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05 luglio 2013

CAVANI L'ORO DI NAPOLI, TRASFORMA DE LAURENTIIS IN GORDON GEKKO


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
A Napoli sono tutti infuriati, i moralisti davanti a certe cifre inorridiscono urlando al "venduto", odio e passione nel calcio spesso si mescolano, questo è anche il bello dello sport italiano.
Quello che gli sportivi, i tifosi e i cittadini di e del Napoli non hanno forse capito è che invece di preparare una bara per Cavani, dovrebbero costruire un monumento per De Laurentiis... 
Gordon Gekko diceva: "la chiave di tutto è la liquidità, senza quella non puoi pisciare nell'erba alta coi cani grossi..."
(le signore mi perdoneranno per l'immagine volgare)
E di liquidità, grazie a Cavani, il Napoli e De Laurentiis ne incassano parecchie, tanta da poterla reinvestire per creare una squadra compatta e competitiva.
Ma i tifosi sono accecati dall'odio e dalla volubilità tipica dei tifosi italiani, sentimento che spesso viene trasferito anche negli investimenti e nel rapporto che si ha con i Mercati Finanziari.
"Cavani resta a Napoli!", "De Laurentiis non vendere", e poi ci si chiede perchè la maggior parte degli italiani non comprende, o male interpreta la Borsa e spesso, troppo spesso perde senza capire il perchè?
L'affare Cavani rischia di trasformare De Laurentiis nel Gordon Gekko del calcio, i procuratori (una delle gravi malattie del calcio) tipo Raiola, ora tremano, e i tifosi devono mettere da parte l'orgoglio, ma preparare scettro e trono per il loro presidente. 
In un calcio che nuota e a volte affoga nel denaro, non si può più pensare ai calciatori bandiera, non fanno parte di questo mondo.
"Vendi, guadagna e pentiti" sembra essere il motto usato da De Laurentiis, la stessa cosa che avrebbe dovuto fare Moratti dopo la realizzazione con Mourinho del trionfante "triplete". Mi chiesi? Ma perchè Moratti non smobilizza la squadra, sono pronti a pagare a peso d'oro ogni giocatore, perchè non vende?
Niente, anzi, la risposta dei giocatori fu la pretesa di un aumento dello stipendio. Tanto per parlare di sentimenti e amore per il calcio. Fossi stato il presidente, li avrei venduti subito, e con il ricavato, mi sarei costruito uno stadio di proprietà, valorizzato gli italiani e i giovani e qualche nuova scommessa e magari mi sarebbe avanzato anche qualcosa per ripianare l'enorme debito.
Ma Moratti è Moratti, e De Laurentiis è De Laurentiis, per fortuna del Napoli e di Benitez, che finalmente, dopo il precedente maltrattamento è pronto per la sua rivincita. Il tempo è sempre galantuomo, regala occasioni e fortuna a chi lo merita.
Dopo Del Bosque, Ancelotti, Ranieri ora è il tempo anche di Benitez?

27 giugno 2013

ITALIA SPAGNA: Vincente del Bosque, questo è un uomo


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Il pallone rotola verso chi lo ama,e finisce nella porta di chi lo usa.
Vincente del Bosque  è come al solito prudente e rispettoso, nonostante sia alla guida della squadra più forte al mondo, alla vigilia della partita tra Spagna e Italia dichiara: "non mi fido"
Niente superbia, ma nemmeno ipocrisia, entra in campo per giocare e per vincere, ma lo fa con capacità, lealtà e senza troppo protagonismo, a differenza di qualcun altro.
Ma fino a qualche successo fa, chi si ricordava di Vincente del Bosque? Eppure con il Real, gli ultimi grandi trionfi sono avvenuti sotto la sua guida, scudetti, Coppe dei Campioni e Intercontinentale, eppure non bastava, fu licenziato usando scuse assurde, con una totale mancanza di riconoscenza. Ma Del Bosque se ne andò da signore, da uomo, senza offendere nessuno, so fermò aspettando il prossimo treno.
Un treno che non tardò ad arrivare, per lui un biglietto di prima classe: la nazionale spagnola.
Per nulla arrugginito e senza timori prende in mano una squadra fresca del successo europeo e si conferma, prima il Mondiale e poi bissa il torneo continentale.
Ma non è solo nelle vittorie sul campo la forza di Del Bosque, ma è nello spirito e nel carattere dell'uomo, lo si è visto anche nell'ultima competizione, non solo riesce nell'impossibile, resuscitare "el Nino" Torres, ma riabilita e ridà lustro al maltrattato Casillas: lo fa giocare nella partita d'esordio con l'Uruguay (la sfida più difficile), ma non denigra gli altri portieri, infatti nella seconda e terza partita ruota i giocatori tra i pali, riportando nella partita contro l'Italia il degno titolare.
Questo vuol dire avere la stima e la fiducia dello spogliatoio, comandare i giocatori, ma senza mancare di rispetto, per tutti un'occasione.
Dicono di lui i giocatori del Real e del Barca: prima di lui, a causa di Mourinho, non ci parlavamo, si era insinuato l'odio, ora invece siamo una squadra, siamo la nazionale.
Non è solo Del Bosque a risplendere, ritorna anche Carlo Magno Ancelotti, dopo il pessimo trattamento alla Juventus, gli alti e bassi al Milan, ritrova smalto e meriti oltre confine, nemo profeta in patria (una consuetudine per gli italiani, sigh!), Chelsea, PSG e ora l'incoronazione al Real Madrid, non mi stupirei, vedendo la complicata situazione al Barcellona, di vedere Ancelotti trionfare già alla prima stagione.
E mentre Mourinho viene risucchiato dalle tenebre che lui stesso ha contribuito a creare, il pallone ricerca antichi valori e riscopre un po' di luce e bel gioco,
Questo accade oltre frontiera, in attesa della partita di questa sera, la luce potrebbe fare capolino anche tra le nostre nuvole, riportando un po' di colore azzurro...

18 maggio 2010

L'angolo del calcio - CAMPIONATO SERIE A, HANNO VINTO GLI ALLENATORI?


Voglio subito riproporvi quanto avevo scritto un anno fa in merito all'elegante coppia Ranieri & Ancelotti, cliccate qui .
E vi chiedo, ma vi piace quando scrivo di calcio? Emerge la passione che ho per lo sport? Anch'io ho una squadra del cuore, anche se non riesco ad avere la stessa passione di una volta, ma non ce l'ho nemmeno per il gioco del calcio di oggi. Dal mio punto di vista da Italia '90 in poi si è visto il tramonto, in senso generale.
In ogni caso, non sono mai riuscito ad essere veramente attaccato ad una maglia, fedele nei secoli dei secoli eda ancora mi chiedo il perchè... la squadra per cui tifo è legata ad un solo giocatore, è stato quello a farmi innamorare, come per me i L.A. Lakers sono Magic (ed un po' Jabbar) così vale per questa squadra di calcio. In verità fin da bambino, quando ancora compravo il leggendario (ai tempi) Guerrin Sportivo, avevo una squadra preferita per ogni stato Europeo. Ero alla strenua ricerca del calcio internazionale, oggi mi rendo conto che in tempo reale può sapere tutto, dal gossip, alle squadre dilettanti del calcio estone. Una saturazione!
Quest'anno calcistico è stato caratterizzato (grazie all'avvento di Mourinho) dell'esaltazione e del protagonismo (e se vogliamo della sopravvalutazione) della figura dell'allenatore. Nel nostro gergo potremmo definirla una bolla speculativa;-)
Mi è piaciuto Leonardo, il suo professionismo, la sua solita pacatezza, ma anche una rottura della sua indole diplomatica, riuscendo a far rispettare sia la sua persona che il suo incarico, schiena dritta. Un grande Ranieri, ma chissà perchè in Italia per essere grande e per diventare una persona stimata e rispettata bisogna vincere qualcosa, non importa come, basta vincere. La signorilità, le capacità, la grande volontà, la sobrietà, lo stile valgono poco se non vinci, perchè sei etichetato come perdente. Gladiatore!
Ma sul primo gradino del podio metto Delneri, indiscusso. Il suo valore si capisce dai numeri, l'anno scorso era all'Atalanta, quest'anno alla Sampdoria. L'anno scorso l'Atalanta si salvò e la Sampdoria finì in bassa classifica. Quest'anno l'Atalanta è retrocessa e la Samp è ritornata dopo anni in Coppa Campioni. Ma è il coraggio che innalza l'uomo, ha saputo togliere in un momento delicato un rabbioso ed inconcludente Cassano, rigenerando prima la squadra e poi il ragazzo. Ha rischiato la testa. La storia ci insegna che il popolo, tra Gesù e Barabba, scelse il secondo.
Questa volta è andata diversamente, il coraggio l'ha premiato. Braveheart!
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

20 maggio 2009

L'angolo del calcio - ANCELOTTI E RANIERI: "ZERO TITOLI"


Ranieri ed Ancelotti, oltre alle delusioni di questa stagione ed agli esoneri (già fatto per il primo, in arrivo per il secondo) hanno anche un'altra cosa in comune: non vedono mai il lieto fine. Triste la conclusione dell'avventura Chelsea per Ranieri, quando tutti sapevano della sua cacciata, tranne il diretto interessato, e lo stesso per Ancelotti nell'avventura Juve, quando gli fu sbattuta in faccia la porta dopo 3 stagioni più che dignitose. La riconoscenza non fa parte di questo mondo, meno ancora in quello decadente del calcio, dove oltre a questa virtù, spesso si tende a perdere anche la memoria, dimenticando i trionfi e pensando che le vittorie siano più che un dovere una scontatezza. Ranieri che ad inizio stagione non aveva fatto nessuna promessa di coppa o campionato, ma semplicemente un miglioramento, una crescita, una struttura che doveva cementificarsi dopo i traumi della crisi, deve aver irritato a tal punto la dirigenza, tanto da essere arrivati al ridicolo dell'esonero in stile Ghirardi, il presidente del Parma che per evitare la retrocessione licenziò Cuper prima dell'ultima giornata. Siamo al grottesco, cadono tutti i tabù, e lo stile Juve, che aveva resistito anche al genio fallimentare di Maifredi, non resiste alle pressioni della nuova comunicazione e dei nuovi business che voglio il profitto, il risultato ed il successo, immediato ed in forma istantanea. Ma nel calcio mediovale italiano, non tutto si capovolge, non tutto segue la china del declino, se pensiamo alle prime giornate, quando il Cagliari di Allegri collezionava una serie di 5 sconfitte consecutive, l'opera di resistenza di Cellino (il "mangiallenatori") non solo stupisce, ma premia la lungimiranza e soprattutto la pazienza nel curare una creatura, un fiore che promette di sbocciare, basta solo aspettare, ed infondere fiducia alle persone in cui si crede. Sul podio Cellino, dietro la lavagna Juve e Milan. Ancelotti e Ranieri si sono presi l'ennesima porta in faccia, ma è molto probabile che da questa delusione, nascano più opportunità per i due allenatori piuttosto che per i club che li hanno cacciati. Probabilmente questa volta sarà vero il detto: "ride bene chi ride ultimo", il tempo è sempre galantuomo.

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato