email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
La domanda che ogni tanto mi pongo è se anche all'estero, ogni tanto non dico sempre, se ogni tanto quando la stampa o i media in generale criticano il proprio governo prendendo esempi virtuosi da altri paesi in questi viene inclusa anche l'Italia.
Da noi capita spesso, per non dire sempre, tutte le leggi che qui vengono adottate sono sempre sbagliate, per principio sono sempre errate e malfatte, e poi arrivano gli esempi dall'estero dove tutto invece è preciso, bello e perfetto.
Così avviene per la nuova tassazione sulle RENDITE FINANZIARIE voluta da Matteo Renzi e dal Ministro Padoan, persino la Francia, pensate che scoop, persino la Francia ha fatto meglio di noi!
Io però mi ricordo che la Francia era la nazione di un presidente stupido come Hollande, che con le sue tassazioni faceva scappare ricchi e ricchezza. Se però si deve attaccare Renzi o il governo in carica, o solo per attaccare chi fa o prova a fare, la Francia diventa un modello.
Così accade spesso da Giannino, che da poco sembra aver ritrovato credibilità, lavato, pulito e asciugato, dove sia lui che gli illustrissimi ospiti hanno l'unico scopo di criticare e demolire. "The End" era la colonna sonora del programma, doveva finire tutto, l'Europa, l'Euro e l'Italia, quando alla fine l'unico che è finito è stato lui e il suo partito. Ovviamente la sua era una provocazione, lo sappiamo, ma continuando solo con le provocazioni non si raggiunge nulla, si parla si parla e non si conclude nulla. D'altronde ci tocca ancora vivere in quest'epoca, quella delle parole, scritte, dette, cancellate, dimenticate nel vuoto della rete. E intanto il tempo passa.
Qui sotto il pezzo in edicola la scorsa settimana. Nemmeno il 25 Aprile, il giorno della Liberazione, vi liberate di me ;-)
LIBERO 16 Aprile 2014
“Sono ormai 5 anni che Wall Street sale e la corsa
pare essere agli sgoccioli, in Europa pare che stia cominciando adesso, ma come
può Piazza Affari iniziare a salire, quando l’America è pronta a scendere o
peggio crollare?” Più o meno di questo tenore sono le considerazioni e le domande
che leggo e che alcuni lettori mi inviano, un tema che non coinvolge solo
piccoli investitori e trader, ma anche grandi professionisti, come Francesco
Guerrera (capo redattore al WSJ) che su “La Stampa” di Lunedì 14 Aprile titola:
“Perché gli Usa adesso temono il grande sboom”, un articolo che instilla
crescente timore, giustificato da molti elementi, ma più che altro sensazioni,
quelle che i pochi operatori rimasti sul floor (il recinto di Wall Street)
fiutano e che lapidariamente definiscono “la fine dell’era dei soldi facili”. La corsa dei mercati USA è “dopata” questo è
essenzialmente il messaggio di Guerrera, e non è l’unico ad affermarlo, dello
stesso tenore, se non più marcata è la previsione di Marc Faber, Guru dei
contrarian, quelli che come i salmoni vanno contro corrente, fanno una gran
fatica, ma di solito lo sforzo viene ripagato da risultati clamorosi. Secondo
Faber tempo 12 mesi e il mercato presenterà quel famoso conto tante volte
rimandato in 5 anni di bolla del credito e di liquidità a costo zero, fa di
più, stimando anche il potenziale di
discesa: “meno 20% se non 30% sullo S&P500 e a rotta di collo sul Nasdaq”.
A sentire le cifre tremano i polsi, se non che queste previsioni (“sarà un crash
peggiore del 1987”) si vanno ripetendo costantemente da più di 2 anni. Solo
qualche mese vaticinò che un mercato toro, lasciando andare senza una
correzione seria, può portare solo a disastri. Viene da pensare, prima o poi ci
azzeccherà, ma quando? E da che livello?
Confusione, tanta confusione, la stessa che aleggia nelle previsioni di
Francesco Caruso, analista pluridecorato che nell’Agosto del 2012 sentenziò il
minimo per Piazza Affari, un livello che per molti anni sarebbe stato inviolato
(come il Comit nel 1978) e che da lì sarebbe partito un ciclo secolare. Oggi, 2
anni dopo, considera Wall Street vicina al top ciclico con potenziale di
inversione proprio nell’anno in corso. Si torna allora alla domanda iniziale:
può reggere Piazza Affari alla caduta di Wall Street. Come cantava Sergio Endrigo, “la festa è
appena cominciata, è già finita”?
PIAZZA AFFARI: la risposta può essere semplice ed è contenuta in due
parole: forza relativa. Assente per anni a Piazza Affari, quando le borse
principali correvano e noi eravamo al palo, o peggio a scavare in negativo e
oggi, con Milano che fa +12% da inizio anno e il DJ che fa -3%, è finalmente a
nostro favore. E chi l’ha detto che WS deve crollare? Basterebbe un laterale
per farci correre. Lo scetticismo è sempre stata la migliore vitamina per il
Toro. Intanto da 21,000 via con il rimbalzo!
RCS: Soros “ama” il Corriere? E’ il fiuto dell’arguto Sunseri a suggerirlo,
uno che in Borsa ne ha viste tante, e che anche questa volta potrebbe aver
ragione. Io ci sono.
Telecom: “walk like an egyptian” cammina in laterale il titolo e potrebbe
parlare presto l’egiziano. Visto che Sawiris sembra aver capito che andare al
ribasso su questo titolo non è proficuo, pensa bene di fare il contrario e
comprare. Come sapete è uno dei miei preferiti.
KINEXIA: sempre in sella, in attesa di novità. Sopra 2,70 sprigionerà tutta
la sua energia verde, positiva!