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28 novembre 2014

Panino e Listino: PETROLIO QUESTA VOLTA NO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Petrolio, questa volta no.
Successivamente al crollo del 2008 verso i 60$ consiglia l'entrata tramite ETF, questa volta no e i motivi ci sono:
1) La massa di liquidità che allora spingeva sulle Materie Prime, ora ha altri interessi;
2) L'Era del Petrolio è tramontata nel 2008 quando Goldman rilanciò a 200$ il target per l'Oro nero, quando Jim Rogers voleva il petrolio a 300$ e non avrebbe ceduto finchè non fossero spuntate le pale eoliche al centro di Berlino;
3) Il "Peak Oil" è una favola tanto quanto la "fine del Mondo" per i Maya;
4) Le energie alternative, lo shale oil e shale gas, una crescente coscienza per l'inquinamento dovuto ai combustibili fossili etc etc ridurranno l'utilizzo del petrolio
5) nel breve la guerra dei prezzi e l'abbondante offerta farà crollare le quotazioni

Sul mio profilo Twitter potrete vedere un grafico storico. Voglio ricordare che nel 1999, anno in cui l'economia andava bene per molti, sebbene Cina e India non fossero forti come lo sono oggi, il Petrolio è arrivato a quotare 10$. 
Era il 1999, solo 15 anni fa, anche se sembra preistoria.
Nel breve sarà battaglia, non solo a livello geopolitico con forse contrastanti tra Iran, Siria, Venezuela, Nigeria e Russia da una parte, Arabia e USA dall'altra con gli Emirati e Qatar a fare da spettatori, ma sarà anche importante a livello finanziario, ora che la marea nera cala, vedere quanti sono rimasti nudi.
Molto dello shale, con prezzi che cadranno a 60$ o sotto, faranno la fine dei cercatori d'oro del Colorado e dei pionieri di Internet nel 2000 e con loro tutte le finanziarie, banche ed Hedge Fund che o avevano posizioni long sul Petrolio oppure hanno investito (sempre a Leva) in questo nuovo settore non vedendo utili.
Attenzione, il petrolio ora è un bene per il consumatore, per chi importa, ma saranno dolori per altri.


LIBERO 19 Novembre 2014
“Superman dove sei adesso?  Tutto è andato male in qualche modo gli uomini di acciaio, gli uomini di potere a breve perderanno il controllo”, Superman, che i Genesis cercavano disperatamente nella loro “Terra di confusione”, era impegnato altrove, stava volando sopra i grattacieli di Tokyo nella colossale impresa di ravvivare il Giappone: era l’Abenomics. Un progetto a cui molti credevano, tanto che l’Economist gli dedicò una copertina che raffigurava il premier Abe come un supereroe pieno di poteri: politica monetaria super espansiva, deficit di bilancio mostruoso, svalutazione dello Yen, indice di Borsa euforico, un’artiglieria che nemmeno Yamamoto poteva sognare. A capo dell’esercito Kuroda  (governatore della BoJ) che al grido “Banzai!” scagliava i suo kamikaze al torchio per uno stampaggio furente di moneta. Per affondare Yamamoto sono state necessarie la Yorktown, l’Enterprise e la Hornet le 3 super ammiraglia USA, per affondare l’immenso esercito di Abe è bastata l’Iva. Un piccolo aumento dal 5 all’8%, e l’economia è ritornata nell’incubo della recessione.
“Land of confusion”, la terra di confusione, non solo nel potere, ma anche nei numeri, ormai non solo le previsioni di Borsa perdono di significato, ma anche quelle economiche fornite dai grandi centri di ricerca e dalle banche d’affari. Lo si è visto in Italia con una ripresa ormai rinviata sine die, e lo si è visto ieri in Giappone all’uscita del dato sul Pil, un arretramento dell’1,6% quando le attese degli economisti erano per una crescita del 2%, un bagno di delusione.
Dopo questo dato sconfortante, si correrà sicuramente ai ripari rinunciando al secondo aumento dell’Iva. Non se ne esce, e in sottofondo torna “Hotel California” degli Eagles, la colonna sonora di questo interminabile ciclo. La sentiamo in America quando la Yellen rinvia costantemente l’aumento dei tassi e la sentiamo  in Giappone costretto ora a indietreggiare sugli inasprimenti fiscali.
E se un giorno scoprissimo che la favola del “Bengodi Finanziario” (denaro gratis) non riuscirà mai a rilanciare l’economia? Non ditelo mai ai mercati, il giorno che lo scopriranno si tornerà alla realtà, e verrà giù tutto.
PIAZZA AFFARI: sale ancora l’export italiano, un’altra picconata al populismo dei nemici dell’Euro. Non è la moneta unica il male dell’Italia, sono i numeri a dirlo. E subito Piazza Affari si accende. 18,500 può bastare? Sono un Toro della prima ora, ma rimango dell’idea che si possa ritornare a 18,000 prima della grande corsa. Sopra 20,200 cambierò idea.
WALL STREET: per Francesco Caruso è il “volo di Icaro”, io non sono così drammatico, anzi sono sempre stato rialzista, ma ora c’è il rischio di una correzione. Prudenza.
NIKKEI: una delle nostre stelle, ma la corsa verso i 18,000 ora potrebbe rallentare. Debolezza in arrivo.
PETROLIO: dopo le previsioni dei Maya, il “Peak Oil” un’altra bella fiaba. Nel 2009 dissi di accumulare sul crollo, ora è meglio stare lontani.
BET: ricordate le impennate di Valentino Rossi dopo ogni vittoria? Le stesse potremmo rivederle fare alla nostra Bet. 0,50 il muro da scavallare.

07 maggio 2014

Panino e Listino: MARCHIONNE UN NUOVO LIBRO PER FIAT CON NUOVI SCRITTORI



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


 Alla pioggia di critiche Marchionne ormai ci è abituato, meno alla pioggia di vendite azionarie. Perchè se fino a oggi le contestazioni arrivavano da lavoratori, sindacati e politici e gli unici a essere contenti erano gli azionisti, dopo la seduta di oggi che si è concluso con uno dei ribassi peggiori per il titolo Fiat, alla fila della critica si accodano anche quest'ultimi.
Critiche che non solo sono rivolte a Marchionne e alla Fiat, ma che sicuramente saranno indirizzate anche al sottoscritto perchè doveva avvisare di liquidare la posizione, vendere e magari ora o chissà quando, rientrare.
La tradizione vuole che per Fiat la giornata dei conti sia spesso, a livello azionario, un momento di delusione. In passato abbiamo già visto un meno 5%, o peggio anche un meno 7%, tutti ribassi nel tempo riassorbiti, ma però si era visto un meno 11%.
Certo si poteva vendere, se avessi immaginato un ribasso del genere poteva essere valida una strategia d'uscita, anche solo con metà posizione, ma a livello di strategia generale, con una visione di medio termine, continuo a pensare che non sia la soluzione migliore.
Perchè credo in Marchionne, perchè credo nella strategia internazionale di Fiat, perchè credo a un ciclo rialzista di lungo termine che non potrà evitare di coinvolgere anche il titolo Fiat e perchè gli stessi che oggi pensano che la soluzione migliore era vendere Fiat, sono gli stessi che sotto 4 euro evitavano l'accumulo oppure si lamentavano che il titolo continuasse il laterale, e magari, dal titolo sono usciti prima del decollo. Oggi, nonostante il tonfo del 11%, da quei 4 euro siamo ancora sopra più del 50%, è questo che fa la differenza, questo è il valore aggiunto.
E se un giorno, con tutti i condizionali e le cautele del caso, se le cose volgeranno a nostro favore, ci troveremo una Fiat con una quotazione intorno ai 20 euro, ricorderemo la giornata di oggi, non come un momento di sconforto, ma come spesso accade, con il rammarico di chi non ha saputo guardare lontano, perdendo l'ennesima occasione della sua vita di Borsa.

In attesa delle decisioni che prenderanno domani Draghi e la Buba, vi lascio in compagnia del pezzo in edicola la scorsa settimana: se Boskov fosse stato un operatore di Borsa. Un tentativo fantasioso e sperimentale, come al solito i Mercati Finanziari alla portata di tutti. Se non vi è piaciuto, almeno vi sarete divertiti.

E del pezzo di oggi, che ne pensate? Vi ritrovate? Ieri sera letto sul pc, mi sembrava un po' malmostoso, con qualche handicap, letto oggi sul giornale mi sembrava avesse una cera diversa, più colorita e piacevole.
Inutile scrivere che per domani mi aspetto una reazione dai mercati, sia dall'Europa, "effetto Draghi" e come è ormai tradizione per quest'anno, a traino il Nasdaq e tutta Wall Street, allontanandosi il più possibile dalla soglia chiave dei 4,000.
Telecom bene, per dirla in linguaggio astrologico, in questo momento si trova Saturno contro, ma è evidente che con un ritorno di positività generale, Telecom si trova in prima fila per fare il grande allungo.
Titoli finanziari in genere che devono reagire, l'attesa per domani in questo settore è ancora maggiore.
Per quanto riguarda BE, quanto scritto oggi, è tutto confermato.
Domani tutti con il casco ben allacciato, pronti a lanciarsi per salvare il Toro.






LIBERO 30 Aprile 2014
“MIB 50,000, è il titolo del mio nuovo libro”: esordisce con la consueta esuberanza l’analista Francesco Caruso, lanciando subito un target pirotecnico. Boskov diceva: “un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri”, chissà cosa avrebbe pensato di Caruso che per Piazza Affari l’autostrada la vede addirittura a 4 corsie. E’ Martedì 15 Aprile, le borse sono in chiusura, giornata rosso pesante (-2%), nuovamente graffiata dalle zampate dell’orso russo, all’auditorium della Pop Milano si confrontano 4 operatori di mercato: Caruso, Cecere, Claudia Segre e Lupotto, ognuno protagonista di un settore diverso.  Si dibatte di diverse tematiche, ma le principali rimangono Borse e Spread. Il ribasso odierno sembra non spaventare nessuno, ma se per alcuni (Caruso) è un’occasione di acquisto, per altri (Cecere) potrebbe essere il preludio di una situazione che va a complicarsi. Se Caruso potrebbe essere definito un pittore dell’analisi tecnica, Cecere ne è l’architetto, più attento e meno impulsivo, entrambi hanno in testa una visione rialzista per Milano, ma è il disegno a essere differente: Caruso con la spietatezza dell’animal spirit dichiara “forte correzione, prima del gran rialzo”, l’autostrada a 4 corsie; mentre Cecere è più parsimonioso e raffinato, un’analisi più sofisticata che ripercorre gli ultimi 40 anni di Borsa,  e che trova una situazione simile a quella attuale nel 1994/96, “se fosse così” sintetizza “il mercato entrerà in una palude (ampio laterale) fino a Dicembre 2015, per poi ripartire a razzo fino al 2018”. La previsioni tranquillizza molti, ma non il sottoscritto, che il rialzo lo vede già avviato da molti mesi. Cecere è un personaggio riservato, a fine conferenza cerco di fermarlo per fargli notare la mia analisi e gli chiedo: “ma non crede che la ‘palude’ da Lei indicata sia quella già vista tra la metà 2011 e la metà 2013, e il rialzo sia già in corso?” “Speriamo che abbia ragione” è la risposta, ma non mi soddisfa. Boskov diceva “pallone entra quando Dio vuole”, chissà se anche rialzo sarà quando Dio vorrà.
PIAZZA AFFARI: “io penso che per segnare bisogna tirare in porta”, se Boskov invece di un allenatore fosse stato un broker avrebbe detto: “penso che per guadagnare in Borsa bisogna comprare azioni”.  E bisogna farlo in fretta, aggiungo io e prima che l’arbitro fischi la fine della partita (il rialzo), aspettando troppo si rischierà sì di tirare, ma di fare solo degli autogol.  E’ sempre 23,000 il primo obiettivo.
ORO: Caruso lo definisce “la valvola di depressurizzazione dei mercati”, non più correlato né all’inflazione e né alla deflazione. Non è più un mercato interessante.
EURO/DOLLARO: per Cecere questo è un cross ingabbiato, un continuo NON EVENTO, ma si sta caricando una molla direzionale. Più di un rialzo dell’Euro, è probabile un rafforzamento del Dollaro.
BET: Baggio diceva “è sempre meglio far correre la palla, la palla non suda”. In borsa potremmo tradurre “i titoli al rialzo bisogna lasciarli correre, invece di sudare comprando e vendendo”. E la Bet corre, da sola. L’importante però è averla.
RCS: Blackrock che da Wall Street sbarca a Piazza Affari è come cervo che esce di foresta. Più che il cervo di Boskov a me sembra il lupo di Wall Street perché oggi la finanza americana ha molta fame di Italia. Non solo le Big e le Star che oggi splendono, ma anche qualche stella oggi un po' appannata. RCS per esempio, da oggi Cairo è un po' più pesante e non si possono escludere altre sorprese prima dell'assemblea di Maggio. Meglio esserci
CARIGE MPS: "la Borsa italiana è fortemente collegata all'andamento dei bancari e questo non è accettabile" sbotta Cecere che per un attimo evade dalla sua dimensione serafica. Una situazione che per l'analista non può perdurare a lungo, ma prima che avvenga il cambiamento, volente o nolente dai bancari noi prescindiamo e gli aumenti di Carige e Mps sembrano quelle occasioni che si vedono poche volte nella vita, specie se questa è avviata all'estinzione.
TISCALI: "la partita finisce quando arbitro fischia" diceva il saggio di Novi Sad e in Sardegna, al quartier generale di Cagliari, la partita è appena iniziata. Tiscali ha rischiato la retrocessione (il fallimento) ma ora, dopo una lunga preparazione, sembra pronta al grande salto. Certo non sarà uno scudetto ma se vi ripetessi 1 euro? Vale come scommessa?
APPLE: dopo il gesto di Alves è scoppiata la banana mania, verrebbe quasi voglia di comprare azioni Chiquita, ma io preferisco sempre la mela, d'altronde l'ho già messa nelle "10 di Buddy 2014" più di così.

14 novembre 2013

Panino e Listino (speciale Chl): CHL LA STORIA INFINITA, SEMPRE IN ATTESA DELLE NOVITÀ


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

Francesco Caruso dice che "fare" borsa seguendo solo i fondamentali è come guidare su una strada pensando che sia sempre dritta, alla prima curva ti capotti.
Non avrei potuto trovare metafora migliore, e si sa quanto mi piacciono le metafore...
Chl ha appena pubblicato i conti, fanno schifo e non é una novità, altrimenti perché il titolo sarebbe crollato su quotazioni da prefisso telefonico?
Non serve un ragioniere per capire che il bilancio è pessimo, ma a noi interessa?
Pensavamo forse che il settore del commercio elettronico di Chl avesse futuro in mezzo alla crisi?
Noi qui aspettiamo altro, siamo in perenne attesa, ormai sfiniti e in agonia delle novità scritte sia qui che nella mia rubrica su Libero e anche in altri siti.
Prestito obbligazionario, conti FarmaChl e il commercio del macchinario per l'ossigenoterapia oltre ad eventuale espansione all'estero, questo è il nettare che ci deve nutrire!
Ma se non fanno presto, qui rischiamo tutti di morire di fame e di stenti.
La maratona continua...

05 novembre 2013

Panino e Listino: "HOTEL CALIFORNIA" LA COLONNA SONORA DELLA FINANZA? (Mercoledì 6 Novembre in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

"Hotel California" la hit degli Eagle ieri, oggi "Hotel California" è una sindrome, la colonna sonora dei nostri tempi, degli attuali mercati, della finanza che alcuni considerano viziata e malata.
Quel che conta è che siamo stati pionieri, un anno fa, la metafora usata da Fisher per noi è diventata subito una bandiera, un simbolo di quello che avremo vissuto, la porta d'entrata verso quello che noi abbiamo chiamato "Bengodi Finanziario". Oggi "Hotel California" è usato e abusato da molti per spiegare l'attuale stato dei Mercati Finanziari.
Da tutti? Da chi? Se non lo sapete, leggete domani "Panino e Listino" in edicola su Libero.


In aggiunta i soliti temi operativi e le previsioni su Piazza Affari, non voglio aggiungere altro, credo di aver spiegato e approfondito molto in tutti questi mesi, anni (?), ora bisogna solo accompagnare e concentrarsi di più su un aspetto psicologico per tenere a freno l'euforia cattiva. Come c'è un colesterolo buono e uno cattivo, così è anche l'euforia, perchè c'è l'entusiasmo che è benefico, e poi c'è l'altra faccia, quella maledetta e che porta all'avidità, che rovina tutto.
Sarà un duro lavoro, ma ben venga, vorrà dire che si sarà tutto realizzato e che Piazza Affari avrà raggiunto le sue vette.
E CHL? E CHL? Sì ci sarà anche Lei tra i temi operativi, con una novità che forse non tutti conoscono, magari aiuta il morale, aiuta a sognare, anche questo serve a superare l'eterna attesa... 

BASTA LAMENTARTI! SOGNA, INVENTA E CREDICI
Quello che più mi interessa ora è: avete visto Report ieri sera?
Persino la Gabanelli, dopo tanto "pessimismo" dovuto a una quasi oggettiva rassegnazione, prova a crederci e a regalare speranze e ottimismo. Nuova rivoluzione industriale? Anche di questo si parla domani su "Panino e Listino", un piccolo spazio che da tanto tempo mi circolava in testa e che prima o poi doveva sfogare nella scrittura...

Qui sotto, come al solito, il pezzo andato in edicola la scorsa settimana, quello relativo alla partecipazione al "TOL EXPO A PIAZZA AFFARI", un pezzo che persino uno dei protagonisti della conferenza ha apprezzato. Per me un bel riconoscimento!
Vediamo se piace anche a Voi...
E questa sera, Forza Juve?

LIBERO 30 Ottobre 2013
“La leva finanziaria è ai massimi storici, sono tutti pieni come tacchini farciti, prima o poi ci sarà una devastante esplosione. Questo dimostra che la storia non ha insegnato nulla!”: Francesco Caruso, analista pluridecorato è inflessibile e deciso nella sua visione del futuro prossimo dei mercati.
Trading Online Expo, la fiera della finanza, è venerdì 25 Ottobre, arrivo a Piazza Affari, zona silenziosa, anche nella sede Telecom (mentre il titolo precipita) tutto è tranquillo, ormai la borsa scorre e corre nella rete, sono i monitor a urlare, non più le persone. Entro a Piazza Affari, la sala è illuminata, ci sono molti stand e anche i visitatori non mancano, la crisi ha lasciato poche ferite e poca memoria, l’aria è pulita e trasparente, ma nonostante ci sia il cartello vietato fumare, di fumo qui ce n’è sempre in abbondanza, tutto sembra uguale a prima. Le proposte sono numerose, banche online a caccia di clienti con offerte e negli stand si sprecano i corsi tecnici, ognuno con un analista che propone la sua formula vincente, gli interessati non mancano, silenziosi e attenti, ma ad osservarli bene sembrano anche molto confusi.
Sono qui per un appuntamento, ore 16,30 “area scavi”, parlano i big: Malnati, Caruso, Paola Gentili, Bellosta e Tomasini, 5 stelle pronte a stupire la platea con le proprie idee. “Preparatevi per lo shock sull’obbligazionario”, si parte con il botto, senza tanti fronzoli è questa la lapidaria previsione di Malnati per il 2014, il TBond e il Bund presto vedranno i rendimenti impennarsi, questo porterà alla catastrofe del mercato obbligazionario. Dobbiamo avere paura? Per nulla, rispondo i gestori, sono tutti pronti a cogliere la grande occasione, il crollo del mondo per diventare ricchi. La domanda principale è: quando accadrà? La Gentili smorza, “non lo sappiamo, lo dicevamo anche l’anno scorso, l’unica certezza è che accadrà”. Il più convinto di tutti è Caruso che avvisa attraverso i suoi grafici di come il mercato sia in posizioni pericolose e di grande rischio, “la storia non ha insegnato nulla, questa bolla sarà ancora più devastante”, sembra quasi fiero del suo catastrofismo. Silenzio tombale nella sala, ma appena la conferenza termine, tutti accorrono al tavolo per le domande “dietro le quinte”, sono in molti ad aver capito poco o nulla, a questo Malnati risponde: “se non riesci a convincerli, confondili”  questo è il nostro motto dice ridendo.  E’ il gelo, e Malnati rincara la dose: “quando Wall Street crollerà, pensatemi, perché sarò diventato ricco”. A questo punto la domanda viene spontanea: perché non lo è diventato nel 2008, nel precedente devastante crollo? Il fumo ormai ha invaso anche questa sala.
PIAZZA AFFARI: su Milano sono tutti d’accordo, è la Borsa che ha più possibilità di salire: “prima del grande crollo, Milano correrà  grazie al BTP, propulsore di banche e Borsa”. Qui è Tomasini a calare l’asso: “percepisco un’euforia che non sentivo da anni, vedo la gente con l’acquolina in bocca, godiamoci questo momento perché potrebbe essere l’ultimo, dopo questo mini ciclo di crescita, l’Italia rischia la bancarotta”.
POP MI: titoli bancari in prima fila, se il BTP recupera questi titoli volano. Il giorno che i tassi torneranno a impennarsi, le banche faranno crack.
BREMBO: titolo da cassettista, per i “big 5” è considerato un esempio di bolla, il giorno in cui inizierà a scendere, non comprate, perché rimarrà in fondo per anni.
PLATINO: le materie prime offrono pochi spunti, per Malnati e Bellosta, platino e palladio sono gli strumenti su cui puntare, sono il nuovo oro.
Dobbiamo veramente iniziare a tremare? La storia insegna che fare previsioni sul passato è sempre molto facile, la catastrofe del 2008 sono stati in pochi a prevederla, mentre quando si annunciano distruzioni imminenti, queste raramente accadono. Pensiamo a goderci l’attuale rialzo e a non perdere anche questa occasione, altrimenti l’unica disgrazia, sarà il nostro rimpianto.


07 agosto 2013

Gelatino e Listino (Panino e Listino versione estiva): WALL STREET, UN'ALTRA BOLLA DOPO LEHMAN BROTHERS? (Mercoledì 07 Agosto in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
E' vero che il sole e il mare aiutano a pensare, a creare e riflettere meglio?
Non è detto che servano anche a scrivere meglio, lo scopriremo domani leggendo Libero.
Sempre più spesso si sente ripetere l'allarme per una nuova bolla sul mercato azionario, in particolare per Wall Street. Dobbiamo avere veramente paura? Questi anni ci hanno insegnato che a interpretare la parte del gregge, si finisce sempre tosati, nel 2008 si doveva avere paura per un nuovo 1929, oggi si deve aver paura per un'altra bolla simile a quella del 2000.
A cose fatte si scopre che nel 2008 era meglio avere coraggio e comprare, e oggi, non dico che a Wall Street si debba comprare, ma nemmeno avere così tanti timori e paure come molti vogliono farci credere.
Quando la borsa scende non si deve comprare perchè si rischia di afferrare il coltello quando cade e quindi di tagliarsi, quando sale non si deve comprare perchè si rischia di farsi scoppiare la bolla in faccia. E allora, quando si compra?
Domani affrontiamo questo tema, e poi come al solito le proposte operative.
Piazza Affari ormai ha inanellato 3 settimane consecutive di rialzo, e ora vogliamo che l'incredibile diventi credibile: un bel Toro d'Agosto, Piazza Affari sopra 18,000?

ps. sempre aperto lo spazio delle idee per la prossima NEWSLETTER.
Io ne ho sempre 2: "le 10 di Buddy" tra gli argomenti di punta, a inizio anno e poi da riproporre alla fine di ogni mese con lo speciale ogni trimestre; e poi quello relativo ai guadagni, il guadagno o è per tutti, o niente.


 LIBERO 31 Luglio 2013
“Wall Street è in bolla” questo è il grido allarmato di molti gestori. Non passa giorno che sui giornali si legga di un nuovo record storico dei listini americani, che nonostante  qualche cattiva notizia (vedi bancarotta di Detroit) continuano a salire, a questo punto sono in molti a chiedersi: quanto potrà durare la festa? Le giustificazioni per una correzione ci sono, più o meno sono le solite (le dichiarazioni degli analisti e quelle dei calciatori, spesso si assomigliano): titoli troppo cari, effetto stagionale, siamo saliti troppo e troppo in fretta oppure che questa sia una trappola per l’entusiasmo degli investitori.
A questo coro si aggiungono anche solisti importanti, come Fugnoli (strategist di Kairos) voce importante nel panorama italiano, a suo dire in questo momento va tutto bene, a fine anno addirittura avremo indici più alti di ora ma, in questa fase potrebbero subire una discesa, sarà quello il momento in cui si tornerà a comprare, perché le obbligazioni Usa rendono talmente poco che alle azioni non vi è alternativa.
E dunque, perché uscire?
 Più estrema e allarmante l’opinione di Francesco Caruso, talento dell’analisi tecnica, secondo lui Wall Street è in una situazione molto delicata e si intravedono segnali di top, ma avverte: forse si salirà ancora, ma da qui in poi è pericoloso, si rischia di tirare troppo la corda.
“Il rischio della correzione” solo perché si è salito molto o perché “sono tutti troppo ottimisti”, sono avvertimenti usati dagli analisti con fin troppa disinvoltura, è un po’ come dire (soprattutto nei giorni della calura estiva), prima  o poi piove perché fa troppo caldo. Chi l’ha deciso?
Marc Faber la tanto agognata correzione la sta aspettando dall’anno scorso, infatti nel Settembre 2012 dichiarava: “se mi puntassero una pistola alla tempia e mi dicessero devi scegliere se stare al 100% long o short sul mercato USA per i prossimi 3 mesi, sceglierei il lato short”. Il Dow Jones era a 13,000, il ribasso durò un mese e fu nemmeno del 10%, oggi siamo quasi a 16,000. Faber aggiungeva: “se la domanda fosse relativa a un periodo di 5 o 10 anni, sarei per il long”. E quindi, che senso ha, giocarsi un rialzo per una piccola discesa? Le vere correzioni, quelle profonde, non si sono ancora viste, e potete stare tranquilli, arriveranno più in là nel tempo.
FTSEMIB: “usciremo dal tunnel della crisi entro la fine di quest’anno, e il 2014 sarà un anno di crescita per l’economia italiana” parola di Saccomanni. E la borsa anticipa. Siamo ormai alla terza settimana consecutiva di rialzo, sbalorditivo. Prossimo obiettivo quota 16,800. Ci aspettano giorni volatili, ma in Agosto andremo in spiaggia con il Toro.
FIAT: il copione si ripete, si sale prima della trimestrale e alla sua pubblicazione, il titolo cade, a maggior ragione se ci si trova su massimi di periodo. Tenere. Sopra 6,50 si fa sul serio.
NOKIA: nei negozi AT&T è appena uscito il nuovo LUMIA1020, il gioiello di casa Nokia. Il titolo si appoggia a 3 come rampa di lancio. Estate 2013, è il momento delle telecomunicazioni.
D’AMICO: continua a piacermi, 0,50 è la base e sopra 0,6 si può fare almeno il 50%. Estate con il toro.