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17 giugno 2015

Panino e Listino: SE LA GRECIA E' LA CULLA DELLA CIVILTA' E DEL SAPERE, GLI USA LO SONO DELL'ECONOMIA E DELLA FINANZA (Giovedì 18 Giugno in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Sono tutti attenti alla Grecia, concentrati e forse distratti, mentre dove si decide tutto è altrove.
Se la Grecia è tutt'oggi la culla della civiltà e della cultura, e per molti della crisi del Debito e dell'Euro, il centro, l'ombelico del mondo economico e finanziario, piaccia o non piaccia, è tutt'oggi ancora l'America, o meglio Wall Street e in capo a essa, la FED.
E' lì che si decide, è lì che si sbattono le ali della farfalle per dare un colpo di vento al resto del mondo.
Cosa farà la Fed? Alzerà i tassi? 0,25% e poi stop, oppure continuerà a tergiversare? 
I segnali economici indicano che gli USA sono ancora in frenata, non credo a qualcosa di peggio, ma l'occupazione aumenta e i prezzi provano l'ebrezza di un lieve tepore, seppur stagionale, qualcosa si dovra pur decidere.
La preoccupazione dei mercati non è per la Grecia, ma per i TASSI e per il cambio EURO/DOLLARO. Ogni volta che si manifesta un breve stato di crisi l'Euro inizia a salire, e questo non vi sembra strano? Sale la valuta del continente in crisi. La correlazione che oggi comanda è questa e l'Euro oggi ha ancora voglia di salire.
Non sarà un'Estate leggera, e quando mai lo è stata,  obbietterà qualcuno.  Credo ci sarà parecchia vivacità, flessioni anche vistose, ma resterà ancora un'occasione di accumulo.

Per quanto riguarda la Grecia, non credo ci siano grandi dubbi sulla permanenza all'interno dell'Euro, come non ci sono dubbi sul fallimento, ma i toni saranno edulcorati, penso a una frase tipo: "una ristrutturazione profonda del debito", una perdita comunque, ma nei toni più gentile, fa meno male. 
Ci aspettano altre "settimane decisive" come da 5 anni a questa parte, con la differenza che ora si sale, e la crisi fa quindi meno paura.
Domani su Panino e Listino: Grecia, Fed e molti spunti operativi. Come sempre qui, giusto o sbagliato che sia, il pensiero è sempre chiaro e limpido.

09 dicembre 2014

E' ANCORA LA GRECIA IL CAVALLO DI TROIA DELL'EURO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ma non doveva essere tutto risolto con il QE di Draghi?
Non si fa oggi, non importa, si farà a Gennaio. Tutto su!
Poi arriva la Grecia, la crisi politica ed economica, argomento vecchio come il cucco e si ritorna nell'odissea della crisi dell'Euro e tutto torna come e peggio di prima, ovvero: si va giù.
Ma il mare in tempesta di oggi, non è lo stesso in cui si navigava 3 anni fa, oggi, grazie soprattutto a Draghi, a quanto fatto dalle banche centrali di tutto il mondo e alla ritrovata vivacità economica, le onde della crisi sono meno aggressive e la nave europea è ben più solida.
E' vero, molte cose devono essere fatte: politiche economiche coordinate, una riduzione del Debito che potrebbe risolversi in un taglio, un generoso regalo verso chi ha fatto bene i compiti a casa, ma molto in questi anni è stato smosso e la minaccia dei partiti "nazionalisti" e "anti euro" molto ancora smuoverà, probabilmente in favore della causa "Unione Europea".
La BCE darà quella spinta vitaminica, il resto lo deve fare la politica, bisogna sbrigarsi ma è anche vero che per fare bene ci vuole tempo, Roma non è stata costruita in un giorno, e neanche Atene.

Domani in edicola "Panino e Listino": Cina, Grecia, Italia, Spread fanno crollare le Borse, solo una scusa o siamo di nuovo in crisi?
In aggiunta i soliti temi operativi, si punta e si punta forte!

21 gennaio 2014

"Il Dolce e l'Amaro": BIANCAMANO SUPERSTAR




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Biancamano da una "mano di bianco" ai conti, per un po' di tempo, il Debito non sarà più una preoccupazione, e il titolo salta a due piedi il tappo a 0,60 (come era accaduto a Fiat con quota 6,50) e finalmente inizia a salire con decisione, decretando un'inversione di tendenza.
21 Gennaio 2014, segnamo questa data nel nostro diario di Borsa: BIANCAMANO'S DAY!
Possiamo considerarlo il nostro primo grande successo de "Il Dolce e l'Amaro"? 
Ancora non so quanti siano saliti sul carro Biancamano, però credo, che di tutte le operazioni, questa, anche solo simbolicamente, sia stata la prima e quella che ha raggiunto il più alto consenso.
Come si dice in questi casi: più siamo e meglio stiamo.
Non abbiamo vinto nulla, chissà quante partite perderemo, quanti dolori, questo spero sia solo una vittoria di buon auspicio, che possa sbloccare, infondere fiducia e coraggio in voi stessi e soprattutto, sotto l'aspetto materiale, perchè in fondo anche quello conta, questo guadagno (anche se per molti ancora virtuale) possa garantire un sostegno economico di qualche utilità.
Ci  vorrebbe una cena per festeggiare, come si fa nelle squadre alla fine di una partita, o almeno un brindisi, chissà, un giorno.
Ricordatevi di questo giorno 21 Gennaio 2014: BIANCAMANO +22%, ricordatevi di questo, il giorno che inizierete a odiarmi, ricordatevene, prima di lanciarmi le maledizioni.



12 novembre 2013

Panino e Listino: VENDITA SPIAGGE ITALIANE? ABBIAMO PERSO ANCHE LA CREATIVITA' (Mercoledì 13 Novembre in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Il Governo Letta si è inventato la vendita delle spiagge italiane per ridurre il Debito?
Eh no, non va bene!
Non va bene perchè questa grande idea non è un'invenzione del Governo Letta, ma è la scopiazzatura del più grande economista italiano in termini di creatività: Giulio Tremonti.
Fu Giulio Tremonti il primo, nel 2005 a estrarre dal cilindro l'ideona di vendere la bellezza delle coste italiane.
A dimostrazione che gli anni passano, e non cambia nulla, anche in creatività e fantasia iniziamo a scadere.
Passano gli anni e intanto: non cancellano le province, non diminuisce il numero dei parlamentari, non diminuiscono stipendi ed emolumenti, non si tagliano i costi della spesa pubblica etc etc etc.
Ma per quanto ancora continueremo a farci prendere in giro. Per quanto tempo ancora voteremo queste persone?
Ah giusto, c'è una legge elettorale pessima, il PORCELLUM, nemmeno quello cambia.

"Panino e Listino" il pezzo della settimana scorsa, questa volta l'ho anticipato, perciò non ho altro da postarvi, se non consigliarvi il numero di domani, vi anticipo il tema: TWITTER, ma soprattutto molti temi operativi.
E vediamo come va domani, se continuerà la tradizione dell'astinenza da commenti e se i miei titoli saranno capaci di fare tendenza.
Soffici sogni

05 giugno 2013

2013 BANZAAAI! Dall'Abenomics all'Abegeddon? "Buy the rumor, sell the news"



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

"Buy the rumor, sell the news" è un linguaggio internazionale, lo conoscono in tutte le Borse del mondo, anche a Tokyo. 
Le agenzie di tutto il mondo oggi hanno etichettato il tonfo del Nikkei come la delusione per il "piano Abe", ma secondo voi, per quale motivo il Nikkei, in soli 7 mesi era salito del 80%?
"Buy the rumor, sell the news" che tradotto terra terra vuol dire: compro sulle speranze e vendo quando le speranze si traducono in realtà, lo sanno Abe e soprattutto lo sa Kuroda, è nelle carte.
Solo che questa volta la realtà non solo supera le prime timide speranze di ieri, ma supera anche la più fervida immaginazione.
Più volte vi ho avvertito scrivendo che prima o poi il Nikkei avrebbe trovato una scusa, qualsiasi scusa per scaricare i titoli e passare all'incasso. Oggi adirittura si paventa il pericolo di un Debito mostruoso per il Giappone. E' una novità? Lo stesso pericolo era presente anche ieri, solo che nessuno lo notava o lo voleva notare.
Probabilmente nei prossimi giorni i fantasmi e i pericoli aumenteranno, producendo nervosismo, tensione e forse nuovi cali, sicuramente molta volatilità, la classica tempesta che porta molti investitori all'abbandono.
Il messaggio che voglio dare non è prendermi il merito per l'avviso dato in passato, ma solo sostenervi, non spaventatevi, ascoltate ma non prendete sul serio le minacce che da oggi in poi verranno via via elencate.
"Comprare Giappone" è l'unica certezza in questo momento, forse scenderemo anche fino a 12,500, forse anche più giù, ma l'accumulo deve continuare, senza paura. Ve l'ho scritto in passato, fino all'altro giorno, quando ancora il Nikkei volava, si deve accumulare, aspettando le occasioni che porterà la prossima correzione: eccola, è arrivata!
Il Giappone è una certezza? Dobbiamo crederlo, perchè il Giappone non è solo una certezza, ma la nostra possibile salvezza. Se il "Laboratorio Giappone" non sarà capace di produrre un risultato per l'economia, allora per tutto il mondo, si apriranno scenari davvero cupi.
Banzaaai!

07 febbraio 2013

C'era una volta Piazza Affari - SEAT DA GALLINE DALLE UOVA D'ORO, A GALLINA VECCHIA. MA FA BUON BRODO?



Spesso si dice che l'economia italiana è sempre costretta a inseguire e che Piazza Affari è ormai una piccola borsa in balia delle piazze internazionali. Un luogo comune come tanti, se infatti proviamo a fare uno sforzo di memoria ci rendiamo conto che nei vizi finanziari, non solo siamo tra i primi, ma siamo grandi anticipatori. Il mondo oggi vive nell'incubo del debito, siamo tutti spaventati dal futuro, ma noi italiani non dovremmo subire queste fobie, visto che sul Debito siamo stati pionieri, sono ormai quasi 30 anni che conviviamo con questa piaga economica.
E nella finanza? Gli ultimi anni hanno dimostrato che Piazza Affari è un perfetto indicatore anticipatore di "Mercato Orso": lo dimostrano i casi Italease, Banca Popolare di Lodi, Parmalat e altri casi che ora non ricordo, ma più di tutti è il caso SEAT PAGINE GIALLE il caso da manuale.
Seat Pagine Gialle, alla fine degli anni '90 un distributore automatico di utili, non poteva sfuggire al fiuto avido di una finanza rampante alla continua ricerca  di alchimie magiche che possano portare al guadagno facile. Seat Pagine Gialle, prima spogliata, poi derubata e infine stuprata e rovinata, il Leveraged Buyout (acquisto con indebitamento a leva), precursore di quanto poi si è visto nei primi anni 2000, prima in USA e poi in tutto il mondo.
SEAT PAGINE GIALLE, la creatura di Pelliccioli, prima sedotta, ben munta e poi abbandonata. Pelliccioli, lo chiamavano "il pelliccia", chissà perchè, quanti risparmiatori delusi e nessuno che ancora conosce il colpevole.
Dopo il maltrattamento subito da Colaninno e i barbari padani, Seat finisce nelle mani poco rassicuranti di un gruppo di private equity che le da il definitivo colpo di grazia, l'inizio della fine, un debito enorme mai più scalfito. Ricorda un po' la parabola del Paese Italia.
Ora Seat, arrivata a livelli di prezzo incomprimibili, chiede il concordato preventivo, un Chapter 11 all'italiana.
E' la fine di un sogno? Un titolo che ha fatto sognare migliaia di risparmiatori italiani, si avvia alla sua conclusione e all'incenerimento di un risparmio incalcolabile?
Siete in molti a chiedermi aggiornamenti sul titolo, nel possibile, cercherò di accontentarvi...



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

18 gennaio 2013

BUDDY FO(re)X - Euro giù, forza Dollaro! (NEL WEEKEND "LE 10 DI BUDDY 2013")


Nel weekend si alza il sipario sulle "10 di Buddy" la playlist di Buddy Fox per un 2013 rock 'n roll. Finalmente!

Intanto anticipo una vostra possibile domanda: "e ora, cosa pensi del Dollaro? E dell'Euro? E delle altre valute? Sarà veramente guerra valutaria?"
Senza fare un tema (come il mio solito), per ora vi do un breve giudizio, una sintesi: "Dollaro Forte".
L'ho scritto in Guida Forex 2012  (ho scoperto che il libro veniva regalato al TOL EXPO di Piazza Affari, io me lo sono dovuto comprare) e l'idea non è cambiata, sono convinto che la situazione valutaria, il meccanismo valutario, sia in corso di cambiamento, non più Carry Trade, non più un sistema che cresce grazie alla debolezza del Dollaro, ma un ritorno all'antico, con un'economia e una finanza che si rafforzano grazie alla ritrovata energia del Dollaro.
Non ho guardato i grafici, ma credo che nel breve l'Euro/Dollaro troverà un muro in zona 1,35 e da lì il biglietto verde innescherà il recupero.
L'economia USA è frenata solo dal dibattito sul Fiscal Cliff e sull'innalzamento del tetto sul debito, passata queste lieve incertezza, gli Stati Uniti sprigioneranno energia e si espanderanno, mostrando i muscoli. L'economia americana è pronta a ripartire e contagerà il mondo, anche l'Europa, Italia compresa.
Lo Yen è una storia a parte, ma qui si è creduto fin dall'inizio al Giappone e contemporaneamente alla copertura del cambio con la moneta giapponese, dall'altra parte qui non si è mai scritto di annientamento dell'Euro e nemmeno di disintegrazione.
Leggete bene i prezzi scritti sull'Euro/Dollaro e anche i post operativi.
Io credo sempre che il punto d'arrivo di questo viaggio, sia la parità, ma è una mia ipotesi azzardata e non so nemmeno in che tempi potrà essere raggiunto.
Dollaro Forte, Dollaro in recupero, e potrà succedere nei prossimi giorni, attenzione! Le posizioni corte sull'Euro stanno aumentando vistosamente.
PS. alla fine del 2011 i trader e gli analisti Forex dissero che l'operazione vincente era quella di scommettere su Euro contro Franco Svizzero. Per tutto il 2012 il cross Euro/Franco CH è rimasto inchiodato a 1,20, un andamento mai visto nella storia.
L'ennesima dimostrazione che le operazioni sicure non esistono, lo sono ancora meno quelle che vengono etichettate come certe!
Oggi, nel silenzio previsionale più totale, l'Euro si è fatto una bella sgambata e in pochi giorni ha raggiunto contro la valuta elvetica 1,25. Non credo servano altri commenti.
Ci leggiamo nel weekend con "LE 10 DI BUDDY 2013".





email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

11 dicembre 2012

C'ERA UNA VOLTA LO SPREAD (le favole italiane) - "Lo spread è un grande imbroglio!" Parola di Silvio (Berlusconi)



Buongiorno...
Ci fu un tempo in cui lo spread BTP/Bund era un problema infimo, 20 centesimi, un'inezia, nessuno ne parlava perchè non era un problema. Venivamo da una grande rincorsa, la grande occasione dell'obbligazionario, il differenziale dei tassi tra Germania e Italia era costretto a ridursi, perchè sia Italia che Germania sarebbero entrate a braccetto nella comunità dell'Euro.
Lo Spread BTP/Bund non era un problema, a quel tempo era la grande occasione! Occasione per spendere bene, finanziare la crescita, e così ridurre il debito. Grazie alla crescita e non svendendo il paese o aumentando le tasse. Crescita! Il mondo correva, lo spread era sotto terra, ma quell'occasione non fu presa.
Ci fu anche un tempo in cui lo spread BTP/Bund era sotto i 100, e al governo c'era Berlusconi, Tremonti e tutti quelli che conosciamo, ma anche lì, l'occasione fu persa.
Oggi lo Spread sale, anche Gandhi si sarebbe stancato di aspettare passivamente, non fate crescita con le buone, allora passiamo alle cattive. Il problema che per l'ignavia di pochi, a pagare siamo tutti!


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

23 novembre 2012

ITALIA SVIZZERA, ACCORDO FISCALE BYE BYE?



Sono sempre stato convinto che l'accordo fiscale tra Italia e Svizzera non si sarebbe mai fatto, o almeno non sarebbe mai stato raggiunto con la severità dichiarata dagli organi di governo. Ne sono stato sempre convinto fino a qualche giorno fa, devo ammettere che le ultime dichiarazioni hanno fatto vacillare questa mia convinzione, anche se tutt'ora continuo a chiedermi se questo sia il modo per stanare i "furbi", prima li avviso e poi do la caccia a quello che trovo, cioè, nulla!
Oggi arriva la sorpresa, il Bundestag boccia l'accordo fiscale raggiunto tra Germania e Svizzera, per la Merkel una nuova sconfitta, ed ecco che torna la fiducia nella mia convinzione iniziale. E ti pareva!
Al lupo al lupo, continua a gridare, ma il lupo non si vede.
Ma se un giorno decidessero di fare una legge retroattiva per beccare anche quelli che già sono scappati, sarebbe un reato?
Difficile che accada, arriverà prima la ripresa economica e bye bye a tutte le varie tasse, il Debito starà già calando e saremo tutti a far festa per i rialzi di borsa. 



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

16 novembre 2012

LA PROTESTA EUROPEA E LA CRISI ITALIANA, SOLO SLOGAN?



Sto leggendo un bellissimo pezzo su "IL GIORNO", illuminante, voglio farvi da specchio e provare ad accendere anche voi,  riporto letteralmente: "purtroppo è accaduto che l'intera società italiana negli anni scorsi si sia abituata a vivere in un'abbondanza che non era reale. E' duro ammetterlo ma è così. E quindi bisogna fare dei passi indietro..."
Ecco, questo è l'unico punto su cui non sono d'accordo, o meglio, ripensando a quanto si diceva solo qualche anno fa, non mi trovo d'accordo con l'analisi attuale.
Provate, sforzate un attimo la vostra memoria e ricordate quanto si diceva solo qualche anno fa, prima che iniziasse nel 2008 la "Grande Crisi", in Italia si continuava a ripetere che si era fermi, che eravamo un Paese a crescita "ZERO VIRGOLA", che c'era la stagnazione. Senza contare quanto diceva la gente comune, i commercianti, i venditori, crisi, zero vendite, si tirava a campare. Ma come al solito, la memoria tende a cancellare i drammi, e si ritorna al "si stava meglio quando si stava peggio".
La verità è che l'Italia, tranne la breve parentesi di fine millennio (1997-2000), non cresce da più di vent'anni e quando prima si cresceva, era solo grazie alla droga della SVALUTAZIONE COMPETITIVA!

L'ITALIA NON PUO' PIU' SVALUTARE PER ESSERE COMPETITIVA
Alla fine degli anni Novanta abbiamo avuto possibilità e occasioni per ristrutturare la nostra industria, grazie all'avvento dell'era dei tassi calanti. Ma ricordate a che livello erano i tassi a inizio anni Novanta? 

Quell'opportunità non l'abbiamo colta, e con il passare degli anni, prima o poi arriva in cui si paga il conto, e più passa il tempo, più il conto sale. Ora non è più un'occasione, ora è diventato un obbligo. Il meglio deve ancora venire!

Molti Paesi, in primis la Germania, hanno colto quell'occasione, hanno faticato, sofferto, oggi ne godono i frutti, avvalendosi di una maggiore resistenza alla crisi, questa è una realtà indiscutibile, mentre per noi, in ogni momento c'era sempre una scusa: il Debito (sempre stato nel periodo sopra il 100%), c'era il caro Petrolio, c'era l'inflazione, la caduta delle Torri etc etc... Tutte scuse che valevano per noi, come valevano per gli altri paesi, ma per noi e solo per noi, erano ostacoli insormontabili.
Dobbiamo smetterla di lamentarci e guardare solo al presente, veniamo da una ferma cronica, ossidata da anni e per smuoverla, ora, ci vuole tempo e maggiore fatica, ma ce la possiamo fare, come ha detto Monti "è una medicina amara, ma bisogna berla"...
Oggi c'è la disoccupazione, c'è l'evasione, c'è il Debito, non mi pare che sia nulla di nuovo, è un disco che si ripete e questo disco prima o poi bisogna pur romperlo e cambiare musica!
Siamo stati anticipatori nel Debito, la prima Nazione a creare un enorme debito pubblico (gli altri oggi ci stanno copiando), siamo stati i primi a fare debito a leva societario (vedasi come abbiamo rovinato Seat Pagine Gialle), ora vogliamo essere per primi fautori di qualcosa di creativo e positivo?
Quello che manca è l'equilibrio, la crescita tornerà, perchè con più o meno fatica, il cammino è iniziato, trovare un equilibrio sarà un po' più difficile, soprattutto se la violenza diventerà fattore preponderante...

ps. Proposte per il sondaggione? Da quel che ho capito, le voci da me indicate, vi hanno soddisfatto.

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

15 novembre 2012

DEBITO E DEFAULT - Per la Napoleoni è l'Argentina l'esempio da seguire. E l'Ecuador?

"Se il debito è illegittimo non si paga", a dirlo era il presidente dell'Ecuador Raffael Correa, che ancora oggi conferma le scelte definite a suo tempo da molti irresponsabili e rilancia: "mi limito a dire che le scelte ortodosse non hanno risolto il problema del debito" e aggiunge "qualche anno fa ci hanno inserito nell'asse del male per non aver pagato parte del debito, quella scelta oggi mi da ragione. Abbiamo rinegoziato il debito, affrontato alcune questioni che riguardano il funzionamento della nostra economia dominata dagli oligopoli e l'economia è ripartita". Subito nei PIGS scatta lo spirito di emulazione, tra gli italiani, spagnoli, portoghesi e greci la domanda sorge spontanea: "perchè anche noi non facciamo come l'Ecuador".
Qualcosa di simile lo pensò anche la nota economista Loretta Napoleoni, la sua teoria, più volte enunciata prendeva spunto dall'esperienza argentina, sono molti gli italiani che a loro malgrado ricordano quell'incubo. Fallire, svalutare e poi rinascere, il tutto condito da qualche anno di profonda sofferenza, ma poi si rivede la luce e torna la crescita e la prosperità.
E' proprio così? E' così semplice?
L'Argentina nel 2001 si lanciò nell'esperimento, fallì, per uno stato il verbo non è quello giusto, la ristrutturazione del debito è il termine più adatto, gravò su molti piccoli risparmiatori in tutto il mondo, portò il suo popolo alla protesta e alla fame, ma da lì mise le basi per una ricostruzione economia.
Tutto bene, ma come va oggi l'Argentina?
E' nuovamente crisi, dopo solo qualche anno di prosperità, anni di cui hanno goduto molti altri paesi senza necessariamente passare per l'inferno sociale, e ora appena i paesi emersi iniziano a rifiatare, l'Argentina cade come tutti gli altri.
A me tutti questi economisti che esercitano e sperimentano le loro folli e acrobazie teoriche, cercando la formula magica della crescita economia infinita, mi irritano molto, mi sembrano assomigliare a quei giudici irresponsabili (oggi molto criticati) che emettono sentenze e dopo qualche anno si scoprono sbagliate, a rimetterci è sempre il cittadino che finisce in galera (perchè anche il debito è una prigione), succube degli esperimenti altrui, trattato come una semplice cavia.
E poi c'è il Giappone, un paese vecchio, come l'Italia; un paese che non consuma, più o meno come l'Italia, un paese in cronica deflazione, qui non ci assomigliamo; un paese con un DEBITO/PIL superiore al 200%, noi ci stiamo arrivando,  e nonostante tutti questi "difetti" le agenzie di rating non lo condannano, non viene pressato e nemmeno punito dagli investitori, anzi, capita spesso che nei momenti di crisi dei mercati ci si rifugi nello Yen, come luogo di salvezza. E soprattutto, succede che nonostante il Debito mostruoso, il Governo (pronto a nuove elezioni) e la Banca Centrale, sono pronti a inondare il Giappone di nuova liquidità, un torchio che lavorerà facendo gli straordinari, pur di incendiare l'inflazione e rilanciare l'economia.
Due mondi diversi, l'inferno e il paradiso, ma nello stesso pianeta.
Perchè invece dell'Argentina, non impariamo dal Giappone, vivere per soffrire, non è un bel vivere.






email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

08 novembre 2012

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE - E' Obama il problema dei mercati? (Duran Duran - "Meet el presidente")


AGGIORNATO

E' online il nuovo SONDAGGIONE (qui a destra)
Obama vince, e subito scende tutto, colpa sua?
Le interpretazioni sono sempre le più disparate, divertenti, assurde e anche esilaranti, la verità, leggere il sentiment del mercato rimane sempre un esercizio molto complicato.
Il giorno successivo alle elezioni, dopo la chiusura negative delle borse europee, e con più vigore dopo quella pesantemente in rosso di Wall Street, si è detto che i mercati bocciavano la rielezione di Obama e che questo risultato era la dimostrazione che la finanza tifava per Romney.
Insensato, niente di più falso è assurdo, perchè se ritorniamo alle aperture europee e alle chiusure asiatiche, quando la vittoria di Obama era già conosciuta e proclamata, la positività sui listini era netta ed evidente.
Se non è Obama il problema dei listini, allora lo è il "Fiscal Cliff"?
Anche questo non è vero, il problema fiscale e del debito USA non è cosa nuova, da mesi si va ripetendo che dopo le elezioni USA il problema sarebbe stato affrontato e che le divisioni politiche sarebbe state uno scoglio all'approvazione delle nuove manovre. I mercati vogliono novità, i mercati scontano con anticipo le notizie, quindi nemmeno questa può essere considerata la causa della discesa..
Se invece proviamo ad analizzare con attenzione il corso della seduta, notiamo che dopo il tentativo rialzista provato in mattinata, arriva un brusco scivolone, concentrato all'ora di pranzo, i dati negativi tedeschi, le parole di Draghi che evidenziano la flessione economica in Germania e le prospettive di accentuata debolezza in Europa hanno travolto prima l'Euro, poi gli Spread tra centro e periferia e infine le borse continentali. Inevitabile quindi  che nel pomeriggio anche Wall Street venisse contaggiata dal pessimismo, dato che, pochi lo ricordano, il giorno della vigilia elettorale, con un Obama ancora preferito dai sondaggi, Wall Street aveva dato la benedizione che un robusto rialzo.
Se poi cerchiamo conforto in specifiche micro correlazioni, notiamo che la gran parte di analisi e previsioni si dimostrano totalmente sballate: l'elezione di Obama doveva esaltare Marchionne e la Fiat, vista l'amicizia e il sostegno totale durante il precedente mandato, invece che fa il titolo? Meno 6%, peggior titoli tra i principali a Piazza Affari. La riconferma di Obama doveva essere il propulsore per le energie alternative, infatti il presidente è convinto sostenitore del "carburante verde", e che fanno i titoli del settore? Tutti giù, mentre resiste il Petrolio. Ma lo schiaffo più grande lo sentiamo guardando il Dollaro, infatti la rielezione di Obama doveva essere il macigno che schiacciava il biglietto verde, visto che era implicita la riconferma a massima fiducia verso Bernanke e le sue strategie. Niente di più falso, Euro in picchiata e quindi Dollaro in impennata.
Difficile interpretare il mercato, ancor più difficile prevederlo e anticiparlo, soprattutto nel breve, ed è anche per questo che nel breve preferisco le previsioni di ampio respiro, proprio per non cadere nelle trappole emotive del momento.

Il "Fiscali Cliff" in un modo o nell'altro sarà sistemato, gli USA non hanno nessuna intenzione di ricevere bocciature dai Professori del rating, ne di pagare maggiori interessi aggravando il peso del Debito, questo però non vuol dire che automaticamente Wall Street farà nuovi record. Continuo ad aspettarmi prestazioni migliori dall'Europa e soprattutto Piazza Affari, dove la negatività di breve sembra agli sgoccioli. Per quanto riguarda il Forex (Mercato valutario) rimango fermo su un futuro rafforzamento del Dollaro, delicato e modellato nel tempo, come già da mesi scritto nel libro "GUIDA FOREX 2012". Lo so, è un ragionamento controcorrente, perchè la conferma alle politiche di Bernanke potrebbe far pensare a un Dollaro debole, ma ho le mie ragioni per credere che ci troviamo ormai in una fase in cui il Dollaro recupera forza e non solo per motivi di maggiore rischio mondiale. 
Per ora, il percorso si è dimostrato corretto, da 1,45/1,50 siamo scesi a 1,20 e ora siamo a 1,27, mi aspetto ulteriori discese, la forza e la velocità dipenderanno dai prezzi. Ovvio che sotto 1,18/1,16 sarà precipizio, ovvero un "Forex Cliff".



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

06 novembre 2012

ELECTION DAY USA 2012 - Domani su "Panino e Listino" non solo elezioni USA, ma molto USA



Ormai ci siamo, il "fantasma Florida 2000" a mio avviso è molto lontano, le Borse, l'economia, la politica in quel periodo erano in una situazione diversa, anche le aspettative erano diverse, tutt'oggi mi chiedo, se avesse vinto Al Gore, che mondo avremmo oggi?
Anche con Al Gore la borsa sarebbe scesa, ringraziate però Bush, perchè senza di lui non avremmo visto la successiva sparata verso i massimi.
E oggi? Obama o Romney?
A vedere gli ultimi andamenti, anche del comparto finanziario, se le banche a parole appoggiano Romney, nei fatti sembrano tifare per Obama.
In ogni caso, chiunque vinca, il tema dominante sarà il Debito, e questa volta non sarà in Europa, il macigno sarà trasferito dall'altra parte dell'Atlantico. Il Dollaro trema?
Con Obama, e quindi con Bernanke, il viaggio non sarà poi così tumultuoso, anche se, come dice il nostro Mario Monti "è una medicina amara, ma bisogna berla". Dopo staremo meglio, sicuramente.

ps. per chi l'avesse perso, ecco il pezzo della scorsa settimana, andato in edicola eccezionalmente di Giovedì, il giorno dei Santi. Ne avevamo bisogno!;-)
Da domani si torna alla normalità, sempre di Mercoledì, il mio giorno fortunato, un pezzo che vi consiglio, questa volta mi compiaccio e mi autocelebro;-) Vale la pena di leggerlo.
E ora godiamoci le elezioni, aspettando il "SALTO DI QUALITA'"...
ps.2 non mi avete scritto nulla sulla colonna sonora, che ne pensate?

Libero Giovedì 01 Novembre 2012
 “Impianti all’estero e ingredienti di casa” questa è l’ultima strategia di Giovanni Rana (patron dell’omonima azienda) per esportare i tortellini in America. La buona cucina non conosce la crisi, tanto che l’azienda cresce sia come fatturato che come numero di occupati, ha però un grande difetto: non è quotata in Borsa. Technogym ha appena inaugurato un centro avveniristico del benessere made in Italy e anche se l’azienda fattura per gran parte all’estero, il cuore rimane sempre in Italia, peccato però che non sia quotata a Piazza Affari. Avio, gioiello della tecnologia italiana, alla quotazione in borsa ci stava pensando seriamente, ma dalle ultime notizie, sembra che l’entrata sia rinviata sine die. Potrei continuare con decine di altre aziende, gioielli italiani che non hanno nessun interesse a stringere legami con la finanza. Questo è uno dei principali motivi per cui Piazza Affari è crollata al ventesimo posto tra le piazze finanziarie mondiali. L’altro motivo che penalizza la Borsa di Milano è la sua composizione, gli effetti della bolla finanziaria sono ancora presenti nel sistema, tutti i titoli che anche solo odorano di bancario o simile, devono ancora sopportare una lunga e lenta degenza. Piazza Affari di questi titoli è colma, e sebbene contenga anche titoli scalpitanti e di belle speranze, si trova a dover sopportare zavorre di maggior peso.
Piazza Affari è oggi come un albero d’autunno, perde molte foglie, aumentano fallimenti e ritiri dal listino (opa e delisting in gergo tecnico) è un albero che ha bisogno di essere infoltito, operazione faticosa, ma la Primavera non è poi così lontana.
FTSEMIB: continua la via crucis del nostro listino verso il capitello dei 17,000. Sembrava più facile, lo ammetto, ma le speranze rimangono ben riposte. Domani inizia il nuovo mese, Novembre, e proprio dei santi in questo momento abbiamo urgente bisogno.
BONIFICHE FERRARESI: “verrà il giorno che vedremo i contadini girare in Ferrari e i broker con il trattore”. Diceva Jim Rogers guru delle materie prime (con Soros componeva il duo “il gatto e la volpe”), il futuro è quindi nell’agricoltura. Non hai un terreno? Allora compra chi i terreni li possiede già, un esempio è Bonifiche Ferraresi, storica azienda italiana. Il titolo era crollato fino a 18 euro, in pochi mesi, sulle notizie di una prossima asta di vendita il titolo è più che raddoppiato. E non è finita qui, novità sono in vista, non ci regalerà una Ferrari, ma un raccolto buono è quasi assicurato.
WALL STREET: inizia la consueta procedura liturgica su quali potrebbero essere i settori di punta a seconda del candidato che vincerà le prossime elezioni. A mio avviso è un esercizio inutile, dato che ancora non si conoscono i programmi dei due potenziali presidenti. Molto più utile concentrarsi sugli indici di borsa e su altre “elezioni” da molti trascurate, mi riferiscono al prossimo congresso nazionale cinese. Dopo la nomina del nuovo segretario di stato, finalmente daremo il via alla nuova campagna di stimolo economico per il Drago che ancora riposa, e allora sì potremmo rivedere fuoco e fiamme sulle Borse.




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ELECTION DAY USA 2012 - Tra Obama e Romney spunta il terzo incomodo: il fantasma Florida (Arcadia/Duran Duran "Election Day")


 Le ricordate queste immagini? Sono passati 12 anni, per i mercati finanziari è una vita intera, eppure l'incubo della paralisi e dell'incertezza è ancora vivissimo.
La Florida, terra del sole, e meta della spensieratezza e della vita tranquilla, ogni 4 anni anni si trasforma nella terra degli incubi... quest'anno il giallo potrebbe trasferirsi in Ohio.
L'immagine riporta qui sopra era diventata un'ossessione, la ritrovavi ovunque. Sarà che sono un collezionista di giornali, ma quest'immagine è per me indimenticabile, momenti tragici e paludosi per la Borsa, una conta infinita, si arrivò adirittura alla Corte Costituzionale. Tutt'oggi ci si chiede, e se avesse vinto Gore, che mondo avremo oggi?
Per la Borsa non ci sono dubbi, saremmo scesi comunque, era inevitabile.
Oggi è diverso, per questo escludo una stasi, un pareggio, un momento di contestazione che tracima in cause legali.
Tornando alla Borsa, per chi fanno il tifo i mercati? E per l'economia, chi è meglio tra Obama e Romney.
Dopo le dichiarazioni di quest'ultimo, se dovessimo chiedere un pronostico a un europeo, non ci sarebbero dubbi sulla risposta: Obama, e credo che questa sarebbe la soluzione migliore anche per continuare in un'ottima cooperazione tra le due sponde dell'Atlantico, soprattutto in vista di un ritorno cinese e della prossima grinta dei Paesi ormai Emersi.
Il Debito rimane il tema dominante, ma dall'Europa, questa volta si sposterà negli USA ed è probabile che il Dollaro torni al centro dell'attenzione.
Ricordando che il sottoscritto da sempre considera scontata la vittoria di Obama, credo che per il bene dell'economia e della società, sia meglio una scelta continuativa, abbiamo bisogno di ritrovare la pazienza e appunto, la continuità.
Ho l'impressione che i Repubblicani non abbiamo capito che ci ritroviamo in una situazione economica/finanziaria diversa rispetto al passato, e che le loro ricette non solo si rivelerebbero inefficaci, ma anche deleterie.
Pensando poi a una disintossicazione del sistema dall'eccesso finanziario, credo che Romney non sia la scelta giusta, bensì Obama, il secondo mandato sarà da medicina amara, ma come ricorda Monti, bisogna pur berla per poi stare meglio...





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16 ottobre 2012

"Panino e Listino" (Mercoledì 17 Ottobre in edicola su Libero) - TOBIN TAX COME IL CAPITAL GAIN? NESSUNO CI PUO' FERMARE

Spread BTP/Bund in picchiata, Goldman stupisce, Inflazione sempre contenuta e addomesticata, banche sprint e Piazza Affari che supera i 15,700. Oggi è andata bene.
Da questa sera, nuove trimestrali in arrivo e probabilmente, anche a causa dei sali scendi elettorali tra Romney e Obama, Wall Street farà degli strappi rialzisti per poi ripiegare, una tenuta quanto basta per dare serenità allo slancio europeo e soprattutto a Piazza Affari.
Ormai è fatta, il toro è pronto a sgroppare in un prato sterminato.
Una gioia strozzata, perchè da oggi, nel cimitero monumentale di Piazza Affari c'è una lapide in più, pesante, sanguina ancora...
Qui sotto il pezzo andato in edicola Mercoledì scorso.

"Tobin Tax come il Capital Gain?", "10° anno per il TOL Expo di Piazza Affari", "fare il trader, ieri l'Eldorado, oggi una professione. Ieri come oggi 9 su 10 continuano a perdere". Domani in edicola su LIBERO "Panino e Listino".

A domani, la forza di volontà non è mai doma, si ricomincia la salita.


LIBERO 10 Ottobre 2012
Dow Jones +11%, S&P500 +15%, Nasdaq +19%, Dax +23%, Londra +4%, Parigi +7%, persino Tokyo (+4%) e Milano (+3%) sono in territorio positivo, a 3 mesi dalla conclusione dell’anno, niente più dei freddi numeri, può delineare quale sia la situazione dei mercati mondiali: è il Bengodi Finanziario.
Un caleidoscopio di positività dalle infinite tonalità di verde, eppure tutto questo florilegio di segni più sbiadisce, se lo si confronta con l’economia reale che annega nell’inchiostro rosso. Ma è vero che va tutto male? Se per un attimo accantoniamo il fattore Debito (minimo comune denominatore che strozza l’intero Occidente) che le Banche Centrali hanno messo momentaneamente in quarantena, notiamo che ci sono economia in crescita (vedi Germania e Usa) ed economia in recessione (Italia, Spagna); ritorniamo alle borse, i mercati stanno premiando chi cresce, ma anche a chi arranca viene data una leggera spinta. Persino Atene (+21% da inizio anno) vede la Borsa correre, squilli di trombe che stonano con un’economia e una popolazione ridotta sul lastrico. Oggi la Merkel ha fatto visita a Samaras, accolta come un feudatario che fa visita ai propri poderi, ha cercato di spendere parole di incoraggiamento verso il popolo greco sempre più sofferente. Solo qualche mese fa i greci, dalla Germania, ricevevano solo richiami e minacce, oggi le cose sembrano cambiare, dai sorrisi, alle pacche sulle spalle, fino alle promesse di maggiori aiuti e di più tempo. Una conversione sulla via del toro.
Persino i più catastrofisti sembrano ricredersi, Francesco Caruso (analista pluridecorato) scrive: “il periodo del lutto è finito”, annunciando un radioso futuro per Piazza Affari, l’India e tutta l’Europa. E’ lo stesso Caruso che a inizio Giugno prevedeva un eclissi totale estiva, con tanto di cataclisma. Ma non è l’unico, secondo De Michelis (analista di Frame), nonostante i mercati si comportino “come i bambini dell’asilo”, grazie a Draghi, assisteremo al classico rally di fine anno. Ma lo scetticismo non è del tutto svanito, secondo un sondaggio tra i lettori del Corriere Economia, più del 50% dei risparmiatori italiani non pensa che Piazza Affari rivedrà i massimi di quest’anno. Ed è proprio questo scetticismo che ci porterà ancora più in alto.
FTSE MIB: 15,700 piccolo scoglio prima di ritentare l’attacco ai 17,000. Il Toro ancora non si vede, ma è qui.
WALL STREET: dice il proverbio che gli anni elettorali sono sempre positivi per la borsa. A vedere dal 2000 a oggi, non sembra così, ma quest’anno è speciale. Anche se credo che l’America abbia già espresso il suo potenziale, mentre l’Europa ancora no.
ALCOA: è partita la stagione delle trimestrali, come tradizione si inizia da Alcoa. Uno dei proverbi dice: se i conti di Alcoa sono buoni, sarà buona tutta la stagione dei conti. I proverbi, come le stime sui conti, sono fatti per essere smentiti. Negli ultimi anni Alcoa ha spesso deluso, i conti delle altre big invece hanno stupito, ma questa volta, la prima volta dal 2009, gli utili delle società americane potrebbero flettere ed è per questo che ora inizio a preferire l’Europa a Wall Street.
BANCHE: sembra che sia questo il settore che darà maggiore soddisfazioni nei conti trimestrali. Non dico che “l’effetto conti”, potrà spingere anche le banche italiane, ma un movimento corale è possibile.



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21 agosto 2012

Panino e Listino (LIBERO) - I TEDESCHI SONO DEI BUFFONI? CHI L'HA DETTO?



Buonasera... Bene anche oggi! Più sale e più diventa agevole l'operatività, e migliora anche l'umore, vero?
Domani, Mercoledì 22 Agosto, si torna in edicola come d'abitudine, niente più lettere (per ora), ma la rubrica "Panino e Listino". Per domani ho inserito una chicca di un guru americano, oltre alla mia opinione, mi sembra giusto inserire idee contrastanti e di valore aggiunto ben più alto del mio.
Intanto qui sotto vi riporto quanto è andato in edicola il giorno di Ferragosto, molti saranno stati in vacanza, alcuni si saranno fatti il "Gelatino e Listino", altri, giustamente, avranno mandato a quel paese il sottoscritto e si saranno fatti un bel tuffo e una birra;-)


''I tedeschi sono dei buffoni non sanno cosa vuol dire la contabilità, non conoscono, o fanno finta di non conoscere, il concetto di deficit… Rivalutare le riserve non è un'entrata corrente, è solo una buffonata, ed è molto peggio delle buffonate che ha fatto l’Italia… ma i tedeschi sono peggio di noi''. Sono parole del premio Nobel Modigliani che risalgono al 1997, la “vigilia dell’Euro”, sembra un secolo fa, sono passati solo 15 anni e i tedeschi non erano poi così rigorosi e intransigenti come sembrano oggi. Per anni ci hanno insegnato che “spendere è bene”, pur indebitandosi o usando il mutuo della prima casa come un bancomat. Lo ricordano gli americani che in questi giorni commemorano i 5 anni di risparmi bruciati (nell’Agosto del 2007 falliva American H. M.) e che si ritrovano con uno spirito consumistico da frenare e un debito privato da ripagare. Ma per gli Usa il Debito non è una novità, convivono (a fasi alterne) con un deficit mostruoso, e dallo scoppio della crisi finanziaria lo hanno accoppiato a un crescente Debito Pubblico. Per anni i guru della finanza (Jim Roger e Marc Faber tra i più noti) hanno previsto una caduta del biglietto verde e un conseguente rialzo dei rendimenti dei T-Bond fino alla doppia cifra. Un’assurdità? Oggi sembra proprio di sì, visto che il Dollaro è in rafforzamento e il T-bond decennale rende pochi punti percentuali. Il Debito, difetto che affratella tutti gli stati occidentali, ad alcuni viene riconosciuto come peccato veniale, per altri (vedi Italia) sembra un peccato mortale. Non vi sembra che ci siano delle forzature in questi giudizi? Vendere per coprire un buco, questo sembra essere l’unica soluzione per soffocare il Debito, invece ne esiste una più naturale, che è quella di crescere (economicamente) per ripagare. Ai prezzi di oggi, la vendita risulta una svendita, cosa che nessuno si sogna di fare (tranne in Italia), mentre in USA stanno cercando ogni soluzione possibile che sfoci in espansione, tra queste un’accresciuta produzione domestica di energia. L’America sarà ancora un anticipatore di mode?



FTSEMIB: prima annunciano che il voto della Corte Costituzionale potrebbe slittare, poi smentiscono, non ci saranno rinvii. Questa sì è una bella notizia, in altri momenti forse non avremo avuto smentite, o peggio la Borsa avrebbe reagito con negativa diffidenza. Anche se sono probabili scivoloni di volatilità, si compra sempre sul negativo, perché almeno a 17,000 ci arriviamo, e poi si vedrà…

NOKIA: in Borsa la speranza non è ammessa alle contrattazioni, ma i desideri fanno parte dell’uomo, e il mio è quello di rivedere Nokia tra 1,80 e 1,95 per continuare l’accumulo.

CHL: ogni Agosto i trader cercano il titolo “abbronzatissimo” quello che riesce ad attirare tutti gli acquisti. Per anni è stata Poligrafica SF e questa volta? Non so se sarà CHL, ma questa è una storia di ristrutturazione tridimensionale. Recuperiamo 0,06 e poi si vedrà.

ORACLE: è una delle reduci (e vincenti) del dopo “bolla internet”, finalmente quota 30$ è stata superata, prossimo obiettivo 34$ e non è escluso vederla al target finale di 45$. E’ in corso una causa con Google, la vittoria darebbe slancio, e i grafici sembrano tifare per Larry Ellison.



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14 agosto 2012

DEBITO E RISPARMIO, A FERRAGOSTO SI FA IL PIENO!

Buongiorno! Sì, domani si raddoppia, 2 x 1, compra 1 e leggi 2!;-)
Domani, anche se Ferragosto, sarò in edicola sia con le "domande e risposte per i lettori" e sia con la mia rubrica "Panino e Listino", si tratta il tema DEBITO, con delle sorprese per gli amanti della Germania.
Lo so, lo so che siete tutti in vacanza, ma qualcuno l'ha seguita l'iniziativa sui consigli per i Risparmiatori? Come ho scritto io, la riproduzione del programma radiofonico "Questioni di Borsa" su carta, per me una figata!
Eh sì, che per i più curiosi c'era anche una chicca... cosa vi siete persi!!! ;-)

Domani, sotto l'ombrellone, mentre i bambini giocano, tra un tuffo e l'altro, nel dopo grigliata ferragostano (anzi, il mio articolo può avere un uso multiplo, come accendere il fuoco per la griglia ;-) o semplicemente nel relax ascoltando il fruscio delle onde, vi tengo compagnia con la mia lettura "panino e listino" che in versione estiva fa "gelatino e listino", vi gusta?
Buone vacanze, per chi può...
Buddy Fox



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10 agosto 2012

GOVERNO MONTI E IL "TAGLIADEBITO" (IL SALVA RISPARMIO su Libero Sabato 11 Agosto 2012)


Ma il Debito è veramente il principale problema dell'Italia o è solo una distrazione opportunistica per nascondere  altro?
Per anni ci hanno detto che dovevamo spendere, anche se il reddito non era sufficiente, per sostenere l'economia. Ora invece spendere è peccato mortale, il Debito è il demonio.
L'ennesima presa in giro, questa storia ha veramente stancato, ma vorrei ritornarci con maggiore spazio, intanto sarei interessato a sapere la vostra...
Abbiamo un weekend e il Ferragosto per pensarci.


BASTA POLITICA, NON NE POSSIAMO PIU'. E ALLORA PENSIAMO, OCCUPIAMOCI DEL RISPARMIO DEGLI ITALIANI
 Domani su Libero si replica, fortunatamente in redazione sono arrivate numerose email, sono proprio contento che la loro iniziativa funzioni. Per il coraggio, la semplicità e l'efficacia, meritano questa spinta di entusiasmo e interesse. Finalmente una finanza comprensibile a tutti, comoda, stimolante e che incuriosisce e mette al centro il risparmiatore, coinvolgendolo interamente, non vi pare? A me il programma "questioni di borsa" su RadioRai1 è sempre piaciuto, anche se troppo breve, finalmente qualcuno si è preso l'impegno di riprodurre su carta (impresa difficile, ma per questo di maggior merito) quel tipo di format.
Domani ci sarò anch'io, di nuovo! Mi immagino che sarete al mare o in qualche oasi di relax, piacere e vacanza, se volete una lettura utile e divertente, eccola! Ci vediamo in edicola.



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14 aprile 2012

ANNO ZERO - Dal Super Mega Rimbalzone 2009, al Toro Secolare del 2012? (AGGIORNATO)




Ormai è ufficiale, l'economista Nouriel Roubini detto "Doctor Doom", è diventato l'indicatore contrarian per eccellenza. Segui quello che dice, e fai il contrario, sarà un guadagno assicurato. Preciso come un orologio svizzero, anche quest'anno, sulla soglia della Primavera, si è pronunciato ottimista sulle Azioni, e proprio come l'anno scorso, gli investitori hanno preso (in verità più in Europa che in altri posti del Mondo) a vendere, sbarazzandosi di tutto quanto facesse parte del mondo azionario. Un caso?
Ritorniamo al 2009, alla cascata di panico di inizio anno, venti di depressione, un portone dinnanzi che si spalanca e 4 cifre che si illuminano: 1929.
Roubini fa il fuochista, "sarà una recessione ancor più grave". Improvvisamente il 09/03/2009 i mercati toccano il fondo, Roubini (e non solo lui!) minimizza, "questo è solo un piccolo rimbalzo, i mercati scenderanno di un altro 30% sotto i precedenti minimi". Ma le Borse continuano a salire, e più salgono, più gli attori dell'enorme palcoscenico dei mercati, si autoconvince che presto si tornerà crollare, e invece i mercati salgono ancora e ancora! Si arriva all'Estate, siamo sopra i minimi del 50%, ora basta dicono tutti in coro, ora si scende, peggio, si crolla! E invece, magia delle magie, si sale persino in Agosto, con quello che io titolai "rally di ferragosto", un vaticinio che si realizzò, e fu ancor meglio delle aspettative.
2009, l'anno del "Super Mega Rimbalzone", non dico di esser stato l'unico a scriverlo, ma eravamo ben pochi. 2009, l'anno della "Zona Lehman" e qui mi prendo il merito dello slogan, una previsione che incanta, meglio, un incantesimo, come polvere magica, la "Zona Lehman" si è adagiata in tutte le capitali della finanza del mondo, a turno, quasi in ordine di importanza, una piogerellina che cade sugli indici e ne modifica i numeri per farli combaciare.
Proprio in tutte le borse del mondo? Quasi, non tutte, a Piazza Affari non è toccato il privilegio.
Milano, dopo il primo rimbalzo vigoroso che l'ha portata dai 13,000 circa ai 24,000, si è improvvisamente incagliata, fango e sabbie mobili che l'hanno risucchiata verso il basso.
E' il ciclo, semplice, come ogni piccola o grande bolla, ci sono delle regole e dei passaggi che devono essere rispettati.
All'inizio del rimbalzo, salgono come missili tutti i titoli che più avevano perduto, dopo il naturale rifiatamento, si passa alla scrematura e alla selezione, chi ha fiato e ha davanti a se la crescita, sale, chi invece deve ancora smaltire l'intossicazione, chi si deve liberare dall'enorme numero di tossine accumulate, deve tornare indietro, spurgare e poi si vedrà...
Il 2008 è stato l'anno della "GRANDE CRISI FINANIARIA E DEL DEBITO", sono quindi le aziende che operano in quel campo a dover depurarsi, fallire, rinascere, purificarsi e disintossicarsi, e quello è sicuramente il settore che più sarà penalizzato, che ci sia o meno la crescita economica.
Il DELEVERAGING, il processo con il quale si diminuisce la leva accumulata negli anni delle spese, investimenti e conumi folli, con conseguente riduzione del Debito, è un'evoluzione che può richiedere tempistiche molto lunghe, di anni,  quella del 1929 si concluse nel 1944 circa.
La domanda ora è questa: poteva Piazza Affari, aggravata da un'economia italiana in agonia, e affaticata da un numero possente di banche, matrice anch'esse della crisi, continuare una salita verticale che aveva assunto le forme di una V classica di inversione di ciclo?
La risposta è no, lo poteva fare, solo l'indice rappresentativo di settori con potenziali di forte crescita o di paesi con un'economia scalpitante, curata, sana e pronta a ripartire.
E' successo al DAX rappresentativo della Germania, possiamo criticare quanto vogliammo la Merkel, ma l'economia tedesca ha delle radici ben salde e aziende che in borsa quotano anche sopra i massimi precedenti. Questo è un segnale di grande forza, si chiama FORZA RELATIVA.
L'hanno fatto gli USA, dove anche grazie alla pragmaticità di Bernanke, gli indici dell'economia più grande e forte del mondo, hanno dimostrato per l'ennesima volta la loro flessibilità ed elasticità e che nonostante tutti i venti contrari del Debito, e le critiche di molti analisti ed economisti, gli Stati Uniti sono ancora quel corpaccio capace di reagire agli stimoli e di stupire il mondo.
Il DOW JONES ora è di nuovo in vetta e occhieggia con i massimi storici, ripeto storici, mentre il NASDAQ dopo essersi disintossicato dalla grande "BOLLA INTERNET 2000", e dopo aver scartato e fatto selezione, è ora partito lasciando la platea attonita, come spesso accade, fuori dai giochi e costretta a inseguire, spesso anche con il fiatone e con ancor un pizzico di quel sano scetticismo che è pur sempre il più grande propellente per un rialzo ricco di longevità.
E Piazza Affari?
Alla fine del 2011, nella consueta previsione per l'anno successivo, ho acceso una spia, doverosa visto la criticità del momento, siamo a un bivio decisivo, c'è il rischio che il nostro indice scenda su nuovi minimi, annullando così una crescita industriale e finanziari di 40 anni e apra le porte a una crisi generazionale. Dall'altra parte c'è la possibilità che Piazza Affari, magari con fatica possa accendere gli appetiti del Toro e spalancando le porte dell'arena, prodromi a un rialzo secolare, della durata quindi di qualche anno.
La V disegnata del 2009 era un abbaglio, si è arrivati a una cima senza più ossigeno, poi colassando, ora, dopo aver fermentato per bene in basso, dopo aver rivoluzionato alcune delle nostre abitudini, dopo aver alleggerito i pesi e i passeggeri del treno di Piazza Affari, e dopo aver iniziato un processo di riduzione del Debito e un tentativo di rivoluzione nella politica industriale e fiscale italiana, siamo pronti a decidere quale futuro vogliamo per noi e per il nostro paese.
La sterminata finanziarizzazione del sistema, porta nello SPREAD del nostro Debito e negli Indici di Borsa, l'indicatore della nostra temperatura, febbre o salute?
Il 2012 è l'anno della convalescenza, si scende dal letto e si riprende a vivere, oppure è necessaria una terapia ancor più intensiva.
Nel grafico sopra, vi basterà guardare la freccia rossa per capire dove siamo arrivati, e quanto importanti siano questi livelli.
Il Nasdaq ormai è partito, l'avevo anticipato, e non credo sia un falso segnale, come invece in molti si ostinano a prevedere, nonostante siano ribassisti fin da quando l'indice valeva il 50% in meno... in borsa è tutto relativo, come nella vita.
Piazza Affari, non avendo ancora forze interne per accelerare, ha bisogno di essere ancora trainata, dagli indici principali e dal contributo delle economie mondiali. Questo permette di temporeggiare, continuare nell'opera di risanamento e raccogliere le energie utili agli "spiriti animali", piccoli e grandi imprenditori, pronti di nuovo a stupire il mondo con la loro grande genialità e creatività.
Ce la possiamo fare, la mia previsione ormai la conoscete, ma non fosse ancora chiara, come al solito, cercherò di farmi capire in musica...






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17 febbraio 2012

ANIMAL SPIRIT - 17 Febbraio 2011, Venerdì 17 Febbraio 2012



Per uno che ha subito un incidente d'auto il 6 Giugno del 2006, e dopo aver rischiato la vita ed essere uscito illeso, può aver paura di un Venerdì 17 in Borsa?;-) Non un Venerdì qualunque, siamo in tempi di guerra e di catastrofe. Ma dai, sciocchezze! Guerrieri, non ci fa paura nulla, siamo pieni di cicatrici, ma siamo ancora qui, più forti di prima. Rud o Rudina;-) scrive: "Comunque chi prevede sole deve prevedere anche pioggia". Mah, non è mai stata la mia ambizione saper prevedere tutto, anche perchè non solo la ritengo una prova inutile, ma alquanto impossibile. Posso solo aggiungere che ci sono stati periodi in cui ho previsto delle crisi, sebbene inascoltato, ma sappiamo che l'incontentabilità è un sentimento comune e spesso è causa di rovina. Nel caso specifico, se ci si riferisce all'anno scorso, la catastrofe è stata limitata all'Europa e soprattutto all'Italia, ma io non mi sono mai limitato a fare previsioni continentali, credo di aver spinto anche oltre confine, visto che il NASDAQ si trova su massimi di periodo, e presto anche la "grande stampa" se ne accorgerà... Tornando alla "fredda cronaca" (credo che queste schermaglie non giovino a nessuno), il 17 Febbraio del 2011, segnò la fine del portentoso rally di inizio anno, nei giorni successivi, causa "Primavera Araba", rivolta in Libia e problema Gheddafi, Referendum e tutto quello che ne è conseguito, una serie di fattori capace di disintegrare la candela dei primi di Gennaio 2011 e che ha dato il via alla mattanza estiva, "LA LUNGA ESTATE DEL DEBITO". Sorprendente rivedendo il "SIDEROGRAFO DI BRADLEY", il segnale preciso del 17 Febbraio, come punto importante di inversione, per una volta quello strumento ha funzionato! Peccato che il Siderografo faccia riferimento allo S&P500 e non a Piazza Affari, e che gli indici americani, a parte lievi debolezze, si trovino ora su nuovi massimi. Secondo il "Siderografo di Bradley" 2012, la prima data importante è in Marzo, per quest'anno rally salvo? Non lo so, ma a vedere alcune performance, sia a casa nostra, sia mondiale, con rialzi a 2 o 3 cifre in meno di 2 mesi, mi viene la pelle d'oca. Comprare contro vento, il consiglio dell'anno scorso, nel bel mezzo della catastrofe e dei catastrofisti, non sia stata una cattiva scelta, poi come sempre, i conti li faremo alla fine.


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