Dov'è la politica? Me lo chiedo perchè in una situazione così complicata come la vicenda dello sciopero dei taxi, è chi ha il potere di fare le leggi che deve mettere la parola fine. In una situazione di cambiamento epocale come quella che stiamo vivendo da molti anni, chi se non la politica deve guidare con la saggezza e il sapere portando la transizione a buon fine. La risposta, o meglio il silenzio è la perfetta rappresentazione di chi ci sta governando, dove l'interesse principale, oggi e da molti anni è sempre quello delle piccole battaglie di bottega, mentre il mondo intero sta compiendo una epocale rivoluzione che su di noi avrà ripercussioni nei prossimi anni. Cosa fa l'Italia? Litiga, perde i treni, si fa travolgere, si fa conquistare, mentre tutto intorno si cercano soluzioni più o meno sensate, ma si agisce. Dov'è la politica? Io sto dalla parte dei tassisti e domani su "Panino e Listino" spiego il perchè. Ovviamente non mancheranno i temi operativi? Avete visto STM, per molti cotta e finita, oggi più che mai galoppa, sembra di rivedere il puledro di razza che correva verso il sole che sorgeva all'alba della New Economy. Triplicata in meno di un anno.
Al Senato non si vedevano scene di giubilo dai tempi della sfiducia a Prodi, della mortadella sguainata e dei tappi di bottiglia da capodanno della politica. Non abbiamo preso il vitalizio, ma abbiamo mandato a casa Mortadella. Peccato che il capodanno della politica, in Italia, sia ancora molto lontano. Che voi abbiate (viva il congiuntivo) fatto il tifo per il Sì o per il No, quello che resta dopo la polvere, le macerie di tante parole e discussioni inutili, è sempre lo stesso finale: l'Italia non cambia e non ha nessuna intenzione di cambiare. Non lo vuole fare nelle intenzioni, altrimenti sarebbe bastato mettere tra le voci del referendum "dimezzamento del numero dei parlamentari e relativi emolumenti" che al voto sarebbero andati tutti, anche gli anziani delle case di riposo, e non vuole cambiare nei fatti, perchè è sempre meglio dire di NO che in fin dei conti così male non stiamo. Ed ecco che rispuntano le province, il Senato va in festa e anche al CNEL, oggetto misterioso e non identificato, si scatena il tripudio. Resta un altro fatto, anzi due, sono passati ben 6 anni, dall'inizio della crisi Euro che ha portato alle stelle i nostri tassi, che ha fatto conoscere a tutti lo SPREAD tra BTP e Bund, che ha portato Monti, sono passati ben 6 anni da quando il governo Berlusconi e Tremonti promise i tagli dei costi alla pubblica amministrazione e il dimezzamento del numero dei parlamentari e ancora non si è fatto nulla. Ci provò anche Monti, ma ovviamente il Parlamento disse no. Può il Parlmento votare contro se stesso, anche solo per onore di parola e dignità verso il cittadino che lo elegge e lo mantiene? Mai e poi mai, come si dice, è come se Rocco Siffredi decidesse di dare una spuntatina allo strumento di lavoro. Non si fa. Sono passati 2 o 3 anni da quando gli ultimi governi promisero attraverso diverse anime sacrificate, di dare un robusto taglio alle spese della pubblica amministrazione, cancellazione delle province, e diminuzione del numero dei senatori. Anche questa volta, nulla di fatto. Si dirà, ha vinto il NO, hanno vinto gli italiani. Infatti, al governo è andata la fotocopia di quello che c'era prima del Referendum, con l'unica eccezione del capo, Renzi, che a differenza di molti, se non di tutti, aveva promesso dimissioni in caso di sconfitta e le dimissioni ha dato. A questo punto forse era meglio tenersi Renzi, e con un Senato dimezzato, si sarebbe data quella che qualcuno avrebbe chiamato, una prima picconata al sistema.
Buonasera, ve la ricordate l'ultima protesta della nostra Alitalia? Dal lungo serpentone del corteo era stato partorito, non un nuovo contratto, posti di lavoro mantenuti, o qualche miglioramento sociale, bensì una nuova entità: LA PASSIONARIA, la protesta come nuovo canale per raggiungere la notorietà e soddisfare il bisogno vitale di esibizionismo. I francesi, quelli di Air France, lo fanno meglio, almeno la protesta, quanto visto l'altro giorno non è certo encomiabile, la violenza è sempre una strada sbagliata, ma almeno ha dimostrato, se proprio vogliamo trovare il lato positivo, che esiste ancora chi lotta per i propri diritti. Sembrava di vivere in un altro mondo, eppure quelle lotte fanno parte della nostra storia, e oggi tornano, anche se in modo sbagliato, voglio ripeterlo, ma hanno una ragione, perchè l'estremizzazione dei redditi sta diventando insopportabile. Il Ministro Valls ha condannato i fatti e ha aggiunto che i violenti saranno puniti. Peccato che non abbia sentito un linguaggio altrettanto autoritario e severo verso l'inguaribile avidità di manager sempre più affamati di profitto e non di crescita sociale. Qualcuno dirà, si tratta di aziende private, dove lo scopo unico o principale è proprio la crescita del profitto. Giusto, ma non ci si può lamentare se poi qualcuno, stanco dei continui sopprusi, decida di combattere per i propri diritti. Il colpevole unico non sono le aziende, ma sempre e solo la politica che guida e dovrebbe essere punto di riferimento ed esempio della società. Da noi, non solo non si riesce a far valere i propri diritti, ma nemmeno abbiamo una politica che ha un minimo senso di pudore nei confronti di una vergogna inacettabile. Avete presente i gesti volgari in aula parlamentare? Verso queste persone ci dovrebbe essere l'espulsione immediata, o meglio, visto che l'unità di misura continua a essere il reddito, toglierei subito stipendio e indennità futura. Al momento è una battaglia persa, visto che si fa passare come un successo la riforma del Senato. Buone nuove arrivano dall'economia, con la corsa alla promozione dell'Italia, dalle società di rating, alle istituzioni mondiali, è un sovraffollamento di positività. La ruota gira, solo qualche anno fa, piovevano le bocciature, e pensare che nel frattempo non è arrivata nessuna catastrofe. Venendo a noi, mercato che va in ricreazione, ma la campanella sta per suonare. Siete pronti per il ritorno in aula? Domani su Panino e Listino un ricordo per tutti, la "prostituta di Piazza Affari". Non mancherà la parte operativa, con tutto quello che avete richiesto, in più, come chicca, un morso alla mela...
"Io sono io e voi non siete un cazzo", le citazioni dotte di Calderoli. Peccato che una volta era solo il Marchese del Grillo a poterlo dire, e faceva sorridere, oggi sono 1000 parlamentari a pronciarlo e la cosa fa sempre più arrabbiare. Dentro al parlamento si ride, fuori del portone sono in molti a piangere. Sono passati 4 anni dalla famosa crisi dell'Euro e dell'Italia, e da quel momento, nonostante il sensibile calo dei tassi d'interesse sul debito, nonostante le quotazioni del petrolio siano precipitate, nonostante l'Euro in calo abbia favorito le esportazioni e quindi di consuguenza le entrate tributarie verso lo stato, nonostante gli incentivi gratuiti forniti da Mario Draghi, nonostante tutto questo e molto altro sostegno intervenuto dalla ripresa mondiale, non si è ancora vista nessuna riduzione dalla politica o dalla spesa pubblica. Niente di niente, nonostante le promesse fatte quando la paura paralizzava il paese e costringeva la politica alle promesse di Pinocchio. Tutto ciò è inacettabile.
Fine Settembre, la fine dell'Estate, tante lacrime che portano via con se pensieri e sorrisi e lasciano una grande pozzanghera di malinconia. Arriva Ottobre che porta con se preoccupazioni e il tremore dei mercati. Ma c'è una buona notizia: la Tasi o come cavolo ora si chiama, non ci sarà più, o forse tornerà, chi lo sa, è il bello della politica italiana. E' così che portiamo la ripresa? Ma non si era promesso una riforma del catasto? Troppo difficile, troppo faticosa e complicata. Le basi non si cambiano, si va avanti con le toppe, copri una falla, regali una farfalla e speri che porti con se una ripresa regalata dalla fatica e l'ingegno degli italiani. Così non va, ancora il cambiamento non arriva. Meglio consolarci con la musica e con la nostalgia di alcuni ricordi. Domani su Libero l'aggiornamento delle "10 di Buddy", se la politica ormai fa annoiare, sui mercati ci aspettano giornate sfolgoranti. Questo sì sarà veramente un Autunno caldo.
I politici sono dei gran furboni, prima di Genova lo pensavamo tutti, perché dopo emerge solo una grande enorme stupidità. Dopo Genova, scavando nel fango emergerà una grande verità, non che l'Italia è bella ma fragile, non che l'Italia è sempre in emergenza, basta con queste banalità, ma che la politica non si fa con gli slogan, e che i nostri politici tanto impegnati, ora anche su Twitter, a elaborare questi slogan, sono i più grandi stupidi perché con un solo fatto invece di mille parole avrebbero guadagnato un plebiscito di voti da maggioranza bulgara senza campagna elettorale e senza spendere 1 euro. Renzi oggi è andato in Confindustria preparato con il suo solito discorso deciso e rivoluzionario, grandi applausi ma da parte di pochi, quando sarebbero bastati senza grandi discorsi una pala, una tuta e grande buona volontà a spalare con la gente, solo per un giorno: sarebbe venuto giù lo stadio, applausi, gioia, un buon esempio che avrebbe ridato forza e coraggio a chi oggi ha perso tutto, anche la speranza. Renzi evidentemente pensa che nell'economia 2.0 gli slogan, rispetto alle mani nella terra (economia della pietra) abbiano più efficacia. E poi c'è l'altro, lo sfidante peso massimo del tweet, che il sangue di Genova ce l'ha nelle vene, al secolo Grillo, che ha pensato bene di continuare il suo show a Roma, piuttosto che interrompere il solito e inutile spettacolo per correre dai suoi cittadini, spalare con loro e sporcarsi la faccia con il fango. The show must go on. Ma voi immaginate cosa sarebbe successo se Grillo e grilletti avessero interrotto gli slogan a Roma per le spalate di Genova, altro che manifestazioni e proteste in parlamento, non sarebbe servito nulla, avrebbero avuto l'assegno in bianco da parte di tutta l'Italia, Grillo avrebbe avuto più consenso di quel Mussolini che costantemente insegue. Evidentemente tutto questo oggi non serve, o forse pensano che sia inutile, meglio concentrarsi e scannarsi virtualmente con gli slogan, fino alla prossima emergenza, non virtuale ma vera. Tanto la colpa è sempre delle previsioni e di chi le fa, ma non solo per il meteo, avete dimenticato l'oroscopo, probabilmente Genova aveva Saturno contro e Fox non ha avvertito nessuno. Il giorno che vedrò un politico, un ministro, il primo ministro mettersi una tuta, scendere tra la gente e sporcarsi le mani dando il buon esempio, il Paese avrà la concreta possibilità di cambiare e migliorare, fino ad allora divertiamoci con gli slogan, seduti comodi sul nostro divano, sperando che la prossima volta non sia il nostro salotto ad allagarsi.
La cosa che più mi impressiona è che nonostante si sapesse che sull'EXPO i controlli fossero fatti con la lente d'ingrandimento della giustizia e delle forse dell'ordine, si sia tentato di rubare lo stesso.
Proprio non si riesce a farne a meno, si deve provare a fare i furbi e a rubare.
La politica italiana soffre di clepomania da denaro. La politica o la società italiana? Da uno Stato che sente fischiare l'inno nazionale da alcuni dei suoi stessi cittadini, senza la minima reazione, cosa ci possiamo aspettare?
Eppure l'Italia è quella nazione che al centro del vortice di uno dei più gravi scandali vissuti dal nostro calcio, all'inizio del Mondiale, invece di essere risucchiata da quel vortice, ha reagito e quel Mondiale l'ha adirittura vinto.
Siamo una Nazione con diverse anime, ultimamente quella nera e sporca ha avuto maggior risalto, ma l'Expo con i suoi numerosi colori può dare il via a qualcosa di nuovo.
Ce la faremo a cancellare il nero dal nostro Paese? Questa è la grande sfida.
Ps. "Panino e Listino" domani in edicola su Libero con molti, molti, temi operativi.
Buongiorno, quanti oggi hanno avuto il coraggio di entrare nel proprio bar, e prima del classico caffè, chiedere al barista uno "spurgi"?
Pochi? Nessuno. Ma l'argomento interessa, perchè ieri sera Report ha fatto 3 milioni di ascolto, un record, più dei servizi sulla corruzione politica e anche di quelli sullo scandalo Mps e sulla sanità etc. Più di molti altri, perchè per tutti noi italiani il caffè è un'abitudine, la vitamina quotidiana, un sostegno, un piacere e spesso una consolazione e un motivo per allacciare e approcciare un rapporto che sia di lavoro o affettivo.
Oggi scopriamo che anche il caffè è macchiata, è sporco, contiene quella mancanza di cura che è un po' il corollario della nostra quotidianità, non più preparazione, non più cura e pazienza nel fare la cosa, ma solo il fine: il guadagno che porta alla sopravvivenza. Non c'è più il piacere delle cose, l'importante è farlo in fretta, soddisfando con la quantità piuttosto che con la qualità.
La reazione ai filmati di ieri sera doveva essere di riabilitazione, siamo noi la patria del caffè piacere, dobbiamo reagire a questa noncuranza, al caffè macchiato che macchia l'immagine del nostro paese. Probabilmente non è stata questa la reazione, ma quella dell'incazzatura verso chi scova le magagne, verso chi riesce ancora a fare giornalismo d'inchiesta senza commissione, ma con l'unico scopo di portare a galla la verità per smacchiare il paese.
Gabanelli avanti così, solo tu non ci puoi deludere, e mi raccomando, non accettare caffè dagli sconosciuti.
"E' IL MOMENTO DI VENDERE TUTTO O DI COMPRARE?" La risposta su Panino e Listino in edicola domani su Libero . Con tutto quello che avete guadagnato!;-)
Renzi prende in mano la situazione e subito cerca di modificare quella legge elettorale (da porcellum a italicum), una delle tante vergogni e dolori che continuano a mortificare l'Italia, e intorno a lui cosa succede? Subito scattano dimissioni e polemiche.
Tutto sbagliato. Ma è possibile che in questo Paese ogni intento e proposito, sia sempre un motivo di polemica, negazione e venga sempre tutto soffocato nella culla?
Siamo figli di una cultura del sospetto e del raggiro, ormai siamo assuefatti da delusioni e false promesse, per questo ogni nuovo tentativo di scardinare il sistema viene subito bollato, in partenza, come negativo e nocivo al nostro presente e futuro senza sapere il perchè. Così, a priori, una prevenzione contro possibili e nuove delusioni.
Renzi il nuovo Berlusconi, questo è il primo paragone che nasce nel pensiero di molti di noi. Sicuri che sia veramente così?
E anche se fosse, qualcuno proponga alternative, invece che agire con negazioni, proponiamo qualcosa che possa concretamente migliorare la vita nel nostro Paese, un tracciato che indichi la via d'uscita rispetto al vicolo cieco in cui ci siamo infilati. Negare, abbattere, tergiversare e tutto quanto porta allo sgretolamento delle nuove proposte, non serve a nulla se non a perdere occasioni e ad allungare il tempo della nostra agonia.
"Divide et impera" è sempre stato così, in questa epoca ci stanno riuscendo benissimo, siamo sempre divisi e in contrasto su ogni idea, il modo migliore per lasciare tranquilli e al posto di comando, qualunque potere, soprattutto i più mediocri.
Su una cosa però siamo decisi e decisivi: nel calcio! Sì, lì siamo imbattibili, basta una qualsiasi notizia che non trova approvazione per scatenare le piazze, per smuovere la folla e portare all'azione, e ogni volta, nel calcio, si ottiene quanto desiderato.
Ma è possibile che in Italia e solo in Italia i tifosi decidano al posto della dirigenza, che dettino la squadra e le strategie di mercato, anche violentemente, mentre in politica il cittadino non conti nulla e non possa nemmeno avere scelte di preferenza su chi dovrà essere deputato alle decisioni strategiche per il Paese e il bene comune?
Solo in Italia.
La politica smuove, lo si è visto nell'ultimo sondaggione ( "IDEA ITALIA" quali le priorità per uscire dalla crisi ), è bastato cambiare tema per avere una valanga di voti, i cuori sono ancora accesi, mani e gambe un po' meno, visto che continuiamo a delegare l'azione ad altri.
TAGLIO DELLA SPESA PUBBLICA e TAGLIO DELLE TASSE SUL LAVORO sono le prime voci, le esigenze primarie, ma ancora si fa poco o nulla, perchè?
Perchè se alla testa, al comando non c'è chiarezza, non si può agire con decisione. Quindi quale sarà la prima cosa da fare?
Il trattamento riservato a Monti è stato molto ingiusto, non dico ingrato, ma indegno, altri forse avrebbero meritato questo, tutti quelli che che si sono avvalsi del suo sacrificio e che molto, prima promesso, poi non hanno mantenuto.
Una piccola nota su "IL DOLCE E L'AMARO" che un po' richiama quanto scritto sopra: alcuni mi scrivono che i miei suggerimenti sono incompleti, non si fidano di fare certe operazioni perchè mancano i dettagli e quindi non sono convinti.
Io devo convincere?
Io non devo convincere nessuno, io do alcuni suggerimenti, non obblighi, non ordini. Svariate persone seguono la Newsletter e non si possono accontentare tutte le esigenze, non faccio abiti su misura, faccio abiti pop che possano avvicinarsi a tutti i gusti, ma anche di qualità.
Io non vendo nulla, non raggiro, non devo convincere, sta a voi scegliere se cogliere o non cogliere l'occasione.
Oggi si vede con sospetto anche le cose candide, la malizia è ovunque, dopo tutto quello che abbiamo passato, invece che reagire e smuovere la polvere che ormai ci sta coprendo, tendiamo a evitare tutto, marchiandolo come altamente nocivo.
Bisogna selezionare, non solo in Borsa.
Come tradizione, qui sotto il pezzo in edicola la scorsa settimana, come ho già precisato è tutto griffato Grazia Mirti, di mio c'è solo il pezzo d'apertura e qualche commento a corollario delle sue previsioni.
LIBERO 15 Gennaio 2014
15 Aprile giorno di luna piena, segnatevi la data
sul calendario, potrebbe essere questo il momento più importante del 2014.
Urano in Ariete, quadrato a Plutone in Capricorno, secondoRobert Glover
(autore di “Time and Money”) mai in 2000 anni questo aspetto era durato così a
lungo: dal 2008 al 2019. Secondo Glover, prestigioso studioso della finanza
attraverso i movimenti planetari, due saranno i momenti difficili nel 2014, il
primo intorno a metà Aprile che implica rischi di tipo geopolitico (collisioni
tra Cina e Giappone) e l’altro tra la fine di Agosto e Settembre quando Marte e
Saturno potrebbero far vibrare la finanza mondiale.
A guidarci nel sentiero degli astri finanziari è
come sempre Grazia Mirti, assurta alla notorietà per aver previsto la crisi
finanziaria del 2008. Domenica 12 Gennaio, appuntamento con le stelle, ad
accoglierci è Grazia Mirti, sorridente, cordiale e come sempre rassicurante. Un
anno fa avevo lasciato una sala molto vivace e combattiva, oggi la ritrovo
debole e demotivata, la rabbia è ormai soffocata da un velo molto spesso di
desolazione che spegne ogni energia. “Non aspettatevi miglioramenti per il
2014, anzi ci sarà ancora da soffrire” esordisce così Grazia Mirti, il pubblico
rumoreggia, tra questi prevale la voce di una donna molto arrabbiata e dal
piglio carismatico, “è un complotto planetario, sono gli ebrei a controllare
tutto, anche la Fed” urla, e aggiunge “i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri
sempre più poveri”. Può essere vero, quello che mi lascia perplesso è quando
dice: “è una crisi pilotata, lo scollamento tra economia reale e Borsa è
assurdo”. Mi chiedo, anche se fosse, invece di una mera contestazione, perché
non cogliere l’occasione irripetibile sull’azionario? Siamo o non siamo a un
convegno dedicato agli investimenti?
Dopo la tradizionale rassegna sul futuro andamento
di indici, valute e previsioni su personaggi noti, la platea chiede: quando
finirà questa crisi?
Grazia Mirti cala il jolly e cita la teoria
dell’americana Mc Whirter relativa al nodo lunare, secondo la sua opinione il
minimo storico viene raggiunto quando il nodo si trova in Acquario (ipotesi
finora mai smentita!) , riprende lentamente con il Capricorno, fino a ritornare
al massimo splendore in Leone. La data? 2018.
Resistere, anche se il 2014 non si apre sotto i
migliori auspici, il peggio sembra ormai passato.
PIAZZA AFFARI: su Milano, la Mirti è tenera e possibilista.
2014 positivo, sia per azioni che per Btp. Una curiosità, il calendario 2014 è
identico a quello del 1986. Se si potessero ripetere anche le acrobazie di
quell’anno, allora sì i rialzi di Piazza Affari li vedrebbero tutti: Tori e
scettici. Poveri gli Orsi! Di quota 21,000 non ci accontentiamo.
WALL STREET: Nasdaq il più vivace e il preferito
dalla Mirti, dall’Estate a fine anno, inizia un periodo molto critico.
ORO: sul metallo giallo la Mirti ha delle palesi
preferenze. Comprare dall’Estate e tenere in cassaforte, non ve ne pentirete.
FIAT: non è tutto buio il 2014, la luce si accende a
Torino. Fiat e Marchionne, matrimonio perfetto. E’ anche tra i nostri titoli
preferiti, cosa chiedere di più? 8 è solo una tappa.
BE e COBRA: chissà cosa pensa la Mirti di questi 2
titoli. A mio avviso siamo pronti a nuove accelerate, allacciate le cinture!
Ma quanti figli aveva Mandela? Sparsi per il mondo, ma soprattutto in Italia, tra l'altro tutti politici.
Com'è facile avvolgersi oggi nel dolore e nella gloria leggendaria di Mandela.
Noi non ci sentiamo figli di Mandela, ma da lui e anche grazie a lui siamo stati ispirati e l'abbiamo sempre guardato con ammirazione e spirito di emulazione.
E voi, se vi regalassero una delle tante qualità e caratteristiche di Mandela, cosa scegliereste?
Il coraggio delle proprie idee? La schiena dritta?
L'irresistibile voglia ed esigenza di libertà? L'inesauribile volontà? La perseveranza? La combattività pura e non violenta?
La tenacia? La costanza e sconfinata energia? L'irriducibile e cieca fiducia nel prossimo e nel futuro?
Quale scegliereste?
Come vedete sono tutte doti e qualità necessarie per sopravvivere in Borsa, ne abbiamo bisogno...
Il Governo Letta si è inventato la vendita delle spiagge italiane per ridurre il Debito?
Eh no, non va bene!
Non va bene perchè questa grande idea non è un'invenzione del Governo Letta, ma è la scopiazzatura del più grande economista italiano in termini di creatività: Giulio Tremonti.
Fu Giulio Tremonti il primo, nel 2005 a estrarre dal cilindro l'ideona di vendere la bellezza delle coste italiane.
A dimostrazione che gli anni passano, e non cambia nulla, anche in creatività e fantasia iniziamo a scadere.
Passano gli anni e intanto: non cancellano le province, non diminuisce il numero dei parlamentari, non diminuiscono stipendi ed emolumenti, non si tagliano i costi della spesa pubblica etc etc etc.
Ma per quanto ancora continueremo a farci prendere in giro. Per quanto tempo ancora voteremo queste persone?
Ah giusto, c'è una legge elettorale pessima, il PORCELLUM, nemmeno quello cambia.
"Panino e Listino" il pezzo della settimana scorsa, questa volta l'ho anticipato, perciò non ho altro da postarvi, se non consigliarvi il numero di domani, vi anticipo il tema: TWITTER, ma soprattutto molti temi operativi.
E vediamo come va domani, se continuerà la tradizione dell'astinenza da commenti e se i miei titoli saranno capaci di fare tendenza.
email: paninoelistino@gmail.com
Pubblicato da Buddy Fox Com'era prevedibile, dopo il silenzio e la riflessione, ecco che piovono le polemiche. Era ovvio che dopo l'iniziale entusiasmo per l'idea della NEWSLETTER, sono arrivate ben 50 email, non avrei mai pensato così tante (troppe e ingestibili!), dopo aver fatto le doverose e corrette specifiche, sia caduto il totale silenzio, la riflessione, spaccata e lacerata dalle polemiche. Stupore? Perchè? E' sempre così, quando offri gratuitamente, sono tutti pronti ad alzare e ad allungare la mano, quando invece si chiede qualcosa in cambio, anche il minimo, si fa come le interrogazione a scuola, si abbassa lo sguardo, si gira la testa altrove e ci si nasconde nel silenzio. Ognuno è libero di fare quel che vuole, perchè lamentarsi, sono stato contestato e offeso quando era tutto gratis, figuriamoci se chiedi qualcosa. Anzi ho apprezzato molto quelli che mi hanno scritto dicendomi di essere contrari all'idea, spiegandomi le motivazioni e preferendo non iscriversi, l'onestà ha sempre le porte spalancate. In passato c'è stato chi, non solo tra gli amici reali, mi abbia chiesto perchè non farsi pagare. Perchè farsi pagare ho risposto? Facendo una cosa senza costanza, sebbene molti avessero benefici dal mio contributo, non mi sembrava corretto. Ho provato con la pubblicità, non chiedevo nessun contributo ma solo una collaborazione nei click. Non ha funzionato, era quindi un'inutile perdita di tempo. Ho pensato alla NEWSLETTER, come forma per creare un gruppo solido, dopo 9 anni di esperienze comuni (perchè principalmente ai più fedeli mi riferivo, quelli che mi conoscono e che ormai sono pronti a tutto), si poteva fare un salto di qualità. Provare un esperimento che avesse una certa costanza e precisione, ma questa volta con un minimo contributo, che fosse però una condivisione. Io al mio tempo e alla mia salute ci tengo, e penso che sia così anche per voi. Non voglio svegliarmi un giorno e scrivere: mi sono reso conto di aver trascurato... mi sono reso conto che non si può fare questo e quello... Sono tutte cazzate, sappiamo benissimo che la vita è altro oltre a questo, ma una cosa non esclude l'altra, ci vuole però una certa armonia, le giuste dosi e un po' di buonsenso e comprensione. Prime delle specifiche sui compensi, già si erano capite molte cose dalle vostre email, c'era chi era entusiasta di partecipare e chi invece oltre alla richiesta di iscrizione, con spontaneità chiedeva quanto sarebbe costata, qui c'è chi da valore all'impegno e sa che non tutto è dovuto, sono fiero di far parte di questo gruppo. Ora, senza farla troppo lunga, so già che anche alcuni tra quelli che offendevano hanno provato a inserirsi, sono i peggiori perchè vigliacchi, chi pensate di essere i furbi? Essere furbo, bella cosa, me ne vergognerei. Io sto provando questo esperimento, e come già scritto, non obbligo nessuno, se pensate che io abbia chiesto troppo, nessun problema, amici come prima, ognuno è responsabile delle proprie scelte, sono tutti capaci a giudicare, ad avere rimpianti, io invece continuo a provare e ad agire, perchè ho interesse a migliorare e a fare qualcosa di positivo per gli altri, ma anche per me stesso. A inizio anno ho partecipato a un evento finanziario, prima di entrare ho pagato il biglietto e molto profumatamente, tutti hanno pagato, come si faceva una volta senza polemiche, vuoi vedere lo spettacolo, si paga prima di entrare. Di tutto quanto è stato detto, nulla si è realizzato. Non si chiede il rimborso, come è giusto che sia, nessuno mi ha obbligato e di più, il prossimo anno ci tornerò perchè i contenuti mi interessano, aumentano il mio bagaglio culturale e soddisfano i miei interessi e la mia curiosità. Quello che mi risulta più difficile capire è perchè si contesti una cosa trasparente, quando fino a ora si sono sentite solo truffe, più o meno eclatanti, imbroglio, raggiri, illusioni e speranze frantumate in cui molti sono cascati. Ora per vendicarsi dei sopprusi si colpisce alla cieca, va sempre così, fino alla prossima illusione...
Eravamo in 50 prima delle specifiche, ora siamo a quota 3. Ho messo un limite di tempo fissato per Sabato 14, e mentalmente mi sono fissato anche un limite di numero: 10. Meno non si parte, ovviamente non ho nessun interesse ad avere una folla, sarebbe per me ingestibile, nè ho interesse a strappare clienti a nessuno. La mia idea è formare una squadra, un gruppo e da lì continuare il percorso. Ovviamente "Panino e Listino" ci sarà ancora, come anche il blog in altra versione per chi sarà interessato e poi ci sarà l'esperimento newsletter.
Quindi se siete interessati, scrivetemi: paninoelistino@gmail. com è il mio indirizzo.
NESSUN OBBLIGO PER NESSUNO, io cerco solo volontari armati solo di buona volontà, coraggio e passione, persone e risparmiatori in grado di condividere un sogno e senza nessuna avidità ed egoismo.
Ecco, così abbiamo ben scremato. Se non andrà in porto, ovviamente mi farò un esame di coscienza e andremo avanti in qualche modo.
Intanto oggi si commemorano le vittime della tragedia dell' 11 Settembre 2001, su Panino e Listino di oggi ho voluto fare un parallelo tra il crollo del WORLD TRADE CENTER e il crollo della LEHMAN BROTHERS, entrambe occasioni mancate dall'Italia, paese che vive un Autunno infinito.
Qui sotto, come al solito l'appuntamento con l'articolo di settimana scorsa.
In questi 9 anni, bene o male, credo di aver dato molto, quindi non ho nulla da rimproverarmi.
Buona lettura.
Libero giovedì 05 Settembre 2013
“Alle 19 in punto un lungo applauso è risuonato
nelle austere sale di Mediobanca. E’ il segnale che Olivetti, il cui vertice
era riunito nell’istituto milanese, ha vinto. Dopo tre mesi di battaglie legali
e finanziarie, l’Opa su Telecom è andata in porto”. Era il Maggio del 1999, si concludeva con un
trionfo l’assalto dei “barbari padani” (Colaninno e Gnutti in testa) al fortino
della nobiltà finanziaria di quell’epoca. Si celebrava un passaggio storico
nella finanza italiana fino a quel tempo dominata dal motto di Cuccia “le
azioni si pesano e non si contano”, ora vince la maggioranza. Dopo la vittoria
di Colaninno comanda chi ha di più e non chi pesa di più, dalla bilancia al
pallottoliere. Ha vinto il libero mercato, urlavano trionfanti gli antagonisti
del vecchio regime. Difficile dire il contrario, visto che dalla
privatizzazione, Telecom era controllata da un’esigua minoranza: Comit,
Generali, San Paolo Imi, Ina, Ras, Unicredit, Rolo e gli Agnelli (veri
controllori) con la Ifil, insomma il salotto buono, il tutto corrispondeva a
una quota complessiva del 6,3%, il massimo con il minimo sforzo. Colaninno
scardina un sistema, grazie all’ariete Tecnost (una scatola vuota, usata come
cavallo di Troia che nel periodo precedente all’Opa vede impennarsi le quotazioni)
sfonda la porta del “salotto buono” e se ne impossessa. L’enorme operazioni gli
costa però un sacrificio, Olivetti (il vertice della filiera) è costretta a
cedere Omnitel, uno dei nostri gioielli, alla tedesca Manesmann. Oltre a
questo, per avere Telecom deve imbarcarsi un debito mostruoso, ma questo
sembrava un particolare secondario nell’era dell’euforia per Internet e la
telefonia che punta sull’UMTS, si apre un nuovo mondo, i debiti non ci
fermeranno. Come sappiamo non fu così, per Telecom e per la telefonia italiana
iniziò il declino: avevamo Omnitel, avevamo Wind e ora ci rimane solo Tim, ma
per quanto ancora?
Oggi, con le operazioni di Vodafone/Verizon, Kpn e
ora anche Nokia sembra di rivivere, anche se in miniatura (a causa dell’assenza
dei piccoli risparmiatori) la stagione euforica che la telefonia ha vissuto
nell’anno 2000. E ora, toccherà a Telecom? Prima di Colaninno a capo c’era
Bernabè, dopo Colaninno c’è ancora Bernabè, significa qualcosa? Non lo so, ma
di sicuro questa si conferma l’Estate delle telecomunicazioni e la stagione
finisce il 21 Settembre. Telecom tornerà preda, come Italia, cerchiamo di non
perdere anche questa partita.
FTSEMIB: “passiamola questa soglia una volta di più”
era l’esortazione di Vittorio Sereni, che invitava ad andare avanti nonostante
tutto. 17,500, passiamola questa soglia, questa è la volta buona.
Mai come questa volta Piazza Affari è l’indicatore
principale del futuro, non solo finanziario, del nostro Paese.
NOKIA: “Con la nostra forte
identità aziendale, le attività principali e il talento, e da una posizione di
forza finanziaria rinnovata, costruiremo un nuovo capitolo di Nokia”
l’entusiasmo di Risto Siilasmaa (nuovo Ad di Nokia) è contagioso!
E’ arrivata
la grande notizia, Nokia si libera della zavorra cellulari e torna sopra 4
euro. Euforia sì, ma questo è solo il primo passo. Chi ricorda l’articolo del
17 Luglio sa che questo è solo il primo passo. Ripensate a Ericsson e
soprattutto a Motorola, capirete che il meglio deve ancora venire.
CHL: dopo Nokia, toccherà anche a questa nostra
beniamina. Sono in arrivo notizie rivoluzionarie e che saranno capaci di
risvegliare il titolo da un torpore che apparentemente sembra eterno. 0,04 sarà
solo un brutto e lontano ricordo, siete pronti?
TELECOM: comprare, non esiste altro verbo. Senza
dimenticare Tiscali, dalla Sardegna con furore!