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26 luglio 2017

Panino e Listino: 26 LUGLIO 2012, 5 ANNI DOPO ANCORA SUPER MARIO DRAGHI (Giovedì 27 Luglio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough" era il 26 Luglio 2012, 5 anni fa esatti, Mario Draghi pronunciava le parole che resuscitavano il continente Europa.
Euro, Italia, Btp, Spread, Borse, è come se Mario Draghi (poi diventato Super Mario) avesse detto: alzatevi e camminate, anzi, iniziate a correre.
Così è stato, da allora Milano è quasi raddoppiata, e anche allora, come oggi, le voci di un fallimento del sistema erano ricorrenti, ma allora come oggi, non è successo nulla, se non un susseguirsi a ripetizione di occasioni mancate.
Mario Draghi è per i mercati il nuovo Alan Greenspan, l'ho sempre scritto e nessuno me lo toglierà dalla testa, e come 20 anni fa pensavo che finchè c'era Alan Greenspan ogni correzione  era da comprare a occhi chiusi, così oggi lo penso con Mario Draghi.
Nel 2012 Milano viaggiava in zona 12.000 con il rischio di finire su livelli visti solo nei momenti peggiori della Lira, oggi siamo a 22.000, quasi il doppio in 5 anni, ma ancora la metà rispetto a 10 anni fa esatti. Ritorneremo lassù?
Finchè c'è Super Mario Draghi c'è speranza.
In quell'Estate, mentre Mario Draghi pronunciava quelle magiche parole rianimando il malato Europa, Giorgia scalava le classifiche cantando questa canzone, e come al solito qui su Panino e Listino, qualche punto in comune tra Musica e Mercati Finanziari, siamo riusciti a trovarlo.

Domani in edicola "Panino e Listino" tutto operativo, contenti?

21 settembre 2016

Panino e Listino: IN UN 2016 TURBOLENTO, TUTTO SOMMATO UN'ESTATE TRANQUILLA (Giovedì 22 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



21 Settembre, Estate  bruciata dal Sole, è già scomparsa. 
Cadono le foglie, è l'autunno che bussa, ma a Milano sembra un fiorire di rialzi. E' finalmente arrivata la Primavera della finanza?

2016, in un anno turbolento, tutto sommato è stata un'Estate tranquilla. Niente catastrofi, niente crolli dei mercati, niente uragani, si è vero c'è stato un forte terremoto, un evento tragico, eccome, che purtroppo in Italia per i motivi che conosciamo si amplifica sempre più. Ma per quanto riguarda i nostri temi, niente di quanto era stato previsto dalle cassandre che fanno terroriso ininterrotto, nulla di nulla si è verificato.
Fine del mondo, sarà per la prossima volta.
Per me è stata un'Estate un po' meno tranquilla. Come vi sarete accorti, non mi riesce più di aggiornare con costanza questo storico blog, poco male, anche i fedelissimi si sono stancati. Nessuno più commenta, pochi leggono e anche come email non c'è male, forse una alla settimana. Meglio così nessuno piangerà, nessuno soffrirà, l'addio sarà più dolce, un tramonto delicato.
Il terremoto l'ho sentito, fortunatamente solo di striscio, peggio è andata a uno dei miei cani che ora è ammalato, speriamo di risolvere, è forte, ce la faremo.
E poi, tra le tante grane, c'è anche quella di Facebook, ringrazio pubblicamente chi mi ha fatto bloccare. Oggi il mondo va così, si alza la voce da dietro lo schermo, così si è più forti. Purtroppo il mondo è sempre più dei vigliacchi, di chi per ostacolare l'altro invece di provare ad essere migliore, pensa sia più facile e onesto, azzoppare il prossimo.
Sai cosa dico, senza Facebook si sta molto meglio. Si va avanti lo stesso.
Non ho altro da aggiungere, se non le cose che scrivo ogni settimana, avanti senza paura per nessun catastrofismo, nessuna paura dalla Yellen, nè da Draghi, nè dal referendum di Renzi e nemmeno di Trump, anche se conosco molte persone che lo danno già per vincitore.
Che altro? Invece di aggiungere ulteriori sciocchezze, vi lascio con qualche pezzo di "Panino e Listino" e con la solita grande colonna sonora. Anche Barisoni vi fa ascoltare pezzi così?

Ps. domani su "Panino e Listino", il ritorno di "HOTEL CALIFORNIA" e tante altre chicche. Siamo in rampa di lancio.

LIBERO 15 settembre 2016

Il più astuto tra i mortali, un dannato nell’oltretomba. Questo per la mitologia era Sisifo, condannato per l’eternità a rotolare un macigno sulla china di una collina e una volta arrivato in cima, ricade giù a valle. Detto in parole semplici un fa e disfa, una fatica immane per non ottenere nessun risultato. Questo sembra essere il destino dell’Italia e del suo indice di Borsa il FTSE MIB. Sono infatti ormai più di 6 anni che l’economia tenta di riagganciare la ripresa ritrovandosi in pugno solo una manciata di decimali. Sono ormai 7 anni che Piazza Affari tenta di prendere la rincorsa per riavvicinare i prezzi dell’era Lehman (prezzi che alcune borse hanno già riacciuffato) e ogni volta, raggiunta la metà della vetta, si ritorna a valle. Qualcuno l’ha definita la “sindrome giapponese” o “nikkeizzazione” ovvero, un’Italia che economicamente assomiglia sempre più al Giappone: deflazione, Pil anemico, debito pubblico stellare e la borsa di Milano che sta ricalcando il solco lasciato dall’indice di Tokyo: 20 anni tra discesa e estenuante laterale prima di rivedere una ripresa concreta.
A tutto questo si aggiungono le parole e i giudizi “interessati” e non richiesti degli amici americani, che su una cosa però hanno ragione: il referendum sarà l’ago della bilancia tra una fine d’anno sprint e uno sprofondo rosso natalizio. Piaccia o non piaccia questo governo, sappiate che le cose sui mercati stanno così. Ma gli amici americani, vorrei dare anch’io un consiglio, ed è quello di guardare attentamente alle cose di casa loro, nello specifico alla traballante corsa (ad ostacoli) alla Casa Bianca, che ai mercati fa più paura di un infimo rialzo dei tassi. Ricordiamoci cosa ha prodotto l’esperienza del 2000 tra Bush e Gore, pochi forellini nelle tessere crearono una voragine nelle borse. Però se ci pensiamo bene, nonostante tutti i traumi vissuti in un 2016 sciagurato, e se ripensiamo a come stavamo nel 2008 quando il fallimento di Lehman fece pensare a molti all’estinzione del sistema finanziario mondiale, tutto sommato oggi non stiamo così male. Abbiamo resistito all’attacco di un esercito di cigni neri (animale simbolo della catastrofe), i mercati tengono il ring e non vanno ko. Se continua così il 2016 si può trasformare da anno della paura, alla più grande farsa ribassista, ovvero l’occasione d’acquisto prima del grande rialzo. Sisifo spingi più su.
PIAZZA AFFARI: con paura ma si torna su. Supporto 16.000, ma anche 16.500 potrebbe bastare.
MPS: più che del Morelli banchiere, per capire questa banca ci sarebbe bisogno di Raffaele Morelli lo psichiatra. Battute a parte, la “benedizione” sul nome è arrivata da JP Morgan, dunque la sentenza è emessa, la banca sarà venduta a una big, credo a prezzi molto superiori agli attuali. Ultimi sacrifici.
SAES GETTERS: superstar nel 2015, ottimo titolo anche per quest’anno. Confermo che i semiconduttori sono molto caldi, e la Saes può essere inserita nella categoria. Considerate anche le risparmio.
BET: ormai questo titolo è il mio biglietto da visita, quando mi chiedono cosa comprare, BET è la risposta. Siamo sempre in rampa di lancio, ogni momento è buono.
STM: insisto, che bel titolo.
WALLY: 8 anni dopo LEHMAN BROTHERS, sembrava l’apocalisse della finanza, e invece siamo ancora qui. Stiamo meglio, stiamo peggio? Non lo so, quello che vedo è un Dow Jones che vale il 40% in più rispetto alla vigilia del 15 settembre 2008. Cari catastrofisti la fine del mondo è rinviata, ancora una volta. Nel breve ancora un po’ di volatilità.

LIBERO 8 settembre 2016
Volatilità e rischio sono sinonimi?
Se c’è una cosa positiva che portano le crisi finanziarie, oltre a ripulire da tutta la tossicità che inevitabilmente la fase espansiva porta con se, è l’insegnamento e la comprensione della materia. Sembra un paradosso ma è così, perché la crisi paralizza l’entusiasmo, ferma e permette di riflettere e conoscere ciò di cui prima forse non conoscevamo il vero significato.
L’economia e la finanza negli ultimi anni sono entrati in maniera preponderante nella nostra quotidianità, provate a pensare a tutti i termini nuovi che avete imparato. E’ vero, non tutti sono stati spiegati in modo corretto, lo SPREAD ad esempio, per semplificare è stato associato al BTP/BUND, quando in verità il termine spread è tecnicamente la differenza di prezzo tra due diversi prodotti in concorrenza, in questo caso il titolo di stato italiano e quello tedesco. Ma non è l’unico caso inesatto, un altro è di uso più comune tra le gestione e riguarda il significato di due termini che spesso, sbagliando vengono accomunati. Quante volte vi è capitato di sentir dire: in questo momento c’è il rischio volatilità? Ma la volatilità è un rischio?
La confusione e l’associazione dei due termini in passato è stata foriera di parecchi errori. Il più eclatante fu alla fine del 2011, quando il nostro BTP raggiunse un rendimento intorno al 6%, al risparmiatore che voleva cogliere l’occasione, spesso veniva detto che il titolo era rischioso perché troppo volatile.
Caso totalmente inverso per i bond Argentini, che con rendimenti superiori al 10% erano un rischio, ma siccome non avevano volatilità venivano venduti con leggerezza e senza cautele anche ai piccoli investitori.
Ma c’è una caso ancor più eclatante che da alla volatilità un valore inesatto, ed è quello inebriante delle borse in bolla, un alternarsi di vistosi rialzi e altrettanti ribassi che per gli investitori viene considerata un’occasione in luogo di un pericolo. Il problema della volatilità è che quando entra in campo porta con se anche l’emozione fonte di confusione.
Il sigillo su tutto lo mette Warren Buffett quando dice che “la volatilità non è un rischio, non nel breve termine. Se i soldi vi servono entro due anni, lasciate perdere gli strumenti come le azioni, ma se avete a disposizione 10 anni, la volatilità non dovrebbe nemmeno toccarvi”.
La strada dell’apprendimento finanziario è ancora molto lunga.
PIAZZA AFFARI: ammetto che gli ultimi su e giù hanno messo in crisi anche me. Ma ogni volta che succede ricordo sempre la mia massima “lo scetticismo e la diffidenza sono il miglior carburante per il rialzo”. Siamo sopra 17.000, e ci siamo tornati senza motivi particolari. Questo significa che il rialzo può continuare anche senza l’aiuto di san Mario Draghi.
STM: quelli di Bank of America parevano aver bocciato il mio giudizio positivo sul titolo. E chissà quanti stop loss saranno scattati sulla discesa di venerdì. Che peccato! Perché in queste fasi i giudizi negativi, sono spesso la scusa per le fisiologiche prese di beneficio. Bene ha fatto chi ha tenuto, meglio ancora chi ha colto l’occasione per accumulare.
UNICREDIT: chiudiamo sempre sopra 2,30. Bene così, in marcia.
CHL: qualcuno ha commentato “si stanno risvegliando i titoli ciofeca”. Questo è uno dei miei scheletri nell’armadio, chi non li ha? Attenzione ai facili entusiasmi, svariati titoli stanno salendo a razzo senza motivi validi, se non le quotazioni rasoterra.
AEDES: secondo Intermonte il titolo vale molto di più. Come non essere d’accordo, è nella lista dei miei “magnifici 7”.

 

28 ottobre 2015

Panino e Listino: BOT RENDIMENTI NEGATIVI, W LO SPREAD! (Giovedì 28 Ottobre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Lo SPREAD scende sotto 100, cosa vuol dire?
Per prima cosa vuol dire che, secondo gli investitori, Italia e Germania tornano a essere più vicine, dopo lo scandalo Volkswagen vorrei ben vedere!
In realtà non molto vicine, in passato siamo stati a 30, ma molto di più rispetto ai 500 punti di pochi anni fa. Li ricordate? Nessuno voleva comprare, nemmeno se glieli regalavi, oggi invece, quando gli interessi sono rasenti lo zero, se non adirittura negativi, si fa la fila. E' l'irrazionalità della finanza, e soprattutto dei piccoli risparmiatori, la storia insegna, ma pochi imparano.
Perchè più dello SPREAD, la notizia eclatante sta nei tassi, quelli dei BOT per la prima volta sono negativi, cioè, detto in parole semplici, si paga per investire, che in questo caso, quello delle obbligazioni, vuol dire prestare denaro.
Se il creditore paga il debitore, allora ti rendi conto, lo devi fare, che qualcosa non va, che stiamo vivendo qualcosa di paradossale, una deformazione che prima o poi dovrà scontrarsi con la realtà delle regole classiche, e quel giorno saranno dolori!
Lo SPREAD scende: evviva! Esultano le banche, dovrebbe esultare la borsa e tutti gli investitori.
I TASSI D'INTERESSE SCENDONO: evviva, esultano i debitori, lo Stato sopra di tutti, il primo dei debitori.
Tutto va bene, sicuri?
Sicuri che a questo punto il QE mondiale sia un successo e un vantaggio per tutti?
A questo punto, quando anche i tassi d'interesse sul debito italiano vanno in negativo, prima o poi potrebbe toccare anche il BTP, si deve fare un resoconto della situazione: Piazza Affari ancora non riparte, i "BOT PEOPLE" che sono ancora tantissimi non hanno più rendimento, chi non ha comrpato con tassi al 7%, se non vuole rischiare, ora non sa dove rischiare.
La buona notizia dovrebbe arrivare dallo STATO, che su una forte riduzione dei tassi d'interesse sul suo enorme debito, dovrebbe trovarsi un grande surplus, anche se così non sembra, visto che anche nell'ultima finanziaria, per approvare le manovre espansive, si combatte ancora con i numeri.

Possibile?
Pagavamo quasi il 7% ed eravamo in oggettiva difficoltà, ora in soli 3 anni siamo a poco più dell'uno, e nonostante l'Euro svalutato, il Petrolio dimezzato, siamo ancora in difficoltà con i conti?
E poi mi dicono che non devo rimpiangere gli anni '80, quando i tassi d'interesse erano a doppia cifra, quando l'inflazione c'era ed era abbondante e quando anche la Borsa volava e c'erano ancora "le grida".
Lo so benissimo che la crisi è partita dall'abbondanza non sostenibile di quel tempo e che ora stiamo pagando quegli eccessi. Ma con la politica e gli economisti di oggi, come non si possono rimpiangere quegli anni?

Domani su "Panino e Listino": la carne fa veramente male? Sì, come fanno male i derivati.
Tutti pronti per la FED, aspettando il GIAPPONE, a domani.

25 febbraio 2015

Panino e Listino: LA GRECIA NON E' UN PROBLEMA, FINCHE' C'E' L'EUFORIA (In edicola Giovedì 26 Febbraio su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Anche se la Grecia esce dall'Euro non ci sarà nessun contagio", chi l'ha detto?
E soprattutto, perchè ora?
L'avessero fatto prima ci avrebbero risparmiato 5 anni di sofferenze.
Ma se l'avessero fatto prima, non si sarebbe potuto innescare la più grande speculazione sui TITOLI DI STATO.
Tre anni fa, ripeto solo 3 anni fa, nel 2012 il BTP a 10 anni lambiva il 7% di rendimento con uno SPREAD BTP/BUND sopra 500. Tre anni dopo, 2015 siamo schiacciati poco sopra l'1% di rendimento, con uno SPREAD BTP/BUND poco sopra 100, nemmeno prima della crisi eravamo in una situazione così beatificata.
Chi ci ha guadagnato? Questa volta forse anche qualche piccolo risparmiatore, ma soprattutto i soliti noti.
Così andrà anche per le Borse, perchè i piccoli per ora o sono imprigionati nelle vecchie posizioni risalenti al 2000 (15 anni fa) sui tecnologici o pseudo tecnologici, chi ancorato a quelle del 2007 su titoli bancari e finanziari; altri invece si sono diretti sul risparmio gestito, sui fondi o sempre sui titoli di stato con rendimenti irrisori. Molti altri invece alla BORSA non ci pensano, o peggio la odiano, ma anche questa volta alla fine non sapranno resistere, e come è sempre accaduto, entreranno troppo tardi. 

Panino e Listino slitta al Giovedì, mi spiace aver dimenticato di avvertirvi, oggi su Libero avrebbe dovuto esserci il "tappino" che ricordava e avvisava il cambio, probabilmente hanno dimenticato anche loro.
In ogni caso ora sarà sempre Giovedì, meglio? Peggio?
Vedremo cammin facendo. Domani vi avviso subito non ci sarà maggiore spazio, l'operazione Ray Way ha sicuramente la precedenza, non mancherò, anche se con una piccola parte, di fornirvi ulteriori spunti oltre che temi operativi.
Provate a scrivere a Libero, è ovvio, più gente legge, maggiore sarà lo spazio. Anche qui è il mercato a decidere.
Leggere attentamente le avvertenze, mi raccomando.

15 gennaio 2015

LA SVIZZERA LASCIA E DRAGHI, IL GIOCATORE, RILANCERÁ?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

Dollaro, Petrolio, Spread, Azioni, Oro beh non potete dire che vi state annoiando, e penso che anche facendo a caso qualcosa si riesca a guadagnare. Anzi credo che in questi momenti sia più facile guadagnare investendo a casaccio che usando sistemi, studio o logica.
Oggi la mossa della Banca Centrale Svizzera spiazza, ricordo ancora quando molti consigliavano di puntare sull'Euro contro Franco Ch solo qualche anno fa perché era considerato un investimento a senso unico. Per quelli che l'hanno fatto, oggi hanno incontrato il loro cigno nero.
La banca Svizzera molla, e ora entrerà in discussione un'altra certezza, quella che ci rassicurava sul fatto che le banche Centrali abbiano la liquidità infinita, non sembra più così.
Forse la mossa della Svizzera, con l'avvicinamento del rientro di capitali e delle mosse della BCE, ripeto forse, non é così una sorpresa, tenendo anche presente quanto la borsa svizzera era salita negli ultimi mesi.
Un altro a mio avviso é l'aspetto da tenere in considerazione, osservando quanto é calata la borsa, la mossa di oggi é un test per capire cosa potrebbe succedere alle borse mondiali sull'improvviso rialzo dei tassi Usa o su una mancata mossa prossima di Draghi. Questo.
Perché Draghi agirà, vero?
Il problema non é tanto o cosa farà, ma che tutto sembra ormai scontato se non più che scontato.
Dei tre attori principali, Azioni, Obbligazioni e Valute due sembrano anticipate forti decisioni mentre il terzo sembra più attendista. Specificatamente lo Spread e l'Euro si stanno schiacciando verso il basso mentre le azioni per così dire, resistono, non risparmiandosi sui ribassi, ma altrettanto velocemente recuperando al rialzo denotando una forte reattività.
Quello che ora temo per la prossima settimana é che qualsiasi mossa secondo il mercato sarà già scontata, che ci sia il Qe che sia di 500 e 1000, magari sarà premiato inizialmente e successivamente seguirà un arretramento.
Il risultato finale potrebbe essere un Euro che recupera schizzando e lo stesso si vedrà nello Spread con un rialzo dei rendimenti, mentre per le borse sarà un tonfo. Tenendo sempre presente che a 3 giorni di distanza seguiranno le importanti elezioni greche.
E a quel punto mi chiedo, ma al giocatore Draghi, vale veramente la pena giocare il jolly prima delle elezioni?
Non sarà un azzardo eccessivo?

16 dicembre 2014

Panino e Listino: UNA POLTRONA PER DUE E' IL NOSTRO NATALE (Mercoledì 17 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci sono tante cose che in questo periodo non capisco. Come la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, e non per "mafia capitale" e la cattiva immagine di Italia e città, e non per il solito ritornello che l'Italia è il paese dei no e dei freni all'innovazione, se continui a dire di NO a ogni proposta non ci sarà mai la crescita e nemmeno per i precedenti storici sulle Olimpiadi di Atene del 2004, da lì in poi il diluvio del debito e della crisi.
Semplicemente perchè dopo aver sentito dire Renzi che le Olimpiadi a Roma sono una spinta all'ottimismo e presumo entusiasmo penso: ma un'Italia con meno tasse, servizi pubblici efficenti, e per servizi intendo anche treni pendolari, bus, tram, metro e con scuole e asili che funzionano e diventano ambienti in cui si nutre e si investe sul futuro, non credete che già questi potrebbero essere degli ottimi argomenti per dare fiducia a un Paese. Perchè non partire da qui invece che dalle Olimpiadi? Non so perchè ma mi ricorda tanto il Ponte sullo Stretto.
Pensando a Begnigni, all'Italia darei l'undicesimo comandamento: "non pensare alle Olimpiadi 2024, finchè non avrai terminato Expo 2015".
Non è ancora finita la politica degli slogan, quand è che arriveremo a quella dei fatti, cose semplici, concrete e utili, ma fatte e in tempo utile?

Non capisco perchè l'informazione continui a fare enorme sforzi sui dibattiti e le polemiche e poi sia così distratta e superficiale nei dati e nelle informazioni di base. Lo sento in Focus Economia di Radio 24 e sento Barisoni, non solo elencare informazioni sbagliate sicuramente solo per distrazione e invece ci si concentri sui dibattiti che a mio avviso di utile hanno poco se non per fare intrattenimento. Non capisco perchè lo stesso Barisoni lanci l'allarme su una prossima crisi dell'Europa, causata anche questa volta dalla Grecia, e non ci si accorga che il focolaio della crisi è altrove.  Ripensa al 2011 Barisoni, e non si accorge che lo Spread dell'Italia, nonostante i tagli di rating, sia ancora su minimi storici e non si vede che è il Petrolio e tutto quanto gira attorno, la fonte della crisi.
Se si vuole cercare un'affinità tra il 2011 e oggi è proprio la confusione dove la speculazione trova terreno fertile, nel 2011 l'Europa lo era e sugli spread la speculazione ha pestato e guadagnato e oggi lo è l'Opec e i paesi produttori di petrolio e su questo terreno si va a colpire per guadagnare.
Probabilmente sono io che non capisco.

Intanto, tornando ai nostri temi, si avvicina "Una poltrona per due" la nostra scadenza tecnica, il nostro appuntamento di Natale, ormai una tradizione, per me non solo un appuntamento cinefilo, ma anche emotivo ed emozionale, un momento in cui fare il punto della situazione e dell'anno trascorso.
Lo so che anche molti di voi guarderanno il film o in quel momento faranno i conti dell'oste, e allora vi chiedo, com'è andata?
Difficile dare una risposta in mezzo al marasma di questi giorni, è un Natale speciale che non vuol dire positivo, ma lo potrebbe diventare. 
Domani su Panino e Listino troverete forse la soluzione, o anche solo forse un po' di conforto, ma credo che fino a oggi le indicazioni siano state buone e utili, ma al pubblico lascio il giudizio.


LIBERO 03 Dicembre 2014

" Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onestà ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio.  Ben prima di loro ci provò Hubbert con la teoria del “picco di Hubbert” , lo scienziato fece la previsione (nel 1956) che agli inizi degli anni ’70 gli Usa avrebbero raggiunto il loro picco di produzione petrolifera.
Grandi abbagli per grandi guru,  non solo quei 200$ non sono mai stati toccati, ma oggi di oro nero ne abbiamo in abbondanza, tanto che gli USA oggi il petrolio lo esportano.
Non ci siamo accorti che è scoppiata una bolla? Lo shale oil e gas fanno pensare questo. L’immagine americana del pozzo di petrolio nel giardino di casa, ricorda molto la “corsa all’oro” in California del 1850 e la scoperta di internet nel 2000, grandi propulsori per l’economia reale, quanto devastanti distruttori di ricchezza finanziaria.
Perché se è un bene per l’economia la discesa del prezzo della materia prima, è invece un male per l’esasperante speculazione finanziaria che sullo shale ha scommesso collegando derivati di ogni tipo. Una volta che la marea sarà scesa scopriremo quante banche e finanziarie (tipo KKR) stanno nuotando senza costume.
L’inflazione è l’ultimo dei problemi, non si è accesa con il petrolio a 150$, figuriamoci oggi. Un bene per Wall Street che continua a vivere il sogno dei tassi a zero per l’eternità.
PIAZZA AFFARI: dal 2010 a oggi non è cambiato nulla, se non qualche semestre in più di recessione e qualche tonnellata di debito in più. Eppure 4 anni fa c’era la gara a scaricare il Btp, oggi invece si corre all’acquisto, tanto che il nostro rendimento è inferiore a quello dei Bond Usa. E’ la Bce di Draghi bellezza, ma oggi si corre il rischio di sovrastimare i poteri di Super Mario. Sicuri che arriverà l’annuncio del QE? La resistenza di 20,200 è stata rispettata, ora io aspetterei per comprare, almeno 19,000/19,200, attenzione ai facili entusiasmi.
RUSSIA: Rublo in caduta insieme al prezzo del petrolio. Sembra quasi inevitabile una crisi per il 2015. Una scusa per una futura correzione dei mercati? Attenzione Ucraina, attenzione ai rischi geopolitici. Ricordate il 1998.
YOOX: avevo già accennato al ritorno nel settore del lusso. Yoox fa record nel “cyber Monday” è lei la più bella del reame. Buy in zona 17,80/18
ALERION: già segnalata la scorsa estate, ma aspettavo i volumi. Ora sono arrivati e sopra 3 il titolo diventa caldissimo, Opa sotto l’albero di Natale?