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16 dicembre 2014

Panino e Listino: UNA POLTRONA PER DUE E' IL NOSTRO NATALE (Mercoledì 17 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci sono tante cose che in questo periodo non capisco. Come la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, e non per "mafia capitale" e la cattiva immagine di Italia e città, e non per il solito ritornello che l'Italia è il paese dei no e dei freni all'innovazione, se continui a dire di NO a ogni proposta non ci sarà mai la crescita e nemmeno per i precedenti storici sulle Olimpiadi di Atene del 2004, da lì in poi il diluvio del debito e della crisi.
Semplicemente perchè dopo aver sentito dire Renzi che le Olimpiadi a Roma sono una spinta all'ottimismo e presumo entusiasmo penso: ma un'Italia con meno tasse, servizi pubblici efficenti, e per servizi intendo anche treni pendolari, bus, tram, metro e con scuole e asili che funzionano e diventano ambienti in cui si nutre e si investe sul futuro, non credete che già questi potrebbero essere degli ottimi argomenti per dare fiducia a un Paese. Perchè non partire da qui invece che dalle Olimpiadi? Non so perchè ma mi ricorda tanto il Ponte sullo Stretto.
Pensando a Begnigni, all'Italia darei l'undicesimo comandamento: "non pensare alle Olimpiadi 2024, finchè non avrai terminato Expo 2015".
Non è ancora finita la politica degli slogan, quand è che arriveremo a quella dei fatti, cose semplici, concrete e utili, ma fatte e in tempo utile?

Non capisco perchè l'informazione continui a fare enorme sforzi sui dibattiti e le polemiche e poi sia così distratta e superficiale nei dati e nelle informazioni di base. Lo sento in Focus Economia di Radio 24 e sento Barisoni, non solo elencare informazioni sbagliate sicuramente solo per distrazione e invece ci si concentri sui dibattiti che a mio avviso di utile hanno poco se non per fare intrattenimento. Non capisco perchè lo stesso Barisoni lanci l'allarme su una prossima crisi dell'Europa, causata anche questa volta dalla Grecia, e non ci si accorga che il focolaio della crisi è altrove.  Ripensa al 2011 Barisoni, e non si accorge che lo Spread dell'Italia, nonostante i tagli di rating, sia ancora su minimi storici e non si vede che è il Petrolio e tutto quanto gira attorno, la fonte della crisi.
Se si vuole cercare un'affinità tra il 2011 e oggi è proprio la confusione dove la speculazione trova terreno fertile, nel 2011 l'Europa lo era e sugli spread la speculazione ha pestato e guadagnato e oggi lo è l'Opec e i paesi produttori di petrolio e su questo terreno si va a colpire per guadagnare.
Probabilmente sono io che non capisco.

Intanto, tornando ai nostri temi, si avvicina "Una poltrona per due" la nostra scadenza tecnica, il nostro appuntamento di Natale, ormai una tradizione, per me non solo un appuntamento cinefilo, ma anche emotivo ed emozionale, un momento in cui fare il punto della situazione e dell'anno trascorso.
Lo so che anche molti di voi guarderanno il film o in quel momento faranno i conti dell'oste, e allora vi chiedo, com'è andata?
Difficile dare una risposta in mezzo al marasma di questi giorni, è un Natale speciale che non vuol dire positivo, ma lo potrebbe diventare. 
Domani su Panino e Listino troverete forse la soluzione, o anche solo forse un po' di conforto, ma credo che fino a oggi le indicazioni siano state buone e utili, ma al pubblico lascio il giudizio.


LIBERO 03 Dicembre 2014

" Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onestà ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio.  Ben prima di loro ci provò Hubbert con la teoria del “picco di Hubbert” , lo scienziato fece la previsione (nel 1956) che agli inizi degli anni ’70 gli Usa avrebbero raggiunto il loro picco di produzione petrolifera.
Grandi abbagli per grandi guru,  non solo quei 200$ non sono mai stati toccati, ma oggi di oro nero ne abbiamo in abbondanza, tanto che gli USA oggi il petrolio lo esportano.
Non ci siamo accorti che è scoppiata una bolla? Lo shale oil e gas fanno pensare questo. L’immagine americana del pozzo di petrolio nel giardino di casa, ricorda molto la “corsa all’oro” in California del 1850 e la scoperta di internet nel 2000, grandi propulsori per l’economia reale, quanto devastanti distruttori di ricchezza finanziaria.
Perché se è un bene per l’economia la discesa del prezzo della materia prima, è invece un male per l’esasperante speculazione finanziaria che sullo shale ha scommesso collegando derivati di ogni tipo. Una volta che la marea sarà scesa scopriremo quante banche e finanziarie (tipo KKR) stanno nuotando senza costume.
L’inflazione è l’ultimo dei problemi, non si è accesa con il petrolio a 150$, figuriamoci oggi. Un bene per Wall Street che continua a vivere il sogno dei tassi a zero per l’eternità.
PIAZZA AFFARI: dal 2010 a oggi non è cambiato nulla, se non qualche semestre in più di recessione e qualche tonnellata di debito in più. Eppure 4 anni fa c’era la gara a scaricare il Btp, oggi invece si corre all’acquisto, tanto che il nostro rendimento è inferiore a quello dei Bond Usa. E’ la Bce di Draghi bellezza, ma oggi si corre il rischio di sovrastimare i poteri di Super Mario. Sicuri che arriverà l’annuncio del QE? La resistenza di 20,200 è stata rispettata, ora io aspetterei per comprare, almeno 19,000/19,200, attenzione ai facili entusiasmi.
RUSSIA: Rublo in caduta insieme al prezzo del petrolio. Sembra quasi inevitabile una crisi per il 2015. Una scusa per una futura correzione dei mercati? Attenzione Ucraina, attenzione ai rischi geopolitici. Ricordate il 1998.
YOOX: avevo già accennato al ritorno nel settore del lusso. Yoox fa record nel “cyber Monday” è lei la più bella del reame. Buy in zona 17,80/18
ALERION: già segnalata la scorsa estate, ma aspettavo i volumi. Ora sono arrivati e sopra 3 il titolo diventa caldissimo, Opa sotto l’albero di Natale?


 
 

28 novembre 2014

Panino e Listino: PETROLIO QUESTA VOLTA NO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Petrolio, questa volta no.
Successivamente al crollo del 2008 verso i 60$ consiglia l'entrata tramite ETF, questa volta no e i motivi ci sono:
1) La massa di liquidità che allora spingeva sulle Materie Prime, ora ha altri interessi;
2) L'Era del Petrolio è tramontata nel 2008 quando Goldman rilanciò a 200$ il target per l'Oro nero, quando Jim Rogers voleva il petrolio a 300$ e non avrebbe ceduto finchè non fossero spuntate le pale eoliche al centro di Berlino;
3) Il "Peak Oil" è una favola tanto quanto la "fine del Mondo" per i Maya;
4) Le energie alternative, lo shale oil e shale gas, una crescente coscienza per l'inquinamento dovuto ai combustibili fossili etc etc ridurranno l'utilizzo del petrolio
5) nel breve la guerra dei prezzi e l'abbondante offerta farà crollare le quotazioni

Sul mio profilo Twitter potrete vedere un grafico storico. Voglio ricordare che nel 1999, anno in cui l'economia andava bene per molti, sebbene Cina e India non fossero forti come lo sono oggi, il Petrolio è arrivato a quotare 10$. 
Era il 1999, solo 15 anni fa, anche se sembra preistoria.
Nel breve sarà battaglia, non solo a livello geopolitico con forse contrastanti tra Iran, Siria, Venezuela, Nigeria e Russia da una parte, Arabia e USA dall'altra con gli Emirati e Qatar a fare da spettatori, ma sarà anche importante a livello finanziario, ora che la marea nera cala, vedere quanti sono rimasti nudi.
Molto dello shale, con prezzi che cadranno a 60$ o sotto, faranno la fine dei cercatori d'oro del Colorado e dei pionieri di Internet nel 2000 e con loro tutte le finanziarie, banche ed Hedge Fund che o avevano posizioni long sul Petrolio oppure hanno investito (sempre a Leva) in questo nuovo settore non vedendo utili.
Attenzione, il petrolio ora è un bene per il consumatore, per chi importa, ma saranno dolori per altri.


LIBERO 19 Novembre 2014
“Superman dove sei adesso?  Tutto è andato male in qualche modo gli uomini di acciaio, gli uomini di potere a breve perderanno il controllo”, Superman, che i Genesis cercavano disperatamente nella loro “Terra di confusione”, era impegnato altrove, stava volando sopra i grattacieli di Tokyo nella colossale impresa di ravvivare il Giappone: era l’Abenomics. Un progetto a cui molti credevano, tanto che l’Economist gli dedicò una copertina che raffigurava il premier Abe come un supereroe pieno di poteri: politica monetaria super espansiva, deficit di bilancio mostruoso, svalutazione dello Yen, indice di Borsa euforico, un’artiglieria che nemmeno Yamamoto poteva sognare. A capo dell’esercito Kuroda  (governatore della BoJ) che al grido “Banzai!” scagliava i suo kamikaze al torchio per uno stampaggio furente di moneta. Per affondare Yamamoto sono state necessarie la Yorktown, l’Enterprise e la Hornet le 3 super ammiraglia USA, per affondare l’immenso esercito di Abe è bastata l’Iva. Un piccolo aumento dal 5 all’8%, e l’economia è ritornata nell’incubo della recessione.
“Land of confusion”, la terra di confusione, non solo nel potere, ma anche nei numeri, ormai non solo le previsioni di Borsa perdono di significato, ma anche quelle economiche fornite dai grandi centri di ricerca e dalle banche d’affari. Lo si è visto in Italia con una ripresa ormai rinviata sine die, e lo si è visto ieri in Giappone all’uscita del dato sul Pil, un arretramento dell’1,6% quando le attese degli economisti erano per una crescita del 2%, un bagno di delusione.
Dopo questo dato sconfortante, si correrà sicuramente ai ripari rinunciando al secondo aumento dell’Iva. Non se ne esce, e in sottofondo torna “Hotel California” degli Eagles, la colonna sonora di questo interminabile ciclo. La sentiamo in America quando la Yellen rinvia costantemente l’aumento dei tassi e la sentiamo  in Giappone costretto ora a indietreggiare sugli inasprimenti fiscali.
E se un giorno scoprissimo che la favola del “Bengodi Finanziario” (denaro gratis) non riuscirà mai a rilanciare l’economia? Non ditelo mai ai mercati, il giorno che lo scopriranno si tornerà alla realtà, e verrà giù tutto.
PIAZZA AFFARI: sale ancora l’export italiano, un’altra picconata al populismo dei nemici dell’Euro. Non è la moneta unica il male dell’Italia, sono i numeri a dirlo. E subito Piazza Affari si accende. 18,500 può bastare? Sono un Toro della prima ora, ma rimango dell’idea che si possa ritornare a 18,000 prima della grande corsa. Sopra 20,200 cambierò idea.
WALL STREET: per Francesco Caruso è il “volo di Icaro”, io non sono così drammatico, anzi sono sempre stato rialzista, ma ora c’è il rischio di una correzione. Prudenza.
NIKKEI: una delle nostre stelle, ma la corsa verso i 18,000 ora potrebbe rallentare. Debolezza in arrivo.
PETROLIO: dopo le previsioni dei Maya, il “Peak Oil” un’altra bella fiaba. Nel 2009 dissi di accumulare sul crollo, ora è meglio stare lontani.
BET: ricordate le impennate di Valentino Rossi dopo ogni vittoria? Le stesse potremmo rivederle fare alla nostra Bet. 0,50 il muro da scavallare.

08 marzo 2013

ADDIO HUGO CHAVEZ, ADDIO PETROLIO?



Hugo Chavez, se n'è andato il grande "dittatore", più amato o odiato?
Dal popolo amato, lui si ha tentato veramente la redistribuzione della ricchezza, probabilmente era odiato da chi di Petrolio viveva e da chi con il Petrolio lavorava. E ora, senza Chavez, quale sarà il futuro dell'Oro Nero?
L'anno scorso avevo inserito il Petrolio come la minaccia più pericolosa per l'economia e le borse di tutto il mondo, in Italia il prezzo della benzina sfiorò i 2 euro al litro, una fiammata di breve termine, poi fortunatamente rientrata. Oggi, per quest'anno sul Petrolio non ho nemmeno fatto degli accenni, il pericolo era nel 2012, ora non più.
Gli USA stanno raggiungendo l'autosufficienza energetica e solo fino a pochi mesi fa si dipingevano scenari con il Petrolio a 300$, era Jim Rogers il catastrofista, tutto cancellato! L'autosufficienza energetica degli USA è la notizia che sconvolge, e non sempre le notizie sconvolgenti devono essere per forza negative, a volte piovono quelle bombe di positività che sconvolgono il mondo regalando, dopo lo scoppio, uno scenario migliore.
La morte di Chavez è probabilmente uno di quegli eventi che tendono ad accelerare un trend che è già in atto.
Tocca sempre a noi, fiutarlo in anticipo e trovare il sentiero giusto...
La crisi aiuta, ci regalerà un mondo meno inquinato, meno benessere materiale porterà un maggiore benessere mentale e fisico. 
Il meglio deve ancora venire...






email: paninoelistino@gmail.com TWITTER: @BuddyFoxxx Pubblicato da Buddy Fox

28 dicembre 2012

SCORCI DI 2013 - Previsioni per il nuovo anno, ma ha ancora senso farle?





Un mio caro amico, un analista di lusso, uno che le analisi le fa seriamente, ben studiate e ben retribuite, mi ricorda sempre: "Buddy se fai previsioni con mesi di anticipo, non se le ricorda nessuno, se invece le fai il giorno prima diventi un mito", ma solo per qualche giorno, aggiungo io.
E allora mi chiedo, ha senso preparare e divulgare dei tentativi previsionali?
Su MF di oggi c'è un'intera pagina dedicata alle previsioni dell'anno che si va a concludere, dal titolo: "TERRIBILE 2012. ANCHE PER I GURU", sottotitolo "All'inizio dell'anno Jim Rogers aveva incrementato le posizioni short sull'equity e Jim Cramer ipotizzava il default di una banca UE. La precisione media degli esperti più qualificati è sotto il 50%".
In testa: "SOLTANTO POCHI ESPERTI AVEVANO PREVISTO L'EXPLOIT DI WALL STREET E DEL NASDAQ".




Se non fosse che la parola "ESPERTO" mi fa venire i brividi, potrei scrivere che tra quei pochi c'era anche il sottoscritto, con il pezzo "FINE CRISI, MA QUALE CRISI" scritto a fine Dicembre 2011, vi basta cliccare qui sopra per rileggerlo.

Essendo gli stati d'animo e i pensieri di un momento, impossibili da riprodurre nel tempo e da rivivere, la domanda si ripropone: ha senso tentare delle previsioni per così lungo tempo?
Io credo di si, immaginate di prepararvi prima di partire per un lungo viaggio, la valigia sarà fatta a casaccio come capita capita, o ci sarà una riflessione e un minimo di programmazione?
L'inizio di un nuovo anno sui mercati finanziari equivale a una partenza per un nuovo anno, un minimo di preparazione ci deve essere, incontreremo nuovi imprevisti, ma i precedenti viaggi ci avranno dotato di un'esperienza che sicuramente ci tornerà utile.
Il 2013 è sempre più vicino, così lo sono anche le nuove previsioni, ma intanto gustiamoci quanto fatto fino a ora...

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

21 agosto 2012

Panino e Listino (LIBERO) - I TEDESCHI SONO DEI BUFFONI? CHI L'HA DETTO?



Buonasera... Bene anche oggi! Più sale e più diventa agevole l'operatività, e migliora anche l'umore, vero?
Domani, Mercoledì 22 Agosto, si torna in edicola come d'abitudine, niente più lettere (per ora), ma la rubrica "Panino e Listino". Per domani ho inserito una chicca di un guru americano, oltre alla mia opinione, mi sembra giusto inserire idee contrastanti e di valore aggiunto ben più alto del mio.
Intanto qui sotto vi riporto quanto è andato in edicola il giorno di Ferragosto, molti saranno stati in vacanza, alcuni si saranno fatti il "Gelatino e Listino", altri, giustamente, avranno mandato a quel paese il sottoscritto e si saranno fatti un bel tuffo e una birra;-)


''I tedeschi sono dei buffoni non sanno cosa vuol dire la contabilità, non conoscono, o fanno finta di non conoscere, il concetto di deficit… Rivalutare le riserve non è un'entrata corrente, è solo una buffonata, ed è molto peggio delle buffonate che ha fatto l’Italia… ma i tedeschi sono peggio di noi''. Sono parole del premio Nobel Modigliani che risalgono al 1997, la “vigilia dell’Euro”, sembra un secolo fa, sono passati solo 15 anni e i tedeschi non erano poi così rigorosi e intransigenti come sembrano oggi. Per anni ci hanno insegnato che “spendere è bene”, pur indebitandosi o usando il mutuo della prima casa come un bancomat. Lo ricordano gli americani che in questi giorni commemorano i 5 anni di risparmi bruciati (nell’Agosto del 2007 falliva American H. M.) e che si ritrovano con uno spirito consumistico da frenare e un debito privato da ripagare. Ma per gli Usa il Debito non è una novità, convivono (a fasi alterne) con un deficit mostruoso, e dallo scoppio della crisi finanziaria lo hanno accoppiato a un crescente Debito Pubblico. Per anni i guru della finanza (Jim Roger e Marc Faber tra i più noti) hanno previsto una caduta del biglietto verde e un conseguente rialzo dei rendimenti dei T-Bond fino alla doppia cifra. Un’assurdità? Oggi sembra proprio di sì, visto che il Dollaro è in rafforzamento e il T-bond decennale rende pochi punti percentuali. Il Debito, difetto che affratella tutti gli stati occidentali, ad alcuni viene riconosciuto come peccato veniale, per altri (vedi Italia) sembra un peccato mortale. Non vi sembra che ci siano delle forzature in questi giudizi? Vendere per coprire un buco, questo sembra essere l’unica soluzione per soffocare il Debito, invece ne esiste una più naturale, che è quella di crescere (economicamente) per ripagare. Ai prezzi di oggi, la vendita risulta una svendita, cosa che nessuno si sogna di fare (tranne in Italia), mentre in USA stanno cercando ogni soluzione possibile che sfoci in espansione, tra queste un’accresciuta produzione domestica di energia. L’America sarà ancora un anticipatore di mode?



FTSEMIB: prima annunciano che il voto della Corte Costituzionale potrebbe slittare, poi smentiscono, non ci saranno rinvii. Questa sì è una bella notizia, in altri momenti forse non avremo avuto smentite, o peggio la Borsa avrebbe reagito con negativa diffidenza. Anche se sono probabili scivoloni di volatilità, si compra sempre sul negativo, perché almeno a 17,000 ci arriviamo, e poi si vedrà…

NOKIA: in Borsa la speranza non è ammessa alle contrattazioni, ma i desideri fanno parte dell’uomo, e il mio è quello di rivedere Nokia tra 1,80 e 1,95 per continuare l’accumulo.

CHL: ogni Agosto i trader cercano il titolo “abbronzatissimo” quello che riesce ad attirare tutti gli acquisti. Per anni è stata Poligrafica SF e questa volta? Non so se sarà CHL, ma questa è una storia di ristrutturazione tridimensionale. Recuperiamo 0,06 e poi si vedrà.

ORACLE: è una delle reduci (e vincenti) del dopo “bolla internet”, finalmente quota 30$ è stata superata, prossimo obiettivo 34$ e non è escluso vederla al target finale di 45$. E’ in corso una causa con Google, la vittoria darebbe slancio, e i grafici sembrano tifare per Larry Ellison.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

24 febbraio 2012

NON TUTTO IL MAL... - Petrolio 230$, Benzina sopra 2 euro al Litro, la bolla finale?

In questi anni, tutte le volte che mi avete chiesto un consiglio sul Petrolio, come vi ho risposto? Sempre allo stesso modo: "comprare sulle discese". Sempre! 2008, crollo dal picco, sotto 90$ ho scritto COMPRARE, sembrava una segnalazione assurda, priva di senso con una recessione/depressione alle porte. Siamo scesi fin sotto 50$, ma in pochi mesi siamo tornati sopra 100$. Così nell'ultimissima crisi, discesa e poi? Siamo di nuovo sopra 100$. Più volte ho manifestato la mia visione di un prezzo alla pompa sopra 2Euro, un vero disastro per chi come me ama guidare, pensate cosa può provare chi con la benzina e l'auto ci deve campare e dal trasporto ne deve ricavare un reddito, una vera sciagura! Ma solo un Petrolio alle stelle e di conseguenza la benzina, potremmo avere quel distacco benefico, per la nostra salute, la nostra economia, il nostro fisico. Non sono spaventato nel dover fare chilometri, consumare le mie timberland o le sneakers, i miei polmoni non sono impauriti per la prossima fatica, anzi stanno pregustando il momento della liberazione dall'inquinamento per idrocarburi. Solo un picco, un eccesso estremizzante, devastante, potrà liberarci dalla schiavitù dell'Oro Nero. Volete mitigare il caro carburante, per quel che si può fare, seguite il consiglio che ho dato per anni, comprate strumenti sul Petrolio, non vi regaleranno il pieno al distributore, ma almeno potranno limare quel costo che sembra sempre più insostenibile.
Qui sotto il pezzo che ho scritto per Panorama Economy, è passato un anno, più o meno. Vale?

28 FEBBRAIO 2011 " Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onesta' ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio. Entrambi i personaggi presero un bel bagno, sia in termini teorici, sia di portafoglio, infatti qualche mese dopo, il Petrolio toccò i 146$, innescò il panico inflazionistico, costrinse la BCE ad un aumentò dei tassi, e com’è sempre accaduto negli ultimi 60 anni (anche a causa del crack LEHMAN), cacciò gli Stati Uniti in recessione. E proprio qui abbiamo un indizio molto importante, mentre nella mini recessione del 2001/2002, il petrolio retrocesse fino a quotazioni minimi sui 10$, nella drammatica crisi di questi 2 ultimi anni, il petrolio si crollò, ma fino ai 40$, e non su minimi consoni ad una precipitosa crisi economica. Due sono stati i principali reggitori, che hanno frenato la discesa dell’oro nero, un mondo emerso che ha risentito solo minimamente della crisi economica finanziaria e l’enorme liquidità con cui le banche centrali (FED in primis) hanno inondato i mercati finanziari, carburante per la speculazione. Un mare di liquidità che ha innalzato coralmente tutte le materie prime, dalle meno conosciute, a quelle più largamente diffuse, beni essenziali per la quotidianità dell’essere umano. Ed è proprio tra quest’ultime, che si annida il colpevole delle ultime rivolte africane/mediorentali. La storia ci insegna che più della libertà, il popolo cerca il pane, essere sfamati è la priorità. Nella Primavera del 2008, con il feroce rialzo dei prezzi del frumento, avevamo avuto un assaggio di quanto poteva accadere, la fame fa paura! Ed i prezzi che si impennano, in un breve stacco di tempo, sono non solo uno spauracchio inflazionistico, ma anche una minaccia omicida per il consumatore, soprattutto se povero. Successivamente la crisi ha soffocato la speculazione, sgonfiando i prezzi, ma la successiva ripresa, e la mole di liquidità, hanno indirizzato gli operatori verso il settore più interessante da cavalcare, in vista della prossima salita: le Materie Prime. Gli incendi della scorsa Estate in Russia (qui segnalati come propulsore per i prezzi del grano piombati ai minimi) erano, se vogliamo, un quadro anticipatore di quanto sarebbe accaduto, nei mesi successi, in paesi dove il grano è una necessità. Ma se gli ultimi ribassi azionari, hanno spaventato anche le soft commodity, più volatili e soggette ai dati economici, il Petrolio continua imperterrito la sua corsa. I paesi arabi festeggiano, i proventi dal caro petrolio, gonfieranno le casse, consentendo elargizioni al popolo arrabbiato e pronto a nuove ribellioni ma, come sa bene l’Arabia Saudita, un’eccessiva impennata dell’oro nero, rischia di strozzare nuovamente e prematuramente, una ripresa (Occidentale) ancora gracile. Queste apparenti brutte notizie, sono per noi un balsamo, l’Arabia, saggiamente, rifornirà il mercato, comprendo il buco libico, ma sarà veramente la Libia l’ultimo campo di battaglia? Stavo per chiudere il pezzo, ma proprio in questo momento il mio cellulare lampeggia, arriva un messaggio dal mio Maestro, DL, un leone indomabile dei mercati, un operatore con molte decorazioni che mi scrive: “resto lungo sul crudo, in attesa di ulteriori incendi politici in Algeria, Arabia ed Iran. Target finale 230$”. Credo che anche Jim Rogers sia d’accordo, e questa volta anch’io vedo la possibilità dei 200$, ma se questa, all’apparenza, sembra una notizia catastrofica, nel lungo termine ci libererà dal monopolio energetico, permettendo il grande cambiamento, soprattutto ambientale, ricordatelo quando sarà il momento di dirigersi verso le energie alternative...

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06 maggio 2011

Grandi Manovre - ORO, ARGENTO, PETROLIO, RAME E MATERIE PRIME, DI SPECULAZIONE GIOISCI, DI SPECULAZIONE PATISCI


Grandi movimenti, o semplici oscillazioni? Come al solito, come per ogni operazione speciale, che si tratti di un "Obama blitz", o dei Fratelli Hunt, lo sapremo solo a giochi fatti, quando le bare saranno già sul fondo del mare, o quando i cadaveri emergeranno a pelo sull'acqua...
Ci sono indizi che possono far pensare, che ieri abbiamo assistito alla conclusione anticipata del QE2, l'avviso che dopo Giugno, tutto sarà più complicato e difficile per i "long only", per chi punta ai rialzi indiscriminati e per la speculazione che fino ad ora ha continuato ad usare la leva, per gonfiare i prezzi di tutti i protagonisti del mercato. E se invece fosse solo una correzione di tappa?
Difficile da capire, ma al tempo stesso, perchè rischiare? Perchè comprare Oro ed Argento ai massimi? Perchè puntare sul Petrolio dopo un rialzo così accentuato, quando persino lo sceicco avvisa che vi è un eccesso di offerta?
Quello che ogni volta mi chiedo, ma perchè bisogna comprare quando la situazione sembra eccessiva? Semplicemente perchè è irresistibile, non si compra nel 2009 quando tutto affonda, troppa è la paura, si compra quando si vola, perchè la paura è quella di perdere i rialzi... ed invece si perde, il portafoglio!
Avete presente la palla ferrata? Ieri ha oscillato ampiamente, e chi non era svelto a spostarsi, o ad abbassare la testa, veniva violentemente travolto.
Nelle prossime settimane, vedremo i necrologi, quanti tra hedge fund, trader, finanziarie etc etc... sono stati travolti dal mezzo, di Speculazione puoi gioire, ma spesso finisce che ti trovi a patire.
Proprio oggi pensavo, ma quando mai potrà essere preso come serio il mio lavoro? Quando le parole non valgono nulla, quando il vento trascina e cancella, in pochi secondi? Quanti fino all'altro giorno si specchiavano nelle previsioni rialziste sull'Oro e sull'Argento, chiamando un futuro di nuove impennate, ed oggi, saranno lì a fare la predica ed a ripetere, forse solo a stessi, che l'avevano previsto.
Persino Jim Rogers, solo qualche giorno fa, lanciava nuovi massimi sul Petrolio e sulla gran parte delle Materi Prime. Può essere che questo sia solo un incidente di percorso, ma come esistono le ammaccature ed i tamponamenti, così esistono gli incidenti mortali.
Io non so dirvi come andrà, troppo difficile per me. Come già vi avevo scritto, avevo dei residui sull'Argento, troppo infimi per essere citati, comprati ancora nel 2009, e quel poco è rimasto lì, intonso. Sull'Oro, la mia previsione l'avevo già fatta a fine 2010, nelle "10 DI BUDDY FOX", ho scritto che l'Oro... beh cercatelo voi;-)
Quando mai potremmo essere presi seriamente? Mai, le operazioni sono sempre strettamente personali, gli errori che commettiamo, le operazioni che facciamo, nessuno le può vedere, e noi possiamo raccontare chiacchiere e barzellette che lasciano il tempo che trovano e ci dobbiamo accontentare di una credibilità a termine. Le nostre previsioni sono come le mode, nessuna è eterna, scompaiono e ritornano, vedi Nouriel Roubini, la sua fama di previsore è ormai in riserva, e con il caro carburante, sarà dura rifare il pieno.
PS. Niente Oro e Argento per me, forse di nuovo Petrolio, ma non ora... sempre e soprattutto MAIS E FRUMENTO, rileggete le "10 di Buddy Fox".
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

18 aprile 2011

Buddy Fox - LA RISURREZIONE DEL TORO (e tutto quanto avevo lasciato indietro...)


Buongiorno, settimana di Pasqua, settimana di passione. Innegabilmente si parte molto male, evidentemente si deve soffrire e portare la croce fino in fondo...
Esattamente un anno fa scoppiava la crisi greca, quello che fu soprannominato "l'attacco speculativo all'Euro". Un anno fa, partiva quella correzione che ha soffocato i mercati fino a fine Agosto/inizio Settembre, quando da Jackson Hole, San Giorgio Bernanke, attaccò il drago, soffocando le sue fiamme, con uno tsunami di liquidità. Oggi, per evitare di provare nuovamente quell'estenuante logorio, si deve prontamente reagire, scacciando i fantasmi di una nuova crisi finanziaria. Sono questi i giorni della risurrezione, da qui si deve reagire, altrimenti vedo un mese di Maggio e Giugno molto difficili, come ho già scritto, Aprile deve essere mese direzionale, e mi aspetto che la direzione la indichino le corna e non le unghie dell'Orso. La settimana sarà corta, ma densa, ne sono certo, è scaduto il tempo della melina, ora si deve passare all'attacco e fare sul serio.
Ps. qui sotto vi ho lasciato il compitino per le vacanze;-))) gli articoli passati andati in edicola su Panorama Economy che ancora non avevo pubblicato. Per ogni articolo trovate le date in cui sono stati scritti, ovvero 4 giorni prima della pubblicazione... Buona lettura, per chi ha coraggio!;-)))
13 FEBBRAIO 2011: "Sulle rivolte ed il fuoco incipiente egiziano siamo scivolati, e sempre sull’Egitto e l’abdicazione di Mubarak, dopo una breve sbandata, abbia ripreso a correre. Ribasso? Paura? Fuga dalle azioni? Beh, se questa è una correzione, io sono Warren Buffet! Immaginate un Toro in corsa (il rialzo di Gennaio) aumentare la propria velocità, quando ad un certo punto calpesta una buccia di banana, una lieve sbandata, alcuni giri a vuoto per mantenere l’equilibrio, e poi la ripartenza, sempre con grande carica e le corna molto affilate. Questa è la metafora di quanto è accaduto da Lunedì 31 Gennaio a Giovedì 10 Febbario. La ripartenza, l’abbiamo vista l’11 Febbraio, un Venerdì pomeriggio d’antan, una riscossa degli acquisti a ridosso del weekend non si vedeva dagli anni Novanta, e questo è un segnale di forza e di freschezza, il Toro è sano, non è dopato ed ha voglia di caricare. Ma che differenza c’è tra questa crisi Egiziana che non intacca un rialzo, e la guerra in Kosovo, o le scaramucce tra le 2 Coree o l’eterna lotta tra Israeliani e Palestinesi che hanno storicamente ribassato i listini? La discriminante è sempre e solo una: il SENTIMENT.
L’analisi fondamentale e l’analisi tecnica, sono strumenti utili per l’interpretazione dei mercati, ma non sono il “Sacro Graal”. L’analisi fondamentale è utile per capire la sopra o sottovalutazione delle aziende, ma non è detto che il valore reale di quell’azione sia raggiunto in tempi brevi. Come diceva un mio caro amico, uno di quelli che calpestava la borsa ai tempi delle “grida”, “l’orologio di borsa segna l’ora esatta solo una volta al giorno”. L’analisi tecnica permette di capire la tendenza dei mercati, spesso lo fa quando i movimenti già si sono manifestati. Ogni giorno sui mercati si disegnano degli affreschi geometrici, interpretabili a seconda che le nostre visioni siano rialziste o ribassiste, e costellate dai molti SE. Il 2010 per molti doveva essere l’anno del grande affondo, nel ribasso di Primavera, era ormai covato il segnale tecnico del ribasso. Sappiamo tutti come si è concluso l’anno e dove siamo ora all’inizio del 2011. La differenza la fa solo la corretta interpretazione del grafico, e l’unico modo per vedere tra mille specchi, l’unica immagine reale, è l’interpretazione del Sentiment di mercato.
Tra le cronache finanziarie attuali, si continua leggere di un eccesso di ottimismo, tra le pieghe ed il sottobosco degli analisti e delle case d’affari, emerge una voglia autolesionista di forte correzione. Chi vincerà? Questo continuo scetticismo, verso un rialzo sano e duraturo, mi fa pensare un’unica cosa: ogni correzione se non sarà solletico, sarà probabilmente di breve durata. L’unica certezza che rimane scolpita nella mia mente, ogni correzione rimane un’esclusiva occasione di accumulo, un biglietto d’ingresso per l’ultima ed imperdibile sfavillante, festa rialzista.
I recinti di borsa si stanno affollando di Tori, i macellai e gli Orsi sono avvisati".

BOILER ROOM: BANCHE, il disco ormai è quasi rotto, ma se Piazza Affari vuole puntare in alto, solo con le banche si può fare la differenza; BUONGIORNO è impostata benissimo, e la mania di telefonini e suonerie, non possono fare altro che migliorare la cera, sopra 1,40 sempre più in alto; EEMS, in Piazza Affari la tecnologia scarseggia, ma le poche cose, sono buone, anche qui si rischia di avere le vertigini.


20 FEBBRAIO 2011: "Nella profonda quiete delle immense praterie, dove tori possenti e muscolosi pascolano fieramente, all’improvviso si sentono in lontananza suoni sinistri, lo sferragliare di zoccoli possenti lacera la quiete. Sono i 3 cavalieri oscuri dell’antiglobalizzazione, che non solo minacciano la nascente crescita economica, ma che indirettamente inficiano il sorprendente rally delle borse. Gli autori della teoria dei “3 Cavalieri Oscuri” è di Spence e Dobbs, 2 economisti USA, che sulle colonne del FT l’hanno esplicata sotto il titolo “The era of cheap capital draws to a close”, che più o meno suona come: ci aspetta un mondo in cui i tassi d’interesse obbligatoriamente aumenteranno, per frenare l’ascesa dell’inflazione ed arginare la crescita dei debiti sovrani. Accanto ai due economisti USA c’è l’italiano Giulio Sapelli, un economista di grande sapere e profonde conoscenze, il quale paventa la caduta delle economie Occidentali e soprattutto di quella Europea, a causa delle avanzate dei “3 Cavalieri Oscuri” e cioè: 1) Aumento dei tassi d’interesse; 2) crescita dei prezzi delle Materie Prime; 3) la Disoccupazione strutturale di lungo periodo.
Il pericolo maggiore per le economia è la reazione ai tre grandi problemi, ovvero invece di una collaborazione mondiale, una chiusura per paura, il si salvi chi può che richiama molto la favola della “rana e dello scorpione”, entrami necessitano l’uno dell’altro, ma non sapendo frenare i propri istinti, affondano e muoiono.
Oggi la realtà sembra diversa, le economie Occidentali rinascono, trainate dalle locomotive emergenti (ormai emerse), indomite ed infaticabili, le borse continuano la marcia rialzista, sorprendendo e convertendo molti ribassisti.
I “3 cavalieri oscuri” non sono da sottovalutare, ma sono ancora lontani nel tempo e nello spazio, probabilmente ne riparleremo il prossimo anno, più preoccupante sembrano gli antichi vizi degli alti piani bancari: è di venerdì la notizia che Jamie Dimon (ceo di JP MORGAN) si è assegnato un bonus di 17,4 milioni di dollari, il più alto di Wall Street. Nulla sembra cambiato, anche se Bob Diamond (Barlclays) chiede la fine della costante messa sotto accusa e di questa cultura del costante sospetto dichiarando “è finito il tempo del pentimento”.
La crisi sembra non essere servita a nulla, ed è per questo che la crisi non è finita, ma si è soltanto presa una pausa, minacciando che il secondo tempo sarà ben più severo.
Ma questo rialzo accantona i pericoli sopra citati, saranno affrontati in altri momenti, davanti a noi abbiamo ancora una prateria dove i Tori possono correre e spadroneggiare. Anche perché spesso la borsa si aggrappa ad argomenti fatui e superficiali, infatti più che gli avvertimenti citati sopra, ad impensierire gli operatori è il cambiamento di casacca di Noruiel Roubini, che da gufo pessimista, si sta trasformando in una colomba rialzista. A dimostrazione che saper anticipare e prevedere un ribasso, non è garanzia e certificazione di saperne anche preannunciare l’uscita dalla crisi stessa".

BOILER ROOM: GEOX ha lasciato dietro se un gap rialzista, ma si tratta di una fiammata o di una fuga? Sopra i 4 euro avremo la conferma della partenza; BANCO DESIO sempre e soprattutto banche, non solo grandi ma anche piccole e vitali, sopra i 4 euro si deve osare; EEMS non è proprio una piccola STM, ma si avvicina molto, e come la sorella maggiore ha possibilità rialziste elevate.


27 FEBBRAIO 2011: " Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onesta' ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio. Entrambi i personaggi presero un bel bagno, sia in termini teorici, sia di portafoglio, infatti qualche mese dopo, il Petrolio toccò i 146$, innescò il panico inflazionistico, costrinse la BCE ad un aumentò dei tassi, e com’è sempre accaduto negli ultimi 60 anni (anche a causa del crack LEHMAN), cacciò gli Stati Uniti in recessione. E proprio qui abbiamo un indizio molto importante, mentre nella mini recessione del 2001/2002, il petrolio retrocesse fino a quotazioni minimi sui 10$, nella drammatica crisi di questi 2 ultimi anni, il petrolio si crollò, ma fino ai 40$, e non su minimi consoni ad una precipitosa crisi economica. Due sono stati i principali reggitori, che hanno frenato la discesa dell’oro nero, un mondo emerso che ha risentito solo minimamente della crisi economica finanziaria e l’enorme liquidità con cui le banche centrali (FED in primis) hanno inondato i mercati finanziari, carburante per la speculazione.
Un mare di liquidità che ha innalzato coralmente tutte le materie prime, dalle meno conosciute, a quelle più largamente diffuse, beni essenziali per la quotidianità dell’essere umano. Ed è proprio tra quest’ultime, che si annida il colpevole delle ultime rivolte africane/mediorentali. La storia ci insegna che più della libertà, il popolo cerca il pane, essere sfamati è la priorità. Nella Primavera del 2008, con il feroce rialzo dei prezzi del frumento, avevamo avuto un assaggio di quanto poteva accadere, la fame fa paura! Ed i prezzi che si impennano, in un breve stacco di tempo, sono non solo uno spauracchio inflazionistico, ma anche una minaccia omicida per il consumatore, soprattutto se povero.
Successivamente la crisi ha soffocato la speculazione, sgonfiando i prezzi, ma la successiva ripresa, e la mole di liquidità, hanno indirizzato gli operatori verso il settore più interessante da cavalcare, in vista della prossima salita: le Materie Prime.
Gli incendi della scorsa Estate in Russia (qui segnalati come propulsore per i prezzi del grano piombati ai minimi) erano, se vogliamo, un quadro anticipatore di quanto sarebbe accaduto, nei mesi successi, in paesi dove il grano è una necessità.
Ma se gli ultimi ribassi azionari, hanno spaventato anche le soft commodity, più volatili e soggette ai dati economici, il Petrolio continua imperterrito la sua corsa.
I paesi arabi festeggiano, i proventi dal caro petrolio, gonfieranno le casse, consentendo elargizioni al popolo arrabbiato e pronto a nuove ribellioni ma, come sa bene l’Arabia Saudita, un’eccessiva impennata dell’oro nero, rischia di strozzare nuovamente e prematuramente, una ripresa (Occidentale) ancora gracile.
Queste apparenti brutte notizie, sono per noi un balsamo, l’Arabia, saggiamente, rifornirà il mercato, comprendo il buco libico, ma sarà veramente la Libia l’ultimo campo di battaglia?
Stavo per chiudere il pezzo, ma proprio in questo momento il mio cellulare lampeggia, arriva un messaggio dal mio Maestro, DL, un leone indomabile dei mercati, un operatore con molte decorazioni che mi scrive: “resto lungo sul crudo, in attesa di ulteriori incendi politici in Algeria, Arabia ed Iran. Target finale 230$”.
Credo che anche Jim Rogers sia d’accordo, e questa volta anch’io vedo la possibilità dei 200$, ma se questa, all’apparenza, sembra una notizia catastrofica, nel lungo termine ci libererà dal monopolio energetico, permettendo il grande cambiamento, soprattutto ambientale, ricordatelo quando sarà il momento di dirigersi verso le energie alternative...

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

24 luglio 2009

SUPER RIMBALZONE!!! (Quarto Atto) - Guru? Macchè, è "L'Animal Spirit"!


Chi si ricorda di questa foto? Erano i primi di Marzo, l'alba di quello che era stato vaticinato come "SUPER RIMBALZONE" e che ora molti si azzardano a definire come nuovo TREND RIALZISTA, o più speranzosamente: RIPRESA ECONOMICA. In quell'articolo, come ciliegina sulla torta, spregiudicatamente, avevo inserito anche la colonna sonora . Oggi, a distanza di qualche mese, arrivano via mail le lodi da parte di alcuni affezionati lettori. Mi definiscono un Guru. Odio l'ipocrisia, ed io ammetto di adorare queste etichette, ma sono anche ben conscio che per diventare un Guru, un Warren Buffet, un Soros o Jim Rogers, ci vuole ben altro!!! Ma accetto volentieri, sapendo che alla prima "cannata", l'incantesimo finirà, scomparirà la corona ed il mantello, ed io ritornerò ad essere ranocchio;-)))
Abbiamo chiuso la scorsa settimana con un 5 su 5 rialzista che ha spiazzato anche i più accaniti pessimisti, tanto che molti si stanno convertendo, volente o nolente, a vedere un prossimo rialzo, e già questo potrebbe essere un buon motivo per drizzare le antenne della prudenza. La "ZONA LEHMAN" è però ancora molto distante, e il superamento dei massimi, avvicina la possibilità di vedere un miracolo finanziario. E' inutile che io ora faccia un nuovo elenco di titoli, non è nel mio stile, nè sono capace di salire sui treni in corsa, è molto importante conoscere i propri limiti. In questa situazione è per me difficile fare una previsione di breve, anche perchè sono fermo con le posizioni e posso concedermi anche delle correzioni.
Io seminavo ed aravo quando sui mercati era in corso la tempesta, quando da ogni angolo mi arivavano badilate di letame. Oggi si vede e si apprezza il raccolto. I mercati sono quasi sempre una questione di interpretazione, guadagna chi li interpreta nel modo giusto. E' pur sempre l'Animal Spirit ad indicarti la via giusta, l'interpretazione migliore, e questa volta l'Animal Spirit mi ha indicato la strada giusta. Come dite? Ho fatto troppo il pavone? Mi sono lodato troppo in questo articolo? Avete ragione! Sarà l'atmosfera da vigilia di compleanno, o forse perchè vado molto fiero del lavoro svolto negli ultimi mesi. Tutto sommato, credo di meritarmelo;-)
PS. attenzione perchè oggi è pur sempre Venerdì, e dopo un 9 su 9, un po' di respiro ci sta. Il prossimo obiettivo è la rottura decisa dei massimi di Giugno, se si verificherà come penso, ci aspetta un Estate da cavalcare. Sempre occhio vivo sul valutario, il mio "Indicatore Personale". Il CARRY TRADE è sempre con noi!


Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

04 giugno 2009

LA PAROLA ALL'ESPERTO - Jim Rogers ama la campagna


L'avete sentita l'ultima di Jim Rogers?! Sapete quanto mi piaccia il personaggio, poetico, leggendario, borderline, ma sempre sicuro di quello che fa e dice, le sue gesta lo precedono . In questi giorni ha lanciato una nuova provocazione: "L'Inflazione nei prossimi anni sarà terrificante, incendierà ogni bene, soprattutto quelli alimentari. Vedremo gli agricoltori girare con la lamborghini ed i broker con il trattore". Su quest'ultima parte, la realtà non mi sembra poi così lontana, ma io non faccio testo, perchè quanto a fantasia ed a visioni, sono forse peggio di lui!;-) Intanto Jim Rogers, per far felici i figli, ha venduto la tanto amata Harley Davidson per una più pacchiana Mercedes. Sarà per questo che qualche settimana fa mi sono comprato le Bonifiche Ferraresi?!;-) Male che vada mi comprerò un trattore, naturalmente carrozzato Farina;-)


Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato