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08 aprile 2015

Panino e Listino: PIAZZA AFFARI, RITORNO AL 2008 LA "ZONA LEHMAN" (Giovedì 9 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




L'aria frizzate mescolata la calore del sole, paesaggi multicolori ravvivati dalla luce che li rende ancor più brillanti, mattinate e serate da piccoli brividi intervallati da pomeriggi calorosi, qualcuno ha detto che la Primavera è scomparsa e che non tornerà più...
2015, eccola la Primavera, inaspettata e forse anche per questo ancor più bella.
Qualcuno aveva anche detto che dopo il 2008 era finita un'era, nulla sarebbe stato uguale, tutto sarebbe stato peggio. Un futuro costellato di crisi, un'alternanza di catastrofi e depressioni. I mercati finanziari? Un ricordo lontano.
2015, insieme alla Primavera è tornato anche il Toro. E' tornato a Piazza Affari, a Milano, perchè in tutte le altre capitali del mondo, Asia compresa, ha già preso casa da molti mesi.

Ricordate il grido ribelle "IO COMPRO" e la "ZONA LEHMAN", oltre al "BENGODI FINANZIARIO" e al "meglio deve ancora venire", oltre all'ultimo "HOTEL CALIFORNIA"? Sono solo i capitoli di un percorso che alla fine del tragitto, vedrete, troverà per tutti un senso, anche se per molti credo, che un senso, lo abbia già oggi.
Quante bugie?

E poi scopri che LEHMAN BROTHERS, o meglio quello che ne è rimasto, almeno in Europa sta rimborsando tutti i creditori, e si instilla il dubbio che la Banca sia stata fatta fallire, che la banca avrebbe potuto sopravvivere, magari dentro un altro gruppo.
Questa e molte altre cose fanno pensare che la GRANDE CRISI FINANZIARIA, come altre crisi, sia stato solo un grande bluff, dove i grandi, i soliti, ma non sono sempre gli stessi, abbiano banchettato sulle carcasse come delle iene, e sulla paura della povera gente. Lo scopriremo al prossimo record, quando tutto sarà dimenticato e quando i sentimenti saranno ben altri che la paura. Tutto finisce e poi tutto ricomincia, sono solo i modi a cambiare, ma tutto rimane lo stesso.

Panino e Listino domani in edicola, purtroppo la doppia colonna con grafico è stato solo un bel sogno, sta a voi farlo diventare una realtà che poi diventa bella abitudine. Sta a voi, scrivendo alla redazione di Libero richiedere maggiore spazio. Per me e per voi. Scrivere a: Giuliano.zulin@liberoquotidiano.it

04 dicembre 2014

UN BAZOOKA SOTTO L'ALBERO, CON DRAGHI E' GIA' NATALE?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' arrivato il grande giorno, per qualcuno (BTP) oggi potrebbe essere già Natale, regali da scartare, già scartati, il regalo lo conosci già era quello che volevi, sarai contento, in un primo momento, ma poi?
E se fosse Quaresima (AZIONI) un nulla di fatto, già atteso, un digiuno che continua nell'attesa che arrivi la Pasqua e venga finalmente rotto l'uovo con l'improvvisa sorpresa, il QE quando più nessuno ci sperava, quella si sarebbe una vera festa, la Primavera per le Borse Europee.
C'è una terza ipotesi, che alla fine sia Carnevale (EURO), un grande scherzo, BCE e Disoccupazione USA domani che vanno nel senso contrario, e allora ti vedi il cambio impazzire con il Dollaro che retrocede e l'Euro che torna a recuperare.
Difficile fare previsioni per oggi, di sicuro la storia non si fa, nè si è mai fatta con il rispetto delle aspettative, soprattutto quando sono alte come in questo momento, la storia si fa con le sorprese, lo si è visto con la caduta del muro di Berlino, con la tragedia del WTC, con il fallimento della Lehman Brothers e con il 9 Marzo 2009, quando in molti credevano al baratro della catastrofe e alla depressione e invece in quel giorno, il Natale dei Mercati Finanziari è nato un torello che tutt'ora è molto forte, ha fiato e ancora molte energie da spendere.
Pochi ci credevano, io potrò sempre dire: io c'ero, ero tra quei temerari che credeva nella luce quando era ancora notte fonda.
Oggi potrei astenermi dalla previsione, dopo quanto fatto e scritto in questi anni, dopo le "10 previsioni" per il 2014, dopo aver sfornato grandi titoli per quest'anno, dopo aver previsto la risalita del Dollaro e l'ennesimo taglio dei tassi a zero della BCE, potrei stare in silenzio ed evitare brutte figure, ma qui non si fanno gare, non è questo lo scopo del gioco, l'interesse è il tentativo della costruzione di scenari e l'interpretazione dei movimenti.
Come ho sempre detto, il guadagno è solo la risultante di tutto, se fai un buon lavoro, se ti sei allenato, tutto poi vien da se. L'errore più facile che si commette è quello di uscire dal campo troppo in fretta e difficilmente si impara dai propri errori.

Oggi, nonostante Draghi non abbia ancora fatto nulla di veramente concreto, o meglio di quello che il mercato si aspetta, ci troviamo con un Euro che scende su livelli negli ultimi anni sconosciuti, un BTP 10 anni che rende meno del 2%, livelli che risalgono a prima della grande crisi, quando l'Italia aveva ancora delle speranze di crescita, prima ancora che fossero scoperchiate le tonnellate di debito crescente, gli scandali orribili della politica e un sistema economico che ora risulta incagliato, incrostato dall'indolenza verso il rinnovamento, la crescita e la ristrutturazione.

Senza che nulla sia stato realmente fatto da Renzi e da Draghi (cito solo i personaggi simbolo), i mercati hanno osato regalando fiducia, tanto che ancora mi chiedo dove siano finiti i soldi per il risparmio sugli interessi pagati dallo Stato: eravamo a un tasso del 6% e ora siamo al 2%, dov'è la differenza?
Si continua a ripetere che il QE è la soluzione per l'Europa, quando già molto hanno fatto i mercati, ma i risulati ancora non si vedono, anche se a dire tutta la verita gli indicatori anticipatori, come quello sui servizi è pur sempre sopra 50 che indica espansione più che contrazione, ben lontani dalla crisi che ancora si sbandiera.
Gli USA hanno avuto i benefici, perchè non lo facciamo anche noi?
Si è mai pensato che forse l'Europa è ben diversa dall'America?
In Giappone ci stanno provando e nonostante la vicinanza della locomotiva CINDIA, in 2 anni si sono avuti ben pochi risultati, tanto che per far correre il treno giapponese si sta aumentando le dosi di carbone.
Lo si vede anche con il petrolio, si ripete che il ribasso sarà una gioia per i consumatori perchè è come un bonus per il portafoglio e una mazzata per l'inflazione, ma bisogna distinguere, perchè un conto è gli USA dove i prezzi alla pompa crolleranno e sarà così anche per i costi energetici delle aziende, e un conto è l'Europa e l'Italia dove sulla benzina pesano più tasse e accise che il costo del barile.
Noi siamo l'Europa, molto più simili al Giappone che agli USA e di questo dobbiamo farcene una ragione, ma oggi non conviene dirlo, altrimenti rovini l'opera del QE di Draghi e così non puoi aiutare le banche.

Quindi cosa farà oggi Draghi? Io credo al nulla di fatto, sebbene come ho ripetuto più volte, spesso criticato, che le armi delle Banche Centrali sono infinite, l'acquisto da parte della BCE dei titoli di stato è l'ultimo asso da giocare, farlo ora, all'alba di una nuova crisi russa e di una possibile crisi geopolitca in Europa sarebbe un errore e Draghi e lo sa.

Senza dimenticare gli ostacoli di Germania, Buba, Weidmann e Merkel che alla Russia guardano con ostinazione e preoccupazione.
L'azionario lo sa e il livello per Piazza Affari rimane sempre lo stesso 20,200, sopra esplode tutto, sotto rimaniamo sempre ostaggio di una debolezza solo accennata e domani c'è il dato sulla disoccupazione USA che potrebbe di nuovo rimescolare le carte.
Wall Street in questo momento è la mia vera ossessione, la correzione ci sta, anche se siamo vicini a Natale, ed è proprio per questo che sono molto conservativo e prudente.
D'altra parte, da Oriente, proprio quando nessuno più parla di Cina è proprio quello l'indice che corre più di tutti: oggi +4% e così fa anche l'India, da me segnalata tramite ETF ancora molte settimane fa.
E da Oriente le buone notizie non sono finite, e arrivano proprio dal Giappone, perchè il Nikkei da me più volte sponsorizzato fino all'ossessione, ha terminato la congestione prima del previsto ed è già pronto a toccare quota 18,000 e andare oltre. Sono già costretto a svelare i prossimi obiettivi alzando di molto l'asticella: 24,000 è molto probabile.
Chi è entrato quando qui ho dato le prime spinte, circa 9,000 vede già come prossimo il triplicare degli investimenti, senza contare che più volte ho ripetuto, anche quando l'indice congestionava o scendeva di continuare l'accumulo.
E poi non venitemi a ripetere che io continuo a vantarmi dei successi perchè non me ne faccio nulla, io li ho solo scritti, li ho condivisi con voi, se poi voi avete colto il suggerimento bene per tutti, altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Toro, Toro, Toro, qualunque cosa succeda oggi o nei prossimi giorni, questo è il ritornello che ripeto da 5 anni, qualsiasi cosa succeda e su qualsiasi correzione, siamo nel "Bengodi Finanziario" ma non ci rimarremo in eterno, ma solo finchè suonerà il disco di "Hotel California".

E presto verrà anche il momento per Piazza Affari, anche se a dire la verità siamo cresciuti e cresciuti molto ma pochi se ne sono accorti, solo perchè all'estero si corre di più, ma verrà il momento, vedrete, verrà quel giorno in cui Piazza Affari correrà più di tutti e recupererà il terreno perduto.
Per ora ci dobbiamo accontentare di rispettare il solito mantra: comprare solo sulle debolezze.
Parola a Draghi

28 novembre 2014

Panino e Listino: PETROLIO QUESTA VOLTA NO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Petrolio, questa volta no.
Successivamente al crollo del 2008 verso i 60$ consiglia l'entrata tramite ETF, questa volta no e i motivi ci sono:
1) La massa di liquidità che allora spingeva sulle Materie Prime, ora ha altri interessi;
2) L'Era del Petrolio è tramontata nel 2008 quando Goldman rilanciò a 200$ il target per l'Oro nero, quando Jim Rogers voleva il petrolio a 300$ e non avrebbe ceduto finchè non fossero spuntate le pale eoliche al centro di Berlino;
3) Il "Peak Oil" è una favola tanto quanto la "fine del Mondo" per i Maya;
4) Le energie alternative, lo shale oil e shale gas, una crescente coscienza per l'inquinamento dovuto ai combustibili fossili etc etc ridurranno l'utilizzo del petrolio
5) nel breve la guerra dei prezzi e l'abbondante offerta farà crollare le quotazioni

Sul mio profilo Twitter potrete vedere un grafico storico. Voglio ricordare che nel 1999, anno in cui l'economia andava bene per molti, sebbene Cina e India non fossero forti come lo sono oggi, il Petrolio è arrivato a quotare 10$. 
Era il 1999, solo 15 anni fa, anche se sembra preistoria.
Nel breve sarà battaglia, non solo a livello geopolitico con forse contrastanti tra Iran, Siria, Venezuela, Nigeria e Russia da una parte, Arabia e USA dall'altra con gli Emirati e Qatar a fare da spettatori, ma sarà anche importante a livello finanziario, ora che la marea nera cala, vedere quanti sono rimasti nudi.
Molto dello shale, con prezzi che cadranno a 60$ o sotto, faranno la fine dei cercatori d'oro del Colorado e dei pionieri di Internet nel 2000 e con loro tutte le finanziarie, banche ed Hedge Fund che o avevano posizioni long sul Petrolio oppure hanno investito (sempre a Leva) in questo nuovo settore non vedendo utili.
Attenzione, il petrolio ora è un bene per il consumatore, per chi importa, ma saranno dolori per altri.


LIBERO 19 Novembre 2014
“Superman dove sei adesso?  Tutto è andato male in qualche modo gli uomini di acciaio, gli uomini di potere a breve perderanno il controllo”, Superman, che i Genesis cercavano disperatamente nella loro “Terra di confusione”, era impegnato altrove, stava volando sopra i grattacieli di Tokyo nella colossale impresa di ravvivare il Giappone: era l’Abenomics. Un progetto a cui molti credevano, tanto che l’Economist gli dedicò una copertina che raffigurava il premier Abe come un supereroe pieno di poteri: politica monetaria super espansiva, deficit di bilancio mostruoso, svalutazione dello Yen, indice di Borsa euforico, un’artiglieria che nemmeno Yamamoto poteva sognare. A capo dell’esercito Kuroda  (governatore della BoJ) che al grido “Banzai!” scagliava i suo kamikaze al torchio per uno stampaggio furente di moneta. Per affondare Yamamoto sono state necessarie la Yorktown, l’Enterprise e la Hornet le 3 super ammiraglia USA, per affondare l’immenso esercito di Abe è bastata l’Iva. Un piccolo aumento dal 5 all’8%, e l’economia è ritornata nell’incubo della recessione.
“Land of confusion”, la terra di confusione, non solo nel potere, ma anche nei numeri, ormai non solo le previsioni di Borsa perdono di significato, ma anche quelle economiche fornite dai grandi centri di ricerca e dalle banche d’affari. Lo si è visto in Italia con una ripresa ormai rinviata sine die, e lo si è visto ieri in Giappone all’uscita del dato sul Pil, un arretramento dell’1,6% quando le attese degli economisti erano per una crescita del 2%, un bagno di delusione.
Dopo questo dato sconfortante, si correrà sicuramente ai ripari rinunciando al secondo aumento dell’Iva. Non se ne esce, e in sottofondo torna “Hotel California” degli Eagles, la colonna sonora di questo interminabile ciclo. La sentiamo in America quando la Yellen rinvia costantemente l’aumento dei tassi e la sentiamo  in Giappone costretto ora a indietreggiare sugli inasprimenti fiscali.
E se un giorno scoprissimo che la favola del “Bengodi Finanziario” (denaro gratis) non riuscirà mai a rilanciare l’economia? Non ditelo mai ai mercati, il giorno che lo scopriranno si tornerà alla realtà, e verrà giù tutto.
PIAZZA AFFARI: sale ancora l’export italiano, un’altra picconata al populismo dei nemici dell’Euro. Non è la moneta unica il male dell’Italia, sono i numeri a dirlo. E subito Piazza Affari si accende. 18,500 può bastare? Sono un Toro della prima ora, ma rimango dell’idea che si possa ritornare a 18,000 prima della grande corsa. Sopra 20,200 cambierò idea.
WALL STREET: per Francesco Caruso è il “volo di Icaro”, io non sono così drammatico, anzi sono sempre stato rialzista, ma ora c’è il rischio di una correzione. Prudenza.
NIKKEI: una delle nostre stelle, ma la corsa verso i 18,000 ora potrebbe rallentare. Debolezza in arrivo.
PETROLIO: dopo le previsioni dei Maya, il “Peak Oil” un’altra bella fiaba. Nel 2009 dissi di accumulare sul crollo, ora è meglio stare lontani.
BET: ricordate le impennate di Valentino Rossi dopo ogni vittoria? Le stesse potremmo rivederle fare alla nostra Bet. 0,50 il muro da scavallare.

01 novembre 2014

Hotel California: FED, BOJ, BCE, DA WALL STREET AL NIKKEI E' UN FIUME INFINITO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox


Scrivere sindrome "Hotel California" inventarsi qualcosa di fantasioso per fare capire in che mondo finanziario economico stiamo vivendo, tipo "il Bengodi finanziario" o altre cose del genere non è servito a nulla, se poi leggi commenti tipo: "interviene la BoJ chi se l'aspettava"...
Io me l'aspettavo, io, perchè in tutto questo c'è una logica iniziata anni fa, non ora, ed è la naturale conseguenza di un processo che viene studiato a monte e non raffazzonato all'ultimo momento come i principianti.
Perchè se scrivi Hotel California, da questo posto dove il denaro sgorga continuamente non uscirai più, vuol dire proprio quello che è successo e cioè la Fed chiude i rubinetti e la BOJ apre le pompe!!!
Ma che ve lo dico a fare, per voi ora conta solo MPS, come contava solo CHL
Le cose qui sono due: o quelli che guadagnano stanno zitti e non commentano mai, oppure siete voi a scegliere ogni volta ed a incaponirvi sui titoli sbagliati.

Nelle 10 di Buddy, oggi come 2 anni fa c'era e c'è il Giappone, il Nikkey, prima da comprare e per quest'anno da continuare ad accumulare sui ribassi perchè sarebbe stato un anno di transizione, nonostante gli esperti continuassero a ripetere che il Giappone avrebbe fatto la fine della Grecia, che il Giappone era morto, che l'esperimento di Abe non funziona, che sarebbe crollato tutto.
Dimenticando che se crollo sarà, se scoppierà la bomba atomica, prima di perdere la guerra saranno messe in campo tutte le azioni possibili, lecite e non lecite. In amore e in guerra non esistono regole, molti dimenticano i saggi detti di un tempo.

Se poi guardi il portafoglio delle "10 di Buddy" per il 2014 vedi 5 semplici titoli: BET, FCA, ESPRINET, FNM e TELECOM che alle quotazioni attuali fanno una media del 30% di rendimento e senza aver toccato nulla, senza stress da trading, senza commisioni da trading e confrontato con un +5% di rendimento dell'indice generale e anche superiore ai migliori indici a livello planetario.

Ma qui conta solo MPS ora, ah dimenticavo anche CARIGE, contano sempre quelle in perdita e intanto chi ha guadagnato gli utili li intasca e senza nemmeno dire grazie.
Io non mi preoccupo, il mio impegno lo metto quotidianamente e con costanza sopra ogni altro essere umano, perchè ormai sono 10 anni che scrivo, senza mai aver saltato un anno, faccio il mio compitino.
I furbi, gli egoisti facciano pure, continuino pure a sfruttare il prossimo, io non me ne curo, per me non avranno mai fortuna.
Io scrivo per la brava gente, quella necessita, che segue senza pregiudizi e senza malizia, quella che conosce la parola riconoscenza, quella costruttiva e propositiva, quella che conosce l'autocritica e che facilita il dialogo, quella che conosce il sacrificio proprio e degli altri, quella che riconosce i meriti e che ha voglia di imparare.
A quelli dico se siamo in MPS ne usciremo, anche da Carige e non per portare a casa i soldi in pari, ma guadagnando.
L'anno scorso o all'inizio di quest'anno, non ricordo, scrissi che MPS mi ricordava molto l'Olivetti degli anni '90 quando sotto la gestione De Benedetti rischiò il fallimento, fece un aumento di capitale sanguinoso e massacrante e a distanza di 2 anni ne uscì in gloria.
Per ora il percorso sembra molto simile, i miopi guardano i crolli attuali per scagliarsi contro qualcuno, altri invece nonostante le perdite in conto, vedono le attuali discese come l'occasione per un grande ritorno futuro.
Scegliete voi da che parte stare, il mio compitino finisce qui.

16 ottobre 2014

ARRIVA IL QE NUMERO 4? È LA SINDROME "HOTEL CALIFORNIA", IL TORO CANTERÀ ANCORA




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buongiorno, non offendetevi ma a leggere che qualcuno oggi vuole comprare dei prodotti che puntano sul ribasso dei Btp o altri prodotti obbligazionari, penso che sciocchezza più grande non si possa commettere.
Fino a ora abbiamo sentito ripetere che  i rendimenti delle obbligazioni sarebbero saliti e che bisognava uscire e comprare azioni, quando non si capisce che in questo ciclo di mercato "ILBENGODI FINANZIARIO" se una cosa sale traina anche il resto e se crolla, trascina con se tutto quanto, si continua ostinatamente a vedere che i rendimenti non hanno la minima intenzione di salire e anzi, a comprare obbligazione in ogni fase di flessione si fa solo che un affare.
Avete visto cos'è successo ieri sera a Wall Street? È bastato che la Yellen accennasse un sostegno verbale verso l'economia americana e a un atteggiamento espansivo in termini monetari per vedere il Dow Jones ritornare velocemente sopra l'importante livello dei 16,000 e il Nasdaq recuperare tutta la negatività e chiudere quasi positivo.
Questa è la musica, quella suonata dagli Eagles, questa è la politica monetaria che contraddistingue il ciclo e Fisher (membro della Fed uno dei falchi) l'ha sintetizzata perfettamente titolandola "Hotel California": rileggete il testo della canzone "tu puoi fare il check out quando vuoi, ma non te ne andrai mai..."
È proprio così, non usciremo mai dall'allentamento quantitativo monetario, le uniche via d'uscita sono o la crescita, o l'inflazione, finchè ci sarà un pericolo economico, come quello che si sta manifestando in questi giorni, o un pericolo di caduta dei prezzi, il sostegno delle Banche Centrali (i Pilastri della Terra)  non mancherà di farsi sentire.
Ai tempi di Greenspan si parlava della "Greenspan Put" idealizzata come la mano protettiva del governatore pronta a intervenire in ogni situazione di crisi a sostenere le attività finanziarie. Oggi, con la Yellen, quella mano sembra ancor più delicata e benevola, protettiva, cuore di mamma.
"Il Qe è morto. Viva il Qe", oggi si parla addirittura di una continuazione del quantitative easing, proprio nei momenti in cui sembrava certa la sua fine, una coincidenza?
Io non so se Draghi e la Bce saranno pronti ora a un intervento di e emergenza, quello che sembra certo è che una continuazione dell'espansività in Usa avrà sicuramente un effetto benevolo anche per l'Europa.
Per quanto riguarda Piazza Affari, siamo su livelli importantissimi, le fondamenta del Toro: 17,500 sono le colonna di Ercole che ci separano da una nuova grande crisi. Io non credo verranno superate, anzi, questo è uno e quei momenti in cui bisogna lanciare il cuore, il portafoglio, oltre l'ostacolo e comprare.
Banche, banche e ancora banche, oltre alla solita pattuglia di titoli (Be, Fca, Fnm, Alerion, Telecom) che nonostante l'attuale crisi, da inizio anno proteggono le soddisfazioni e che alla prossima ripartenza sapranno battere mercato e concorrenza.
E nel sottofondo passa la nostra colonna sonora preferita "Hotel California", il Toro non ha ancora finito di cantare...

15 luglio 2014

Panino & Listino (spiccioli): LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO, IL RALLY ESTIVO PORTERÀ



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci risiamo, come ogni mese di Luglio da qualche anno a questa parte, si ripropone lo stesso dilemma e lo stesso scenario: qualche focolaio più o meno acceso di crisi europea (e notate che ogni anno sempre in Europa si accende), si accentuano le correzioni e i ribassi e si arriva al bivio, crisi estiva come nel 2010/2011 oppure soleggiato rally estivo stile 2012/2013 che fa un breve accenno al mercato degli anni '90?
Dilemma, la risposta come al solito non è facile, a saperlo saremmo tutti al mare, al largo con il nostro panfilo.
Se non hai il comando (o capitano o niente) in borsa puoi solo fare ipotesi, oppure fare il "cagadubi" rimanendo sempre sul vago per poi fare la previsione e avere ragione a cose fatte.
In questo blog come sapete ci si mette spesso in gioco, o meglio si parla quando si ha qualcosa di concreto da dire. In questo caso gli scenari sono due: se si scende, lo spettacolo finisce, ciao Toro, l'America ha goduto e ora inizia il ciclo ribassista che ovviamente trascinerà cons se sia Europa che Piazza Affari; oppure questa è solo una semplice correzione da troppa corsa che aveva bisogno di un pretesto per sfogare, minimo in questi giorni e via  RALLY ESTIVO.
I ribassisti, tendono sempre a ripetersi, dal 2008 a oggi, a ogni ribasso si sono fatti forza annunciando la continuazione del crollo post Lehman Brothers, l'armageddon definitiva, peccato per loro che dal 2009 a oggi il Dow Jones, tanto per citare un indice, sia quasi triplicato, in 5 anni. Situazioni che alla fine di questo rialzo non vedrete più per anni, e ricordate queste mie parole quando nel pieno dell'euforia vi spingeranno a comprare.
Io rimango ancora della mia idea, la stessa che ho da 6 anni a questa parte, siamo in un gran ciclo Toro, nel Bengodi Finanziario, nella grande bolla del denaro. Questa è solo una fase di correzione, dispiace vedere Piazza Affari ancora in testa alle sofferenze, ma ricordo che almeno per quanto riguarda il 2014 è la borsa in testa alla classifica di rialzi.
Mi aspettavo un arrivo a 20,000 circa, credevo che con la settimana scorsa, nonostante l'obiettivo mancato si fosse tutto esaurito, evidentemente si deve soffrire ancora un po', ma non può durare ancora molto, da qui, più o meno si deve reagire.
Rally Estivo sí, Toro sí, quindi a questi livelli si deve comprare, mentre quelli che l'hanno già fatto in passato e che seguono la mia filosofia di accumulare sui ribassi, ecco questo è il momento di tornare in pista e pescare.
Lunga vita al Toro!

04 aprile 2014

"IL BENGODI FINANZIARIO": BlackRock un angelo, Goldman Sachs un diavolo



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

Così sembra pensare il Sole24Ore che benedice l'arrivo del grande monolito nero.
Intoccabile, non si può scalfire, i pasticci e gli enormi dubbi sulle discutibili operazioni su Unicredit e Telecom Italia sono già un lontano ricordo, meglio se cancellati.

18 febbraio 2014

"Il meglio deve ancora venire": SPREAD, PIAZZA AFFARI, EUFORIA, E' L'EFFETTO RENZI!


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



A distanza di qualche mese ve lo chiedo di nuovo: NE VALEVA LA PENA?
"IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE", oppure siamo nel "BENGODI FINANZIARIO" o la "ZONA LEHMAN" e tanti altri slogan, che avevano l'unico scopo di farvi interessare e capire la materia, ma soprattutto cogliere quella che per me era un'occasione irrinunciabile. Mentre la gran parte degli economisti e dei professori vi spiegava cos'era lo SPREAD ( vi interesserà ancora in futuro?), una definizione che ha più spventato che esservi utile, vi hanno urlato che per uscire dalla crisi bisognava (bisogna) uscire dall'Euro e vi raccontavano tutte le nefandezze della politica, dell'economia e della finanza mondiale, sui mercati si consumava un'occasione storica. Mentre voi eravate distratti da altro, il treno passava e ora corre, e voi sarete costretti a rincorrerlo. Non ci credete? 
Vi vedrò dal finestrino alle prossime fermate, perchè è così, e lo sarà sempre, l'istinto dell'uomo non si può frenare e anche i più irriducibili, ai prossimi rialzi, non sapranno resistere.
Se "IO COMPRO" tra la fine del 2008/2009 per molti è stato un titolo eccessivo, un evento di nicchia solo per pochi, perchè ha riguardato marginalmente Piazza Affari e pienamente il resto del mondo Occidentale, se l'euforia del GIAPPONE poteva contaggiare gli italiani, ma solo i più tecnici, ora che gli acquisti hanno travolto anche Milano e Piazza Affari, non si può più fare finta di niente, il TORO è una figura presente, per molti fastidiosa e ingombrante, ma c'è e non puoi fare finta di niente, è esuberante e sta contaggiando tutti.
Ne valeva la pena?
Dove sono finiti gli Orsi? I catastrofisti? Quelli che parlavano con la colonna sonora "THE END" in sottofondo? Dove sono gli anti Euro?
Verranno tutti travolti, anche l'economia lo sarà. Se ne poteva uscire prima, se ne poteva uscire meglio, ma tant'è, questa è la realtà, non è modificabile e quando le cifre saranno alla portata di tutti ed i media, il web e i giornali strilleranno all'euforia, sarà quello il momento in cui molti cadranno nella sindrome del rimpianto.
Perchè è sempre così, alla fine si fanno sempre i conti con il passato, e poi per rimediare si commettono gli errori peggiori: "ze peso il tacon del buso".
Mi avete scritto di tutto commentando le mie previsioni, mentre io cercavo di farvi capire cosa sarebbe successo, cosa si poteva immaginare, e ora, cosa devo rispondervi?
Quando vi renderete conto dell'occasione persa, quella sarà la risposta a tutto, e mo' so cazzi vostri!
Benvenuti ai nuovi Gordon Gekko, vi lascio tutta la platea.

10 novembre 2013

Panino e Listino (Sunday Morning): ANCHE DRAGHI CERCA ALLOGGIO ALL' "HOTEL CALIFORNIA"? (novità Chl)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

 Buona domenica amici. Promessa non mantenuta, e questo non mi piace, per questo motivo ho pensato di rimediare pubblicandovi l'ultimo "Panino e Listino" andato in edicola mercoledì 6 Novembre, in anticipo rispetto al solito per rispetto nei confronti di chi ha comprato il giornale e non ha trovato su carta le promesse che io avevo fatto qui sul web.
La pubblicità ha avuto la meglio, la redazione è stata costretta, per mancanza di spazio a limare il pezzo.
Qui sotto, ora, lo potete trovare in formato integrale, e avete tutta la Domenica, con mercati chiusi, per leggerlo in tranquillità.
Ahimè COBRA è già scattata, ma quella su LIBERO c'era, e chi l'ha letto ha potuto subito cogliere al volo l'occasione. In ogni caso, COBRA è solo all'inizio, sul prossimo ritracciamento si dovrà caricare ancora.

Tornando alla cronaca finanziaria, l'ultima mossa di Draghi ha spiazzato molti, tranne il sottoscritto: disoccupazione ai massimi, economia stagnante e inflazione inesistente (come vado ripetendo da anni motivandolo), se non ora quando? Se non tagli i tassi ora, anche riducendoli a zero, se non attui ora politiche sperimentali espansive, quando lo farai? Persino l'ortodossia monetaria tedesca si deve piegare.
Draghi non potrà mai sperimentare le acrobazie della Fed, ma prova a forzare il torchio il più possibile, anche lui bussa all' "Hotel California"?
Come ne usciremo? Una possibile risposta ho cercato di darla nel pezzo di "Panino e Listino".
Quel che più ha sorpreso è stata la reazione dei mercati, prima euforici sul taglio a sorpresa e successivamente una violenta discesa che ha spento ogni euforia. Notiziari e commentatori a chiedersi il motivo senza trovare una spiegazione.
Mi ritorna in mente quanto successo nell'Estate del 2012, successivamente alla famosa e gloriosa frase pronunciata dallo stesso Draghi in difesa dell'Euro, reazione: grande rialzo, seguito da un tonfo imprevisto e immediatamente nei giorni seguenti la violenta risalita.
Ecco, oggi potremmo rivedere lo stesso copione, è inevitabile, Orsi dovete rassegnarvi, almeno a Piazza Affari, quest'anno rivivrà una fine d'anno con i botti!

Quanto mi piace Dillon Francis, house music modernizzata, la voglia di un ritorno in discoteca, è un po' come il richiamo della foresta. Perfetta colonna sonora per questo prezzo, soprattutto per qui sotto troverete una sorpresa. I più attenti sapranno già la novità, per altri potrebbe essere un ottimo motivo per continuare a sperare, confindando che la speranza si trasformi presto in soddisfazione concreta...


 LIBERO 06 Novembre 2013
“You can check out any time you like but you can never leave” che tradotto suona come: “puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai”, sembrava il semplice ritornello della più celebre canzone degli Eagles, e invece sembra diventare la perfetta colonna sonora del tempo finanziario che stiamo vivendo.
Era Richard Fisher ( Fed di Dallas) nel Dicembre 2012 a manifestare le prime preoccupazioni per la spirale viziosa in cui la Fed  si stava infilando da qui “politica monetaria Hotel California” aggiungendo che “sarà difficile uscire da questa vortice monetario, come nella canzone degli Eagles è difficile lasciare quell’hotel”. Siamo orgogliosi di essere stati pionieri, fin dall’inizio in questa rubrica abbiamo cavalcato quella che sembrava un’assurda provocazione,  e che invece un anno dopo “la sindrome Hotel California” viene ripresa e usata da molti per spiegare l’attuale situazione: siti di Borsa, analisti finanziari e persino dal Sole24Ore, “Hotel California” era in testa nella hit parade di fine anni ’70 e sembra esserlo anche oggi, quasi 40 anni dopo.
La preoccupazione è dilagante, molti critici sostengono che la causa degli attuali vizi di mercato sia dovuto all’atteggiamento della Fed che “incoraggia” e consente investimenti speculativi in leva e quindi esagerati, che è un po’ come se il CIO incentivasse l’utilizzo del doping nello sport, che ne sarebbe della salute degli atleti? Un bel problema per la Yellen, prossimo governatore della Fed, che si troverà non solo la problematica eredità che Bernanke le consegnerà, ma anche Fisher (considerato un falco, quindi favorevole alla conclusione degli stimoli monetari) come membro votante del consiglio e quindi a Lei ostile. Quale sarà il finale della canzone “Hotel California”? Il “soft landing”, l’atterraggio morbido, il lieto fine, è il sogno di ogni banchiere centrale, un sogno, appunto. Aiuterà la Yellen sapere che per gli Eagles, il messaggio di “Hotel California” era una critica verso l’oscura vulnerabilità del sogno americano, e soprattutto una metafora della schiavitù da stupefacenti. Gli stessi stupefacenti da cui la finanza sembra non riuscire a fare a meno, e la Fed continua a fare da pusher.

FTSEMIB: “Boom di ordinativi” il ritornello nei notiziari è per tutti lo stesso, purtroppo non si tratta di economia e posti di lavoro, ma di finanza, il Btp va a ruba. “Hotel California” per molti una preoccupazioni, per noi fin dall’inizio il “Bengodi finanziario”, ma con la finanza non si mangia. E se grazie alla finanza si uscisse dalla crisi? Piazza Affari fa una pausa, pronta a riprendere la galoppata, già pregustando i botti di fine anno. Sopra 19,500 prepariamo la letterina per Babbo Natale.
COBRA: esce da una lunga crisi, ma ne esce bene. Compriamo sui minimi.
CHL: un macchinario per l’ossigenoterapia sembra la novità in casa Chl. Lo stesso ossigeno che servirebbe alle casse sfinite della società e degli azionisti. In soccorso sembra arrivare l’emissione di un prestito obbligazionario. Ci siamo?
3D: la nuova rivoluzione industriale? Anche la Gabanelli di Report sembra crederci. DDD, SSYS sono cresciute molto, ma se questo fosse solo l’inizio?
TELECOM: voglio ricordare che l’azionista Fossati è lo stesso che nel 2008 investì circa 540 ml di $ in APPLE, sappiamo com’è finita.

28 maggio 2013

Panino e Listino - PRIMAVERA SUI MERCATI FINANZIARI? NON ESISTONO PIU' LE STAGIONI (Mercoledì 29 Maggio in edicola su LIBERO)



"Non dire quattro se non ce l'hai nel sacco": come spesso accade, nel preciso momento in cui i media annunciano l'arrivo del Toro, ecco che improvvisamente le unghie dell'Orso graffiano e feriscono con dolore, spegnendo gioie e cancellando le illusioni.
Fortunatamente quella della scorsa settimana potrà essere archiviato come un semplice temporale passeggero, tipico della stagione primaverile, ma esistono ancora le mezze stagioni? O meglio, esistono ancora le stagioni?
E il tema della rubrica "Panino e Listino" in edicola domani su Libero. Un dilemma, e se invece quello della scorsa settimana fosse un avvertimento? Meglio prendere in considerazione anche l'ipotesi peggiore, o forse sarebbe meglio non complicarsi troppo la vita e aggrapparsi agli slogan del 2013: "Banzaaaai" e "2013, ora credici!", perchè nel "Bengodi Finanziario" ci siamo già, e da molti mesi.
Il pezzo della scorsa settimana era un ricordo su cosa può accadere alle prime fiammelle di euforia, oltre che il ricordo su alcune operazioni impostate. 
E' questa finalmente la volta buona? Anche Piazza Affari potrà essere invitata al gran ballo nel "Bengodi Finanziario"?
Ora o mai più, se non tentiamo almeno un'accelerazione, ora, in questa fase esuberante, difficilmente potremmo uscire dal pantano in cui siamo invischiati da anni.
Domani su "Panino e Listino" troverete come al solito temi operativi, questa volta ci saranno anche una novità, oltre che alcune conferme e poi qualche indicazione sul nostro indice.
Ci vediamo domani in edicola?
E chissà che un giorno non si possa fare veramente una colazione con alcuni di voi, oltre alla partita a calcetto e magari un appuntamento settimanale... Troppa carne al fuoco, prima bisogna mettere a punto la famosa Newsletter...
A domani Samurai...


Libero 22 Maggio 2013

"A Wall Street i record non fanno più notizia, i rialzi non emozionano più...” questa era più o meno la descrizione fatta da Francesco Guerrera (caporedattore finanziario del Wsj) solo qualche settimana fa su umori e stati d’animo percepiti tra gli operatori nel tempio della finanza. Diffidenza o il rammarico per non aver saputo anticipare un evento che tutt’oggi ha dell’incredibile? A distanza di qualche giorno, tono e umore di Guerrera sembrano totalmente cambiati e lo si percepisce da poche e semplici parole: “il toro di Wall Street è pronto a caricare”: dallo scetticismo all’entusiasmo, le emozioni ora diventano positive, il toro sta finalmente mettendo radici. Una buona notizia o un primo campanello d’allarme? Fortunatamente l’eccitazione non è così estesa, tra i piccoli risparmiatori i problemi e i pensieri sono ben altri, sono in pochi a essersi accorti della corsa tutta d'un fiato, anche perché fino a ora Piazza Affari sta regalando ben poche soddisfazioni; mentre tra gli analisti tecnici è ancora elevato il timore per un crollo, a loro dire, sempre più vicino. Indizi che ci confortano, le immagini della folla in borsa sono molto lontane, il rialzo ha ancora molto fiato. Mi aveva spaventato l’ultima copertina dell’ Economist che titolava “Wall Street is back” piazzando il toro in prima pagina, un’immagine che ricordava molto la copertina del nostro Panorama della Primavera 2007, fu l’inizio della fine. Questa volta è diverso? L’anno scorso Barron’s (la bibbia degli investitori) metteva in prima pagina, a caratteri cubitali “Dow Jones 15,000”, con la crisi dell’Euro ancora in pieno corso, sembrava un'assurdità, solo un anno dopo l’asticella già veniva alzata: “Dow Jones 16,000”è la nuova copertina di Barron's, il classico copione del ciclo toro, rialzo porta rialzo. Ma quando la normalità si trasforma in esagerazione?
Due anni fa mi ero imbattuto nella newsletter di Mahendra, un santone che opera sui mercati attraverso la lettura degli astri, assai meno noto del duo Glassman e Hasset (autori del volume “Dow 36,000) ma ben quotato visto il costo delle sue opere e altrettanto coraggioso visto che il suo obiettivo di allora per il Dow era 32,000. Eravamo a 10,000, oggi siamo già a metà strada.
“…tiriamo fuori conigli dal cilindro, mentre gli altri seduti si domandano come accidenti abbiamo fatto…” recitava Gekko in un celebre monologo e potete crederci, succederà ancora, prima al rialzo e poi con un crollo, inevitabile.
FTSEMIB: devo ripetermi: questa volta 18,000 sarà solo una tappa e non il top. Magari ci vorrà un po' per carburare, ma possiamo crederci.
RISANAMENTO: non siamo di fronte a un nuovo boom immobiliare ne' si è fermata l'emorragia dei prezzi, ma è bastata la "cancellazione" di una cattiva notizia per far volare il titolo. Da 0,15 (acquisto) a oggi è un bel salto. Ci ha fatto soffrire molto a 0,18, visti le attuali quotazioni, ne è valsa la pena. Il titolo da qui può anche raddoppiare, è mio dovere ricordavi che ogni tanto è saggio accontentarsi, e quindi vendere.
CTIC: pronta? Sempre meglio averla!


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox