Buonasera, come lo vogliamo chiamare l'ultimo movimento? "Kim trade"? "Kim bump"? "L'urlo ribassista di Kim"?
I titoli che faranno i giornali e le notizie che daranno i Tg già li
conosciamo, abbiamo qualche ruga e qualche cicatrice, tracciate come
grafici sul nostro corpo, per sapere con largo anticipo quale sarà
l'atteggiamento degli organi di informazione. Tutta colpa di Kim se le
borse scendono. È davvero così? Fino a ieri sera, la situazione con la Korea del Nord sembrava anestetizzata
e tranquilla, fino alle 23.30 quando un missile nord coreano ha lambito
il nord del Giappone. Da quel momento, futures sulle borse in
picchiata, Yen bene rifugio primario (anche se come giustamente dice
qualcuno è strano che salga la moneta del paese che in questo momento è
in "pericolo") e forte l'Oro, il copione è sempre lo stesso, movimenti
che giustificano gli eventi. La borsa fino al pomeriggio di ieri
aveva vissuto sonnacchiosa, finché è arrivato il brusco risveglio. La
quiete prima della tempesta? Non proprio perché già dal pomeriggio e
dai giorni precedenti un certo nervosismo si era percepito, un Euro che
si rafforza è un bel segnale per l'Europa e per la sua economia, un
Euro che si rafforza violentemente complica le cose, complica i piani
monetari di Draghi, complica i piani in tema di inflazione e crescita
(l'aumento della valuta equivale a una stretta monetaria cioè a un
rialzo dei tassi d'interessa), frena le esportazioni uno dei motori
dell'Europa ed è un segnale sintomo di rientro dal rischio. Ma è
un'altra ancora la spia di un forte disagio ed è l'aumento dell'Euro
accompagnato dallo schiacciamento verso lo zero dei tassi sul Bund.
Questo significa che comprando Euro i capitali arrivano in Europa, bene,
ma vengono parcheggiati nel luogo più difensivo, il Bund che ad oggi da
rendimento zero. Pur di non rischiare, non guadagno. I segnali di
tensione erano già nell'aria, i missili di Kim hanno semplicemente dato
una spinta ad un orso svogliato. Sarà solo un graffio, o sarà vero
appetito al ribasso? Un appetito ribassista che sembra aver voluto colpire solo l'Europa, perchè in tarda serata gli indici a Wall Street hanno recuperato tutto, e oggi replicano in positivo. Dunque Kim fa paura, ma solo all'Europa, verebbe da dire, o forse a far più paura è la rivalutazione dell'Euro? In Germania forse la risposta ce l'hanno.
Domani su Panino e Listino l'apertura di Settembre, il "bank holiday" e il ritorno alla piena operatività con molti, molti temi operativi. Estate Bollente? Chi l'ha vista.
"Più Pir per tutti" è lo slogan ironico di Panino e Listino ormai da molte settimane. I Pir, un'iniziativa travolgente, che com'era nelle carte sta avendo effetti euforici ed esagerati un po' ovunque. Dove passa il Pir, l'erba cresce istantanea. I Pir devono ancora essere seminati che in giro si vede una fioritura da Primavera intensa. Sarà fioritura di tulipani? Di Pir credo di aver già scritto abbastanza, sia in modo tecnico, sia qua e la, un richiamo su diversi titoli. Ma se c'è ancora qualcuno che non conosce o non ha mai sentito parlare del fenomeno, ecco qui l'articolo della scorsa settimana pubblicato su Libero. Panino e Listino di domani, neanche a drilo, ancora PIR. E che due palle, direte, se c'è ancora qualcuno che legge Panino e Listino. Attenzione ai giudizi avventati, domani i Pir saranno affrontati da qualcuno che ha un'esperienza a Piazza Affari valutata in decenni. E poi, titoli scoppiettanti. E poi non dite che non vi avevo avvisato per tempo sul Luna Park dei titolini. Bisogna essere matti per comprare ora, o forse no? La festa è ancora all'inizio, pause correzioni permettendo.
LIBERO 18 Maggio 2017
“Più Pir per tutti” il sarcasmo di Alex Drastico
trasferito alla finanza, è ormai da molte settimane lo slogan di Panino e
Listino. Perché i Pir sebbene ancora poco conosciuti al grande pubblico hanno
tutti i requisiti per diventare il re di denari dei portafogli italiani. Sicuramente
fino a oggi lo sono stati per le pmi quotate a Milano, un baccanale rialzista
che ha scatenato l’appetito di trader e addetti ai lavori. Ma cominciamo dal
principio, cosa sono i Pir? In sintesi Piani individuali di risparmio,introdotti dall’ultima legge di bilancio, uno
strumento per canalizzare il risparmio degli italiani verso le imprese italiane.
Ogni singolo sottoscrittore ha l’obbligo di mantenere l’investimento per 5
anni, con un importo annuo di massimo 30 mila euro, fino a un totale di 150. In
cambio, oltre al potenziale guadagno, oltre a favorire le imprese nazionali, di
sicuro per l’investitore ci sono gli abbattimenti fiscali: niente tasse su
capital gain, dividendi, successioni e donazioni.
Secondo alcuni gestori con i PIR vincono tutti
i protagonisti: vince lo Stato, le aziende, i risparmiatori e gli intermediari. Gli operatori del settore alzano già l'asticella della raccolta, le stime iniziali erano troppo prudenti, dicono, i numeri fino a oggi sono travolgenti.
Si deve fare in fretta, chi prima arriva meglio
alloggia. Perché sui mercati tutto si trasforma in una moda, e anche le
migliori intenzioni spesso degenerano. Per cui non mi stupirei se i benedetti
PIR di oggi, un giorno lontano si trasformassero in quei maledetti.
Il fenomeno PIR a me ricorda tanto l’arrivo in
Italia dei Fondi d’Investimento a metà anni ’80, fu il turbo per la nostra
borsa. L’indice Comit (la memoria storica) in soli 2 anni passò da 200 a 900
punti. Paragone azzardato?
A questo punto faccio io una proposta al governo:
perché non dimezzare o eliminare temporaneamente il capital gain sulle azioni?
Una tassa che si è rivelata improduttiva. Insieme ai Pir sarebbero il QE made
in Italy, un ricostituente efficace per far tornare a splendere Piazza Affari,
un luogo per troppo tempo coperto di polvere e dolore.
PIAZZA AFFARI: e dopo una giornata così, in un mondo
finanziario assalito dal Fintech, con chi te la prendi? Dove trovare conforto?
In un algoritmo? Ah, per fortuna c’è sempre Panino e Listino!
L’Orso ha graffiato, ora fa male. Al di la dei colpi
di coda e reazioni al rialzo a breve, il solco è tracciato. A 20.200 sarà una
bella battaglia.
WALL STREET: sono passati 6 mesi circa dall’elezione
di Trump, la domanda che vi pongo è: qualcosa è cambiato? Sì, il DJ è salito del
12%, ma oltre a questo? Nulla. Pensate a
cosa potrebbe succedere se la stessa domanda se la ponessero gli investitori
yankee. Down, down, down. Etn: IE00B8VZVH32
ALERION: ha riposato abbastanza.
EURO/$: come già vi ho scritto più volte, diffidate
quando sono tutti concordi verso uno scenario (in questo caso la parità),
spesso accade il contrario.
$/YEN: altro che SPREAD, è sempre questo il faro
degli investitori. Per il lungo termine, segna ancora bel tempo.
Sindrome di Stendhal? Questi mercati sono capolavori. In questi giorni mi capita spesso di incantarmi leggendo le quotazioni dei mercati finanziari sul Sole24Ore e su Mf. Carta, sempre la cara e vecchia carta, non potrei vivere senza.
Mi incanto scorrendo e leggendo e non credo siano mie allucinazioni, anche se spesso me lo chiedo, perché un NIKKEI a +45% in soli 5 mesi, non si era mai visto! Quello che abbiamo soprannominato "il Laboratorio Giapponese" sembra funzionare, i dati economici sono una prima testimonianza.
Non solo la locomotiva della finanza, ora arriva anche il rimorchio dell'economia.
Ma tornando ai titoli, ricordate quali erano state le singole segnalazioni su Tokyo? Titoli Finanziari e SHARP. Avete visto dov'è arrivata? Che spreco, e' veramente una tortura continuare a segnalare e non poter comprare. Se mi guardo indietro rischio di prendere la colt e far partire un colpo. In questi casi e' una fortuna essere per la pace e per l'amore... Guardiamo avanti, il meglio deve ancora venire?
Come contadini festanti dopo una lunga siccità, siamo qui tutti a ballare, bagnati dalla pioggia di Yen. Una pioggia che rischia di trasformarsi in allagamento, ma questa volta non ci saranno danni, almeno non ce ne saranno nel breve.
Il Nikkei vola come non si vedeva da anni, e ora, siamo tutti giapponesi?
Le crisi dovrebbero essere un momento di approfondimento, informazione e acculturamento, così non sembra, visto che sono molte le imprecisazioni che vengono dette: il Nikkei non è sui massimi, siamo solo ritornarti ai livelli del 2008. Per rivedere i massimi, bisogna fare un lungo viaggio nella macchina del tempo finanziaria, 1989 ma già lo sapete, visto che l'ho scritto in precedenti articoli, un massimo che è quasi il triplo rispetto ai valori attuali.
Ora termini come Nikkei, Yen e Giappone sono sulla bocca di molti, "un rialzo che è partito nella scorsa settimana, sull'annuncio degli incentivi monetari da parte della Bank of Japan", sicuri?
Io vedo un missile partire nel Novembre 2012, tanto che da quei livelli l'indice è salito del 70%. Sono dettagli, come sono dettagli tante cose scritte qui in questo blog, tranne gli errori, quelli sono delitti per cronaca da prima pagina.
Siamo tutti giapponesi, e lo saremo sempre di più, sembra quasi di tornare negli anni '80, quando a regnare c'era l'Iron Lady Margaret Thatcher, bei tempi che sembrano tornare, senza di Lei, purtroppo...
Banzai! Vola il Nikkei, grazie alla spinta propulsiva della Bank of Jappan che con grande anticipo ha rispolverato il torchio. Vola il Nikkei con le ali giganti del denaro, denaro a basso costo, denaro regalato in quantità indefinita, denaro inesauribile che alla fine sfocerà in eccessi, anche nei prezzi e con conseguenze inflattive, permettendo così il raggiungimento degli obiettivi che la BoJ e il Governo Abe che con estrema aggressività intende raggiungere.
Il "LABORATORIO GIAPPONESE" è in piena sperimentazione, come già vi ho scritto, dobbiamo sperare che l'esperimento ardito raggiunga il risultato e partorisca una nuova soluzione economica.
Il NIKKEI vola: è la PRIMAVERA GIAPPONESE, speriamo sia contagiosa.
Avete visto la reazione di borsa? Dal -2%, dovuto anche alle tensioni geopolitiche causate dalla sempre più disperata Corea del Nord, a una chiusura in volata a +2%.
Ma cosa volete di più?
Che altro devo scrivervi? E' da Novembre del 2012 che spingo sul Giappone e sul Nikkei (con la copertura sullo YEN), rilanciando all'inizio di quest'anno con il "BANZAAAI 2013" oltre ad aver messo Giappone e Nikkei in prima fila nelle "10 di Buddy".
Ma è inutile, nessuno ha seguito, vi siete tutti tuffati nelle altre voci che al momento deludono, creando doppia delusione, maggiore sconforto e rabbia.
E quindi, di chi è la colpa? Se di colpa bisogna parlare?
Colpa mia che le ho scritte? O colpa vostra che vi siete imputati solo su alcune scelte?
E intanto il NIKKEI vola, e prima o poi diventerà irresistibile, anche per i risparmiatori italiani sempre più provinciali, anche per gli investitori italiani che fino a ora hanno snobbato il Giappone... speriamo che sia prima, che poi.
Vi riporto qui sotto un articolo che ho scritto giorni fa per un altro sito.
E' il "BENGODI FINANZIARIO"!
E ora, ci credete anche voi? (CONTINUA...)
Il Dow Jones ha appena brindato al nuovo massimo storico,
toccando vette fino a qualche mese fa impensabili, ma lui non soffre di
vertigini, anzi, ammette di avere il fucile da elefanti ancora carico. Lui è
Warren Buffett, un ottantenne che si muove agilmente nella giungla dei mercati,
quello che stupisce è il suo vorace appetito in momenti come questi dove molti,
memori delle ferite del passato pensano alla vendita seguendo il motto “vendi,
guadagna e pentiti”. Stupisce perché Buffett è conosciuto per la sua prudenza e
oculatezza negli investimenti, caratteristiche che ne hanno fatto uno degli
uomini più ricchi al mondo, ma il messaggio è che se lui, nonostante il rialzo
accumulato dagli indici si trova ancora a caccia di elefanti (per natura lui predilige
sempre grandi aziende), allora è vero come ha dichiarato Obama che “il meglio
deve ancora venire”.
In effetti, osservando alcuni indicatori, sono molti i
segnali che sembrano anticipare una forte ripresa dell’economia USA, e tutto
questo accade con la zavorra del “sequester” i tagli automatici scattati a
causa delle mancate decisioni del Congresso, cosa sarebbe successo, anzi, cosa
succederà quando Repubblicani e Democratici troveranno l’accordo? Ci sarà il
boom? Seguendo i ragionamenti irrazionali che usano gli operatori di borsa,
dopo tanto correre, l’accordo potrebbe essere la scusa per un fisiologico
ribasso.
Intanto i profitti delle aziende continuano a stupire, ed è
questo, fino a ora, il vero motore, l’aspetto anomalo di questa crisi, una
borsa che va a record, una finanza che macina profitti e dall’altra un’economia
che stenta, sono questi gli aspetti che demarcano l’attuale situazione rispetto
a quanto tradizionalmente accadeva in passato. In altri momenti ci sarebbe
stata la fila nei borsini, tutti dentro a comprare, tutti dentro nel recinto
del “parco buoi” pronti per la macellazione. Oggi è diverso, pochi hanno avuto
il privilegio di partecipare e brindare ai record, per questo motivo
difficilmente vedremo scene di panico e ribassi dolorosi. Di altra opinione è
invece l’analista Wiedemer, autore del best-seller “aftershock”, l’esperto
sostiene che l’attuale politica della “liquidità infinita” attuata dalla Fed
produrrà inevitabilmente una crescita incontrollabile dell’inflazione: “è una
certezza matematica che quando si rompe la diga, i tassi d’interesse
aumenterannoe i mercati azionari
crolleranno”. Possibile, ma quando? Ormai da molti anni viene paventata e
vaticinata l’arrivo di un’inflazione devastante, ma fino a ora non si è visto
nulla, anzi in molti casi si è visto il contrario, vedi la deflazione
giapponese e gli accenni di calo nei prezzi europei.
A proposito di Europa, mentre Wall Street festeggia,
dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, gli entusiasmi sono molto freddi, solo
il Dax tedesco si sta avvicinando ad antichi splendori, mentre sia Francia che
Europa mediterranea vede le borse ancora rasenti al pavimento della crisi e la
situazione non sembra migliorare. Anzi è di questi giorni la recrudescenza
della crisi dell’Euro, divisione in due o addirittura disintegrazione della
moneta unica, i grandi fondi speculativi, gli squali, fiutano nuovamente il
pericolo e sono pronti a un nuovo attacco.
Ora ci si chiede dove siano finiti gli entusiasmi da
scampato pericolo di solo qualche mese fa, era l’Estate del 2012 quando Mario
Draghi dichiarava: “ la BCE è pronta a fare tutto il necessario per salvare
l’Euro, e credetemi sarà abbastanza”, un annuncio che aveva fatto guadagnare al
governatore della banca centrale l’appellativo di “Super Mario”, oggi quei
momenti di gloria e di nuova speranza sembrano già dimenticati, cancellati come
scritte sulla sabbia da nuove ondate speculative.
Piazza Affari, nel suo piccolo, è stata capace di bruciare
interamente il brillante rialzo accumulato nel solo mese di Gennaio, era fieno
in cascina che i piromani della nostra politica, con i soliti litigi di
bottega, sono riusciti a bruciare. Oggi quella cascina è di nuovo vuota, anzi è
andata a fuoco anche la cascina, povertà economica e povertà finanziaria e ora
ci si chiede se Milano non è stata capace di sfruttare il momento di esuberanza
mondiale, cosa potrà succedere il giorno in cui le borse decideranno di
immergersi in una correzione? Nuovi minimi per Piazza Affari?
Oggi si riunirà la BCE ed è possibile che in soccorso di
economia europea, italiana e dell’Euro (magari spingendo verso una graduale
svalutazione) arrivino gli accenni di un nuovo taglio dei tassi o di misure
aggiuntive orientate a un’espansione monetaria, se i mercati hanno la memoria
corta, non credo che sia così per Mario Draghi che la scorsa Estate ha deciso
di mettere in gioco tutta la sua credibilità, e credete a me, sarà abbastanza.
Ma il luogo in cui si giocano i destini dell’economia
mondiale è un altro, non è Wall Street e nemmeno Francoforte, il futuro si
gioca a Tokyo, è infatti il Giappone il laboratorio del “grande esperimento”.
E’ tutto confermato Governo e Banca Centrale sono pronti a tutto pur di
rianimare economia, inflazione e conseguentemente la Borsa, pur di rianimare un
Paese in condizioni asfittiche ormai da 20 anni (ricorda l’Italia?), qui si fa
sul serio! Da come sta reagendo l’indice Nikkei (+16% da inizio anno, da me più
volte consigliato) sembra che ci siano i prodromi di una vigorosa crescita e
quindi di una riuscita dell’esperimento, i primi germogli nella finanza già si
vedono, presto si vedranno anche nell’economia reale. Confermo il consiglio
d’acquisto, meglio se dopo una profonda correzione, una di quelle in cui il
Toro (rialzo) entra in crisi esistenziale, sempre con la condizione
imprescindibile della copertura sullo Yen. Il nuovo Governo e BoJ non avranno
ripensamenti qui si va fino in fondo, il Nikkei ha già dato il suo appoggio,
qui la fiducia è già stata votata.
Marzo, lo dice il detto, è un mese pazzo, ricco di date che
hanno fatto la storia: 10 Marzo 2000 massimo assoluto del Nasdaq; 12 Marzo 2003
minimo di Wall Street in coincidenza con l’attacco degli USA all’Iraq; Marzo
2008 fallisce Bear Stearns, l’avvisaglia della grande crisi finanziaria e poi
c’è il Marzo 2009 momento in cui gli indici mondiali toccano il punto minimo
dell’abisso finanziario, da lì la lunga e repentina risalita. Un ribasso che
era stato corale e di uguale intensità, diversa e distinta è stata la risalita,
rimane il minimo comune denominatore, la stagionalità, Marzo il cancello che
apre alla Primavera e al cambiamento di scenario?
Attenzione a Venerdì 15, giorno delle 3 streghe e
casualmente giorno in cui si apriranno le porte del nuovo Parlamento. Vuoi
vedere che per l’ennesima volta l’Italia e Piazza Affari si comporteranno da
“bastian contrarian”?
Buonasera, solo oggi mi sono accorto di un particolare folcloristico, il mercoledì è il giorno degli "animali del mercato": da una parte MARTIN WOLF firma illustre del FT (tradotta anche dal Sole24Ore) e BUDDY FOX con il suo modesto panino e listino su Libero. Il Lupo e la Volpe, che sia di buon auspicio affinchè la Volpe possa diventare una firma di lusso come quella del Lupo?;-)
Oggi Martin Wolf si concentra sul Giappone, sull'esperimento della Boj per rilanciare (definitivamente) l'economia giapponese e così il Nikkei, da troppi anni nelle sabbie mobili, un esperimento che il "laboratorio giapponese" è pronto a intraprendere, con il coraggio che contraddistingue i samurai, tanto da proporsi loro stessi come cavia in questa novità assoluta nel panorama economico e monetario. Per il Lupo come per la Volpe, il Giappone tema dominante, un "laboratorio" che potrebbe diventare il centro del mondo finanziario. Siamo tutti giapponesi? Sicuramente dobbiamo fare tutti il tifo, affinchè gli esperimenti del "laboratorio giapponese" abbiano esiti efficaci.
Il Nikkei, guardate il grafico, dimostra di crederci con enorme convinzione, qui si gioca il futuro, non solo della finanza, ma dell'economia dell'intero mondo Occidentale, qui sì, PRONTI A FERMARE IL DECLINO.
Torneremo sul tema, visto che il NIKKEI, tra i punti delle "10 di BUDDY" si trova in prima posizione.
Dopo i brindisi, puramente statistici della giornata di ieri, per chi non se ne fosse accorto il DOW JONES ha superato il precedente record storico, ora si dovrà affrontare la dura realtà, da domani inizia la settimana per i mercati, due gli appuntamenti di grande importanza: la BCE con la conferenza di Draghi (l'avviso di un prossimo taglio ai tassi?) e il dato sulla disoccupazione USA. Borse, ma soprattutto le valute, saranno al centro di forti movimenti. Assisteremo alla prima grande stangata sull'EURO, una stangata che finalmente non abbatterà le Borse?
Nel mio intimo, ci spero, sarebbe la prima, grande evoluzione, la giusta direzione.
Nell'attesa di assistere agli eventi di domani, vi ripropongo come al solito il pezzo di "Panino e Listino" pubblicato la scorsa settimana.
Marzo mese pazzo? Evviva la pazzia!
LIBERO 27 FEBBRAIO 2013
“…per guadagnare è importante poter contare su
transiti personali beneauguranti, al di là di quelli collettivi. Proprio per
questo capita che in momenti di grave recessione, ci sia sempre chi guadagna…”,
che tradotto vuol dire: non conta quello che fai, l’importante è nascere sotto
una buona stella.Questa è la premessa
importante che l’astrologa finanziaria Grazia Mirti ripropone a ogni suo
convegno. Sono impressionanti le previsioni politiche effettuate dall’astrologa
alla conferenza del 13 Gennaio a cui ho
avuto la fortuna di partecipare, ve le riporto in sintesi: Bersani anche se
vince è delusione, Vendola grande delusione, Monti fortuna da Marzo e infine
Berlusconi grande sorpresa con possibile vittoria. Erano le stelle a parlare,
sembrava assurdo, oggi lo è molto meno, sarebbe bastato riprendere quegli
appunti per capire le possibili evoluzioni della borsa nel post voto. A questo
punto verrebbe da pensare che Piazza Affari sia nata sotto una cattiva stella,
perché proprio nel momento in cui si aprivano spazi per effettuare enormi
recuperi, ecco che cade un'altra tegola, pesante, che la ricaccia in un tiro
alla fune estenuante tra i catastrofisti e gli speranzosi. Sembra di ritornare
al clima del Giugno 2012, alla vigilia delle elezioni Greche, il G20 si
mobilitò preparandosi a un “piano-antipanico” con le Banche Centrali di tutto
il mondo pronte a intervenire per salvare l’Euro.
Per la Grecia si trattava della seconda prova
elettorale nel giro di un mese, nonostante l’incertezza della vigilia e la
trepidante attesa, tutto si risolse per il meglio, dopo qualche giorno di
trattativa si trovò la soluzione di un governo di coalizione. Il listino di
Atene, dopo una caduta che non trovava un pavimento da cui ripartire, da quel
momento a oggi (9 mesi), è raddoppiato. Un buon auspicio per l’Italia?
Il nostro paese, ben rispecchiato dall’andamento di
Piazza Affari, è sempre alla ricerca della soluzione più difficile, siamo come
la torre di Pisa, pendente, sembra sempre sul punto di cadere, ma non cade mai.
FTSEMIB: rialzo finito? O dovremmo aspettare
l’equinozio di Primavera, favorevole a Monti, prima di ripartire? No panic, il
ribasso dovrebbe assestarsi intorno a questi livelli, minimo 15,100. Il 2013 è
un anno favorevole per Piazza Affari, se ne accorgeranno anche le stelle.
EURO: le elezioni politiche qualcosa di buono
l’hanno fatto, in un attimo è stata cancellata la “guerra delle valute”, l’Euro
scende fino a 1,30 contro il Dollaro, movimento che conferma le mie aspettative
di rafforzamento per il biglietto verde, anche perché Bernanke conferma gli
stimoli e l’economia USA migliora.
POP MI: sempre banche, soprattutto quando scendono e
Pop Mi rimane tra le mie preferite, e ogni volta che ritocca 0,50 diventa
irresistibile!
CELL T: il 2013 sarà l’anno in cui si vedono i
risultati concreti? Dovrebbe, ma rimane una scommessa per cuori forti.
BTP: 350 di spread con il Bund era il supporto del
2012, nel 2013 diventa resistenza, non dobbiamo superarlo.
Mi hanno detto che sono stati cancellati dei commenti, chiedo scusa, ma non è colpa mia. In più mi è saltato Windows (e non so il perchè!) e si sono cancellati tutti i commenti fatti ai 10 punti, tutto da rifare!
Ora ho appena inviato in stampa il nuovo pezzo per LIBERO in edicola domani e mi rimetto a rifare tutto qui nel blog. Abbiate ancora un po' di pazienza. Nell'attesa vi lascio in buona compagnia con il nuovo singolo dei Muse.
Martedì scorso sembrava una tragedia, la fine per l'Italia, ma soprattutto la fine per BTP e Piazza Affari. Oggi, filtrando paura, irrazionalità ed emotività dettata dalla confusione del tempo in cui stiamo vivendo, la tragedia magicamente si tramuta in grande opportunità, per l'Italia come paese e per l'Italia come economia e quindi anche per BTP e Piazza Affari.
Al momento ancora non si vedono soluzioni concrete, ma si vedono i germogli del cambiamento, soprattutto negli atteggiamenti e nelle proposte. Eppur si muove, e questa volta eccome si muove!
Ora però si rischia di avere l'effetto contrario, dall'assenza di novità, all'esigenze di chiedere l'infinità realizzabile.
Io dico: cominciamo con poco, ma cominciamo, questo è quello che la gente vuole, finalmente dei gesti, anche pochi, ma qualcosa di concreto utile alla comunità ed a eliminare l'enorme divario che si è creato tra una casta di privilegiati e una popolazione sempre più povera e per questo arrabbiata.
Ma la rabbia, senza ragione, non porta a nulla. Non vale sfasciare tutto, ogni cosa, se usata nel modo giusto, ha la sua utilità, quel che manca è un elemento semplice ma indispensabile: l'onestà.
Ha senso eliminare i partiti?
La situazione governativa è più complicata, dopo le sensazionali previsioni astrali, voglio che le stelle mantengano un peso nell'attuale fase di analisi, ed è per questo che propendo per un Napolitano decisivo e unico esecutore, la mia fantasia volteggia verso un governo di unità nazionale con Napolitano nelle veci di Primo Ministro. Fantasia assoluta? Vedremo...
E ora, via con le analisi punto per punto delle "10 di Buddy" le previsioni preparate a fine 2012, per un 2013 rock'n roll!
1)BANZAI
NIKKEI! Quante volte avete sentito ripetere “questo è l’anno del Giappone”?
Sono ormai più di 20 anni che il Nikkei, l’indice di borsa giapponese sprofonda
nelle sabbie mobili senza nessuna possibilità di appiglio. Ora, per la terra
rappresentata dal “sol levante” è arrivata la svolta, l’alba per il toro. Il
nuovo premier Abe e la BoJ sono pronti a tutto, anche a scatenare una guerra
nucleare valutaria, pur di riportare la crescita in uno stato sempre più
depresso dalla deflazione. Questa volta si farà di tutto e si andrà fino in
fondo. La corsa del Nikkei è appena cominciata.Giappone,
il laboratorio del “grande esperimento”, governo e banca centrale sono pronte a
tutto pur di far ripartire economia, borsa e scuotere l’apatia dei consumatori
giapponesi che ha portato il paese tra le sanguisughe della deflazione che
continuano a succhiare energia vitale. Deflazione, una bestiaccia difficile da
sconfiggere, ma qui nella terra del Sol Levante, sono pronti a tutto, io ci
credo. Da inizio anno il Nikkei fa +11% e una volta frantumata quota 11,600 non
ci resterà che comprare, comprare e ancora comprare. Molto bene anche le
singole azioni, rimane sempre una condizione imprescindibile: sempre corti di
Yen, così il guadagno è doppio. Nikkei, è qui la festa!
2)BANCHE,
AVANTI TUTTA! “Và allo sportello Bancomat per avere lo scontrino per casa un
messaggio sullo schermo dice: non fare piani, sei al verde", cantavano gli
“Hard-fi” nella canzone cash machine (sportello bancomat), una canzone che è
stata la colonna sonora per le banche italiane negli ultimi 4 anni. Ora la
musica è cambiata, è pronta la “Marcia di Radetzky”, a dirigere l’orchestra
sarà il BTP. Più la discesa dello Spread sarà intensa, maggiore sarà il rialzo
dei titoli bancari. I miei preferiti sono: MPS, Pop Milano, Unicredit tra le
maggiori. Tra le minori Banca Carige e Profilo. Ma senza dimenticare Mediolanum
che di BTP è piena zeppa, l’incoronazione all’ottimismo di Ennio Doris.
Caos politico, crisi economia, spread
di nuovo in volo ed ecco che si ripete il copione degli ultimi anni con la
caduta secca delle banche. Se ci soffermiamo agli ultimi giorni, questa è la
realtà, ma se allarghiamo la visuale ripartendo da inizio 2013 fino a oggi, il
risultato è meno deludente. Tra le banche maggiori sempre molto bene Pop Mi (+13%)
e Unicredit (+4%), solo MPS delude e sappiamo il perché, anche se quest’ultimo
rimane tra i miei preferiti. Tra le banche minori male Carige, ma qui siamo a
prezzi ghiotti, interlocutoria Profilo (+3%), questa prima o poi esplode. Il
meglio deve ancora venire.
3)SPAGNA,
DAGLI INDIGNADOS AL FLAMENCO. Ricordate l’acronimo PIGS? Portogallo, Italia,
Grecia e Spagna, le agenzie di rating le davano per fallite. Così non è stato:
il Portogallo langue ma è salvo, l’Italia è pronta alla riscossa, la crisi
della Grecia è stata surgelata e siccome del maiale non si butta via nulla, ora
tocca alla Spagna. Terra degli indignados e della nuova disperazione, e se
invece fosse il nuovo eldorado europeo? L’Ibex, l’indice di borsa spagnolo
sembra aver esaurito al discesa, e il 2013 potrebbe regalare sorprese. Si balla
il flamenco con tanto di nacchere.
Sono
pronti nuovi attacchi all’Euro? Eppure, nonostante la debolezza economica
europea, in Spagna non si vede la ripresa, ma un rallentamento della
negatività, anche questo è un buon segno! Madrid da inizio anno fa +1%, in
altri momenti avremmo visto cose peggiori, buonsegno!
4)ITALIA,
CARICA! Non solo banche ma anche industriali (Indesit, Fiat e Alerion), Piazza
Affari come il Nikkei è pronta all’exploit. Nel 2013 nulla è escluso, anche un
rialzo del 30% per il nostro indice. Esuberanza senza vergogna.
Piazza Affari aveva illuso, sembrava l’esatta
replica del Nikkei e senza perdite di cambio. Un fuoco di paglia, nel mese di
Febbraio la borsa di Milano non solo si è rimangiata tutto il rialzo (10%) di
inizio anno, ma si è addirittura tuffata nel segno rosso, il mese si chiude con
il risultato di -2% Scherzo di carnevale? Sapendo che ora toccherà alla
Quaresima, il futuro non regala migliori auspici. Eppure, eppure qualcosa mi
dice che questa volta, quest’anno, il 2013 sarà ben diverso. Non ci resta che
vivere il mese che apre alla Primavera, sicuramente sarà un mese frizzante,
probabilmente di ripresa.
5)SUL
BOVESPA SI BALLA IL SAMBA. Non sarà uno scherzo di Carnevale per il Brasile,
qui si balla il samba, infatti per il Bovespa (indice di borsa brasiliano)
sull’onda della crescita economica, sono previsti nuovi record.
Se c’è una
larga parte del mondo dove ci si dispera per le perdite di lavoro, qui accade
il contrario, si è disperati perché non si trovano i lavoratori. L’economia è
sempre frizzante, mentre la borsa si è seduta, una fase di riposo. Anomalia
incomprensibile. Un po’ di pazienza, presto si tornerà a ballare il samba. Prossima
Estate?
6)RISANAMENTO
IMMOBILIARE. Per la casa non sono previste nuove bolle, anzi, prima di rivedere
quell’euforia ci vorranno anni, ma c’è anche un limite al peggio. In USA i
titoli immobiliari sono già risaliti, ora toccherà anche agli italiani.
Prelios, Risanamento e Aedes i miei preferiti.
Mentre negli USA si risollevano anche le
case degli zombie, Fanni Mae e Freddi Mac hanno ritrovato l’utile, e l’intero
mercato immobiliare americano ritrova lo sprint, le aziende crescono da mesi,
lo dimostrano i bilanci e lo dimostrano anche i grafici delle rispettive azioni,
in Italia è tutto fermo. Apparenza, almeno in borsa, i titoli hanno definito le
linee del pavimento, presto saranno alzate le pareti e fatto il tetto. Comprare
ora, quando ancora i prezzi strisciano. Sembra facile, sembra…
7)APPLE
NO, NOKIA SI’. Non avere difetti, può essere un difetto. Così è stato per
Apple, arrivata a 700$, erano in molti a vedere la vetta dei 1000$. Aspettative
troppo alte, come invece erano troppo basse quelle per la rivale Nokia. Ora la
situazione potrebbe ribaltarsi.
A
inizio anno era tutto secondo copione, Apple glu glu glu, Nokia su su su. Poi
vuoi per solidarietà, vuoi per correggere gli eccessi (di breve), anche Nokia
ha deciso di fare compagnia ad Apple nel sentiero del ribasso. Ora Apple sembra
aver trovato un punto d’appoggio e anche Nokia dovrebbe aver smaltito, forse
saliranno insieme, ma io continuo a preferire la seconda, seguendo il copione
delle previsioni d’inizio anno.
8)WALL
STREET E DAX, FORSE. Sono tutti troppo ottimisti sulle borse americane, persino
Citigroup, gli ultimi tra i pessimisti, ora si sono convertiti verso nuovi
record. Possibili delusioni e volatilità, così anche per il DAX in Germania.
Il Dow Jones ha appena fatto il nuovo
record, il Dax è molto vicino. Attenzione, si potrebbe soffrire di vertigini,
in USA è possibile una bella correzione, non un’inversione di tendenza, ma
qualcosa che può spaventare, mentre il Dax fa meno paura. Seguendo la direzione
di queste previsioni, meglio dirigersi altrove. Dove? Piazza Affari e Nikkei,
mi sembra ovvio.
9)CHL,
ORA O MAI PIU’. Si cambia pelle, e per CHL potrebbe essere arrivato,
finalmente, l’anno delle rivincite.
Tra alti e bassi, qui siamo fermi al palo. Come scritto lo scorso mese,
abbiamo capito che qui bisognerà avere molta pazienza, ma entro l’anno
dovrebbero arrivare i primi, grandi, risultati.
10)L’ORO NON BRILLA, LUCCICANO RAME E
DOLLARO. L’oro sembra sempre più sbiadito, a sostituirlo potrebbe essere il
rame, grazie alla futura crescita economica. L’Euro non è fallito e non
fallirà, ma il Dollaro ha da mesi incominciato un’inversione di tendenza che
riporterà lo slogan “Dollaro Forte”.
Il dato economico positivo di oggi (Ism dagli USA) sembra dare ragione alla mia
teoria, Wall Street su e anche Dollaro su. Solo poco tempo fa, le cose
sarebbero andate diversamente. Niente più “carry trade”? Niente più “risk on” e
“risk off”? Forse, intanto il Dollaro continua il suo lento, ma costante
recupero, ora non resta che aspettare la Bce e i prossimi dati economici e le
relative reazioni. Basta ORO, meglio il Rame e poi una nuova era per il
Dollaro. Rivedremo la parità?
Ce l'ho fatta, e ora, se volete, commentate! Non mi è riuscita molto bene, l'originale era meglio, ma dopo aver scritto 4 pezzi, a sera, sono fuso!
E domani, tutti in edicola per il nuovo "Panino e Listino", su Libero!