E' difficile trovare la felicità dentro di noi, è impossibile trovarla fuori.
E il clima di Primavera può aiutare, perchè potremmo anche non avere un governo, soffrire per una crisi economica, essere schiacciati dallo Spread e da una Germania indisponente, ma la Primavera non ce la toglie nessuno.
La Primavera torna sempre, in mille forme diverse, ma non ci tradisce, Madre Natura ci ama, iniziamo anche noi a volerle bene, rispettandola ogni giorno.
2013 è l'anno per iniziare con l'esercizio del buon esempio.
Tokyo e il Giappone sono in festa, speriamo che l'Europa impari in fretta e poi segua...
"Il pessimismo è dono del diavolo" parola di Papa Francesco. Un avvertimento o una speranza per Cipro e l'Europa?
Magari una benedizione, ne abbiamo bisogno.
Primavera bagnata, Primavera fortunata. E' finalmente arrivata, oggi abbiamo avuto un assaggio di bella stagione e già domani, il giorno del battesimo, tornerà la pioggia e il maltempo, ma sarà pioggia dolce e innoqua, perchè il Sole è dietro le nuvole e scalpita. Dentro di noi sappiamo che il brutto tempo sarà breve e passeggero.
Breve e passeggera anche la crisi per Cipro?
Sono in molti a credere che si ripeterà il copione della "tragedia greca", ma c'è anche chi crede che la crisi cipriota sia una grande occasione, se non per l'Europa, per un'altra parte del mondo.
Quale?
Lo scoprirete domani in edicola su Libero, leggendo "Panino e Listino", se vorrete, dipende da quanto è affamata la vostra curiosità...
Un po' di Wall Street, un breve e doveroso passaggio sul "caso Cipro" e poi un po' di operatività tutta made in Italy, questo troverte domani in edicola su Libero nella mia rubrica "Panino e Listino".
E ora, come di consueto, il pezzo andato in stampa mercoledì scorso, il tutto accompagnato da musica appropiata pioggia dolce e di grande speranza. La Primavera è vicina, libertà di sognare...
Ecco il Nikkei, il Giappone, quello che non conoscete e quello che potrebbe succedere. Tokyo e il Giappone, esiste un posto migliore dove vivere la Primavera?
LIBERO 13 MARZO 2013
C’è stato un tempo in cui Tokyo era tra le più
importanti piazze finanziaria del mondo. Bassi tassi d’interesse, flussi di
denaro da ogni parte del mondo, regolamentazioni restrittive sull’uso della
terra e una tassazione favorevole sul settore immobiliare rendevano il Giappone
un territorio irresistibile per gli investimenti, un fascino che di lì a poco
sarebbe diventato letale. Era la primavera del 1987, e l’euforia per tutto
quanto fosse targato “made in japan” divenne irrefrenabile, tanto che risultò
palese la necessità di un intervento correttivo da parte della Bank of Japan,
l’economia stava entrando in bolla e nessuno poteva immaginare quello che poi
sarebbe successo.
Frenare l’euforia, un’operazione acrobatica anche
per i samurai della BoJ, di solito questi tentativi finiscono sempre in
disgrazia, la bolla scoppia e dopo il botto si contano morti e feriti. Tra il
1956 e il 1986 i prezzi delle terre nipponiche erano cresciuti del 5000%,
mentre i prezzi al consumo si limitarono a un semplice raddoppio. Una marcia da
“bolla dei tulipani”, ma la storia non insegna mai abbastanza o forse non si
vuole ricordare, e così arriva la mazzata: 29 dicembre 1989il Nikkei s’inerpica al vertiginoso livello
dei 38,916, l’anno si chiude in gloria! Nessuno può immaginare quello che sta
per accadere, Gennaio 1990 ecco il dramma, in un solo anno l’indice si dimezza
e crolla fino a 20,000 (-45%), da quel momento in poi inizia lo stato comatoso
vegetativo dell’economia e della finanza giapponese, 22 anni in cui l’indice
lentamente e impietosamente si muove in calando, fino a stramazzare a quota
7500, pavimento raggiunto nel 2003, anno che coincide con minimi corali di
tutte le piazze mondiali. E il 2000? Il Nikkei non beneficiò dell’euforia e
della bolla internet? Poco, molto poco, in quell’anno l’indice giapponese toccò
un picco a 21,000 punti. Anche le borse vivono di mode, li chiamano cicli e
questi si muovono a seconda della forza relativa, negli ultimi 20 anni quella
del Giappone è stata molto debole. Forza relativa bassa, la stessa sindrome che
negli ultimi anni ha ipnotizzato anche la nostra Piazza Affari.
FTSEMIB:“ per l’Italia il rischio è un decennio di
bassa crescita come il Giappone” dice Rogoff (prof ad Harvard), in effetti, il
rischio “nikkeizzazione” per la borsa e “giapponesizzazione” per l’economia è
alto, la Germania dovrebbe capirlo. Siamo ancora in tempo per evitare il
pericolo. Piazza Affari ha ancora la possibilità di raggiungere i 18,000 e
superarli. Il 15 Marzo sarà giorno di scadenze tecniche, volatilità ma non
abbiate paura.
L’OREAL: cresce il titolo e ricrescono anche i
capelli, grazie al nuovo prodotto lanciato sul mercato dall’azienda francese.
Eravamo entrati a 95, oggi il titolo quota 118, una marcia lenta e inesorabile,
tipico dei colossi parigini. E ancora non si vedono segnali di esaurimento. In
più sui titoli esteri non si paga la
Tobin Tax, vi serve altro?
B.IFIS: me l’ha segnalata un amico, uno che ha il
naso da tartufi. In effetti il risparmio gestito è caldissimo, segno che
l’Italia non è affatto un paese povero. Azimut, Mediolanum e Banca Generali,
sono tutti in forte ascesa, manca solo Profilo. E poi Ifis, il muro tra i 7 e
gli 8 euro segna la demarcazione tra il variabile e il bel tempo stabile, con
sprazzi di euforia.
Ogni qualvolta in Italia scoppia una crisi di governo, torna il nome di Amato, dimenticando quello che Amato aveva fatto per gli italiani nelle notti del 1992. Mi chiedo, come mai si pensa sempre a quel nome? Non ci sono altre alternative o semplice tafazismo tricolore?
"In Italia serve una patrimoniale del 15% sui depositi" a dirlo è Commerzbank, forse anche lei nostalgica di Amato, e dopo la Merkel, un'altra intromissione tedesca negli affari di casa nostra, a conferma delle ultime parole tedesche "la politica italiana non è affare nostro".
E se l'idea Amato non fosse poi una proposta così indecente?
Un Amato edulcorato e non invadente e ruvido come nel modello originale del 1992, all'apparenza una violenza, ma pensateci bene, potrebbe essere la soluzione meno indolore e con una prospettiva futura di grande speranza.
Avete letto la proposta che ho riportato sotto per Cipro? Anche se fosse una bufala, anche se si dovesse risolvere con un nulla di fatto, sarebbe pur sempre un'idea per ammortizzare e combattere la crisi, con l'aiuto dei cittadini e al tempo stesso, aiutando i cittadini.
Perchè non farlo anche in Italia? Siamo dei campioni della beneficenza, perchè non essere altruisti verso il nostro paese, verso il nostro Paese e le future generazioni?
Un "prelievo con scambio", brutalmente "una rapina con omaggio", un prelievo simbolico sui conti correnti degli italiani, ricevendo in cambio azioni della banca di cui siamo correntisti. Visti i livelli delle quotazioni in cui si trovano le nostre banche, e viste le potenzialità di risalita e di uscita dalla crisi, il sacrificio di oggi ci regalerebbe una prospettiva e una speranza per domani.
In questo modo, le banche dopo il salvataggio e gli aiuti da noi ricevuti, ora potrebbero finalmente restituire quanto avuto.
Le banche come salvezza? Utopia?
Se le alternative, come dice Preatoni (il cementificatore della natura) è l'uscita dall'Euro (proposte irresponsabili), o come dicevano altri partiti, vendere il patrimonio pubblico e aziende di stato, se queste sono le proposte forti, forse quella fatta da me non solo salva i mutui delle famiglie, ma ci consente di non mettere in svendita l'Italia.
Oltre a questo ora c'è anche la prospettiva che i debiti della pubblica amministrazione verso i privati, siano pagati entro pochi mesi, questi potrebbero essere gli ultimi metri di buio, prima di vedere la luce in fondo al tunnel.
E all'uscita dal tunnel rischieremo anche di trovare una politica migliore.
Un po' di lungimiranza, almeno una volta. Parigi val bene una messa.
Guardate l'immagine qui sopra, cosa vi ricorda?
Vi dice nulla Northern Rock?
Le immagini degli assalti alle banche ogni tanto ritornano e si ripetono in giro per l'Europa, Inghilterra compresa, per ora si salva solo il cuore dell'Europa.
Accerchiamento in vista?
E l'Euro, continuerà a resistere o mollerà di colpo?
Sabato il Sole24Ore riportava la previsione di un operatore del FOREX: "allo stato attuale, la moneta unica farà fativa a rompere al ribasso 1,3050, punto molto sentito dai trader di breve. Solo una discesa sotto questo supporto potrebbe riproporre i livelli di minimo sotto 1,30".
Non sono passate nemmeno 24 ore (operative) e di botto abbiamo aperto sotto 1,29. Trafilatura perforante.
Capite quanto sia difficile fare previsioni, ancor di più farle sul mercato dei cambi.
Anche per questo, soprattutto in questa fase, mi limito a seguire una linea di ampio respiro.
Che farà ora l'Euro Dollaro? Tornerà sopra 1,30, o dopo aver rotto questa quota simbolica, inizierà la marcia verso una discesa decisa?
Importante sarà vedere la reazione di domani, successiva alle decisioni cipriote.
Come già vi avevo segnalato il 15 Marzo era una delle prime date importanti, casualità o non casualità, abbiamo visto cos'è successo dopo...
Euro glu glu glu, Dollaro su su su?
Continuo a pensare che assisteremo a una rivoluzione dello scenario del mercato valutario: un Euro che declina, un Dollaro che torna forte e con le Borse che annullano la forza di gravità, stracciando vecchi teoremi...
Domani sarà un altro test.
Dalla "domenica bestiale" di Concato, oggi si
passa al "lunedì bestiale", le tragedie si consumano alla domenica e
ogni lunedì i mercati devono digerire veleno. Negli ultimi anni il copione è
sempre lo stesso, dalle riunioni dell'Eurogruppo, alle decisioni sulla Grecia,
poi sulla Spagna e infine sull'Italia, alternati ai vari declassamenti che
puntualmente arrivano nell'happy hour del venerdì, tutto si ammassa nel weekend
e ogni lunedì per i mercati la digestione è sempre molto difficile.
Lunedì scorso FITCH e oggi Cipro, avreste mai immaginato un crollo dei mercati
causato da Cipro?
Dicono che è scoppiata un'altra bomba sull'Euro, lo dicevano anche di Dubai
(ricordate? era il Novembre 2009) e invece risultò essere solo un petardo.
Ho cercato molto sul caso cipriota, ma oltre al catastrofismo generale, al
precedente pericoloso, non ho trovato nessuno che riportasse un particolare dell'operazione
che potrebbe anche essere di poco conto o una piccola consolazione, ma potrebbe
anche fare la differenza.
Nelle ultime ore sembra circolare la possibilità che al
prelievo sul conto corrisponda un “omaggio”, un’opzione per i correntisti “defraudati”.
Le "mani in tasca", il prelievo forzoso, la rapina legalizzata
(chiamatela come volete) su tutti i conti correnti, sembra portare in cambio
azioni dell'istituto bancario presso il quale i correntisti hanno il conto.
Che fine faranno le banche?
Potrebbe essere l'ennesima beffa, il paese fallisce e con esso le banche che
crollano azzerando le quotazioni, ma se il risanamento funzionasse?
Nell’epoca della crisi dell’Euro, non tutto è
necessariamente cupo, bisogna tenere sempre aperte le possibilità di
risanamento, non si vive solo di “tragedia greca”, all’Irlanda è successo. I correntisti oggi depredati, domani si
potrebbero trovare una plusvalenza nel conto corrente.
Ricordo che anche a noi, intendo come Italia, capitò una cosa del genere, il
prelievo notturno di Amato, ma ricordo anche che i correntisti italiani non
ricevettero nulla in cambio.
Ricordo male?
Forse ai ciprioti non è andata poi così male, e ora sembrano capirlo anche i
mercati...
Buongiorno, mai e poi mai avrei immaginato di inserire una foto del genere nel mio blog. Ma visto l'intervento del nostro Prof Romeo, una rettifica era necessaria.
Ho fiducia cieca nel nostro professore, quindi prendo per buona la sua correzione, ma altrettanta fiducia avevo nella fonte che mi ha inviato la frase riportata nel post qui sotto.
Il problema non è ora a chi credere, ma a cosa credere. Bombardati come siamo da uno tsunami informativo, non sappiamo più quale sia la verità, sebbene continuiamo ad abusare di questi termini forti, il più orribili tra i quali "la verità vera"...
"Internet e i social network sono l'autostrada delle cazzate", più o meno così ha detto ieri il vate della biro Giani Mura, chi il capo e taccio.
Sono le persone, e nel caso della storia, gli anziani la nostra unica e autentica fonte di sapere e conoscenza, ma sono pur sempre una fonte a termine, perchè le persone hanno un confine di vita, prima o poi ci lasciano e con loro se ne va un pezzo di storia. Facendo un semplice calcolo anagrafico, le persone che hanno vissuto il 1929 sono ormai poche, con loro se ne andrà l'esperienza della depressione, cadrà nel dimenticatoio il vissuto e rimarrà con noi solo l'interpretazione, questo sì un vero pericolo, perchè il sapere potrebbe finire in mani poco raccomandabili.
Lo si sente spesso ricordando la Repubblica di Weimar e il successivo sfogo nel nazionalsocialismo, sono in molti (convinti) a ripetere che il pericolo e la causa scatenante è stato il dirompente uragano inflazionista, quando leggendo altre fonti storiche si ha la rivelazione che la malattia è stata causata da forti effetti deflazionistici.
Ma anche qui, sarà contestazione e nei continui litigi verbali, quando finirà lo stato di caos?
Non ci resta che sperare che rimanga una guerra di informazione virtuale e che non si esca da questi confini...
Primo giorno di scuola per i parlamentari, tanti nomi nuovi, tanti giovani e tante assenze, tra queste anche la scheggia Favia, "Idi di Marzo" scongiutate per Grillo, non ci saranno pugnalate nè traditori...
La domanda che più preme in queste ore è però un'altra, ci sarà o non ci sarà accordo? Si farà il Governo o sarà tutto sfasciato e si tornerà nel caos elettorale?
Vorrei però iniziare con una domanda, provate a indovinare chi ha pronunciato questa frase:
"Mi hanno proposto un'alleanza, ma loro sono morti! Non hanno capito di avere a che fare con qualcosa di completamente diverso da un partito politico... Chi è il responsabile? Loro! I partiti! Abbiamo una nazione economicamente ditrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati. Sono loro i responsabili! Io vengo confuso. Oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento... mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico... noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E un movimento che non può essere fermato".
Scommetto che già dopo le prime 8 parole, avevate già premuto il pulsante per preparavi a dare la risposta.
Sicuri, sicuri?
Pensate che l'abbia preso dal blog di Grillo o da un suo comizio?
In verità da un comizio l'ho preso, ma non è stato tenuto in Italia, bensì in Germania a Eberswalde, era il 27 Luglio 1932, a parlare, o meglio, urlare era Adolf Hitler.
Ora, lungi da me paragonare i due personaggi o peggio pensare che Grillo possa scatenare una guerra Mondiale, ma siamo pur sempre in Europa e ogni volta che si è tentato di spezzare i legami, abbiamo vissuto anni terribili.
La rabbia sta montando e il movimento di Grillo è stato capace di catturarla e succesivamente amplificarla.
Ora però è venuto il momento delle buone azioni, c'è un tempo per distruggere e poi c'è il tempo di creare.
Ora è venuto il momento di passare all'azione, la buona e costruttiva azione...
E' arrivato Papa Francesco e con lui è tornato il Sole, buon segno!
Era il 19 Aprile 2005, "Habemus Papam", arrivò Ratzinger, ovvero Papa Benedetto XVI, sono passati 7 anni, solo 7 anni ma sembra passata un'era, vivevamo in pieno terrorismo.
13 Marzo 2013, dopo una sequenza travolgente di novità, arriva la tranquillità di un uomo semplice Bergoglio, Papa Francesco.
I Maya avevano annunciato la fine del mondo, e dalla fine del mondo è arrivato il nuovo Papa.
La fine di un mondo, l'inizio di un nuovo mondo?
Ogni volta che accadono questi avvenimenti, ognuno di noi immagino faccia delle riflessioni personali: dov'ero nel 2005? Cosa facevo e come stavo? E dove sono oggi, sto meglio o peggio?
Tante cose mi sono accadute, io le ho scritte in questo blog, ora scrivetemi le vostre.
2005/2013, quanta gente è passata di qua e quanta gente se n'è andata senza più tornare. Ma qualcuno è rimasto, ed è questo il vero tesoro del Blog...
Ancor prima della fumata bianca, a Radio24 c'era già il Papa: Papa Napoletano.
Critiche anche se non vuoi, ti costringono a farlo perchè certe cose proprio non si possono sentire.
Ancor prima dell'annuncio del Papa, ancor prima che si vedesse la "fumata bianca" a Radio24 c'era già chi pontificava: Papa Napoletano decantava tutti gli enormi successi del Sole24Ore.
Siamo stati il primo quotidiano nazionale (era mesozoica?), siamo stati tra i primi in Europa, successi di vendite, il SOLE24ORE in digitale è oggi numero uno in abbonanmenti e contatti... successi, successi enormi successi, e poi guardi i conti del gruppo, guardi il grafico del titolo e ti rendi conto che i successi li vede solo PAPA NAPOLETANO.
E' in arrivo il miracolo?
Forse, sta di fatto che oltre ai successi, quando si guardano le notizie elementari si trovano solo e sempre molti errori, quotazioni sbagliate, errori di battitura e notizie errate. A cosa serve il successo se poi l'informazione di base, quella che dovrebbe essere precisa e indurre fiducia nel lettore, si dimostra piena di imperfezioni?
A Papa Napoletano sembra non interessare, quello che conta per lui è solo l'elogio e procedere nel suo personale elenco di gratificazioni.
Papa Napoletano ci sta riuscendo, mi sta definitivamente passando la voglia di comprare il giornale. Quello di ieri sera è stato un monologo imbarazzante, persino il buon Barisoni si trovava a disagio, ma lui continuava, un po' affannato, nella sua corsa verso un successo che sembra vivere solo nel suo personale mondo editoriale.
Chissà se di tutto questo successo, un giorno, beneficeranno anche gli azionisti, per ora le tasche rimangono vuote...
Con l'eliminazione diretta finalmente è iniziata la vecchia e tanto cara COPPA DEI CAMPIONI, quest'anno la sorpresa è toccata al Malaga, ieri vincitrice contro i favoriti del Porto.
Ma che bel calcio il Malaga, "poveri ma belli", poveri perchè per molti mesi hanno continuato a giocare (e a vincere) senza ricevere lo stipendio dallo sceicco, belli perchè esteticamente fanno un bel calcio, un gioco non solo piacevole, ma visti i risultati, anche molto efficace.
Il Malaga come buon esempio di volontà e di unione.
Il Malaga è una bella favola, ci fa sognare, benvenute le favole che portano grande speranza, gioia e spronano a fare, benvenuto il Malaga, io faccio il tifo per te.
E ora, non ci resta che aspettare i sorteggi...
13/03/2013 la data è simbolica, portafortuna e ha portato bene: "HABEMUS PAPAM"
E ora parte il totonomine, chi sarà?
Un Papa nero? Siete veramente pronti? E' un'immagine rivoluzionaria, non so quanti siano veramente pronti ad accettare quest'immagine?
La cronaca del conclave l'ho seguita davvero poco, ma siccome è anche un gioco, giochiamo e proviamo 2 nomi: Dolan o Tagle.
Sono in molti a puntare sul Brasile, la terra promessa o su O'Malley il grande "risanatore". A voi chi piacerebbe?
Un amico, abile operatore e analista di borsa (qui ha scritto più volte coperto da anonimato) mi scrive: " ma questo rally del Giappone tu come te lo spieghi? A me ha un po' sorpreso..."
Credetemi, ci sono rimasto malissimo, capisco che da questo blog c'è stata una fuga di massa, temo di molti cervelli, ma non pensavo che anche i più fedeli si fossero staccati.
Di Giappone sono mesi che scrivo, anticipando e accompagnando questa meravigliosa e avvincente nuova storia e occasione di investimento, e poi mi arriva la domanda che crollare tutto l'entusiamo e gli stimoli che artificialmente mi ero creato.
Non importa, abbiamo visto di peggio e supereremo anche questo, convinto come sono che dal tunnel uscirò e chi sarà al mio fianco non verrà certo lasciato indietro.
Il Giappone e anche il Nikkei saranno i temi in edicola domani su "Panino e Listino", non mancherà l'appuntamento tecnico su Piazza Affari e due titoli, uno già lo conoscete, segnalato la scorsa estate, una piacevole conferma e l'altro è una novità che un amico mi ha segnalato.
Tornando alla cronaca, ennesima giornata vicina ai record per il Dow Jones, rialzi che non portano nessun entusiasmo e questa è una bella notizia, mentre per Piazza Affari l'ennesima giornata vissuta nell'anonimato. Ancora per poco, resistete.
Memo agenda: 15 Marzo giornata di scadenze tecniche, dovrebbero liberarsi delle energie positive e poi si andrà al 21 Marzo, non solo l'arrivo della Primavera, una data in cui potrebbero concentrarsi eventi positivi.
Trepidante attesa, le aspettative salgono e questa volta non è un male...
Ci sarà qualcuno in edicola domani?
Qui sotto, come abitudine troverete l'articolo pubblicato la scorsa settimana. In periodi di crisi, ci si aiuta come si può, cercate di apprezzare...
LIBERO 06 Marzo 2013
Disoccupazione record, Pil -2,4% in perenne
recessione, vendite d’auto in retromarcia, Debito al 127%, crollano consumi e
investimenti, Venerdì (e non era il 17) va in onda su tutti i telegiornali il
film dell’orrore sull’economia italiana. E ora chi lo dice alla Merkel che
l’Italia non potrà rispettare il fiscal compact, pena l’affondamento definitivo
dell’economia italiana? Chi si prende questa responsabilità, Grillo? Intanto da
oltreoceano i tamburi di guerra riprendono a suonare, gli americani,
euroscettici per natura, sono pronti a nuovi attacchi speculativi contro valuta
e stati e questa volta, giurano, sarà l’attacco definitivo che frantumerà
l’Euro. Tutto sembra remare contro, economia, speculazione e ora si è aggiunto
il caos politico, prima in Grecia con Alba d’Orata e sinistra radicale, poi in
Spagna con gli “indignados” e ora l’Italia con un nuovo movimento contro
l’Euro, anche la Merkel ora si sente marcata stretta, da una costola della
destra tedesca sta nascendo un partito che vuole la Germania fuori dalla moneta
unica. Dove sono finite le parole di fiducia che Draghi pronuncio il 26 Luglio
dello scorso anno? Qualcuno ancora le ricorda? “La BCE è pronta a fare tutto il
necessario per salvare l’Euro, e credetemi sarà abbastanza”. Tutto dimenticato.
Sembra non esserci scampo e invece è
proprio da questo bosco irto di spine, che potrebbero sbocciare le rose della
“Primavera dell’Euro”, dopo la drastica dieta, il taglio delle spese inutili,
il dimezzamento del deficit, la riduzione degli sprechi, ora l’Europa del Nord
deve capire che non solo di risparmi si vive, ora ci vuole la spesa per
ritrovare la crescita. Anche la Francia sta per vacillare, e proprio dalle
difficoltà dell’elefante di Parigi a cui seguiranno pressioni verso Berlino,
tutta l’Europa del Sud potrà beneficiare. Draghi è già pronto con il forbicione
per un nuovo taglio dei tassi, e forse qualche altra misura eccezionale è in
gestazione, a questo si aggiungerà il calo dell’Euro che spingerà le
esportazioni. Esportare, ma dove? Nel resto del mondo, c’è una parte del
pianeta che cresce, e lo fa vigorosamente. E poi c’è il Giappone, il
laboratorio del “grande esperimento”, Governo e BoJ sono pronti a fare di tutto
pur di rivitalizzare l’economia e l’inflazione. Il Nikkei ha già dato il suo
appoggio, qui la fiducia è già stata votata.
FTSEMIB:rimangono validi i livelli della scorsa settimana. Il caos politico farà
volteggiare l’indice, ma il pavimento è fatto e da qui si risale. Banche a
tutto spiano, è sempre questo il settore da me preferito.
GOOGLE: dopo la vittoria giudiziaria di APPLE,
Samsung e con essa Google, dovevano essere i grandi sconfitti. E poi guardi i
grafici e vedi che Apple da 700$ e crollata a 420$, mentre Google vola a nuovi
massimi assoluti. Su Google qui è stato segnalato l’acquisto a 600$, ora siamo
sopra 800$, non vi resta che rimanere a guardare, i profitti aumenteranno da
soli.
RETELIT:dopo i problemi libici dovuti all’assetto
di proprietà, ora la società ha le idee chiare su come crescere. Prima resistenza
a 0,55.
Cosa sarebbe successo un anno fa sul taglio del rating di Fitch?
Provate a immaginare, anche solo ricordando quello che abbiamo vissuto: taglio del rating, tracollo dei mercati (minimo 2% di ribasso), SPREAD alle stelle, Euro in caduta e Dollaro in volo solo per un rientro del rischio e non per forza dell'economia americana.
E oggi, dopo il classico appuntamento del pre-weekend giusto all'ora dell'happy hour del venerdì, ecco che arriva il taglio del rating che ti riporta alla realtà, dopo una settimana da +3,76% quale terribile reazione dovremo sopportare?
Borse Europee intorno alla parità, Wall Street lievemente positiva, Spread Btp/Bund accenna a risalire, Euro stabile e Piazza Affari in ribasso dello 0,80%, lo chiamate disastro?
Per tutta la giornata i notiziari hanno continuato a ripetere che Piazza Affari scendeva a causa del taglio di Fitch, a mio avviso siamo alle solite assurde interpretazioni, si tenta sempre di cancellare quanto vissuto in passato affinchè non si impari nulla. Ricordare è importante, serve a percepire il sentiment del momento.
Standard & Poor's e Moody's avevano già fatto cadere la scure, il momento di Fitch era atteso e dunque scontato, basta catastrofismo, non siete stanchi anche voi?
Il vento di Primavera sta arrivando e soffierà anche per Piazza Affari e per l'Italia, la bandiera tricolore tornerà presto a sventolare con grande fierezza e orgoglio.
Fioccano gli elogi sulle ultime operazioni Impregilo, stacco di una cedola straordinaria e poi la possibile scalata.
Ottime notizie per gli investitori?
Sì, ma nel breve, per la speculazione e per la finanza è grasso che cola, per l'industria e gli investimenti di lungo termine, no.
Intanto, quando si stacca una cedola straordinaria si usa cassa ed eccesso di capitale non per investire ma per soddisfare delle esigenze di breve termine, non si usa la liquidità per investimenti e per aumentare le capacità dell'azienda per avere i frutti domani, questo è sinonimo di scarsa fantasia, lungimiranza e coraggio, simbolo di un sistema industriale in continua decadenza. Oggi si riempie la pancia e domani?
E poi c'è la scalata a debito, comprare una società utilizzando la cassa che è nella pancia della stessa, non vi ricorda qualcosa?
Sì, avete indovinato, proprio SEAT, società che ha rischiato il fallimento e che ora si trova in regime di concordato preventivo.
Oggi Impregilo, l'azienda che ora è sotto la guida di Costamagna (ricordo il pedigree Goldman Sachs) viene elogiata e corteggiata e domani?
Spero tanto che non si debbano contare nuovi feriti, sarebbe nauseante sentire la stampa italiana lanciarsi in atti d'accusa quando la guerra ormai è già stata persa.
09/03/2009 un giorno di Marzo, ma non un giorno qualunque...
Ogni volta che rileggo sul giornale che è arrivato il 9 Marzo, ogni qualvolta ricorre questa data, a me viene in mente sempre il 9 Marzo 2009, un giorno magico.
Nasce il nuovo giorno, e fin dal primo mattino, annusando l'aria percepisci che questo non è un giorno come gli altri, questo sì è il giorno della grande occasione, un giorno che ha davanti a se un orizzonte nuovo, un giorno che ti regala una nuova occasione.
Un giorno che è una pagina bianca, pulita, stirata e pronta per scrivere il racconto di una nuova vita.
09/03/2009 una storia tutta da scrivere, e un giorno, se vorrete, la racconterò... sarebbe bello poterla scrivere in un libro, e vero i sogni si possono realizzare, ne ho la prova, ma qui è meglio non chiedere troppo.
E a voi, è mai successo? Intendo di vivere un nuovo inizio, di trovarvi davanti un orizzonte inesplorato e vergine, un luogo sconosciuto che chiede solo di essere raggiunto.
L'Italia potrebbe essere davanti a questo nuovo inizio?
E il vostro, come lo immaginate per voi un nuovo inizo?
Vi riporto qui sotto un articolo che ho scritto giorni fa per un altro sito.
E' il "BENGODI FINANZIARIO"!
E ora, ci credete anche voi? (CONTINUA...)
Il Dow Jones ha appena brindato al nuovo massimo storico,
toccando vette fino a qualche mese fa impensabili, ma lui non soffre di
vertigini, anzi, ammette di avere il fucile da elefanti ancora carico. Lui è
Warren Buffett, un ottantenne che si muove agilmente nella giungla dei mercati,
quello che stupisce è il suo vorace appetito in momenti come questi dove molti,
memori delle ferite del passato pensano alla vendita seguendo il motto “vendi,
guadagna e pentiti”. Stupisce perché Buffett è conosciuto per la sua prudenza e
oculatezza negli investimenti, caratteristiche che ne hanno fatto uno degli
uomini più ricchi al mondo, ma il messaggio è che se lui, nonostante il rialzo
accumulato dagli indici si trova ancora a caccia di elefanti (per natura lui predilige
sempre grandi aziende), allora è vero come ha dichiarato Obama che “il meglio
deve ancora venire”.
In effetti, osservando alcuni indicatori, sono molti i
segnali che sembrano anticipare una forte ripresa dell’economia USA, e tutto
questo accade con la zavorra del “sequester” i tagli automatici scattati a
causa delle mancate decisioni del Congresso, cosa sarebbe successo, anzi, cosa
succederà quando Repubblicani e Democratici troveranno l’accordo? Ci sarà il
boom? Seguendo i ragionamenti irrazionali che usano gli operatori di borsa,
dopo tanto correre, l’accordo potrebbe essere la scusa per un fisiologico
ribasso.
Intanto i profitti delle aziende continuano a stupire, ed è
questo, fino a ora, il vero motore, l’aspetto anomalo di questa crisi, una
borsa che va a record, una finanza che macina profitti e dall’altra un’economia
che stenta, sono questi gli aspetti che demarcano l’attuale situazione rispetto
a quanto tradizionalmente accadeva in passato. In altri momenti ci sarebbe
stata la fila nei borsini, tutti dentro a comprare, tutti dentro nel recinto
del “parco buoi” pronti per la macellazione. Oggi è diverso, pochi hanno avuto
il privilegio di partecipare e brindare ai record, per questo motivo
difficilmente vedremo scene di panico e ribassi dolorosi. Di altra opinione è
invece l’analista Wiedemer, autore del best-seller “aftershock”, l’esperto
sostiene che l’attuale politica della “liquidità infinita” attuata dalla Fed
produrrà inevitabilmente una crescita incontrollabile dell’inflazione: “è una
certezza matematica che quando si rompe la diga, i tassi d’interesse
aumenterannoe i mercati azionari
crolleranno”. Possibile, ma quando? Ormai da molti anni viene paventata e
vaticinata l’arrivo di un’inflazione devastante, ma fino a ora non si è visto
nulla, anzi in molti casi si è visto il contrario, vedi la deflazione
giapponese e gli accenni di calo nei prezzi europei.
A proposito di Europa, mentre Wall Street festeggia,
dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, gli entusiasmi sono molto freddi, solo
il Dax tedesco si sta avvicinando ad antichi splendori, mentre sia Francia che
Europa mediterranea vede le borse ancora rasenti al pavimento della crisi e la
situazione non sembra migliorare. Anzi è di questi giorni la recrudescenza
della crisi dell’Euro, divisione in due o addirittura disintegrazione della
moneta unica, i grandi fondi speculativi, gli squali, fiutano nuovamente il
pericolo e sono pronti a un nuovo attacco.
Ora ci si chiede dove siano finiti gli entusiasmi da
scampato pericolo di solo qualche mese fa, era l’Estate del 2012 quando Mario
Draghi dichiarava: “ la BCE è pronta a fare tutto il necessario per salvare
l’Euro, e credetemi sarà abbastanza”, un annuncio che aveva fatto guadagnare al
governatore della banca centrale l’appellativo di “Super Mario”, oggi quei
momenti di gloria e di nuova speranza sembrano già dimenticati, cancellati come
scritte sulla sabbia da nuove ondate speculative.
Piazza Affari, nel suo piccolo, è stata capace di bruciare
interamente il brillante rialzo accumulato nel solo mese di Gennaio, era fieno
in cascina che i piromani della nostra politica, con i soliti litigi di
bottega, sono riusciti a bruciare. Oggi quella cascina è di nuovo vuota, anzi è
andata a fuoco anche la cascina, povertà economica e povertà finanziaria e ora
ci si chiede se Milano non è stata capace di sfruttare il momento di esuberanza
mondiale, cosa potrà succedere il giorno in cui le borse decideranno di
immergersi in una correzione? Nuovi minimi per Piazza Affari?
Oggi si riunirà la BCE ed è possibile che in soccorso di
economia europea, italiana e dell’Euro (magari spingendo verso una graduale
svalutazione) arrivino gli accenni di un nuovo taglio dei tassi o di misure
aggiuntive orientate a un’espansione monetaria, se i mercati hanno la memoria
corta, non credo che sia così per Mario Draghi che la scorsa Estate ha deciso
di mettere in gioco tutta la sua credibilità, e credete a me, sarà abbastanza.
Ma il luogo in cui si giocano i destini dell’economia
mondiale è un altro, non è Wall Street e nemmeno Francoforte, il futuro si
gioca a Tokyo, è infatti il Giappone il laboratorio del “grande esperimento”.
E’ tutto confermato Governo e Banca Centrale sono pronti a tutto pur di
rianimare economia, inflazione e conseguentemente la Borsa, pur di rianimare un
Paese in condizioni asfittiche ormai da 20 anni (ricorda l’Italia?), qui si fa
sul serio! Da come sta reagendo l’indice Nikkei (+16% da inizio anno, da me più
volte consigliato) sembra che ci siano i prodromi di una vigorosa crescita e
quindi di una riuscita dell’esperimento, i primi germogli nella finanza già si
vedono, presto si vedranno anche nell’economia reale. Confermo il consiglio
d’acquisto, meglio se dopo una profonda correzione, una di quelle in cui il
Toro (rialzo) entra in crisi esistenziale, sempre con la condizione
imprescindibile della copertura sullo Yen. Il nuovo Governo e BoJ non avranno
ripensamenti qui si va fino in fondo, il Nikkei ha già dato il suo appoggio,
qui la fiducia è già stata votata.
Marzo, lo dice il detto, è un mese pazzo, ricco di date che
hanno fatto la storia: 10 Marzo 2000 massimo assoluto del Nasdaq; 12 Marzo 2003
minimo di Wall Street in coincidenza con l’attacco degli USA all’Iraq; Marzo
2008 fallisce Bear Stearns, l’avvisaglia della grande crisi finanziaria e poi
c’è il Marzo 2009 momento in cui gli indici mondiali toccano il punto minimo
dell’abisso finanziario, da lì la lunga e repentina risalita. Un ribasso che
era stato corale e di uguale intensità, diversa e distinta è stata la risalita,
rimane il minimo comune denominatore, la stagionalità, Marzo il cancello che
apre alla Primavera e al cambiamento di scenario?
Attenzione a Venerdì 15, giorno delle 3 streghe e
casualmente giorno in cui si apriranno le porte del nuovo Parlamento. Vuoi
vedere che per l’ennesima volta l’Italia e Piazza Affari si comporteranno da
“bastian contrarian”?