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24 maggio 2017

Panino e Listino: PIU' PIR PER TUTTI (Giovedì 25 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Più Pir per tutti" è lo slogan ironico di Panino e Listino ormai da molte settimane. 
I Pir, un'iniziativa travolgente, che com'era nelle carte sta avendo effetti euforici ed esagerati un po' ovunque. Dove passa il Pir, l'erba cresce istantanea. I Pir devono ancora essere seminati che in giro si vede una fioritura da Primavera intensa. Sarà fioritura di tulipani?
Di Pir credo di aver già scritto abbastanza, sia in modo tecnico, sia qua e la, un richiamo su diversi titoli. Ma se c'è ancora qualcuno che non conosce o non ha mai sentito parlare del fenomeno, ecco qui l'articolo della scorsa settimana pubblicato su Libero.
Panino e Listino di domani, neanche a drilo, ancora PIR. E che due palle, direte, se c'è ancora qualcuno che legge Panino e Listino.
Attenzione ai giudizi avventati, domani i Pir saranno affrontati da qualcuno che ha un'esperienza a Piazza Affari valutata in decenni. 
E poi, titoli scoppiettanti. E poi non dite che non vi avevo avvisato per tempo sul Luna Park dei titolini.
Bisogna essere matti per comprare ora, o forse no?
La festa è ancora all'inizio, pause correzioni permettendo. 

LIBERO 18 Maggio 2017

“Più Pir per tutti” il sarcasmo di Alex Drastico trasferito alla finanza, è ormai da molte settimane lo slogan di Panino e Listino. Perché i Pir sebbene ancora poco conosciuti al grande pubblico hanno tutti i requisiti per diventare il re di denari dei portafogli italiani. Sicuramente fino a oggi lo sono stati per le pmi quotate a Milano, un baccanale rialzista che ha scatenato l’appetito di trader e addetti ai lavori. Ma cominciamo dal principio, cosa sono i Pir? In sintesi Piani individuali di risparmio,  introdotti dall’ultima legge di bilancio, uno strumento per canalizzare il risparmio degli italiani verso le imprese italiane. Ogni singolo sottoscrittore ha l’obbligo di mantenere l’investimento per 5 anni, con un importo annuo di massimo 30 mila euro, fino a un totale di 150. In cambio, oltre al potenziale guadagno, oltre a favorire le imprese nazionali, di sicuro per l’investitore ci sono gli abbattimenti fiscali: niente tasse su capital gain, dividendi, successioni e donazioni.
Secondo alcuni gestori con i PIR vincono tutti i protagonisti: vince lo Stato, le aziende, i risparmiatori e gli intermediari. Gli operatori del settore alzano già l'asticella della raccolta, le stime iniziali erano troppo prudenti, dicono, i numeri fino a oggi sono travolgenti.
Si deve fare in fretta, chi prima arriva meglio alloggia. Perché sui mercati tutto si trasforma in una moda, e anche le migliori intenzioni spesso degenerano. Per cui non mi stupirei se i benedetti PIR di oggi, un giorno lontano si trasformassero in quei maledetti.
Il fenomeno PIR a me ricorda tanto l’arrivo in Italia dei Fondi d’Investimento a metà anni ’80, fu il turbo per la nostra borsa. L’indice Comit (la memoria storica) in soli 2 anni passò da 200 a 900 punti. Paragone azzardato?
A questo punto faccio io una proposta al governo: perché non dimezzare o eliminare temporaneamente il capital gain sulle azioni? Una tassa che si è rivelata improduttiva. Insieme ai Pir sarebbero il QE made in Italy, un ricostituente efficace per far tornare a splendere Piazza Affari, un luogo per troppo tempo coperto di polvere e dolore.

PIAZZA AFFARI: e dopo una giornata così, in un mondo finanziario assalito dal Fintech, con chi te la prendi? Dove trovare conforto? In un algoritmo? Ah, per fortuna c’è sempre Panino e Listino!
L’Orso ha graffiato, ora fa male. Al di la dei colpi di coda e reazioni al rialzo a breve, il solco è tracciato. A 20.200 sarà una bella battaglia.
WALL STREET: sono passati 6 mesi circa dall’elezione di Trump, la domanda che vi pongo è: qualcosa è cambiato? Sì, il DJ è salito del 12%,  ma oltre a questo? Nulla. Pensate a cosa potrebbe succedere se la stessa domanda se la ponessero gli investitori yankee. Down, down, down. Etn: IE00B8VZVH32
ALERION: ha riposato abbastanza.
EURO/$: come già vi ho scritto più volte, diffidate quando sono tutti concordi verso uno scenario (in questo caso la parità), spesso accade il contrario.
$/YEN: altro che SPREAD, è sempre questo il faro degli investitori. Per il lungo termine, segna ancora bel tempo.
 

01 febbraio 2017

Panino e Listino: SEMPRE MEGLIO L'EURO (Giovedì 2 Febbraio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Posso dire inizialmente una cosa che non c'entra nulla con l'argomento del titolo e nemmeno con economia e finanza?
Il calcio mercato c'è sempre stato, estivo e di riparazione, ed è sempre stata un'emozione, uno stimolo alla fantasia e alle illusioni, ma possiamo dire oggi 1 febbraio, ora che il mercato di riparazione è terminato, che il calcio mercato d'inverno della durata di un mese è come la "corazzata Potemkin"?

Dentro l'Euro o meglio fuori?
La moneta europea è ritornata al centro della scena e come al solito non per celebrarla, ma come bersaglio.
C'è chi dice che ridenomminando il nostro debito in Euro, mano a mano che i titoli vecchi andavano in scadenza si passava a quelli con la nuova moneta, in questo modo ci siamo legati mani e piedi a una pietra che ci porterà a fondo. Legittimo, ma è una questione di punti di vista.
Altri dicono che con la Lira le nostre esportazioni volavano, e riavendo la nostra vecchia moneta l'Italia potrebbe tornare a essere potenza mondiale. Anche questo, può essere, ricordo però che l'Italia, il record di export l'ha avuto con l'Euro, e con l'Euro a 1,40.
E poi ci sono tante altre motivazioni, più che altro fondate sul nulla, su una matematica e su calcoli inventati.
Io mi chiedo solo una cosa, possibile che tutti si siano già dimenticati il 1992?
Possibile, perchè oggi dove tutti possono esprimere un'opinione, con la valanga di informazioni che ogni giorno ci travolge, spesso non ricordiamo nemmeno l'opinione del giorno prima, figuriamoci cosa è successo 25 anni fa.

Domani su "Panino e Listino" il caso Alerion, fenomeno di Piazza Affari e molti temi operativi.
Con Trump o senza? C'è chi ha deciso di comprare, e comprare molto, senza aver paura del nuovo presidente.

18 gennaio 2017

Panino e Listino: FCA A RISCHIO FALLIMENTO? (Giovedì 19 Gennaio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


La capacità di esagerazione dei mercati non conosce confini, ed è questo il suo bello, se la sai controllare ed arginare, altrimenti è la tua rovina.
Fino all'altro giorno la Fiat era considerata un gioiello, un nuovo potenziale colosso, la solita azienda governalista che cambia bandiera come cambia il presidente, e peccato solo che non fosse più tutta italiana. Il giorno dopo, basta solo una correzione, notevole, ma per quanto era salita in poco tempo è solo una virgola su un grafico, ecco che la tanto acclamata FCA diventa un auto bidone.
Non solo si è ipotizzato una situazione simile a quanto accaduto a Volkswagen, cosa di per se assurda, ma c'è chi ha insinuato che addirittura FCA, a causa di questa multa e chissà se di altre, possa rischiare l'insolvenza!
Possibile che aziende costruite in anni, decenni se non oltre, oggi si possano affondare in così poco tempo?

Domani in "Panino e Listino" si parlerà di questo e soprattutto di come spesso si comporta il piccolo risparmiatore in questi particolari momenti.
Ho solo dimenticato di aggiungere il caso Alerion, ma il 30 Gennaio è ancora lontano. Ribadisco solo un concetto molto chiaro: non fatevi fregare.

01 dicembre 2016

Panino e Listino: Sì O NO, ALL'AUMENTO MPS E NON AL REFERENDUM (Venerdì 2 Dicembre in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Sì o No?
Sì o No all'aumento di MPS, e non alla Costituzione, questo almeno è ciò che interessa ai mercati.
Sì o No anche all'Opa Alerion.
Tutto questo domani in "Panino e Listino" su Libero. O forse pensavate che mi fossi defilato? ;)))

26 ottobre 2016

MONTE DEI PASCHI, CI VUOLE UN FEGATO BESTIALE



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Certo che ne hai di fegato ad entrare su un -20%!"
Giuro che non li capisco, giuro che quando i risparmiatori/lettori mi scrivono questi commenti proprio non li capisco.
Per me ci vuole molto più fegato entrare su MPS dopo che il titolo in una sola settimana fa un +100%, o peggio ancora questa mattina, quando sulla reazione a caldo di un piano industriale che non ha niente di nuovo, si continua a comprare portando il titolo a un immediato +30%, salvo poi accorgersi di avere in mano solo una minestra riscaldata.
Qualcuno nei giorni scorsi ha comprato, questo è ovvio, ed è soprattutto per questo motivo che io a -20% (-40% dai massimi) continuo a comprare, in vista del prossimo appuntamento di fine Novembre, perché se c'è qualcuno che vuole contare dovrà arrivare all'appuntamento con le tasche stracolme di azioni.
Se ci pensate bene, tutto è nato con la programmazione della prima puntata de "I Medici". Sapranno replicare il miracolo anche oggi?
0,44€ era un prezzo su cui era impresso il semaforo rosso, da lì il crollo con sospensioni tecniche, naturale conseguenza dell'eccesso di volatilità, e ora vediamo se in chiusura ci si riavvicina al prezzo di apertura intorno a 0,35€.
Attenzione, ho scritto eccesso di volatilità e non di rischio.
Il rischio era comprare MPS sopra 1€ e non a 20 centesimi durante il precedente crollo.
Ma per fare questi ragionamenti bisogna avere una "testa da borsa" ragionare se volete in modo assurdo, o forse semplicemente ragionando con il buon senso e la semplicità mettendo una tara all'emotività e alla paura, i nemici di chi fa questo lavoro.

Si è visto anche sul caso Alerion, tutto dentro sopra i 3€, e poi quando il titolo scivola sotto 2€, ecco che nessuno vuole mettere il becco.
Peggio ancora dopo l'Opa, ora nessuno vuole puntare sul rilancio chissà per quale paura atavica , forse è semplicemente la paura del guadagno facile, vera chimera del "parco buoi" e nessuno si offenda.
Quello che il risparmiatore non capisce è che ci sia o meno il rilancio su Alerion, quel 2,46€ di Edison non ve lo toglie nessuno, comunque vada si cade con il paracadute.
L'unica fatica da fare è aspettare, chiedo troppo?

 

16 dicembre 2014

Panino e Listino: UNA POLTRONA PER DUE E' IL NOSTRO NATALE (Mercoledì 17 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci sono tante cose che in questo periodo non capisco. Come la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, e non per "mafia capitale" e la cattiva immagine di Italia e città, e non per il solito ritornello che l'Italia è il paese dei no e dei freni all'innovazione, se continui a dire di NO a ogni proposta non ci sarà mai la crescita e nemmeno per i precedenti storici sulle Olimpiadi di Atene del 2004, da lì in poi il diluvio del debito e della crisi.
Semplicemente perchè dopo aver sentito dire Renzi che le Olimpiadi a Roma sono una spinta all'ottimismo e presumo entusiasmo penso: ma un'Italia con meno tasse, servizi pubblici efficenti, e per servizi intendo anche treni pendolari, bus, tram, metro e con scuole e asili che funzionano e diventano ambienti in cui si nutre e si investe sul futuro, non credete che già questi potrebbero essere degli ottimi argomenti per dare fiducia a un Paese. Perchè non partire da qui invece che dalle Olimpiadi? Non so perchè ma mi ricorda tanto il Ponte sullo Stretto.
Pensando a Begnigni, all'Italia darei l'undicesimo comandamento: "non pensare alle Olimpiadi 2024, finchè non avrai terminato Expo 2015".
Non è ancora finita la politica degli slogan, quand è che arriveremo a quella dei fatti, cose semplici, concrete e utili, ma fatte e in tempo utile?

Non capisco perchè l'informazione continui a fare enorme sforzi sui dibattiti e le polemiche e poi sia così distratta e superficiale nei dati e nelle informazioni di base. Lo sento in Focus Economia di Radio 24 e sento Barisoni, non solo elencare informazioni sbagliate sicuramente solo per distrazione e invece ci si concentri sui dibattiti che a mio avviso di utile hanno poco se non per fare intrattenimento. Non capisco perchè lo stesso Barisoni lanci l'allarme su una prossima crisi dell'Europa, causata anche questa volta dalla Grecia, e non ci si accorga che il focolaio della crisi è altrove.  Ripensa al 2011 Barisoni, e non si accorge che lo Spread dell'Italia, nonostante i tagli di rating, sia ancora su minimi storici e non si vede che è il Petrolio e tutto quanto gira attorno, la fonte della crisi.
Se si vuole cercare un'affinità tra il 2011 e oggi è proprio la confusione dove la speculazione trova terreno fertile, nel 2011 l'Europa lo era e sugli spread la speculazione ha pestato e guadagnato e oggi lo è l'Opec e i paesi produttori di petrolio e su questo terreno si va a colpire per guadagnare.
Probabilmente sono io che non capisco.

Intanto, tornando ai nostri temi, si avvicina "Una poltrona per due" la nostra scadenza tecnica, il nostro appuntamento di Natale, ormai una tradizione, per me non solo un appuntamento cinefilo, ma anche emotivo ed emozionale, un momento in cui fare il punto della situazione e dell'anno trascorso.
Lo so che anche molti di voi guarderanno il film o in quel momento faranno i conti dell'oste, e allora vi chiedo, com'è andata?
Difficile dare una risposta in mezzo al marasma di questi giorni, è un Natale speciale che non vuol dire positivo, ma lo potrebbe diventare. 
Domani su Panino e Listino troverete forse la soluzione, o anche solo forse un po' di conforto, ma credo che fino a oggi le indicazioni siano state buone e utili, ma al pubblico lascio il giudizio.


LIBERO 03 Dicembre 2014

" Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onestà ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio.  Ben prima di loro ci provò Hubbert con la teoria del “picco di Hubbert” , lo scienziato fece la previsione (nel 1956) che agli inizi degli anni ’70 gli Usa avrebbero raggiunto il loro picco di produzione petrolifera.
Grandi abbagli per grandi guru,  non solo quei 200$ non sono mai stati toccati, ma oggi di oro nero ne abbiamo in abbondanza, tanto che gli USA oggi il petrolio lo esportano.
Non ci siamo accorti che è scoppiata una bolla? Lo shale oil e gas fanno pensare questo. L’immagine americana del pozzo di petrolio nel giardino di casa, ricorda molto la “corsa all’oro” in California del 1850 e la scoperta di internet nel 2000, grandi propulsori per l’economia reale, quanto devastanti distruttori di ricchezza finanziaria.
Perché se è un bene per l’economia la discesa del prezzo della materia prima, è invece un male per l’esasperante speculazione finanziaria che sullo shale ha scommesso collegando derivati di ogni tipo. Una volta che la marea sarà scesa scopriremo quante banche e finanziarie (tipo KKR) stanno nuotando senza costume.
L’inflazione è l’ultimo dei problemi, non si è accesa con il petrolio a 150$, figuriamoci oggi. Un bene per Wall Street che continua a vivere il sogno dei tassi a zero per l’eternità.
PIAZZA AFFARI: dal 2010 a oggi non è cambiato nulla, se non qualche semestre in più di recessione e qualche tonnellata di debito in più. Eppure 4 anni fa c’era la gara a scaricare il Btp, oggi invece si corre all’acquisto, tanto che il nostro rendimento è inferiore a quello dei Bond Usa. E’ la Bce di Draghi bellezza, ma oggi si corre il rischio di sovrastimare i poteri di Super Mario. Sicuri che arriverà l’annuncio del QE? La resistenza di 20,200 è stata rispettata, ora io aspetterei per comprare, almeno 19,000/19,200, attenzione ai facili entusiasmi.
RUSSIA: Rublo in caduta insieme al prezzo del petrolio. Sembra quasi inevitabile una crisi per il 2015. Una scusa per una futura correzione dei mercati? Attenzione Ucraina, attenzione ai rischi geopolitici. Ricordate il 1998.
YOOX: avevo già accennato al ritorno nel settore del lusso. Yoox fa record nel “cyber Monday” è lei la più bella del reame. Buy in zona 17,80/18
ALERION: già segnalata la scorsa estate, ma aspettavo i volumi. Ora sono arrivati e sopra 3 il titolo diventa caldissimo, Opa sotto l’albero di Natale?


 
 

11 novembre 2014

Panino e Listino: TEVEZDONA, CALCIO E BORSA, RICCHI DI FANTASIA MA POVERI DI GUADAGNI (Mercoledì 12 in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


In merito al gran goal di Tevez e ai surreali paragoni che a questo sono seguiti, Gianni Mura con la saggezza che lo contraddistingue, scrive: "tutto bello, ma prima di paragonarlo a Maradona, bisogna ricordare che il pibe lo slalom se l'era inventato con l'Inghilterra e non con il Parma". Un massacro, un masso che affonda le astrusità che si sentono e leggono sia su calcio che sulla Borsa. 
Modestamente aggiungo ai paragoni che in queste ore si sono sprecati, che a differenza di Maradona, e lo si vede bene da qualsiasi immagine, Ronaldo, Tevez, Messi e aggiungete chi più vi pare, il pallone lo devono inseguire, mentre per Maradona (riguardate gli slalom) è parte integrante del corpo.
Calcio e Borsa, entrambi piccoli e grandi amori che corrono in parallelo, lo si vede sempre più in questi tempi di esagerazione e di crisi, si fantastica sempre molto ma alla fine non si guadagna mai.
Pensate all'Inter, oggi tanto discussa, fino a qualche anno fa sul tetto del mondo per l'impresa del "triplete". Il giorno dopo, pur non essendo io un tifoso nerazzurro ho pensato, fossi in Moratti ora venderei tutti, o quasi, in primis Milito che invece di ringraziare, dopo il successo come prima cosa mi chiede un aumento di stipendio. 
Vittoria, prestazioni massime ed età per molti avanzata, insomma un "vendi alla notizia", che affare sarebbe stato, e invece sull'onda dell'entusiasmo si tiene tutto e si pensa di andare oltre, ma chissà fino a dove, forse razionalmente nessuno lo sa, ma si tiene. E poi si perde, così accade quando titoli buoni arrivano a cadere su valori irrazionali che nel presente fanno paura, ma in futuro, guardandosi alle spalle sono state occasioni, mancate da molti e prese da pochi.
Sono così lontano dalla realtà?
Ognuno poi deve fare quello che crede, o ha conoscenze, o ha fiducia, altrimenti è meglio lasciar perdere perchè rimangono solo chiacchere e confusione, e alla fine grandi rimpianti.

Domani su "Panino e Listino" la cronaca dell'ultima tavola rotonda dei Guru, non c'era il sottoscritto, ovviamente, io ero sugli spalti ad ascoltare e prendere appunti. Appunti che potrete leggere domani, e se poi volete, ne riparliamo.


LIBERO 24 Settembre 2014
“Oggi siamo di fronte a nuovi sviluppi che ci cambieranno la vite al di là dei nostri sogni" con queste parole Steve Case celebrava il matrimonio tra Aol e Time Warner, nasceva il più grande gruppo multimediale del mondo! Era il 2000, eravamo tutti malati di Borsa e soprattutto di tecnologia. Era il tempo di Acampora, guru dell'analisi tecnica, per broker e investitori già una star, per i risparmiatori lo diventa quando annuncia il nuovo obiettivo sul Nasdaq: quota 6,000. Esplode l’euforia tra la folla, anche se già il testosterone era in ipercomprato.
Che i livelli fossero quelli d'allarme l'avevo già intuito da un particolare, e cioè che nei borsini delle banche, la periferia di Piazza Affari, il nome di Acampora era pronunciato tanto quanto la marca di un buon prosecco. Tutti volevano azioni, si passava da un titolo all'altro così, come bere uno spritz, fino all'ubriacatura totale, e poi lo sboom, e ti trovi in mano un mucchio di cartacce, senza più risparmi e con un gran mal di testa.
Dopo aver smaltito la delusione, gli esperti incominciarono a profetizzare quale potesse essere la prossima bolla, il settore più gettonato era quello delle biotecnologie, materia rara a Piazza Affari, altri continuavano a puntare su internet e tutto quanto fa tecnologia. Come sempre succede in Borsa, le previsioni non si avverano mai, o quasi. Spuntò il castello delle banche e della finanza, castello di carta che durò poco, bruciato  dal “falò delle vanità” che tanta povertà ha lasciato sotto la cenere.
Nemmeno il tempo per leccarsi le ferite che subito siamo travolti da una New wave tecnologica, il social, in tutte le sue forme: Facebook, Twitter, Linkedin e oggi Alibaba.
Ammetto che sentire l'euforia radiofonica di Barisoni nell'annunciare il botto del colosso cinese, qualche brivido me lo provoca, ma rimane pur sempre tutto confinato agli addetti ai lavori. Le cifre lo dimostrano: il 90% dei titoli collocati di Alibaba è in mano ai grandi investitori, solo il 10% a piccoli risparmiatori e, una volta eliminate le parentele si riduce a un 4%. Il giorno che accadrà il contrario, il giorno che sentirò parlare di Alibaba, come un tempo accadeva per Tiscali e Finmatica, sarò pronto a scappare dalla borsa. Fino ad allora sono solo correzioni.

PIAZZA AFFARI: credo che il mese di Settembre si chiuderà con un nulla di fatto. Non si andrà troppo lontani dai livelli in cui ci troviamo ora, non dobbiamo chiudere sotto 20,200.
BET: c’è chi si illude che quota 4 euro possa essere raggiunto in un battito di ciglia, c’è chi invece continuerà a comprare e vendere e poi ricomprare, ovviamente a prezzi sempre più alti, e poi ci sono i saggi, quelli che hanno la capacità di mantenere il titolo in portafoglio e magari aggiungere qualcosa a ogni correzione. Voi con chi state?
FIAT: a bordo con noi ora c’è anche Tamburi. Così si mette il turbo!
FIDIA: una volta era la gemella di Prima Industrie. Sarà ancora così?
ALERION: scalda i muscoli. 4 primo step.


 

16 ottobre 2014

ARRIVA IL QE NUMERO 4? È LA SINDROME "HOTEL CALIFORNIA", IL TORO CANTERÀ ANCORA




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buongiorno, non offendetevi ma a leggere che qualcuno oggi vuole comprare dei prodotti che puntano sul ribasso dei Btp o altri prodotti obbligazionari, penso che sciocchezza più grande non si possa commettere.
Fino a ora abbiamo sentito ripetere che  i rendimenti delle obbligazioni sarebbero saliti e che bisognava uscire e comprare azioni, quando non si capisce che in questo ciclo di mercato "ILBENGODI FINANZIARIO" se una cosa sale traina anche il resto e se crolla, trascina con se tutto quanto, si continua ostinatamente a vedere che i rendimenti non hanno la minima intenzione di salire e anzi, a comprare obbligazione in ogni fase di flessione si fa solo che un affare.
Avete visto cos'è successo ieri sera a Wall Street? È bastato che la Yellen accennasse un sostegno verbale verso l'economia americana e a un atteggiamento espansivo in termini monetari per vedere il Dow Jones ritornare velocemente sopra l'importante livello dei 16,000 e il Nasdaq recuperare tutta la negatività e chiudere quasi positivo.
Questa è la musica, quella suonata dagli Eagles, questa è la politica monetaria che contraddistingue il ciclo e Fisher (membro della Fed uno dei falchi) l'ha sintetizzata perfettamente titolandola "Hotel California": rileggete il testo della canzone "tu puoi fare il check out quando vuoi, ma non te ne andrai mai..."
È proprio così, non usciremo mai dall'allentamento quantitativo monetario, le uniche via d'uscita sono o la crescita, o l'inflazione, finchè ci sarà un pericolo economico, come quello che si sta manifestando in questi giorni, o un pericolo di caduta dei prezzi, il sostegno delle Banche Centrali (i Pilastri della Terra)  non mancherà di farsi sentire.
Ai tempi di Greenspan si parlava della "Greenspan Put" idealizzata come la mano protettiva del governatore pronta a intervenire in ogni situazione di crisi a sostenere le attività finanziarie. Oggi, con la Yellen, quella mano sembra ancor più delicata e benevola, protettiva, cuore di mamma.
"Il Qe è morto. Viva il Qe", oggi si parla addirittura di una continuazione del quantitative easing, proprio nei momenti in cui sembrava certa la sua fine, una coincidenza?
Io non so se Draghi e la Bce saranno pronti ora a un intervento di e emergenza, quello che sembra certo è che una continuazione dell'espansività in Usa avrà sicuramente un effetto benevolo anche per l'Europa.
Per quanto riguarda Piazza Affari, siamo su livelli importantissimi, le fondamenta del Toro: 17,500 sono le colonna di Ercole che ci separano da una nuova grande crisi. Io non credo verranno superate, anzi, questo è uno e quei momenti in cui bisogna lanciare il cuore, il portafoglio, oltre l'ostacolo e comprare.
Banche, banche e ancora banche, oltre alla solita pattuglia di titoli (Be, Fca, Fnm, Alerion, Telecom) che nonostante l'attuale crisi, da inizio anno proteggono le soddisfazioni e che alla prossima ripartenza sapranno battere mercato e concorrenza.
E nel sottofondo passa la nostra colonna sonora preferita "Hotel California", il Toro non ha ancora finito di cantare...