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11 marzo 2014

Panino e Listino: IN MARZO LE RICORRENZE DIVENTANO CICATRICI (Mercoledì 12 Marzo in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Marzo, mese di innumerevoli ricordi. Marzo pazzo, nel cielo, nei grafici come nella vita.
L'11 Marzo 2004, 10 anni, sembra un secolo, sembra un'altra vita, l'attacco a Madrid, gli attentati, la paura di viaggiare e il sismografo di Borsa che si muove all'impazzata. Eppure era solo l'inizio di un ciclo rialzista che ci avrebbe portato alla più grande bolla del credito e della finanza. Eravamo tutti spaventati del futuro, temevamo di finire nelle mani del terrorismo e da questo essere sterminati. E invece ci siamo trovati con il cappio delle banche al collo, e tra le due, non so se questo sia stato l'epilogo migliore.
6 Marzo del 2000, il Nasdaq tocca il picco massimo, eravamo tutti felici ed euforici in vetta, inconsapevoli della valanga che ci avrebbe riportato malconci a valle. Abbiamo imparato la lezione: quando i piedi perdono il contatto con il terreno, si rischia grosso.
Marzo 2000, più che un'altra era o un'altra vita, sembra di ricordare un sogno, qualcosa di mai avvenuto, nascosto nelle caverne della nostra mente e dei nostri desideri. Eppure quel tempo c'è stato, l'abbiamo vissuto e gestito male, ma c'è stato: occasione persa, e un treno passato non si prende più. Ma può tornare.
Davvero può tornare?
In verità sembra sia già in viaggio, come dimenticare il 9 Marzo 2009, per me un'altra data magica che qui ho già raccontato, da quel momento sono passati già 5 anni, una parte di ciclo, indimenticabile è scolpito sui grafici, quella caduta nell'abisso che per molti era la fine di una vita comoda, e invece ha creato un'enorme opportunità appositamente filtrata, solo pochi sono passati attraverso quella rete di occasioni.
Oggi, 5 anni dopo, tra le nubi di uno scetticismo (fortunatamente) ancora abbondante, qualcuno si affaccia timidamente all'investimento, come piccole talpe escono dal sottosuolo e vedono che la terra c'è ancora, gli alberi crescono, i fiori sbocciano, il sole illumina ancora, c'è vita e  con sorpresa si scorge il Toro che scorrazza nella pampa.
Si chiederanno: mi sono perso qualcosa? 100% di rialzo, fino a qui, e poi forse ce ne sarà ancora, forse ce ne sarà abbastanza per recuperare quanto perso e magari per illudermi ancora perdendo di nuovo il contatto dal terreno.
Tutto si ripete, nelle forme e in modi diversi, ma si ripete, e non basta andare in controtendenza per intercettare la tendenza. Guardate quelli che sono ancora al ribasso, magari dal 2010, quanta fatica stanno facendo?
Andare controvento nel 2008/2009 è stato difficile, ma quella fatica sembra oggi essere ripagata, uno a uno, piano piano, sono in molti ora a comprenderlo, anche se non ricordarlo.
Andare controvento, difficile e sempre più faticoso, quello che conta ora è non volare troppo in alto, ad avvicinarsi troppo al Sole si rischia di scottarsi o peggio che le ali si sciolgano.
Gioia sì, euforia anche, sguardo lungo verso l'orizzonte, ma piedi sempre ben piantati a terra.

E per ricordare altre epoche, eccovi il pezzo in edicola Mercoledì scorso, un racconto che rievocherà in molti i bei tempi andati, ma servirà anche a non dimenticare gli errori fatti, gli errori da non ripetere.

Domani in edicola una cosa speciale per molti di voi, ne sono certo, visto che qui i commenti si fanno prevalentemente solo su quello, o meglio solo su Quella!
E poi i temi operativi che ogni giorno di più, ogni rialzo di più, sembra interessare a un numero sempre più crescente di persone.
Con tutto quello che state guadagnando credo che 1,20 per Libero ve lo possiate anche permettere ;-)


LIBERO  05 Marzo 2014
Era la gallina dalle uova d’oro, ma le uova non bastavano più, troppa era l’avidità e la fame di guadagno, venne quindi spolpata: la spennarono e usarono le piume per imbottire cuscini, le succhiarono il sangue e lo fecero fritto, e poi bollita per farne un buon brodo e infine mangiarono anche la carne, le cosce, le ali, le zampe, tutto! Non rimasero che le ossa: i debiti! C’era una volta Seat Pagine Gialle, un trofeo da esposizione per lo stato e per gli azionisti, che dalla società incassavano non solo plusvalenze, ma anche lauti dividendi. Fu una delle privatizzazioni decise da Draghi (si doveva fare cassa per entrare nell’Euro) nel 1997, comprarono fondi esteri, la De Agostini, la Comit e anche Telecom. Guadagnarono tutti, anche i piccoli risparmiatori, anch’io! Ricordo di essere entrato a 1,30, in pochi mesi il titolo si infiammò, sopra i 7 euro superando (in termini di capitalizzazione) anche la Fiat, al tempo veniva considerato un traguardo storico. 7 euro, il 500% in poche settimane, la gente aveva le lacrime dalla felicità, e tutto grazie a Colaninno (al tempo capitano di Telecom) che quanto aveva reso felice la finanza, tanto aveva smontato l’industria: praticamente un antipasto dei giorni nostri. Era lo zenit, ricordo ancora i titoli dei quotidiani specializzati che prevedevano target verso i 10 euro, quote mai viste. Iniziò la valanga, il passaggio a Tronchetti Provera, una vera “sola” si dice in Italia, e dopo Tronchetti un gruppo di private equity, investitori specializzati:  Cvc, Bc Partners e Permira, comprarono sì, ma a spese nostre. Si chiama Leveraged Buyout, comprare in leva e cioè a debito. La prima mossa dopo l’acquisto non fu un piano industriale, ma un dividendo straordinario, staccato un assegno che spolpava la società e trasferiva il denaro nelle casse dei nuovi acquirenti. Da lì, l’oblio. Da quota 7, in 14 anni, siamo ora a 0,0017, in pratica chi allora avesse investito 7 mila euro, oggi se ne troverebbe in tasca 1,7: distruzione di valore. In queste ore gli azionisti Seat devono decidere del futuro della società: vivere o fallire. Visto il pedigree di Seat, le numerose cause di risarcimento e l’appetito di alcuni investitori esteri, una scommessa su questo titolo ora la farei. Ci vorrà molta pazienza, ma volete mettere il gusto della rivincita contro Pelliccioli? Forse la volpe è più astuta del lupo.
PIAZZA AFFARI: “l’Europa sta andando nella giusta direzione, il bicchiere è mezzo pieno”, parola di Draghi, ci possiamo fidare. L’Ucraina è solo una scusa per vendere?  E’ successo altre volte, una sbandata e poi via per un nuovo rialzo. Sarà così anche questa volta, ma come potete notare, gli affari si fanno comprando sui ribassi. Rompere 20,500, doveroso!
BET: salire quando la borsa crolla, non c’è miglior segnale rialzista. Sopra 0,38 BET tutta la vita!
ELICA: siamo ancora in fase di accumulo. A ogni discesa c’è una mano amica che compra.
CHL: giovedì sarò  alla presentazione del nuovo prodotto per l’ossigenoterapia, vi racconterò tutto. Ma viste le premesse sono sempre più convinto che questa sia la volta buona. Chl da accumulare.


25 settembre 2013

Svendita Italiana: TELECOM ITALIA FU VERAMENTE UNA CATTIVA PRIVATIZZAZIONE?


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Oggi fanno tutti a gara a buttare la croce su Bernabè e il Governo Italiano, i giudizi critici sulla privatizzazione del 1997 si sprecano, sono ormai passati 16 anni ed è un vero peccato che non si possano riesumare le dichiarazioni di quel tempo, quando ancora c'era Guido Rossi. Troppo facile giocare con la cattiva memoria, vero?
Se dal punto di vista industriale la privatizzazione Telecom non è un bell'esempio, discorso diverso se si guarda l'aspetto finanziario.
Al contrario delle analisi di questi giorni, bisogna ricordare che almeno su questo titolo (a differenza di altre privatizzazioni, tranne ENI) i risparmiatori qui hanno guadagnato.
Telecom Italia entra in borsa a un prezzo appena sotto i 6 euro (10,902 Lire, a quel tempo c'erano ancora le Lire) e dopo molti mesi ignavia e insoddisfazione, grazie all'avvento della "razza padana" di Colaninno e della moda delle TMT, il titolo si incendia!
Colaninno & C. attraverso Olivetti e Tecnost lanciano un'Opa (cosa ben diversa da quanto fatto da Olimpia, Telco e Telefonica) al prezzo di 11,5, un'Opa che va in porto a grande maggioranza, un'operazione che eccita la Borsa, i risparmiatori, i giornali e tutto il mercato. Finalmente anche a Piazza Affari vincono le regole del mercato anglosassone.
Il titolo, grazie all'euforia TMT raggiunge a fine 1999 il prezzo massimo di 20 euro (che confrontato con i 6 euro della quotazione vede il prezzo più che triplicato), da lì in poi, per mille motivi, il titolo prende una china discendente che pare infinita.
Leveraged buyout, si compra a debito, come insegnava la finanza anni '80 (RJ NABISCO), si ingozzano le aziende di debito e poi si affondano. Così per Telecom Italia e così per Seat Pagine Gialle: grazie Tronchetti Provera, grazie Pelliccioli detto "il pelliccia" ed ai private equity che sono succeduti.
Oggi Telecom Italia quota intorno ai 60 centisimi e comanda Telefonica, non dopo aver lanciato un'Opa, non con la maggioranza, ma con il 70% di una scatola (Telco) che possiede il 22,4% di TELECOM. E abbiamo il coraggio di continuare a ripetere che Telecom ora è spagnola?
Possibile che non ci sia nessuna società italiana, nessun imprenditore italiano con gli attributi, pronto a rilanciare?
Ma li ricordate i nomi che circolavano solo fino a qualche settimana fa intorno alla compagnia telefonica italiana?
E pensate che con tutta la liquidità in circolazione, Telefonica venga lasciata indisturbata a fare shopping a prezzi così da saldo? Siete sicuri che la partita sia finita qui?

A livello industriale la privatizzazione TELECOM potrà essere criticata quanto volete, e anche le successive mosse di Colaninno, ma a livello finanziario non si può proprio dire che sia stato un fallimento. Le bocciature in borsa sono ben altre.
Ancora oggi, ricordando i tempi gloriosi dell'Opa si può ancora dire: grazie Colaninno, grazie a te, per una volta, anche i piccoli risparmiatori hanno goduto!

11 settembre 2013

Gelatino e Listino (la versione estiva di Panino e Listino): DAL 9/11 WTC, AL 09/15 LEHMAN BROTHERS, SETTEMBRE MESE PROTAGONISTA. L'AUTUNNO DELL'ITALIA O DELLA POLITICA ITALIANA? (Mercoledì 11 Settembre in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Com'era prevedibile, dopo il silenzio e la riflessione, ecco che piovono le polemiche.
Era ovvio che dopo l'iniziale entusiasmo per l'idea della NEWSLETTER, sono arrivate ben 50 email, non avrei mai pensato così tante (troppe e ingestibili!), dopo aver fatto le doverose e corrette specifiche, sia caduto il totale silenzio, la riflessione, spaccata e lacerata dalle polemiche.
Stupore? Perchè? E' sempre così, quando offri gratuitamente, sono tutti pronti ad alzare e ad allungare la mano, quando invece si chiede qualcosa in cambio, anche il minimo, si fa come le interrogazione a scuola, si abbassa lo sguardo, si gira la testa altrove e ci si nasconde nel silenzio. Ognuno è libero di fare quel che vuole, perchè lamentarsi, sono stato contestato e offeso quando era tutto gratis, figuriamoci se chiedi qualcosa.
Anzi ho apprezzato molto quelli che mi hanno scritto dicendomi di essere contrari all'idea, spiegandomi le motivazioni e preferendo non iscriversi, l'onestà ha sempre le porte spalancate.
In passato c'è stato chi, non solo tra gli amici reali, mi abbia chiesto perchè non farsi pagare. Perchè farsi pagare ho risposto? Facendo una cosa senza costanza, sebbene molti avessero benefici dal mio contributo, non mi sembrava corretto. Ho provato con la pubblicità, non chiedevo nessun contributo ma solo una collaborazione nei click. Non ha funzionato, era quindi un'inutile perdita di tempo.
Ho pensato alla NEWSLETTER, come forma per creare un gruppo solido, dopo 9 anni di esperienze comuni (perchè principalmente ai più fedeli mi riferivo, quelli che mi conoscono e che ormai sono pronti a tutto), si poteva fare un salto di qualità. Provare un esperimento che avesse una certa costanza e precisione, ma questa volta con un minimo contributo, che fosse però una condivisione. Io al mio tempo e alla mia salute ci tengo, e penso che sia così anche per voi.
Non voglio svegliarmi un giorno e scrivere: mi sono reso conto di aver trascurato... mi sono reso conto che non si può fare questo e quello... 
Sono tutte cazzate, sappiamo benissimo che la vita è altro oltre a questo, ma una cosa non esclude l'altra, ci vuole però una certa armonia, le giuste dosi e un po' di buonsenso e comprensione.
Prime delle specifiche sui compensi, già si erano capite molte cose dalle vostre email, c'era chi era entusiasta di partecipare e chi invece oltre alla richiesta di iscrizione, con spontaneità chiedeva quanto sarebbe costata, qui c'è chi da valore all'impegno e sa che non tutto è dovuto, sono fiero di far parte di questo gruppo.
Ora, senza farla troppo lunga, so già che anche alcuni tra quelli che offendevano hanno provato a inserirsi, sono i peggiori perchè vigliacchi, chi pensate di essere i furbi? Essere furbo, bella cosa, me ne vergognerei.
Io sto provando questo esperimento, e come già scritto, non obbligo nessuno, se pensate che io abbia chiesto troppo, nessun problema, amici come prima, ognuno è responsabile delle proprie scelte, sono tutti capaci a giudicare, ad avere rimpianti, io invece continuo a provare e ad agire, perchè ho interesse a migliorare e a fare qualcosa di positivo per gli altri, ma anche per me stesso.
A inizio anno ho partecipato a un evento finanziario, prima di entrare ho pagato il biglietto e molto profumatamente, tutti hanno pagato, come si faceva una volta senza polemiche, vuoi vedere lo spettacolo, si paga prima di entrare.
Di tutto quanto è stato detto, nulla si è realizzato. Non si chiede il rimborso, come è giusto che sia, nessuno mi ha obbligato e di più, il prossimo anno ci tornerò perchè i contenuti mi interessano, aumentano il mio bagaglio culturale e soddisfano i miei interessi e la mia curiosità.
Quello che mi risulta più difficile capire è perchè si contesti una cosa trasparente, quando fino a ora si sono sentite solo truffe, più o meno eclatanti, imbroglio, raggiri, illusioni e speranze frantumate in cui molti sono cascati. Ora per vendicarsi dei sopprusi si colpisce alla cieca, va sempre così, fino alla prossima illusione...

Eravamo in 50 prima delle specifiche, ora siamo a quota 3. Ho messo un limite di tempo fissato per Sabato 14, e mentalmente mi sono fissato anche un limite di numero: 10. Meno non si parte, ovviamente non ho nessun interesse ad avere una folla, sarebbe per me ingestibile, nè ho interesse a strappare clienti a nessuno. La mia idea è formare una squadra, un gruppo e da lì continuare il percorso. Ovviamente "Panino e Listino" ci sarà ancora, come anche il blog in altra versione per chi sarà interessato e poi ci sarà l'esperimento newsletter.

Quindi se siete interessati, scrivetemi: paninoelistino@gmail. com è il mio indirizzo.
NESSUN OBBLIGO PER NESSUNO, io cerco solo volontari armati solo di buona volontà, coraggio e passione, persone e risparmiatori in grado di condividere un sogno e senza nessuna avidità ed egoismo.
Ecco, così abbiamo ben scremato. Se non andrà in porto, ovviamente mi farò un esame di coscienza e andremo avanti in qualche modo.

Intanto oggi si commemorano le vittime della tragedia dell' 11 Settembre 2001, su Panino e Listino di oggi ho voluto fare un parallelo tra il crollo del WORLD TRADE CENTER e il crollo della LEHMAN BROTHERS, entrambe occasioni mancate dall'Italia, paese che vive un Autunno infinito.

Qui sotto, come al solito l'appuntamento con l'articolo di settimana scorsa.
In questi 9 anni, bene o male, credo di aver dato molto, quindi non ho nulla da rimproverarmi. 
Buona lettura.



Libero giovedì 05 Settembre 2013
“Alle 19 in punto un lungo applauso è risuonato nelle austere sale di Mediobanca. E’ il segnale che Olivetti, il cui vertice era riunito nell’istituto milanese, ha vinto. Dopo tre mesi di battaglie legali e finanziarie, l’Opa su Telecom è andata in porto”.  Era il Maggio del 1999, si concludeva con un trionfo l’assalto dei “barbari padani” (Colaninno e Gnutti in testa) al fortino della nobiltà finanziaria di quell’epoca. Si celebrava un passaggio storico nella finanza italiana fino a quel tempo dominata dal motto di Cuccia “le azioni si pesano e non si contano”, ora vince la maggioranza. Dopo la vittoria di Colaninno comanda chi ha di più e non chi pesa di più, dalla bilancia al pallottoliere. Ha vinto il libero mercato, urlavano trionfanti gli antagonisti del vecchio regime. Difficile dire il contrario, visto che dalla privatizzazione, Telecom era controllata da un’esigua minoranza: Comit, Generali, San Paolo Imi, Ina, Ras, Unicredit, Rolo e gli Agnelli (veri controllori) con la Ifil, insomma il salotto buono, il tutto corrispondeva a una quota complessiva del 6,3%, il massimo con il minimo sforzo. Colaninno scardina un sistema, grazie all’ariete Tecnost (una scatola vuota, usata come cavallo di Troia che nel periodo precedente all’Opa vede impennarsi le quotazioni) sfonda la porta del “salotto buono” e se ne impossessa. L’enorme operazioni gli costa però un sacrificio, Olivetti (il vertice della filiera) è costretta a cedere Omnitel, uno dei nostri gioielli, alla tedesca Manesmann. Oltre a questo, per avere Telecom deve imbarcarsi un debito mostruoso, ma questo sembrava un particolare secondario nell’era dell’euforia per Internet e la telefonia che punta sull’UMTS, si apre un nuovo mondo, i debiti non ci fermeranno. Come sappiamo non fu così, per Telecom e per la telefonia italiana iniziò il declino: avevamo Omnitel, avevamo Wind e ora ci rimane solo Tim, ma per quanto ancora?
Oggi, con le operazioni di Vodafone/Verizon, Kpn e ora anche Nokia sembra di rivivere, anche se in miniatura (a causa dell’assenza dei piccoli risparmiatori) la stagione euforica che la telefonia ha vissuto nell’anno 2000. E ora, toccherà a Telecom? Prima di Colaninno a capo c’era Bernabè, dopo Colaninno c’è ancora Bernabè, significa qualcosa? Non lo so, ma di sicuro questa si conferma l’Estate delle telecomunicazioni e la stagione finisce il 21 Settembre. Telecom tornerà preda, come Italia, cerchiamo di non perdere anche questa partita.
FTSEMIB: “passiamola questa soglia una volta di più” era l’esortazione di Vittorio Sereni, che invitava ad andare avanti nonostante tutto. 17,500, passiamola questa soglia, questa è la volta buona.
Mai come questa volta Piazza Affari è l’indicatore principale del futuro, non solo finanziario, del nostro Paese.
NOKIA:Con la nostra forte identità aziendale, le attività principali e il talento, e da una posizione di forza finanziaria rinnovata, costruiremo un nuovo capitolo di Nokia” l’entusiasmo di Risto Siilasmaa (nuovo Ad di Nokia) è contagioso!
 E’ arrivata la grande notizia, Nokia si libera della zavorra cellulari e torna sopra 4 euro. Euforia sì, ma questo è solo il primo passo. Chi ricorda l’articolo del 17 Luglio sa che questo è solo il primo passo. Ripensate a Ericsson e soprattutto a Motorola, capirete che il meglio deve ancora venire.
CHL: dopo Nokia, toccherà anche a questa nostra beniamina. Sono in arrivo notizie rivoluzionarie e che saranno capaci di risvegliare il titolo da un torpore che apparentemente sembra eterno. 0,04 sarà solo un brutto e lontano ricordo, siete pronti?
TELECOM: comprare, non esiste altro verbo. Senza dimenticare Tiscali, dalla Sardegna con furore!


07 febbraio 2013

C'era una volta Piazza Affari - SEAT DA GALLINE DALLE UOVA D'ORO, A GALLINA VECCHIA. MA FA BUON BRODO?



Spesso si dice che l'economia italiana è sempre costretta a inseguire e che Piazza Affari è ormai una piccola borsa in balia delle piazze internazionali. Un luogo comune come tanti, se infatti proviamo a fare uno sforzo di memoria ci rendiamo conto che nei vizi finanziari, non solo siamo tra i primi, ma siamo grandi anticipatori. Il mondo oggi vive nell'incubo del debito, siamo tutti spaventati dal futuro, ma noi italiani non dovremmo subire queste fobie, visto che sul Debito siamo stati pionieri, sono ormai quasi 30 anni che conviviamo con questa piaga economica.
E nella finanza? Gli ultimi anni hanno dimostrato che Piazza Affari è un perfetto indicatore anticipatore di "Mercato Orso": lo dimostrano i casi Italease, Banca Popolare di Lodi, Parmalat e altri casi che ora non ricordo, ma più di tutti è il caso SEAT PAGINE GIALLE il caso da manuale.
Seat Pagine Gialle, alla fine degli anni '90 un distributore automatico di utili, non poteva sfuggire al fiuto avido di una finanza rampante alla continua ricerca  di alchimie magiche che possano portare al guadagno facile. Seat Pagine Gialle, prima spogliata, poi derubata e infine stuprata e rovinata, il Leveraged Buyout (acquisto con indebitamento a leva), precursore di quanto poi si è visto nei primi anni 2000, prima in USA e poi in tutto il mondo.
SEAT PAGINE GIALLE, la creatura di Pelliccioli, prima sedotta, ben munta e poi abbandonata. Pelliccioli, lo chiamavano "il pelliccia", chissà perchè, quanti risparmiatori delusi e nessuno che ancora conosce il colpevole.
Dopo il maltrattamento subito da Colaninno e i barbari padani, Seat finisce nelle mani poco rassicuranti di un gruppo di private equity che le da il definitivo colpo di grazia, l'inizio della fine, un debito enorme mai più scalfito. Ricorda un po' la parabola del Paese Italia.
Ora Seat, arrivata a livelli di prezzo incomprimibili, chiede il concordato preventivo, un Chapter 11 all'italiana.
E' la fine di un sogno? Un titolo che ha fatto sognare migliaia di risparmiatori italiani, si avvia alla sua conclusione e all'incenerimento di un risparmio incalcolabile?
Siete in molti a chiedermi aggiornamenti sul titolo, nel possibile, cercherò di accontentarvi...



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

23 novembre 2012

OSCAR GIANNINO OSPITA DAVIDE SERRA, OPERAZIONE OMINO BIANCO


A poche ore dall'attesissimo voto delle primarie del Pd, ecco che per Matteo Renzi viene calato il Jolly!
Davide Serra, enfant prodige della finanza, odiato dalla massa che lo definisce come uno degli untori speculatori, viene ospitato nel programma di Oscar Giannino, operazione "Omino Bianco" ed è subito amore!
Senti parlare Davide Serra e non solo dopo un attimo vorresti affidargli tutti i tuoi risparmi, di più, vorresti averlo avuto come padre ed educatore.
Non voglio aggiungere altro, non voglio ironizzare, nè criticare, altrimenti poi mi si dice che sono polemico e che contesto, ma a me queste operazioni di immagine non mi piacciono, questi passaggi improvvisi in tintoria che ripuliscono personaggi poco amati mi fanno molto ribrezzo. E non perchè Serra abbia qualche colpa particolare o perchè sia considerato da me un personaggio "sporco", lo conosco poco e non mi permetto di giudicare, ma l'operazione che ha poco di trasparente. Fino a poco fa si considerava la speculazione nel suo insieme una cosa diabolica e poi improvvisamente si trasforma il carnefice in una vittima, meglio in un salvatore. Sono questi estremi che rovinano, oltre che una finanza sempre più invadente e tossica, per il corpo e per la mente.
Mi ricordo quando toccò a Colaninno, ai tempi poco conosciuto, quante sponsorizzazioni dall'alto per la sua scalata Telecom, era un'operazione innovativa, liberava il sistema da poteri che la imbrigliavano. E mentre l'operazione era in corso sentivo i dipendenti Telecom spaventati da quello che sarebbe successo con l'arrivo dei capitani di ventura Colaninno e Gnutti.
Chi aveva ragione?

L'apoteosi nel programma di questa mattina la si raggiunge quando viene pronunciata la parola COERENZA, che chimera, sempre adulata, corteggiata, figlia di tutti e di nessuno, nelle parole, e poi nei fatti è sempre orfana. Per piacere, basta con questa ipocrisia! Mi stupisco sempre che ci sia il codazzo che annuisce a mai nessuno che si "ribella" dicendo: "ma ci credete così stupidi?"
Altro che operazione "omino bianco" questa mattina è andato in onda il "mulino bianco", mancava il bambino Renzi che giocava con la palla e poi faceva merenda. Leggere attentamente gli ingredienti prima di votare.







email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

13 marzo 2008

On the floor - SEAT PAGINE GIALLE... SEMPRE PIU' SCOLORITE


Chi si ricorda la SEAT PAGINE GIALLE versione booom booom 2000? La societa' dei sogni di milioni di risparmiatori targata Colaninno e creata dal mitico Pelliccia (alias Lorenzo Peliccioli). Ricordo che in quel mitico Febbraio 2000 tocco' la quota record di 7,4 euro e rotti. Il sabato successi Milano Finanza titolava: "Seat Pagine Gialle verso 10 euro". Peccato che quello fu il canto del cigno, da quel momento solo discese e disastri. Oggi siamo sotto 0,16, lo sbooom della bolla tecnologica non ha terminato i suoi effetti e le sue vittime? Ricordo che Steve (FUORIMERCATO) e' sempre stato contrario al titolo, definendolo condannato all'oblio . Direi che i fatti gli danno ragione, visto che nonostante 4 anni di Toro, le quotazioni non si siano mai veramente risollevate. Seat non e' l'unica, pensiamo a Telecom, STM, Mediaset, Tiscali, Mondadori, Espresso, Mediolanum e potrei continuare, insomma, tutti i protagonisti della brutta copia del TMT mondiale. Dopo lo sboom, sulla Seat di oggi grava la crisi finanziaria del credito facile, infatti il titolo in questione fu comprato anni fa in una classica operazione di Leveraged buyout (cioe' attraverso l'indebitamento facilitato dal credito facile), oggi si paga l'abbondanza e l'allegria di ieri, se aggiungiamo le scarse prospettive del business della Pagine Gialle e ci aggiungiamo il sentiment negativo, il gioco del ribasso e' completo. Cercando in conclusione di essere il piu' obiettivo possibile, alla luce di un possibile avvicinamente della fase acuta a conclusione del generale ribasso, possiamo pensare che SEAT sia vicina al fondo, anzi mi sembra che quota 0,15/0,16 possa essere un bel livello su cui costruire il fondo di questa ex regina, ormai diventata cenerentola senza piu' speranze di gloria...

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato