17 gennaio 2009

"OBAMA HOPE" - Sta arrivando! -3


Ieri sera abbiamo assistito ad un concerto che rimarrà nella storia, e sarà ricordato spesso, domani assisteremo all'incoronazione che farà la storia. Arriva un nuovo governo ed un nuovo presidente che nel volto ha già le rughe del vecchio e vissuto, Obama deve ancora fare il suo giuramento, ma per noi sembra già presidente da una vita, tanto siamo stati bombardati da immagini e programmi. Sta per avere inizio un evento ed un nuovo programma politico. Promesse e soluzioni devono però essere ridimensionati, le aspettative sono accecanti, e si rischia che anche se solo sarà un successo a metà, risulterà un fallimento. Se ti aspetti 10, anche un 7 potrebbe portarti sconforto. L'evento invece merita i riflettori di tutto il mondo, perchè l'America per l'ennessima volta dimostra di essere l'Araba fenice mondiale che nonostante bruci nel falò delle vanità di un sistema economico/finanziario malato, ha la possibilità, la volontà, l'umiltà e la forza per risorgere, splendere e nuovamente educarci, indicandoci la prossima linea, la moda ed il pensiero da cui prendere spunto. L'America è continuamente battezzata verso il definitivo declino, ed ogni volta resuscita per stupirci. La Cina è sempre più vicina ad afferrare quel testimone che sancisce il passaggio di potere globale, ma gli USA non mollano e lanciano il messaggio: "da domani il Maggiordomo diventa padrone di casa", e per la cultura americana che ha sempre dato una possibilità a tutti, non è la stessa cosa dell'operaio che diventa padrone o del self made man, ma è lo sradicamento di una cultura, che nonostante la modernità ancora covava in molti bianchi, tanto da portare 2 persone al voto nella stessa cabina, l'elettore che votava il cambiamento ed il bianco che doveva accettare un nero come capo. Da domani, con il lungo e santificato discorso, che prima di essere pronunciato, è già stato messo in bacheca, la penna di Obama avrà esaurito l'inchiostro, e dalle parole dette e scritte, si dovrà finalmente passare ai fatti. Già si sprecano gli accostamenti con gli ex grandi presidenti americani, con chi ha già prodotto e dipinto un'epoca, verso chi solo ora sta prendendo in mano la tela ed il pennello. Personalmente, visto che per ora si tratta ancora di fantasia, preferisco l'accostamento con i personaggi dei fumetti ed i supereroi, d'altronde proprio Popeye, ovvero Braccio di Ferro, fu un forte antidepressivo negli anni '30, un Barack Obama Superman, o meglio ancora SpiderMan Obama, non è una stupida trovata pubblicitaria o propagandistica, ma un modo per caricare e motivare la popolazione. La psicologia nella vita è molto, nelle fasi di crisi è ancor di più, c'è differenza nel fare una cosa credendoci e nel farla non credendoci, è più facile che si realizzi nel primo caso. Se pensiamo che una delle cause della crisi è proprio nella mancanza di FIDUCIA, possiamo comprendere che la dove non arriva la pratica, può la spinta della motivazione. Ed allora ben vengano tutti gli stimoli allegorici e la benzina, lo zucchero che stimola lo spirito, la musica, la fantasia, le immagini e le parole, nuova linfa che possa irrorare la forza del lavoro e l'unione per riuscire a vincere la partita con spirito di squadra. E poi non dimentichiamo l'altra variabile, l'effetto Fortuna. Se ne va Bush, un presidente che aveva il potenziale per entrare nella storia, arriva Obama, un presidente che ha la storia in tasca, la differenza si vede in un immagine quanto banale, tanto efficace: Bush in un campo da basket davanti ai giornalisti tenta un palleggio, ma il pallone è sgonfio e non rimbalza; Obama davanti alla folla dei giornalisti che aspetta l'errore, fa un tiro da tre punti e fa centro al primo colpo. La Fortuna è con Obama, e sarà un alleata indispensabile, possiamo dire che partiamo con il piede giusto. Sapete quanto mi piace il personaggio, e che sia e voglia rimanere fuori dagli schemi e dal formalismo aumenta il mio amore verso il personaggio, ma per quanto io possa essere emozionato ed entusiasta, voglio rimanere con i piedi per terra. Dai primi discorsi di programma, si conferma quanto avevo vaticinato negli articoli scorsi, si pensa prima alla Nazione, ai problemi interni ed all'economia, e poi si traccia la politica estera. La crisi si Gaza è stata una conferma e non una sorpresa. Da domani potrebbe iniziare una nuova era, Obama ci proverà, ed anche solo per il fatto di provarci, merita stima per il coraggio e così tutti quelli che si mettono in gioco, ma ridimensioniamoci al fischio d'inizio, partiamo da Zero e così sarà più agevole arrivare a Dieci. Non mi ricordo chi diceva: "spero che tu viva in tempi interessanti", di sicuro questi lo sono. Peccato che l'Italia, anche in tempi così importanti, o meglio interessanti, sia relegata sempre più a provincia, a spettatore di un'opera che potrà diventare anche un capolavoro...
ps. nella tasca mi rimane solo un pizzico di malizia. Mi fa pensare il fatto che sia la grave crisi economica/finanziaria, sia l'acuirsi del conflitto Israelo-Palestinese si siano perfettamente incastrati nel puzzle del vuoto di potere americano. Coincidenza o spregevole pianificazione?

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