28 novembre 2008

DALL'AVIDITA' (o Insoddisfazione) ALLA SFIDUCIA

Cristo, che periodo difficile! Combatto con me stesso, ed allo stesso tempo cerco di trovare in me stesso nuova forza di volontà! Non è facile fare ricerca ed analisi, ed al tempo stesso non è facile trovare qualcosa di interessante da scrivere. L'esperienza che mi è capitata in questi giorni, dovrebbe fare al caso nostro. Un uomo e una donna, uniti da un minimo comune denominatore: l'investimento finanziario e da un sentimento che in questo periodo accomuna molti, incertezza e paura del futuro. L'uomo è un mio cliente, anzi meglio, una persona che ho deciso di aiutare perchè in perenne difficoltà con gli investimenti, ed appesantita da un grave handicap: la confusione, danger! Mi chiamava ogni giorno ed a me le sfide piacciono, decisi di accettare. Mi presenta il portafoglio, una parte obbligazionaria e molti ETF esposti sull'azionario globale, Europa, Giappone ed USA. Si parte, facciamo qualche operazione, non grandi cose, ma si guadagna. Arriviamo all'inizio del 2007, e coerentemente con quanto scritto in questo blog, inizia ad accennarli una graduale uscita dagli ETF. Lui, giustamente, mi fa qualche domanda, chiede, è curioso, e va bene così, poi però arriva la frase diabolica: "...vendiamo e se poi salgono ancora?" La classica frase di chi "fa borsa con il gratta e vinci", senza strategia, ne' idee e con una continua ed insaziabile insoddisfazione. Si rischia di guadagnare molto, non tollerando le perdite, e poi arriva l'aspirapolvere che aspira tutti i guadagni accumulati ed oltre. Ho impiegato settimane per convincerlo, non della realtà, perchè le borse avrebbe potuto anche salire molto, ma della mia idea. Ogni volta gli dicevo: "io non so se le borse saliranno ancora, io sono convinto che c'è un grande pericolo e che in ogni caso potrà ricomprare più in basso". Le stesse cose che sono andato ripetendo tra dicembre/febbraio 1999/2000. Alla fine si convinse vendendo tutta la quota relativa agli indici, contento? Per niente, il grazie era un optional, anzi durante i ribassi successivi nasceva la moda della paura, prima non si accontentava dei rialzi, ora aveva il terrore dei ribassi. In quanti si sono sentiti nella stessa situazione? In portafoglio avevamo qualche titolo, per la cronaca, dei 5 della lista 3 sono stati delistati. In questi mesi, sempre in coerenza a quanto scritto insistevo: "mediamo questo e quel titolo, perchè se per caso dovesse arrivare un delisting, Lei sarà costretto a chiudere in perdita". Niente da fare, se prima era assalito dall'assurda fobia della perdita del guadagno, ora che i prezzi erano scesi, diventando convenienti (considerazione soggettiva), la paura era la perdita. Niente non si media. La cronaca porterà alla sequenza di delisting, con le conseguenti telefonate del senno di poi: "...se l'avessi fatto..." etc etc... La cosa che mi ha fatto arrabbiare è stata la telefonata dell'altro giorno: "Buonasera Sig....." (solite fomalità di rito), che ne pensa di questo e di quello... e poi la sorpresona finale: "che ne dice del titolo Juventus?" Non credevo alle mie orecchie, per mediare i titoli solidi ed a sconto aveva paura e per comprare la Juventus? Forse mi sbaglio, dall'altra parte c'era Lapo Elkann e non il solito signore. Incomincia ad elencarmi i motivi per cui ha comprato quel titolo e ciliegina finale, mi fa l'esempio di quello che è successo alla Roma e mi ripete: "che ne pensa?" Non sapevo se ridere, mandarlo a quel paese (ma per educazione non ne sono capace) o incazzarmi. "Si è un ottimo titolo per perdere soldi! Con le squadre di calcio si perdono sicuri, senza dubbi". I mercati sono difficili, se poi ti mettono questi ostacoli, e si dilapidano i risparmi con i tentativi al lotto, allora è una tragedia. Non ci si improvvisa gestori, investitori o analisti, e soprattutto non si fanno i lavori a quattro mani, troppe mani in un portafoglio portano solo confusione e scompiglio. Il gioco di squadra non è questo. La Signora, mi chiama, ha dei problemi con i suoi risparmi. Qualche anno fa, aveva acquistato uno di quei prodotti labirinto (sai quando entri, ma non sai se ne uscirai... con il malloppo), ed ora, non capendo di cosa si tratta, arriva il panico. Ora ha bisogno di liquidità e mi dice che se vende in questo momento rischia di perdere molto. Detto in breve, in una delle clausole c'è scritto che se il prodotto viene venduto prima della naturale scadenza, ci sono delle penalità. La situazione è difficile, ed i suoi nervi non tengono, inizia ad inveire contro le banche: "mi hanno truffato... questo non me l'aveva detto... io tolgo i soldi etc etc...". Comprendo tutto, lo capisco benissimo, ma abbiamo bisogno della razionalità. Perchè non si chiede come mai ha sottoscritto quel prodotto? Come mai non si è informata prima di firmare? Come mai non ha chiesto un parere o una consulenza? Gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo, ma questa non è un alibi per camminare alla cieca. Ora c'è un problema da risolvere però, una volta fatto, è necessaria una seria autocritica. Non si può sempre colpevolizzare il prossimo, bisogna anche ammettere che l'ignoranza in materia, diciamo la scarsa preparazione (ad ognuno il suo mestiere) e la faciloneria sono una cattiva semina, e naturalmente nel momento del raccolto arriverà la delusione. Gli errori si compiono a monte, quando si decide e non alla fine, anzi quando ci rendiamo conto di cosa abbiamo fatto, la delusione e la rabbia ci portano a commettere un doppio errore. Questi due esempi possono essere considerati come la testa e la coda di questa crisi. Eravamo in un'autostrada, correvamo oltre il limite, noncurandoci dei tabelloni elettronici che lampeggiavano la parola avidità, o peggio insoddisfazione, poi arrivò il tunnel, all'entrata il cartello non segnalava la lunghezza ma la parola confusione, e all'uscita (perchè un uscita c'è sempre) il tabellone lampeggerà la parola "SFIDUCIA". Avremo il timore di ogni cosa, ed i libri in pubblicazione in questi mesi non aiutano, una nuova generazione maturerà con il timore o peggio il miraggio di un nuovo cigno nero. Chissà perchè la mente umana ad ogni catastrofe ne deve percepire subito un'altra, a catena, infinite, ed invece, non accade più nulla, o meglio, siccome gli allarmi sono elevati e la nostra mente è attenta ad ogni minimo movimento, non accade nulla di così grave. Spesso la soluzione è nella semplicità, essere attenti, critici, prudenti quanto tutto va bene, troppo bene, trovare le notizie positive, le possibilità, le occasioni quando la malattia sta facendo il suo corso. Il corpo umano assume i bacilli quando funziona e non quando si sta curando. Il corpo economico ritonerà in forma, e ci sarà una nuova bolla, e gli ultimi ad entrare, a farsi del male, saranno proprio quelli che hanno maledetto la borsa, se ne dimenticaranno, dimostrando di non aver imparato la lezione. A volte è più semplice di quello che sembra e perchè, per una volta, non rompiamo le solite tradizione, iniziando ad agire in controdenza, con prudenza, con pazienza, facendo il contrario degli errori fino ad ora commessi. Magari è la volta buona che rischiamo di fare un affare, di realizzare un sogno o semplicemente di fare la cosa giusta...

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RADIO BORSA - L'attesa

Oggi borsa estremamente tecnica, in perdita per gran parte della giornata, e scatto finale da "tirata per i capelli" che ha permesso a Piazza Affari di chiudere con una perdita dimezzata rispetto ai minimi di giornata. Wally dopo la chiusura di ieri, oggi è praticamente in vacanza (chiuderà anticipatamente) e quindi cosa si può pretendere? Stallo totale, un indicatore è anche la mia casella di posta, anche i lettori hanno poco o nulla da dire. Per ora ci manteniamo in un trading range sia di borsa che di forex, anche se qualche titolino inizia a sgranchire le gambe. La mia idea è sempre la stessa, stiamo impostando il rimbalzo, o meglio il recupero, ma non è che ripetendolo ogni giorno questo scenario avrà maggiori possibilità di realizzarsi...

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UBS - LA SECONDA CHANCE ED IL PENTIMENTO


Ieri a Lucerna, si è svolta l'assemblea UBS, oggetto: "approvazione del sostegno statale di 6 miliardi di franchi". Anche questa volta, i piccoli risparmiatori presenti dall'assemblea non hanno risparmiato critiche ai manager del colosso bancario. Ebbene si anche nei santuari svizzeri, dove è solitamente regna l'understatement, ora la pazienza è finita e si alza la voce. In casa UBS l'hanno capito, e sono in cerca di nuove strategie. Le crisi non portano solo sofferenze e povertà, ma anche innovazione, anzi è proprio nei momenti difficili che si trovano le soluzioni migliori. UBS è pronta a rinnovare la propria immagine, dopo le pulizie di bilancio dei trimestri passati, ora passa al contrattacco lanciando una nuova campagna pubblicitaria: "UBS DOMANDA UNA SECONDA CHANCE". Testimonial dello spot, sono gli stessi clienti della UBS, i quali affermano che è necessario ora dare una seconda chance alla banca. Ora ripenso all'epoca dell'arroganza (fortunatamente ormai tramontata) a tutti gli imprenditori accorsi al capezzale delle banche per avere una seconda chance, chissà quante le porte sbattute in faccia. Me lo sapete dire? Chissà quanti di noi sono alla ricerca di una seconda chance. Io sono sempre favorevole, anche perchè sono il primo a chiederla. In USA una persona che ha fallito, è vista come una persona con maggiore esperienza, quindi da ascoltare e seguire. In Italia risulta come un paradosso, perchè qui chi fallisce è visto come un perdente ed una persona da esiliare. Le seconde chance però devono essere meritare, ed alla UBS non rimangono con le braccia conserte in attesa della sentenza del pubblico, anzi molti ex manager della banca stanno restituendo i maxi-bonus incassati negli anni scorsi, tanto da far pensare ai più maliziosi che si tratti di un'astuta mossa per riacquistare il consenso e la fiducia. E se invece fosse sincero pentimento? Poco importa, in questo caso quello che conta è "il fare", come si agisce ed in che tempi. E' il minimo che si possa fare, per avere un perdono rispetto agli del passato? Forse si, ma è sempre meglio dell'attuale condotta degli istituti bancari, che con la solita arroganza, nonostante lo stato di colpa, si permettono di pretendere gli aiuti e di dirigerne anche i metodi ed i modi. E poi? Altro? PS. Marchionne non era presente all'assemblea, non penso a dissidi con il managemente. Piuttosto, che ci sia qualcosa in gestazione in casa Fiat?

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26 novembre 2008

A BALLARO' TUTTI CONTRO LA CRISI! (A parole, ora aspettiamo i fatti!)


Avete visto Ballarò l'altra sera? Io si, tutto d'un fiato. Questa crisi è da studiare in modo approfondito, da ogni punto di vista. Per affrontare e sconfiggere il nemico, lo devi conoscere. Romiti di crisi ne ha conosciute molte, aspre e socialmente violente. Ci ha convissuto, ha fatto esperienza da vendere, ed ora può insegnare e ci può preparare ed aiutare. Le persone anziane devono sempre essere ascoltate attentamente, anche se non hanno studiato, hanno vissuto, e dagli innumerevoli episodi che ti possono raccontare puoi raccogliere qualcosa da mettere nello zaino della tua vita. Chi ha studiato le soluzioni alla crisi le può teorizzare, chi ha visto la crisi ti porta agli occhi quello che non hai mai visto, il passato nel possibile futuro. Mi è piaciuto molto l'esempio di Romiti relativo alla riscossa del passato usando la metafora dei campi ampi e distesi, rapportato alle possibili riscosse di oggi con pochi spazi. Probabilmente ha ragione, la nostra generazione, sebbene ci siano persone abituate a galleggiare sulla dead line, mi riferisco alla maggioranza, non è abituata all'assenza del benessere, alla comodità immediata, mi riferisco anche alle cose più semplici. Devo ammettere che per qualche secondo, la mia fiducia nel futuro, ha vacillato. Dall'altra parte c'era un'altra esperienza, non l'industria, ma la finanza. Avete capito bene, mi riferisco al presidente della Popolare di Milano Roberto Mazzotta. Pacato, come sua consuetudine, molto calibrato sui termini, lentamente romanzava sugli eventi della crisi, pontificando sui rimedi da adottare per superare il difficile momento. Sembrava quasi un'entità astratta, dimenticando che Lui (inteso come sistema bancario) è il protagonista della tragedia, o meglio la miccia della bomba esplosa. Voglio estremizzare, è come se l'untore si presentasse al Lazzaretto, riconoscendolo gli appestati immediatamente punterebbero il dito contro, e Lui, immacolato, con una magia di trasformismo degna del mio Brachetti, tramutandosi in medico gli dicesse: "ma io sono il rimedio, sono qui per curarvi!". Nella finanza tutto è possibile (se pensate che in pochi mesi siamo passati dall'avidità alla paura) in Italia ancor di più. Ad onor del vero bisogna anche ricordare che Mazzotta e Abete sono stati gli unici banchieri a portare la faccia in video, e di questo bisogna rendere merito, almeno da un punto di vista di un (seppur minimo) senso di responsabilità. Tocca alla politica ora la responsabilità maggiore, le banche devono essere aiutate altrimenti il sistema (essendo bancocentrico) annega! Però non dovrà essere un aiuto gratuito. In USA il sostegno al sistema automobilistico avrà come clausola cambi strategici e strutturali, con benefici per l'ambiente ed il consumatore, così al sistema bancario non potranno essere fatte concessioni illimitate. Una volta passata l'emergenza si dovranno trarre i benefici degli aiuti e dei sacrifici, e chi ha sbagliato deve pagare, altro che stock options ed extra bonus, è arrivato il momento di riequilibrare, il popolo questa volta potrebbe non rimanere in silenzio.

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CELEBRATION - John John Kennedy... che nostalgia!


In questi giorni si celebra la morte (prematura) di un giovane dalle grandi speranze: John Fitzgerald Kennedy Junior. Quanti lo ricordano? Sono passati quasi 10 anni da quel tragico e se vogliamo stupido incidente. Prima di vedere un servizio del Tg1 devo ammettere che nemmeno io me lo ricordavo, ma il sottoscritto in questo periodo fa poco testo, la mia mente in questi anni è più annebbiata della Londra dei gialli di Holmes. Appena l'ho visto, l'amore con la bellissima Daryl Hannah, il matrimonio con la fascinosa e capricciosa Carolyn Bessette, la nascita di GEORGE, riaffiorava tutto, sembrava risorgere un IO che avevo soppresso o dimenticato, e quanti ricordi associati a quelle immagini. Mi vengono in mente gli altri giovani che oggi potrebbero essere simboli del presente, mi riferisco a Lady Diana ed a Giovannino Agnelli. Troppo belli, dentro e fuori, per non essere rimpianti e ricordati. E chissà quanti altri ne ho dimenticati. Il mondo di oggi avrebbe bisogno di quella bellezza, di quella naturalezza, disinvoltura, semplicità e con una carisma spontaneo mai invadente. Il mondo oggi, con loro, potrebbe essere diverso, ma la realtà è che loro non ci sono, e quindi fare paragoni è inutile. Ma immaginare, fantasticare, ricordare si può, anche perchè un Medioevo sembra stia tramontando e davanti a noi possiamo avere qualcosa che si possa avvicinare se non al sogno, almeno all'immaginazione.


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OBAMA'S TEAM - Paul Volcker... c'è!!!


"Capo del consiglio per la ripresa economica", questo è l'incarico che è stato affidato al grande vecchio Paul Volcker. E mi pareva strano che non dovesse avere un ruolo strategico nel Dream Team di Obama. Dopo 20 anni di "pensionamento" la Leggenda torna nella scena attiva dell'economia americana. Volcker negli anni '80 sterminò l'inflazione galoppante, da grande pompiere riuscì a spegnere il colossale incendio nei prezzi al consumo. A quei tempi era autentico, bruciava rialzi su rialzi,la fiammella (strumentalizzata) dei mesi scorsi, non è sopravvissuta nemmeno ai primi geli dell'autunno. Ora il guerriero Volcker trova davanti a se un drago ancor più minaccioso e subdolo: la Deflazione. Fortunatamente il male è ancora di tipo finanziario e non consumistico. L'Orso rimane possente, ma dalla nostra parte abbiamo un cacciatore che non si spaventa davanti a nulla!

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22 novembre 2008

INTERVISTA E FEEDBURNER

Dimenticavo... devo scusarmi con tutti i lettori. Vi avevo promesso per questo venerdì (il tentativo) di riprendere la rubrica di interviste. Purtroppo, causa imprevisti ancora non mi è arrivato il materiale, appena possibile pubblicherò nel blog. Chiedo ancora scusa per la lacuna. Per quanto riguarda l'iscrizione al Feedburner, per chi volesse legarsi ancor di più al mio blog, basta cliccare qui sopra o sul bottone Feed qui a destra , grazie! Buon weekend!

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OBAMA'S TEAM - Timothy Geithner nuovo Segretario al Tesoro


Ieri sera, inaspettatamente, è arrivata la nomina del futuro Segretario al Tesoro dell'era Obama: Timothy Geithner è il prescelto. Presidente della Fed di New York, un duro, un lavoratore, un uomo che nei momenti critici di Settembre, ha saputo mantenere il self control. Avrei preferito il magico Robert Rubin, ma in questa particolare situazione, non ci devono essere scheletri nascosti, e Rubin consigliere di Citigroup è troppo attaccabile. Come seconda scelta avrei puntato su Volcker. Un presidente giovane, nuovo, accompagnato da un grande vecchio, saggio, capace e soprattutto esperto. Si è deciso per un altro giovane, e va bene così. Ieri sera, appena la notizia ha iniziato a circolare, Wally ha reagito con gran vigore. Resta da capire se si tratta dell'ennesimo fuoco di paglia, oppure di un primo capitolo di svolta. Questa però è la dimostrazione che le sorprese sono dietro l'angolo, ed arrivano (come scritto sotto) in modo totalmente inaspettato, spiazzando il pubblico. Wally e le borse in generale non si aspettano in questo momento utili in miglioramento o notizie economiche sorprendenti o di tenuta, ma attendono news, good news esterne. Un altro aspetto da non sottovalutare è che Geithner, essendo presidente della Fed di New York (la più importante) ha lavorato già a stretto contatto con il capo della FED Bernanke, questo feeling si trasferirà nel nuovo incarico, portando fluidità alle future manovre economiche. La notte non è ancora passata, ma sicuramente possiamo alimentare le speranze per un'alba sempre più vicina!
Ps. veramente nel mio cuore, avevo in mente un altro nome per la segreteria del Tesoro, uno che di questa crisi conosceva ogni aspetto, e sicuramente una cura efficace, ma non posso dirlo, rischierei di perdere anche gli ultimi lettori che mi sono rimasti fedeli!;-)

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20 novembre 2008

On the floor - DEFLAZIONE TOTALE?


Riassunto degli ultimi capitoli: giovedì scorso il segnalone tecnico, quello che doveva dare la mazzata finale al Grizzly, niente da fare, nuove inguiate, ferite e sangue, l'Orso domina ovunque ogni graffiata e come un'ascia che taglia i prezzi a manciate. Il freddo nelle quotazioni crea il giusto habitat per l'orso della deflazione totale? Ritorniamo alla scorsa primavera/estate, non ci vuole molta memoria, sono passati solo pochi mesi. In quel periodo la paura principale era il Petrolio stellare e l'Inflazione (?) galoppante. Più volte in passato ho ripetuto che in una fase di materie prime galoppanti, il dato sui prezzi era (evidentemente) molto importante, ma che il problema inflazione non esisteva, soprattutto se rapportato con un passato ormai dimenticato (cliccare qui) . Oggi quelle isterie assurde contro il caro prezzi è improvvisamente non esiste più, ora si corre verso la parte opposta, la paura oggi è la Deflazione. Questa cambiamenti repentini di giudizio e di pensiero sono il male, protraendoli, invece di cercare un equilibrio ed una razionalità si finisce per cadere nelle disperazione e non nella soluzione. L'altro giorno all'uscita del dato sull'inflazione USA, in discesa oltre ogni aspettativa, sulle borse è caduto il gelo, allarme deflazione e se il cavallo deciderà di non bere più non ci sarà taglio dei tassi che ci salvi. E qui ritorna in campo la psicologia, la paura e la sfiducia. Per tutti questi motivi la Deflazione è più difficile da curare rispetto all'inflazione. Io credo che se quel giorno il dato fosse migliore delle previsioni, le borse sarebbero scese ugualmente, se il sentiment è nero, ogni scusa è buona per scaricare. Il processo di deleveraging (riduzione della leva) e delle vendite forzate (spiegato qui) è ancora nella fase acuta, e finchè questo processo non si assesterà o non ridurrà la sua velocità non potremmo assistere a quel famoso Rimbalzone che potrà riassorbire questi eccessi di ribasso, la solita teoria del pendolo . Prendiamo ad esempio Citigruop, pensate che possa fallire? Ormai siamo entrati nella fase in cui si crede e si ha paura di tutto, è la differenza con la fase toro quando ci crediamo invincibili. Citigroup (l'ex banca più grande del mondo), se siete tra quelli che non credono nel fallimento, oggi capitalizza all'incirca quanto IntesaSanPaolo e poco meno di US Bancorp. Per fare un esempio, è come se UBI Banca capitalizzasse più di Unicredit. Il costo sul debito, naturalmente, sale. Accanimento eccessivo o fondato? Tra le numerose assurdità, non mancano le stime delle case d'affari, c'è chi ha tagliato ora le stime sugli utili (oggi, dopo che il titolo ha perso il 90%) del 2008 e dimezzato quelle per il 2009, ma per non sbagliarsi ha giudicato il titolo "in line", con un obiettivo di prezzo a 16$. Difficile capire cosa ci sia di "in linea", con un prezzo che ormai vale 1/4 le stime. Il campo valutario rimane la bussola dei corsi attuali e futuri. L'altro giorno sono rimasto molto stupito sul movimento dell'Euro/Dollaro, fiondato oltre quota 1,28 e respinto in breve tempo sotto quota 1,26. E' una prova di forza, ma tra chi? Il recupero del Dollaro (per ora) resiste, nel regno dei ciechi il guercio è re, come in ogni fase di debolezza e crisi, i capitali dalla periferia ritornano al centro, cercando sicurezza. Lo Yen rimane la valuta principe, il ritorno a canossa della speculazione punita e pentita. Il Dollaro/Yen il barometro, ha rotto la quota 96/96,50 e la situazione da grave che era, si è appesantita. Ieri ho seguito i mercati fino a sera (poi sono uscito per scaricarmi!) ed ho visto che il cambio in questione ha tentato di rifare capolino sopra 96, con poca convinzione, ha fatto retromarcia, questa notte ho avuto la conferma, Wally ruzzola e torna ai livelli del 1997. Questa mattina Tokyo a sorpresa, ed a conferma che le "soluzioni" della crisi sono ad Oriente, ha chiuso con il segno più, ma finchè non recupera quota 8000 c'è ben poco da sperare. Nikkey 8,000 e Dollaro/Yen 96/96,50 questi sono i numeri. Non c'è nessun pericolo Deflazione o Stagflazione alle porte, l'economia ha semplicemente imboccato il sentiero del difficile ritorno alla normalità, gravoso nel presente, ma ricco di opportunità per il futuro. La politica monetaria ha ormai intrapreso un'opera di intervento coordinato, ed anche la BCE con il cronico ritardo, prenderà coraggio brandendo il forbicione. Teniamo presente che tassi più bassi, significa anche un minore servizio del debito per gli stati. Ora c'è l'assoluto bisogno di un coordinamento a livello nazionale, fisco e spesa pubblica devono intervenire in modo massiccio. E' una mia cattiva abitudine anticipare troppo gli eventi, ricordate quante volte ho messo l'Orso in prima pagina all'inizio del 2007 scrivendo "più saliremo, peggiore sarà il prossimo ribasso", cambiando la mia indole mi risparmierei inutili sofferenze, ma ognuno è fatto a suo modo. Ormai manca poco alla celebrazione del funerale dell'Orso, quel momento non sarà certo il segnale dell'uscita dal tunnel della recessione, ma un semplice e roboante riassorbimento dell'eccessiva negatività. Un processo, una molla, che si sta caricando e che avrà i suoi effetti in modo inaspettato, come sempre, quando i più avranno gettato la spugna causa troppo logoramento...

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19 novembre 2008

RADIO BORSA - Il logoramento continua...


Buongiorno, non voglio aggrapparmi a futili giustificazioni, ieri, per troppo entusiasmo ho voluto anticipare ed ho sbagliato! Battaglia persa, ma non la guerra. Nell'ultimo articolo di Venerdì ho scritto: "Dollaro/Yen, se va sotto 96 si mette male, se va sopra 97,50 possiamo metterci in costume". Ieri è stato toccato un massimo a 97,40, le borse tirate per i capelli, sono state riportate a galla, ma quel muro sul valutario non è stato abbattuto, retrocessione in serata con conseguente "sbracata" generale. Wally (sullo S&P500) ha recuperato nel finale di seduta il magico 850, ma per l'Europa questo non è bastato, infatti il NIKKEI (il mio indicatore) ha chiuso in negativo, lo YEN si è rafforzato e quindi siamo tornati al solito logoramento. Quanto scritto è naturalmente interpretativo, solo alla fine capiremo se la mia teoria, i miei indicatori, saranno stati affidabili o meno. Intanto Paulson, John e non il segretario al Tesoro Henry, uno dei pochi che da questa crisi ha guadagnato (scommettendo contro i mutui) ha dichiarato che si può tornare a spendere sul settore dei mutui immobiliari USA. Non sarà la campana del via al rally rialzista, ma è di certo una good news! Questo pomeriggio dagli USA arrivano altri dati macro molto importanti, ma per quanto mi riguarda, gli occhi saranno puntati sul Dollaro/YEN (sempre gli stessi livelli) e se magari, anche l'Euro spingesse in alto, non guasterebbe... Ci aggiorniamo.

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18 novembre 2008

YANG SI DIMETTE, MICROSOFT RITORNA ALL'ATTACCO... YAHOO?!


Jerry Yang ci ha provato, ma la sua strategia difensiva (anche a causa delle turbolenze sui mercati) contro l'attacco di Microsoft, non ha funzionato. Ringrazia e si dimette da Ceo, rimanendo all'interno del gruppo. Non preoccupatevi manager italiani, nel nostro paese questa moda non sfonda, potete stare comodi nelle vostre poltrone mentre le aziende in borsa affondano, senza subire la minima protesta assembleare. I famosi piccoli azionisti e le pubblic company made in Italy, che barzelletta! In fondo chi era Jerry Yang? Era solo il fondatore dell'azienda! Ora, Microsoft potrebbe ritentare l'attacco, quello decisivo. Breve riepilogo, all'inizio di quest'anno Microsoft tenta la grande scalata, il cannibale, non essendo riuscito a sfondare nel settore dei motori di ricerca, agisce come sua abitudine, inglobando. Sembra fatta, ma l'impresa all'ultimo, salta! Arrivano quindi gli squali: T Bone Pickens e Carl Icahn, convinti del mega affare, ma anche loro falliscono. Della serie che anche i più grandi, in borsa, prendono i "bagni". E qui si ritorna alla tirata d'orecchi verso la bella addormentata Europa: nonostante il titolo sia sceso molto, nonostante l'Euro rimanga tutto sommato moneta forte, nessun colosso del Vecchio Continente ha pensato di osare, tentare il colpaccio conquistando un'azienda leader. Ma è mai possibile?! (cliccare qui) Ora il titolo è ancor più a buon mercato, vale la metà rispetto ad inizio anno, e 1/3 rispetto al prezzo dell'offerta. Microsoft potrebbe fare il grande affare, tenendo conto anche dell'abbondante liquidità in cassa. Il mondo sta tornando alla normalità, si compra con soldi veri e non con il credito. Sta arrivando la benzina per il rally? Altra buona notizia, la trimestrale pubblicata in anticipo di HP, un risultato superiore alle stime. Se il mercato reagisce a questi stimoli (ed il cambio continua ad indicarlo) allora si che possiamo iniziare ad illuderci...

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29 Settembre 2008: IO COMPRO! - UNICREDIT è solo una fissazione?

Buongiorno! Questa idea rialzista forse è solo una mia fissazione, ma più passa il tempo e più galoppa la convinzione. Tranne Italease, in questi 2 anni non ho mai sfiorato una banca, ed ora mi sono incaponito, dopo UBS, Unicredit in zona 2 euro. Oggi aumento la quota. Forse farà un doppio minimo, forse andrà sotto. Alcuni temono persino il fallimento. Io sto solo seguendo i miei indicatori sperimentali e sulla caduta di questa mattina ho raddoppiato. Ci aggiorniamo...

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17 novembre 2008

MEDIA - DOLLARO/YEN - BLOG (Complimenti a Fuorimercato!)


Buongiorno! La settimana inizia maluccio, ho qualche disturbo dentale, e per uno che ha subito 20 anni di apparecchi odontoiatrici è una bella noia! Proviamo a scrivere qualcosa di utile ed interessante. La stampa nel weekend ha portato "gioie e dolori", persino il Sole24Ore ha messo l'accento sull'indicatore principe che inseguo ormai da qualche anno lo Yen, e ultimamente, nello specifico il barometro principe: il Dollaro/YEN. Nel commento di borsa settimanale viene enfatizzata l'efficacia, l'affidabilità e lo status previsionale di questo nuovo indicatore. Me ne compiaccio! Il sottoscritto, per strafare;-) ha voluto aggiungerci la ciliegina: il Nikkey, semplicemente per un fatto, essendo lo Yen la valuta di riferimento di quell'indice, ogni qualvolta la moneta giapponese subisce sensibili apprezzamenti il NIKKEY patisce, sulla debolezza invece il NIKKEY si rafforza in modo altrettanto robusto, ed è per questo motivo che il mio scenario di RIMBALZONE si sente aggrappato a questo modello. A me piace sperimentare, e questo è appunto un esperimento, potrà fare flop, come può risultare vincente. La delusione invece arriva da un articolo, quello pubblicato da Borsa&Finanza "Con la crisi la finanza si dà al blog", premetto che non ho la minima idea di come vengano stilate queste classifiche, quindi scrivo da ignorante in materia, prima di tutto applausi per Steve ed IgTrader blog a me collegati (condivido la loro gioia!) che vengono segnalati nell'articolo, non nascondo però la delusione nel vedere che ne questo blog nè il Duca e Luca siano presenti nella Lista, perchè? E poi mi chiedo, IGTrader non aggiorna il suo blog da Settembre, e nell'articolo viene ripreso l'ultima frase che risale proprio a quella data. Con questo non voglio certo accusare IG, lui non centra nulla, ma chi ha scritto l'articolo e chi fa questo tipo di ricerche, quale il criterio???
ps. vi lascio con l'ultimo singolo di Kelly Rowland "Daylight", molto cool, atomesfera e sound Newyorkese, semplicemente elettrizzante. E poi è un modo per entrare in clima, sono infatti intenzionato a riprendere seriamente la rubrica di interviste, e la prima è riservata proprio ad un personaggio from New York. Ora devo trovare solo ispirazione per inviargli delle domande interessanti... Let's go!


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14 novembre 2008

G20 A WASHINGTON... MA SENZA OBAMA


A Washington tutti insieme appassionatamente, manca l'ospite d'onore, l'uomo del futuro: Barack Obama. A dirigere l'orchestra ci sarà George (ex king) Bush. E come, per assurdo, se si trovassero due pittori davanti ad una tela, l'opera l'inizia uno e la deve terminare l'altro. E' impossibile, ognuno ha il suo stile ed il suo metodo, non funziona! Tutti i leader hanno pensato bene di mettere le mani avanti: "non aspettatevi grandi decisioni". I mercati dovrebbero quindi essere preparati, e se arriva qualcosa di buono, ben venga! Intanto Trichet e Bernanke dicendo "siamo pronti per eventuali interventi coordinati per sostenere il sistema", sembrano aver disegnato un invisibile rete di protezione. Da Settembre in poi i weekend non hanno mai portato nulla di buono, e questo certo non sembra la riedizione di "un moderno Plaza", però come ho scritto in settimana da qui non si deve tornare indietro. Sul valutario, l'Euro ha smaltito la (prevista) debolezza, ed ora sembra fare capolino con nuova energia. Come al solito ho voluto anticipare e mi sono messo long su EURO/Dollaro da 1,2630, se va sotto 1,24 sono spacciato! Il barometro rimane Dollaro/YEN, e anche qui mi sono posizionato, long da 96,40, se va sotto 96 si mette male, se va sopra 97,50 possiamo metterci in costume. Questa nuova forza dell'EURO (proprio l'altro giorno la invocavo) fa ben sperare. Sull'azionario sono già ampiamente esposto, ora non ci resta che attendere gli eventi. Frasi dette e ripetute, ora ci vogliono i fatti!

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13 novembre 2008

WALL STREET... TOKYO


Questo si è un vero segnale! A Wall Street si reagisce alla tragedia. La seduta non è ancora chiusa (sono le 20,30 ora italiana), ma c'è stata una bella finta di profonda rottura e poi la ripresa. Ora non resta che attendere (con grande fiducia) quello che succederà a Tokyo. Siamo tutti samurai!

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SPETEGULES (in attesa del NIKKEI) - Fratini e Marconi a Domenica In

Come vi siete svegliati questa mattina? E' dura lo so, vi capisco, è logorante, e solo pochi arriveranno alla meta. Questa mattina il Nikkei ha preso una scoppola, ma era già scontata, lo Yen ed il futures (che gira 24 ore su 24) avevano già avvisato. Sono cose un po' tecniche e pesanti, ma dovete sopportarle. Questa notte aspettiamo il secondo round, ovvero la rivincita e se il Nikkei non regge, vuol dire che il peggio non è ancora passato. Nell'attesa pubblico un filmato, si riferisce ad uno spezzone di Domenica IN di qualche domenica fa. Ospiti: l'invidiabile coppia Fratini & Marconi con Vaffanbanka! Incredibile, me la sono persa, ho trovato il filmato per caso. E' una vita che inseguo Monica Setta, e loro? A cavallo dell'opera, sono arrivati alla sua corte;-) Che invidia!;-))) Finalmente la Setta ha comunicato il suo indirizzo email. Le ho subito scritto... ed ora fremo per una risposta, se arriverà... Intanto limitiamoci a fremere per il Nikkei! Il Dollaro/Yen per ora sbatte contro il nostro livello 96/96,50


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12 novembre 2008

Indicatore Personale - NIKKEI 225


Ieri vaticinavo che la debolezza si sarebbe protratta fino ad oggi, e purtroppo così è stato. Per la cronaca, ho fatto un veloce trade su Dollaro/YEN, andando corto di biglietto verde sotto 97,40 e chiudendo a 94,70. Avevo fissato il prezzo fino a domani mattina, pensavo lo toccasse in nottata, ed invece l'ha fatto in un battibaleno! Ho rapinato 3 figure. Ora i livelli da seguire sono questi: supporto il minimo del 24 Ottobre e come resistenza, il solito livello 96/96,50. L'attenzione la rivolgo ad un altro strumento, anche se è comunque strettamente legato allo YEN, e cioè l'indice Giapponese: il NIKKEY 225 che battezzo come nuovo indicatore personale. La speranza per il rimbalzone si aggrappa su questo indice, e le speranze sono più che fondate. Questa notte ci sarà nuovamente battaglia, ed il risultati li vedremo domani mattina, chi nei telegiornali del mattino, chi alla radio o direttamente al computer. Si potranno sentire le solite scuse e farneticazioni: colpa delle dichiarazioni di Paulson, della Recessione (anche se sia ieri che oggi non sono usciti particolari dati economici dagli USA), colpa dei bilanci societari (anche se nessuna tra le big internazionali ha lanciato warning) o forse è colpa della Luna e della pioggia, ma si diamo la colpa anche al cielo! La verità è sempre la stessa, quella che più volte qui si è cercato di identificare e ricostruire, e cioè che è in atto una massiccia opera di deleveraging (riduzione della leva) e chi è costretto a vendere ed a chiudere le posizioni lo fa nei mercati in questo momento più liquidi: azionario in primis e poi quello delle commodity (vedasi crollo del Petrolio). In questo processo lo YEN è il protagonista, assumendo il ruolo guida, dopo essere stato per anni nella polvere. Chi per anni aveva fatto Carry Trade indebitandosi nella valuta nipponica, ed anche con il Biglietto Verde (perchè anche negli USA i tassi erano molto bassi), ora chiudendo le posizioni deve ricoprirsi in valuta, giù a picco tutte le valute legate alle commodity, giù le valute che avevano dei tassi di riferimento alti. In questo processo è compreso anche l'Euro che per anni ha accompagnato il Petrolio al rialzo, ed anche perchè il Tasso di riferimento BCE era quasi due volte quello USA. Oltre agli indicatori segnalati sopra, ora dobbiamo aspettarci una reazione anche dall'EURO, se non proprio vigorosa contro il Dollaro, almeno contro lo YEN. Debolezza fino ad oggi, e ci siamo. Alle porte c'è il super vertice di Washington, il Nikkey deve tenere e lo YEN arrestare la corsa, questi sono gli ingredienti per continuare quella che ancora sembra solo una flebile reazione, ma che potrebbe portare per fine anno, almeno un minimo sollievo alle tante ferite subite in questo 2008.

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MEDIA BLOG: Il Corriere della Sera e Ballarò

Buongiorno. Due indizi fanno una prova? Magari! Giovedì scorso ho comprato il Corriere della Sera, come sapete non sono un habituè di via Solferino, ma la mia mania, diciamo Hobby del ritaglio di articoli mi ha portato a lanciarmi in acquisti da sinistra a destra senza distinzioni di partito. Allegato al Corriere c'era il "Magazine", per curiosità l'ho sfogliato e cosa vedo? Ricordate l'articolo che ho pubblicato poco tempo fa "1929 raccontato da chi l'ha visto" e la poesia di Garcìa Lorca? , sul "Magazine" a pag.21 nella rubrica "Moleskine" del direttore Calabrese vedo: "Dolore e poesia di un crack", il 1929 raccontato nei versi di Lorca. Incredibile! Se anche Calabrese l'ha notato, vuol dire che sono nella direzione giusta. L'altro indizio, ieri sera a Ballarò, il ministro Sacconi durante il dibattito sulla crisi e della stretta sul credito, casualmente cita... chi? Mark Twain. Vi ricorda qualcosa?!;-) Legge gli articoli di ieri... Che volete farci, fa parte del narcisismo di questa epoca, di quel vizio (instaurato da Costanza & C.) di protagonismo che è difficile togliersi di dosso, anzi quasi si autoalimenta, forse è solo la scusa per andare avanti, come la chirurgia estetica contro l'invecchiamento. La vera giovinezza è nell'anima, se sei giovane e bello, lo sei anche senza le citazioni, i complimenti ed i riconoscimenti del prossimo. Fortunatamente non mi monto la testa, altrimenti chissà cosa potrei pensare, che la Rizzoli passi in via del TrafficanteVolpino;-), oppure che Sacconi prima di andare in diretta su programmi economici mi consulti?;-) Sto scherzando, però fa un bell'effetto sentire in tv degli estratti di quanto ho scritto, fa sorridere e pensare che non scrivo solo cazz... volate.

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11 novembre 2008

On the floor - LA BORSA HA BISOGNO DI ENERGIA!


Dopo lo sprint di ieri (smontato nel pomeriggio) oggi si ritorna alla normalità, quella che ormai da (troppo) tempo ci accompagna e impaurisce. Come scritto ieri, IO COMPRO SOLO SUI RIBASSI, e questa mi sembra un'altra bella occasione. In particolare nel settore energia e municipalizzate. Ho letto il suggerimento di Luca (la tecnica è il suo mestiere!) e devo ammettere che Acegas è proprio un bel titolo , la conferma che il settore è veramente appetibile. A conferma, oltre che su Acegas e la passata EDISON, la scorsa settimana sono entrato anche su ACEA. Per quanto riguarda l'energia in generale, già detto di Tenaris, raddoppio su ERG. In generale, forse scenderemo fino a domani. Ho detto anche troppo. Ci aggiorniamo...

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FALLING ANGEL - Romain Zaleski e il credito privilegiato


Martin Ebner sembrava infallibile, fiutava, comprava e chi lo seguiva faceva il grande affare. In casa Pirelli, Tronchetti Provera non stava certo tranquillo, Martin Ebner, il raider svizzero, era sempre lì che punzecchiva e con i suoi acquisti "minacciava" il colpaccio. Eppure, nemmeno lui era infallibile, nel crollo di borsa 2000/2002, anche per lui passò il cigno nero. Romain Zaleski sembrava diverso, con lo stesso fiuto dello svizzero e lo stesso pedigree, ma più prudente, o forse più protetto, visto il legame inossidabile con Bazoli. Il cigno nero non fa sconti, ed ecco che appare anche allo specchio del finanziere franco/polacco, ma il finale qui è diverso, perchè Romain Zaleski si è procurato per tempo un paracadute. Diverso il caso di un imprenditore metalmeccanico (che ha preferito rimanere anonimo) schiacciato dall'attuale crisi creditizia. Le sue urla sono le stesse di tanti colleghi piccoli imprenditori che non hanno nè le amicizie di Romain Zaleski e nemmeno lo stesso trattamento privilegiato. La Banca Centrale apre i rubinetti per inaffiare il sistema, e le banche stringono. Leggete la storia pubblicata oggi dal Sole24Ore a pag.43. Come diceva Mark Twain: "Un banchiere e' uno che vi presta l'ombrello quando c'e' il sole e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere".

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