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16 novembre 2012
LA PROTESTA EUROPEA E LA CRISI ITALIANA, SOLO SLOGAN?
Sto leggendo un bellissimo pezzo su "IL GIORNO", illuminante, voglio farvi da specchio e provare ad accendere anche voi, riporto letteralmente: "purtroppo è accaduto che l'intera società italiana negli anni scorsi si sia abituata a vivere in un'abbondanza che non era reale. E' duro ammetterlo ma è così. E quindi bisogna fare dei passi indietro..."
Ecco, questo è l'unico punto su cui non sono d'accordo, o meglio, ripensando a quanto si diceva solo qualche anno fa, non mi trovo d'accordo con l'analisi attuale.
Provate, sforzate un attimo la vostra memoria e ricordate quanto si diceva solo qualche anno fa, prima che iniziasse nel 2008 la "Grande Crisi", in Italia si continuava a ripetere che si era fermi, che eravamo un Paese a crescita "ZERO VIRGOLA", che c'era la stagnazione. Senza contare quanto diceva la gente comune, i commercianti, i venditori, crisi, zero vendite, si tirava a campare. Ma come al solito, la memoria tende a cancellare i drammi, e si ritorna al "si stava meglio quando si stava peggio".
La verità è che l'Italia, tranne la breve parentesi di fine millennio (1997-2000), non cresce da più di vent'anni e quando prima si cresceva, era solo grazie alla droga della SVALUTAZIONE COMPETITIVA!
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
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06 novembre 2012
IL GOVERNO SCIVOLA SULLA SLA, MENTRE I MARZOTTO FANNO BUON VISO CON LA FIBROSI CISTICA. MOLTI FIORI, POCHE OPERE DI BENE
A me il Governo Monti fa tanta tenerezza, ogni qualvolta scivola in una mancanza, o mette il piede in fallo, subito arriva una bastonata da parte del mondo informativo e della pubblica opinione. Capita a Mario Monti, come alla Fornero, talvolta al Governo in tutti i suoi componenti.
Così è stato per l'ultima (grave) dimenticanza sulla SLA, una malattia grave (solo perchè colpisce molti calciatori?), ma ce ne sono anche molte altre, spesso dimenticate.
Non ricordo però una tale severità nei confronti della vecchia politica, e si che di dimenticanze ne sono state fatte tante, senza rimedi e soprattutto senza scuse.
E poi capita che ci sia chi fa la faccia dolce e amorevole verso le malattie gravi, dimostrando di avere occhi benevoli verso i deboli e di non dimenticarli, ma non si può ricordare tutto, capita quindi di compensare la buona memoria con alcune piccole amensie. Per esempio può capitare di obliare il pagamento di alcune tassazioni, 65 miliori di euro, un'inezia per le casse della Marzotto, non per chi ogni giorno viene vessato da tassazioni che diligentemente e obbligatoriamente non dimentica di pagare.
Anche loro, nell'era della Grande Crisi, possono essere catalogati nella categoria dei deboli e indifesi.
A quanto pare, oggi vale ancora la regola dell'apparire più che dell'essere.
Ovvero, meglio regalare fiori che opere di bene. Eppure io rimango un'idealista convinto del contrario, dare il buon esempio rimane ancora una chimera.
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
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23 agosto 2012
LE 10 DI BUDDY FOX - Monte dei paschi, la stavo aspettando
ENI +10,6%, ce l'ho; FIAT AUTO +29,1%, ce l'ho; FIAT INDUSTRIAL +25,9%, ce l'ho, PIRELLI +38,1%, ce l'ho, STM +3,9%, ce l'ho; mancava solo MPS che in poche sedute ha recuperato il risultato disastrosamente negativo e a ieri eravamo a un dignitoso -5,5%. In pochi giorni abbiamo recuperato più del 20%, e nonostante i livelli tecnici, il sentiment di mercato che si è rannuvolato e gli oscillatori tirati, non è finita qui.
Banca Monte dei Paschi, l'unico bancario nel mio portafoglio virtuale di inizio anno, sporcava pesantemente il risultato.
Ora, facendo una media approssimata, così a occhio, siamo a un +13% totale, con un indice che da inizio anno (ieri) fa ZERO, e tutto questo senza muovere un titolo e quindi ZERO anche in commissioni.
E meno male che ci troviamo dentro alla GRANDE CRISI, pensate se fossimo in un periodo di crescita.
Forse non è nell'uno nè l'altro, sta di fatto che il portafoglio va, e io lo lascio andare...
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
24 luglio 2012
LA SPAGNOLA - Mercoledì 25 Luglio, in edicola su Libero con "Panino e Listino" di Buddy Fox
Buongiorno Amici Guerrieri, anche se in "vacanza" riposo dal Blog, tranquilli che non vi liberate di me, non vi lascio soli in mezzo alla burrasca!;-)
La scorsa settimana c'è stato un problema tecnico, la rubrica su Libero invece di uscire il Mercoledì è slittata a giovedì, in ogni caso dovrebbe esserci stato l'avviso nel giornale. Oggi invece sono in edicola puntuale, non vi abbandono!
Sono sempre vicino a Voi, cerco di raccontarvi la situazione, romanzarla, semplificarla, filtrandola, cercando di anticipare gli eventi futuri e soprattutto tenendo sempre alto il morale della truppa. Che poi in tutto questo riesca o no, questo è un altro discorso...
Oggi su Libero mi è riuscita una bella similitudine. Ora, fino in fondo, pronti a rinascere. Il punto più nero è sempre più vicino, ed è proprio lì che si vede brillare la luce...
A dopo,
Buddy Fox
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05 luglio 2012
CLAUDIO COSTAMAGNA (ex Goldman Sachs) DALLA "FINANZA "EXTRA PROFITTUALE" ALLA "FINANZA SOCIALE"
La prima volta è spuntato all'Infedele di Gad Lerner, una puntata sulla crisi dell'Eurozona (una delle tante), e ci stava, anzi, ho subito pensato, ecco che Lerner come al solito si differenzia portando ospiti "scomodi", nuovi e di qualità. Se la prima apparizione è stata una sorpresa, le successive sono diventate, come dire, sospettose? Forse non è il termine adatto, diciamo che spontaneamente, interiormente, mi sono posto delle domande. Lo vedi a Matrix, poi da Santoro, di nuovo all'Infedele e poi chissà in quale altro programma, mica sono davanti al video 24 ore su 24... Il tutto nell'arco di poche settimane, sorge quindi spontaneo,se hai un minimo di curiosità in quello che ti circonda, chiederti: "come mai, così d'improvviso spunta Costamagna? Personaggio che fino a ora era sempre stato lontano (molto lontano) dal video e dai media in generale?
Pochi giorni dopo, dalle pagine del SOLE24Ore arriva la risposta che tanto aspettavo: Costamagna (ex banchiere Goldman Sachs) fonda la sua società di consulenza indipendente "Advise Only". Eccolo qua! Nei vari programmi, con lo stile e la pacatezza che lo contraddistinguono, aveva elegantemente incassato i colpi del populismo, di politici e parti sociali che lo incolpavano di essere un untore della crisi. Ripulito del peccato originale, dopo aver contribuito a orchestrare la bolla finanziaria e averci guadagnato (difficile immaginare il contrario), eccolo ora come consulente indipendente, indicarci come difenderci e come guadagnare nel bel mezzo della crisi.
I media l'hanno pulito e disinfettato, il passato è dimenticato, ora è candido, tanto che non manca conferenza o tavola rotonda in cui lui sia presente a dispensare consigli e opinioni sull'attuale gravità della crisi.
Dopo la società di consulenza online, arriva anche il social network per operatori e risparmiatori, un social tutto sulla finanza.
Mancava la ciliegina sulla torta, una carica importante e di rilievo, eccoci subito accontentati, al fianco del gruppo Salini, in gara per la conquista del gruppo Impregilo, in dono riceverebbe la poltrona di presidente del gruppo.
Nulla di ridire in contrario, finalmente i gruppi industriali italiani possono avere persone competenti al comando, ma è così facile dimenticare la crisi e le relative sofferenze e manipolazioni di mercato?
E arriva un'altra coicidenza, domenica sera ospite del programma Kilimangiaro, chi trovo? Carole Boquet!
Guardate chi c'è sopra nella foto a fianco del grande finanziere, neanche l'avessi chiamata! Le previsioni fanno per me!;-)
Anche se non vuoi, ti viene da pensare.
E allora ti chiedi, nel bel mezzo della crisi, con l'Italia costantemente sotto attacco, chi meglio del pompiere Costamagna, che il falò della crisi ha contribuito ad accenderlo, può ora sapere come domarlo e in parte spegnerlo?
Indipendente è una bella parola, una volta sconosciuta, ora fin troppo abusata, ma se voi vi fidate, allora mi fido anch'io...
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Pochi giorni dopo, dalle pagine del SOLE24Ore arriva la risposta che tanto aspettavo: Costamagna (ex banchiere Goldman Sachs) fonda la sua società di consulenza indipendente "Advise Only". Eccolo qua! Nei vari programmi, con lo stile e la pacatezza che lo contraddistinguono, aveva elegantemente incassato i colpi del populismo, di politici e parti sociali che lo incolpavano di essere un untore della crisi. Ripulito del peccato originale, dopo aver contribuito a orchestrare la bolla finanziaria e averci guadagnato (difficile immaginare il contrario), eccolo ora come consulente indipendente, indicarci come difenderci e come guadagnare nel bel mezzo della crisi.
I media l'hanno pulito e disinfettato, il passato è dimenticato, ora è candido, tanto che non manca conferenza o tavola rotonda in cui lui sia presente a dispensare consigli e opinioni sull'attuale gravità della crisi.
Dopo la società di consulenza online, arriva anche il social network per operatori e risparmiatori, un social tutto sulla finanza.
Mancava la ciliegina sulla torta, una carica importante e di rilievo, eccoci subito accontentati, al fianco del gruppo Salini, in gara per la conquista del gruppo Impregilo, in dono riceverebbe la poltrona di presidente del gruppo.
Nulla di ridire in contrario, finalmente i gruppi industriali italiani possono avere persone competenti al comando, ma è così facile dimenticare la crisi e le relative sofferenze e manipolazioni di mercato?
E arriva un'altra coicidenza, domenica sera ospite del programma Kilimangiaro, chi trovo? Carole Boquet!
Guardate chi c'è sopra nella foto a fianco del grande finanziere, neanche l'avessi chiamata! Le previsioni fanno per me!;-)
Anche se non vuoi, ti viene da pensare.
E allora ti chiedi, nel bel mezzo della crisi, con l'Italia costantemente sotto attacco, chi meglio del pompiere Costamagna, che il falò della crisi ha contribuito ad accenderlo, può ora sapere come domarlo e in parte spegnerlo?
Indipendente è una bella parola, una volta sconosciuta, ora fin troppo abusata, ma se voi vi fidate, allora mi fido anch'io...
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31 maggio 2012
CHL, POTREBBERO ESSERCI SORPRESE - SONDAGGIONE chiuso con VOTI record!
Per Maurizio Crozza il denaro è importante, per la società è ancora l'unità di misura nella valutazione dell'essere umano. Oltre alla Leva degli stipendi, è questo uno dei mali di questa crisi finanziaria.
CHL, e se arrivasse un nuovo socio? Quale momento migliore, se non quello di utilizzare l'aumento di capitale come porta d'ingresso?
L'altra sera, a "Fardelli d'Italia", tra le tante uscite esilaranti di Crozza ce n'è stata una che mi ha lasciato, per così dire, interdetto... Può essere il termine appropriato? Forse. A un certo punto del programma si è parlato degli stipendi, o meglio, della profonda divaricazione, sempre più ampia, che intercorre tra il compenso minimo di operai, impiegati e chi ha un lavoro precario e quelli elevatissimi di chi si trova in posti privilegiati e di comando. L'effetto LEVA è qui, la sorgente della crisi che stiamo attraversando è nell'esagerata diversità e nella disparità di trattamento economico, argomento spesso trattato ma non nei termini consoni, fino a ora si è utilizzato come stemma di ingiustizia. Mi sono seccato quando Crozza ha iniziato l'ormai consueto e noioso elenco degli stipendi dei vertici italiani, denaro inutilmente speso fonte di ingiustizie, e da qui il paragone e il confronto con le corrispondenti cariche in altre parti del mondo. Qual è l'accostamento più eclatante? Dai diciamolo tutti in coro: Obama. Quando guadagna il presidente degli Stati Uniti d'America e quanto guadagna un dirigente a capo di un'azienda di stato italiana. D'accordo, però basta con questo falso populismo e soprattutto basta con questa infarcitura di denaro in ogni campo, in ogni aspetto di vita. Questo è il problema sociale, il denaro ovunque, il denaro non più usato come mezzo, ma come fine di ogni aspetto e azione di vita. Il denaro usato come unità di misura per valutare l'essere umano. Guadagni molto? Sei un figo, un numero uno e più guadagni, in qualsiasi modo, e più sei un grande, meno guadagni, qualsiasi cosa tu faccia e più sei considerato uno sfigato. Questo è quello che appare, e prima o poi con questo concetto, come pietra al collo, affonderemo... Da quest'orgia di denaro e finanza, usciremo vergini e casti, troveremo l'illibatezza finanziaria. Da questa bulimia di moneta, ne usciremo anoressici nel portafoglio.
Riduzione della LEVA tra classi, sicuramente è qui una delle soluzioni della crisi, ma è necessaria anche una disintossicazione di denaro dalla quotidianità di linguaggio, di uso, di giudizio e di abitudini, non credete anche voi?
CHL: per quanto riguarda la nostra reginetta, scrivo nostra perchè il sondaggio ha chiuso a record (GRAZIE! per aver esaudito il mio desiderio!;-)), potrebbero esserci novità in vista.
Il SONDAGGIONE, da cui prima o poi si ricaverà un dibattito per il futuro Forum, emerge che i "pasdaran" (passatemi il termine eccessivo;-)) sono ancora la maggioranza. Sono ancora molti quelli che, per necessità, credo o forse solo come ultima spiaggia prima della desolazione puntano ancora su CHL e sui consigli e giudizi di Buddy Fox, il doppio rispetto a chi invece vorrebbe vedere CHL, il sottoscritto e questo Blog sospeso per eccesso di ribasso. INCREDIBILE, il doppio!
Pubblicherò l'esito del SONDAGGIONE con voti e percentuali...
Su CHLè attesa l'uscita di novità sorprendenti, una in particolare, presto potrebbe emergere un nuovo socio, un azionista di peso, e chi lo dice che non emerga proprio ad aumento di capitale concluso?
Non sarebbe la prima volta, che un'operazione di aumento di capitale, si rivelasse il mezzo migliore e più "silenzioso", per entrare in quota come azionista di peso in una società quotata in Borsa. Nella prossima settimana, in vista del traguardo che sancisce la conclusione dell'operazione, grazie anche ai volumi e al movimento dei diritti, potremmo avere qualche indizio in più...
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CHL, e se arrivasse un nuovo socio? Quale momento migliore, se non quello di utilizzare l'aumento di capitale come porta d'ingresso?
L'altra sera, a "Fardelli d'Italia", tra le tante uscite esilaranti di Crozza ce n'è stata una che mi ha lasciato, per così dire, interdetto... Può essere il termine appropriato? Forse. A un certo punto del programma si è parlato degli stipendi, o meglio, della profonda divaricazione, sempre più ampia, che intercorre tra il compenso minimo di operai, impiegati e chi ha un lavoro precario e quelli elevatissimi di chi si trova in posti privilegiati e di comando. L'effetto LEVA è qui, la sorgente della crisi che stiamo attraversando è nell'esagerata diversità e nella disparità di trattamento economico, argomento spesso trattato ma non nei termini consoni, fino a ora si è utilizzato come stemma di ingiustizia. Mi sono seccato quando Crozza ha iniziato l'ormai consueto e noioso elenco degli stipendi dei vertici italiani, denaro inutilmente speso fonte di ingiustizie, e da qui il paragone e il confronto con le corrispondenti cariche in altre parti del mondo. Qual è l'accostamento più eclatante? Dai diciamolo tutti in coro: Obama. Quando guadagna il presidente degli Stati Uniti d'America e quanto guadagna un dirigente a capo di un'azienda di stato italiana. D'accordo, però basta con questo falso populismo e soprattutto basta con questa infarcitura di denaro in ogni campo, in ogni aspetto di vita. Questo è il problema sociale, il denaro ovunque, il denaro non più usato come mezzo, ma come fine di ogni aspetto e azione di vita. Il denaro usato come unità di misura per valutare l'essere umano. Guadagni molto? Sei un figo, un numero uno e più guadagni, in qualsiasi modo, e più sei un grande, meno guadagni, qualsiasi cosa tu faccia e più sei considerato uno sfigato. Questo è quello che appare, e prima o poi con questo concetto, come pietra al collo, affonderemo... Da quest'orgia di denaro e finanza, usciremo vergini e casti, troveremo l'illibatezza finanziaria. Da questa bulimia di moneta, ne usciremo anoressici nel portafoglio.
Riduzione della LEVA tra classi, sicuramente è qui una delle soluzioni della crisi, ma è necessaria anche una disintossicazione di denaro dalla quotidianità di linguaggio, di uso, di giudizio e di abitudini, non credete anche voi?
CHL: per quanto riguarda la nostra reginetta, scrivo nostra perchè il sondaggio ha chiuso a record (GRAZIE! per aver esaudito il mio desiderio!;-)), potrebbero esserci novità in vista.
Il SONDAGGIONE, da cui prima o poi si ricaverà un dibattito per il futuro Forum, emerge che i "pasdaran" (passatemi il termine eccessivo;-)) sono ancora la maggioranza. Sono ancora molti quelli che, per necessità, credo o forse solo come ultima spiaggia prima della desolazione puntano ancora su CHL e sui consigli e giudizi di Buddy Fox, il doppio rispetto a chi invece vorrebbe vedere CHL, il sottoscritto e questo Blog sospeso per eccesso di ribasso. INCREDIBILE, il doppio!
Pubblicherò l'esito del SONDAGGIONE con voti e percentuali...
Su CHLè attesa l'uscita di novità sorprendenti, una in particolare, presto potrebbe emergere un nuovo socio, un azionista di peso, e chi lo dice che non emerga proprio ad aumento di capitale concluso?
Non sarebbe la prima volta, che un'operazione di aumento di capitale, si rivelasse il mezzo migliore e più "silenzioso", per entrare in quota come azionista di peso in una società quotata in Borsa. Nella prossima settimana, in vista del traguardo che sancisce la conclusione dell'operazione, grazie anche ai volumi e al movimento dei diritti, potremmo avere qualche indizio in più...
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29 maggio 2012
CHL - Tutti i dettagli per ragionare sull'aumento (Terremoto passato, siamo ancora qui)
"Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia". (Alda Merini)
E così si può scrivere, quando improvvisamente sei assalito, da un brivido che corre veloce, dalla terra sale fino al tuo corpo, espandendosi e impringionandolo in un attimo di terrore?
Ero appoggiato alla mia scrivania, pronto per aggiornare una nuova giornata di Borsa, il secondo capitolo del viaggio attraverso l'aumento di capitale CHL, quando improvvisamente, il mio sismografo personale, il lampadario ornato da decine di pendagli, a iniziato a emettere il suo dolce suono, un canto agghiacciante.
L'altalena terrestre è cominciata, subito mi alzo e mi sposto verso il muro portante, sono attimi, secondi, sembrano interminabili e non sai mai, se un attimo dopo si fermerà, se rimarrà costante o arrivi la brusca accelerazione.
In quegli istanti non pensi a nulla, speri solo che il movimento cessi il prima possibile. La mente non produce nulla, d'improvviso le CHL scompaiono, retrocedono nella lunga fila dietro a molte altre priorità.
Vivendo in Borsa, dovrei essere forgiato e assorbire con tranquillità queste oscillazioni, eppure non è facile abituarsi, e sebbene anche i movimenti di mercato siano alquanto violenti, rimangono pur sempre virtuali.
Per i media poco cambia, che si tratti di terremoto finanziari o terremoti geologici, l'importante è creare pathos, vi giuro che guardando la telivisione, quasi mi viene ansia, mentre per la finanza sono più che vaccinato, su questi temi, ascoltando le notizie ho profonda angoscia, soprattutto per i termini abusati.
Il terremoto è un killer, terremoto assassino, con l'intento mirato sempre a spostare l'attenzione dal problema. Si ripete spesso il detto: "è come se il colpevole della febbre fosse il termometro", così capita nei terremoti, eventi terribili, ma pur sempre naturali. I killer sono gli autori di certe costruzioni, che pur di guadagnare e ridurre i costi, creano edifici deputati alla futura condanna a morte.
Forse queste scosse, ci faranno finalmente capire che l'Italia è sì in pericolo, ma su questi drammi può creare la base per una ricostruzione che mette in sicurezza il Paese e i suoi abitanti.
L'Italia non è una Paese da ricostruire, ma da RISTRUTTURARE, e quest'opera di mantenimento porta non solo lavoro, ma sicurezza, due cose di cui l'italiani hanno enorme bisogno.
E dove li trovi i soldi?
Ma non si continua a parlare del cattivo e misero utilizzo dei Fondi Europei? Eccoli i soldi!
In ogni caso, chiusa parentesi, si deve ritornare alla "fredda cronaca"!
CHL anche oggi in calo, diritti in caduta, ovviamente se il titolo scende, non essendo al momento conveniente aderire o partecipare all'aumento, il calo è un domino e prosegue a braccetto.
Aumento fallimentare? Alt, è appena iniziato, più volte è capitato che un inizio stentato abbia poi portato a un crescendo nei giorni successivi.
Oltre alle note riportate nei commenti da NOT-ONLY, ho trovato molto interessante questa pagina che contiene tutti gli elementi, utili per ragionare non sulle prospettive del titolo, ma se può essere interessante o meno aderire all'aumento, una specie di cartina che permette di seguire giorno dopo giorno, il percorso di titolo e diritti d'opzione , cliccate sulla parte colorata dal cursore per accedere alla pagina informativa.
SONDAGGIONE Chl: ragazzi, siamo vicini al record, a dimostrazione che il tema crea interesse. Testa a testa tra chi vuole la mia testa;-) e chi invece l'accarezza... Aspetto nuovi voti, anche perchè l'obiettivo finale sarebbe quello di creare un forum su i temi che più creano coinvolgimento.
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia". (Alda Merini)
E così si può scrivere, quando improvvisamente sei assalito, da un brivido che corre veloce, dalla terra sale fino al tuo corpo, espandendosi e impringionandolo in un attimo di terrore?
Ero appoggiato alla mia scrivania, pronto per aggiornare una nuova giornata di Borsa, il secondo capitolo del viaggio attraverso l'aumento di capitale CHL, quando improvvisamente, il mio sismografo personale, il lampadario ornato da decine di pendagli, a iniziato a emettere il suo dolce suono, un canto agghiacciante.
L'altalena terrestre è cominciata, subito mi alzo e mi sposto verso il muro portante, sono attimi, secondi, sembrano interminabili e non sai mai, se un attimo dopo si fermerà, se rimarrà costante o arrivi la brusca accelerazione.
In quegli istanti non pensi a nulla, speri solo che il movimento cessi il prima possibile. La mente non produce nulla, d'improvviso le CHL scompaiono, retrocedono nella lunga fila dietro a molte altre priorità.
Vivendo in Borsa, dovrei essere forgiato e assorbire con tranquillità queste oscillazioni, eppure non è facile abituarsi, e sebbene anche i movimenti di mercato siano alquanto violenti, rimangono pur sempre virtuali.
Per i media poco cambia, che si tratti di terremoto finanziari o terremoti geologici, l'importante è creare pathos, vi giuro che guardando la telivisione, quasi mi viene ansia, mentre per la finanza sono più che vaccinato, su questi temi, ascoltando le notizie ho profonda angoscia, soprattutto per i termini abusati.
Il terremoto è un killer, terremoto assassino, con l'intento mirato sempre a spostare l'attenzione dal problema. Si ripete spesso il detto: "è come se il colpevole della febbre fosse il termometro", così capita nei terremoti, eventi terribili, ma pur sempre naturali. I killer sono gli autori di certe costruzioni, che pur di guadagnare e ridurre i costi, creano edifici deputati alla futura condanna a morte.
Forse queste scosse, ci faranno finalmente capire che l'Italia è sì in pericolo, ma su questi drammi può creare la base per una ricostruzione che mette in sicurezza il Paese e i suoi abitanti.
L'Italia non è una Paese da ricostruire, ma da RISTRUTTURARE, e quest'opera di mantenimento porta non solo lavoro, ma sicurezza, due cose di cui l'italiani hanno enorme bisogno.
E dove li trovi i soldi?
Ma non si continua a parlare del cattivo e misero utilizzo dei Fondi Europei? Eccoli i soldi!
In ogni caso, chiusa parentesi, si deve ritornare alla "fredda cronaca"!
CHL anche oggi in calo, diritti in caduta, ovviamente se il titolo scende, non essendo al momento conveniente aderire o partecipare all'aumento, il calo è un domino e prosegue a braccetto.
Aumento fallimentare? Alt, è appena iniziato, più volte è capitato che un inizio stentato abbia poi portato a un crescendo nei giorni successivi.
Oltre alle note riportate nei commenti da NOT-ONLY, ho trovato molto interessante questa pagina che contiene tutti gli elementi, utili per ragionare non sulle prospettive del titolo, ma se può essere interessante o meno aderire all'aumento, una specie di cartina che permette di seguire giorno dopo giorno, il percorso di titolo e diritti d'opzione , cliccate sulla parte colorata dal cursore per accedere alla pagina informativa.
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27 gennaio 2012
C'E' VITA OLTRE LO SPREAD - Fitch boccia Italia, Spagna, ma la Grecia... (30 anni Radio DeeJay "VIA VERDI")
Eccolo, arriva il weekend, sempre caldo, oltre alle possibili novità sull'evoluzione della crisi finanziaria, ecco che arriva il piatto freddo, questa volta a servirlo è FITCH, l'agenzia "Europea". Nessuna solidarietà. Se questo fino a qualche mese fa, era una mannaia che decurtava listini, Euro, Bond e tutto quanto sale sulla groppa del Toro, oggi può diventare carburante per correre e salire. Se questo è veramente Toro, lo capiremo la prossima settimana. Pensavo che nel weekend potessero arrivare buone nuove dalla Grecia, ora ne sono quasi convinto. Si compra sulle "bad news", questo deve essere il nuovo mantra, se è vero Toro...
PS. "VIA VERDI", inizia la celebrazione "30 anni di Radio DeeJay"
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica
07 gennaio 2012
UNICREDIT - Nel 2007 a 60 euro, la volevano tutti!
Primavera 2007, meno di 4 anni fa, ma già un'altra epoca, le banche veleggiavano, la finanza riluccicava tra lussi e bonus, quotazioni che si gonfiavano come palloncini, e che come palloncini poi sono esplose. Dolori per tutti, per azionisti, risparmiatori, correntisti, ma non per i banchieri, che di lussi e bonus hanno continuato a vivere grazie ai "sussidi" statali e istituzionali. 4 anni fa, come nell'era della "Bolla Internet", se non possedevi azioni bancarie eri un pirla, uno sfigato del trading, un calimero dell'azionario. Le quotazioni salivano costantemente, ti chiedevano consigli sui titoli, rispondevi "no, meglio non rischiare, sono troppo care", il giorno dopo il titolo saliva ancora, il lettore ti insultava e cambiava zona. 4 anni fa non avrei potuto immaginare quello che sarebbe successo allo scoppio della "Bolla Finanziaria", ma di una cosa ero certo, che le azioni bancarie erano da evitare (se mai andarci al ribasso) e che dopo la mietitura, sarebbero diventare azioni da trading, ma non da cassetto.
Alcuni lettori mi scrissero chiedendo consiglio sui titoli bancari, cosa comprare? Unicredit a 60 (l'attualizzazione dopo il reverse split), non erano un limite, non era una spia d'allarme, bensì era il solito miraggio del facile guadagno e dell'ingordigia, voglio di più, voglio correre, spingere a tavoletta, davanti ho un'autostrada, ma non mi rendo conto che mi sto avvicinando a un burrone.
Non potevo essere così stupido dal consigliarne l'acquisto, quindi, in qualsiasi situazione di portafoglio e di performance, la risposta più agevole era: "VENDERE".
Tra le email che ricordo e che sono riuscito a trovare, vi è questa:
"ciao buddy sono F. il neo dottore che ti aveva scritto qualche mese fa chiedento lumi su unicredit. bene...io non sono ancora uscito nonostante avessi avuto una fantastica occasione quando poco prima di natale era tornata a 6,22!!!!!!! cazzo quasi mi mangio le mani ...ero tornato pari. 6,22 mio prezzo di carico. ora sono qui perso a leggere ogni genere di infausta notizia. ti prego dammi un consiglio. devo uscire ora???e perdere (sono 6 mila euro ) ti prego ho bisogno di un tuo aiuto. ho paura che a tenere in questi mesi scendano ancora molto ...non so. fammi sapere qualcosa al più presto ciao e grazie buddy F. milano"
Non era facile vendere in perdita, la seconda fase dopo la paura, è la speranza di recuperare, così è stato. In quel momento ti arriva la mazzata finale. Non credo che F. sia ancora un lettore, ma io spero, e non lo scrivo per piaggeria, che sia riuscito a salvare parte del suo capitale, non tanto per il denaro in sè, ma perchè psicologicamente, una perdita di questo tipo, si tramuterebbe in una ferita difficile da suturare.
"lo so che avrei dovuto ascoltarti od è proprio per questo che mi spiace ancora di più. comunque grazie per il tuo ennesimo aiuto. terrò ....e incrocio le dita sperando che non tracolli il tutto! ciao e grazie sei stato preziosissimo F."
Ora UNICREDITO non la vuole più nessuno, questo non vuol dire che automaticamete il titoli deve tramutarsi in un'occasione d'acquisto o che la situazione si capovolgerà, nè tantomeno che il titolo potrà ritornare a quelle quote. A 60, ma nemmeno a 30, ci vorrà una generazione per il recupero, e non è detto che accada, perchè la situazione potrebbe avviarsi verso un mondo sconosciuto e anomalo. Ma per chi possiede UNICREDITO, l'aumento di capitale potrebbe diventare un'allettante occasione di investimento a prezzi scontati. Comprarlo a nuovo ora? Perchè no, non è tra i miei titoli preferiti, ma compresso com'è, potrebbe regalare una bella soddisfazione tra il 2012 e il 2013. Ripeto che preferisco altri titoli, ma se nel 2007 consigliavo "VENDITA SECCA", oggi si può incominciare a guardare e a scegliere. Mi piacerebbe leggere, tra voi lettori, altri racconti relativi a quell'epoca, senza vergogna, gli errori li abbiamo commessi tutti, raccontarli può essere utile a se stessi e alla comunità che dalla lettura può imparare ed evitare...
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica
"ciao buddy sono F. il neo dottore che ti aveva scritto qualche mese fa chiedento lumi su unicredit. bene...io non sono ancora uscito nonostante avessi avuto una fantastica occasione quando poco prima di natale era tornata a 6,22!!!!!!! cazzo quasi mi mangio le mani ...ero tornato pari. 6,22 mio prezzo di carico. ora sono qui perso a leggere ogni genere di infausta notizia. ti prego dammi un consiglio. devo uscire ora???e perdere (sono 6 mila euro ) ti prego ho bisogno di un tuo aiuto. ho paura che a tenere in questi mesi scendano ancora molto ...non so. fammi sapere qualcosa al più presto ciao e grazie buddy F. milano"
Non era facile vendere in perdita, la seconda fase dopo la paura, è la speranza di recuperare, così è stato. In quel momento ti arriva la mazzata finale. Non credo che F. sia ancora un lettore, ma io spero, e non lo scrivo per piaggeria, che sia riuscito a salvare parte del suo capitale, non tanto per il denaro in sè, ma perchè psicologicamente, una perdita di questo tipo, si tramuterebbe in una ferita difficile da suturare.
"lo so che avrei dovuto ascoltarti od è proprio per questo che mi spiace ancora di più. comunque grazie per il tuo ennesimo aiuto. terrò ....e incrocio le dita sperando che non tracolli il tutto! ciao e grazie sei stato preziosissimo F."
Ora UNICREDITO non la vuole più nessuno, questo non vuol dire che automaticamete il titoli deve tramutarsi in un'occasione d'acquisto o che la situazione si capovolgerà, nè tantomeno che il titolo potrà ritornare a quelle quote. A 60, ma nemmeno a 30, ci vorrà una generazione per il recupero, e non è detto che accada, perchè la situazione potrebbe avviarsi verso un mondo sconosciuto e anomalo. Ma per chi possiede UNICREDITO, l'aumento di capitale potrebbe diventare un'allettante occasione di investimento a prezzi scontati. Comprarlo a nuovo ora? Perchè no, non è tra i miei titoli preferiti, ma compresso com'è, potrebbe regalare una bella soddisfazione tra il 2012 e il 2013. Ripeto che preferisco altri titoli, ma se nel 2007 consigliavo "VENDITA SECCA", oggi si può incominciare a guardare e a scegliere. Mi piacerebbe leggere, tra voi lettori, altri racconti relativi a quell'epoca, senza vergogna, gli errori li abbiamo commessi tutti, raccontarli può essere utile a se stessi e alla comunità che dalla lettura può imparare ed evitare...
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29 dicembre 2011
LA STAFFETTA 2011/2012 - Su Panorama Economy la previsione 2012
Sono in edicola alle 19, poco prima della chiusura, esce PANORAMA ECONOMY, sono curioso di rileggermi perchè questa volta mi hanno dato più spazio, voglio proprio vedere dove mi hanno piazzato. Vedo la prima pagina, nero tenebre, ma anche nero gran galà, nero che intriga e che attira, grandi firme in prima pagina, nomi luminosi come insegne anni ottanta, vedo i primi nomi e mi dico: "vuoi vedere che... ma no dai, può essere?" Tutto questo in una frazione di secondi, finchè leggo Buddy Fox. Ammazza che colpaccio, non è Forbes e nemmeno Time, ma per il sottoscritto è il panettone di Natale;-) Esco dall'edicola, lo guardo e lo riguardo, lo bacio e mi godo il momento come un bambino con il suo primo gioco, basta poco per essere felici. Poi torno con i piedi per terra e devo fare la mia solita autocritica, questa copertina mi ha mandato in estasi, ma se devo essere sincero con Voi e con me stesso, non me la sono meritata, poco importa che "nessuno l'aveva previsto", le mie non sono state buone previsioni. Se riavvolgo il nastro della vita e ripenso a inizio anno mi dò anche dello stupido, se penso che a fine Febbraio, in soli due mesi, avevo realizzato una performance del 55%, i portafogli che gestivo erano in gran guadagno e per le spettanze che mi dovevano, avrei potuto chiudere. Ero andato a manetta, come mi ero ripromesso e come qui avevo scritto, metodico e disciplinato con il mio diario, appuntavo tutto in modo meticoloso. In soli 2 mesi, mi ero pagato tutto l'anno, tutto il 2011, avrei potuto chiudere e pensare a cosa fare, ad approfondire gli studi, cultura e conoscenze, e invece ho pestato ancora, perchè pensavo che questo potesse essere l'anno giusta, l'occasione ideale e perfetta prima del riaffacciarsi della grande crisi, e invece, come spesso accade sui mercati, i piani saltano, gli imprevisti arrivano, non quando sono invitati, ma quando decidono loro. Nella mia testa doveva accadere tutto nel 2012, magari nella seconda metà, e invece è accaduto nella seconda metà del 2011. Ma a guardare bene i mercati, non è stato tutto marcio il 2011, bisogna analizzarlo, sezionarlo e scomporlo, solo così si potrà notare che non è stato così nefasto come i soliti catastrofisti di casacca, di opportunità e di mestiere avevano e continuano a prevedere e forse ad "augurare". Qui sotto, senza rimandarvi ai post di inizio 2011 e di fine 2010, vi ripropongo quanto avevo scritto nel Gennaio 2010, le famose "10 di BUDDY FOX". Nessuna discolpa, ma a rileggerle meglio (non vorrei fosse una mia deformazione) sembra che non abbia proprio cannato tutto, e se ricordo bene dissi che se ne avessi prese 3 su 10 sarebbe stato un ottimo risultato. Questa è solo cronaca, rimane il fatto che il 2011 è andato male, un buon motivo per un maggiore impegno nel 2012. Rileggete e nei prossimi post farò i commenti, analisi 2011 e previsioni 2012.
LE 10 DI BUDDY FOX "31 Dicembre 2010, non si chiude solo un anno, ma un decennio, un periodo di inaspettata sofferenza per le Borse Occidentali ed ancor più accentuata per Piazza Affari, tanto che la percentuale di ribasso segna –55%. Un anno a pois, come tutto il decennio, perché se il risultato finale è negativo, tutt’altro aspetto prende l’esame anno per anno: abbiamo iniziato con la purga disintossicante dalla Bolla Internet, acuitasi con le Torri Gemelle, seguito dal rombante recupero, possente e rumoroso come l’artiglieria USA e divenuto esponenziale grazie ai Tassi Zero della “belle epoque” di Greenspan, raggiungendo l’esagerazione con la moda della “Leva sul debito” ed infrangendosi dolorosamente sul muro dell’insostenibilità finanziaria. La conclusione del decennio è strabiliante, dopo la caduta agli inferi, un ritorno prodigioso al Purgatorio, da molti inimmaginato, una resurrezione prodotta dalle potenti pale dell’elicottero di Bernanke, in volo costante ed instancabile da ormai molti mesi. Un decennio azionario visto declinante, ma non per tutti, l’Oriente sorge come un nuovo sole, un +180% decennale che regala performance che ci ricordano gli anni Novanta. Un Occidente in caduta con l’unico appiglio dell’alchimia e della leva finanziaria, un Oriente che rinasce grazie alla solida e naturale crescita economica, è questo il titolo del nuovo decennio? Come ogni anno arriveranno puntuali le 10 previsioni di Bob Doll (Guru di BlackRock), siccome credo che il 2011 sarà un anno ricco di occasioni e di fertilità azionaria, voglio cimentarmi anch’io nelle mie 10 idee per l’anno. Le 10 di Buddy Fox: 1) Se devo rischiare sul rialzo, per quest’anno punto sui titoli BANCARI; 2) Ci si chiede se a fine anno esisterà ancora l’Euro, sono convinto di si, ma continuerei a puntare sul rafforzamento del DOLLARO; 3) la Cina rivaluterà più delle attese lo YUAN; 4) l’ORO non darà soddisfazioni; 5) dopo tante delusioni il NIKKEY225 salirà vistosamente; 6) FRUMENTO e MAIS rimangono le mie Materie Prime predilette; 7) PIAZZA AFFARI potrebbe raggiungere vette vicine al 20% di rialzo durante l’anno; 8) gli USA supereranno il 3% di crescita del PIL; 9) tra i titoli minori potrebbe essere l’anno di BEGHELLI, SOPAF, CELL T, BANCO DESIO, AMPLIFON; 10) gli USA devono rivitalizzare AIG, credo che gli ASSICURATIVI italiani debbano risalire. Carpe Diem".
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13 agosto 2011
MANOVRA FINANZIARIA DI FERRAGOSTO - Buone vacanze? Solo con Panorama Economy (Martin Solveig)
"Il mio cuore gronda sangue", con un consueto slogan, Berlusconi ha voltuo addolcire la "manovra di ferragosto", una stangata che rovinerà le già brevi e sacrificate vacanze degli italiani. Ieri notte assistevo all'intervento di Berlusconi, un presente già visto, l'immagine che mesi fa sognavo e al contempo mi chiedevo: "chissà come giustificheranno il momento, chissà cosa inventeranno...". Le risposte ahimè sono sempre le stesse, le colpe sono della crisi internazionale, degli speculatori, della mancanza degli Eurobond e di tanto altro, mai e poi mai della Politica. Di tutto quello che si poteva immaginare, mai avremmo pensato che si potesse verificare sotto il sole cocente e ozioso di piena Estate. Non voglio entrare nel merito della manovra, non è mia competenza, non mi sento preparato e non vorrei aggiungere sciocchezze a quello che già si sente, di persone che pensano di sapere è già pieno il mondo. Solo 2 cose: l'aumento delle rendite è l'opzione più stupida, chi dovrà pagare, in questo è in forte perdita, chi potrebbe pagare ha già i guadagni protetti da qualche parte nel mondo (le cassette di sicurezza in Svizzera vanno già a ruba); finalmente si tocca la politica, forse solo sfiorata, però manca ancora molto e ci sarà ancora tanto altro da fare... L'unica certezza è che senza la CRESCITA non si va da nessuna parte. Con un attacco incentrato esclusivamente sulla riduzione del Deficit e del Debito, senza innovazione e incentivi, si corre il rischio di avvitarsi in una sindrome da '29. Rigore si, ma anche agevolazione e stimoli. La CRESCITA è l'unica medicina che può sconfiggere la malattia del DEBITO.
In tutto questo, un particolare salta all'occhio, politici alacremente al lavoro in pieno Agosto e la Casta che finalmente prova il dolore del morso (leggero) della crisi... insomma, questa SPECULAZIONE non è poi così cattiva, non trovate?
Anche se la Speculazione verrà continuamente attaccata per eludere dai veri problemi della nostra economia e della nostra società, è grazie alla SPECULAZIONE se finalmente il Paese immobile, decide di smuoversi.
FERRAGOSTO si avvicina, molti partiranno per le vacanze, oggi la borsa si può seguire anche dall'iPad o da altre tecnologie, saremo online... L'unica ad andare in vacanze è la carta, i più affezionati l'avranno notato, Panorama Economy tornerà in edicola il 25/26 Agosto. Per non lasciarvi soli, vi pubblicherò qui sotto gli articoli che a mio avviso possono essere i più interessanti, da dove eravamo rimasti, fino all'ultimo pubblicato prima della chiusura estiva.
Nell'ultimo numero avevo segnalato POP di MILANO, ho notato che tra i principali titoli è stato il migliore della settimana, sicuramente il migliore tra i bancari. Non male, ogni tanto ci azzecco!;-) I lettori del blog sono molto calati, sarà l'Estate, sarà la svogliatezza, lo scoramento, la disaffezione e delusione, vi capisco, anzi penso che i peones rimasti siano guerrieri irriducibili e per questo vi ringrazio della Fiducia.
Buon weekend guerrieri! Buddy Fox
08 MAGGIO 2011: "-Hai mai sentito parlare di Traiettoria Ottimale? La tua vita è come in fiume, se miri ad uno scopo a cui non sei predestinato, nuoterai sempre contro corrente. Scopri qual è il tuo destino, ed il fiume ti ci porterà. Talvolta gli eventi della vita danno degli indizi sul destino...-. Così parlava il Sergente Lyn Cassady in “L’uomo che fissava le capre”. Anche i mercati finanziaria hanno un loro Destino, ed ogni ciclo ha la sua “Traiettoria Ottimale”. Solo così possiamo spiegare il motivo per cui, all’uccisione di Bin Laden, i mercati hanno fatto spallucce, con grande indifferenza. Nel 2001, dopo la tragedia del WTC, la cattura di Bin Laden, era un obiettivo esistenziale, sia per la società umana, che per quella finanziaria, solo quell’evento, avrebbe potuto invertire la traiettoria ribassista imperante. Non accadde, le borse ed i mercati in generale, come un fiume, arrivarono alla loro foce, compiendo il loro destino che era quello di un profondo ribasso, volto ad eliminare il marcio che si era formato nell’era della “Bolla Internet”. Un altro caso eclatante fu quello del Dollaro, quando fu catturato nel Dicembre 2003, il biglietto verde si risvegliò da una profonda caduta, ma fu solo un rimbalzo di ore, perché la sua “Traiettoria Ottimale” era diretta verso un profondo ribasso, il suo Destino era nella svalutazione. Ed oggi, qual è il Destino e la “Traiettoria Ottimale” dei mercati e delle borse?
Come diceva il Sergente Cassady, “talvolta gli eventi della vita danno degli indizi sul destino”, abbiamo quindi capito che Bin Laden e la geopolitica hanno poca valenza sull’attuale ciclo, i punti fondamentali sono: gli andamenti degli utili societari, la liquidità che sostiene il sistema, il livello dei tassi d’interesse e la Speculazione sul Carry Trade.
Come abbiamo potuto constatare, le notizie negative ed il costante bombardamento contro banche e gli stati finanziariamente più deboli, fanno vacillare i mercati, ma non li fanno crollare, segno che le difese dei Tori sono molto alte e bastano minuscoli segni positivi per alimentare la carica al rialzo.
La “Traiettoria Ottimale” sarà anche questa volta la filosofia giusta? Se avremmo individuato il Destino giusto, senza nessuno fatica, sarà il fiume rialzista a portarci agli obiettivi di questo Super Rimbalzone.
BOILER ROOM: SOPAF, finalmente nuova vita? Potrebbe essere la settimana giusta. La paura fa 90, in questo caso 0,90 è il livello da superare per sconfiggerla ed iniziare a correre spensierati; GEOX, sale, consolida, ripiega appena e poi risale. Qui ci sta un’opera certosina di accumulo, l’obiettivo minimo è 5; BUONGIORNO, rimane un ottimo titolo, mi aspettavo un allungo immediato, ed invece torna a tergiversare. Superiamo il massimo 1,45, e sarà veramente un buongiorno!"
22 MAGGIO 2011: "Per il vino ci sono annate speciali, ed altre in cui lo stesso vino cambia sapore perdendo la sua eccezionalità. Così va anche in borsa, annate in cui alcuni titoli esplodono diventando irresistibili, ed altre, in cui gli stessi titoli, fanno flop!
Mi è successo con Geox, nei 2 anni in cui la borsa aveva recuperato quasi interamente il crollo della Lehman, il titolo era rimasto fermo, quasi che il suo prodotto innovativo, fosse equiparato alla carta straccia dei paesi “maialini”. Geox è sempre stato sinonimo di qualità e prima o poi doveva dimostrarlo. Il 2011 poteva essere l’anno della moda, e quindi ho deciso di puntare su chi era rimasto più indietro. Compro Geox a a 3,50, compro Geox sotto 4, compro Geox tutte le volte che corregge, in 4 mesi è sempre andata bene. In quest’anno avrei potuto operare solo su un titolo e pagarmi tutto l’anno. Può essere questo un metodo valido? E se non lo fosse, esiste il “metodo giusto”? Questo si chiede la marea di piccoli azionisti, trader, curiosi, risparmiatori che sta affluendo al Trading Forum di Rimini giunto alla dodicesima edizione. Un fiume, che mi ricorda tanto l’esercito di topolini nella favola del “Pifferaio Magico”, la melodia di quel piffero, mi fa pensare alla formula magica che tanto incanta i sognatori del metodo infallibile, che diventa poi l’incubo di chi è costretto a chiudere a causa delle continue perdite.
La rivoluzione tecnologica del 2000, ci ha regalato un inganno: lo slogan “un computer per ogni risparmiatore” è stato confuso con l’allucinazione che il computer potesse darti una posizione di comando sui mercati. La “democrazia finanziaria” è la più grande bufala, non esiste! Chi ha il potere ed i soldi, sarà sempre una spanna avanti al pubblico di traders e risparmiatori, se prima il vantaggio erano i computer, oggi sono i "“flash traders”, ovvero programmi e software che permettono di anticipare i movimenti di mercato e di effettuare guadagni immediati.
Se bastasse l’It Forum di Rimini e tutti i prodotti, programmi e metodi che li vengono venduti, per diventare un operatore finanziario, com’è possibile che le statistiche indicano nel 92% i risparmiatori che chiudono l’anno in perdita? O peggio chiudono nell’anno l’intera attività?!
La realtà è che essere sui mercati finanziari, è paragonabile all’essere in trincea, una guerra costante, ed alla minima distrazione puoi essere colpito, non esistono barriere o schermi magici protettivi, esistono solo le tue capacità, le cicatrici e gli errori che hanno aumentato il tuo bagaglio di esperienza. Essere un operatore di borsa, vuol dire essere un maratoneta, la vittoria non è nello scatto, ma nell’arrivare al traguardo, che corrisponde alla sopravvivenza di ogni giorno.
Warren Buffet, l’unico investitore che è partito facendo soldi con i soldi, e che tutt’ora resiste, non ha mai insegnato regole sofisticate o metodi invincibili, ma solo buon senso, regole base di disarmante banalità, ma grande efficacia e soprattutto avere grande pazienza. Invece ai traders capita il contrario, gonfiare le commissioni delle banche quando le borse sono unidirezionali, e la staticità quando invece la volatilità aumenta. Negli ultimi 2 anni, le borse sono salite del 100%, alzi la mano chi è riuscito ad eguagliare quella performance.
Il “pifferaio magico” portava i topi al lago, non per abbeverarli, ma per affogarli. Quest’anno al Trading Forum di Rimini, l’affluenza sarà record, contiamoci, fra un anno, forse due, alla prossima crisi, vedremo quanti saranno i superstiti e non affogati.
BOILER ROOM: BANCA PROFILO, inspiegabilmente il titolo non reagisce, rimane sui minimi, ma è anche vero che ci ha abituato a reazioni sorprendenti, ed io me le aspetto, 0,41 è il primo limite, sopra rientrerà nel desiderio di molti; GENERALI dopo lo sbuffo Geronzi, è tornata tra i trascurati, dopo la pausa potrebbe ridiventare interessante, 16,50 è il limite da superare; SOPAF, come si è capito, adoro le ristrutturazioni, e qui siamo in piena fase evolutiva, il bello è lì da venire"...
29 MAGGIO 2011: "Nel Febbraio del 2000 accade un fatto storico per Piazza Affari, la matricola Tiscali, figlia di una nuova era, dopo una salita del 1800% dal prezzo del collocamento, arriva a capitalizzare oltre i 14 miliardi di euro, superando il nostro colosso FIAT. Quello che fino a qualche mese prima, poteva sembrare una follia, ora viene accettata come una realtà possibile, per molti Tiscali è il mezzo per tentare una nuova vita, un nuovo lavoro, per altri, quel titolo è il biglietto vincente della lotteria che ti cambia la vita. Solo qualche mese dopo, quella pepita d’oro si trasforma in carbone, quell’elegante carrozza che doveva portarti al successo, si tramuta in una zucca. Tiscali crolla, Fiat risorge, il mondo è tornato normale? Anche questo non è del tutto vero, il mondo dell’economia è attraversato da numerosi mutamenti e rivoluzioni industriali, ma queste si distendono in un ampio spazio temporale, in borsa no, tutto deve essere anticipato, fagocitato, vissuto ed amplificato, fino all’inverosimile, per poi esplodere e ridefinirsi in una dimensione più razionale. Eravamo tutti consapevoli che il sogno Tiscali non potesse valere quanto la realtà FIAT, ma il rialzo e l’euforia di borsa, hanno lo stesso effetto del buon vino, e se ne bevi troppo, l’ebbrezza ti fa perdere il contatto con la realtà. Oggi, dopo 11 anni, l’internet mania sta ritornando, con un’altra pelle, con vecchi e nuovi protagonisti, ma con la stesso grande desiderio: guadagnare cifre folli, in poco tempo. Così è accaduto nel giorno del debutto di LINKEDIN, + 100% , il botto. Segue YANDEX, “la Google russa”, primo giorno di quotazione ed è subito +58%, l’euforia prende forma e sostanza. Le ferite del passato sono ancora vive tra i grandi gestori, tanto che sono in molti ad etichettare la nuova mania, come una pericolosissima bolla. Intanto LINKEDIN si mantiene in quota, ed una vecchia conoscenza come Henry Blodget, il “re mida” delle punto com (a volte ritornano), dichiara apertamente il suo amore verso il titolo in questione. Si sta gonfiando una nuova bolla? Il termine bolla, a mio avviso e fin troppo abusato e male interpretato, ma a parte queste sottigliezze, a mio avviso siamo entrati in una nuova corrente, una moda che dovrà tirare la volata alle quotazioni delle big: TWITTER e FACEBOOK, con tanto di fanfara e fuochi d’artificio.
Per chi non vuole attraversare l’Atlantico, in Italia può trovare qualcosa di simile alle top model del Nasdaq, si chiama BUONGIORNO, forse poco conosciuta, ma con un business in crescita, con una buona fetta di mercato americano e con azionariato diffuso, quindi scalabile, ma soprattutto, con una quotazione molto inferiore ai titoli citati in precedenza.
Entro un anno, avremo anche FACEBOOK arriverà in borsa, se tutto andrà bene, quel giorno, anche solo per un momento, rivivremo l’ebbrezza capace di cancellare i brutti ricordi del passato. Quel giorno, pensatemi anche solo per un attimo, ritrovate sobrietà, perché sarà meglio rinunciare a qualche guadagno, per salvarsi dall’ennesima cocente delusione.
BOILER ROOM: BUONGIORNO, grazie all’euforia del Nasdaq può rinascere come la Fenice, sopra 1,45 il semaforo verde; UNICREDIT, se le borse europee devono salire, dalle banche si deve partire, sopra 1,70 siamo salvi; CELL THERAPEUTIC, la danno sempre per spacciata, ma lei ogni volta si salva, come una gatta ha sette vite, ma ora siamo alla prova decisiva"...
05 GIUGNO 2011: "Era il 9 Maggio del 2010, più o meno un anno fa, quando all’ingresso del palazzo dell’Unione Europea, alla domanda di una giornalista “la Grecia farà fallire l’Euro”, Christine Lagarde, la Giovanna d’Arco dell’Unione Monetaria, corazzata con il solito elegantissimo tailleur, con il fascino che ipnotizza e spiazza e con la grinta che colpisce, rispondeva convinta: “Never say never”. Un anno dopo, Christine Lagarde è in corsa per diventare la prima donna alla guida del FMI; l’Euro non è disintegrato, anzi a vedere le quotazioni è più forte di prima; la Grecia seppur sempre vacillante sul ciglio del burrone di un fallimento, è ancora aggrappata ad una (ingannevole) ricostruzione e le borse, più volte graffiate dalle unghie ormai fragili, di un orso sfinito da uno stato di esaurimento nervoso, tentavano l’ennesimo tuffo verso i minimi del Marzo 2009, ma un nuovo Tsunami creditizio formatosi grazie all’apertura simultanea dei rubinetti di BCE, FED e Boj, travolgevano e definitivamente affogavano l’animale del ribasso. Nel Maggio del 2010, grazie anche alla grinta della Lagarde e dei colleghi europei, sulle borse internazionali (ed in particolare su Piazza Affari) si disegnava un segnale di resistenza al ribasso e successiva ripartenza. Sul nostro indice il ritratto rialzista era particolarmente evidente, il quadro prendeva il nome di “isola”, ovvero una figura tecnica che si delinea alla fine di una direzione e che sta ad indicare l’inversione. In questo caso, dopo un accentuato ribasso, abbiamo visto la formazione di un’Isola che in questo caso viene accompagnato dall’indicazione decisa rialzista. Sebbene nei mesi successivi, prima del trend definitivo, abbiamo assistito ad una lateralizzazione, è oggettivo ed indiscutibile che quello sia stato il minimo dell’anno e che tutt’ora resiste.
Le Unioni, di qualsiasi natura esse siano, sentimentali, di amicizia, d’affari, monetarie, non procedono mai in maniera lineare, più spesso a strattoni, alternandosi a momenti lieti e di crescita, ad altri di sofferenza e crisi, un sentiero irto di pericoli e trappole, che servono a forgiare, a migliorarsi ed a rendere l’unione sempre più solida e matura. E’ di qualche giorno fa l’idea di Trichet: un ministro unico europeo per l’economia. Le difficoltà e le recessioni, creano idee ed innovazione.
La Germania, spauracchio costante dell’allarme debitorio, non avrà mai intenzione di far fallire veramente l’Euro, un ritorno al Marco, una moneta nazionale che schizzerebbe in orbita il giorno dopo la sua reintroduzione, sarebbe un flagello per il sistema industriale tedesco. Le minacce tedesche sono colpi a salve che non feriscono l’economia, ma a quanto pare dalle percentuali elettorali, colpiscono la Merkel.
Ad un anno di distanza dalle parole della Lagarde, la Grecia rimane uno dei problemi dell’Europa e del credito internazionale, continuamente esposto al rischio. Ad un anno di distanza le borse si trovano su livelli ben più alti, vivendo sempre con il timore di una prossima correzione, ma quando arriverà?
Quel che mi sembra chiaro, nel velo scuro che ci avvolge di paura, che il rischio maggiore lo corrano sempre gli obbligazionisti, anche quelli da tripla A, assuefatti da un brodo di finta certezza e che senza accorgersene continua a bollire, con il rischio di finire lessi. Rimane l’azionario l’unica alcova dove poter trovare valore e protezione".
12 GIUGNO 2011: "La martora è un animale snello ed agile, adattabile ad una vita ricca di imprevisti ed a qualsiasi tipo di cibo, la stessa adattabilità è insita nei geni dell’azienda di telecomunicazione Nokia. Nome che deriva dal fiume filandese, in riva al quale nel 1865 l’ingegnere minerario Idestam creò la segheria, il seme che diede origine ad un frutto ai tempi impensabile, ovvero il colosso della telefonia mobile.
Se solo pensiamo che l’origine di Nokia è prima il legno, e successivamente la gomma (fornitrice di stivali di gomma per l’esercito nella Prima Guerra Mondiale), possiamo capire quanto flessibile ed adattabile ai tempi sia questo gigante con l’agilità e la snellezza di una martora. Questi particolari oggi vengono dimenticati, perché se ai tempi del glorioso comandante Jorma Ollila (presidente del gruppo dal 1992 al 2006) Nokia diventò quasi un monopolista nel nascente mondo della telefonia mobile, oggi, con l’avvento dell’Iphone, e del sistema Android di Google, la Nokia (appesantita dal sistema Symbian) sembra relegata alla rottamazione.
Come per Fiat in Italia, Nokia aveva nel mondo un monopolio di vendita, perché i suoi cellulari erano meccanicamente i più affidabili, oggi come Fiat, Nokia subisce passivamente la debolezza in un sistema volto alla ricerca di qualità ed estetica.
Il paragone con Fiat non stona, perché al timone dell’azienda filandese ora c’è Stephen Elop, che con il comandante Marchionne (ad di FIAT) ha più di una cosa in comune: entrambi hanno respirato l’aria fresca dell’Ontario, ambedue hanno frequentato la McMaster University di Hamilton, tutti e due sprigionano carisma e grinta, e Stephen Elop ora, come Marchionne qualche anno fa è chiamato ad un’apparente “mission impossible”. Nokia, in caduta industriale e finanziaria ormai conclamata, ha subito nelle ultime settimane un bombardamento di negatività. Come ben sappiamo, sui mercati le belle stagioni non esistono, se piove in borsa un ombrello non basta, perché spesso è un temporale. Il titolo è crollato, facendo un viaggio nel passato di 13 anni, quotazioni bruciate, valore distrutto ed una storia da ricostruire. Com’è di moda in questo periodo, le agenzie di rating, come iene si sono avventate sulla carcassa inerme, ferendola una sequela di giudizi negativi, dando l’impressione di un futuro senza speranza.
Mi viene in mente caso simile, anche Motorola solo 3 anni fa sembrava disperata, le quotazioni crollarono, sfiorando il pavimento dei 5$, oggi è resuscitata a 45$.
La borsa insegna che non sempre le cose si ripetono, al tempo stesso però esistono occasioni che si rivelano irripetibili, e Nokia a mio avviso è una di queste.
Secondo la tradizione, il fiume Nokia prende il nome dal ritrovamento di una piccola martora nera nelle vicinanze del corso d’acqua. La martora è si un animale capace di adattarsi, ma è anche un solitario, hanno però una particolarità, l’incontro con i propri simili avviene solo per l’accoppiamento. Questo mi fa pensare che l’alleanza con Microsoft possa essere più di un semplice accordo commerciale, il fidanzamento che anticipi una celebrazione sfavillante"...
19 GIUGNO 2011: "“Non giudicate e non sarete giudicati”, parola di Gesù. La clemenza non è però presente nel vocabolario delle agenzie di rating, che da un po’ di tempo hanno assunto le sembianze di giudici severi ed intransigenti. Alla sacralità dell’animo del popolo, la finanza preferisce il profano denaro. Con il nuovo avvertimento di Moody’s all’Italia, una nuova scure si abbatte sull’Unione Europea e sull’Euro, nel tentativo di disgregare un’unità all’apparenza instabile e fragile. “Fate fallire la Grecia” è l’urlo della finanza (anglosassone) per nulla disinteressata. Solo un anno fa l’economista Zingales, enfant prodige, si lanciava in una previsione: “la soluzione è un Euro di serie A ed uno di Serie B”. Altri invece vedono nell’atteggiamento riottoso della Merkel, una prossima uscita della Germania ed uno sgretolamento dell’Euro. Fortunatamente questa deriva populista si scontra con le idee del popolo germanico, infatti alle ultime votazioni, sono i Verdi ad essere cresciuti, l’unico partito che non ha partecipato al festival anti Meridionale. Lo sapete quale sarebbe la prima reazione, da un fallimento dell’Euro ed un ritorno alle monete nazionali? Un Marco immediatamente proiettato verso quotazioni stratosferiche. Questa soluzione non è nei desideri né della Germania, tantomeno in quella della potente industria esportatrice tedesca. La Grecia è un paese che non cresce, e che non ha il potenziale per industriale per ripianare il Debito. Ma questa crisi non è la fine dell’Euro, né dell’Europa, sarà anzi un’occasione per un miglioramento del sistema. Un ministro unico dell’Economia ed una riorganizzazione geografica dell’economia, possono essere le prime soluzione. L’urgenza è in un maggiore attivismo e decisionismo della politca, che non presti il fianco, né tentennamenti di cui la Speculazione è spesso vorace. Quello che però mi sembra più esecrabile, è il continuo accanimento verso i titoli bancari, un’assuefazione di negatività, che potrebbe distogliere da quello che invece si potrebbe rivelare come l’ultima occasione dai tempi della grande crisi. Soprattutto nelle banche italiane, che regalano nell’aumento di capitale, il miglior biglietto d’ingresso".
26 GIUGNO 2011: "-Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano-, così scriveva Garcia Marquez nella “Lettera agli amici” prima della morte. Le stesse parole che avrebbe scritto Cuccia, se fosse ancora vivo, nel vedere La Fondiaria (“il suo gioiellino”) affondare come un qualsiasi cimicioso della periferia europea. La Fondiaria capitola a 4, esattamente un decimo dal picco del 2007. Cuccia si sta rivoltando nella tomba. E non è solo l’assicurativo a soffrire, ma tutto il sistema finanziaria italiano. Venerdì 24 Giugno 2011, una giornata che sarà ricordata nella storia per il “Mezzogiorno di fuoco” a Piazza Affari, duello da Far West, all’ora di pranzo, nella rarefazione degli scambi, dall’estero arriva il bombardamento, viene sganciato un pacco pesantissimo composto da titoli bancari (in gergo tecnico “basket”) che scaraventa i big italiani in sospensione al ribasso. E pensare che proprio in quel momento, il “gran capo” delle Banche Italiane, Mario Draghi, raggiungeva la vetta delle istituzioni finanziarie europee come governatore della BCE. Tutto questo ha del paradossale, se pensiamo che per mesi ci hanno ripetuto che le banche italiane era uno escluse dalla tossicità del sistema, in più, rispetto alle cugine europee, gli istituti italiani sono stati i primi ad annunciare le ricapitalizzazioni, una sorta di virtuosismo, provocato dal rigore di Mario Draghi. E pensare che solo un anno fa, proprio Moody’s (l’agenzia che ci ha “affossato” con un giudizio negativo), usava parole deliziose nei nostri confronti: “in oltre 10 anni l’Italia è riuscita a stabilizzare il debito pubblico…”. Oggi Moody’s (domani Standard&Poor’s?) ci muove contro. Complotto? Attacco speculativo? La realtà è forse più semplice di qualsiasi congettura, come dopo lo scoppio della “Bolla 2000” i titoli delle TLC ed Internet sono stati i preferiti dei ribassisti HF, oggi lo sono le banche ed i finanziari, i protagonisti dell’ultima bolla. E’ questo l’inizio di un nuovo crollo? Sul nostro indice, la porta dell’inferno è a quota 18,000, sotto si rivede Marzo 2009, tra i bancari il più rappresentativo mi sembra IntesaSanPaolo, non si deve scendere sotto 1,50. Io ancora non credo che questo rialzo sia finito, anzi, esagero ed inizio ad accumulare l’ETF MSCI Greece, perché se le obbligazioni in Grecia (e nel mondo) sono un rischio, le azioni sono sempre più una ghiotta opportunità"...
10 LUGLIO 2011: "A volte la lingua può essere tagliente e ferire quanto e più di una scure. Succede nell’Europa unita sotto l’ombrello dell’Euro, ma divisa nella babele delle dichiarazioni. Possiamo lamentarci degli interventi (più o meno discutibili) delle agenzie di rating, che con la loro mannaia seminano il panico, ma nemmeno la lingua di Juncker, della Merkel, di Stark sono utili ad alleviare i problemi di una situazione delicata, anzi tendono a complicarla. Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo, la speculazione sembra aver fatto il salto di qualità attaccando l’Italia, perché? Siamo veramente in pericolo? Immaginate un’immensa sala giochi, luogo in cui viene superficialmente semplificata l’attività borsistica (da qui il termine “giocare in borsa”), tra i tanti divertimenti scoviamo l’angolo delle freccette, supponiamo una parete rivestita di bersagli, ecco, tra quelli ce n’è uno larghissimo, sopra di lui, la targhetta Italia. Ecco, questo è il motivo più semplice, l’Italia ha il centro più grande e più semplice da colpire, perché il nostro è il debito più grande d’Europa e quindi il più liquido. Se poi aggiungiamo le nostre difficoltà economiche, le frizioni politiche, abbiamo completato il puzzle. Ma non erano i paesi sopra citati i più in difficoltà? E la Spagna non era prima di noi? Quei paesi sono già stati massacrati, ed il mercato italiano è più liquido di quello spagnolo, come le banche italiane a Piazza Affari, sono più liquide di quelle spagnole alla Bolsa de Madrid. Ricordate la crisi del 2008? In quei momenti di panico, indiscriminatamente, si andava vendere tutto ciò che era facilmente liquidabile, così accade per piazza affari, facile preda di guadagni.
E’ la fine? Ricordo che ad inizio anno ho fondato le mie previsioni sul 2011, in una riscossa dei finanziari, ed ora la ribadisco senza vergogna. C’è chi pensa che, piuttosto a un recupero delle banche italiane, ci sarà un affossamento delle spagnole. Non credo, MPS, Intesa San Paolo, Banco Popolare, magari porteranno altri breve sofferenze, ma ai miei occhi sono un’inestimabile occasione, di breve e non di lungo. Se la storia delle bolle si ripete, è nel Nasdaq e nella tecnologia in generale, l’investimento di lungo più esplosivo e che potrà regalare maggiori soddisfazioni".
17 LUGLIO 2011: "Per qualcuno che vende, c’è sempre qualcuno che compra. O meglio, spesso accade che per tanti piccoli venditori, c’è un unico grande compratore. Questo dice la regola del buonsenso, soprattutto quando il panico indiscriminato ci assale in giornate come quelle dell’11 e 12 Luglio. Sono giornate bollenti per l’Italia, non solo per banche e finanza, ma anche la nostra politica inizia a sentire l’assalto della speculazione internazionale, talmente è forte la pressione, che l’ultima manovra viene approvata in pochi giorni. Un Parlamento bollente, tanto che persino il ghiacciolo Tremonti si scioglie in un attimo di commozione, in quella che sarà ricordata la torrida Estate del Debito. Tanti venditori si diceva, ma se lunedì la pioggia sembrava avere una ragion d’essere, il giorno dopo si scopre che tra i compratori del debito italiano del giorno prima, vi era un gigante dell’obbligazionario, PIMCO, non un nome qualunque, ma il primo gestore al mondo del settore. La motivazione è l’eccessivo sell-off sui titoli di stato italiani. Detto in parole semplici: il 6% di rendimento dei BTP a dieci anni, per chi non crede (come il sottoscritto) al fallimento dello stato italiano, sono un piatto succulento a cui è difficile rinunciare. Ma non sono solo le obbligazioni ad essere attraenti, anche i titoli bancari stanno raggiungendo livelli assurdi. Keynes amava dire che l’irrazionalità in borsa, poteva essere lunga quanto e oltre le tue disponibilità di portafoglio. Ovvero puoi comprare un titolo perché ti pare sottovalutato, ma a questi livelli se non peggiori, potrebbe rimanerci per mesi. I titoli bancari italiani, lo sono ormai da mesi, ed anche se gli stress test non daranno le reazioni sperate, questo attacco unilaterale dagli USA, sembra fin troppo forzato ed esasperato. Comprare Intesa San Paolo a questi prezzi, mi sembra un’azione irragionevole solo per chi si lascia trasportare dall’emotività, basta avere un po’ di pazienza, per capire che questo è una buona semina. Secondo l’ultimo sondaggio tra gli economisti USA, l’economia italiana e spagnola sono in grave pericolo, nonostante gli aggiustamenti di bilancio, noncuranti di quanto sta accadendo in casa loro. Tremonti ha avvertito che stiamo ballando sul Titanic e se affonderemo, non esisterà distinzione di classe. Nel momento che l’Europa smetterà di litigare sui dettagli ed agirà con decisione, allora sì assisteremo ad un’azione, vigorosa e portentosa delle borse, Piazza Affari compresa".
24 LUGLIO 2011: "“E' dalla crisi che nasce l'inventiva così come le scoperte e le grandi strategie. E’ dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno poiché senza crisi ogni vento è una carezza”. Con questo illuminato pensiero, Albert Einstein esorta a non lamentarsi della crisi, ma di vedere in essa un’opportunità, non lamentarsi, reagire per superarla. Nei “saloni azzeccagabulgici”sembrano aver studiato la filosofia dello scienziato, e finalmente hanno deciso di aggredire la crisi. Giovedì scorso, a Bruxelles, sono state prese decisioni importanti, la Grecia sarà salvata ad ogni costo, e così si alzeranno anche gli argini per non far dilagare le crisi degli altri paesi in difficoltà. Stop agli attacchi cattivi. All’apparenza, nulla sembra essere cambiato, sono passati solo due giorni, e la scelleratezza ricade tra di noi, le immagini della paura, stormi di ghigliottine che cadono come fulmini in un temporale estivo. Le agenzie di rating non si arrendono, e ricominciano a tagliare e a bocciare, come si tende a colpire e a calpestare un ferito grave steso a terra. Ma da oggi in poi, in sua difesa, interverrà la polizia con i manganelli, ed il ferito godrà di maggiori tutele e protezioni.
Se la scorsa settimana, Piazza Affari, sembrava essersi trasformata in una fenice incendiaria, pronta per una volata rialzista, oggi tutto sembra scemare in un nuovo decadentismo che ripropone il disco rotto e stonato: banche che scapicollano e FTSE Mib che sottoperforma le altre borse.
Non disperate, l’ultimo rimbalzo ha solo bisogno di essere digerito, una corsa sul posto, prologo per una crescita rigenerativa, ma solo sopra 21,000 il nostro indice potrà sentirsi libero di volare, mentre sotto 18,500 (ipotesi poco probabile) la situazione tornerebbe deprecabile.
Ma è il Nasdaq, l’indice che a mio avviso potrebbe trainare la volata per il resto del gruppo, Piazza Affari arranca a causa del peso dei finanziari, che seppur a prezzi irresistibile, restano ancora troppo inaffidabili e capricciosi, il resto del mondo corre con gli industriali, titoli come BMW che flirtano con nuovi massimi, o Intel che stimola l’euforia, APPLE ed IBM che strapazzano la crisi e persino CISCO sembra aver creato un pavimento per iniziare un nuovo ciclo di crescita. A casa nostra, si è costretti a selezionare, rischiando e facendo trading con le banche, ma se vogliamo un barlume di certezza, Fiat è il nostro faro e con lei a traino l’affidabile Brembo, meccanica, ma anche energia, anche Eni potrebbe nuovamente ricominciare a dare soddisfazioni, ma più di lei, la giovane Tenaris, uno strumento a leva rispetto al cane a sei zampe. Fortunatamente Piazza Affari possiede anche un “mercato delle stelle”, il negozio dei dolci dove possiamo trovare le golosità; Amplifon, Buongiorno e De Longhi, sono un tris che permette di vincere la partita a poker con i mercati.
A volte, è saggio riposare il risparmio nella bacinella della liquidità, altre, nonostante le minacce del Debito Americano e le preoccupazioni europee, vale la pena osare una semina nella tempesta.
I BTP al 6% non è l’estuario verso paura, ma il delta verso le infinite occasioni.
Se il coraggio non vi manca, questo è il vostro momento, questo è anche il mio momento".
31 LUGLIO 2011: "-Il nostro debito pubblico è abbastanza grande da badare a se stesso-. Il carisma di Ronald Reagan, in uno dei suoi affascinanti discorsi, audaci e ringhianti, non temeva il debito, anzi, il suo allargamento era una banale procedura. Oggi, nella profonda crisi d’Occidenti che affonda nell’inchiostro rosso dei conti, il Debito sembra essere il masso che al collo degli USA, porta a fondo le borse del mondo. Ma è veramente la “questione del debito”, il dilemma che affligge il mondo dell’azionario? Da una lunga ricerca nella rete, nella concretezza dell’analisi di borsa, raccolgo analisi agghiaccianti, anche senza la pietra al collo, il macigno del Debito, il rischio di affogare è una concreta possibilità. Guardi il cielo, e come nell’estate del 2010, un’ombra minacciosa sembra oscurare le luci del rialzo, macchiando l’orizzonte, quest’ombra è quella dell’Hindenburg Omen, il dirigibile della paura, la figura tecnica che preannuncia catastrofi. Un anno fa, gli stessi di oggi, profetizzavano nuovi minimi storici per gli indici mondiali, e quell’immagine che sembrava prendere le sembianze di un terribile e feroce animale, si è rivelato un’innocua ombra cinese, totalmente inoffensiva. Oggi si replica con argomenti nuovi e vecchi: Grecia, Italia, Debito USA, nuova recessione economica. Il toro è definitivamente matato? Come ogni turbolenza, anche questa scemerà, prima o poi l’Orso mollerà la presa, ritirerà gli artigli e finalmente ci accorgeremo che molti titolo sono sensibilmente sottovalutati. A guardare attentamente il nostro listino, ci si accorge che sono molti i titoli di peso (ad esempio Popolare di Milano) a quotare sotto il valore nominale, ovvero il valore “teorico” ( o prezzo “cartaceo”) del titolo, un aspetto che nelle fasi negative viene (volutamente?) trascurato. Nel caso della Banca Popolare di Milano il prezzo nominale è di 4, mentre la mia beniamina SOPAF ha un nominale di 0,5, fate un po’ voi i conti. Il mercato ora è concentrato sulla paura e sull’incertezza, dobbiamo solo sterzare il sentiment e cercare un catalizzatore di fiducia. Una volta che la belva avrà mollato la presa, quello della sottovalutazione potrà essere un ottimo argomento di rivalutazione. Agosto 2011, non sarà certo un mese da spiaggia, a meno che siate già attrezzati con I-Pad, occhio alle scottature".
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11 luglio 2011
LA GRANDE CRISI BANCARIA E FINANZIARIA: Autunno 2008 (Lehman Brothers) - Primavera 2010/11 (Piigs) è cambiato qualcosa?

"Dobbiamo impedire alla speculazione di rovinare l'Italia", "fermiamo la speculazione, è il male", "la speculazione sta rovinando gli sforzi della politica e l'economia italiana". Passano i mesi, ed a ogni crisi di questo mondo iper finanziarizzato, il colpevole è sempre lo stesso: la speculazione. Peccato che questo colpevole, sia sempre in libera circolazione e mai venga fermato o arrestato.
Ma è veramente la speculazione il male del nostro tempo e della nostra economia?
E' un po' come dire che i terremoti, sono il male del pianeta terra, un nemico per l'essere umano, peccato però che i terremoti siano sempre esistiti quale evento naturale, il pericolo vero forse è chi costruisce case e palazzi in luoghi dove non dovrebbero essere edificati, o forse la colpa è di chi costruisce in modo poco responsabile, non rispettando nè le norme, nè l'ambiente in cui lo fa.
E così è per la speculazione, un fenomeno naturale per l'esistenza dei mercati, diversa è l'irresponsabilità di chi, prima fa di tutto per attirare l'attenzione di questo fenomeno, e poi l'unico modo per difendersi è quello di piangersi addosso, e trovare il colpevole nella demagogia ed in una sottospecie di cattiveria altrui.
E' colpa della speculazione se l'economia italiana non cresce? E' colpa della speculazione se le elezioni regionali ed i referendum hanno messo in pericolo ed in difficoltà la maggioranza di governo? E' colpa della speculazione se la politica italiana pensa di governare sempre nel solito giardinetto di quartiere, permettendosi il lusso di farsi i soliti dispetti, di giocherellare, di pensare ai propri interessi, di continuare con gli sprechi, senza mai occuparsi della collettività? E' colpa della speculazione se le promesse non vengono mai mantenute e la politica continua a vivere al di sopra delle proprie possibilità, o meglio delle possibilità del paese?
Quasi mi vergogno a cadere in questa polemica qualunquista, ma se la speculazione, per così dire, ci sta "attaccando" è anche per merito, o meglio, demerito della politica. Certo negli Stati Uniti non stanno dando il buon esempio, lo si vede nelle discussione al filo di lana per l'allungamento del deficit, ognuno cerca di pensare all'interesse della propria parte, senza rendersi conto che il rischio lo corre l'economia intera. Per ora lo scudo del Dollaro li proteggerà, ma questa difesa non durerà ancora per molti anni.
Non meglio vanno le cose in Europa, dove la babele di lingue e dichiarazioni rende la situazione ancor più confusa, e quindi facilitando l'operatività di chi punta alla disgregazione della struttura. Evidentemente le lezioni e la crisi dell'anno scorso, sono servita a poco.
Non tutto però è da buttare, se sicuramente in questi momenti, ci sarà chi fa il tifo per il ribasso, chi alzerà la voce, chi soffierà sul fuoco della nuova Recessione o peggio accendendo il falò della Grande Crisi parte seconda, io penso che è proprio in questi momenti in cui le rappresentanze, spalle al muro, riescono a dare l'apporto migliore, trovando soluzioni adatte, perchè se ci sono delle cose positive che verranno partorite da questi anni di crisi, saranno proprio nuovi anticorpi ed un sistema migliore con maggiore affidabilità, nuovi ruoli ed un'Europa sicuramente più efficiente.
Per quanto riguarda l'aspetto operativo e quindi la situazione dei mercati, non posso certo negare che, aver perso questa grave correzione, l'occasione per operare al ribasso, permettermi un bel guadagno, mi rode molto, ed ancor di più mi fa male essere in sofferenza con posizioni rialziste, a corto di munizioni, senza poter cogliere nuove occasioni. Mi rode, eccome! Una cosa però è indossare le lenti d'ingrandimento del breve periodo, un'altra e guardare con il binocolo ed osservare lo scenario nella sua ampiezza.
Mi ricordo bene cosa ho scritto alla fine dello scorso anno ed all'inizio di questo, tanto che è ben chiaro e più diffuso su Panorama Economy. Prima di preparare scenari di lungo ci penso bene, questo non vuol dire che siano cose intelligenti, sensate e realizzabili, ma vuol anche dire che non cambio facilmente idea, non certo al primo ostacolo.
Quelli che dal video, si trovano a destabilizzare o spaventare i propri telespettatori, ogni volta che si presentano questo tipo di crisi, dovrebbero informarsi, scoprirebbero che alcuni indici in quest'anno "disgraziato" sono ancora in positivo, e che altri più maltrattati, sono ai livelli dell'anno scorso, ben più alti degli abissi della crisi.
La paura è per l'Italia, e visto che questo è il Paese in cui abitiamo, dove riponiamo i nostri risparmi e dove risiede il nostro lavoro, è ovvio che i timori e l'angoscia si amplifichino.
Una nota è doverosa per gli obbligazionisti, lo so, non è questo il momento delle prediche, però ripensate a quando mi chiedevate perchè non consigliavo l'obbligazionario, anzi lo sconsigliavo ed è persino inutile che facciate un paragone con l'azionario, segnalandomi che anche quello è crollato, perchè ben diverso è l'approccio: perchè quando un risparmiatore si affaccia alle obbligazioni NON cerca il rischio, cosa che fa invece chi si espone sulle azioni.
Ora il BTP rende il 6%, e per chi non pensa (come il sottoscritto) che l'Italia vada in Default, questo si è un rendimento allettante, ora ci si può pensare... aspettare a volte è la scelta migliore, e forse questo lo rimpiangeranno tutti quelli che avevano fretta di investire da qualche parte, senza sapere che a volte la liquidità va anche fatta riposare.
Il BTP rende il 6% e lo spread tra il BTP/Bund (indicatore che qui abbiamo già segnalato più volte) vola, la brutta notizia è per il Debito italiano, più questo differenziale sale, più sono alti gli interessi che l'Italia deve pagare, vanificando, quasi, l'ultima manovra finanziaria. Sveglia!!!
Ma perchè il mercato attacca le Banche ed il Debito italiano?
Ricordate il 2008? Tutto, o molto, andava a picco, ma lo strumento che più caracollava era l'azionario, ricordate il perchè? Ve l'avevo scritto, perchè le azioni erano lo strumento più liquido. Così va anche in questa situazione, non è una novità di oggi che il Debito italiano, per dimensioni, sia il più grande d'Europa e che azioni come Unicredit e Intesa siano tra le più liquide sul mercato, ben di più delle banche greche, portoghesi ed irlandesi.
Anche dei colossi spagnoli Santader e BBV?
C'è chi ha già fatto i conti, ai valori attuali le banche italiane, rispetto alle spagnole, sono sottovalutate di circa il 30%, e qui le previsioni divergono, per gli ottimisti, almeno un rimbalzo, è vicinissimo, per i pessimisti non saranno le banche italiane a recuperare, ma quelle spagnole a crollare.
E' sempre una questione di previsioni, di sentiment e di punti di vista.
E' questo l'inizio della fine? E' un antipasto di quello che affronteremo nei prossimi anni? O questa è solo l'ennesima correzione, di questo mega rimbalzone che continua ad avere più fiato di quanto la maggioranza avesse potuto scommettere?
Non è il momento per crollare, la mia previsione l'ho scritta sotto nei commenti, è difficile azzardare una previsione di breve, ho già fatto un bagno 2 settimane fa, il giorno, l'ora non lo sa nessuno, certo anche da questo ribasso uscirà qualcuno che aveva indicato in quella data un'evoluzione del mercato, ma con migliaia di previsioni che ci vengono riversate ogni giorno, ci sarà sempre qualcuno (e sempre diverso) che saprà dare la "profezia" giusta, ma quale?
Quello che vi posso dire è: non mollare, azzarderei... comprare, ma non lo posso fare, è da irresponsabili, io vi posso solo scrivere di ritrovare un po' di razionalità e di non vivere con il patema d'animo, il ribasso giorno dopo giorno. Il dolce non è poi così dolce senza l'amaro, e questo amaro non è poi così cattivo, perchè sarà utile per farci apprezzare il prossimo rialzo.
Ma questa, come al solito, è solo la mia modesta opinione...
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06 luglio 2011
GRANDI MANOVRE - La tassazione sulle rendite e la stangata sui risparmiatori

Ora sono tutti lì con la calcolatrice in mano, mi converrà comprare il Bot o il BTP o quell'altra obbligazione? Il governo non doveva metterci le mani in tasca, ed invece qui siamo passati ad una perquisizione corporale.
Solo qualche mese fa erano in molti a criticare le mie scelte azionarie, mi scrivevate che le obbligazioni erano più convenienti, sicure e redditizie, ecco servito il piatto freddo. E questo non vuole essere un messaggio di scherno, ma spesso le cose finiscono in questo modo, dove c'è più denaro e speculazione, lì si va a colpire. Le banche vi hanno scaricato le loro obbligazioni perchè dopo la Lehman nulla era più sicuro e le azioni erano un investimento folle? I titoli di stato sono l'unico porto dove salvare quel poco di risparmio rimasto?
Se non arrivano i crolli, arriva la falce dello Stato.
Tralasciamo per un attimo i trader, ed il trading come professione, su cui ho le miei idee che possono essere contestabili, pensiamo a quanto sta accadendo sul risparmio in generale. Io non sono un fiscalista, magari scriverò anche delle sciocchezze o banalità, ma la cosa peggiore che qui è stata fatta è la mancanza di un'imposta scalare, chi più ha meno spende e chi meno ha più deve pagare.
Oggettivamente non solo è una norma impopolare, ma è massacrante per chi già non riesce più a risparmiare.
In tutto questo c'è anche da ribadire un altro concetto, che più volte ho tentato di spingere, se la crisi è partita dal settore finanziario, non ci potevamo illudere che nel percorso (ancora lungo) di questa grande crisi occidentale, il settore finanziario nella sua globalità potesse rimanere intonso.
In conclusione di questa sforbiciata generale, si possono trovare una cattiva notizia ed una buona: la cattiva è che il SUPERBOLLO devierà la gran parte dei risparmi verso i conti postali o i conti di deposito, o verso i fondi ed il risparmio gestito, quindi a tutto vantaggio di banche ed assicurazioni; la bella notizia è che finalmente la finanza non potrà più essere superficialmente un argomento da bar sulla bocca di tutti, ma finalmente tornerà nelle mani dei buoni e cattivi professionisti... tra cui mi ci metto! Hahahahahaha, potete ridere!
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Vita da Trader
18 aprile 2011
Buddy Fox - LA RISURREZIONE DEL TORO (e tutto quanto avevo lasciato indietro...)

Buongiorno, settimana di Pasqua, settimana di passione. Innegabilmente si parte molto male, evidentemente si deve soffrire e portare la croce fino in fondo...
Esattamente un anno fa scoppiava la crisi greca, quello che fu soprannominato "l'attacco speculativo all'Euro". Un anno fa, partiva quella correzione che ha soffocato i mercati fino a fine Agosto/inizio Settembre, quando da Jackson Hole, San Giorgio Bernanke, attaccò il drago, soffocando le sue fiamme, con uno tsunami di liquidità. Oggi, per evitare di provare nuovamente quell'estenuante logorio, si deve prontamente reagire, scacciando i fantasmi di una nuova crisi finanziaria. Sono questi i giorni della risurrezione, da qui si deve reagire, altrimenti vedo un mese di Maggio e Giugno molto difficili, come ho già scritto, Aprile deve essere mese direzionale, e mi aspetto che la direzione la indichino le corna e non le unghie dell'Orso. La settimana sarà corta, ma densa, ne sono certo, è scaduto il tempo della melina, ora si deve passare all'attacco e fare sul serio.
Ps. qui sotto vi ho lasciato il compitino per le vacanze;-))) gli articoli passati andati in edicola su Panorama Economy che ancora non avevo pubblicato. Per ogni articolo trovate le date in cui sono stati scritti, ovvero 4 giorni prima della pubblicazione... Buona lettura, per chi ha coraggio!;-)))
13 FEBBRAIO 2011: "Sulle rivolte ed il fuoco incipiente egiziano siamo scivolati, e sempre sull’Egitto e l’abdicazione di Mubarak, dopo una breve sbandata, abbia ripreso a correre. Ribasso? Paura? Fuga dalle azioni? Beh, se questa è una correzione, io sono Warren Buffet! Immaginate un Toro in corsa (il rialzo di Gennaio) aumentare la propria velocità, quando ad un certo punto calpesta una buccia di banana, una lieve sbandata, alcuni giri a vuoto per mantenere l’equilibrio, e poi la ripartenza, sempre con grande carica e le corna molto affilate. Questa è la metafora di quanto è accaduto da Lunedì 31 Gennaio a Giovedì 10 Febbario. La ripartenza, l’abbiamo vista l’11 Febbraio, un Venerdì pomeriggio d’antan, una riscossa degli acquisti a ridosso del weekend non si vedeva dagli anni Novanta, e questo è un segnale di forza e di freschezza, il Toro è sano, non è dopato ed ha voglia di caricare. Ma che differenza c’è tra questa crisi Egiziana che non intacca un rialzo, e la guerra in Kosovo, o le scaramucce tra le 2 Coree o l’eterna lotta tra Israeliani e Palestinesi che hanno storicamente ribassato i listini? La discriminante è sempre e solo una: il SENTIMENT.
L’analisi fondamentale e l’analisi tecnica, sono strumenti utili per l’interpretazione dei mercati, ma non sono il “Sacro Graal”. L’analisi fondamentale è utile per capire la sopra o sottovalutazione delle aziende, ma non è detto che il valore reale di quell’azione sia raggiunto in tempi brevi. Come diceva un mio caro amico, uno di quelli che calpestava la borsa ai tempi delle “grida”, “l’orologio di borsa segna l’ora esatta solo una volta al giorno”. L’analisi tecnica permette di capire la tendenza dei mercati, spesso lo fa quando i movimenti già si sono manifestati. Ogni giorno sui mercati si disegnano degli affreschi geometrici, interpretabili a seconda che le nostre visioni siano rialziste o ribassiste, e costellate dai molti SE. Il 2010 per molti doveva essere l’anno del grande affondo, nel ribasso di Primavera, era ormai covato il segnale tecnico del ribasso. Sappiamo tutti come si è concluso l’anno e dove siamo ora all’inizio del 2011. La differenza la fa solo la corretta interpretazione del grafico, e l’unico modo per vedere tra mille specchi, l’unica immagine reale, è l’interpretazione del Sentiment di mercato.
Tra le cronache finanziarie attuali, si continua leggere di un eccesso di ottimismo, tra le pieghe ed il sottobosco degli analisti e delle case d’affari, emerge una voglia autolesionista di forte correzione. Chi vincerà? Questo continuo scetticismo, verso un rialzo sano e duraturo, mi fa pensare un’unica cosa: ogni correzione se non sarà solletico, sarà probabilmente di breve durata. L’unica certezza che rimane scolpita nella mia mente, ogni correzione rimane un’esclusiva occasione di accumulo, un biglietto d’ingresso per l’ultima ed imperdibile sfavillante, festa rialzista.
I recinti di borsa si stanno affollando di Tori, i macellai e gli Orsi sono avvisati".
BOILER ROOM: BANCHE, il disco ormai è quasi rotto, ma se Piazza Affari vuole puntare in alto, solo con le banche si può fare la differenza; BUONGIORNO è impostata benissimo, e la mania di telefonini e suonerie, non possono fare altro che migliorare la cera, sopra 1,40 sempre più in alto; EEMS, in Piazza Affari la tecnologia scarseggia, ma le poche cose, sono buone, anche qui si rischia di avere le vertigini.
20 FEBBRAIO 2011: "Nella profonda quiete delle immense praterie, dove tori possenti e muscolosi pascolano fieramente, all’improvviso si sentono in lontananza suoni sinistri, lo sferragliare di zoccoli possenti lacera la quiete. Sono i 3 cavalieri oscuri dell’antiglobalizzazione, che non solo minacciano la nascente crescita economica, ma che indirettamente inficiano il sorprendente rally delle borse. Gli autori della teoria dei “3 Cavalieri Oscuri” è di Spence e Dobbs, 2 economisti USA, che sulle colonne del FT l’hanno esplicata sotto il titolo “The era of cheap capital draws to a close”, che più o meno suona come: ci aspetta un mondo in cui i tassi d’interesse obbligatoriamente aumenteranno, per frenare l’ascesa dell’inflazione ed arginare la crescita dei debiti sovrani. Accanto ai due economisti USA c’è l’italiano Giulio Sapelli, un economista di grande sapere e profonde conoscenze, il quale paventa la caduta delle economie Occidentali e soprattutto di quella Europea, a causa delle avanzate dei “3 Cavalieri Oscuri” e cioè: 1) Aumento dei tassi d’interesse; 2) crescita dei prezzi delle Materie Prime; 3) la Disoccupazione strutturale di lungo periodo.
Il pericolo maggiore per le economia è la reazione ai tre grandi problemi, ovvero invece di una collaborazione mondiale, una chiusura per paura, il si salvi chi può che richiama molto la favola della “rana e dello scorpione”, entrami necessitano l’uno dell’altro, ma non sapendo frenare i propri istinti, affondano e muoiono.
Oggi la realtà sembra diversa, le economie Occidentali rinascono, trainate dalle locomotive emergenti (ormai emerse), indomite ed infaticabili, le borse continuano la marcia rialzista, sorprendendo e convertendo molti ribassisti.
I “3 cavalieri oscuri” non sono da sottovalutare, ma sono ancora lontani nel tempo e nello spazio, probabilmente ne riparleremo il prossimo anno, più preoccupante sembrano gli antichi vizi degli alti piani bancari: è di venerdì la notizia che Jamie Dimon (ceo di JP MORGAN) si è assegnato un bonus di 17,4 milioni di dollari, il più alto di Wall Street. Nulla sembra cambiato, anche se Bob Diamond (Barlclays) chiede la fine della costante messa sotto accusa e di questa cultura del costante sospetto dichiarando “è finito il tempo del pentimento”.
La crisi sembra non essere servita a nulla, ed è per questo che la crisi non è finita, ma si è soltanto presa una pausa, minacciando che il secondo tempo sarà ben più severo.
Ma questo rialzo accantona i pericoli sopra citati, saranno affrontati in altri momenti, davanti a noi abbiamo ancora una prateria dove i Tori possono correre e spadroneggiare. Anche perché spesso la borsa si aggrappa ad argomenti fatui e superficiali, infatti più che gli avvertimenti citati sopra, ad impensierire gli operatori è il cambiamento di casacca di Noruiel Roubini, che da gufo pessimista, si sta trasformando in una colomba rialzista. A dimostrazione che saper anticipare e prevedere un ribasso, non è garanzia e certificazione di saperne anche preannunciare l’uscita dalla crisi stessa".
BOILER ROOM: GEOX ha lasciato dietro se un gap rialzista, ma si tratta di una fiammata o di una fuga? Sopra i 4 euro avremo la conferma della partenza; BANCO DESIO sempre e soprattutto banche, non solo grandi ma anche piccole e vitali, sopra i 4 euro si deve osare; EEMS non è proprio una piccola STM, ma si avvicina molto, e come la sorella maggiore ha possibilità rialziste elevate.
27 FEBBRAIO 2011: " Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onesta' ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio. Entrambi i personaggi presero un bel bagno, sia in termini teorici, sia di portafoglio, infatti qualche mese dopo, il Petrolio toccò i 146$, innescò il panico inflazionistico, costrinse la BCE ad un aumentò dei tassi, e com’è sempre accaduto negli ultimi 60 anni (anche a causa del crack LEHMAN), cacciò gli Stati Uniti in recessione. E proprio qui abbiamo un indizio molto importante, mentre nella mini recessione del 2001/2002, il petrolio retrocesse fino a quotazioni minimi sui 10$, nella drammatica crisi di questi 2 ultimi anni, il petrolio si crollò, ma fino ai 40$, e non su minimi consoni ad una precipitosa crisi economica. Due sono stati i principali reggitori, che hanno frenato la discesa dell’oro nero, un mondo emerso che ha risentito solo minimamente della crisi economica finanziaria e l’enorme liquidità con cui le banche centrali (FED in primis) hanno inondato i mercati finanziari, carburante per la speculazione.
Un mare di liquidità che ha innalzato coralmente tutte le materie prime, dalle meno conosciute, a quelle più largamente diffuse, beni essenziali per la quotidianità dell’essere umano. Ed è proprio tra quest’ultime, che si annida il colpevole delle ultime rivolte africane/mediorentali. La storia ci insegna che più della libertà, il popolo cerca il pane, essere sfamati è la priorità. Nella Primavera del 2008, con il feroce rialzo dei prezzi del frumento, avevamo avuto un assaggio di quanto poteva accadere, la fame fa paura! Ed i prezzi che si impennano, in un breve stacco di tempo, sono non solo uno spauracchio inflazionistico, ma anche una minaccia omicida per il consumatore, soprattutto se povero.
Successivamente la crisi ha soffocato la speculazione, sgonfiando i prezzi, ma la successiva ripresa, e la mole di liquidità, hanno indirizzato gli operatori verso il settore più interessante da cavalcare, in vista della prossima salita: le Materie Prime.
Gli incendi della scorsa Estate in Russia (qui segnalati come propulsore per i prezzi del grano piombati ai minimi) erano, se vogliamo, un quadro anticipatore di quanto sarebbe accaduto, nei mesi successi, in paesi dove il grano è una necessità.
Ma se gli ultimi ribassi azionari, hanno spaventato anche le soft commodity, più volatili e soggette ai dati economici, il Petrolio continua imperterrito la sua corsa.
I paesi arabi festeggiano, i proventi dal caro petrolio, gonfieranno le casse, consentendo elargizioni al popolo arrabbiato e pronto a nuove ribellioni ma, come sa bene l’Arabia Saudita, un’eccessiva impennata dell’oro nero, rischia di strozzare nuovamente e prematuramente, una ripresa (Occidentale) ancora gracile.
Queste apparenti brutte notizie, sono per noi un balsamo, l’Arabia, saggiamente, rifornirà il mercato, comprendo il buco libico, ma sarà veramente la Libia l’ultimo campo di battaglia?
Stavo per chiudere il pezzo, ma proprio in questo momento il mio cellulare lampeggia, arriva un messaggio dal mio Maestro, DL, un leone indomabile dei mercati, un operatore con molte decorazioni che mi scrive: “resto lungo sul crudo, in attesa di ulteriori incendi politici in Algeria, Arabia ed Iran. Target finale 230$”.
Credo che anche Jim Rogers sia d’accordo, e questa volta anch’io vedo la possibilità dei 200$, ma se questa, all’apparenza, sembra una notizia catastrofica, nel lungo termine ci libererà dal monopolio energetico, permettendo il grande cambiamento, soprattutto ambientale, ricordatelo quando sarà il momento di dirigersi verso le energie alternative...
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato
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25 marzo 2011
MADE IN ITALY - Benzina, Cultura e Politica

Spiegatemi una cosa, probabilmente ho capito male io, ma... Robin Hood, non rubava ai ricchi?!
In Italia le cose sembrano andare sempre alla rovescia, i tempi si allungano per i benefici dei cittadini, mentre si accorciano incredibilmente quando il beneficio è per la politica. Tremonti nel 2008 aveva intelligentemente inventato la "Robin Hood Tax", dopo pochi mesi, il Petrolio crollò e con esso le banche. Pazienza, "legge di Murphy"? Sfortuna? Tutto può essere, ma certo non lo colpevolezzo.
Diversa la situazione attuale, quando per finanziare la Cultura italiana, invece di diminuire le accise su una benzina sempre più cara, al contrario, si aumentano. Come dire: è un problema? Incazzatevi con chi protesta per i tagli alla Cultura. Colpa di Nanni Moretti & C? Il cinema guadagna così tanto, da non avere bisogno di ulteriori finanziamenti. Può essere, peccato che in altri paesi, come Slovenia, Gran Bretagna, le accise vengono tagliate, per rendere la benzina meno cara, questo per agevolare il cittadino, e rendere la crisi economica e la sua ripresa, meno precaria. Dopo le mazzate inflitte dalla crisi bancaria, credo sia il minimo, ovunque, tranne in Italia. Alzare il prezzo del biglietto del cinema? Tagliare un po' dei costi della Politica? Stiamo scherzando? Alziamo il prezzo bollente della benzina, e vediamo se questa volta qualcuno s'incazza... Anche perchè, tra i vari tagli generali, ecco la mossa espansiva per rilanciare l'economia: i comuni con più di 1 milione di abitanti, potranno aumentare il numero di consiglieri ed assessori.
Ed ora pronti per il rilancio, e intanto... Io pago!
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