
Qual è la previsione più difficile da fare? La prossima, sempre.
Nell'immensa prateria dei mercati finanziari, si sta costruendo un enorme monumento di marmo, è un Toro(?) e sotto di lui, una fossa e la relativa bara. Sta iniziando una cerimonia con le relative liturgie. Si celebra un funerale, è veramente finito questo incredibile rialzo?
E' facile vacillare in questi momenti, le picconate sono vigorose ed energiche, fanno molto male, la pelle della volpe è in saldo, e questa volta rischia veramente l'esposizione ad Annabella di Pavia, per poi finire sul collo di qualche nobildonna, regalata dal suo uomo, magari un killer dello short che si è arricchito con gli scoperti sul BTP e su Piazza Affari. Fantasia?
Venerdì scorso ho espresso esplicitamente un timore: "è veramente il Debito USA il problema che attanaglia, frusta e logora le Borse ed i mercati finanziari in generale?" A mio avviso no, il mio vaticinio era dettato dall'anomala e, più che tenace, una sospettosa volontà a non vendere. Il cielo su Wall Street era coperto da enormi nuvole, cariche di umidità, l'aria irrespirabile, afa, caldo insopportabile, ma nemmeno una goccia. La preparazione al peggio, ed alla prima notizia di rasserenamento, ovvero lo scioglimento del nodo sul debito, ecco la cascata, nuvole che scaricano a terra ed allagano i terminali in una pioggia rosso, il colore delle perdite.
Ripenso a Natale 2010, sembra così lontano, una pizza con gli amici e le previsioni fatte sul tovagliolo di carta e conservate nella cassaforte del nostro spogliatoio del calcio, visioni in cui il sottoscritto credeva con grande convinzione e che all'alba del 2011 sembravano assumere forme concrete, e che oggi, a distanza di qualche mese, vengono spazzate (cancellata?) con la scopa del ribasso, una spazzolata violenta che in pochi giorni è capace di cancellare la costruzione di un sogno durata parecchi mesi.
Ero consapevole che prima o poi avrebbero attaccato l'Italia, per far vacillare l'Europa e l'Euro, lì bisogna andare, l'Italia è l'enorme portone che precede l'antro, protegge il re e la regina, rispettivamente Francia e Germania, e se l'Italia cade, allora si tutto è possibile. Ero altresì consapevole che prima o poi anche gli USA avrebbero perso la tripla A, è una componente irrinunciabile di questo lungo percorso di definanziarizzazione e pulizia del sistema. Ed ero anche più che sicuro che le banche erano il settore che avrebbe pagato a caro prezzo le successive debolezze, l'avevo scritto anche su Panorama Economy, ribadendo la mia teoria o filosofia sul "dopo bolla", consistente in una semplice lettura del mercato riassumibile in questo concetto: "chi di bolla ferisce, di post bolla perisce". Mi spiego, i protagonisti della bolla, saranno le anime sacrificate nel crollo e saranno anche i titoli che per molti anni, a causa delle enormi ferite pagheranno il conto in termini di prezzo e di quotazioni avare di rialzi e quindi soddisfazioni, saranno i titoli che per molto tempo accentueranno le future crisi con pesanti ribassi.
Il problema e le difficoltà sono sempre le stesse, alle previsioni si debbono abbinare i tempi, è necessario, se non fondamentale saper prevedere il timing in cui questi eventi possono scatenarsi e realizzarsi, e questa rimane sempre la cosa più difficile, la variabile che ci rende tutti umani e quindi miseramente (o fortunatamente) fallibili!
Pensavo che il futuro attacco all'Italia e che il dogma dell'inviolabilità e dell'invincibilità economica Americana fosse sconfessato, non in questo 2011, bensì al termine di questo Super ed Incredibile Rimbalzone, una chiusura che avrebbe riportato l'attenzione sui problemi reali dell'economia e della società, un riequilibratore di risorse e di distribuzione del reddito, un rientro massiccio del debito a favore del surplus e infine un nuovo e più salutare sentiero di crescita.
Tutto anticipato?
Ancora non voglio crederci, la Speculazione forza la mano e questo, se per molti, soprattutto tra i politici, viene usato come scusa per deviare l'attenzione da quelli che sono i veri problemi e le inefficienze, mantenendo una corale ignoranza, non è un male, anzi la Speculazione sta rendendo bollenti le sedie su cui sono seduti gli azzeccagarbugli moderni, crogiolati nell'apatia, oggi costretti ad un violento dinamismo. Risposta politica, questo è quanto chiedo da giorni, però voglio ricordarvi, e lo scritto anche in passato, che in teoria, le risorse di cui dispongono le autorità monetaria, al contrario di quanto il catastrofismo vuole far credere, sono pressochè infinite. La domanda da porsi è un'altra: è conveniente l'uso spropositato delle riserve armate? In casi di profonda crisi, del profilarsi di guerre interminabili, meglio conservare in armeria. E' questo il nostro caso?
A ben vedere i lati positivi di questa crisi, si possono scorgere non solo le volontà nella sistemazione dei conti, aziende che traboccano utili e liquidità, ma soprattutto una fetta del mappamondo che, con accelerate e fisiologiche frenate, prosegue la marcia verso una crescita virtuosa e strutturale, in questo momento manca il propellente della fiducia.
Ma sappiamo anche che la Fiducia è sì un bene primario e fondamentale, ma è talmente volubile che come se n'è andato, torna, a volta con imprevedibile velocità.
La crescita, la sua assenza, più del Debito, è questo il vero problema che attualmente affligge le borse, anche perchè non esiste rimedio migliore ed efficace dello sviluppo economico per alleviare ed eliminare il fardello del debito.
Non tutto è perduto, tecnicamente NON DOBBIAMO scendere e chiudere sotto i livelli di oggi, i minimi di Marzo 2009 non sono mai stati così vicini, sono l'incubo delle mie notti insonni, in prospettiva sono ad un palmo. Per come ragiona il sottoscritto, chiudere male, significherebbe: minimi assicurati.
Non sarà così, non ora, questo è quello che auspico, un pensiero ed una previsione dettata dal buonsenso, o una realtà che potrebbe concretizzarsi?
E se quel monumento che si sta stagliando nell'immensa prateria dei mercati, invece di un toro, fosse un semplice spaventapasseri?
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica