Buonasera cari fedeli affezionati, avete visto cos'è successo giovedì scorso? Il rialzo sembrava veleggiare nella solita bonaccia, quando nella consueta ora aperitivo l'happy hour si è trasformato in horror hour. Le inversioni arrivano così, all'improvviso. Il Nasdaq da quasi più 1% è scivolato a -1,50% e poi recupero finale. Per me è la pietra tombale. E Milano? Continua a reggere, vuoi vedere che si è fatta il vaccino contro ogni ribasso? Milano potrà continuare a galleggiare grazie all'effetto trimestrali e allo strascico dei buoni dati economici che segnano ripresa, ma è piena Estate anche sui listini, l'aria è calda e rarefatta, il rialzo boccheggia. La correzione è iniziata, a questo rally hanno già preparato anche la lapide. Se il Toro riuscirà ad annullare anche questo tentativo allora vorrà dire che non scenderemo mai più. Domani, Giovedì, ovviamente è il giorno di Panino e Listino. Sì, anche d'Estate, anche in questa torrida Estate, in città, al mare, in montagna, in ufficio o in spiaggia, nelle roventi edicole, quelle poche aperte, troverete Panino e Listino ricco di operatività, Panino e Listino stracotto che punta tutto al ribasso, verso la correzione, verso un'Estate bollente a temperature molto elevate. Il Dow Jones intanto ha appena chiuso a 22.000, obiettivo raggiunto e ora, da qui, si va giù.
Mi hanno detto che ho anticipato troppo, perchè sono ormai 2 mesi, da prima dell'elezioni di Macron che ripeto la mia visione al ribasso sulle borse. Ribasso, come correzione, intendo precisare per anticipare le critiche future. SELL, l'ho scritto troppo presto? Ditelo a quelli che sono rimasti dentro la BOLLA Tecnologica del 2000, solo un anno dopo, non solo avrebbero preferito uscire molti mesi prima, ma addirittura non avrebbero voluto mai essere entrati. Il tempo è sì una variabile importante, ma anche il prezzo ha il suo peso. Succede sempre che quando entri al ribasso, basta una notizia, un piccolo rialzo per farti vacillare, il mondo è come prima, ma quando sei al ribasso sembra sempre che da un momento all'altro debba partire una nuova euforia e d'un botto Milano torna a 50.000. "Mai dire ribasso" perchè il lettore ti perdona sempre una perdita quando è posizionato al rialzo e per un qualsiasi motivo la borsa crolla, ma mai, mai ti perdona se la perdita è perchè sei al ribasso e la borsa sale. Su Panino e Listino in edicola oggi "Don't cry for me Argentina", la memoria del 2001 e la nuova vita con Macrì. Mi raccomando, prima di investire, una visita da Papa Francesco, può essere molto utile. E i "Matusalem Bond" i titoli di coda di questa grande e lunga BOLLA BOND. Per finire, Nasdaq, ancora Nasdaq e Piazza Affari. Estate bollente?
LIBERO 15 Giugno 2017
La mattina del 10 Marzo 2000, l’indice Nasdaq toccò
il livello di 5.132 punti per poi chiudere a 5.048, per molti fu un semplice
ribasso, gli investitori di tutto il mondo erano sereni, pieni di fiducia per
non dire euforici. Il mondo del risparmio era grato al Nasdaq per quanto aveva
saputo regalargli, un sentimento granitico, resistente anche alle prime picconate avvenute nei giorni
successivi e che avevano portato l’indice a perdere il 35% in meno di due mesi.
Una fiducia mantenuta a lungo, ogni tentativo di salita era motivo di speranza.
Non avevano ancora capito che un mondo era finito, boom, la bolla era
scoppiata, ma erano tutti sordi.
Pochi lo intuirono, in Italia Elserino Piol e Francis Micheli, il venture capitalist sganciò
in tempo Tiscali, la volpe di Piazza Affari piazzò E.Biscom e si comprò un
veliero. Questi due geni oltre al talento avevano una cosa in più: l’esperienza,
e la usarono nel miglior modo. L’avevano capito anche Blodget, Meeker e
Quattrone, gli idoli di quell’epoca, non avevano l’età per l’esperienza, ma
erano i direttori d’orchestra, servivano agli investitori carne guasta,
facendola passare come di prima scelta.
La prima bolla è come la prima volta, non capisci
nulla, non senti nulla, poi scoppia earriva la delusione e pensi che sia tutto marcio, brutto, inizi ad aver
paura di ogni cosa. Il tempo poi passa e guarisce, molte volte cancella. Così
si arriva a oggi, a prima di venerdì 9 Giugno, quando l’ode al Nasdaq era
ripartita, un rialzo ininterrotto che invoglia a comprare senza chiedersi il
perché. Finché arriva impietosa la correzione, maleducata, non avvisa mai per
tempo. Ed ecco che il fantasma del 2000 si ripalesa. Bolla di nuovo? Se ti
scotti con l’acqua calda, poi hai paura anche della fredda. Se può rassicurare,
17 anni fa seguendo il suo motto “non compro ciò che non conosco” Buffett
rimase alla larga da quell’euforia, oggi le Apple invece le compra, e lo fa anche
dopo un rialzo del 1.000%.
Lunedì 12 Giugno, mentre Amazon e Apple continuano a
diversificare i loro affari, mentre Tesla si lancia nell’auto del futuro, una
nuova asta di Bot in Italia viene assegnata a tasso negativo. Sicuri che la
bolla sia in Silicon Valley?
PIAZZA AFFARI: obiettivo sempre 19.500. Se parte
verso 22.000 non inseguirò, per me può andare. Io ti aspetto qua.
BE: attendo 0,80, senza patemi e senza fretta.
AMPLIFON: c’è chi insegue titoli che salgono anche
del 400% tipo Safe Bag e poi si prende la randellata, e c’è chi come Tamburi
che dopo aver pazientato qualche anno, ora che ha moltiplicato il capitale,
vende e ringrazia. Quale modello operativo preferite?
NASDAQ: fino
a pochi giorni fa andare contro il Nasdaq era come scontrarsi con Ivan Drago,
provavi lo short e facevi la fine di Apollo Creed. Ma venerdì da Goldman è
arrivato il colpo alla Rocky. Ora il Nasdaq Ivan Drago è ferito ed ha paura. Il volo del Nasdaq è entrato in una fase di
grandi vuoti d’aria. Prepariamoci a un’Estate bollente. FAANG (Facebook,
Amazon, Apple, Netflix, Google) sbang?
Prima di scendere a Montecarlo, per il grande evento, bisogna passare per Parigi, la capitale. Ogni tanto lo devo ricordare, ma l'avete visto lo sfondo di questo blog? Com'è cambiato e da quanto è cambiato? Lo ricordate l'avvertimento sul Luna Park e sui titolini che sarebbero tornati a ballare? Oggi, a distanza di mesi, nonostante Brexit, nonostante Trump e nonostante il Referendum Renzi e tutto il caos che solo la nostra politica riesce a creare, si sale, si vola, si euforizza, perchè persino i sassi oggi hanno le ali. Vi basta dare un'occhiata ai rialzi dei singoli titoli, non una, non due, ma anche a tre cifre. Persino le squadre di calcio, persino la Juventus, che meritatamente corre verso il TRIPLETE. Ora è il turno della Le Pen, il prossimo nemico del toro. Vincerà? O perderà come da pronostici? Io ho qualche dubbio, mentre su Trump ne avevo molti meno e voi siete testimoni, sulla Le Pen ne ho, dipende da quanto alta sarà l'affluenza alle urne, ma in ogni caso, dovesse anche vincere la Le Pen, ci saranno sempre le elezioni legislative di Giugno ad alzare la linea Maginot, perchè in caso di pericolo faranno la grande coalizione alla francese, e senza parlamento anche il Presidente della Francia, una repubblica presidenziale, ha ben pochi poteri e pochi muscoli per poter combattere. Ed è questo uno dei motivi, come nel caso di Trump e Hillary, che mi fa pensare, vinca uno o l'altro, nel medio termine sarà ancora e solo Toro, rialzo. Guardare al clima e non alle previsioni del tempo, questa è la mia filosofia. Conta poco sapere che tempo farà domani, se ci sarà pioggia, vento o sole, conta qual è il clima in cui ci troviamo, e l'attuale clima sui mercati, ieri come oggi e come sarà domani è un clima rialzista. Per questo, anche in caso di vittoria della Le Pen, solo una sarà la cosa da fare: comprare.
Domani su "Panino e Listino" per i gloriosi reduci, il racconto del Nasdaq, quando eravamo ancora giovani. E ora, via di corsa verso il Triplete. Sarà così? Intanto, vedo molte mani che prima erano esultanti, improvvisamente fiondarsi verso il basso.
"Niente come guardare il cielo stellato produce
nell'uomo un senso di immortalità; in realtà l'universo è in lento e
continuo mutamento. Anche le stelle hanno una propria vita e, alla fine,
muoiono". Questo forse è vero per la scienza, ma non
per i mercati, è vero ci sono stelle che durano meno di un ciclo Toro,
ma ce ne sono altre che brillano e non si spengono mai. Una di queste è Carl Icahn, leggenda a Wall Street,
assurto agli onori della cronaca negli anni '80 per la scalata alla RJR
Nabisco, un'operazione rimasta negli annali. Come quella del 1985 alla compagnia aerea TWA, tanto che si dice sia stato proprio Icahn ad ispirare il primo Wall Street e il personaggio Gordon Gekko. Una scia di successi che arriva fino ai giorni nostri, non solo
vecchia industria, dal biotech con Imclone, anche qui guadagno, fino
alla consacrazione con Apple. Ma per capire l'impatto che Icahn ha sui
mercati si devono cercare i dettagli. Bastò un suo tweet di interesse nei confronti del "melafonino" e uno in cui segnalava una cena con Tim Cook,
per far schizzare le quotazioni del titolo. Voleva farla a fettine, la
Mela, ma forse era troppo grande anche per lui, si accontentò di
spremerla come un melograno (frutto dell'abbondanza), ritirare i
guadagni e poi riappenderla sull'albero di Wall Street. Il giorno della vendita qualcuno mormorò: è finito il rialzo? Segnali di immensità. Icahn è da sempre vicino a Trump, talmente vicino che il giorno stesso delle elezioni si precipitò in ufficio per spendere 1 mld in azioni.
Io non so se entrerà nella squadra di governo, sicuramente, anche
nell'ombra, sarà presente. Come è sicuro che con i nomi che circolano,
Wally sia tornata a comandare. Blankfein nel 2009 modestamente disse
"faccio il lavoro di Dio". Oggi, i banchieri, Dio lo sono diventati. La
festa continua! PIAZZA AFFARI: a Palazzo Mezzanotte hanno tentato di
rivivere una giornata con "le grida", bello ricordarlo, peccato che i
tempi di "panino e listino" siano lontanissimi, sia in termini poetici
che di risultati. Ci tocca ancora soffrire, ma nel breve un ribalzo
verso 17.300 ci sta tutto. FIAT: per più di un anno sono rimasto negativo sul
titolo, il perché ve lo spiegherò in seguito, ciò che conta è che ora
sono diventato positivo: strong buy. Ho comprato forte a 6,70 e conto di
rimanerci per lungo tempo. RAME: quanti sono rimasti spiazzati? Lo capisci
dalla foga con cui hanno comprato Rame nel dopo Trump. Le materie prime
(tranne Oro e Petrolio) erano nelle mie "10 previsioni" ancor prima di
SuperTrump. NASDAQ: è l'unico indice Usa a vacillare. Il GAFA
(Google, Amazon, Facebook e Apple) traballa, ma potrebbe essere
sostituito da SOX e NBI. Sopra 5.300 corre. BANK: è la sigla dell'indice delle banche al Nasdaq. Siamo su massimi assoluti! Solo le nostre soffrono. I MAGNIFICI 7: BE, BIESSE, STM, CTIC, AEDES, TOD'S E
D'AMICO sono i 7 titoli scelti per il 2016. Siamo a poco più di 1 mese
dalla fine e stiamo facendo meno peggio dell'indice generale. Ora ci
aspetta lo scatto finale. Le preferenze nell'ordine. di Buddy Fox @paninoelistino
Ps. ricordatevi che qui a destra c'è il nostro sondaggione sul Referendum Renzi, e di solito il nostro sondaggione non sbaglia mai. Votate se potete.
Ecco che ci risiamo, con la tragedia, con le perdite, con le polemiche, con le recriminazioni, con la morale, con le lezioni di vita e con i soliti disastri, sempre senza il minimo di prevenzione. Italia, bella ma fragile, e come sempre, mal custodita. Oggi si piange, si fanno le morali e i buoni propositi. Domani si ritorna a parlare di trapanare montagne sacre, costruire ponti in luoghi pericolosi o peggio cercare petrolio e inquinare in posti estremamente delicati. E' giunto forse il momento di fare cose sensate, di fare cose che possano salvare l'Italia e gli italiani. Così anche in finanza, altro luogo, sempre in Italia, estremamente delicato. L'ho scritto nel "panino e listino" in edicola domani, dobbiamo salvare la nostra finanza e la nostra economia, anche se salvare i nostri carnefici può sembrare un gesto autolesionista, consegnarli e regalarli a squali ancor più affamati, può essere anche peggio. Salvare l'Italia si può, salvare gli italiani è doveroso, salvare la finanza italiana è necessario. Domani su "panino e listino", tutto questo e ovviamente anche i temi operativi. Il rally d'Estate, nonostante le molte finte e le infinite trappole, è già partito. Anche senza il simposio di "Jackson Hole". Simposio, sentite come riempie la bocca, che poi dove sia esattamente "Jackson Hole" nessuno lo sa.
LIBERO 18 Agosto 2016
“In tempo di Olimpiadi non ci saranno medaglie d’oro
per le azioni, soprattutto negli Usa, vendere è il consiglio per i prossimi 3
mesi”, pazienza se a pronunciare queste parole è Faber (pessimista cronico
sulle azioni) ma qui a parlare è gente di ben altra pasta, i piani alti della
finanza. I toni somigliano molto alle previsioni fatte sulla spedizione azzurra
alle Olimpiadi di Rio, doveva essere una semplice gita con magro bottino, invece
a oggi è una pioggia di medaglia. Lo stesso è accaduto dopo le parole di David
Kostin punta di diamante di Goldman Sachs, dopo l’avvertimento lanciato a Luglio,
il Nasdaq, solo per citare un indice, non ha fatto che salire, impennandosi.
Da cosa era dettato quel pessimismo? Una stagione
utili in chiaroscuro, le incertezze sull’economia cinese e quella mondiale, e
il pericolo di shock geopolitici. Tutto vero, sia chiaro, ma sta di fatto che
Wally continua a salire.
Kostin non è l’unico, è da inizio anno che si sente
ripetere da un coro quasi unanime che bisogna vendere e stare lontani dalle
azioni, “sono salite troppo” è la scusa, come se esistesse in finanza un limite
alla crescita, ma da quando!
Li chiamano “FOMO”, e sono quelli che fino a oggi,
vuoi per paura o per cautela, si sono tenuti alla larga dall’investimento in
borsa e che a forza di guardare le azioni yankee salire, si sono stancati di
perdere occasioni. Ora sono divorati da una brama, come un fuoco che arde nel
portafoglio, non riescono più a trattene il desiderio di tuffarsi nel mercato,
a qualsiasi prezzo.
Da mesi me lo ripete un amico, un analista tecnico
di grande talento: “più sento parlare di mercato orso (cioè al ribasso) e più
sono convinto della mia idea, e cioè che siamo di fronte a un rialzo epocale, e
proprio in questi giorni è iniziata l’ultima parte del rialzo, quella che ha
una durata di 1,5/2 anni, la più entusiasmante che ci porterà lassù, dove
nessun investitore ha mai osato, altro che Star Trek! E vedrai, una volta che lo
S&P500 sarà a 3.000, io l’avevo detto
sarà la frase sulla bocca di tutti”.
Penso a chi ha comprato nel 2009, quando lo
S&P500 era a 700, sicuramente oggi vive già in un altro pianeta, rispetto a
quello dove vivono molti di noi, in cui ogni giorno ci ripetono che è sempre
più crisi. Raccontiamocelo a 3.000.
PIAZZA AFFARI:ci vorrebbe la caparbietà di Viviani
per rimettersi subito in sella, ma anche la precisione di Campriani per trovare
sempre il livello giusto. Queste devono essere le qualità per resistere alla
fatica in Piazza Affari, rimanere dentro anche quando scende, e
comprare/accumulare con precisione, per esempio a 16.500. Ci vorrebbe anche un
Basile per mettere ko l’Orso (l’animale del ribasso), ma una volta sfondati i
17.000 andremo ancora più forti di Paltrinieri. Agosto Toro.
NASDAQ:siamo sui massimi assoluti. Ora inizia la
marcia verso l’Everest, verso gli 8.000.
CINA: un anno fa esatto, economisti pluridecorati
prevedevano un nuovo ’29 d’Oriente. Oggi l’indice è ancora a 3.000, senza
drammi, anzi, probabilmente tornerà a salire.
Certo che a leggere certi commenti sembra quasi che io non sia mai stato ribassista, o che non abbia mai avvisato del ribasso /correzione in arrivo. Non so leggere, potrà obiettare qualcuno, ci sta, sui mercati se ne sentono di tutte, ma anche non sapendo leggere le parole, basterebbero le immagini per capirlo. Sarà pure una grafica artigianale, pessima, ma il messaggio è chiarissimo. Ma non basta, lo so, perché poi ci sono le MPS che crollano, le Carige, la Sopaf fallita, le Chl che per molti falliranno e poi cos'altro ho dimenticato? Come se le operazioni sui mercati dovessero essere tutte giuste, senza mai un errore, e non invece, com'è nella realtà e non nei sogni della critica, una serie innumerevole di operazioni, alcune buone altre errate, ma che hanno come risultato finale (annuale/mensile/ o decennale) positivo o negativo e su quello formulare opinioni e giudizi. Ma tanto questo non conta, perché se Mancini prima era un figo e un genio, oggi invece è uno che non ha vinto nulla e qualcun altro aggiungerebbe di peggio. Così era anche per Allegri, fosse stato qualcuno qui presidente della Juve, l'avrebbe già esonerato, fortunatamente ci hanno creduto e i risultati danno credito, come non fossero bastati i risultati dell'anno scorso, ma si sa, il tifoso, il risparmiatore e molti altri, difettano sempre di cattiva memoria. Così va in borsa. Anche Buffett sbaglia, lo ha fatto con Ibm, entrato troppo tardi (o troppo presto?) e lo sta facendo con i titoli petroliferi. Così credono i detrattori, ma alla fine, vincerà lui, e vinceranno i fortunati che lo seguono e che dalla sua società sono seguiti. Ora io ho predicato la correzione e il ribasso da mesi, l'anno scorso mi dicevate che ero uno stupido a consigliare l'accumulo di posizioni corte sui rialzi, ma a conti fatti, la strategia dell'anno scorso si è rivelata quasi perfetta. Selezionare i titoli belli, pochi e precisi, e andare al ribasso su Piazza Affari e sul NASDAQ, volete dire che è stata un'assurdità? Non mi interessano i meriti, mi interessa che qualcuno abbia tratto giovamento e imparato qualcosa di nuovo. Oggi sarò considerato uno stupido perché suggerisco di comprare, accumulare il più possibile su ogni ribasso. Questo è quanto ho scritto su Panino e Listino in edicola domani. Ma vuoi vedere alla fine che per combinare qualcosa di buono sui mercati bisogna essere folli e non normali? Meglio capirlo in tempo.
Il PIL Usa frena, deludendo ogni aspettative, e le Borse crollano. Questa l'interpretazione generale, strano però che a crollare siano solo quelle Europee, Milano compresa, e non Wall Street che del dato in questione dovrebbe subire le maggiori conseguenze. Più facile pensare alla correlazione che ha dettato la linea negli ultimi mesi: Euro debole = Borse al rialzo, ovviamente vale anche il contrario. Il forte rafforzamento dell'Euro negli ultimi giorni spiega, forse in parte, l'attuale debolezza che in fin dei conti può essere catalogata anche come semplice prese di beneficio. Ma a tutto ciò si aggiunge un'altra variabile, che su certi livelli può trasformarsi attraverso le lenti d'ingrandimento delle preoccupazioni di breve, come un grave pericolo: IL PETROLIO. "Il Re Salman bin Abdulaziz ha sollevato dall'incarico il suo
fratellastro minore e scelto invece come erede il nipote, esperto di
anti terrorismo", questa è la notizia che ha scatenato il rialzo dell'oro nero, secondo alcuni un vero "terremoto politico", secondo Al Jazeera "l'Arabia Saudita che conoscevamo fino a poche ora fa non esiste più". In prospettiva futura potrebbe diventare una variabili pericolosa, per ora lo vedo solo come un semplice pretesto. Sono i Tassi, e in parte la Grecia i direttori d'orchestra, da qui non si scappa e più l'economia USA si indebolirà, più si insinueranno negli operatori idee e ipotesi da fantascienza. Quali? Le troverete domani in edicola su PANINO E LISTINO, insieme alle ipotesi sul Nasdaq, ai titoli Milano Expo e ad altre chicche. Viva la resistenza, viva i risparmiatori che fino a oggi hanno saputo tenere e viva i partigiani del Toro.
La domanda più stupida, mi correggo per non essere volgare, la domanda più assurdo che circola negli ultimi giorni è questa: il Nasdaq oggi è in bolla?
Quanti di quelli che leggono questo blog hanno vissuto la bolla 2000? Quanti sono sopravvissuti? Quanti hanno imparato la lezione? Quanti si sono salvati? Quanti hanno perso tutto? Forse quest'ultimi non risponderanno, e non per vergogna, ma perchè una volta perso tutto, solo 1 su 100 si mette a studiare, impara la lezione e riprova. Quanti c'erano anche prima, hanno superato la bolla e ci sono ancora adesso? Il momento è storico, anche se nella nostra quotidinità il Nasdaq oggi è marginale, ed è un paradosso perchè mentre nel 2000 la tecnologia era per pochi, ma i titoli tecnologici erano per tutti, oggi è quasi il contrario. In questo concetto è riassunta tutta l'irrazionalità di cui è composta, non la borsa, ma chi la frequenta.
Bolla Dot Com, Bolla Internet, Bolla TMT, a ognuno la sua preferenza, ricordate qual è stata la causa dello scoppio? Domani su Panino e Listino provo a ricordarvelo e a raccontarvelo, in sintesi e se l'argomento vi interessa cercherò di ampliarlo nelle prossime puntate. In coda, come sempre i temi operativi. Il Nasdaq è di nuovo in bolla? Alla fine, forse capiremo perchè la domanda oggi è così assurda.
Sembravano irraggiungibili, e invece i massimi della "Bolla Internet" sono ormai a un palmo. Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco, ma ormai è quasi fatta. 15 anni ci sono voluti per rivedere i picchi, 15 anni come quelli che avevo previsto molti anni fa. "Ci vorranno almeno 15 anni dissi" è il periodo giusto affinchè una bolla possa essere digerita. 15 anni dopo, pochi sono i reduci e molte cose sono cambiate, quello che non muta mai è il sentimento umano, per l'ennesima volta assisteremo all'ondata di acquisti, a un nuovo esercito di aspiranti esperti di finanza, nuovi broker d'assalto, tutti con in testa l'idea di aver trovato l'eldorado. Non credo, questa volta è diverso, perchè non siamo in presenza di una nuova grande bolla, o perlomeno, questa volta non si trova nella tecnologia ma in altri ambiti. Pensate solo ad Apple, 15 anni fa era sull'orlo del fallimento, oggi è la regina del Nasdaq, oggi Apple è il Nasdaq. Come cambiano le cose. Ora sarà interessante vedere cosa succederà tra fine Febbraio e inizio Marzo, se il Nasdaq veramente vorrà provare l'ebrezza di toccare quel 5,100 e come reagirà all'evento. Incontri ravvicinati del terzo tipo. Tra l'altro, il ritorno del Nasdaq al vecchio record in Marzo era una delle mie "10 previsioni" per il 2015. Ma non dire gatto se non ce l'hai nel sacco...
A Carnevale ogni scherzo vale, anche sui mercati, ma chi sarà a farlo, l'Orso o il Toro? Siamo arrivati a un bivio importante, almeno per quanto riguarda Wall Street, che rimane ancora la piazza più importante al mondo, anche dopo il Qe di Draghi, anche quando Piazza Affari va in controtendenza. Rialzo o ribasso? Per mesi ho ripetuto il messaggio: corti sugli indici, long sui singoli titoli da me scelti. Corti sugli indici e in particolare su Piazza Affari e sul Nasdaq, fino a ora Piazza Affari ha regalato soddisfazioni e amarezze per incredibili impennate, mentre il Nasdaq e tutta Wall Street dopo mesi e anni di rialzi ha regalato soddisfazioni ai ribassisti visto che quello di Gennaio é stato il secondo mese consecutivo di ribasso. Ribasso che per ora é solo un antipasto di quello che verrà, o almeno di quello che é tracciato nella mia mappa. Lo si vede chiaramente dai grafici, effimeri rialzi, roboanti ma appunto solo rumore e niente arrosto, rialzi che dovevano essere usati per aumentare le posizioni al ribasso. Ora siamo al bivio, o da qui si rimbalza violentemente, oppure, come immagino io si aprirà la botola facendo cadere il Toro nella tana dell'Orso, in una lotta che ci dirà quale sarà il vincitore e quindi la prossima tendenza. Questa mattina nel consueto programma di Borsa su RadioRai 1 (anche quello sempre più sottile) il conduttore ha detto che questa sarà una settimana povera di spunti, nell'ordine io trovo: una sfilza di dati economici tra manifatturiero e servizi che troverà il suo apice venerdì con il dato sulla disoccupazione Usa, gli interventi dei membri Fed momenti che diventeranno sempre più importanti, il tour europeo di Varoufakis e per finire il discorso programmatico di governo di giovedì dell'astro nascente Tsipras. Gli argomenti non mancano, tanto che come in pochi altri casi, questi temi potrebbero convergere tutti in un'unica direzione. Febbraio 2015, niente scherzi. Ps. A conclusione del primo mese 2015 cercherò di mantenere le buone tradizioni: pubblicazione delle 10 previsioni 2015 con aggiornamento della situazione.
Sembra il giorno prima dell'esame di maturità, momenti trepidanti, nervosi, in cui corrono mille pensieri e in cui si dovrebbe uscire, passeggiare, correre, fare mille altre cose e invece il pensiero, l'ossessione finisce sempre lì e non ci puoi fare nulla, fai e disfa, tanto non cambierà nulla, quello che deve essere, sarà. Gli ultimi rumor rivelano la possibilità di un QE esplosivo, 50 miliardi al mese per due anni che fa circa 1.100 miliardi: ecco il bazooka di Draghi! Possibile che la Germania ceda a tanta generosità? Chi ha letto Panino e Listino oggi sa che le stelle non saranno dalla parte di Draghi almeno fino a Marzo. Ma tralasciando il sacro e i vaticinii, proviamo a ragionare con i pochi elementi disponibili, siamo veramente sicuri che i Paesi Austeri consentiranno così tanta libertà ai Paesi "monelli"? Mi è difficile essere obiettivo in questo momento, ma la domanda che continuo a ripetermi è sempre: perchè agire prima delle elezioni in Grecia? Tenendo presente che tra le munizioni del bazooka mancheranno quelle greche e che la maggior parte della raccolta sarà fatta in Bund cioè nei titoli tedeschi che di aiuto ne hanno ben poco bisogno. E soprattutto siamo sicuri che il mercato non abbia già scontato l'ultra scontabile? Proviamo a pensare ad un altro ipotetico scenario: domani Draghi si presenta e dice sì faremo il Qe, magari farà sapere anche le quantità, ma la partenza è prevista dopo la riunione di Marzo. Come reagirà il mercato? Che il QE sarà lanciato, ormai è scontato, scontatissimo, non dovesse essere così, sarebbe il crollo oltre che la perdita di immagine totale. I modi saranno la discriminante tra l'euforia e la delusione. E poi, siamo proprio sicuri che Parlamento e associazione delle Banche Popolari, approveranno la riforma di Renzi? Operativamente rimango esposto al ribasso, ho sbagliato ad abbassare l'asticella sui 19,300/19,500, avrei dovuto lasciarla sui 20,300, livello che sull'esuberanza iniziale potrebbe essere abbattuto per poi rientrare. Ma è su Wall Street dove sono ancor più deciso, a differenza di quanto si è detto in passato, che fossero gli indici più forti e con maggiore potenziale, come sto scrivendo da settimane è sul Nasdaq che si deve puntare forte, sempre per una correzione e non per un'inversione di tendenza di lungo. Per quanto riguarda i singoli titoli, i temi non cambiano, come non cambia l'orientamento positivo. E domani vedremo di che morte dovremo morire...
LIBERO 14 Gennaio 2015
“I francesi sono degli italiani
tristi” diceva Jean Cocteau e forse un tempo era così. Oggi, dopo il terribile
attentato, i francesi sembrano degli italiani uniti e con forte senso della
patria. Un’unione particolarmente forte in campo economico: nel 1997 un gruppo
di grandi imprenditori pionieri con Chirac (ancor prima del tedesco Schroder)
partirono per “invadere” la Cina, fu solo il primo di numerosi viaggi, missioni
contestate, ma molto remunerative, cosa che l’Italia non è mai riuscita a fare.
All’invasione in Cina è seguita la calata dalle Alpi, una conquista del made in
Italy nei più svariati settori: dalla mungitura della Parmalat, al lusso di
Loro Piana, Bulgari, Fendi, Gucci fino alle goloserie della pasticceria Cova,
sono solo alcune delle prestigiose prede finite sotto bandiera francese. Dai tempi di Cocteau le cose sono cambiate, oggi
siamo noi gli italiani tristi, e se vogliamo tornare al buonumore è necessario
che aziende come Prysmian, Fiat, Be, Moncler, Ima, Brunello Cuccinelli, non
solo continuino a espandere le loro quote di mercato, ma diano inizio a una
campagna di conquista oltrefrontiera, altrimenti finiremo per essere totalmente
depredati. Sono molto le aziende italiane ad avere ottimi bilanci e grande
liquidità, e forse non è un caso che la gran parte delle citate faccia parte
della galassia Tamburi, il pedigree che ogni attento risparmiatore, prima di
investire, dovrebbe ricercare. Un’Italia che ride c’è ancora.
PIAZZA AFFARI: è ora di rischiare
sull’azionario per guadagnare dice il giovane Doris. D’accordissimo, ma non
ancora. Non cambio idea, penso sempre a una violenta correzione prima della
grande partenza. Solo sopra 19,300/19,500 dovrò rivedere le mie idee. ETF BOOST
FTSE come copertura.
NASDAQ: è qui uno dei principali
pericoli. Sembra che quota 4,800sia un
tetto al momento invalicabile. Le trimestrali deludenti potrebbero essere una
buona scusa per scaricare: 4,400 primo step ma il rischio è di finire a 4,000.
ETF BOOST ND100 per coprirsi.
BIESSE: se un titolo sale forte con
l’indice che fa retromarcia, cosa potrà fare quando anche l’indice inizierà a
salire? Volerà! 12 il nostro precedente obiettivo è quasi raggiunto,oltre c’è 14 e poi 20. Possibile che sia
raggiunto entro l’anno.
BE: +80% nel 2014, +100% dal primo
acquisto. E’ il nostro pallone d’oro, ed è un giocatore giovane che potrà
vincere ancora molto. 0,52 è sempre la resistenza da rompere prima di volare.