21 settembre 2011

Buddy Fox - " LE 10 CAZZATE DI BUDDY" (2^ Parte - Jovanotti "La notte dei desideri")


Quello che all'inizio di questo imprevedibile e sorprendente 2011, poteva sembrare la realizzazione di un sogno, ora sembra essere piombato nell'oscurità e nelle tenebre di un incubo... Come le cose (soprattutto sui mercati) possono cambiare in un attimo, il cielo di Londra muta velocemente, al mattino splende il sole e nel breve volgere di qualche ora, il cielo è grigio plumbeo... però può accadere anche il contrario, dalla coltre di nubi, improvvisamente si fanno breccia raggi solari che possono rischiarare il cielo.
Avevo pensato di fare l'aggiornamento il 30 Giugno, esattamente alla metà dell'anno, poi ho pensato che non fosse quella la linea dell'equatore, e non pensate che abbia cambiato idea perchè mi aspettato il crollo estivo... l'ho fatto semplicemente perchè considero Settembre il secondo capodanno e precisamente il 15 di quel mese (giorno del fallimento di Lehman Brothers) come la parete divisoria che separa le due parti dell'anno.
Ora è inutile spiegare quanto è accaduto o trovare giustificazioni. Quanto è accaduto, mi aspettavo che succedesse nel 2012, il mercato fa quello che vuole, ha anticipato i miei pensieri/desideri e mi ha preso in contropiede. Chi ha avuto le capacità di capirlo e anticiparlo è stato bravo, ha guadagnato e a colto un'enorme occasione storica! Io no, io sto perdendo e ho sbagliato. La domanda ora è un'altra, siamo sicuri che andando al ribasso da ora, ci possano ancora essere occasioni di guadagno?
Con questo non voglio dire che la borsa risalirà e che non ci saranno ulteriori crolli, ma intendo dire, siete sicuri che con ulteriori crolli, su livelli di grave pericolosità (si parla di 7,000 di FTSE MIB) anche andando al ribasso, si potrà guadagnare? Io penso che se crolleremo ancora, alcuni sistemi potrebbero saltare, alcuni prodotti potrebbero diventare insolventi, come anche alcune banche e che l'unico guadagno in quel caso si troverebbe nella liquidità e non nel conto corrente, ma in quel caso intendo il materasso, quello vero e non in una figura metaforica.
Sono ipotesi, ma non sono le mie, io ancora confido nelle mie convinzioni, la lista delle "10 di Buddy Fox" è stata preparata per una strategia di ampio respiro, si apre a inizio anno e si rivede alla fine, e l'anno ancora non è concluso.
Lo so che può sembrare folle, probabilmente lo è... io l'ho preparata per mettermi alla prova, per fare un passo avanti, per vedere se ho quella marcia in più. Andrà bene o andrà male, a fine anno vedremo, carta canta, potrò così capire quanto valgo e se valgo.
Oggi tocca a Bernanke, a questo punto non credo che le decisioni di questa sera potranno stravolgere la situazione delle borse europee, l'attuale situazione non è paragonabile al "Jackson Hole" del 2010, ma Bernanke potrebbe dare una bella spinta.
Probabilmente la svolta, se ci sarà, la vedremo da fine Settembre in poi con gli accordi sulla Grecia, con i prossimi dati economici, con i possibili tagli della BCE, con l'apporto e l'appoggio dei BRICS al debito mondiale, con l'approvazione del piano OBAMA e soprattutto con gli esiti delle Trimestrali USA attese per metà Ottobre.
Inutile ripetere cosa penso, io credo nel recupero e qui sotto trovate le prove...

LE 10 DI BUDDY FOX
"31 Dicembre 2010, non si chiude solo un anno, ma un decennio, un periodo di inaspettata sofferenza per le Borse Occidentali ed ancor più accentuata per Piazza Affari, tanto che la percentuale di ribasso segna –55%.
Un anno a pois, come tutto il decennio, perché se il risultato finale è negativo, tutt’altro aspetto prende l’esame anno per anno: abbiamo iniziato con la purga disintossicante dalla Bolla Internet, acuitasi con le Torri Gemelle, seguito dal rombante recupero, possente e rumoroso come l’artiglieria USA e divenuto esponenziale grazie ai Tassi Zero della “belle epoque” di Greenspan, raggiungendo l’esagerazione con la moda della “Leva sul debito” ed infrangendosi dolorosamente sul muro dell’insostenibilità finanziaria. La conclusione del decennio è strabiliante, dopo la caduta agli inferi, un ritorno prodigioso al Purgatorio, da molti inimmaginato, una resurrezione prodotta dalle potenti pale dell’elicottero di Bernanke, in volo costante ed instancabile da ormai molti mesi. Un decennio azionario visto declinante, ma non per tutti, l’Oriente sorge come un nuovo sole, un +180% decennale che regala performance che ci ricordano gli anni Novanta. Un Occidente in caduta con l’unico appiglio dell’alchimia e della leva finanziaria, un Oriente che rinasce grazie alla solida e naturale crescita economica, è questo il titolo del nuovo decennio?
Come ogni anno arriveranno puntuali le 10 previsioni di Bob Doll (Guru di BlackRock), siccome credo che il 2011 sarà un anno ricco di occasioni e di fertilità azionaria, voglio cimentarmi anch’io nelle mie 10 idee per l’anno.
Le 10 di Buddy Fox: 1) Se devo rischiare sul rialzo, per quest’anno punto sui titoli BANCARI; 2) Ci si chiede se a fine anno esisterà ancora l’Euro, sono convinto di si, ma continuerei a puntare sul rafforzamento del DOLLARO; 3) la Cina rivaluterà più delle attese lo YUAN; 4) l’ORO non darà soddisfazioni; 5) dopo tante delusioni il NIKKEY225 salirà vistosamente; 6) FRUMENTO e MAIS rimangono le mie Materie Prime predilette; 7) PIAZZA AFFARI potrebbe raggiungere vette vicine al 20% di rialzo durante l’anno; 8) gli USA supereranno il 3% di crescita del PIL; 9) tra i titoli minori potrebbe essere l’anno di BEGHELLI, SOPAF, CELL T, BANCO DESIO, AMPLIFON; 10) gli USA devono rivitalizzare AIG, credo che gli ASSICURATIVI italiani debbano risalire.
Carpe Diem".


Inizia il secondo tempo...

paninoelistino@gmail.com


Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica

35 commenti:

Anonimo ha detto...

Che vuol dire "da aggiornare"? Forse che il numero di cazzate aumenterà? Ti voglio bene Buddy!

Romeo

PS Che dici comperiamo ANR?

Luca B. ha detto...

A quanto pare anche Ben è riuscito a deludere tutti ma sopratutto i mercati.Non si riescono a trovare soluzioni per uscire dal pantano o non si vogliono applicare?
La situazione si è molto aggravata, ma i politici non lo hanno ancora capito e quindi la mancanza della loro coscienza distrugge la speranza di chi come noi cerchiamo sempre di vedere un pò di luce in fondo al tunnel.

Anonimo ha detto...

Che fare?

Anonimo ha detto...

Comprare!!!!!

Buona giornata

MarcoB.

Anonimo ha detto...

E intanto,dollaro,sopaf e pop.milano come buddy profetizzo'.mito.

Luca B. ha detto...

A cosa sono serviti i blocchi delle vendite allo scoperto? A niente! SE il mercato vuole scendere nulla si può fare con questi diviettucci,palliativi etc.
Il problema rimane sempre uno e cioè la politica a 360°.Pare che se ci dovesse essere un duoble deep negli USA la colpa sia da attribuire all'ala repubblicana che ha messo e mette i bastoni fra le ruote alle richieste di Obama.
Io non lo so,ma in questo continuo rimpallo di colpe nessuno ci guadagna e noi piccoli men che meno.
Non so Bud come tu stia pensando in questi momenti;mi immagino grande delusione e rassegnazione.
Recuperiamo le forze e le idee e avanti col coraggio!

Anonimo ha detto...

Come ai tempi della bolla internet, dove tutti comperavano senza freni e senza guardare al rischio di crollo, oggi tutti vendono incondizionatamente sul terrorismo costruito ad arte, solo e sempre su quelle poche notizie trite e ritrite.....solo il tempo dimostrera' chi aveva ragione.....io accumulo....lentamente ma accumulo!!!


MarcoB.

Buddy Fox ha detto...

Caro Luca, cari amici... disperato non sono, nemmeno incazzato... lo dovevo essere in Giugno e Luglio per il mancato acciuffamento del movimento, ormai è tardi...
Mi sembra di aver scritto che non mi aspettavo da Bernanke la svolta, credo di aver scritto così... che la situazione è diversa dal "Jackson Hole" dell'anno scorso.
I grafici parlano chiaro, forse urlano, alcuni ascoltano, altri sono sordi, altri non vogliono sentire. Ci vorrà un po' per girare... intanto la giornata di oggi potrebbe essere quella giusta per dare un segnale e poi via verso i prossimi appuntamenti, quelli che contano, dalla prox settimana alle trimestrali USA.

PS. "DA AGGIORNARE" avrei voluto spiegare le singole voci, ma credo non ce ne sia bisogno, a questo punto o sarà bianco o nero, non ci saranno mezze misure.
A dopo,
Buddy Fox

Anonimo ha detto...

cosa significa giornata giusta per dare un segnale?

Anonimo ha detto...

Per capire se c'è un sostegno alla base

Buddy Fox ha detto...

2450 dovrebbe essere il pavimento per il Nasdaq.
A dopo,
Buddy

Anonimo ha detto...

c'è qualcuno che ancora riesce a vedere speranza e positività anche in mezzo alla coltre e alla polvere. Odore acre, ma si vedono i primi fiori sbocciare. mito

Anonimo ha detto...

indice -3,26 dj -2,66 intesa appena positiva ...mi sa che stanno facendo girare roba forte nelle sale operative ma propio forte di prima qualità
ciao
ciop

Anonimo ha detto...

direi che c'è un limite a tutto no?
dai dai dai, su su su, dai che se il ftse va sopra 13,600 e chiude sopra 13,800, dai!

Anonimo ha detto...

A Berluscon ora gli stanno scassando anche la Mediaset!
Geranio

Luca B. ha detto...

La situazione è ancora in fibrillazione (a causa degli eccessivi debiti sovrani) come tutti ben sanno ma, nel giro di breve tempo circa 1-6 mesi si dovrebbe tranquillizzare tutto.A bocce ferme si rivaluteranno le situazioni una ad una e comunque adesso non è il caso di perdere la testa visto che sono già in molti ad averlo fatto.
Buona serata a tutti,
Luca
Ciao Bud!

Buddy Fox ha detto...

Eppure nn si dovrebbe andare sotto questi livelli. Aspettiamo la chiusura di Wally, dovranno uscire anche dei chiarimenti sulle banche francesi, ma il nocciolo di tutto rimane la Grecia, ovvero sul fatto che o si salva quel paese o va a finire male... fine Settembre è vicina, non c'è più tempo e questo vale anche per Berlusconi.
A domani ciao a tutti!
Buddy Fox

aldo ha detto...

Caro Buddy credo sia giunta l'ora di alzare i tappeti delle banche e delle finanziarie e vedere cosa ci hanno nascosto. Tutto questo sprofondare mi sa tanto di Lhman Brothers, di debit crunch, debiti sovrani e porcate varie che ancora intasano la finanza e condizionano la crescita economica mondiale. A quanto ammonteranno? per ben che ci vada interverranno i singoli stati (cioè noi) se riusciremo!!! Non riesco a capire come mai tanti statisti attendano sempre l'ultimo momento per intervenire ed evitare il collasso. Sone tutti zombi? Non riescono a capire che se salta il banco salta tutto? Speriamo che dal G20 esca qualche novità che salvi in estremis il suicidio dell'UE, USA, ASIA. Aldo.

Luca B. ha detto...

Non sono un suo grande estimatore ma....
Roubini.
C’è il serio rischio che scoppi una nuova crisi economica e finanziaria, possibilmente ancora piu' grave di quella precedente e della Grande Depressione degli Anni Trenta. Ora infatti la crisi coinvolge non solo il settore privato, ma anche stati che possono essere definiti quasi-insolventi. La vera domanda è, dunque, che cosa si può fare per ridurre al minimo le conseguenze di un’altra contrazione economica, prevenire una depressione profonda e un crollo finanziario?
Ecco gli otto punti delineati dal famoso economista Nouriel Roubini, professore alla New York University. Alcuni prevedono misure molto drastiche.

Primo: l'austerita'. Dobbiamo accettare il fatto che le misure di austerità, necessarie per evitare un disastro fiscale, hanno effetti recessivi sull'attività produttiva. Quindi, se i paesi della periferia europea sono costretti ad intraprendere misure di austerità fiscale, quelli in grado di fornire stimoli a breve termine dovrebbe intervenire e rimandare il percorso di austerity. Questi paesi sono: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, altri paesi "core" d’Europa e Giappone.

Secondo: gli interessi. Mentre la politica monetaria ha impatto limitato quando i problemi sono indebitamento eccessivo e insolvenza, piuttosto che illiquidità, una facilitazione del credito può essere utile, piuttosto che solo un quantitative easing. La Banca centrale europea dovrebbe rivedere la sua decisione (sbagliata) di alzare i tassi di interesse. In aggiunta, allentamento monetario e facilitazione del credito sono tattiche che devono utilizzare anche: la Federal Reserve, la Banca del Giappone, la Banca d'Inghilterra e la Banca nazionale svizzera. L'inflazione sarà presto l'ultimo problema di cui avranno paura, visto che il mercato dei beni, del lavoro, immobiliare, e delle materie prime alimenta pressioni deflazionistiche.

Terzo: finanziamenti pubblici. Per ripristinare la crescita del credito le banche dell'eurozona che sono sotto-capitalizzate dovrebbero essere rafforzate attraverso un programma di finanziamenti pubblico guidato dall’Unione europea.......

Luca B. ha detto...

Quarto: liquidita'. La liquidità su larga scala per i governi solventi, operazione necessaria per evitare un picco degli spread e la perdita di accesso al mercato di alcuni paesi, porterebbe da una situazione di illiquidità a una di insolvenza. Ad oggi, Spagna e Italia rischiano di perdere l'accesso al mercato.


Quinto: debiti. Il debito che non può essere ridotto attraverso la crescita economica o il risparmio, deve essere reso sostenibile attraverso una ristrutturazione ordinata, una sua riduzione e una conversione del debito in equity. Questo deve essere effettuato allo stesso modo per i governi insolventi, le famiglie e le istituzioni finanziarie.

Sesto: la crescita.. Per molti economisti il punto fondamentale. Anche se la Grecia e altri paesi della periferia europea beneficeranno di una riduzione del debito, la crescita economica non riprenderà fino a quando non verrà ripristinata la competitività. Tre proposte principali, tutte richiedono un deprezzamento:

- Un forte indebolimento dell'euro verso la parità contro il dollaro statunitense, soluzione improbabile visto che il biglietto verde è già debole di per se.

- Una rapida riduzione del costo del lavoro, attraverso l'accelerazione di riforme strutturali e crescita della produttività rispetto alla crescita dei salari. Anche questo improbabile, visto che con questo processo ci sono voluti 15 anni per ripristinare la competitività in Germania.

- Deflazione cumulata del 30% per i prossimi cinque anni, sia nei prezzi sia nei salari - in Grecia ad esempio - il che significherebbe cinque anni di depressione. Anche se fattibile, questa misura non farebbe che aggravare l’insolvenza, aumentando del 30% il valore reale del debito.

Visto che queste opzioni non possono funzionare, l'unica alternativa è un'uscita dalla zona euro da parte della Grecia e di altri membri deboli. Solo un ritorno alla moneta nazionale - e un forte deprezzamento della valuta – sarebbe in grado di ripristinare la competitività e la crescita.

Abbandonando la moneta unica, naturalmente, c’è il rischio di danni collaterali per il paese uscente e aumenta il rischio di contagio per gli altri membri deboli dell'eurozona.

Settimo: no al protezionismo. Le ragioni per l’alta disoccupazione nelle economie avanzate e per la crescita anemica sono strutturali. Un motivo è l'aumento di competitività dei mercati emergenti. La risposta appropriata a tali enormi cambiamenti non è il protezionismo. Al contrario, le economie avanzate hanno bisogno di un piano a medio termine per ripristinare la competitività e l'occupazione attraverso massicci nuovi investimenti in istruzione di alta qualità, formazione professionale e miglioramento del capitale umano, infrastrutture ed energie alternative.

Ottavo: il rebus mercati emergenti. Paesi come la Cina, che si basano troppo sulle esportazioni come driver della crescita, dovrebbero accelerare le riforme, tra cui un più rapido apprezzamento della valuta, al fine di stimolare la domanda interna e i consumi.

I rischi all’orizzonte sono sotto gli occhi di tutti e non implicano solamente la possibilita' di una nuova recessione, ma anche di una grave contrazione che potrebbe portarci a una seconda Grande Depressione, in particolare se la crisi verra' affrontata in maniera disordinata con risposte diverse che non vadano in un'unica direzione.

Sono proprio le politiche sbagliate, avverte Roubini, che nel corso della prima Grande Depressione portarono guerre del commercio e delle valute, insolvenze, deflazione, disuguaglianza sociale, povertà, disperazione e una instabilità politica e sociale che portò infine alla formazione dei regimi autoritari e alla Seconda guerra mondiale.

Il modo migliore per evitare di ripetere gli errori del passato e' quello di passare a una politica determinata, concertata e aggressiva in materia economica, ma farlo subito

Luca B. ha detto...

Quarto: liquidita'. La liquidità su larga scala per i governi solventi, operazione necessaria per evitare un picco degli spread e la perdita di accesso al mercato di alcuni paesi, porterebbe da una situazione di illiquidità a una di insolvenza. Ad oggi, Spagna e Italia rischiano di perdere l'accesso al mercato.

Luca B. ha detto...

Quinto: debiti. Il debito che non può essere ridotto attraverso la crescita economica o il risparmio, deve essere reso sostenibile attraverso una ristrutturazione ordinata, una sua riduzione e una conversione del debito in equity. Questo deve essere effettuato allo stesso modo per i governi insolventi, le famiglie e le istituzioni finanziarie.

Sesto: la crescita.. Per molti economisti il punto fondamentale. Anche se la Grecia e altri paesi della periferia europea beneficeranno di una riduzione del debito, la crescita economica non riprenderà fino a quando non verrà ripristinata la competitività. Tre proposte principali, tutte richiedono un deprezzamento:

- Un forte indebolimento dell'euro verso la parità contro il dollaro statunitense, soluzione improbabile visto che il biglietto verde è già debole di per se.

- Una rapida riduzione del costo del lavoro, attraverso l'accelerazione di riforme strutturali e crescita della produttività rispetto alla crescita dei salari. Anche questo improbabile, visto che con questo processo ci sono voluti 15 anni per ripristinare la competitività in Germania.

- Deflazione cumulata del 30% per i prossimi cinque anni, sia nei prezzi sia nei salari - in Grecia ad esempio - il che significherebbe cinque anni di depressione. Anche se fattibile, questa misura non farebbe che aggravare l’insolvenza, aumentando del 30% il valore reale del debito.

Visto che queste opzioni non possono funzionare, l'unica alternativa è un'uscita dalla zona euro da parte della Grecia e di altri membri deboli. Solo un ritorno alla moneta nazionale - e un forte deprezzamento della valuta – sarebbe in grado di ripristinare la competitività e la crescita.

Abbandonando la moneta unica, naturalmente, c’è il rischio di danni collaterali per il paese uscente e aumenta il rischio di contagio per gli altri membri deboli dell'eurozona.

Settimo: no al protezionismo. Le ragioni per l’alta disoccupazione nelle economie avanzate e per la crescita anemica sono strutturali. Un motivo è l'aumento di competitività dei mercati emergenti. La risposta appropriata a tali enormi cambiamenti non è il protezionismo. Al contrario, le economie avanzate hanno bisogno di un piano a medio termine per ripristinare la competitività e l'occupazione attraverso massicci nuovi investimenti in istruzione di alta qualità, formazione professionale e miglioramento del capitale umano, infrastrutture ed energie alternative.

Ottavo: il rebus mercati emergenti. Paesi come la Cina, che si basano troppo sulle esportazioni come driver della crescita, dovrebbero accelerare le riforme, tra cui un più rapido apprezzamento della valuta, al fine di stimolare la domanda interna e i consumi.

I rischi all’orizzonte sono sotto gli occhi di tutti e non implicano solamente la possibilita' di una nuova recessione, ma anche di una grave contrazione che potrebbe portarci a una seconda Grande Depressione, in particolare se la crisi verra' affrontata in maniera disordinata con risposte diverse che non vadano in un'unica direzione.

Sono proprio le politiche sbagliate, avverte Roubini, che nel corso della prima Grande Depressione portarono guerre del commercio e delle valute, insolvenze, deflazione, disuguaglianza sociale, povertà, disperazione e una instabilità politica e sociale che portò infine alla formazione dei regimi autoritari e alla Seconda guerra mondiale.

Il modo migliore per evitare di ripetere gli errori del passato e' quello di passare a una politica determinata, concertata e aggressiva in materia economica, ma farlo subito.

Luca B. ha detto...

Quinto: debiti. Il debito che non può essere ridotto attraverso la crescita economica o il risparmio, deve essere reso sostenibile attraverso una ristrutturazione ordinata, una sua riduzione e una conversione del debito in equity. Questo deve essere effettuato allo stesso modo per i governi insolventi, le famiglie e le istituzioni finanziarie.

Sesto: la crescita.. Per molti economisti il punto fondamentale. Anche se la Grecia e altri paesi della periferia europea beneficeranno di una riduzione del debito, la crescita economica non riprenderà fino a quando non verrà ripristinata la competitività. Tre proposte principali, tutte richiedono un deprezzamento:

- Un forte indebolimento dell'euro verso la parità contro il dollaro statunitense, soluzione improbabile visto che il biglietto verde è già debole di per se.

- Una rapida riduzione del costo del lavoro, attraverso l'accelerazione di riforme strutturali e crescita della produttività rispetto alla crescita dei salari. Anche questo improbabile, visto che con questo processo ci sono voluti 15 anni per ripristinare la competitività in Germania.

- Deflazione cumulata del 30% per i prossimi cinque anni, sia nei prezzi sia nei salari - in Grecia ad esempio - il che significherebbe cinque anni di depressione. Anche se fattibile, questa misura non farebbe che aggravare l’insolvenza, aumentando del 30% il valore reale del debito.

Visto che queste opzioni non possono funzionare, l'unica alternativa è un'uscita dalla zona euro da parte della Grecia e di altri membri deboli. Solo un ritorno alla moneta nazionale - e un forte deprezzamento della valuta – sarebbe in grado di ripristinare la competitività e la crescita.

Abbandonando la moneta unica, naturalmente, c’è il rischio di danni collaterali per il paese uscente e aumenta il rischio di contagio per gli altri membri deboli dell'eurozona.

Settimo: no al protezionismo. Le ragioni per l’alta disoccupazione nelle economie avanzate e per la crescita anemica sono strutturali. Un motivo è l'aumento di competitività dei mercati emergenti. La risposta appropriata a tali enormi cambiamenti non è il protezionismo. Al contrario, le economie avanzate hanno bisogno di un piano a medio termine per ripristinare la competitività e l'occupazione attraverso massicci nuovi investimenti in istruzione di alta qualità, formazione professionale e miglioramento del capitale umano, infrastrutture ed energie alternative.

Ottavo: il rebus mercati emergenti. Paesi come la Cina, che si basano troppo sulle esportazioni come driver della crescita, dovrebbero accelerare le riforme, tra cui un più rapido apprezzamento della valuta, al fine di stimolare la domanda interna e i consumi.

I rischi all’orizzonte sono sotto gli occhi di tutti e non implicano solamente la possibilita' di una nuova recessione, ma anche di una grave contrazione che potrebbe portarci a una seconda Grande Depressione, in particolare se la crisi verra' affrontata in maniera disordinata con risposte diverse che non vadano in un'unica direzione.

Sono proprio le politiche sbagliate, avverte Roubini, che nel corso della prima Grande Depressione portarono guerre del commercio e delle valute, insolvenze, deflazione, disuguaglianza sociale, povertà, disperazione e una instabilità politica e sociale che portò infine alla formazione dei regimi autoritari e alla Seconda guerra mondiale.

Il modo migliore per evitare di ripetere gli errori del passato e' quello di passare a una politica determinata, concertata e aggressiva in materia economica, ma farlo subito.

Luca B. ha detto...

Quinto: debiti. Il debito che non può essere ridotto attraverso la crescita economica o il risparmio, deve essere reso sostenibile attraverso una ristrutturazione ordinata, una sua riduzione e una conversione del debito in equity. Questo deve essere effettuato allo stesso modo per i governi insolventi, le famiglie e le istituzioni finanziarie.

Sesto: la crescita.. Per molti economisti il punto fondamentale. Anche se la Grecia e altri paesi della periferia europea beneficeranno di una riduzione del debito, la crescita economica non riprenderà fino a quando non verrà ripristinata la competitività. Tre proposte principali, tutte richiedono un deprezzamento:

- Un forte indebolimento dell'euro verso la parità contro il dollaro statunitense, soluzione improbabile visto che il biglietto verde è già debole di per se.

- Una rapida riduzione del costo del lavoro, attraverso l'accelerazione di riforme strutturali e crescita della produttività rispetto alla crescita dei salari. Anche questo improbabile, visto che con questo processo ci sono voluti 15 anni per ripristinare la competitività in Germania.

- Deflazione cumulata del 30% per i prossimi cinque anni, sia nei prezzi sia nei salari - in Grecia ad esempio - il che significherebbe cinque anni di depressione. Anche se fattibile, questa misura non farebbe che aggravare l’insolvenza, aumentando del 30% il valore reale del debito.

Visto che queste opzioni non possono funzionare, l'unica alternativa è un'uscita dalla zona euro da parte della Grecia e di altri membri deboli. Solo un ritorno alla moneta nazionale - e un forte deprezzamento della valuta – sarebbe in grado di ripristinare la competitività e la crescita.

Abbandonando la moneta unica, naturalmente, c’è il rischio di danni collaterali per il paese uscente e aumenta il rischio di contagio per gli altri membri deboli dell'eurozona.

Settimo: no al protezionismo. Le ragioni per l’alta disoccupazione nelle economie avanzate e per la crescita anemica sono strutturali. Un motivo è l'aumento di competitività dei mercati emergenti. La risposta appropriata a tali enormi cambiamenti non è il protezionismo. Al contrario, le economie avanzate hanno bisogno di un piano a medio termine per ripristinare la competitività e l'occupazione attraverso massicci nuovi investimenti in istruzione di alta qualità, formazione professionale e miglioramento del capitale umano, infrastrutture ed energie alternative.

Luca B. ha detto...

I rischi all’orizzonte sono sotto gli occhi di tutti e non implicano solamente la possibilita' di una nuova recessione, ma anche di una grave contrazione che potrebbe portarci a una seconda Grande Depressione, in particolare se la crisi verra' affrontata in maniera disordinata con risposte diverse che non vadano in un'unica direzione.

Sono proprio le politiche sbagliate, avverte Roubini, che nel corso della prima Grande Depressione portarono guerre del commercio e delle valute, insolvenze, deflazione, disuguaglianza sociale, povertà, disperazione e una instabilità politica e sociale che portò infine alla formazione dei regimi autoritari e alla Seconda guerra mondiale.

Il modo migliore per evitare di ripetere gli errori del passato e' quello di passare a una politica determinata, concertata e aggressiva in materia economica, ma farlo subito.

Anonimo ha detto...

ma io resto dell'idea che la grecia e salvabile e non costerebbe neanche tanto all'europa e gia li sarebbe una cosa buona poi con i paesi facenti parte dell 'area'euro prestiti a tassi bassi con controllo fiscale da parte dell'ue (perche avere soldi senza fare niente sarebbe troppo bello) è inutile sperare che un paese si risollevi mentre tu gli dai dei prestiti al tasso del 12%
visto che dall'europa (in teoria) non si puo uscire bisogna usare metodi differenti ,e ricordo che gli usa e i loro economisti non sono mai stati dei geni nel risollevare la situazione per risolvere un problema o lo spostano o ne fanno uno piu grande da risolvere a data da definirsi o lo spaccano completamente e si godono il disastro .
Noi come europa dobbiamo aggiustare e migliorare .
A questo punto potrei dire... bene l'italia ha un grosso debito dividiamo l'italia nord e sud e ognuno vada per conto suo ...sarebbe giusto ma non applicabile
ciao
ciop

Anonimo ha detto...

Nord e sud, bravo Ciop e anche applicabile. ma non succedera' MAI... PURTROPPO.Coki

Buddy Fox ha detto...

Buongiorno a tutti!
Cerco sempre di non avere preconcetti, quando scrivo di Roubini non è per attaccare la persona o l'opinione, ma il sistema che tende sempre a divinizzare chi riesce a individuare uno scenario, ben sapendo che il difficile viene dopo e cioè sapersi ripetere nell'impresa, cosa che sui mercati risulta essere quasi impossibile, e scrivo quasi perchè sono un ottimista.

Roubini ha saputo identificare la crisi del 2008 arrivandoci nel 2005/2006 con enorme anticipo e nel 2009 ha voluto sbancare, sbagliando totalmente, ora che si ritornasse alla crisi, lo sapevamo tutti, l'avevo scritto persino io, ma se l'avessimo ascoltato, ci saremo persi 2 anni di ripresa eccezionali, in termini non solo di tempo, ma di estensione e compressione. Tradotto: rialzo esplosivo e compresso in pochissimo tempo, un evento rarissimo, questo forse era più difficile da prevedere rispetto al ritorno della crisi.
E ora se Roubini avesse torto, se la crisi di cui lui parla non si avverasse.
Forse qualcuno ricorda quale immagine ho usato per rappresentare il dopo "Crisi Lehman", il baffo della NIKE, ovvero un recupero lento, lento dell'economia in un lungo arco di tempo, e se usciamo ora da questo pantano, il rallentamento risulterà essere solo un incidente di percorso e non una nuova recessione. Tutto da vedere e da dimostrare, una partita da giocare...

Buddy Fox ha detto...

Per quanto riguarda l'Euro, anche questa mattina ho sentito (sempre mia opinione) delle sciocchezze sesquipedali, "si stava meglio con Lira", oppure "con la Lira avremo potuto svalutare". L'economista Loretta Napoleone afferma che dovremmo uscire dall'Euro per qualche anno, rimetterci in sesto come ha fatto l'Argentina attraverso la svalutazione competitiva e poi rientrare. La Napoleone evidentemente vuole emulare l'omonimo grande comandante, schiantatosi a Waterloo, lui con le armi, lei con le previsioni. La Napoleone forse non sa come realmente sono andate le cose in Argentina, o forse pensa che la gente sia così superficiale da non avere la curiosità di informarsi. Prima di tutto una crisi e una svalutazione non sono cose leggere, la gente soffre, il Paese si piega e non è detto che l'uscita sia sempre florida. L'Argentina ci ha impiegato parecchi anni prima di uscire e anche oggi non può dire di essere in forma splendida.
La svaluazione non è mai la soluzione migliore, spesso è un palliativo è un vizio, non è il modo per uscire da una crisi, sono le difficoltà che formano, trovare le soluzioni rafforza, porta un progresso maggiore, forma, irrobustisce e migliora il sistema, lo rende più forte per affrontare i problemi futuri, progredisce e distribuisce benefici. Pensate all'essere umano, si forma il carattere se viziato o se formato dalle difficoltà?
Il problema della Grecia non è tanto il debito, ma che ha un'economia che non cresce, ha una moneta non adatta alla sua economia povera. Tralasciando il problema dell'evasione, che è si enorme ma non è valutabile, per trovare una soluzione chiara e immediata, la Grecia dovrebbe cadere in default controllato, haircut, tagliare il debito ai privati, anche loro devono pagare il rischio e non avere sempre tutto assicurato e poi ridisegnare l'economia.
Finchè l'Europa non arriverà a un ministero unico dell'Economia, non avremo un'Europa forte e organizzata. I passi successivi sono la formazione di distretti industriali, capaci di evidenziare le parti forti di un paese e che non sia la Germania a fare tutto, a guadagnare e poi a pretendere che gli altri versino il sangue, ci deve essere un'ampia distribuzione e riorganizzazione.

Buddy Fox ha detto...

Oggi si riuniscono i BRICS, lo vedete com'è cambiato il mondo? Quelli che prima erano i paesi poveri, quelli che entravano un anno si e uno no in crisi, ora sono il salvagente non solo delle nostre economia, ma anche delle nostre società sempre più legate a doppio filo al sistema finanziario.
Il mondo gira, si capovolge e poi chissà... ma chi l'ha detto che fosse giusto il nostro mondo e non lo sia il loro?
I BRICS non hanno nessun interesse a farci cadere in recessione, ci aiuteranno, ovviamente vorranno qualcosa in cambio, come noi in passato abbiamo fatto con loro... E Roubini cosa dirà?

Dicono che questo è il weekend giusto per far cadere la Grecia in default controllato, con l'intervento di Banche Centrali a sostegno dei mercati e con i BRICS pronti a ossigenare l'economia in affanno, si potrebbe attutire la negatività schiarendo il futuro, cancellando le incertezze, perchè è questo che il mercato vuole: NESSUNA INCERTEZZA.
Settembre si avvia alla conclusione e noi stiamo entrando nel momento, forse decisivo della contesa, siete pronti? I marines dicevano: "più sudore verserai in tempo di pace, meno sangue verserai in tempo di guerra".

Wake me up when september ends...

aldo ha detto...

Per l'Italia Vorrei assistere ad una privatizzazione globale di tutto ciò che amministra lo stato ed il parastato, una vendita di tutti gli immobili che provocano solamente perdite, la dismissione di tutte le attività economiche che di economico hanno proprio nulla, ed avremmo già azzerato tutto il debito. Se aggiungessimo anche la privatizzazione della scuola e della sanità, potremmo avere come moneta i marenghi d'oro. Altro che i consigli di Roubini, qui si tratta di monetizzare, di eliminare tutto ciò che è statale assieme a tutti i suoi dipendenti ed amministratori e ritornare ad una economia di mercato. Ancor meglio se il tutto fosse condito da un federealismo reale e responsabile dell'Italia con la creazione di due maxi regioni economicamente, finanziariamente e politicamente indipendenti. Aldo.

Luca B. ha detto...

Bud,scusa se ti ho intasato un pò il blog ma ci deve essere stato qualche problema tecnico al sistema e quindi non pubblicandomeli li reinseriti,
Luca

Luca B. ha detto...

L'ultimo tuo post è da manuale,bravo Bud,bravo!
Luca

Luca B. ha detto...

Bud scusa,sono tutti belli i post...è che non li avevo letti con la giusta attenzione!
Luca

Buddy Fox ha detto...

x Aldo: la crisi smuoverà l'immobilismo, la crisi non è poi così cattiva, fa del male, ma spinge a risolvere i problemi del futuro.

x Luca: don't worry. I commenti hanno un limite di caratteri, io come te ho dovuto spezzettarli e per questo ho deciso di riunirli e farci un pezzo.

ciao
Buddy Fox