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20 novembre 2012
Panino e Listino - UN ANNO DI GOVERNO MONTI, COSA RESTERA'? (Mercoledì 21 Novembre in edicola su Libero)
Buonasera, il pezzo è appena andato in stampa, e già da ora vi avviso che tra i titoli segnalati ci sarà anche Lei, sì Lady CHL. Non mi nascondo, la faccia c'è sempre, nel bene e nel male, sempre sul campo.
Il Governo Monti compie un anno, ovvio quindi un breve giudizio, e poi analisi generale e consigli operativi, Piazza Affari, qualche titolo e una chicca. Sì una vera chicca, perchè il 2013, oltre che anno di grazie per le Borse, potrebbe essere l'anno per... beh lo leggerete domani, o la prossima settimana, scegliete voi.
ps. situazione greca più rilassata, sembra che vada tutto in porto, Babbo Natale sta scaldando le renne!
ps2. serata alla presentazione del nuovo Messaggero, c'erano tutti, un breve elenco: Francesco Micheli re delle scalate, Pelliccioli bei tempi quelli delle Seat Pagine Gialle, Ghizzoni, Formigoni, il direttore Napoletano, Confuorti, De Paolini (ora vice direttore al Messaggero), Casini, Gabriele di Genola, Nagel. C'erano tutti i "Poteri Forti" e poi c'era Palenzona, i pesi massimi;-)
All'entrata mi è passato di fianco e mi ha sfiorato Claudio Costamagna, profumo di finanza;-)
Qui sotto, come tradizione, il pezzo andato in edicola la scorsa settimana.
Ci leggiamo domani,
Buddy Fox
LIBERO 15 novembre 2012
“Wall Street alarm as Obama faces gridlock”, così titola l’inglese The Times il giorno dopo la vittoria di Obama, l’unico quotidiano internazionale a non enfatizzare la riconferma del presidente Usa, niente brindisi, subito i problemi, uno su tutti: il fiscal cliff.
La fine del 2012 è vicina, e Maya permettendo, entro quella Obama data dovrà trovare una soluzione per sistemare il nodo del Debito americano, l’ostacolo maggiore lo trova nella camera dei deputati perché lì la maggioranza, essendo Repubblicana, gli è ostile. Il tempo scorre e le società di rating premono, il fiscal cliff, ovvero il precipizio fiscale potrebbe far cadere la locomotiva americana in un burrone profondo. Ecco il motivo per cui il giorno dopo la vittoria elettorale di Obama Wall Street è caduta oltre il 2%. Difficile da credere, visto che il fiscal cliff è un problema noto da settimane, non è una novità. Si è anche detto che la borsa tifava per Romney, e la vittoria di Obama ha deluso. Anche a questo è difficile credere, visto che la vittoria dei Repubblicani avrebbe portato alla vicepresidenza il “Tea Party”, un partito che da tempo vorrebbe la cancellazione della Fed, sì proprio della Fed, l’istituzione che fino a ora ha salvato sia l’economia che Wall Street. Forse per trovare una spiegazione alla discesa dei mercati si dovrebbe volare in l’Europa, dove anche la roccaforte tedesca inizia a mostrare le sue crepe: produzione in calo, idem per gli ordinativi e anche gli indici anticipatori Ifo e Zew da mesi si rincorrono al ribasso. Peccato che solo qualche mese fa il ministro Schauble avesse dichiarato che l’economia tedesca stava si rallentando, ma rimaneva comunque forte e resistente a ogni choc. Draghi li aveva avvisati, e ai nuovi dati negativi, l’Euro si è subito indebolito, spingendo in alto il Dollaro e affossando le Borse, altro che fiscal cliff, it’s the economy, stupid! Due anni in più alla Grecia per alleggerire il debito, è solo il primo passo, ora anche la Germania ha paura. Temporeggiare non basta più, si deve agire, ora tocca alla Spagna, lo sa Draghi e lo sanno anche i mercati.
FTSEMIB: il meglio deve ancora venire, l’ha detto Obama e l’ho scritto più volte anch’io. Il meglio per l’economia e anche per Piazza Affari. Siamo ingabbiati tra 15,000 e 15,700, stiamo ritrovando le energie, presto arriverà l’attacco.
TELECOM: due erano le regole da rispettare per quest’anno: attenzione ai falsi segnali e comprare solo sui ribassi. Telecom è stato uno dei primi titoli segnalati in questa rubrica, il motivo era l’inizio di un’inversione di tendenza di lungo termine, con l’avvertenza di fare attenzione ai falsi segnali ribassisti. Il titolo ha ondeggiato, sparato alto e poi ritornato sul posto. E ora si risveglia, tra le piramidi di Piazza Affari entra il faraone Sawiris. Come reagiranno le mummie in Telecom? Dopo aver venduto gran parte della telefonia, possiamo permetterci di perderla? La partita è solo all’inizio, nuova vita per Telecom! Presto anche per Tiscali...
CHL: vedi le regole sopra. Sforato 0,07 e poi subito rientrati. Qui si deve osare, perché se gratti con pazienza la pietra grezza, prima o poi trovi l’oro.
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
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08 novembre 2012
IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE - E' Obama il problema dei mercati? (Duran Duran - "Meet el presidente")
AGGIORNATO
E' online il nuovo SONDAGGIONE (qui a destra)
Obama vince, e subito scende tutto, colpa sua?
Le interpretazioni sono sempre le più disparate, divertenti, assurde e anche esilaranti, la verità, leggere il sentiment del mercato rimane sempre un esercizio molto complicato.
Il giorno successivo alle elezioni, dopo la chiusura negative delle borse europee, e con più vigore dopo quella pesantemente in rosso di Wall Street, si è detto che i mercati bocciavano la rielezione di Obama e che questo risultato era la dimostrazione che la finanza tifava per Romney.
Insensato, niente di più falso è assurdo, perchè se ritorniamo alle aperture europee e alle chiusure asiatiche, quando la vittoria di Obama era già conosciuta e proclamata, la positività sui listini era netta ed evidente.
Se non è Obama il problema dei listini, allora lo è il "Fiscal Cliff"?
Anche questo non è vero, il problema fiscale e del debito USA non è cosa nuova, da mesi si va ripetendo che dopo le elezioni USA il problema sarebbe stato affrontato e che le divisioni politiche sarebbe state uno scoglio all'approvazione delle nuove manovre. I mercati vogliono novità, i mercati scontano con anticipo le notizie, quindi nemmeno questa può essere considerata la causa della discesa..
Se invece proviamo ad analizzare con attenzione il corso della seduta, notiamo che dopo il tentativo rialzista provato in mattinata, arriva un brusco scivolone, concentrato all'ora di pranzo, i dati negativi tedeschi, le parole di Draghi che evidenziano la flessione economica in Germania e le prospettive di accentuata debolezza in Europa hanno travolto prima l'Euro, poi gli Spread tra centro e periferia e infine le borse continentali. Inevitabile quindi che nel pomeriggio anche Wall Street venisse contaggiata dal pessimismo, dato che, pochi lo ricordano, il giorno della vigilia elettorale, con un Obama ancora preferito dai sondaggi, Wall Street aveva dato la benedizione che un robusto rialzo.
Se poi cerchiamo conforto in specifiche micro correlazioni, notiamo che la gran parte di analisi e previsioni si dimostrano totalmente sballate: l'elezione di Obama doveva esaltare Marchionne e la Fiat, vista l'amicizia e il sostegno totale durante il precedente mandato, invece che fa il titolo? Meno 6%, peggior titoli tra i principali a Piazza Affari. La riconferma di Obama doveva essere il propulsore per le energie alternative, infatti il presidente è convinto sostenitore del "carburante verde", e che fanno i titoli del settore? Tutti giù, mentre resiste il Petrolio. Ma lo schiaffo più grande lo sentiamo guardando il Dollaro, infatti la rielezione di Obama doveva essere il macigno che schiacciava il biglietto verde, visto che era implicita la riconferma a massima fiducia verso Bernanke e le sue strategie. Niente di più falso, Euro in picchiata e quindi Dollaro in impennata.
Difficile interpretare il mercato, ancor più difficile prevederlo e anticiparlo, soprattutto nel breve, ed è anche per questo che nel breve preferisco le previsioni di ampio respiro, proprio per non cadere nelle trappole emotive del momento.
Il "Fiscali Cliff" in un modo o nell'altro sarà sistemato, gli USA non hanno nessuna intenzione di ricevere bocciature dai Professori del rating, ne di pagare maggiori interessi aggravando il peso del Debito, questo però non vuol dire che automaticamente Wall Street farà nuovi record. Continuo ad aspettarmi prestazioni migliori dall'Europa e soprattutto Piazza Affari, dove la negatività di breve sembra agli sgoccioli. Per quanto riguarda il Forex (Mercato valutario) rimango fermo su un futuro rafforzamento del Dollaro, delicato e modellato nel tempo, come già da mesi scritto nel libro "GUIDA FOREX 2012". Lo so, è un ragionamento controcorrente, perchè la conferma alle politiche di Bernanke potrebbe far pensare a un Dollaro debole, ma ho le mie ragioni per credere che ci troviamo ormai in una fase in cui il Dollaro recupera forza e non solo per motivi di maggiore rischio mondiale.
Per ora, il percorso si è dimostrato corretto, da 1,45/1,50 siamo scesi a 1,20 e ora siamo a 1,27, mi aspetto ulteriori discese, la forza e la velocità dipenderanno dai prezzi. Ovvio che sotto 1,18/1,16 sarà precipizio, ovvero un "Forex Cliff".
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
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08 settembre 2011
LA LUNGA ESTATE DEL DEBITO - Bernanke e Obama, arriva la svolta? (PANORAMA ECONOMY)

Il decimo anniversario dell'11 Settembre, o meglio del 9/11, è sempre più vicino, mancano solo 3 giorni, un conto alla rovescia, lo stesso che noi in questo momento stiamo facendo, in attesa del discorso di Bernanke sull'economia, e di quello ancor più atteso di Obama sul rilancio dell'occupazione. Coincidenze o semplice casualità?
Qualcuno potrà obiettare che potrebbe rivelarsi l'ennesimo non evento, oppure che le parole di Obama sono già scontate, o peggio, che Obama continuerà a deludere, rischiando un nuovo ribasso in stile post "accordo sul debito USA". In effetti, se dovessimo assistere a una reazione simile a quella vista ai primi di Agosto, le ombre di un nuovo Orso ammazza Toro, e l'arrivo di una "doppia recessione" (W o double dip) si ingigantirebbero mostruosamente. Il Sentiment, nonostante tutto e più di ogni altro strumento, è sempre questo il termometro che ci permette di interpretare la futura direzione dei mercati. Guardo il Dax in Europa, l'indice si sta logorando intorno a un importante supporto, quota 5,400, sfondarlo in modo deciso, comporterebbe uno stato di grave apprensione. Morale, 5,400 deve tenere.
Ancor più interessante è la situazione del Nasdaq, 2,600, un livello più volte citato, dopo averlo testato e diligentemente rispettato (difficilmente si buca al primo tentativo un livello importante), l'indice ha ritracciato, rientrando in posizione d'attesa. Ora, il livello 2,600 è di nuovo pronto per essere attaccato, i motivi per farlo non mancano, e proprio oggi, nel buio profondo della notte, potremmo tentare l'inaspettato e micidiale attacco. Non mancano però, anche le attrattive negative, in zona 2,500 c'è un gap aperto, una delusione dal discorso di questa notte, aprirebbe la botola per coprire interamente il buco.
Vi basterà guardare la foto in alto, per capire quale delle due, sia a mio avviso, l'ipotesi realizzabile, o perlomeno dove si rivolgano le mie attese.
Nell'attesa, questo pomeriggio, noi italiani abbiamo goduto della benedizione di Trichet, un gesto non sufficiente, almeno per l'Euro, visto che la valuta unica è in fase di ripiegamento contro tutte le concorrenti. Non male penserà qualcuno, era ora, esulteranno i tedeschi e i nati per l'esportazione. Probabilmente, grande rilevanza, oltre all'indebolimento dell'economia europea e dei problemi sul debito, l'ha avuto anche l'annunciata fine alla campagna sugli aumenti ai tassi d'interesse. Dopo il 2008, l'ennesimo errore di Trichet, se non proprio in termini di quantità, perlomeno lo è stata in termini temporali.
Euro giù, buon pro a chi come il sottoscritto ha deciso di riempirsi di Dollari, ma non è certo un bene per le borse, sempre che sia ancora in corso la moda del "CARRY TRADE". Nonostante le crescenti voci di fallimento per la Grecia, lo scontento montante contro nuovi aiuti agli stati in difficoltà, la negatività sembra in fase di rientro, tanto che anche Piazza Affari sembra pronta a un rimbalzo serio, e per rimbalzo, intendo andare almeno sopra i 16,000. Per non farci mancare nulla, la prossima settimana, avremo anche l'appuntamento con la TRIPLICE, le scadenze tecniche trimestrali, e qui come sapete ne capisco veramente poco, sempre che dell'altro io capisca qualcosa;-) Se ci fosse qualche esperto in materia, lo invito a dare una spiegazione in merito alle scadenze tecniche e ai possibili risvolti, grazie.
Non ci resta che attendere Obama, fiduciosi che questa non sia l'ennesima illusione, o un motivo per nuova debolezza, ma la prima, vera, inversione di marcia.
PS. Nel numero di PANORAMA ECONOMY in edicola tra oggi e domani, troverete qualcosa di succoso e alettante, una previsione, se volete, sconvolgente sul Dow Jones, e per questo devo ringraziare Batman per il materiale che mi ha fornito, mi ha regalato una chicca da portare in redazione e magari guadagnare punti;-) Scrivere in luoghi diversi, cioè dividersi, cercando di avere due stili diversi, a volte è complicato, quindi ho pensato di essere più approfondito, colloquiale e informale qui nel blog, come ho sempre fatto, e di essere più tecnico lanciandomi in previsioni, anche audaci sul giornale... che ne pensate? Una cazzata?
Sono tutte sperimentazioni, si prova, cercando di raggiungere qualcosa di piacevole e utile, creando così un bel gruppo amichevole e collaborativo...
Attendo la vostra.
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica
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01 agosto 2011
LA LUNGA ESTATE DEL DEBITO - Agosto con l'iPad (AGGIORNATO)

Qual è la previsione più difficile da fare? La prossima, sempre.
Nell'immensa prateria dei mercati finanziari, si sta costruendo un enorme monumento di marmo, è un Toro(?) e sotto di lui, una fossa e la relativa bara. Sta iniziando una cerimonia con le relative liturgie. Si celebra un funerale, è veramente finito questo incredibile rialzo?
E' facile vacillare in questi momenti, le picconate sono vigorose ed energiche, fanno molto male, la pelle della volpe è in saldo, e questa volta rischia veramente l'esposizione ad Annabella di Pavia, per poi finire sul collo di qualche nobildonna, regalata dal suo uomo, magari un killer dello short che si è arricchito con gli scoperti sul BTP e su Piazza Affari. Fantasia?
Venerdì scorso ho espresso esplicitamente un timore: "è veramente il Debito USA il problema che attanaglia, frusta e logora le Borse ed i mercati finanziari in generale?" A mio avviso no, il mio vaticinio era dettato dall'anomala e, più che tenace, una sospettosa volontà a non vendere. Il cielo su Wall Street era coperto da enormi nuvole, cariche di umidità, l'aria irrespirabile, afa, caldo insopportabile, ma nemmeno una goccia. La preparazione al peggio, ed alla prima notizia di rasserenamento, ovvero lo scioglimento del nodo sul debito, ecco la cascata, nuvole che scaricano a terra ed allagano i terminali in una pioggia rosso, il colore delle perdite.
Ripenso a Natale 2010, sembra così lontano, una pizza con gli amici e le previsioni fatte sul tovagliolo di carta e conservate nella cassaforte del nostro spogliatoio del calcio, visioni in cui il sottoscritto credeva con grande convinzione e che all'alba del 2011 sembravano assumere forme concrete, e che oggi, a distanza di qualche mese, vengono spazzate (cancellata?) con la scopa del ribasso, una spazzolata violenta che in pochi giorni è capace di cancellare la costruzione di un sogno durata parecchi mesi.
Ero consapevole che prima o poi avrebbero attaccato l'Italia, per far vacillare l'Europa e l'Euro, lì bisogna andare, l'Italia è l'enorme portone che precede l'antro, protegge il re e la regina, rispettivamente Francia e Germania, e se l'Italia cade, allora si tutto è possibile. Ero altresì consapevole che prima o poi anche gli USA avrebbero perso la tripla A, è una componente irrinunciabile di questo lungo percorso di definanziarizzazione e pulizia del sistema. Ed ero anche più che sicuro che le banche erano il settore che avrebbe pagato a caro prezzo le successive debolezze, l'avevo scritto anche su Panorama Economy, ribadendo la mia teoria o filosofia sul "dopo bolla", consistente in una semplice lettura del mercato riassumibile in questo concetto: "chi di bolla ferisce, di post bolla perisce". Mi spiego, i protagonisti della bolla, saranno le anime sacrificate nel crollo e saranno anche i titoli che per molti anni, a causa delle enormi ferite pagheranno il conto in termini di prezzo e di quotazioni avare di rialzi e quindi soddisfazioni, saranno i titoli che per molto tempo accentueranno le future crisi con pesanti ribassi.
Il problema e le difficoltà sono sempre le stesse, alle previsioni si debbono abbinare i tempi, è necessario, se non fondamentale saper prevedere il timing in cui questi eventi possono scatenarsi e realizzarsi, e questa rimane sempre la cosa più difficile, la variabile che ci rende tutti umani e quindi miseramente (o fortunatamente) fallibili!
Pensavo che il futuro attacco all'Italia e che il dogma dell'inviolabilità e dell'invincibilità economica Americana fosse sconfessato, non in questo 2011, bensì al termine di questo Super ed Incredibile Rimbalzone, una chiusura che avrebbe riportato l'attenzione sui problemi reali dell'economia e della società, un riequilibratore di risorse e di distribuzione del reddito, un rientro massiccio del debito a favore del surplus e infine un nuovo e più salutare sentiero di crescita.
Tutto anticipato?
Ancora non voglio crederci, la Speculazione forza la mano e questo, se per molti, soprattutto tra i politici, viene usato come scusa per deviare l'attenzione da quelli che sono i veri problemi e le inefficienze, mantenendo una corale ignoranza, non è un male, anzi la Speculazione sta rendendo bollenti le sedie su cui sono seduti gli azzeccagarbugli moderni, crogiolati nell'apatia, oggi costretti ad un violento dinamismo. Risposta politica, questo è quanto chiedo da giorni, però voglio ricordarvi, e lo scritto anche in passato, che in teoria, le risorse di cui dispongono le autorità monetaria, al contrario di quanto il catastrofismo vuole far credere, sono pressochè infinite. La domanda da porsi è un'altra: è conveniente l'uso spropositato delle riserve armate? In casi di profonda crisi, del profilarsi di guerre interminabili, meglio conservare in armeria. E' questo il nostro caso?
A ben vedere i lati positivi di questa crisi, si possono scorgere non solo le volontà nella sistemazione dei conti, aziende che traboccano utili e liquidità, ma soprattutto una fetta del mappamondo che, con accelerate e fisiologiche frenate, prosegue la marcia verso una crescita virtuosa e strutturale, in questo momento manca il propellente della fiducia.
Ma sappiamo anche che la Fiducia è sì un bene primario e fondamentale, ma è talmente volubile che come se n'è andato, torna, a volta con imprevedibile velocità.
La crescita, la sua assenza, più del Debito, è questo il vero problema che attualmente affligge le borse, anche perchè non esiste rimedio migliore ed efficace dello sviluppo economico per alleviare ed eliminare il fardello del debito.
Non tutto è perduto, tecnicamente NON DOBBIAMO scendere e chiudere sotto i livelli di oggi, i minimi di Marzo 2009 non sono mai stati così vicini, sono l'incubo delle mie notti insonni, in prospettiva sono ad un palmo. Per come ragiona il sottoscritto, chiudere male, significherebbe: minimi assicurati.
Non sarà così, non ora, questo è quello che auspico, un pensiero ed una previsione dettata dal buonsenso, o una realtà che potrebbe concretizzarsi?
E se quel monumento che si sta stagliando nell'immensa prateria dei mercati, invece di un toro, fosse un semplice spaventapasseri?
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica
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