
"Dobbiamo impedire alla speculazione di rovinare l'Italia", "fermiamo la speculazione, è il male", "la speculazione sta rovinando gli sforzi della politica e l'economia italiana". Passano i mesi, ed a ogni crisi di questo mondo iper finanziarizzato, il colpevole è sempre lo stesso: la speculazione. Peccato che questo colpevole, sia sempre in libera circolazione e mai venga fermato o arrestato.
Ma è veramente la speculazione il male del nostro tempo e della nostra economia?
E' un po' come dire che i terremoti, sono il male del pianeta terra, un nemico per l'essere umano, peccato però che i terremoti siano sempre esistiti quale evento naturale, il pericolo vero forse è chi costruisce case e palazzi in luoghi dove non dovrebbero essere edificati, o forse la colpa è di chi costruisce in modo poco responsabile, non rispettando nè le norme, nè l'ambiente in cui lo fa.
E così è per la speculazione, un fenomeno naturale per l'esistenza dei mercati, diversa è l'irresponsabilità di chi, prima fa di tutto per attirare l'attenzione di questo fenomeno, e poi l'unico modo per difendersi è quello di piangersi addosso, e trovare il colpevole nella demagogia ed in una sottospecie di cattiveria altrui.
E' colpa della speculazione se l'economia italiana non cresce? E' colpa della speculazione se le elezioni regionali ed i referendum hanno messo in pericolo ed in difficoltà la maggioranza di governo? E' colpa della speculazione se la politica italiana pensa di governare sempre nel solito giardinetto di quartiere, permettendosi il lusso di farsi i soliti dispetti, di giocherellare, di pensare ai propri interessi, di continuare con gli sprechi, senza mai occuparsi della collettività? E' colpa della speculazione se le promesse non vengono mai mantenute e la politica continua a vivere al di sopra delle proprie possibilità, o meglio delle possibilità del paese?
Quasi mi vergogno a cadere in questa polemica qualunquista, ma se la speculazione, per così dire, ci sta "attaccando" è anche per merito, o meglio, demerito della politica. Certo negli Stati Uniti non stanno dando il buon esempio, lo si vede nelle discussione al filo di lana per l'allungamento del deficit, ognuno cerca di pensare all'interesse della propria parte, senza rendersi conto che il rischio lo corre l'economia intera. Per ora lo scudo del Dollaro li proteggerà, ma questa difesa non durerà ancora per molti anni.
Non meglio vanno le cose in Europa, dove la babele di lingue e dichiarazioni rende la situazione ancor più confusa, e quindi facilitando l'operatività di chi punta alla disgregazione della struttura. Evidentemente le lezioni e la crisi dell'anno scorso, sono servita a poco.
Non tutto però è da buttare, se sicuramente in questi momenti, ci sarà chi fa il tifo per il ribasso, chi alzerà la voce, chi soffierà sul fuoco della nuova Recessione o peggio accendendo il falò della Grande Crisi parte seconda, io penso che è proprio in questi momenti in cui le rappresentanze, spalle al muro, riescono a dare l'apporto migliore, trovando soluzioni adatte, perchè se ci sono delle cose positive che verranno partorite da questi anni di crisi, saranno proprio nuovi anticorpi ed un sistema migliore con maggiore affidabilità, nuovi ruoli ed un'Europa sicuramente più efficiente.
Per quanto riguarda l'aspetto operativo e quindi la situazione dei mercati, non posso certo negare che, aver perso questa grave correzione, l'occasione per operare al ribasso, permettermi un bel guadagno, mi rode molto, ed ancor di più mi fa male essere in sofferenza con posizioni rialziste, a corto di munizioni, senza poter cogliere nuove occasioni. Mi rode, eccome! Una cosa però è indossare le lenti d'ingrandimento del breve periodo, un'altra e guardare con il binocolo ed osservare lo scenario nella sua ampiezza.
Mi ricordo bene cosa ho scritto alla fine dello scorso anno ed all'inizio di questo, tanto che è ben chiaro e più diffuso su Panorama Economy. Prima di preparare scenari di lungo ci penso bene, questo non vuol dire che siano cose intelligenti, sensate e realizzabili, ma vuol anche dire che non cambio facilmente idea, non certo al primo ostacolo.
Quelli che dal video, si trovano a destabilizzare o spaventare i propri telespettatori, ogni volta che si presentano questo tipo di crisi, dovrebbero informarsi, scoprirebbero che alcuni indici in quest'anno "disgraziato" sono ancora in positivo, e che altri più maltrattati, sono ai livelli dell'anno scorso, ben più alti degli abissi della crisi.
La paura è per l'Italia, e visto che questo è il Paese in cui abitiamo, dove riponiamo i nostri risparmi e dove risiede il nostro lavoro, è ovvio che i timori e l'angoscia si amplifichino.
Una nota è doverosa per gli obbligazionisti, lo so, non è questo il momento delle prediche, però ripensate a quando mi chiedevate perchè non consigliavo l'obbligazionario, anzi lo sconsigliavo ed è persino inutile che facciate un paragone con l'azionario, segnalandomi che anche quello è crollato, perchè ben diverso è l'approccio: perchè quando un risparmiatore si affaccia alle obbligazioni NON cerca il rischio, cosa che fa invece chi si espone sulle azioni.
Ora il BTP rende il 6%, e per chi non pensa (come il sottoscritto) che l'Italia vada in Default, questo si è un rendimento allettante, ora ci si può pensare... aspettare a volte è la scelta migliore, e forse questo lo rimpiangeranno tutti quelli che avevano fretta di investire da qualche parte, senza sapere che a volte la liquidità va anche fatta riposare.
Il BTP rende il 6% e lo spread tra il BTP/Bund (indicatore che qui abbiamo già segnalato più volte) vola, la brutta notizia è per il Debito italiano, più questo differenziale sale, più sono alti gli interessi che l'Italia deve pagare, vanificando, quasi, l'ultima manovra finanziaria. Sveglia!!!
Ma perchè il mercato attacca le Banche ed il Debito italiano?
Ricordate il 2008? Tutto, o molto, andava a picco, ma lo strumento che più caracollava era l'azionario, ricordate il perchè? Ve l'avevo scritto, perchè le azioni erano lo strumento più liquido. Così va anche in questa situazione, non è una novità di oggi che il Debito italiano, per dimensioni, sia il più grande d'Europa e che azioni come Unicredit e Intesa siano tra le più liquide sul mercato, ben di più delle banche greche, portoghesi ed irlandesi.
Anche dei colossi spagnoli Santader e BBV?
C'è chi ha già fatto i conti, ai valori attuali le banche italiane, rispetto alle spagnole, sono sottovalutate di circa il 30%, e qui le previsioni divergono, per gli ottimisti, almeno un rimbalzo, è vicinissimo, per i pessimisti non saranno le banche italiane a recuperare, ma quelle spagnole a crollare.
E' sempre una questione di previsioni, di sentiment e di punti di vista.
E' questo l'inizio della fine? E' un antipasto di quello che affronteremo nei prossimi anni? O questa è solo l'ennesima correzione, di questo mega rimbalzone che continua ad avere più fiato di quanto la maggioranza avesse potuto scommettere?
Non è il momento per crollare, la mia previsione l'ho scritta sotto nei commenti, è difficile azzardare una previsione di breve, ho già fatto un bagno 2 settimane fa, il giorno, l'ora non lo sa nessuno, certo anche da questo ribasso uscirà qualcuno che aveva indicato in quella data un'evoluzione del mercato, ma con migliaia di previsioni che ci vengono riversate ogni giorno, ci sarà sempre qualcuno (e sempre diverso) che saprà dare la "profezia" giusta, ma quale?
Quello che vi posso dire è: non mollare, azzarderei... comprare, ma non lo posso fare, è da irresponsabili, io vi posso solo scrivere di ritrovare un po' di razionalità e di non vivere con il patema d'animo, il ribasso giorno dopo giorno. Il dolce non è poi così dolce senza l'amaro, e questo amaro non è poi così cattivo, perchè sarà utile per farci apprezzare il prossimo rialzo.
Ma questa, come al solito, è solo la mia modesta opinione...
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica