11 giugno 2014

Panino e Listino: A MPS IL MOSE NON SERVE, E A VENEZIA? (Oggi in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Venezia da città cosmopolita a provinciale. Il Mose è un'opera inutile, anche Cacciari si era opposto" dichiarazioni di Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar, storico locale veneziano. Forse Cipriani e Cacciari, che Venezia l'hanno respirata e vissuta, ne sanno molto di più dei vari esperti, politici e costruttori, persino più di Calatrava, non credete?
Eppure, dopo lo scempio di Calatrava, il Mose si è deciso di farlo lo stesso, con la consueta liturgia italiana dell'allungamento dei tempi, delle polemiche, delle proteste e dei costi, bianchi e neri. Una liturgia che diventa sempre più una preoccupante abitudine.
Il Mose per salvare Venezia, altrimenti, dicono, Venezia affonga. Non la pensa così Cipriani che contesta: "prendiamo le alluvioni del 1966, anche Venezia soffrì, ci furono giorni d'acqua alta, ma nonostante il giorno dopo il nostro locale aprì. Venezia è nell'acqua e l'acqua sale in verticale, non arriva mai a ondate che spazzano via. E poi non arriverebbe mai a quell'altezza che servirebbe a far intervenire il Mose. Venezia è affondata non a causa dell'acqua, ma a causa delle mazzette".
Venezia protetta dal Mose e poi Venezia violentata dalle grandi navi che al loro passaggio muovono le acque che agitandosi, con il tempo, erodono gli argini della città. Ma senza navi non c'è turismo, contestano commercianti e gli amministratori della città, che non si accontentano delle mazzette, vogliono altri soldi.
E' la teoria degli affari che continua a dominare, lo ripetono anche al Sole24Ore, l'unica cosa è far crescere il Pil, poco importa in che modo, la rivoluzione la faremo poi, oggi conta tappare le falle e spingere i consumi, le costruzioni per fare nuove ricchezza.
La logica dominante, così sembra al sottoscritto, è sempre più quella di rinviare la risoluzione del problema, accantonare gli investimenti di lungo termine, i nodi e i problemi devono essere accantonati o aggirati, mettiamo una toppa e costruiamo altro, se poi lo finiremo o se avrà un'utilità reale, questo non conta, l'importante è iniziare per creare giro d'affari.
Così si costruisce il Mose, non si se arriverà a termine, lo scopo è nobile, proteggere Venezia e creare Pil, e poi dall'altra si perfora la città con le Navi che portano turisti e guadagni.
Ma voi credete che veramente senza navi, Venezia si troverebbe senza turisti?
Questo è quello che fanno credere, niente di più sbagliato, proprio oggi dove per raggiungere la qualità e la bellezza si spende qualsiasi cifra. Allora forse è il caso di chiudere e cambiare tutto ciò che è mediocrità, e nella mediocrità voglio comprendere qualsiasi settore, e dare spazio alla bellezza che si conserva, grazie al rispetto dell'ambiente.
Prendete Cuccinelli, non ha nessun bisogno di deturpare, di fare lavoro intensivo per aumentare la produzione, anzi Cuccinelli crea un ambiente di lavoro piacevole, a misura d'uomo e non fa nemmeno sconti sul prodotto, eppure vende, come mai?
Perchè crea bellezza e qualità.
10 giorni all'inizio dell'Estate e già ci lamentiamo per il caldo, quando solo qualche anno fa l'arrivo della bella stagione (non a caso si usava quest'aggettivo) era motivo di gioia, oggi è sofferenza. Non è difficile immaginare un futuro di gente barricata e avvolta dai condizionatori in auto o in casa, perchè risolvere il problema dell'inquinamento e della produzione di energia è troppo difficile e complicato da affrontare, quindi aggiriamo il problema.
1 giorno all'inizio dei mondiali, un mese di calcio, che bello esclamerà qualcuno. Una volta i mondiali duravano di meno, forse sempre un mese, ma c'erano meno partite e veniva dato più tempo ai giocatori per riposare e ricaricarsi. Poche partite, grandi emozioni, perchè c'erano regole diverse, i giocatori erano meno usurati e c'erano dei bei piedi e delle grandi teste. Oggi, siccome manca molto di tutto questo, e l'usura nei muscoli è elevata, si sopperisce alla scarsa qualità con la quantità, facendo credere che più partite si giocano, maggiori saranno le emozioni e la bellezza.
Si è provato a fare lo stesso con i mercati finanziari, nel 2000, sull'onda dell'euforia, si pensò di creare un sistema borsistico aperto 24 ore su 24, fortunatamente l'esperimento fallì, in Borsa gli stupidi vengono eliminati. E anche la moda dell'after hour abbiamo visto che fine ha fatto, utile sì, ma non elemento che aumenta la spettacolarità dei mercati.
Forse più che a Venezia, un Mose servirebbe a Piazza Affari e in particolare a Mps, per salvaguardare la nazionalità di alcuni dei nostri beni dall'invasione straniera. Poi ci hanno ripensato, e si sono resi conto che più soldi arrivano, meglio è per le casse della Repubblica, si potrà spendere di più. Un bene sì, ma a quali prezzi, non a quelli di una mera svendita. Un Mose per Piazza Affari sì, in attesa di prezzi migliori.

Panino e Listino in edicola oggi, e qui sotto, come tradizione il pezzo della scorsa settimana.
 



 LIBERO 04 Giugno 2014
“E’ come il dentifricio, una volta che schizza fuori dal tubetto, non puoi più farlo rientrare”, con questa metafora, economisti allarmati avvisavano dell’imminente pericolo sui prezzi al consumo. Ritorna la minaccia dell’inflazione, un mostro che fa molta paura, i veterani ricordano quanto impegno e fatica ci mise Paul Volcker per domare le fiammate dei prezzi. Nei primi anni 2000 il problema sembrava riproporsi, tassi ai minimi, credito facile e l’impennata delle materie prime  erano gli ingredienti perfetti per rivivere l’incubo. Fu un abbaglio, nemmeno un petrolio a 150$ riuscì a stimolare i prezzi. Fu un abbaglio per molti economisti, ma soprattutto lo fu per Trichet,  l’allora presidente della Bce che subito ricorse all’arma dei tassi togliendo l’ossigeno a una flebile ripresa sopprimendola. Fu un grande abbaglio perché oggi ci troviamo a combattere il male opposto: un tubetto di dentifricio chiuso e sigillato che rimane sugli scaffali di un supermercato, perché oggi nessuno lo comprerà, e forse nemmeno domani, finchè i prezzi scenderanno il consumatore continuerà a posticipare gli acquisti. Si chiama deflazione, un male difficile da sconfiggere perché psicologico: hai potere d’acquisto, ma ti senti ugualmente povero. Immane compito per Draghi che ora dovrà trasformarsi anche in psicanalista, riversando liquidità a banche e imprese per finanziare ed investire, e riportare fiducia nei consumatori. Il denaro come balsamo per lenire ogni ferita.
Per i sabotatori dell’Euro e per i catastrofisti fautori dell’ideologia: “denaro facile” = fine del mondo, questa ulteriore mossa innescherà l’iperinflazione, cioè un aumento smodato e incontrollabile dei prezzi rilanciando l’Oro. Sì proprio l’Oro,  fino a qualche anno fa tanto luccicante da abbagliare e ingannare molti investitori, presto potrebbe tornare di gran moda. Secondo Martin Armstrong (leggendario investitore) potrebbe salvare molti risparmi dall’Armageddon del denaro, quando nel 2032 l’Oro arriverà a quota 24,000$. Agghiacciante!
PIAZZA AFFARI: “garzoncello scherzoso, cotesta età fiorita è come un giorno d’allegrezza pieno…” è il Sabato del villaggio di Leopardi, l’attesa per il dì della festa e poi la delusione. Non vorrei fosse così anche per il “Draghi Day”, grandi aspettative e grandi attese, e poi nel giorno della festa, invece di brindare si ritorni a pensare ai problemi dell’Euro e del debito, rovinando l’atmosfera. Non so dirvi cosa succederà il 5 Giugno, so solo che siamo in una tendenza positiva e che se ci sarà ribasso, non si dovrà aver paura a comprare. Quota 23,500 è lì che ci aspetta.
CTIC: oggi CTI BIOPHARMA, probabilmente la correzione è finita. Si riprende a salire.
ESPRINET: quota 8, sfondata! Perché vendere?
MPS: preparate il portafoglio per l’aumento di capitale, con o senza l’aiuto di Draghi, queste sono le “occasioni secolari”.
INDIA: molti lettori mi chiedono di consigliare degli ETF. Volete raggiungere il Nirvana dei Tori? Allora comprate Amundi Msci India Ucits (CI2)

13 commenti:

Buddy Fox ha detto...

Perchè non scrivi più di quel titolo o di quell'altro. A volte sono domande lecite, altre no...

Ormai c'è una bulimia da informazioni, senza informazioni sembriamo persi. Non è che più si parla di un titolo e più questo cresce. Se vi aspettate questo da me, o non mi conoscete bene, o avete sbagliato luogo.
Poche informazioni, possibilimente buone e poca confusione. Se il titolo deve salire, lo farà lo stesso, anche nella solitudine del silenzio

Anonimo ha detto...

Secondo voi è la Mansi che si sta "rivestendo" di Mps?
Io una così la spoglierei in ogni momento!!!;)))

Anonimo ha detto...

È vero é mercoledì, il giorno del silenzio stampa
Henry

Anonimo ha detto...

MPS -20%... Forse la tanto criticata Mansi non era poi cosí sprovveduta ed inesperta..
Gio

Anonimo ha detto...

E come per magia, passato il mercoledì, ecco che ripartono i commenti.
Il mercoledì è una specie di triangolo delle bermuda di tutti noi lettori ;))))
Armando

Roberto ha detto...

E lunedì chi ha seguito Bud su Tiscali incomincerà la strada per 1 euro?
http://notizie.directatrading.com/sensitive/allegati/0260-35-2014.pdf

Marco Albergoni ha detto...

Roberto, di che notizia parli.......
Grazie.

Roberto ha detto...

Marco A. guarda il link nel mio commento ......ovvero quello aspettavamo dopo i continui rinvii dei giorni scorsi

300 ha detto...

ATTENZIONE - comunicato consob, terranno monitorato l'aumento di capitale carige........
Si profila l'ennesima buffonata italica, stile mps.

Anonimo ha detto...


Tiscali approva il bilancio chiuso con una perdita ridotta a 4,8 milioni di euro (in forte miglioramento rispetto ai 15,8 milioni del 2012). Sul fronte del debito le banche hanno dato il loro ''consenso preliminare e condizionato'' alla proposta di ristrutturazione che prevede, tra l'altro, ''una parziale ripatrimonializzazione, un riscadenziamento del debito residuo e un 'reset' dei vincoli finanziari''. Il presidente Renato Soru ha ora il mandato di finalizzare l'operazione.

I ricavi di Tiscali si attestano a 223,4 milioni di euro (-4,5%), con accesso a Internet e voce che rappresentano circa l'80% del fatturato. L'ebitda netto dopo gli accantonamenti è in crescita del 18,5% a 52,5 milioni di euro. La posizione finanziaria netta a 198,5 milioni di euro, rispetto al dato di 192,9 milioni di euro del periodo corrispondente del 2012, con una riduzione dell'esposizione verso i fornitori pari a 35 milioni di euro.
Tiscali per il 2014 prevede ricavi ed ebitda in linea con il 2013 ma nel contesto macroeconomico ''caratterizzato da forte instabilità e da livelli di consumo decrescenti - si legge in una nota - sta concentrando i propri sforzi sull'implementazione del piano industriale e sulla definizione con i propri creditori finanziari di un piano di risanamento che possa consentire il raggiungimento di una situazione di equilibrio patrimoniale, economico e finanziario del gruppo nel lungo periodo''. Il cda prevede che la proposta di ristrutturazione del debito possa essere completata ''in tempi ragionevoli e ha pertanto adottato il presupposto della continuità aziendale nella preparazione del progetto di bilancio 2013''. L'assemblea degli azionisti è convocata per il 18 luglio.

Buddy Fox ha detto...

Buongiorno, in attesa di Italia Vs Inghilterra
Pensavo quello sopra fosse un bel pezzo interessante, invece noto che ancora non attecchisce, la polemica sterile va ancora per la maggiore...

Su Tiscali mi aspettavo l'utile
Su Carige è ovvio, in molti pensavano di fare un colpa ciò simile a MPS, ma se la Borsa fosse così scontata e banale guadagnerebbero tutti, ma così non è...

Sono state sufficienti 2 sedute al ribasso per galvanizzare gli orsi che ritornano con il loro mantra di fine ciclo.
Lo dissero nel 2009/2010/2011 etc etc prima o poi avranno ragione, prima o poi, ma non è questa la volta.
Prima dobbiamo raddoppiare

Anonimo ha detto...

già prima o poi succede sempre qualcosa questo lo sanno quasi tutti quello che non sa quasi nessuno è quello che succede ora, adesso a breve che peccato !!
saluti
gigi

Anonimo ha detto...

gigi? Ma va cagar!!!!