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25 giugno 2014

Panino e Listino (Mundial 2014): fuori la Nazionale di Prandelli, ci resta la nazionale di Panino e Listino (Oggi in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 





"E un momento difficile, sosterrò la squadra con tutte le mie forze. I convocati dal ct Peckerman, per indossare la maglia della Colombia ai Mondiali, sono grandi calciatori, che hanno fatto bene durante la stagione. Non volevo togliere il posto a un compagno le cui condizioni sono al cento per cento" sono le dichiarazioni di Falcao, il grande campione e cannoniere della Colombia, un assenza di lusso. Lui a casa a tifare per la propria nazione e la Colombia in campo gioca e si diverte anche per lui.
Succede in Colombia, un abisso rispetto al comportamento qui in Italia, dove come consuetudine si fa la caccia al colpevole e dove i migliori sono sempre quelli rimasti a casa (con rabbia e polemiche) o che non hanno giocato.
Qualcuno potrà rimproverare Prandelli con l'esempio di Suarez, l'hanno portato in nazionale nonostante l'infortunio, è guarito, entrato in campo ha salvato la nazionale. Peccato che la malattia di Suarez non riguardasse il ginocchio, ma la testa e a causa di questa, tornerà a casa in anticipo. Uruguay prima salvata, e ora condannata.
E' una questione di stile, in Italia ce n'è sempre meno, si spera sempre di aver trovato il fondo per ripartire, ma dove lo metti il piacere di continuare a scavare per trovare e stupirsi del marcio che emerge.
Vent'anni di economia che si sgretola, vent'anni di politica mediocre che si sollazza davanti al cittadino ignavo e ora vent'anni di calcio violento, scadente, frustrato e senza futuro. Il calendario corre, è solo il tempo che passa, per raggiunti limiti di età che si effettuano i cambiamenti, non certo per responsabilità o per autocritica.
E arrivò la luce, Prandelli annuncia le dimissioni, da il buon esempio, chissà perchè in Italia a pagare sono sempre gli onesti, le persone capaci e con qualità, e poi ci sono le dimissioni di Abete, l'eccezione che conferma la regola.
Quando sentirò un politico ripetere le stesse parole pronunciate da Prandelli "non voglio sentirmi dire di rubare i soldi del contribuente" allora sarò sicuro che l'Italia sta cambiando, basta furbizia, vinca l'onestà.
L'editoriale di Sconcerti oggi sul Corriere della Sera a titolo "Basta alibi è un calcio da cambiare" è la fotografia del nostro calcio, è insieme l'epigrafe di quello che è stato e il certificato di nascita di quello che potrebbe diventare.
E' un vero peccato che questa nazionale si uscita in modo così pietoso, quasi da far rimpiangere l'Italia di Lippi del 2010 in Sud Africa. Questo gruppo, a parte qualche recidivo all'immaturità, meritava, Prandelli e Albertini in testa, ma è stato tutto buttato a mare, quasi peggio di un barcone di immigrati, forse troppo abituati al degrado.
Ha ragione Buffon, basta aggrapparsi alla moviola di un morso, basta lamentarsi dell'arbitraggio, se non tiri in porta, non segni e per vincere una partita bisogna segnare.
La gloriosa e miracolosa Grecia, campione d'Europa nel 2004, giocava con una difesa quasi a 9, ma almeno un tiro e un goal a partita, lo faceva, e così ha vinto. Noi no, nemmeno ci abbiamo provato. Tra l'altro la Grecia questa notte si è qualificata all'ultimo minuto, ci ha messo l'anima, "una faccia, una razza", non è più vero.

Fuori la Nazionale di Prandelli, in campo resta solo la nazionale di "Panino e Listino", a noi se ci danno un morso non ci fanno male, anzi è quasi un piacere. La nazionale di "Panino e Listino" in campo per vincere, per vincere il campionato di Piazza Affari.
Per chi si fosse perso la scorsa settimana l'elenco dei convocati, eccolo a voi qui sotto riproposta.
Ora in campo, e come diceva Menotti prima di entrare in campo "tirate fuori tutti i vostri sogni"...
Colonna sonora "Acquarello" di Toquinho



LIBERO 15 Giugno 2014
Quel dito puntato verso il cielo che lo fa assomigliare a un supereroe, chiama la palla Van Persie, la chiama con sicurezza e coraggio, un po’ come fece Pelè nel film “fuga per la vittoria”, quando disse: “risolvo io la partita” e poi salì in bicicletta verso il cielo e ficcò la palla in rete. Van Persie ha fatto una cosa ancor più difficile, in cielo è salito senza bici, si è librato in aria con un gesto che ha stupito il mondo. Erano le ali di Van Basten a sostenerlo, il cigno ha passato il testimone. Ci vogliono capacità e coraggio per compiere un simile gesto, le stesse doti che servono per scovare e puntare su un titolo come Cobra. Sembra una partita impossibile, Cobra galleggia da mesi appena sopra lo zero, a fine 2011 si effettua un aumento di capitale, uno di quelli a cui il pubblico non partecipa (perché troppo conveniente e poco pubblicizzato), 2 anni di purgatorio, quando mi accorgo di un piccolo scatto e quel dito puntato in alto che richiama la mia attenzione. Siamo a 0,38, compro e lo segnalo. Il primo obiettivo a 0,80 sembrava un abbaglio e una spacconeria. Ci siamo arrivati. Era solo l’inizio della scalata, seguì la vendita della Octo di Montezemolo ai russi, il business delle scatole nere che anche Cobra stava sviluppando, fino al passaggio finale, l’Opa di Vodafone: goal!
Certo, non basta un grande goal per costruire un portafoglio, un giardino pieno di fiori, bisogna saper fare anche quelli semplici ma efficaci, alla Thomas Muller, tanto impegno e costanza, e poi arriva anche la ciliegina sulla torta. Perché la fortuna, se la cerchi, prima o poi arriva, chiedete a Cobra.
PIAZZA AFFARI: l’arrampicata verso 24,000 continua. In occasione dei Mondiali in Brasile, ecco la formazione della nazionale di Piazza Affari:
ENI (Buffon): una saracinesca contro i tiri degli orsi;
BIESSE e KINEXIA (Darmian e De Sciglio): giovani e pieni di energia, hanno molto fiato per correre veloci;
FINTECNICA (Barzagli): solidità ed estetica portano a casa il risultato. Ipo da sottoscrivere.
TELECOM (Chiellini): anche con un (ex) titolo difensivo si va in goal, e vedrete quanti.
MPS (De Rossi): sembra pronto a esplodere, poi affonda, ma rinasce sempre dalle proprie ceneri. Ora è maturo, vuole lo scettro di Piazza Affari.
FIAT (Pirlo): più volte dato per finito, ha sempre stupito con le sue magie. Prestigiatore.
ESPRINET (Candreva): grazie alle sue bordate si faranno molti goal. Vedrete sopra 9.
BET (Verratti): è il gioiellino da svezzare. Siamo solo all’inizio di una grande carriera. Bisogna solo avere pazienza.
ELICA (Marchisio): non si nota, finchè non fa goal, e allora ti penti per non aver puntato su di lui. Affidabilità.
TISCALI (Balotelli): tanti goal e tanti errori. La maturazione sembra arrivare, è il momento di puntare al pallone d’oro. Quota 1 euro per la consacrazione.
NOKIA (Thiago Motta): il nostro oriundo, straniero, ma quotato anche in Italia. Sembra svanire, ma è sempre lì, inamovibile.
CHL (Cassano): talento sopravvalutato o sacrificato? 2014 è l’anno della risposta.
La nazionale è fatta, giochiamo il nostro Mondiale.

03 giugno 2014

BRAZIL 2014: Zeman c'è, Rossi non c'è!




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Si ripete spesso che l'Italia al Mondiale, senza la spinta di scandali  o polemiche, non abbia abbastanza stimoli e capacità per vincere la Coppa del Mondo. Nel 1982 ci fu il silenzio stampa dei calciatori e la vicinanza del "toto nero", nel 2006 ricordiamo tutti cos'è successo. Ma nel 1934 e nel 1938 grazie a quali stimoli l'Italia vinse i Mondiali, l'allora Coppa Rimet? Forse "solo" grazie all'impegno e alla capacità di gioco e anche grazie alle capacità di un ottimo allenatore. Ottimo, ma ai più dimenticato, perchè se io adesso chiedessi il nome di chi sedeva nella panchina della nazionale, pochi, senza l'aiuto di Wikipedia, saprebbero rispondere. Fatto che dimostra quanto il protagonismo e l'importanza degli allenatori sia una moda esplosa solo negli ultimi anni e che forse ha avuto il suo padre nella figura di Helenio Herrera.
Orfani di scandali e di talenti, per Brazil 2014 abbiamo deciso di creare una sterile polemiche: la convocazione di Pepito Rossi. Tanto sterile quanto poco stimolante. Le esclusioni eccellenti non sono una novità, chi ricorda Trapattoni e il delitto Baggio? Una protesta che portò poca fortuna, tanto era la potenza dell'incapacità di Moreno. E la mancata convocazione della coppia Cassano/Balotelli di 4 anni fa? Fu un disastro per Lippi, capace di mettere in evidenza i limiti dell'allenatore, quanto la sua arroganza e presunzione, un'arma a doppio taglio.
Pepito Rossi è una grande assenza, anche perchè con Balotelli sembrava non solo avere una grande intesa, ma formava anche una coppia ben assortita. Gli allenatori in Italia sono milioni, ma chi decide oggi è solo uno: Prandelli, che avrà avuto le sue buone ragioni.
Da notare invece il brillante trio azzurro: Verratti, Insigne e Immobile, tre figli del dimenticato Zeman. Tre pupilli da lui forgiati e formati, pochi lo ricordano, perchè è più facile con Zeman fare il tiro al bersaglio, piuttosto che riconoscergli dei meriti.
Ripetiamo sempre che sono i giovani il futuro, che in Italia i giovani non hanno spazio. Ecco, oggi il calcio regala ai giovani grandi responsabilità, vediamo cosa saranno capaci di fare. Magari sarà questo il nostro trio delle meraviglie, come potevano essere Denilson, Bebeto e Romario nel 1994.
Certo, ripensando al passato, anche questa volta avevamo un Rossi in rosa, e l'abbiamo lasciato a casa. Rimpianti?
Non funziona così anche in Borsa, tutti ti criticano perchè hai comprato o consigliato un titolo assurdo, un titolo sconosciuto come BET. Poi succede che questo titolo sale del 140% e improvvisamente diventi un genio assoluto.
Sarà così anche per Prandelli?

18 febbraio 2008

L'angolo del calcio - CASSANO'S SHOW!

Che invidia Luca!;-))) Un Cassano cosi' merita tutto il biglietto! E poterlo vedere nella curva di Tifosi caldi e civili, e magari vedere le magie sotto i propri occhi, sono gioie impagabili! Ringrazi il buon Dio per averti dato il dono della vista, sono momenti che restano nel cuore. E pensare che i miei compagni, ogni qualvolta negli spogliatoi osannavo Cassano mi dicevano che di calcio non capivo una cippalippa! Chissa' cosa diranno domani sera... Ambiente giusta, la gente giusta: Cassano e' tornato! E Donadoni e' troppo intelligente per non accorgersene. Per chi non ricorda, ecco 5 minuti di magie...


Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

11 febbraio 2008

L'angolo del calcio - Spettacolo doriano!

Immagino l'euforia dell'amico LUCA, nell'apoteosi blucerchiata della domenica pomeriggio. Spettacolo sul prato, e (immagino) sugli spalti. Cassano ritrovato, genio nei piedi, e testa finalmente sulle spalle. E poi, i goal, e che goal! Il primo da Globe trotter, ed il secondo: semplicemente meraviglioso! Un mix di altruismo e intelligenza. Nel calcio non bastano i piedi buoni, ci vuole anche testa, lucidita' e visione di gioco...

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