANBANKA", oltre ad aver avuto un timing chirurgico, e la seconda? Le Vanità della finanza stanno bruciando ma VAFFANKRISI va alimentata, aumentiamo la legna sul focolare. Ci dia qualche semplice motivo per cui questo libro merita di essere acquistato...
Sai in questo caso è come chiedere ad un banchiere se comprerebbe i prodotti che cerca di affibbiare alla clientela. Scherzi a parte io credo che Vaffankrisi! sia più "trasversale" di vaffanbanka!. Il secondo era più manuale, mentre Vaffankrisi è un libro che potrebbe leggere anche chi non è necessariamente interessato e appassionato ai temi legati alla finanza ed all'economia. Nella prima parte ci sono sei storie che narrano ciò che è accaduto nella crisi e chiudiamo con sliding doors. La seconda parte aiuta a capire in maniera molto comprensibile i temi legati ai mercati azionari. Nella terza parte i suggerimenti legati all'uscita della crisi. Il Glossip che ci siamo proprio divertiti a scrivere forse avrebbe meritato più voci e più spazio, ma 338 pagine non sono poche.
Comunque il capitolo sulla vera storia di Alitalia e Bancaneve e i sette nani a me piacciono molto; i nani sono una vera chicca !!!

3) Abbiamo qui un conoscitore dei mercati dotato di grande buon senso e lungimiranza, non possiamo perdere l'occasione di chiederle una sua opinione sul futuro delle borse e su alcune sue personali scommesse. Sarà un Toro che rinasce o l'Orso sta solo riposandosi dopo le ultime vittorie?
In questo momneto credo che comperare azioni sia più rischioso di qualche mese fa. Nel breve, dopo la pubblicazione delle trimestrali del 30 settembre, inizia un periodo probabilmente molto difficile e la correzione potrebbe anche rivelarsi più severa di ciò che si immagina. L'assimmetria tra l'andamento della finanza e l'economia è evidente e i mercati azionari potrebbero aver già scontato ipotesi molto ottimistiche sulla ripresa in atto. Insomma probabilmente il peggio è passato ma la situazione della disoccupazione e delle difficoltà delle piccola media impresa impongono cautela. Dal punto di vista tecnico invece sono le divergenze negative presenti sugli indicatori più diffusi a destare le maggiori attenzioni come segnale per una imminente correzione. Il toro è rinato ai primi di marzo ma ora deve stare attento a non farsi trasporare nella grotta dall'orso, prima che questi entri in letargo.

Dimenticavo il "VAFFANKRISI TOUR". Per chi volesse assistere alla presentazione del libro del dinamico duo Fratini/Marconi, vi assicuro che non ci si annoia, vista anche la naturale simpatia della coppia, vi elenco le prossime date: Venerdi 23 Ottobre alle 18 all'Auchan di Monza; il 30 all'Auchan di Rescaldina; sempre il 30 a Villa Oliva di Cassano Magnago. Buon divertimento!

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30 settembre 2009

VAFFANKRISI! E "NELLA TANA DELLA VOLPE"

Vi avevo promesso l'intervista a Lorenzo Marconi, uno dei due autori del libro "VAFFANKRISI", e la promessa sarà mantenuta. Infatti per il fine settimana è prevista un edizione speciale della rubrica "Nella tana della volpe". Per chi non la conoscesse è la rubrica di intervista che veniva qui pubblicata ogni 15 giorni, tradizionalmente di venerdì e così sarà anche per questo speciale. Per leggere le precedenti interviste, dovete cercare nell'archivio in basso a destra. A proposito, qualcuno ha comprato il libro? Che ne pensate? Per avere maggiori informazioni, leggere commenti o acquistarlo online, vi basta cliccare qui sopra .
...intanto io continuo a fare ricerca. Ciao!

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14 dicembre 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra... Alberto Bisin Professore alla New York University


Dopo una lunga gestazione, ecco finalmente il parto. L'attesa dovrebbe essere premiata, l'ospite è illustre, un gran colpo per questo mini blog, il contenuto dell'intervista? Bhe, qui tocca a voi giudicare. Il professore Alberto Bisin è uno degli autori del popolarissimo sito noiseFromAmeriKa (per avere maggiori informazioni sulla persona e sul sito in questione, cliccate qui). In questa intervista abbiamo cercato di approfondire i temi della crisi e l'evoluzione economica. Spero sia di semplice compresione, e che possa aiutarvi nel capire meglio quanto è accaduto e cosa potrebbe accadere. Buona lettura e... alla prossima!
1) Dalla scoppio della Bolla Internet 2000 si è paventato fino alla noia che gli Stati Uniti fossero preda della Sindrome Giapponese 1989, e della temibile deflazione. Così non è stato. Oggi, in questa nuova crisi, la fantasia corre fino al 1929. Invece di rincorrere il terrore, non le sembra che sia proprio questa la crisi che più si avvicina all'ostile "Sindrome Giapponese" e che questa situazione (e non quella del 2000) abbia fin troppe analogie con la bolla del 1989?
Assolutamente. Dopo una severa bolla immobiliare, all'inizio degli anni 90, il Giappone è entrato in profonda recessione. Ma quello che maggiormente spaventa della crisi Giapponese è la sua anomala durata. Per tutto il "decennio perduto", dal 1991 al 2001, il Giappone e' cresciuto in media al 0,72%, un crollo rispetto al ritmo di crescita cui il paese era abituato (3% dal 1973 al 1991, 8% dal 1955 al 1973).
Le cause della mancata crescita nell'esperienza giapponese sono oggi ben comprese. La Banca del Giappone ha ridotto i tassi di interesse essenzialmente fino a zero e ha pompato grandi quantità di moneta nel sistema. Anche la politica fiscale del paese si è mantenuta estremamente espansiva. Perchè queste politiche espansive classiche non hanno funzionato? La visione classica, "idraulica", della politica economica come un sistema di leve che qualora azionate producono effetti su reddito, consumo, e investimenti, è incorretta. Nel caso del Giappone, aspettative deflazionistiche hanno reso bassi tassi di interesse ed elevata liquidità completamente inefficaci: banche ed imprese, aspettando prezzi decrescenti, hanno drenato moneta dal sistema, ritardando gli investimenti e deprimendo l'attività economica. Inoltre politiche fiscali espansive, specie in paesi ad elevato indebitamento, hanno effetti ridotti perche' generano aspettative di alte tasse in futuro.
Le politiche economiche anti-congiunturali sono spesso di limitata efficacia, e così è stato in Giappone nel corso degli anni 90. Ma la durata della crisi ha alla sua radice una causa reale: il crollo del tasso di crescita della produttività. Fumio Hayashi e Ed Prescott hanno calcolato che nel periodo 1991-2000 la produttività totale dei fattori in Giappone è cresciuta ad un tasso di circa l'1.7% in meno rispetto al trend. Due sono i fattori che hanno maggiormente contribuito alla scarsa crescita della produttività: la riduzione dell'orario di lavoro di 4 ore settimanali a partire dal 1988 e l'incapacità del sistema finanziario di allocare il risparmio verso gli investimenti più produttivi. Questa incapacità, in particolare, è stata il risultato di un sistema finanziario troppo legato al settore pubblico, che non gli ha imposto la necessaria ricapitalizzazione dopo la crisi.
Può succedere tutto questo negli Stati Uniti? Il sistema finanziario americano è tradizionalmente molto più indipendente dal settore pubblico di quello giapponese. Purtroppo però i recenti interventi della Fed e del Tesoro sono parsi prevalentemente atti a salvaguardare il sistema finanziario. La ricapitalizzazione delle banche è avvenuta a spese dei contribuenti, senza che le autorità richiedessero alle istituzioni finanziarie quella necessaria maggiore trasparenza nei bilanci. Il rischio è quindi che le banche americane, come quelle giapponesi negli anni 90, ritardino a liberarsi di crediti inesigibili e altre passività, a difesa dei propri azionisti ma con effetti disastrosi sull'economia nel suo complesso.


2) Gli USA hanno vissuto gli ultimi anni al di sopra dei loro mezzi, raggiungendo un tasso di risparmio negativo. La famosa tesi del "calabrone", per conformazione non potrebbe volare, così il consumatore USA nonostante i debiti continua a spendere. Non crede che quella di oggi, più che una catastrofe sia l'occasione per ripulire il sistema? In fondo non è questo l'effetto benefico di ogni recessione?
Io tendo a essere d'accordo. Il consumo in prima approssimazione è funzione diretta della ricchezza. Gli americani hanno visto la loro ricchezza in immobili crollare del 20% (e non è finita) e la loro ricchezza in azioni del 40% (e speriamo che sia finita). Riaggiusteranno i consumi, e questo è bene. Che le recessioni in generale siano occasioni di pulizia (gli economisti riferiscono a questo come il "cleansing effect of recessions") è vero ma, credo, solo in parte. Ricardo Caballero, ad MIT, con vari coautori ha guardato ai dati su creazione e distruzione di posti di lavoro, per unità produttiva, e ha documentato notevoli tassi di "distruzione" anche in fasi di boom. In realtà la distruzione è pro-ciclica invece che anti-ciclica.

3) La terza domanda è tradizionalmente dedicata alle previsioni. Sebbene dell'attuale crisi non si conosca ancora l'entità e la possibile durata, sono in molti a considerare le attuali quotazioni un'occasione storica di acquisto. Lo stesso Warren Buffet si è lanciato in uno shopping di inaudita audacia con tanto di megagono. La "Teoria di Graham" (che di Buffet è proprio l'ispiratore) non considera le attuali quotazioni come storicamente basse. Tale indicatore si ottiene dividendo il prezzo delle principali azioni USA per la media dei loro profitti netti dei precedenti 10 anni, corretti per l'inflazione. Per raggiungere un livello oggettivamente basso, il Dow Jones dovrebbe scendere fino a 6000, per raggiungere il minimo storico, il Dow dovrebbe arrivare adirittura a 4000. Le sembra esagerato? D'altronde solo pochi anni fa, ci fu chi pubblicò un libro titolato "Dow 36000".
La domanda dedicata alle previsioni e quella a cui tradizionalmente è meglio non rispondere. E a questa tradizione mi atterrò con piacere. Mi sia permesso però notare che questi "indicatori" sono quello contro cui gli economisti predicano da decenni. Nulla sostituisce la seria analisi empirica, nemmeno decine di "indicatori" tutti assieme. E ogni tanto bisogna saper accettare che non si hanno informazioni sufficienti per prevedere. Questo in finanza succede sempre: le uniche previsioni che si possono fare sono quelle inutili, a meno di "insider trading". E' così non per caso, ma perchè le previsioni sono fatte ogni giorno con tale intensità che sono riflesse nei prezzi.

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11 dicembre 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE +++SPOT+++

Domani, se sarò al pc, o al massimo Sabato, cercherò di riprendere in modo costante la rubrica di interviste "Nella tana della volpe", e ricomincerò da un ospite illustre. Nell'attesa, per chi si fosse perso le interviste precedenti, cliccando qui potrà recuperare il... materiale perduto .

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05 dicembre 2008

RUBRICA, INTERVISTA... CE L'HO!

Ora lo posso confermare, finalmente ce l'ho! Non volevo illudervi cari lettori, se una promessa non si può mantenere, non si fa, ed io ho rischiato... è andata bene, mi è stata gentilmente concessa l'intervista per il ripristino della rubrica "NELLA TANA DELLA VOLPE", e potrò pubblicarla la prossima settimana. Perchè non commento la giornata di borsa? C'è ben poco da dire, la disoccupazione è il principe dei ritardatari tra i dati economici, e se l'economia USA ha iniziato drammaticamente a peggiorare da Settembre, i dati negativi relativi a questo settore saranno molti. Saranno negativi anche quando l'economia inizierà a migliorare, e se il dato è ritardatario per l'economia, figuriamoci per la borsa! Rimane valido quanto detto in settimana, tra l'altro ieri ho aggiunto anche un particolare a livello temporale. Il segnale tecnico di oggi è molto brutto, ma quando è in atto il tentativo di formare una base ed un minimo (se questo è ancora possibile) la cosa più sicura sono i falsi segnali. Rimane sempre una condizione, la stessa ripetuta per mesi, finchè lo YEN non arresterà la sua forza, la borsa continuerà a respingere il denaro e la sabbia del credito finanziario frenerà la fluidità della liquidità. Figuraccia o non figuraccia, questa debolezza non può durare...
Ps. Ricordo che per iscriversi al FEED del Volpino, per avere come dire un rapporto più vicino al sottoscritto, deve cliccare qui . Buon weekend!

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22 settembre 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra Marco Fratini e Lorenzo Marconi gli autori di "VAFFANBANKA!"


NELLA TANA DELLA VOLPE, una rubrica che piaceva molto, torna per ora con uno speciale. In occasione della presentazione del libro "VAFFANBANKA!" vi propongo l'intervista ai due autori: Marco Fratini e Lorenzo Marconi. NOTE INFORMATIVE: la presentazione si svolgerà domani a Milano in via Solferino 26/a (Sala Montanelli) alle ore 18,30. Interverranno con gli autori Massimo Fracaro (Corriere Soldi) e Antonello Piroso (direttore Tg La7). Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, tel. 02.20400330. Chiamate tranquillamente perchè ci sono ancora dei posti. E' un'esperienza che vi consiglio, come vi consiglio l'acquisto del libro, e non per interesse personale, ma nel Vostro interesse! Con i due autori non ci si annoia mai, anzi si riesce ad imparare divertendosi! Per avere maggiori informazioni su questo libro, cliccate qui . Eccovi l'intervista:
1) Se il timing è una variabile importante per effettuare gli investimenti, con la pubblicazione del Vs primo libro "VAFFANBANKA", il timing l'avete centrato con un lancio da oro olimpico, complimenti! In questi momenti sono in molti a soffiare sul fuoco del panico, dimenticando che solo 1 anno fa gli ottimisti alla Abby Cohen, Ennio Doris e la Copertina di Panorama annunciavano un nuovo toro poderoso. Ora si paventa il 1929, dimenticando la recente crisi bancaria della fine degli anni Ottanta. Voi che avete sempre avvisato sui pericoli di questa corsa finanziaria, oggi in mezzo alla buriana, come pensate di comportarvi? Non potrebbe essere questo il migliore dei mondi, con un'economia strutturalmente in crescita, capace di resistere di fronte alle crisi della finanza?
Si dice che la fortuna aiuti gli audaci, io dico che una bottarella di culo ogni tanto non guasta. E poi chissà, per chi crede alla legge dell'attrazione forse parlando male di chi ha fatto porcherie; mi riferisco perlopiù alle banche americane cadute in disgrazia, ecco che l'uscita del libro è avvenuta proprio nel momento giusto. Qualcuno in questi giorni ha cominciato a dire che il nostro è stato un libro "evocativo", può darsi, l'importante è che non si cominci anche con il dire che abbiamo portato sfiga a Lehman e i suoi fratelli e a tante altre che oggi capitolano sotto i colpi dei loro stessi mortai: cartolarizzazioni e leva finanziaria. Detto ciò credo che il migliore dei mondi possibili sia quello che permette di esprimere dei valori e visto che la finanza riguarda le tasche degli investitori, la mia speranza è che si comincia a fare soldi rispettando i valori, soprattutto quelli dei risparmiatori. La nostra costituzione parla di tutela del risparmio, speriamo che non resti solo uno slogan. Inoltre il migliore dei mondi possibili sempre restando nel nostro "mondo" probabilmente dovrebbe contemplare delle agenzie di rating che operino in modo diverso. Certi rating passati da A+ il giorno prima del "fallimento" a D il giorno in cui ha portato in tribunale sa più di beffa da "pece e piume" come ai tempi dei fratelli Dalton, più che a triste barzelletta ai tempi dei fratelli Lehman. Per quanto riguarda gli ottimisti che tu citi: Ennio Doris è l'uomo dei pac e ha una filosofia di investimento vincente e vorrei avere un milionesimo dei suoi soldi e del suo successo imprenditoriale, purtroppo non ne condivido il percorso e le modalità di gestione di un modello vincente ma che non soddisfa le mie modalità di intendere la distribuzione; io la penso più come il Governatore Draghi, il Italia manca ancora una forte vocazione professionale verso la consulenza, che rispetti la centralità del cliente e del consulente; ne parliamo diffusamente nei primi tre capitoli del libro.....Su Abby Cohen ho scritto troppo nel 2000 quando vedeva il Dow jones a 14.000 e mentre i clienti ignari compravano qualcuno vendeva, ci vorrebbe più indipendenza tra chi esegue gli studi sui mercati, chi gestisce i patrimoni e chi distribuisce i prodotti. Mi sembra che la catena che parte dal proprietario banca poi continui sempre in discendenza parentelare; in altre parole invece di un sistema verticale ci vorrebbe un sistema orizzontale dove ognuno fa il proprio mestire diverso con un proprietario. Per abusare un concetto troppo abusato: indipendenza. Per quanto riguarda l'informazione? Beh sono come i pompieri: escono dopo che una casa ha già cominciato a bruciare e nel bene e nel male si occupano sempre di autopsie e mai di diagnosi.

2) Lehman è caduta, le banche europee sono costrette a ricapitalizzarsi ed a fondersi per evitare possibili disastri. E l'Italia? A detta di politici, ministri e Banca d'Italia, sembra essere l'isola felice, immune ai bacilli della crisi. Sto pensando ai vari prodotti strutturati sottoscritti dai piccoli risparmiatori (tipo Unit Linked, Index Linked e le varie obbligazioni strutturate), marchiati come prodotti sicuri, uno scudo contro le crisi come quella attuale. E' proprio così, sicuri e felici, o per l'ennesima volta mazziati incosapevolmente?
Anche di questo tipo di prodotti abbiamo parlato e abbiamo scritto chiaramente come la pensiamo; forse è per questo che leggendo il libro, Rizzoli lo ha fortemente voluto intitolare " Vaffanbanka". La distribuzione è il nodo su cui non si è ancora agito abbastanza. Ci vuole più informazione verso la clientela, più trasparenza sui prezzi e sulle commissioni applicate ai prodotti venduti alla clientela. La MIfid speriamo che venga applicata con rispetto, ma da quello che sento, e da consulente dico per fortuna, nelle banche viene vissuta cone un problema e non come un'opportunità. Ma anche qui per fortuna non tutte le banche sono uguali anche se nella disinformazione imperante la gente fa fatica a distinguere il buono dal cattivo. Il caso Lehman richiama anche una maggior attenzione all'informazione corretta sui rating delle obbligazioni, non quelle velenose strutturate tanto amate dagli amministratori delegati di certe organizzazioni, foriere di alte commissioni e marginalità per il conto economico, con annessi superbonus dal sesto piano in su !!! Mi riferisco semplicemente alle tante emissioni con rating alti fino all'ultimo minuto prima della morte. Anche il sito Patti Chiari dell' ABI, fino al giorno prima aveva in pagina le obbligazioni Lehman con rating A+; un pò di tempestività in più non sarebbe guastata. Comunque anche su questo tema i lettori troveranno nel libro ampia soddisfazione, tanto che qualche amico promotore ci ha detto che dovevamo scriverlo prima....ma nella vita c'è un tempo per tutto.

3) La crisi che stiamo vivendo probabilmente porterà ad una selezione darwiniana in ogni piano, dalle banche d'affari, agli speculatori di alto bordo, a chi intendeva creare con la finanza un lavoro part time ad alto rendimento, a chi ancora considera la borsa un gioco ed a chi cercava gli alti rendimenti noncuranti dei rischi. Le bolle lo sappiamo ci saranno sempre, ma è veramente finita l'era dei facili guadagni? Si sta forse avvicinando un lungo l'inverno per le borse e la finanza?
Io credo che inverni e primavere ci sono e ci saranno sempre, altrimenti perchè zio Gino compera sempre sui massimi e vende sempre sui minimi? Questa è la regola per chi continua a pensare che la Borsa, sia un luogo di divertimento per tutti, un posto per facili guadagni. Charles Dow più di cento anni fa aveva scritto per bene le regole di questo "gioco", ma come sempre, ammesso che qualcuno l'abbia anche letta: non è la teoria che è vincente ma la sua applicazione ! Caro Bud Fox forse ci vorrebbe più di un "Wall street" ma con un Gordon Gekko che invece di far vedere come cercava di fottere il mercato, facesse vedere alla gente come il mercato li sta fottendo!! Nessuno è infallibile, e noi per primi; Valentino Rossi e i suoi avvversari prima di avvicinare le orecchie all'asfalto, si preparano e si allenano, perchè le cadute a 300 all'ora sono pericolose e fanno male come le perdite in Borsa. Ciò che li rende "sicuri" di quello che fanno, ma non del risultato che otterranno è l'applicazione di un metodo. La crisi in atto è sicuramente la peggiore dopo quella del 29; una crisi sistemica e di sfiducia nei confronti di un sistema finanziario, che ha tirato troppo la corda e che ha bisogno di nuove e maggiori regole. Ma ne usciremo, sarà dura ma ne usciremo. Il mondo finanziario ha bisogno di un ritorno all'economia reale, di investitori che investano di più su aziende sane che producono valore e posti di lavoro; per troppi anni l'economia e la finanza "della carta" a volte anche straccia ha sostituito quella del lavoro, grazie all'uso indiscriminato della leva finanziaria e dei derivati, per un fine: il profitto; un profitto fine a se stesso, con un comportamento miope ed ingordo che oggi si ritorce contro chi lo ha usato e li punisce al cuore. Ciò che fa più male però è che ancora una volta migliaia di risparmiatori e migliaia di lavoratori, moltissime brave persone, colleghi di lavoro, pagano un prezzo troppo alto per un errore che loro non hanno commesso !!!!E' a loro che Marco ed io dedichiamo di cuore "VAFFANBANKA" !

MARCO FRATINI è giornalista e ha superato i quaranta. Romano di nascita, orvietano di origini e milanese per necessità, ha fatto tappa a "Il Giorno", al TG3 Rai, all'ApCom e alla (estinta) tv del gruppo "Il Sole 24 Ore". Ora è caporedattore a La7.
LORENZO MARCONI, valtellinese trapiantato sul Lago di Como, è un analista finanziario specializzato nella consulenza per clientela istituzionale e grandi patrimoni familiari. Partecipa spesso a trasmissioni tv come strategist dei mercati finanziari.
Insieme, dal 2002, tengono settimanalmente su "Oggi" una pagina di risparmio chiamata "Le Buone Azioni", che, nel segno di un'informazione indipendente e di un linguaggio umanamente comprensibile, tenta di accompagnare i lettori verso l'investimento consapevole. Senza (troppe) fregature.


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04 aprile 2008

NELLA TANA DELLA VOLPE: Buddy Fox incontra...DL (Operatore Big, estremamente geloso della sua privacy)


Venerdi' sera, tramonto meraviglioso, si conclude una settimana di borsa ricca di belle speranze, tante quante riesce a regalarne questo cielo primaverile. Il clima giusto per riprendere e pubblicare la prima di una serie di interviste. Da chi cominciamo? Riprendiamo dall'inizio, cioe' dal personaggio che ha inaugurato questa fortunata (?) rubrica: DL, importante operatore di Piazza Affari mascherato nel suo misterioso nick, un architetto dei grafici, elegante con il book in punta di fioretto, ma allo stesso implacabile nel colpire i mercati, siano essi rialzisti che ribassisti. Occhi che sanno vedere oltre i recinti di borsa, nelle sue vene non scorre il sangue, ma il nastro del mercato, lui si che possiede l'Animal Spirit. Per chi non ricorda la precedente intervista, voglio ricordare brevemente il clima del tempo, il nostro indice viaggiava stabilmente sopra i 40,000, banche al galoppo in piena bolla liquidita' e derivati, ma il suo radar vedeva Orso, un target di FIB a 28,800. Certo, non puo' essere tutto al millimetro, ma la sostanza e' strabiliante! (cliccate qui per rileggere) . Che ne dite? Anche per quest'intervista c'e' molta carne al fuoco, e molte rivelazioni che potrebbero anche stupire! Buona lettura... e buon weekend!

1) Esattamente un anno fa (o quasi) volavamo sopra i 40,000 verso i precedenti record bolla 2000, ed ora, un anno dopo, gli indici si schiantano e tutto sembra cambiato. Che dire, dobbiamo stropicciarci gli occhi, quei 28,800 vaticinati sono stati appena sfiorati, 29,000 circa e' stato il minimo del nostro FIB. I lettori del Volpino sono sempre molto esigenti, ed ora l'aspetta la prova del nove, quale sara' la possibile evoluzione di questa crisi? C'e' chi punta ad un recupero per fine anno, chi invece vede solo l'inizio della catastrofe, lei da che parte sta?
Dalla parte della catastrofe, naturalmente. Con una piccola postilla. Che di catastrofi ce ne sono state tante e tante, e oggi siamo di fronte semplicemente a una nuova edizione. Forse un po’ peggiore delle altre, per gli Usa, ma teniamo presente che oggi se nel Midwest qualcuno va in rovina e esce dal ciclo economico, a Shangai nello stesso momento qualcun altro si sta arricchendo e contribuisce positivamente allo stesso ciclo. Oggi l’economia mondiale ha trovato altre locomotive, che possono calmierare gli eccessi nordamericani. Io credo nella Fine del Mondo, ma credo che avrà poco a che vedere con le borse. Quindi: catastrofe sì, ma da domani probabilmente ci si riprende. 28.800 per me è un livello possibile, ma estremo, se mai si arrivasse in quell’area mi considererei ancor più di oggi in piena area di acquisto.

2) Allargando la visuale. Siamo nel bel mezzo di un'immensa crisi finanziaria, ed in questo periodo fioriscono scenari leggendari, "personaggi malvagi", storie di malaffare, molta carne al fuoco, sufficiente per fare una pellicola da Oscar in stile "WALL STREET". C'e' chi ora dice che ci aspetta un nuovo '29, chi dice che gli USA entreranno in una recessione micidiale, chi immagina un futuro simile allo sboom giapponese di fine anni Ottanta. Troppo pessimisti o dobbiamo veramente pensare al peggio? E cosa pensa dell'affare Kreviel e del crack Bear Stearns? Possibile che le banche europee abbiano resistito alle tentazioni delle facili cartolarizzazioni?
Ripeto. Per gli USA la strada è lunga, i problemi giganteschi. Ma proprio l’affaire Bear Stearns ha cambiato (in meglio) le carte in tavola. Prima il sistema poteva pensare di avvitarsi in un fallimento a catena, rischio che comunque si è corso, mentre ora c’è in campo la Fed, che dispone di risorse illimitate, e quel rischio si è fatto molto più lontano. Kreviel è un discorso diverso. La sua posizione, per generare 5 mld di perdite, doveva avere dimensioni tali da rendere necessarie centinaia o migliaia di operazioni solo per crearla, la posizione, e lo stesso vale per le “false coperture” che hanno ingannato i sistemi di risk management. Per cui è abbastanza plausibile che in Soc Gen la cosa fosse risaputa. Ma il sistema del credito europeo non ha nel dna le esposizioni eccessive di quello statunitense.

3) L'ultima domanda e' dedicata alle "previsioni secche". Le Materie Prime sono una sua specialita', a pelle, senza ritegno, quale futuro per ORO e PETROLIO?
E soprattutto, ricominciamo ad accumulare Dollari?
Io a 1,60 mi sono girato al 70% sul dollaro. La mia ottica è di lungo termine, cioè... circa 2 settimane. Mi deve scusare per la risposta irriverente, ma lei la domanda l’ha fatta a un povero trader, che non vede più in là.
L’oro è troppo caro per me, lascio. Il petrolio per qualche giorno l’ho shortato, cerco un backmove verso i 92-98 dollari. Credo che una fase di rialzo sia terminata, e che per un po’ non vedremo nuovi massimi. Tuttavia, quando eravamo sotto i 50 io parlavo dei 100 dollari. Ora per le stesse cause io parlo dei 200 dollari. Fin qui la mia previsione, a 1-2 anni. Se poi me lo domanda come essere umano, il che è a prescindere dai mercati, io personalmente tifo per un petrolio talmente caro che finalmente smetteremo di utilizzarlo e di suicidarci tutti, collettivamente.


Che ve ne pare? Si potrebbe sperimentare un mini dibattito, tavola rotonda. Vediamo quanti mi scrivono. Buon weekend!

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22 marzo 2008

21 MARZO 2008 - Portafoglio di Primavera


Primo giorno di Primavera, tempo inclemente e crudele. Dovevo essere a Londra a mangiare l'Easter egg, ed invece sono qui a casa con la colomba. Per festeggiare l'arrivo della stagione del buonumore mi sono messo ai fornelli, ma non e' riuscito granche', la specialita' rimangono sempre i dolci, e tra questi soprattutto le frittelle, che tra gli amici vanno sempre a ruba!!! Ingredienti segreti;-) Credo che ancor meglio, mi riesca la preparazione di un portafoglio. In questi giorni di forte debolezza (forse acuta) ho rimescolato alcune carte, su tutti i portafogli obbligazionari, infatti non ritengo questa categoria molto interessante, almeno in questa fase. Rendimenti troppo bassi, e movimenti sui tassi a rischio. Per queste persone ho rivoluzionato la situazione, al posto dei titoli obbligazionari scaduti, ho inserito una serie di titoli ad alto rendimento, con un possibile doppio vantaggio, cedola ricca e prezzo potenzialmente ad alto grado di rivalutazione. Questo l'elenco: ENEL, TELECOM RISP, BUZZI UNICEM RISP, PIRELLI & C (con l'opzione di raddoppiare e reinvestire la cedola il giorno dopo lo stacco), L'ESPRESSO. Mi interessano anche le ENI, ma tenendo presente il grafico segnalato qui qualche mese fa, confido di rivedere il titolo sotto i 20 e quindi anche con un rendimento maggiore dell'attuale. Non potrei inserire queste informazioni, lo faccio ora a cose gia' fatte. I titoli potrebbe ulteriormente scendere, ma credo di aver fatto una cosa buona sulla lunga distanza. Per quanto riguarda il portafoglio azionario puro, rimane valida la lista "I HAVE A DREAM" che verra' presto riaggiornata . E' mancato l'intervento dopo FED a causa di un problema tecnico. Spero di tornare al piu' presto con la rubrica di interviste "NELLA TANA DELLA VOLPE". Ci aggiorniamo presto, sara' una Primavera intensa e probabilmente ricca di sorprese. Se avete tempo rileggetevi gli articoli dell'ultimo periodo, potrebbero esservi utili. Per il momento auguro a tutti una Pasqua rilassante e serena, e se magari arrivasse anche un po' di Sole e di calore, tiepido tiepido, non guasterebbe!;-)
Ps. Vi lascio una canzone che profuma intensamente di Primavera e che personalmente mi da molta carica ed allegria. La dedico soprattutto alla dolce compagna Londinese... chissa' se questa servira' a farmi perdonare;-)))


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04 marzo 2008

LA PAROLA ALL'ESPERTO - Warren Buffett


Avete visto o letto anche voi l'intervista a Warren Buffett andata in onda lunedi' su Cnbc (la tv di Class Editore) e pubblicata ieri da MF? Sapete quant'e' grande l'idolatria che ho verso l'Oracolo (il sottoscritto non vale nemmeno una lente degli occhiali che egli indossa) devo pero' ammettere che sono rimasto molto deluso di quanto ha detto in quell'intervista. Nulla di nuovo rispetto a quanto ho scritto in questi 4 anni. Siete d'accordo? A parte l'originale metafora sulla fattoria del Texas e l'economia americana nel suo insieme, non e' stato detto nulla di sconvolgente ne' di orginale. Allora o sono diventato troppo esigente, o l'intervistatore non e' riuscito a rendere l'intervista efficace, oppure anche il grande Warren ha perso le sue doti di lungimiranza. Voi che ne pensate? L'intervista si conclude con una previsione sul mercato immobiliare: "credo che se non ci sara' una qualche forma di intervento da parte dello Stato, i prezzi delle case continueranno a calare". Una previsione che e' gia' stata piu' volte ribadita dal Mago Greenspan. Una previsione che era gia' stata vaticinata qui da Fabrizio Galimberti (Sole24Ore), nell'intervista della rubrica NELLA TANA DELLA VOLPE, che ancora oggi (a distanza di 5 mesi) e' ancora utile rileggere.

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22 febbraio 2008

RITORNANO LE RUBRICHE DEL TRAFFICANTE VOLPINO! (Con un'importante novita'!)

L'altro giorno ho preso un bel "bagno"! Visto lo schieramento messo in campo da Microsoft mi aspettavo un annuncio piu' roboante, ed invece e' arrivata una notizia che puo' essere paragonata ad un colpo a salve. Succede ai migliori, figuriamoci se non puo' succedere al Volpino;-) Sembrava che anche i mercati mi volessero tradire (quando si sbaglia una cosa si rischia di andare in palla), ed invece ieri sera e' arrivata una reazione che intimamente aspettavo, sognavo, immaginavo. Forse non vorra' dire nulla, magari gia' lunedi' verra' negata, pero' uno come me non puo' astenersi passivamente ai fatti, deve prendere posizione e mettersi in gioco. Mi sembra che in ogni situazione di debolezza ci sia qualcuno che con grande forza prepari il materasso con forti molle per rimbalzare. Cosi' e' successo a Piazza Affari negli ultimi minuti (sebbene la chiusura sia stata negativa, ma poteva essere ben peggio) e cosi' ieri sera a Wall Street. La reazione dell'ultima mezz'ora e' stata brusca e violenta, nei prossimi giorni capiremo quanto valida potra' essere, gia' lunedi' avremo i primi test. Mantengo piena la mia fiducia sulla continuazione del rimbalzo. Ritorniamo al titolo dell'articolo, mi impegno per riprendere le rubriche strettamente giornalistiche ed a contatto con i lettori di questo blog. Nonostante i problemi di posta ho ricevuto in questi giorni un buon materiale da parte di chi mi legge, quindi ripartiamo con "Monday Mail" con l'aggiunta di uno "Speciale Posta" per chi volesse ricevere una risposta dall'analista Lorenzo Marconi, colgo l'occasione per ringraziarlo della sua disponibilita', inviate a me l'email specificando nell'oggetto la richiesta verso Marconi. Riprende quindi anche la rubrica di interviste "Nella tana della volpe", molto impegnativa, ma prometto che ci provero'. E poi cerchero' di ricominciare con "Lo studio personale sul DOLLARO" anche se in quello sono in parte demoralizzato per alcune vicende, ed anche perche' ormai lo studio non avrebbe piu' significato di esistere per evidenti motivi. Ricordo che per idee, nuove proposte, suggerimenti e critiche, scrivetemi. Nuovi input sempre molto preziosi!

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22 dicembre 2007

NELLA TANA DELLA VOLPE #SPECIALE INTERVISTA NATALIZIA# : Buddy Fox incontra... Lorenzo Marconi (analista e consulente indipendente)


Sono molto orgoglioso dell'intervista fatta, sia per i contenuti che considero molto importanti e di supporto per il lettore che consultera' questo blog, ma soprattutto per l'ospite che sono riuscito a portare in questo sito, autorevolissimo, pragmatico, educativo, un faro per gli investimenti. Un'intervista che potra' essere riconsultata nel tempo, non tanto per le previsioni, ma per le nozioni utili per l'operativita' di ognuno di noi, qualcosa da estrapolare e da mettere in pratica nella nostra quotidianita' operativa. Lorenzo Marconi e' non solo un affinato analista tecnico, molto preciso, disciplinato e lungimirante, ma e' anche uno studioso ed un docente della psicologia applicata alla borsa. Molto note sono state le sue rubriche e le analisi pubblicate da numerosi giornali e settimanali. Il suo carisma e' sconfinato, pochi peli sul petto, molti sullo stomaco, quello che dice pensa e molte volte risulta verita'! Non voglio aggiungere altro, leggiamo l'intervista, e se volete... dite la vostra!

1) Siamo arrivati alla conclusione di questo agitato 2007, il primo anno negativo dopo 4 anni di Toro scatenato. Con le prime negativita', arrivano per i risparmiatori le solite difficolta', molti sono rimasti incastrati a prezzi alti, altri hanno venduto in forte perdite commettendo i soliti errori. Eppure leggendo tra carta stampata e siti online tutti avevano previsto tutto, sono in molti a vantarsi del "l'avevo detto". Mi chiedo come sia possibile visto che le ultime statistiche tra i gestori dicono che 8 operatori su 10 non battono il benchmark e che il 70% dei trader online non sopravvivono e mollano la presa in forte perdita, com'e' possibile che tutti prevedano sempre ottimamente il futuro salvo poi trovarsi nel classico mal comune mezzo gaudio?
Intanto cominciamo con il dire che è un anno negativo per Piazza Affari e per il giappone ma non per altri. Certo gli altri indici in chiave prospettica non sono certo messi bene, ma almeno per il 2007 salvo tracolli pure possibili, chiuderanno con il segno positivo. Tralasciando gli outlook di dicembre per l'anno che verrà dove le previsioni dei gestori long only sono sempre positive e come nella canzone di Lucio Dalla sarà festa tutto l'anno e sarò tre volte Natale, il 2007 era atteso come un anno di grossi risultati, le azioni erano correttamente valutate e per quello che sembrava eccessivo il refrain era lo stesso di sempre come nel 2000 ci siamo sentiti dire "ma questa volta è diverso" li ho comprato put finchè avevo fiato e soldi. Vero è che il credit crunch era veramente inatteso ma con la liquidità si era esagerato, ma da quello che si è visto in questi giorni mi sa che la palta che c'è in giro è molta di più di quella che ci raccontano i giornali e che le banche probabilmente dichiarano. (non parlo delle italiane, quelle non hanno mai niente che non va per definizione). Detto ciò purtoppo la memoria storica di tutti è corta per cui saltare sul carro delle valutazioni ex post è molto facile, anche se poi si fa confusione. Infatti mi sono sentito dire che se uno prevede che i mercati scenderanno e qusto avviene è perchè a furia di dirlo prima o poi avrà ragione. Inoltre qualcun altro ha detto che anche se si fosse venduto nelle fasi di rialzo i risultati di molte gestioni sarebbero stati gli stessi di chi è rimasto fermo con la roba in portafoglio. Altri dopo aver dichiarato per mesi che l'equity era correttamnete valutato a fine novembre hanno detto che era ora di proteggersi. Che altro devo dirle? In borsa si dice che è meglio perdere in gruppo che guadagnare da soli, ma su questo tema faremo un approfondimento in un'altra occasione, perchè il tema lo merita. Anche sul tema legato al comportamento dei trader fai da te entrano in gioco molte componenti emotive inconscie che vanno spiegate e commentate con lo spazio che meritano. In generale è comunque più facile prevedere che gestire.

2) A sentire la maggioranza dei risparmiatori prima della correzione, erano in molti a festeggiare performance a 2 cifre, ostentando un'avidita' mai doma. Con la correzione si sentono i soliti lamenti, colpa delle banche, colpa dei tassi, colpa dell'inflazione. La colpa e' sempre di qualcun altro, mai una riflessione personale, mai un'autocritica, mai un'autoanalisi. Allora mi chiedo, come mai se la colpa e' sempre delle banche, il risparmiatore si affida sempre ai prodotti gestiti dalle banche, spesso inefficienti e con costi eccessivi relegando ai margini la gia' debole (ma competente) consulenza indipendente? Si tratta dell'incurabile malattia del risparmiatore, cioe' il cronico autolesionismo oppure la colpa e' dei mercati che in Italia sono percepiti ancora come un gioco, o peggio un grande Casino'?
Che volata caro Buddy, Martinello non avrebbe fatto meglio ai tempi di Cipollini. Il problema è che perdere fa male e ammetterlo di più, per cui la ricerca dell'alibi è lo sport preferito dal risparmiatore, che difficilmente si presta ad una attenta autoanalisi. Ma questo se può consolarla lo fanno anche molti trader e non solo i più sprovveduti. Sul fatto dei prodotti offerti dalle banche ma non dimentichi le assicurazioni e le poste, questo è il male della vendita push e delle classifiche dei rendimenti. I prodotti finanziari ancora oggi vengono venduti in base a quanto rendono e non a quanto fanno rischiare. La pianificazione finanziaria è ancora relegata al ruolo di mestiere di artigiani, molti bravi e preparati private banker e promotori lo fanno tanto quanto i consulenti indipendenti, ma lo sport è di nicchia quanto il polo. Il calcio e non le dico dove perchè siamo sotto Natale è ancora lo sport preferito e facile da capire per tutti, quanto poi questo atteggiamento sia anche utile, ne dobbiamo discutere. La consulenza indipendente, attività frequente in altri paesi finanziariamente più evoluti è ormai una consuetudine consolidata nel tempo, in italia e attività nuova di nicchia utilizzata da pochi, ma ricchi. Per alcuni è addirittura uno status. Family office e wealth management non sono un invezione del clero,i nomi sono altisonanti, ma sempre di consulenza si tratta, che è una cosa differente dalla vendita di prodotti finanziari tout court. E' brutto da dire ma il risparmiatore retail avrà sempre un'offerta consulenziale bassa, ma molti patrimoni meriterebbero da subito ben altre attenzioni. Il valore spesso non è erogato e altrettanto molto spesso non è percepito, molti evidentemente non soddisfatti da un servizio adeguato o perchè scettici o perchè pigri o altro dicono che non vogliono pagare la consulenza su una cosa che la loro istituzione fa già gratis. Prendendo per buona in generale l'affermazione, nello specifico di alcuni i cui portafogli mi sono noti, mi vengono spontanee alcune metafore non riportabili e mi limito da dire che sia una panda rubata e una ferrari sono entrambe due macchine, ma la qualità è differente. Il prezzo a volte è un fattore di qualità e questo chi ha patrimoni consistenti dovrebbe saperlo bene. Ma farlo capire sul tema della consulenza finanziaria indipendente non è facile, ma poi spesso per fortuna parlano i risultati.

3) Fine 2007, quale miglior momento per delle previsioni sul nuovo anno che sta per arrivare? Tendenze principali? Titoli preferiti? Ci aspettiamo qualche chicca per gli affezionati lettori dell'Angolo del Volpino...
Il mercato azionario continua a dimostrare la propria fragilità. Il rimbalzo dicembrino iniziato a fine novembre trova numerosi ostacoli sul proprio cammino. La recente decisione sui tassi, ampiamente attesa e scontata (nulla di fatto per la BCE, riduzione di 0,25 da parte di banca d'Inghilterra, Canada e Fed) è stata salutata con un ribasso deciso dei mercati azionari statunitensi che hanno trascinato le altre borse mondiali. Certo che se questo doveva essere uno dei mesi migliori, in chiave prospettica siamo già pronti con l'elmetto in testa in attesa di quelli meno belli. Il sostegno delle banche centrali è palese ed è stato ampiamente dimostrato dalla costituzione del fondo di liquidità anticrisi che però lascia aperta la porta ad una riflessione: è la prima volte che viene impostata un'operazione anticrisi di questa portata e dimensione a dimostrazione che tutto ciò che è stato scritto di tranquillizzante nei mesi scorsi sulle dimensione del credit crunch viene ribaltato. L'iniziativa conferma senza ombra di dubbio la gravità della crisi sistemica in atto. Lascia aperta inoltre la possibilità di ulteriori riduzioni dei tassi americani, dove la recente riduzione dello 0,25% appare come la prima di una serie reiterata nel tempo.
Sul fronte del portafoglio, il semaforo passa purtroppo nuovamente sul rosso. Dal comportamento dei mercati azionari degli ultimi giorni riteniamo che i primi mesi dell'anno saranno critici soprattutto per il settore bancario ritornato prepotentemente sotto pressione, in chiave chiaramente negativa. Sia da punto di vista tecnico, sia in ottica di analisi fondamentale dove la riduzione degli utili peserà sulle scelte future anche dei più ottimisti che ritengono ancora adeguatamente prezzato il valore delle azioni, il messaggio prospettico è improntato non solo alla prudenza ma alla negatività. In ottica di asset allocation crediamo che nei primi mesi dell'anno i portafogli debbano mantenere un atteggiamento prudenziale con prevalenza di obbligazioni e hedge fund. Per chi fosse distratto e ottimista ad oltranza il messaggio è : vendete !!!
In ottica di accumulazione di portafoglio e non in ottica di trading, riteniamo di suggerire Hermes sulle debolezze intorno a 80/82 : su questo titolo a prescindere dalle voci e dai rumors che si sono inseguiti durante l'anno ci piace sottolineare come anche nei momenti di maggior pressione negativa sui prezzi i volumi di contrattazione rimangono pressoché inesistenti, segno che prima o poi qualcosa dovrà accadere. A fine febbraio scade un patto di sindacato e vedremo cosa bolle in pentola ricordando che è sempre in atto un buy back della società deliberato e iniziato dopo l'assemblea 2007.
Dopo eventuali reiterate riduzioni dei tassi che potranno favorire eventuali riprese dei corsi azionari nella secondo semestre potremo sfruttare le debolezze dei prezzi per appesantire la parte equity.
Tutto naturalmente senza la proverbiale boccia di cristallo e per quello che possono valere le previsioni di un analista...

Difficile, veramanente difficile la vita per la consulenza indipendente... Buon Natale a tutti!
Bud Fox


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