(Scritto 19 Aprile 2016) Buonasera, Ma avete visto dov'è il petrolio oggi? Solo per farvi
notare, come già scritto, che al mercato di Doha, frega poco o nulla,
quando interessano di più lo stato delle trivelle yankee, la situazione
dei paesi emergenti, ovviamente i rischi geopolitici e la volontà di
riportare l'oil a più dignitosi 50$. Al mercato ora il petrolio
conta poco, interessano di più i movimenti dello Yen, i bilanci USA e le
banche europee e italiana in particolare. Quest'ultime nel finale hanno girato in negativo, si dice a causa dell'aumento su Pop Vicenza. Sicuri?
A mio avviso dell'aumento su Pop Vicenza al mercato interessa poco o
nulla, ormai c'è Atlante a sorreggere la baracca, e sotto di lui c'è
Zeus ovvero Mario Draghi. Probabile che tutte le banche domani
ritornino su. Probabile ma non assicurato, perché Milano è ora su
livelli importanti, un ostacolo che si sente perché è una demarcazione
vitale, sotto 19 c'è l'inferno di una nuova e grave recessione, sopra
c'è il paradiso di una sospirata crescita e accelerazione. Qualcuno
sull'esuberanza di questa mattina voleva comprare? Andiamo cauti,
sebbene rimangano indizi positivi sulla crescita, bisogna avere
pazienza, cautela e precisione. Uno degli indizi a mio favore è
visibile sulle nostre banche, su quanto accaduto prima che Atlante fosse
annunciato come salvatore. Tralasciando le solite note MPS e
Carige, guardate cos'è accaduto su Bper, Popolare e Unicredit, guardate
quanto hanno comprato. E non erano i piccoli risparmiatori e investitori, quelli purtroppo stavano svendendo.
Domani su Panino e Listino, una prima parte educativa, almeno ho cercato di utilizzare una email di un lettore, in qualcosa di utile per tutti. E poi tanti temi operativi e scopiettanti, su tutti il nostro gioiello BET, grandi evoluzioni e poi banche, PETROLIO e BUND. Vale il prezzo del biglietto, sempre che qui, qualche spettatore sia rimasto.
Buonasera, pochi e fedeli lettori coraggiosamente rimasti. In attesa del grande evento, no, non intendo l'intervento della Yellen, e nemmeno l'uscita domani di Panino e Listino ;-) Mi riferisco alla grande partita di questa sera tra Bayer di Monaco e Juventus, come tradizione e come ultima promessa che vi ho fatto, ecco qui sotto un altro dei precedenti articoli andati in stampa. Come stanno cambiando le cose rispetto al pessimismo catastrofico di inizio anno, avete notato? Ora siamo al primo step di questo recupero, o si salta oltre la staccionata per trovare una nuova prateria, o inevitabilmente si torna giù. Anche MPS sta scaldando i motori, mentre sull'Euro/Dollaro la parità che molti davano per certa, sta ora diventando sempre più un miraggio. E il petrolio? Per Goldman è da vendere, dunque ora comprare petrolio. Sul pezzo di domani troverete delle indicazioni che potrebbero stridere con quanto scritto ora. Mi spiego meglio, comprare petrolio sì, preferibilmente attraverso ETF, se proprio volete rischiare, con ETF in leva. Agli amanti della carta, domani con il paragone di un'antica "favola".
LIBERO 10 Marzo 2016
“Non si afferra il coltello che cade", uno dei
tanti proverbi di borsa, che usato in modo assoluto si trasforma in
sesquipedale sciocchezza.
Uno di questi esempi coinvolge Brembo, l’azienda dei
freni di lusso, che come la totalità del microcosmo economico, viene travolta
dalla crisi finanziaria del 2008.
Il titolo crolla, fagocitato dall’intero listino,
che siano banche o industrie, non conta, tutto viene spazzato dalle enormi
zampe dell’orso. E’ il momento degli affari, ma al primo sibilo di “io comprerei”,
subito scatta l’ammonizione dell’antico proverbio.
E’ vero, ricordando quei momenti, ritornano alla
mente i comunicati dalla Val Brembana, un bollettino di guerra: la crisi
dell’auto, lavoratori a rischio, il fatturato in caduta. Non è facile, ma qui
stavamo parlando dell’eccellenza della manifattura meccanica italiana, e non di
una qualsiasi banca, stremata dall’epidemia finanziaria e ridotta in stato
comatoso. Se non compri quando crolla, quando è in saldo, quando compri? I
grandi investitori sono quelli che guardano oltre la crisi.
Brembo era scesa fino a 1,80€, capitalizzando poco
meno di 300 milioni. Chissà perché in borsa ciò che vale poco incute timore,
mentre ciò che vale di più è considerato un affare. E’ questo il terzo segreto
di Fatima.
Oggi, 7 anni dopo, Brembo vale 43€, 2.900€ di
capitalizzazione, una rivalutazione del 2.050%, l’affare di una vita. Oggi
sopra 40 si vende e si compra compulsivamente, i trader se la strappano di
mano, e immagino siano gli stessi che sotto 6€ scappavano dal titolo.
Brembo mi fa ritornare alla mente un caso vissuto in
prima persona, quando lavoravo agli ordini di un ex dirigente d’impresa. Era il
2002, in una mattina di Novembre mi chiamò e mi disse: “Fox, la ABB non può
fallire, vorrei comprarne molte e tenere più a lungo possibile, che ne dici?”
Il titolo quotava 2 franchi ch, comprammo, ma dopo
il primo 100% di guadagno, il proposito del lungo termine era già dimenticata.
E di 100% in 100% il titolo toccò 30, in soli 5 anni. Difficile mantenere le
promesse nella vita, in borsa ancor di più.
Ricordate sempre, comprare e vendere sono esercizi difficili,
ma è la gestione il più complicato di tutti. E’ forse vero che solo chi
dimentica, alla fine, riesce a fare il grande affare?
PIAZZA AFFARI: tutti in attesa spasmodica di Draghi.
Chi guarda i mercati con distacco, sa che questi momenti sono solo “colore”,
non sono le giornate che tracciano il solco. Il 9 Marzo 2009 (io c’ero), non
accadde nulla di eclatante, una giornata negativa come tante, ma fu il giorno di minimo a Wall Street, 7 anni
dopo quel livello fu triplicato. Siamo in risalita, se tutto va bene, si sale
fino ad Aprile, 18.800/19.000 i primi ostacoli.
DRAGHI: “comprare azioni”, è quanto chiede in sogno
ogni piccolo azionista a Super Mario. Quale potrà essere la mossa eclatante
della Bce? Aumentare la liquidità? Serve a poco. Tassi ancor più negativi?
Deleterio, ma tornare indietro sarebbe peggio. Qui bisogna allargare il
perimetro, a obbligazioni societarie e agli Npl cartolarizzati delle banche. Bisogna
rimediare al 3 Dicembre.
Buonasera, due cose prima di approfondire il tema del momento, due cose semplici di tipo folkloristico. La prima è relativa all'attuale crisi, tra le tante congetture che sento, di tipo politico, finanziario e complottistico, non ho ancora sentito, tra le tante ipotesi fantasiose, quella del "terrorismo finanziario", mica si colpisce solo con attentati, bombe e fucili, oggi credo che se colpisci nel portafoglio fa molto, ma molto più male. La seconda è relativa a Oscar Giannino e al suo programma che in questi giorni nemmeno sfiora la crisi finanziaria. Nel 2011, quando qui si era paventato (ma era solo una minima ipotesi) il fantasma delle "4 cifre" lui iniziò la campagna sulla fine dell'Italia e dell'Euro con tanto di colonna sonora "The End" dei Doors, cosa che, attualmente, ancora non si è verificata. Ma di più, l'anno scorso, in Autunno ne ha iniziata un'altra, quella della crescita italiana accompagnata dalla canzone degli Scorpions, il vento del cambiamento. Come potete notare, la musica è diventata protagonista nei racconti economici e finanziaria, credo di essere stato un pioniere, a dimostrazione che le idee qui non sono mai mancate. Oscar Giannino avrà sicuramente una cultura sterminata, molto più ampia del sottoscritto, ma come tempi (il timing) non ci siamo, e come dicono spesso sui mercati: a volte il tempismo è tutto, o quasi. Su Panino e Listino di domani ho cercato di fare una sintesi del momento, credetemi non è stato facile, soprattutto per chi come me la sintesi ancora non ha imparato a conoscerla. Il momento è molto delicato, non tanto ora, lo sarà ancor di più dopo il rimbalzone. A scanso di equivoci, per me vale ancora quanto scritto nelle "10 di Buddy 2016", anzi quello che sta avvenendo ora è proprio l'occasione, anche se fin troppo brusca, che stavamo aspettando. Qui sotto, per quanto non l'avessero letto, vi ripropongo l'articolo scritto a Novembre 2015 su Deutsche Bank, uno dei tanti avvertimenti che oggi sembrano essere andati oltre le aspettative. La colonna sonora, la nostra colonna sonora, ci ha portato fortuna nel 2009, è il momento giusto per tirarla fuori dal cassetto.
LIBERO 05 Novembre 2015 Pianeta Terra, un mondo a tasso zero, è ancora abitabile? Le risposte degli studiosi sono contrastanti e divise a metà: per i debitori sì, per gli investitori invece manca l’ossigeno (i rendimenti), il risparmio è in sofferenza. Ricordate com’era la Terra solo tre anni fa? L’Italia e tutta la periferia d’Europa soffrivano di alte temperature, i tassi sui nostri titoli di stato erano al 6% e si rischiava lo scioglimento dell’Euro: i tassi sul Debito sono insostenibili, Italia a rischio fallimento, era il grido di dolore. In quegli anni abbiamo imparato a conoscere lo “spread”, anche se in modo errato, immaginandolo come un indicatore singolo, mentre invece si tratta di un metro che misura la distanza tra due qualsiasi strumenti finanziari. Ogni giorno, dopo il meteo, era indispensabile consultare a che livello fosse lo spread, sempre con ansia e allarmismo, quando invece si trattava di un’opportunità d’investimento immancabile. Passata la paura, svanita l’occasione, oggi l’allarme è rientrato, anzi il nostro spread (BTP 10 anni contro Bund) esulta, ha sfondato quota 100, sembra quasi di aver vinto il mondiale. In verità, non voglio smorzare l’entusiasmo, abbiamo fatto anche di meglio, siamo andati a 30, ma allora nessuno ne parlava. Passata la paura svanita l’occasione, perché sebbene l’obiettivo “raffreddamento spread” è stato raggiunto, oggi ci ritroviamo con gli stessi problemi di tre anni fa: un debito enorme, nessuna risorsa per abbassare le imposte e un problema in più, non si trovano posti dove parcheggiare i risparmi. Sicuri che il tasso zero sia un mondo felice? Che sia un luogo scomodo lo pensano anche le banche, vi basta leggere le ultime trimestrali e le reazioni del mercato. Intesa, nonostante il miglioramento dei conti è stata subito bastonata. Si può fare incetta di titoli grazie al QE, ma a causa del QE le curve sono piatte, e senza differenziale sui tassi le banche non hanno margine per lavorare e fare utili costanti. Forse ha ragione Bill Gross quando dice che “i tassi zero sono un disastro per economia e risparmiatori”. Forse esagera, ma quando si arriva al punto che il creditore per prestare denaro a un debitore è costretto a pagare una “tassa” è il segnale che qualcosa non funziona, c’è un’anomalia e credo che il ritorno alla normalità sarà pagato a prezzo molto caro. PIAZZA AFFARI: November rain. “E’ difficile far durare una candela nella fredda pioggia di Novembre” cantavano i Guns, e quella candela è la speranza di rialzo, una candela che a me sembra un lumicino. Sotto 21,900 si va giù come l’orso comanda, sopra 22,800 sarà un rialzo che vedrò da scettico spettatore.
EURO/DOLLARO: l’economia va bene, i rischi mondiali sono diminuiti, ma alla domanda su quando aumenteranno i tassi, la Yellen risponde: forse a Dicembre, ancora non è stato deciso nulla. Ma come, va tutto bene, siamo a tassi zero e ancora si brancola nell’indecisione? Certo, perché il problema è il dollaro che continua a rafforzarsi e mette in pericolo l’ancora gracile ripresa. Sotto 1,08 c’è la parità. Ma attenzione ai falsi segnali, perché prima del tuffo c’è ancora il rischio di tornare a 1,13. DEUTSCHE BANK: torniamo sul possibile luogo del delitto. Se in questi 5 anni il DAX ha galoppato verso massimi assoluti e DB è rimasta vicino ai minimi, qualche dubbio, anche ai più ottimisti dovrà pur venire o no? Sotto 24 la bomba rischia di esplodere, e allora sì che anche Weidmann si metterà a stampare. PETROLIO: lasciate perdere questo rimbalzo. Non fatevi del male.
C'è una notizia che in questi giorni mi sconvolge. Più del crollo del petrolio, più della crisi cinese e di quella dei 5 Stelle, e anche più delle nostre banche, in particolare le nostre amiche MPS e Carige. Mi riferisco all'ultima sul calcio italiano, no, non a quella della moviola in campo (in verità anche quella mi ha smosso parecchio), ma alla notizia su Cerci, l'attaccante del Milan (a proposito, è ancora del Milan), ho scoperto che il suo cartellino è in possesso di un fondo d'investimento. Brivido! Ormai il calcio è a tutti gli effetti uno spettacolo, per i tuffi in area, i melodrammi dopo i goal, per il calciomercato tutto l'anno e per i tanti soldi (veri o presunti) che nel grande circo girano. Forse quando il cartellino del giocatore era di piena proprietà del presidente, non era il migliore dei mondi, ma da quanto ricordo, era sicuramente una situazione migliore, più genuina dell'attuale. Mi chiedo cosa mai avrebbe detto Nereo Rocco se fosse ancora vivo. Probabilmente, Fornero permettendo, avrebbe preso una pensione anticipata, o cambiato mestiere.
Tornando alle cose nostre, l'avete sentita l'ultima previsione nefasta del catastrofista europeo? Se non l'avete letta, domani la potete trovare su Panino e Listino. Come troverete anche le previsioni delle stelle. Avete letto le ultime dichiarazioni di Medvedev sul petrolio? I rischi per la Russia aumentano, come aumentano anche gli allarmi e gli allarmismi, come anche le previsioni negative, dai 20$ di Goldman a chi adirittura vede i 10$. Ora, tutto questo pessimismo a senso unico, mi fa ripensare alla copertina di BUSINESS WEEK del 1979, o alla bolla delle case, ma è altrettanto vero che per vincere non basta fare il contrarian, sarebbe altrimenti troppo facile guadagnare: tutti dicono una cosa, e tu fai il contrario, questo è lo stile di Marc Faber. No non va così, anche perchè, al netto di futuri rimbalzi, anche molto forti (100%), la strada del petrolio è già stata tracciata, il tramonto è sempre più vicino, per fortuna del nostro pianeta e anche della nostra salute. Ovviamente, ancora David Bowie
2015, il tramonto del Petrolio? Può essere quessta l'immagine simbolo dell'anno? Se voi ne avete un'altra, scrivetela nei commenti, sono curioso di sapere la vostra. Poco prima del brindisi, si stappa e lo si fa in compagnia delle mie 10 cazzate, "LE 10 DI BUDDY FOX", quanti saranno in edicola l'ultimo giorno dell'anno? L'ho chiesto qui a fianco nel sondaggio. Molti di voi saranno già in vacanza, fate uno sforzo, altrimenti come farete a prendermi in giro durante tutto l'anno?
Inflazione, la Sciarelli l'ha confermato, sarà la prossima missione di "Chi l'ha visto". Where is the inflation? Se lo chiedono anche i Black Eyed Peas Dopo tante ipotesi e teorie, domani su Panino e Listino potrete leggere la mia, molto semplice, quella che ho sempre mantenuto da anni, fin dai primi anni del 2000, quando le maggiori banche d'affari prevedevano il ritorno dei prezzi alti a causa dei numerosi tagli dei tassi effettuati da Greenspan, cosa che non è mai successa, anzi oggi ci troviamo nell'ipotesi opposta. Vi ricordate i primi anni 2000 quando già ai tempi l'economia italiana arrancava, l'unica cosa che non scendeva era l'inflazione, e tutti, dico tutti, ci lamentavamo dei prezzi dei beni, delle zucchine, le ricordate le zucchine? Erano sempre troppo care. Oggi tutto scende, ogni prezzo, e non siamo contenti? Non lo siamo, perchè la deflazione porta sfiducia, e la sfiducia fa scivolare facilmente nella recessione/depressione. Domani su Panino e Listino.
Povero Valentino Rossi, vittima del gran biscotto, questa volta non è maxi bon e nemmeno un prosciutto, ma è il diabolico piano ideato dai tre spagnoli per non fare vincere il grande campione. Tutti stupiti, molti indignati, ma mettetevi nei panni degli spagnoli che giocavano in casa, con il titolo in tasca e con la possibilità di battere il numero 1, non solo del presente, ma della storia del motociclismo, voi al loro posto cosa avreste fatto? Certo, la scena è stata, a livello sportivo, molto penosa. Sinceramente era la mia prima gara di moto GP a cui assistevo, era l'evento, si credeva nell'impresa e ho voluto crederci, non c'è stata, ma ci ha provato, eccome! In fondo, lo stesso Valentino non dovrebbe stupirsi, a fine gara ha definito Marquez uno che gareggia solo per farlo perdere. Perchè Valentino, in Italia non è mai successo? Noi non diamo certo il buon esempio, in principio fu la Juventus, ogni volta che entrava in campo la Signora, soprattutto in campo internazionale, le tifoseria di tutta Italia trovavano improvvisamente pace, si faceva, solo per 90 minuti, il gemellaggio, tutti insieme per sperare nella sconfitta della Juventus. Poi è venuto Berlusconi, la sinistra litigiosa, trovava l'amicizia sotto l'albero dell'Ulivo, tutti insieme per battere il Cavaliere Nero. Poi è arrivato Mourinho, tutti contro lo Special One, tutti contro di lui, e come dargli torto. Siamo i numeri uno in questo sport, non si gareggia per vincere, tutti insieme è un'utopia, bensì si spera nella brutta figura altrui, e si fa questo perchè il Paese ha paura di crescere, preferisce rimanere fermo e lamentarsi. In fondo, io per primo mi condanno e mi sento peccatore, perchè continuo a criticare Renzi e mi lamento dei suoi enormi tentativi di cambiamento, sarà l'età che passa, sarà il logoramento di questo lavoro, ma quanto sento che la prossima opera è il PONTE DI MESSINA, o scoppio a ridere o mi viene da piangere, questo paese non cambierà mai. La rappresentazione sono i politici, se in Spagna gareggiava il trio Lorenzo, Marquez e Pedrosa, tutti insieme per battere Valentino, qui da noi abbiamo il trio Meloni, Salvini e Berlusconi, il nuovo, insieme per battere Renzi. Chi sta meglio, noi o loro? L'ultima di Renzi è quella sul petrolio, sono pronti a trivellare l'Italia. Qualche anno fa, se era pur sempre ecologicamente un orrore, almeno economicamente aveva un senso, con un Petrolio in impennata, anche se poco, gli investimenti avrebbero portato una resa. Ma oggi? Con un petrolio regalato, i barili te li tirano dietro, ormai non lo vuole più nessuno, sono tutti orientati verso le energie alternative, persino gli arabi, ti metti a trivellare, a fare un gruviera in un paese bellissimo, ma sempre più fragile? Siamo a Novembre, con un'umidità pesante, temperature incredibili, un inverno sempre più lontano, un riscaldamento che non vuole ancora calare, e tu, invece di abbracciare l'ecologia, energie naturale di cui l'Italia può essere regina, ti metti a cercare il petrolio? Che dire, sei un alternativo, un cosidetto contrarian, come si dice in finanza, a questo punto, perchè non osare? Io adirittura mi rimetterei a cercare il carbone. A questo punto tocca dare ragione a Berlusconi quando diceva "Matteo mi copia". Perchè non ci siamo tenuti l'originale?
Lo SPREAD scende sotto 100, cosa vuol dire? Per prima cosa vuol dire che, secondo gli investitori, Italia e Germania tornano a essere più vicine, dopo lo scandalo Volkswagen vorrei ben vedere! In realtà non molto vicine, in passato siamo stati a 30, ma molto di più rispetto ai 500 punti di pochi anni fa. Li ricordate? Nessuno voleva comprare, nemmeno se glieli regalavi, oggi invece, quando gli interessi sono rasenti lo zero, se non adirittura negativi, si fa la fila. E' l'irrazionalità della finanza, e soprattutto dei piccoli risparmiatori, la storia insegna, ma pochi imparano. Perchè più dello SPREAD, la notizia eclatante sta nei tassi, quelli dei BOT per la prima volta sono negativi, cioè, detto in parole semplici, si paga per investire, che in questo caso, quello delle obbligazioni, vuol dire prestare denaro. Se il creditore paga il debitore, allora ti rendi conto, lo devi fare, che qualcosa non va, che stiamo vivendo qualcosa di paradossale, una deformazione che prima o poi dovrà scontrarsi con la realtà delle regole classiche, e quel giorno saranno dolori! Lo SPREAD scende: evviva! Esultano le banche, dovrebbe esultare la borsa e tutti gli investitori. I TASSI D'INTERESSE SCENDONO: evviva, esultano i debitori, lo Stato sopra di tutti, il primo dei debitori. Tutto va bene, sicuri? Sicuri che a questo punto il QE mondiale sia un successo e un vantaggio per tutti? A questo punto, quando anche i tassi d'interesse sul debito italiano vanno in negativo, prima o poi potrebbe toccare anche il BTP, si deve fare un resoconto della situazione: Piazza Affari ancora non riparte, i "BOT PEOPLE" che sono ancora tantissimi non hanno più rendimento, chi non ha comrpato con tassi al 7%, se non vuole rischiare, ora non sa dove rischiare. La buona notizia dovrebbe arrivare dallo STATO, che su una forte riduzione dei tassi d'interesse sul suo enorme debito, dovrebbe trovarsi un grande surplus, anche se così non sembra, visto che anche nell'ultima finanziaria, per approvare le manovre espansive, si combatte ancora con i numeri. Possibile? Pagavamo quasi il 7% ed eravamo in oggettiva difficoltà, ora in soli 3 anni siamo a poco più dell'uno, e nonostante l'Euro svalutato, il Petrolio dimezzato, siamo ancora in difficoltà con i conti? E poi mi dicono che non devo rimpiangere gli anni '80, quando i tassi d'interesse erano a doppia cifra, quando l'inflazione c'era ed era abbondante e quando anche la Borsa volava e c'erano ancora "le grida". Lo so benissimo che la crisi è partita dall'abbondanza non sostenibile di quel tempo e che ora stiamo pagando quegli eccessi. Ma con la politica e gli economisti di oggi, come non si possono rimpiangere quegli anni? Domani su "Panino e Listino": la carne fa veramente male? Sì, come fanno male i derivati. Tutti pronti per la FED, aspettando il GIAPPONE, a domani.
Panino e Listino Sunday morning, eccezionalmente di Domenica! Si dorme un'ora in più, non avete scuse per la sveglia, o per aver fatto tardi il Sabato sera, c'è tutto il tempo per andare in edicola, c'è tutta la Domenica per poterlo leggere ed essere pronti a entrare in trincea Lunedì Mattina.
Anche quest'anno sono stato a Piazza Affari, al Tol Expo, che chissà perchè non solo è stato suddiviso e ampliato a 3 giornate, ma c'era anche l'obbligo a scegliere per partecipare solo a una. Motivi di sicurezza questo dicevano, sarà vero? Qualcuno pensa a un disinteresse generale, forse i soliti maliziosi, lascio a ognuno la sua impressione. Devo ammettere che l'ambiente mi è sempre più stretto, mi sento sempre più a disagio, Piazza Affari non è più un bel luogo dove stare e forse nemmeno dove investire. Qualcuno obietterà che nemmeno ai tempi delle "grida" era un luogo santo di verginelle, basta solo pensare ai Sindona, ai Rovelli, ai Calvi, agli Agnelli, Micheli, Cefis, Bonomi, Gardini, aggiungete voi tutti i nomi che volete, ma almeno erano canaglie di razza e con grande stile. Una volta a Piazza Affari si sentiva la musica delle "grida", oggi c'è solo gran chiasso e confusione, una volta c'era un mistero poetico, l'arte, la fantasia, gli intrighi che tanto affascinavano, oggi c'è solo la vendita, le macchine, il dominio dei computer e gli schemi. E come dire era più bello il calcio di una volta, in cui contavano i piedi fatati e l'inventiva dei talenti, o quello di oggi in cui conta lo schema preparato in allenamento, tutti ingabbiati nei propri ruoli? Piazza Affari luogo scomodo, per non dire altro, ma al tempo stesso, causa la mia irrefrenabile curiosità, è sempre interessante partecipare ai vari seminari, e ascoltare cosa di nuovo si sono inventati, e soprattutto le previsioni, perchè è quello il sale della finanza, senza quello l'interesse crollerebbe a zero. Dicono che le previsioni non contano più, l'analisi tecnica deve dominare e diventare unico dio, ma poi le previsioni le fanno tutti, è un contraddirsi continuo, perchè in finanza la coerenza non vale. Ricordate quanto ho scritto l'anno scorso? Tra i tanti banchi di vendita, c'era quello che si vantava delle sue numerose operazioni di successo, il suo metodo portava solo guadagni. Aveva solo un neo, le Eni, ma tanto avrebbe recuperato. Peccato, se devi inventare le favole, devi farlo bene, perchè è vero che Eni non ha mai vissuto anni rovinosi, ma con un petrolio così era meglio inventarsi un altro titolo. Eni ha sofferto, e magari ha rovinato il risultato di tutto il portafoglio, perchè quello che conta non sono le battaglie o le vittorie, ma alla fine se tra somma e sottrazioni trovi il segno più o il segno meno, e cioè se la guerra è stata vinta. Il Petrolio è capicollato e così il cane a quattro zampe. Ovviamente quest'anno la fauna era cambiata, quelli che l'anno scorso avevano previsto catastrofe, quest'anno erano scomparsi. Bisogna ammettere che qui il ricambio è velocissimo, fosse così anche nella nostra politica, forse ci troveremmo in una situazione migliore. Qualcuno, i più esperti e scafati ci sono sempre, perchè se guadagnare è facile, il difficile è saper resistere nel tempo, e per quello è importante perdere, per conoscere e imparare dalle sconfitte, perchè l'esperienza qui è tutto, anche più dell'analisi tecnica.
Il PIL Usa frena, deludendo ogni aspettative, e le Borse crollano. Questa l'interpretazione generale, strano però che a crollare siano solo quelle Europee, Milano compresa, e non Wall Street che del dato in questione dovrebbe subire le maggiori conseguenze. Più facile pensare alla correlazione che ha dettato la linea negli ultimi mesi: Euro debole = Borse al rialzo, ovviamente vale anche il contrario. Il forte rafforzamento dell'Euro negli ultimi giorni spiega, forse in parte, l'attuale debolezza che in fin dei conti può essere catalogata anche come semplice prese di beneficio. Ma a tutto ciò si aggiunge un'altra variabile, che su certi livelli può trasformarsi attraverso le lenti d'ingrandimento delle preoccupazioni di breve, come un grave pericolo: IL PETROLIO. "Il Re Salman bin Abdulaziz ha sollevato dall'incarico il suo
fratellastro minore e scelto invece come erede il nipote, esperto di
anti terrorismo", questa è la notizia che ha scatenato il rialzo dell'oro nero, secondo alcuni un vero "terremoto politico", secondo Al Jazeera "l'Arabia Saudita che conoscevamo fino a poche ora fa non esiste più". In prospettiva futura potrebbe diventare una variabili pericolosa, per ora lo vedo solo come un semplice pretesto. Sono i Tassi, e in parte la Grecia i direttori d'orchestra, da qui non si scappa e più l'economia USA si indebolirà, più si insinueranno negli operatori idee e ipotesi da fantascienza. Quali? Le troverete domani in edicola su PANINO E LISTINO, insieme alle ipotesi sul Nasdaq, ai titoli Milano Expo e ad altre chicche. Viva la resistenza, viva i risparmiatori che fino a oggi hanno saputo tenere e viva i partigiani del Toro.
A questo punto, per il 2015, mi chiedo se sia più scontato lo scudetto alla Juventus o il Quantitative Easing della BCE. Abbiamo già tracciato nelle precedenti puntate quali fossero le posizioni in campo, rispetto al precedente aggiornamento, con il recupero delle borse, la situazione ora muta con un totale allineamento astrale che sconta la mossa di Draghi. Delusione in arrivo? La mossa sembra fin troppo facile, ed essendoci la vicinanza delle elezioni in Grecia, tutto diventa molto più complicato. Per risolvere l'enigma dobbiamo cercare gli indizi.... Il movimento delle Popolari di oggi, sempre in attesa delle decisioni di Renzi domani che potrebbero anche smentire i rumors, sembrano cavalcare con perfetto timing la decisione positiva che la BCE prenderà giovedì. Per mesi abbiamo qui ripetuto dopo gli aumenti di capitale e gli stress test si darà il via alle danze delle fusioni e acquisizioni delle banche. Le banche sosterranno e faranno volare i listini, a distanza di mesi, così ora sembrano incanalarsi le cose. L'altro indizio é tecnico e me l'ha suggerito un anonimo commentatore, e cioè il gap aperto sotto 20,000, il vuoto che ha dato il via alla correzione e che sinceramente, per mia distrazione, avevo trascurato e dimenticato. Vuoto grafico che potrebbe essere chiuso, riagguantato e tappato nella seduta di giovedì e poi presa una decisione uguale o contraria. Dalle voci che ho raccolto, attendibili (ma affidabili?) sembra che la BCE giovedì si muoverà bene, e per bene intendo che prenderà una decisione pesante, allo stesso tempo bisogna immaginare quanto il mercato abbia già scontato, a quale livello si potrà considerare soddisfatto, quale la stima per un Qe regale o regalo. Dall'altra parte ci sono gli Usa, mercato centrale ma che in questo momento sembra non interessare a nessuno, e che dal mio punto di vista, tenendo sempre conto di fisiologici rimbalzi, sembra aver imboccato la strada della correzione, almeno fino al mese di Febbraio. Ora però all'Europa, e anche al mondo, di Wall Street, della Russia, del Petrolio, dell'indebitamento dei mercati emergenti contratto in dollari, del possibile fallimento del Venezuala, delle elezioni in Grecia sembra non interessare a nessuno. Ma quello che più mi rende dubbioso e il vostro atteggiamento e alcune vostre reazioni. Mi spiego perché alcuni dicono di non capire quanto scrivo: non vedo perché io non possa con derivati o etf mettermi al ribasso sull'indice e al tempo stesso rimanere al rialzo su singoli titoli. Perché non posso puntare sui ribassi di Piazza Affari, visto che l'indice a un anno conta ancora un rialzo limitato e al tempo stesso non possa mantenere le posizioni al rialzo su Biesse (+100% circa) e su BE (+90% circa) sono semplici strategie e non vedo cosa ci sia di strano, come al tempo stesso stare al rialzo su Nokia e stare al ribasso sul Nasdaq, dov'è il problema? Questo é semplicemente il valore aggiunto, nel bene o nel male, che do alla mia gestione e alle mie analisi di cui molti di voi ancora usufruiscono bellamente. Anche se giovedì dovessi prendermi una facciata, e so benissimo che una previsione sbagliata cancella tutte le precedenti positive, una Cobra o un Dollaro non ha le stesso peso di un errore ma minore, non credo che Piazza Affari in queste settimane potrà correre tanto lontano. Allo stesso tempo non si può pretendere di vincere tutte le battaglie, quello che conta é la guerra e cioè che alla fine tra i più e i meno, vincano i più. Questo lo dico per primo a me stesso a causa della mia forte autocritica. I mercati fino a oggi hanno avuto una fede incrollabile verso le Banche Centrali, dopo la mossa della Banca Svizzera qualcosa potrebbe essersi incrinato. Le Banche Centrali dicono sempre la verità? Mantengono sempre le promesse? D'ora in poi potrebbe, piano piano, instillarsi questo dubbio, e se la Fed dovesse un giorno anticipare o smentire quanto detto... Quanto visto con la Banca Svizzera sarebbe nulla.
Dopo il crollo del Petrolio, la paura GREXIT, l'avanzata di Tsipras e Podemos, la crisi Russa e del Rublo, ora dopo l'attentato a Charlie Hebdo, sale anche l'allarme terrorismo. Già dimenticate la Deflazione, il timore tassi Usa, la bolla dei Bond , il possente Debito italiano e la continua svendita del nostro paese. É tutto ormai alle spalle. Le paure nuove, scacciano i fantasmi del passato, anche se forse i veri mostri del ribasso hanno un volto diverso, penso a esempio agli utili Usa che sicuramente verranno limati a causa del rialzo del Dollaro. Fioccheranno gli allarmi utili? Lo vedremo, ormai manca poco. In tutto questo, dopo aver letto le mie previsioni, come vedete voi il 2015? Qui a fianco troverete il nuovo sondaggione. Se avete delle voci da aggiungere, suggerimenti o altre proposte, scrivete e votate.
Il senso comune crede che la Befana si associ a un'offesa, mentre invece il termine deriva da Epifania e quindi "apparizione", anche "meraviglia". Purtroppo a Milano non è apparso nessun Toro, ma l'ombra che si staglia assomiglia sempre più a quella di un Orso. I miei timori per inizio anno erano fondati, ma niente catastrofismo please. La Grecia un problema? Non credo, altrimenti non spiegherei rendimenti BTP così bassi. Il Petrolio un problema? Forse nel breve, ma nemmeno qui vedo catastrofi. La preoccupazione maggiore è la finanza che intorno a questi elementi ha creato un sistema che ora scricchiola.
Domani in edicola su Libero, dopo le "10 di Buddy" per il 2015, troverete il primo Panino e Listino del 2015. Credo si tremerà, ma ripeto, niente panico. Chi mi ha seguito aprendo le posizioni al ribasso avrà tutto il tempo per gestirle. Accontentarsi o esagerare? Questo ora è il problema.
Ci sono tante cose che in questo periodo non capisco. Come la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, e non per "mafia capitale" e la cattiva immagine di Italia e città, e non per il solito ritornello che l'Italia è il paese dei no e dei freni all'innovazione, se continui a dire di NO a ogni proposta non ci sarà mai la crescita e nemmeno per i precedenti storici sulle Olimpiadi di Atene del 2004, da lì in poi il diluvio del debito e della crisi. Semplicemente perchè dopo aver sentito dire Renzi che le Olimpiadi a Roma sono una spinta all'ottimismo e presumo entusiasmo penso: ma un'Italia con meno tasse, servizi pubblici efficenti, e per servizi intendo anche treni pendolari, bus, tram, metro e con scuole e asili che funzionano e diventano ambienti in cui si nutre e si investe sul futuro, non credete che già questi potrebbero essere degli ottimi argomenti per dare fiducia a un Paese. Perchè non partire da qui invece che dalle Olimpiadi? Non so perchè ma mi ricorda tanto il Ponte sullo Stretto. Pensando a Begnigni, all'Italia darei l'undicesimo comandamento: "non pensare alle Olimpiadi 2024, finchè non avrai terminato Expo 2015". Non è ancora finita la politica degli slogan, quand è che arriveremo a quella dei fatti, cose semplici, concrete e utili, ma fatte e in tempo utile?
Non capisco perchè l'informazione continui a fare enorme sforzi sui dibattiti e le polemiche e poi sia così distratta e superficiale nei dati e nelle informazioni di base. Lo sento in Focus Economia di Radio 24 e sento Barisoni, non solo elencare informazioni sbagliate sicuramente solo per distrazione e invece ci si concentri sui dibattiti che a mio avviso di utile hanno poco se non per fare intrattenimento. Non capisco perchè lo stesso Barisoni lanci l'allarme su una prossima crisi dell'Europa, causata anche questa volta dalla Grecia, e non ci si accorga che il focolaio della crisi è altrove. Ripensa al 2011 Barisoni, e non si accorge che lo Spread dell'Italia, nonostante i tagli di rating, sia ancora su minimi storici e non si vede che è il Petrolio e tutto quanto gira attorno, la fonte della crisi. Se si vuole cercare un'affinità tra il 2011 e oggi è proprio la confusione dove la speculazione trova terreno fertile, nel 2011 l'Europa lo era e sugli spread la speculazione ha pestato e guadagnato e oggi lo è l'Opec e i paesi produttori di petrolio e su questo terreno si va a colpire per guadagnare. Probabilmente sono io che non capisco.
Intanto, tornando ai nostri temi, si avvicina "Una poltrona per due" la nostra scadenza tecnica, il nostro appuntamento di Natale, ormai una tradizione, per me non solo un appuntamento cinefilo, ma anche emotivo ed emozionale, un momento in cui fare il punto della situazione e dell'anno trascorso. Lo so che anche molti di voi guarderanno il film o in quel momento faranno i conti dell'oste, e allora vi chiedo, com'è andata? Difficile dare una risposta in mezzo al marasma di questi giorni, è un Natale speciale che non vuol dire positivo, ma lo potrebbe diventare. Domani su Panino e Listino troverete forse la soluzione, o anche solo forse un po' di conforto, ma credo che fino a oggi le indicazioni siano state buone e utili, ma al pubblico lascio il giudizio.
LIBERO 03 Dicembre 2014
" Se vedessi Milano piena di pale eoliche
e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a
preoccuparmi". Con onestà ammette "sei mesi fa non avrei mai
suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers
(guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007,
tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$.
Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs
Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente
previsione di 100$ sempre sul Petrolio. Ben prima di loro ci provò Hubbert con la
teoria del “picco di Hubbert” , lo scienziato fece la previsione (nel 1956) che
agli inizi degli anni ’70 gli Usa avrebbero raggiunto il loro picco di
produzione petrolifera.
Grandi abbagli per grandi guru,non solo quei 200$ non sono mai stati
toccati, ma oggi di oro nero ne abbiamo in abbondanza, tanto che gli USA oggi
il petrolio lo esportano.
Non ci siamo accorti che è scoppiata una
bolla? Lo shale oil e gas fanno pensare questo. L’immagine americana del pozzo
di petrolio nel giardino di casa, ricorda molto la “corsa all’oro” in
California del 1850 e la scoperta di internet nel 2000, grandi propulsori per
l’economia reale, quanto devastanti distruttori di ricchezza finanziaria.
Perché se è un bene per l’economia la discesa
del prezzo della materia prima, è invece un male per l’esasperante speculazione
finanziaria che sullo shale ha scommesso collegando derivati di ogni tipo. Una
volta che la marea sarà scesa scopriremo quante banche e finanziarie (tipo KKR)
stanno nuotando senza costume.
L’inflazione è l’ultimo dei problemi, non si è
accesa con il petrolio a 150$, figuriamoci oggi. Un bene per Wall Street che
continua a vivere il sogno dei tassi a zero per l’eternità.
PIAZZA AFFARI: dal 2010 a oggi non è cambiato
nulla, se non qualche semestre in più di recessione e qualche tonnellata di
debito in più. Eppure 4 anni fa c’era la gara a scaricare il Btp, oggi invece
si corre all’acquisto, tanto che il nostro rendimento è inferiore a quello dei
Bond Usa. E’ la Bce di Draghi bellezza, ma oggi si corre il rischio di
sovrastimare i poteri di Super Mario. Sicuri che arriverà l’annuncio del QE? La
resistenza di 20,200 è stata rispettata, ora io aspetterei per comprare, almeno
19,000/19,200, attenzione ai facili entusiasmi.
RUSSIA: Rublo in caduta insieme al prezzo del
petrolio. Sembra quasi inevitabile una crisi per il 2015. Una scusa per una
futura correzione dei mercati? Attenzione Ucraina, attenzione ai rischi
geopolitici. Ricordate il 1998.
YOOX: avevo già accennato al ritorno nel
settore del lusso. Yoox fa record nel “cyber Monday” è lei la più bella del
reame. Buy in zona 17,80/18
ALERION: già segnalata la scorsa estate, ma
aspettavo i volumi. Ora sono arrivati e sopra 3 il titolo diventa caldissimo,
Opa sotto l’albero di Natale?