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06 dicembre 2012

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE - John Paulson perde, anche i Guru vedono i cigni neri



8 Febbraio 2010, New York, la leggenda narra di un incontro tra un gruppo di gestori hedge fund, si trovano a cena presso un broker di Manhattan, piatto principale nel menù: un attacco concertato all'euro sotto il cappello del grande stratega e stregone, ovvero il padre di tutti gli Hedge Fund, il Soros Fund Management.
Sembrava una follia, un’operazione gigantesca e irrealizzabile. A distanza di qualche anno, tiriamo un sospiro di sollievo, ci hanno provato e ci sono quasi riusciti, ma l’Euro è salvo. E chissà se a quella cena partecipò anche John Paulson, nuovo guru dei mercati finanziari, assurto agli onori della cronaca per la sua grande speculazione al ribasso sui mutui subprime, scommessa che gli portò vagonate di guadagni, mentre tutto crollava e mentre la maggioranza affogava nei debiti, lui nuotava nell’Oro. Oro che fu la sua seconda grande scommessa, in parte vinta, e in parte ancora in corso.
John Paulson, raccontando della sua grande speculazione contro i subprime (creò prodotti “avvelenati” che piazzò all’amica Goldman Sachs che a sua volta servì a tutti i clienti che finirono intossicati) ammise di aver rischiato molto, avendo iniziato l’operazione con grande anticipò, si trovo nel 2006 a girare con il cappello in mano per avere finanziamenti, altrimenti per lui sarebbe stato il crack. Fortuna volle che li trovò e nel 2007 iniziò a crollare tutto, portando nelle sue casse ossigeno e successivamente forti vincite.
Ma non sempre può andare bene, sui mercati finanziari il rischio è sempre il tuo vicino di casa, e infatti questa volta Paulson ha perso, proprio ieri ha ammesso di aver totalmente sbagliato (e perso molti soldi) scommettendo sul crollo dell’Euro, evidentemente aveva sottovalutato la potenza del dragone Draghi, che sputando fuoco ha incenerito ogni velleità speculativa.
Paulson ha provato a emulare Soros (che nel 1992 era riuscito ad abbattere la Sterlina), ma l’impresa questa volta era troppo grande. Anche i guru incontrano i cigni neri.
Ora che il “pericolo Euro” è definitivamente passato, o largamente accantonato, i mercati e le borse, grazie alla rimonta della voglia di rendimento (e quindi di rischio) hanno l’enorme possibilità di recupero. La fase non potrebbe essere più agevole, l’economia ancora non migliora, ma solo l’effetto di “cessato allarme” può produrre sui mercati una grande accelerazione.
E mai come in questo momento Piazza Affari ha l’opportunità di scavallare l’enorme ostacolo dei 17,000. Sopra sarà un altro mondo. Per le banche italiane è arrivata la fase della riscossa. Almeno per le Borse sarà un Natale di molte luci.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

27 febbraio 2010

MAGIC (EXIT) STRATEGY - Bernanke ci prova e l'Euro? (+2 comunicazioni)


Non è facile. Questa è la prima cosa che mi viene in mente, ed allo stesso tempo non è bello iniziare un articolo, un pensiero, un vaticinio, un tema o come voi preferite definirlo con una negazione, forse non è nemmeno corretto grammaticalmente, non lo è empaticamente e tantomeno socialmente nel contesto sociale odierno in cui tutto deve essere bello, buono ed in cui tutto deve andare bene. Questa è la mia situazione, sensazione di disagio, sono obnubilato, confuso in cerca di un barlume di ragione. Lo trovo pensando ad un'unica cosa: siamo dentro ad un enorme ed estenuante laterale. La borsa in congestione, o meglio in fase di stallo denominata appunto laterale è l'unico movimento in cui si può identificare nè l'inizio nè la fine se non a posteriori, magari a munizioni esaurite a causa della continua operatività, in cui l'unico vincitore è la banca, ingrassata dalle enormi commissioni regalate dalle nostre compravendite e stoploss annessi. Se si pensa che la borsa possa solo salire o scendere non si è ancora capito che per la maggior parte del tempo si vive in laterale e lì spesso si muore, in orrizontale. Il laterale, come ho già scritto, è l'unica figura non quantificabile, nè temporalmente nè è possibile quantificarla, ad un certo punto si possono delimitare le vie d'uscita, come in ogni figura geometrica, come in ogni luogo abitativo o peggio in ogni gabbia, ma sono capaci tutti a dire: "se rompe su si sale, se rompe giù si scende", dov'è il valore aggiunto? Io preferisco sempre espormi, perchè la mia indole mi porta a voler capire il futuro, ad interpretare e disegnari gli scenari e quindi io rimango convinto, anzi sono ancor più convinto che questo sia solo una sosta (lunga) prodromo dell'allungo, dell'ultima sparata che ci porti all'agognata "ZONA LEHMAN"!
Ci siamo salutati sabato scorso con un livello fondamentale e con una giornata che mi preoccupava, rispettivamente il livello era 21,900 solo sfiorato ed un lunedì partito in salita e poi chiuso in rosso. Oggi confermo quanto scritto in quell'articolo, finchè non superiamo 21,900 e con decisione, non possiamo nemmeno illuderci. Aggiungo che al momento non si vedono nemmeno segnali di inversione, ma arriveranno... I casi Fastweb e Telecom sono nuvole grige che coprono il sole del Toro, ma la Primavera sarà calda e luminosa!
Abbiamo scritto anche di Bernanke e la sua "Magic strategy" ed in verità lui ci sta provando, cerca di sostenere i listini con la formula magica: "i tassi rimarranno bassi per un periodo prolungato", ma non è Maciste, la Speculazione ora è più forte e come un enorme iceberg minaccia la chiatta Europea.
Circolano voci interessanti, leggende e pettegolezzi che eccitano e riaccendono la mia passione per i mercati. Sembra che l'8 Febbraio scorso un gruppetto di gestori di hedge fund si sono trovati a cenare insieme presso un piccolo broker di Manhattam: Monness, Crespi, Hardt & Co. La cena è servita a partorire un piano folle ed allo stesso tempo molto ambizioso: un attacco concertato all'euro sotto il cappello del grande stratega e stregone, ovvero il padre di tutti gli Hedge Fund, il Soros Fund Management. Di queste cene mitizzate se n'è parlato per anni, inventate, vere o presunte, la più importante che mi viene in mente fu quella organizzata sempre a Manhattam nell'Ottobre del 1998, quando una folta pattuglia di Hedge Fund, orchestrata e diretta, udite udite, dal Gran Maestro Alan Greespan, che portò alla salvezza sia dei mercati, sia dei paesi in odore di default. Andate a rivedere quello spike rialzista alla fine del 1998, una V imperiale, un enorme forbicione che frantumò le unghie di un orso furente e troppo presuntuoso. Ai tempi ero fin troppo sicuro di me stesso ed audace, da comprare in ogni ribasso, un surfista portato in trionfo dalla successiva e grande onda del rialzo tecnologico.
La tavola rotonda dell'autunno di fine millennio fu raccontata dagli storici, quindi a posteriori, e non dalle indiscrezioni o dalle anticipazioni, questo per intenderci e ricordare la solita regoletta: "quando tutti sanno, difficilmente le cose si verificano". E poi c'è un altro mito che dovrebbe essere sfatato, spesso si dice che le cosiddette "Mani forti" sono infallibili, dirigono il mercato e sono sempre vincenti. Vorrei ricordare che l'invincibile Soros era investito in Lehman (sia azioni che obbligazioni) alla vigilia del grande crack, Kirk Kerkorian il grande vecchio non è che abbia fatto un affarone con la General Motors, per non parlare del caso più eclatante, sempre riferito a quel 1998, il fondo LTCM, il più grande Hedge Fund di quel periodo, innovatore e primogenito dell'epoca dei derivati e del Leverage, diretto da due Premi Nobel e da grandi speculatori, affondò inesorabilmente puntando sul Rublo e sulla crisi Russa. Per non parlare di Michael Milken che qualcuno, a torto, lo reincarna nell'interpretazione di Douglas in Gordon Gekko, affogato dai suoi Junk Bond.
Certo la BCE non ha la grazia ed il talento della Bank of Jappan, e questo suo tentennamento nel salvataggio greco, gonfia l'ego e la sicurezza dei pirati speculativi, ma le difese delle istituzioni possono avere arsenali infiniti grazie al continuo stampaggio di moneta. Le navi corsare degli Hedge Fund hanno dalla loro parte il leverage, che le consente un armamento di tutto rispetto, ma dall'altra parte abbiamo una potenza di fuoco, seppur ancora dormiente, con un potenziale devastante.
Si dice che dove non riuscisse la BCE, ci sarebbe la FED e quindi il nostro maghetto Bernanke, pronto a soccorrere. Questo perchè l'America ora non è certo interessata ad avere un Dollaro forte, ma dall'altra parte la Banca Centrale Americana non ha mai avuto interesse ad intromettersi sul mercato, farà un eccezione questa volta?
A me, sinceramente, viene da ridere quando si crea panico sull'eventuale affondamento dell'Euro. Come quando nel 2005 si scriveva e si panicava sulla futura uscita dell'Italia dalla moneta unica e sul ritorno alla Lira. Oggi si ricorda il 1992 quando Soros da solo affondò Lira e Sterlina, ma l'Euro è ben più grande, e davanti a questo non c'è il muro di Berlino, ma la Bundesbank!

Ma quello che ancora mi fa più ridere è che tra le previsioni dell'anno scorso, all'unanimità, si indicava l'affossamento del Dollaro e dell'economia americana come lo scenario più credibile, anzi come l'unica certezza. Dal mio punto di vista, quando non conosco la risposta, preferisco dire, da ignorante, non lo so... mi sembra più onesto, soprattutto nei confronti di chi, ancora, mi da una certa credibilità. Alla prossima! Il vostro BuddyFox

1- x Joe: ho provato più volte a rispondere alle tue email, ma ogni volta mi sono state respinte e rinviate al mittente. E' un problema della mia posta o della tua?!
2- Questa settimana dovrò togliermi un neo. Il problema non è questo, ma il fatto che x un mese non potrò giocare a calcio, dovrò fermarmi. Metterò alla prova il mio stato d'animo e nervoso... poveri voi che dovrete sopportarmi!;-)))


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04 giugno 2009

NON TUTTO IL MALE... - Anche gli Hedge Fund rinnegano il profitto istantaneo?


Buongiorno! Leggete attentamente questo articolo, la confessione di James Pallotta, gestore di hedge fund, è molto interessante e per alcuni aspetti un segnale di cambiamento, sia gestionale, sia di comportamento che di etica . Non mi sembra poi così lontano da quello che ostinatamento ho più volte ripetuto in questo blog: "conta il lungo termine, quello che si semina e si raccoglie nel tempo e non il profitto istantaneo. Di istantaneo non è buono nemmeno il caffè, e nemmeno altre cose;-)))"

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08 maggio 2009

On the floor - "SELL THE NEWS" O L'INIZIO DELLA CORREZIONE?


Buongiorno! Abbiamo dato il battesimo alla Correzione, oppure il ribasso di ieri è semplicemente un "sell the news" da mercato Toro? Credetemi, il timing che ho avuto ieri nel pubblicare l'articolo (scritto mercoledì 6) di vendita, coinciso con uno sprint rialzista ed un sell off di forte ribasso, è stata solo una pura coincidenza e molta fortuna. L'importante ora è quello che potrà capitare in una situazione di più ampio respiro. Il mercato sta diventando molto nervoso, e quindi combattuto e contrastato. Proprio per questo motivo rimango ancor più convinto di quanto scritto ieri, anzi, sul rimbalzo di oggi ho impostato delle operazioni short, poca cosa, perchè (ripeto) sugli indici, voglio essere più spettatore, osservatore e quindi studiare il caso, piuttosto che protagonista confuso. Questo è un mercato che ti può far impazzire, prendendoti per il naso e portandoti a spasso, a suo piacimento, anche nel fiume per farti annegare. I comunicati sugli "Stress Test Bancari" sono stati banali, e senza sorprese, come immaginato, nessuna banca (a voce) è a rischio insolvenza (il meno brutto, diventa bello, potenza del Sentiment!), ma nella foresta nera degli Hedge Fund, sono in molti a preparare l'artiglieria ribassista. Il mio è solo un avvertimento, la battaglia potrebbe iniziare quest'oggi!


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28 aprile 2009

INFLUENZA SUINA, VIRUS PER LE BORSE?


Buongiorno... ne parlavo ieri, a me quest'influenza piombata a ciel sereno, un po' mi preoccupa. Naturalmente sto parlando dal punto di vista finanziario. Questa potrebbe essere la scusa a cui le borse si potrebbero aggrappare, per dare quella correzione su cui molti Fondi Hedge sembrano aver costruito delle posizioni, short naturalmente. Il Sentiment è ancora tutto da testare, intanto vi invio un filmato che una cara amica mi ha segnalato... Voi che ne pensate? E intanto la pioggerellona continua... ancora...


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16 dicembre 2008

IL FALO' DELLE VANITA' - Bernie Madoff, l'ammazza Hedge Fund


Nell'era della finanza creativa, della ricchezza a crescita infinita, dei modelli matematici infallibili, degli algoritmi magici, dei metodi a rendimento garantito e di tutte le diavolerie della tecnologia applicata alla finanza, l'autore dello scandalo del nuovo secolo (il tramonto di un modo di fare finanza) non è un nouvel enfante prodige o un rampante ingegnere finanziario. L'Arsenio Lupin, l'architetto di un castello di carte, l'illusionista che ha ammaliato l'elite, il pifferaio che ha portato il denaro al lago per poi vederlo affondare, è un vecchio (permettetemi l'agettivo) gestore di 70 anni, con un pedigree di grande rispetto, nel cui curriculum è presente anche una carica istituzionale della grande finanza come la presidenza del Nasdaq, dotato di vari optional come il passepartout per i circoli e le organizzazioni più importanti. All'anagrafe Bernard Madoff, per gli amici Bernie, sconosciuto a molti di noi mortali, un adorazione per quelli che contano, oggi è un appestato per tutti. Secondo gli ultimi dati, si tratta di una mega truffa di 50 miliardi di dollari, le varie Parmalat e Worldcom impallidiscono al confronto, Milken, Hoffenberg, Bennet per non parlare del nostrano Ricucci (solo per rimanere ai casi più recenti) al confronto sono dilettanti. Chi pensa che il grande calderone di questo truffa finanziaria sia stato preparato grazie alla tecnologia più sofisticata della nuova finanza creativa, si sbaglia di grosso. Bernie, che a 70 anni pensava ormai di farla franca, diffidava della tecnologia, la sua contabilità era custodita in uno sgabuzzino nel sottoscala del suo appariscente ufficio newyorkese. Classico gioello di rappresentanza, luccicante come uno specchietto per le allodole, il formaggio per i topi della finanza sempre alla caccia di alti e facili rendimenti. E per far capire quanto era all'antica il personaggio che ha ipnotizzato la finanza moderna, sembra che le transazioni da lui effettuate, fossero rigorosamente annotate a matita per poter essere facilmente cancellate ad uso e consumo del falso. Madoff diffidava della tecnologia, inaffidabile, lascia tracce indelebili. La storia insegna, vedasi le martellate ai computer di casa Parmalat, prima che scoppiasse lo scandalo, o la botola nel pavimento trovata in casa Rizzoli che secondo gli inquirenti conteneva documenti compromettenti. E in tutta questa antica saggezza popolare, l'amo usato per pescare la ricchezza mondiale è il più antico dei trucchi: il "Ponzi scheme", più volgarmente detto "Catena di Sant'Antonio". Un sistema di facile applicazione, ma di durata limitata, il gioco funziona finanto che il numero di chi versa denaro è superiore a quello di chi lo riscatta. Quando (come in questo caso) vi è stata una grande richiesta di rimborso e presumo minima di versamento, con una cassa ridotta ormai all'osso, la catena è saltata e sono affiorati i feriti. Un sistema molto semplice, che ho visto fare a livelli provinciali e che non ha mai funzionato, è impossibile, prima o poi la fune, o meglio la catena non regge, perchè arriva sempre il momento, nonostante la pubblicità ed i passaporali, in cui i versamenti diminuiscono e la crisi porta la massa a bussare alla tua porta. Bernie non ha fatto nessuna distinzione di classe, anzi ha letteralmente incendiato il denaro dei ricchi, un fuoco che ha fatto devastazione in ogni categoria: pensionati di lusso a Palm Beach, anziani in case di riposo, giocatori di squadre di baseball, gli gnomi delle banche svizzeri, gli invincibili delle banche spagnole, personaggi televisivi, monarchi del real estate, mecenati del Brandeis Museum e persino enti di beneficenza. Da Nord a Sud, da Est a Ovest, il tornado della devastazione e della definanziarizzazione del sistema ha colpito, e questa sembra solo la palla di neve che inizia a rotolare e che potrebbe lentamente ingrossarsi travolgendo chissà quanti hedge fund e piccole finanziarie. In questi giorni abbiamo potuto leggere il bollettino delle istituzioni colpite ed illuse da Madoff, nei prossimi giorni non mancheranno certo gli interventi dei veggenti, di chi aveva capito (ma non aveva detto) che Madoff era un bluff, di quelli che sapevano già quale sarebbe stato il finale. Ricordate tutte quelle copertine patinate raffiguranti i giganti della finanza creativa, quelli che avevano trovato il metodo per il guadagno infinito? Statue cadute, il cigno nero è sempre in viaggio, e non sai mai quando e dove può colpire. Il futuro sembra sempre lontanissimo, tanto siamo intenti nel pensare a come realizzare il colpo di giornata, e poi arriva il giorno, che nel tuo laghetto appare qualcosa di misterioso, ed arriva la voragine che si riappropria di anni e anni di costruzione, tutto in un momento, in qualsiasi momento, anche a 70 anni. La radice di questi crack è l'illusione degli alti rendimenti istantanei ed infiniti, un bancomat che vomita denaro a getto continuo, dall'ansia da prestazione che non ti lascia respiro e dal guadagno assicurato. La perdita è respinta, non esiste in questo vocabolario, e poi improvvisamente si materializza in fattezze da incubo e si impadronisce di tutto. Quante volte in questo blog ho ripetuto che il "tutto e subito" non esiste, e se anche fosse, ha una durata limitata. Nemmeno le basi più solide hanno la garanzie di sopravvivere agli uragani, ma almeno sono state costruite per avere longevità. Io non sarò certo il migliore dei gestori, ma ho sempre cercato di avere dei principi, di sbandierare onestà e trasparenza anche a costo della perdita e della retrocessione. Lo scandalo Madoff fa parte del processo che porterà a conclusione un modo di fare finanza, l'autostrada che come ho già detto ci ha fatto entrare nel tunnel dell'avidità e che all'interno di questo ci sta torturando per non avere più fiducia, costringendoci a mollare. Il tempo, ci insegnerà, o meglio ricorderà, a chi è rimasto nella barca, che proprio in questi momenti, in cui ogni tipo di controllo entrerà in azione per un futuro più sicuro, chi ha lasciato, rientrerà alla prossima festa, come sempre, quando sarà ormai finita...

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24 ottobre 2008

24 OTTOBRE 1929 (Giovedì nero) - 24 OTTOBRE 2008 (Venerdì nero?)


Buongiorno. Lo YEN continua a "menare" le danze, ma i media anche quelli specializzati, continuano ad ignorarlo, eppure (e qui si è sempre scritto) il barometro è il Sol Levante, è sempre la moneta giapponese il Giuliacci che decide quando fa brutto e quando farà bel tempo. Nonostante la decisione dell'OPEC, la speculazione continua nell'opera di smontamento degli asset finanziari, crollo delle materie prime, caduta del Petrolio, caduta dell'Euro e delle valute ad alto tasso e ruggito del Dollaro (probabilmente più che ruggito è il canto del cigno) che segna la fine dell'era Bush, un periodo caraterizzato dal vizio e dall'illusione. Siamo arrivati, come da tempo ripete il Prof. Arcucci, alla glaciazione della finanza? E' arrivata la temuta deflazione degli asset finanziari? L'Oro doveva essere il salvagente del risparmio, doveva arrivare a 3000$, ed invece, va a fondo peggio del piombo. Un segnale importante, arriva però dalla macroeconomia, in casa della Bank of Jappan suona una campana, o peggio una sirena che chiama pericolo: il surplus dell'interscambio commerciale si sta consumando, lo Yen, questo nuovo Bolton, deve andare ai box. Poco fa (per coerenza) ho dichiarato: "MILANO (MF-DJ)--"Il mercato azionario e' il piu' liquido, quindi chi deve fare cassa vende azioni. Si penalizzano tutti i titoli, al di la' del settore di appartenenza, delle prospettive, dei fondamentali". Lo afferma un trader interpellato da MF-Dow Jones, secondo cui "il barometro per valutare la performance delle Borse e' l'andamento dello yen: finche' la moneta nipponica si manterra' su livelli elevati le Borse continueranno a perdere. Il dollaro/yen", spiega l'esperto, "ha rotto un livello importantissimo, quota 96 (il cambio e' sceso ai minimi dal mese di agosto 1995, ndr). Il ritorno sopra questa quota sarebbe un segnale estremamente positivo per i mercati". "Gli operatori stanno chiudendo le posizioni speculative, anche sul mercato dei cambi, e l'unico mercato liquido e' quello azionario", conclude il trader. A Milano lo S&P/Mib cede il 7,39%. pl (END) Dow Jones Newswires October 24, 2008 10:36 ET (14:36 GMT) Copyright (c) 2008 MF-Dow Jones News Srl". Nouriel Roubini ad una coferenza a Londra rilancia sulla crisi, affermando che è seriamente probabile una strage di hedge fund e di non stupirsi se le autorità governative decideranno di chiudere i mercati per 2 settimane. Ora lungi da me voler smitizzare questo neoguru, ma penso ad esempio alla Garzelli, idolatrata per aver previsto il crollo del Dow Jones nel 1987, e poi gettata come una scarpa. L'avete più sentita? Roubini potrà anche aver ragione, ma le ultime dichiarazione assomigliano sempre più ad un delirio di onnipotenza piuttosto che ad analisi ben ponderate. E' quasi certo che gli hedge fund che finiranno al tappeto saranno numerosi, ma il punto è un altro, quale la motivazione. Il problema sta tutto nella leva (e qui entra in causa il complesso coinvolgimento dello YEN), esistono in questo mercato in crollo 3 distinte categorie: chi vende per chiudere le posizioni, chi va al ribasso grazie all'uso dei derivati/futures e chi invece è costretto a chiudere le posizioni perchè marcato dall'eccessivo uso della leva. Prendo FIAT come esempio, il titolo si riavvicina sempre più al valore nominale, e non credo che la spinta arrivi da chi vende, ma da chi avendo in portafoglio molte azioni del gruppo è costretto dal rientro dei margini a scaricare le azioni per fare cassa e coprire il buco. Credit Crunch, parola chiave che ho usato mesi fa, e forse qualcuno ricorderà quando negli anni passi, ogni tanto ho ricordato quanto diabolico sia l'uso della leva, le sue proprietà malefiche emergono in tutta la loro forza quando le situazioni sono critiche e pericolose. Lo Yen, il Giappone sono il centro, la sorgente di chissà quante operazioni in leva, e probabilmente (visto il livello storicamente basso dei tassi) molte di queste operazioni si sono aperte anche in Dollari, e forse qui sta una parte del perchè il biglietto verde abbia recuperato in modo così vigoroso. Chissà quanti hanno tirato la corda con gli scoperti, pensando che la crisi fosse alla fine, pensando di diventare alive, riuscire a superare la crisi indenni o con pochi danni. Il problema è che quando inizia l'avanzata del vortice non si sa dove si fermi, fracassa tutto quanto trova e non fa prigionieri, è impietoso. Ritornando all'esempio FIAT, chissà quanti hanno tentuto le azioni fino all'ultimo sperando di non dover vendere, e poi hanno dovuto scaricare massicciamente, più le perdite si allargano (anche solo potenziali) più la corda si stringe e fa male. Molti Hedge salteranno e saremo, anche solo psicologicamente (o virtualmente più poveri) però in questo caso vorrei ricordare una frase di Gordon Gekko: "il denaro non si fa nè si perde, semplicemente si trasferisce, da un'intuizione ad un'altra, magicamente...". Tralasciando l'aspetto poetico, vorrei ricordare che per chi perde, c'è chi da questa crisi sta guadagnado. Il mercato è un "gioco" a somma zero, per chi guadagna c'è chi perde e viceversa. E' logico che quando la borsa (la più popolare forma di investimento speculativo) cresce, siano in molti a gioire e ad essere più ricchi, e quando scende sia il contrario, ma per chi ha perso, ripeto, c'è chi ha guadagnato. In questi casi la psicologia regna. Oggi Piazza Affari ha realizzato un bel doppio minimo, e già questo è un buon elemento di speranza, lo Yen contro Dollaro retrocede ed è un altro buon segno, anche se 96/96,50 è ancora lontano, la giornata non è chiusa, la chiusura di WALLY potrebbe stupire in positivo. Se poi in tutto questo mi rimetto a pensare che ho speso mesi a predicare ed a scrivere che lo YEN si sarebbe rivalutato (soprattutto contro Euro) in modo vigoroso, che era la grande occasione, ed aver accumulato bene sopra 150, ed ancor di più sopra 160, avendo però chiuso troppo presto il tutto, mi viene, forse, da piangere. Era l'occasione della vita per chiudere in bellezza e dedicarmi qualcos'altro, magari un viaggio in Africa, nuove esperienze per un maggiore arricchimento culturale. Ormai è fatta, acqua passata non macina più, ma in questo blog rimane tutto scritto e si può ricordare. Si va avanti, ed in questo caso mi viene in mente Bertolt Brecht: "Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore". Buon weekend!


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16 ottobre 2008

CRISI BORSE - Insider default


Giusto così per fare due chiacchere, un pettegolezzo. Mi ha chiamato un'amica della carta stampata, mi ha detto che da Londra arrivano voci di possibili fallimenti tra gli Hedge, uno dei più nominati è ATTICUS CAPITAL...

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14 marzo 2008

ORO QUOTA 1000! "Oh my gold!"


Finalmente, per la gioia di tutti i gufi, l'Oro ha sfondato il sacro portone: quota 1000$! Se proprio dobbiamo essere pignoli, non e' che i questi gufi abbiamo proprio tutta la ragione, secondo le loro previsioni con l'Oro in salita le borse sarebbero dovute crollare, ed invece se facciamo un'attenta analisi ad ampio raggio notiamo che i mercati, rispetto ai recenti minimi del 2003, sono sopra in media di un 50%, mentre a sentir le loro previsioni dovevamo trovarci in cantina, se non peggio nella disperazione. Dove finira' l'Oro? Per quel che ne so potrebbe raggiungere anche quota 2000$ e anche i 3000$. Le materie prime, dal lato speculativo, non hanno nulla da invidiare agli altri strumenti di mercato. Non sono d'accordo con chi canta il de prufundis per le commodity, infatti (e mi sembra di averlo scritto anche qui qualche anno fa) il ciclo rialzista per questo settore ha una durata minima di 10 anni, quando parte non ha mezze misure, e sono piu' gli investitori che abbandonano la gara per sazieta', rispetto a quelli che hanno la pazienza di aspettare. Due essenzialmente le motivazioni a favore: la debolezza del Dollaro, e le piccole dimensioni rispetto agli altri mercati. Il mondo delle commodity e' sempre stato frequentato dagli specialist del settore, oggi invece, come ogni bolla o pseudo bolla (anche se ancora allo stato embrionale) sono in molti a fare la coda, non mi stupirei se oltre ai numerosi Hedge Fund assetati di altissimi rendimenti, molti Fondi Pensione USA (i pachidermi) stiano facendo capolino per azzannare fette di guadagno. Voglio pero' ricordare due cose importante al piccolo risparmiatore nostrano: primo che il mercato e' facile a scosse improvvise, anche panicate, e secondo che le quotazioni sono in Dollari quindi il rialzo dell'ORO e della maggior parte delle materie prime (se non la totalita') viene eroso dai continui ed inarrestabili record del nostro Euro, ormai sempre piu' caro e sempre piu' pesante...

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