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17 agosto 2016

OLIMPIADI RIO 2016: Panino e Listino, a Piazza Affari come a Sparta (Giovedì 18 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



In attesa del grande evento di questa notte, mi riferisco alla partita di pallacanestro tra i grandi giocatori dell'Argentina e i grandi atleti degli USA, vi posto qui sotto l'ultimo "Panino e Listino" quello prima di Ferragosto.
Domani di nuovo in edicola, con gli obiettivi stellari su Wall Street, perchè voglio arrivare sempre prima di chi poi vi dirà "te l'avevo detto". 
D'altronde, nessuno può negare che qui alla fine del 2008 scrivevo "IO COMPRO".
Domani su "Panino e Listino" Libero, non solo USA, ma anche Cina, dove l'anno scorso scrivevano: "è in arrivo un nuovo '29". Avanti con le catastrofi, prima o poi succede.


LIBERO Giovedì 11 Agosto 2016

Esami fin dal primo vagito, questo era l’aspro destino che toccava a chi nasceva a Sparta. Se il bambino era gracile o malforme, veniva subito gettato dal monte Taigèto, solo chi era completamente sano riusciva a passare la prima difficile prova. A 7 anni era già arruolato nell’esercito, lontano dalla famiglia, nei campi militari a sopportare e imparare a convivere con fame, sete, freddo, caldo, a dormire per terra, a camminare scalzo ed a sopportare il dolore. Solo così si poteva allenare duramente il corpo, rendendolo capace a superare ogni avversità e pronto a combattere in qualsiasi momento ce ne fosse stato bisogno. L’imprevisto, il “cigno nero” dei nostri giorni, non era nemmeno catalogato nella mente di queste macchine da guerra.
I soldati spartani dei giorni nostri, sembrano essere le banche italiane, che dopo aver affrontato la più grande crisi dei tempi moderni, il “fallimento Lehman”, l’attacco all’Euro, una lunga e dolorosa recessione dell’Italia e dopo aver superato brillantemente anche gli ultimi “stress test”, godono di una forma e di una preparazione in grado di soddisfare anche il severo Leonida. Tutto questo con il minimo aiuto.  Eppure, nonostante il superamento di tutte queste fatiche, l’esercito delle nostre banche non gode della stessa ammirazione che il mondo provava per gli spartiati.
Forse perché le banche anglosassoni oggi sono molto più forti dell’immenso esercito di Serse?
Nessuna paura, questa volta alle Termopoli andrà diversamente, Draghi, il nostro Leonida ha a disposizione ancora un arsenale infinito per poter vincere. La riscossa è sempre più vicina.
PIAZZA AFFARI: percorso perfetto con tanto di trappole. Sembra di rivedere, in senso inverso, quanto accaduto nell’estate scorsa. Mentre nel 2015 si fingevano i rialzi, questa volta a mentire sono le discese. L’avete mai visto un Toro in costume? Sopra 17.000 spettacolo in spiaggia.
BANCHE: “la rivoluzione bancaria è all’inizio” dice Doris, ma mentre la positività dell’Ennio nazionale non è una novità, a fare scalpore sono le parole di Tamburi, il “Warren Buffett” italiano, quando dichiara che con le nostre banche si può fare un buon affare. Pesi massimi in azione.
MPS: 0,25 era il mio ultimo prezzo. Questa volta al palio di Siena, a vincere potrebbe essere la contrada della “banca”.
FTSE100: l’indice di Londra è su del 7% da inizio anno. Sopra 7.000, l’obiettivo diventa 10 tondo. Lo chiamavano “pericolo Brexit”.
FTSE STAR: mentre a Rio le stelle italiane cadono, a Milano l’indice Star è pronto a fare nuovi massimi. E’ il nostro Nasdaq, e in quest’indice c’è anche il gioiello BE.
 

 

24 agosto 2015

LUNEDI' NERO PER LE BORSE COME NEL 1987



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Era Ottobre, ma era pur sempre un Lunedì, chissà quanti lo ricordano. Peggio del '29 titolavano i quotidiani italiani, dal Corriere a La Repubblica e anche La Stampa.
Solo qualche anno dopo, non solo Wall Street aveva recuperato il traumatico -22%, ma era già più alta, per non parlare di 10 anni dopo, valeva circa 10 volte in più.
Questa è la più chiara differenza tra una correzione, seppur marcata e un'inversione di trend.
E ora, tutti sul carro dell'Orso, pensando sia lui il vincitore, e forse anche sul carro di Buddy Fox.
Perchè fino a ieri ero un cretino, se non peggio, come lo tra la fine 2008 e inizio 2009 quando scrivevo di comprare. Va sempre così, sono sempre un idiota finchè la tendenza non va dalla mia.
Sinceramente questo assurdo gioco alla ricerca dell'offesa e della polemica non mi è mai piaciuto e ora mi ha stancato.
Il mio interesse è sempre stato quello di informare e aiutare il prossimo, per quanto possibile, ma ora siamo arrivati al peggio, anche alle minacce.
Non arrivando  nessun beneficio, nè di riflesso (la vostra soddisfazione), nè a livello personale, mi sono chiesto per quale motivo continuare a scrivere. Per questo motivo a cominciato a diradare gli interventi, solo quando ho veramente voglia di scrivere, solo quando ho veramente un po' di tempo. Anche perchè ultimamente ho notato che molti dei lettori affezionati se ne sono andati, e quelli rimasti sembrano più che altro dei falsi nomi, definiamoli così.
Tanto, stando alle minacce, io non faccio mai nulla o quasi, sono un perdigiorno.
Tornando ai mercati, questi 8 mesi per me sono stati molto duri, andare al ribasso non mi è mai piaciuto e l'ho fatto solo in casi eccezionali, limitare l'operatività al rialzo è stato anch'esso per me una restrizione dolorosa, quello che conta è che alla fine è stato sensato e per me si chiude qui.
Si chiude l'operatività al ribasso, e salvo eccezioni, d'ora in poi sarà solo al rialzo, almeno finchè Milano, Piazza Affari tornerà sopra 40,000. Sì avete letto bene.
Ovviamente non si ripartirà di corsa, difficile, lo ricordate uno dei punti delle "10 di Buddy Fox 2015"? LA VOLATILITA', eccola, è arrivata e per un po' sarà padrona di casa.
Ma su questa e la prossima debolezza, comprerò senza nessuna preoccupazione. Sarà la mia follia che mi porta a questi comportamenti, vedremo se anche questa volta la visione sarà quella giusta o se il passare degli anni mi ha portato fuori di senno come Ariosto.
Un'ultima nota di cronaca, il giorno successivo a quel Lunedì nero di Otttobre 1987, Tokyo visse un martedì nero perdendo il 15%, non fu la fine del mondo, perchè due anni dopo il Giappone vide scoppiare la sua bolla, ma da livelli ben più alti.

Qui sotto, per gentile omaggio e per chi non li avesse letti, vi lascio gli ultimi due pezzi di Panino e Listino a cavallo di Ferragosto.

LIBERO 13 Agosto 2015
“Che ne sai di un bambino che rubava/e soltanto nel buio giocava … /e di un mondo tutto chiuso in una via /e di un cinema di periferia…” la voce di Battisti nell’Estate del 1971 risuonava in tutte le spiagge italiane, le canzoni di Battisti, negli anni di lotta politica, sembravano l’unico argomento che metteva d’accordo tutti gli italiani.
“Un mondo tutto chiuso” quello degli anni settanta, l’occidente, l’unico che in quell’epoca contava e decideva, sembrava vivere un’Estate come tante altre, in spiaggia o montagna, tutti intorno al picnic di Ferragosto. Ma mentre la gente comune si concedeva le meritate vacanze, a Camp David,  il presidente Nixon, al canto delle cicale, prendeva una decisione solenne: il “gold standard” finisce, era l’addio alla convertibilità con l’oro.
Molto prima di Reagan, un altro presidente americano, forse il più discusso, abbatteva un altro muro, che non era quello di Berlino, e nemmeno quello di “Wall Street”, bensì quello dell’economia mondiale! Da Bretton Woods fino al 15 Agosto 1971, il sistema economico occidentale si ergeva nella stabilità monetaria mondiale, ancorata al dollaro e alla sua convertibilità con l’oro. In parole semplici il sistema valutario si basava su rapporti di cambi fissi, tutti agganciati al dollaro, che a sua volta era agganciato all’oro.
Questo accordo aveva delle falle, infatti permetteva agli Usa un’emissione incontrollata di moneta, esportando quindi inflazione e rendendo più povero il mondo. La guerra del Vietnam fece aumentare in modo spropositato la spesa pubblica, tanto da mandare in crisi il sistema: troppi dollari in circolazione per sostenere il debito rendevano difficile la successiva conversione in Oro, da qui la decisione storica di Nixon.
Al tempo internet non esisteva, la televisione in vacanza era un optional, l’unica fonte informativa era la radio, dove le notizie economiche erano tanto rare quanto gli acquazzoni estivi.
Oggi, Estate 2015, la svalutazione dello Yuan, rimbomba in tutti gli angoli del pianeta, un’onda che dal valutario, sembra travolgere tutto il sistema economico e finanziario. La Cina è vicina, in un mondo sempre più piccolo e confuso, sembra essere diventata la causa scatenante di una nuova, l’ennesima, “Guerra delle Valute”.
Il 16 Agosto 1971, quando cantava Battisti, secondo molti fu l’inizio dell’instabilità economica e finanziaria, ma fu anche l’inizio della flessibilità monetaria e degli investimenti: la possibilità dei QE e la volatilità delle borse, grandi rialzi e grandi crolli, derivano tutti da quella decisione storica che si ripercuote anche in quest’Estate, dove continua suonare la canzone degli Eagles “Hotel California”, un motivo che ci accompagnerà fino all’eternità.
PIAZZA AFFARI: la luna di miele, il matrimonio tra Toro e Piazza Affari, sembra essere finito. L’effetto trimestrali si è concluso. Nulla di drammatico, per settimane vi ho avvisato di una nuova correzione in arrivo, quella della Cina è stata solo una scusa. Inizia una “tortura cinese” che farà soffrire noi e il Toro, l’importante è non cedere. 22,200/22,500 primo supporto, 21,800 area di emergenza. Il Pil Italia porterà sollievo?
ERG: la segnalazione arriva da un lettore, un suggerimento brillante, un titolo favoloso. Sembra partito, ma dovesse tornare a 11,50, salterei in groppa subito. Sopra 15 si va a 24. Rivoluzionario.
BE: non dimenticatevi di prendere la medicina contro ogni ribasso.
CINA: secondo Edwards (SG) questo “è solo l’inizio”, dobbiamo prepararci a un maremoto di deflazione. “Aspettatevi una crisi finanziaria uguale al 2008”. Edwards è un noto pessimista. La mossa cinese non farà altro che rendere più prudente la Fed, per la felicità delle borse.



LIBERO 20 Agosto 2015
“Quando vien la Candelora dell'inverno siamo fora; ma se piove o tira il vento de l'inverno semo dentro”, recita il detto popolare della Candelora nei primi giorni di Febbraio, il mese più freddo dell’anno. Per le borse invece, il periodo più importante è Gennaio, dice il saggio di borsa che se il primo mese dell’anno sarà positivo, tutto l’anno sarà sotto il segno del toro ed avrà quindi il segno più alla fine.
Se vogliamo essere ancor più precisi, affidandoci alla statistica e non ai detti popolari, sono i primi 3 giorni di Gennaio a rivelare come sarà l’annata per gli investitori, quelli che per i più ottimisti coincidono con il rally della Befana, o come il rally di inizio anno. Statisticamente va così, il più delle volte l’anno parte in crescita, con grande speranza, ma non il 2015, se andiamo a rivedere i grafici o ci ricordiamo cos’è successo, subito ritornano alla mente i crolli azionari che hanno preceduto l’attentato di Parigi e il QE di Draghi.
Il 2015 è iniziato male per tutti: Milano, Parigi, Tokyo, Francoforte, peggio ancora per New York che non solo è partita in retromarcia, ma ha avuto tutto Gennaio macchiato di  rosso, nessun beneficio è provenuto dall’azione della Bce è già questo poteva essere un cattivo presagio.
Ironia della sorte, l’unica piazza ad aver cominciato bene il 2015 è Shanghai, peccato che lì il capodanno si festeggi a metà Febbraio, a oggi il momento più difficile dell’anno.
PIAZZA AFFARI: “l’ho aspettata così tanto/ apri il cielo e lasciala scendere / arriva la pioggia” cantano i Cult a Milano, dove dopo tanta resistenza, sta arrivando la correzione, le vendite come un temporale. Il mio livello è sempre 22,000.
ENI: “down down down”, sempre lontani da questo titolo. Possibile obiettivo di lungo intorno a 7.
CINA: “scappa via, scappa via” cantavano i Pooh, e lo ripeterebbero oggi a chi è investito in Cina. Sotto 3,500, confermo, viene giù tutto.
AZIMUT: sarà un’Estate tranquilla, così gli esperti di Azimut salutavano gli investitori. Per i mercati non sappiamo come si concluderà la stagione, per il titolo in questione avevo già avvertito, e ora la situazione si fa ancora più difficile. Possibile scivolata verso 19.
WALL STREET: non solo proverbi e statistica, ora anche il giudizio di McClellan si abbatte su Wally, secondo il suo modello tra il 20 e il 26 Agosto vedremo un picco e per il resto dell’anno non ci sarà nessuna buona notizia per i Tori. Ma il peggio lo vedremo all’inizio del 2016, quando secondo McClellan ci sarà un “ugly decline”.

13 agosto 2013

Gelatino e Listino (versione estiva di Panino e Listino): FERRAGOSTO IN SPIAGGIA IN COMPAGNIA DEL TORO (14 Agosto in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Se operi in Borsa la soddisfazione non fa parte della tua vita, se la Borsa scende ti rovina l'umore e l'esistenza, peggio se la Borsa sale perchè non è mai abbastanza, oppure sale proprio ora che non sei in posizione. E se hai comprato un titolo che sale? Male, perchè c'è sempre uno che fa meglio e tu proprio quello volevi. 
Se non ti accontenti avrai una vita d'Inferno, un po' come nella vita, se non sei capace di trovare pace e appagamento, sarai sempre infelice, con i demoni che ti tormenteranno a ogni respiro.
Io certo non voglio una NEWSLETTER D'INFERNO, ed è per questo che sto cercando di creare qualcosa di semplice, ma al tempo stesso resistente nel tempo, perchè è sempre questa la vera sfida.
Il giusto modo di vivere non lo conosco, credo siano in pochi a saperlo, ma qualcosa su come vivere al meglio la Borsa e i Mercati Finanziari, quello forse sì lo conosco, ed è questo che voglio condividere insieme a Voi.

Una Borsa felice può portare una Vita felice?


Anche nella settimana di Ferragosto "Panino e Listino" (nella versione estiva di "Gelatino e Listino") è in edicola, e sotto l'ombrellone o in montagna, avrete tutto il tempo per sfogliare la carta e leggerlo.
Si sale e si balla in spiaggia, mentre tra le montagne sembrano aumentare le nubi, nuovi temporali in arrivo?
Per conoscere il meteo di Borsa, leggete domani "Panino e Listino", un po' di frivolezza d'Estate, qualche nota storica e curiosità statistica e poi i temi operativi, sempre di più, perchè Piazza Affari ora inizia a fare sul serio. E il 2013 non è ancora finito.



LIBERO 07 Agosto 2013
‘600 Olanda, Rembrandt ha appena venduto il suo quadro “Ronda di notte” per 1600 fiorini, ad Harleem il bulbo più famoso “Semper Augustus” viene quotato 6000 fiorini, e mentre qualcuno grazie a un solo tulipano riesce a comprarsi una casa grande e bella, qualcun altro scambiava la sua casa con un bulbo nella convinzione di aver fatto l’affare più grande della sua vita. E’ proprio questa convinzione collettiva di aver scoperto l’elisir di ricchezza eterna, che potremmo tradurre in euforia irrefrenabile, che segnala l’inizio della fine di un’era. Se si arriva a scambiare la propria casa per un tulipano, quando un bulbo raggiunge il valore superiore a 10 volte il reddito medio di un lavoratore, o peggio se un lavoratore abbandona il proprio posto per dedicarsi a tempo pieno alla moda del momento, capisci che qualcosa di irrazionale è nell’aria, è arrivato il momento di avere paura. Nel 1623 all’apice della bolla sono in molti a cimentarsi nell’attività di compravendita di bulbi e anche in quella della coltivazione, fino ad arrivare a prezzare bulbi che devono ancora essere piantati, pratica che viene soprannominata “commercio del vento”, un nome che doveva far sorgere più di un sospetto. Attività che ricordano molto quanto successo a cavallo tra il 1999/2000 quando in molti traslocarono dagli uffici aziendali, ai comodi salotti di casa, davanti a scatole elettroniche (i computer)  comprando e vendendo cose sconosciute e senza nessuna preparazione. Era la stagione della Bolla Internet, si compravano aziende che non producevano 1 centesimo di utile, pensando di aver trovato il nuovo Eldorado, ben presto però le pepite d’oro si trasformarono in piombo, cancellando ogni illusione di ricchezza facile. Oggi il Sole24Ore paventa lo scoppio di una nuova bolla, “Wall Street dal 9 Marzo 2009 a oggi è salita del 167% mentre il Pil Usa è cresciuto solo del 10%”. Un po’ tirata come giustificazione, visto che nella precedente crisi (2007/2009) in soli due anni il Dow Jones aveva perso il 50% dai massimi, una cifra molto superiore alla perdita di ricchezza nazionale. Gianbattista Vico diceva che “la storia si ripete sempre”, in forme diverse, ma le persone non ne traggono mai insegnamento, aggiungo io. Non è questo il momento di avere paura, non c’è nessuna bolla, né in USA ne tantomeno in Europa.

FTSEMIB: lo spread continua a scendere e Piazza Affari annaspa a 16,800, livello fondamentale. Con un BTP così richiesto, mi aspetto come minimo lo sfondamento dei 17,000. Siamo già a 3 settimane consecutive di rialzo, ma sotto il sole il Toro continua a scalpitare, è “rally da spiaggia”.

FACEBOOK: crollata a 18 sembrava il flop del secolo. Oggi siamo a 40 e sono molti ad avere rimpianti. Come al solito si vende quando si dovrebbe comprare e il contrario. L’emotività non si insegna sui manuali di borsa.

TELECOM: abbandonate l’idea che i prezzi si muovano in base a considerazioni e fatti puramente razionali. Al rialzo come al ribasso spesso si tende a esagerare, è il caso di Telecom, titolo da comprare, lo sanno bene  i cassettisti. E’ l’Estate delle telecomunicazioni.

MPS: bancari superstar, con uno spread così ora può salire anche Siena.

 

21 agosto 2012

Panino e Listino (LIBERO) - I TEDESCHI SONO DEI BUFFONI? CHI L'HA DETTO?



Buonasera... Bene anche oggi! Più sale e più diventa agevole l'operatività, e migliora anche l'umore, vero?
Domani, Mercoledì 22 Agosto, si torna in edicola come d'abitudine, niente più lettere (per ora), ma la rubrica "Panino e Listino". Per domani ho inserito una chicca di un guru americano, oltre alla mia opinione, mi sembra giusto inserire idee contrastanti e di valore aggiunto ben più alto del mio.
Intanto qui sotto vi riporto quanto è andato in edicola il giorno di Ferragosto, molti saranno stati in vacanza, alcuni si saranno fatti il "Gelatino e Listino", altri, giustamente, avranno mandato a quel paese il sottoscritto e si saranno fatti un bel tuffo e una birra;-)


''I tedeschi sono dei buffoni non sanno cosa vuol dire la contabilità, non conoscono, o fanno finta di non conoscere, il concetto di deficit… Rivalutare le riserve non è un'entrata corrente, è solo una buffonata, ed è molto peggio delle buffonate che ha fatto l’Italia… ma i tedeschi sono peggio di noi''. Sono parole del premio Nobel Modigliani che risalgono al 1997, la “vigilia dell’Euro”, sembra un secolo fa, sono passati solo 15 anni e i tedeschi non erano poi così rigorosi e intransigenti come sembrano oggi. Per anni ci hanno insegnato che “spendere è bene”, pur indebitandosi o usando il mutuo della prima casa come un bancomat. Lo ricordano gli americani che in questi giorni commemorano i 5 anni di risparmi bruciati (nell’Agosto del 2007 falliva American H. M.) e che si ritrovano con uno spirito consumistico da frenare e un debito privato da ripagare. Ma per gli Usa il Debito non è una novità, convivono (a fasi alterne) con un deficit mostruoso, e dallo scoppio della crisi finanziaria lo hanno accoppiato a un crescente Debito Pubblico. Per anni i guru della finanza (Jim Roger e Marc Faber tra i più noti) hanno previsto una caduta del biglietto verde e un conseguente rialzo dei rendimenti dei T-Bond fino alla doppia cifra. Un’assurdità? Oggi sembra proprio di sì, visto che il Dollaro è in rafforzamento e il T-bond decennale rende pochi punti percentuali. Il Debito, difetto che affratella tutti gli stati occidentali, ad alcuni viene riconosciuto come peccato veniale, per altri (vedi Italia) sembra un peccato mortale. Non vi sembra che ci siano delle forzature in questi giudizi? Vendere per coprire un buco, questo sembra essere l’unica soluzione per soffocare il Debito, invece ne esiste una più naturale, che è quella di crescere (economicamente) per ripagare. Ai prezzi di oggi, la vendita risulta una svendita, cosa che nessuno si sogna di fare (tranne in Italia), mentre in USA stanno cercando ogni soluzione possibile che sfoci in espansione, tra queste un’accresciuta produzione domestica di energia. L’America sarà ancora un anticipatore di mode?



FTSEMIB: prima annunciano che il voto della Corte Costituzionale potrebbe slittare, poi smentiscono, non ci saranno rinvii. Questa sì è una bella notizia, in altri momenti forse non avremo avuto smentite, o peggio la Borsa avrebbe reagito con negativa diffidenza. Anche se sono probabili scivoloni di volatilità, si compra sempre sul negativo, perché almeno a 17,000 ci arriviamo, e poi si vedrà…

NOKIA: in Borsa la speranza non è ammessa alle contrattazioni, ma i desideri fanno parte dell’uomo, e il mio è quello di rivedere Nokia tra 1,80 e 1,95 per continuare l’accumulo.

CHL: ogni Agosto i trader cercano il titolo “abbronzatissimo” quello che riesce ad attirare tutti gli acquisti. Per anni è stata Poligrafica SF e questa volta? Non so se sarà CHL, ma questa è una storia di ristrutturazione tridimensionale. Recuperiamo 0,06 e poi si vedrà.

ORACLE: è una delle reduci (e vincenti) del dopo “bolla internet”, finalmente quota 30$ è stata superata, prossimo obiettivo 34$ e non è escluso vederla al target finale di 45$. E’ in corso una causa con Google, la vittoria darebbe slancio, e i grafici sembrano tifare per Larry Ellison.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

14 agosto 2012

DEBITO E RISPARMIO, A FERRAGOSTO SI FA IL PIENO!

Buongiorno! Sì, domani si raddoppia, 2 x 1, compra 1 e leggi 2!;-)
Domani, anche se Ferragosto, sarò in edicola sia con le "domande e risposte per i lettori" e sia con la mia rubrica "Panino e Listino", si tratta il tema DEBITO, con delle sorprese per gli amanti della Germania.
Lo so, lo so che siete tutti in vacanza, ma qualcuno l'ha seguita l'iniziativa sui consigli per i Risparmiatori? Come ho scritto io, la riproduzione del programma radiofonico "Questioni di Borsa" su carta, per me una figata!
Eh sì, che per i più curiosi c'era anche una chicca... cosa vi siete persi!!! ;-)

Domani, sotto l'ombrellone, mentre i bambini giocano, tra un tuffo e l'altro, nel dopo grigliata ferragostano (anzi, il mio articolo può avere un uso multiplo, come accendere il fuoco per la griglia ;-) o semplicemente nel relax ascoltando il fruscio delle onde, vi tengo compagnia con la mia lettura "panino e listino" che in versione estiva fa "gelatino e listino", vi gusta?
Buone vacanze, per chi può...
Buddy Fox



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

10 agosto 2012

GOVERNO MONTI E IL "TAGLIADEBITO" (IL SALVA RISPARMIO su Libero Sabato 11 Agosto 2012)


Ma il Debito è veramente il principale problema dell'Italia o è solo una distrazione opportunistica per nascondere  altro?
Per anni ci hanno detto che dovevamo spendere, anche se il reddito non era sufficiente, per sostenere l'economia. Ora invece spendere è peccato mortale, il Debito è il demonio.
L'ennesima presa in giro, questa storia ha veramente stancato, ma vorrei ritornarci con maggiore spazio, intanto sarei interessato a sapere la vostra...
Abbiamo un weekend e il Ferragosto per pensarci.


BASTA POLITICA, NON NE POSSIAMO PIU'. E ALLORA PENSIAMO, OCCUPIAMOCI DEL RISPARMIO DEGLI ITALIANI
 Domani su Libero si replica, fortunatamente in redazione sono arrivate numerose email, sono proprio contento che la loro iniziativa funzioni. Per il coraggio, la semplicità e l'efficacia, meritano questa spinta di entusiasmo e interesse. Finalmente una finanza comprensibile a tutti, comoda, stimolante e che incuriosisce e mette al centro il risparmiatore, coinvolgendolo interamente, non vi pare? A me il programma "questioni di borsa" su RadioRai1 è sempre piaciuto, anche se troppo breve, finalmente qualcuno si è preso l'impegno di riprodurre su carta (impresa difficile, ma per questo di maggior merito) quel tipo di format.
Domani ci sarò anch'io, di nuovo! Mi immagino che sarete al mare o in qualche oasi di relax, piacere e vacanza, se volete una lettura utile e divertente, eccola! Ci vediamo in edicola.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

14 aprile 2012

ANNO ZERO - Dal Super Mega Rimbalzone 2009, al Toro Secolare del 2012? (AGGIORNATO)




Ormai è ufficiale, l'economista Nouriel Roubini detto "Doctor Doom", è diventato l'indicatore contrarian per eccellenza. Segui quello che dice, e fai il contrario, sarà un guadagno assicurato. Preciso come un orologio svizzero, anche quest'anno, sulla soglia della Primavera, si è pronunciato ottimista sulle Azioni, e proprio come l'anno scorso, gli investitori hanno preso (in verità più in Europa che in altri posti del Mondo) a vendere, sbarazzandosi di tutto quanto facesse parte del mondo azionario. Un caso?
Ritorniamo al 2009, alla cascata di panico di inizio anno, venti di depressione, un portone dinnanzi che si spalanca e 4 cifre che si illuminano: 1929.
Roubini fa il fuochista, "sarà una recessione ancor più grave". Improvvisamente il 09/03/2009 i mercati toccano il fondo, Roubini (e non solo lui!) minimizza, "questo è solo un piccolo rimbalzo, i mercati scenderanno di un altro 30% sotto i precedenti minimi". Ma le Borse continuano a salire, e più salgono, più gli attori dell'enorme palcoscenico dei mercati, si autoconvince che presto si tornerà crollare, e invece i mercati salgono ancora e ancora! Si arriva all'Estate, siamo sopra i minimi del 50%, ora basta dicono tutti in coro, ora si scende, peggio, si crolla! E invece, magia delle magie, si sale persino in Agosto, con quello che io titolai "rally di ferragosto", un vaticinio che si realizzò, e fu ancor meglio delle aspettative.
2009, l'anno del "Super Mega Rimbalzone", non dico di esser stato l'unico a scriverlo, ma eravamo ben pochi. 2009, l'anno della "Zona Lehman" e qui mi prendo il merito dello slogan, una previsione che incanta, meglio, un incantesimo, come polvere magica, la "Zona Lehman" si è adagiata in tutte le capitali della finanza del mondo, a turno, quasi in ordine di importanza, una piogerellina che cade sugli indici e ne modifica i numeri per farli combaciare.
Proprio in tutte le borse del mondo? Quasi, non tutte, a Piazza Affari non è toccato il privilegio.
Milano, dopo il primo rimbalzo vigoroso che l'ha portata dai 13,000 circa ai 24,000, si è improvvisamente incagliata, fango e sabbie mobili che l'hanno risucchiata verso il basso.
E' il ciclo, semplice, come ogni piccola o grande bolla, ci sono delle regole e dei passaggi che devono essere rispettati.
All'inizio del rimbalzo, salgono come missili tutti i titoli che più avevano perduto, dopo il naturale rifiatamento, si passa alla scrematura e alla selezione, chi ha fiato e ha davanti a se la crescita, sale, chi invece deve ancora smaltire l'intossicazione, chi si deve liberare dall'enorme numero di tossine accumulate, deve tornare indietro, spurgare e poi si vedrà...
Il 2008 è stato l'anno della "GRANDE CRISI FINANIARIA E DEL DEBITO", sono quindi le aziende che operano in quel campo a dover depurarsi, fallire, rinascere, purificarsi e disintossicarsi, e quello è sicuramente il settore che più sarà penalizzato, che ci sia o meno la crescita economica.
Il DELEVERAGING, il processo con il quale si diminuisce la leva accumulata negli anni delle spese, investimenti e conumi folli, con conseguente riduzione del Debito, è un'evoluzione che può richiedere tempistiche molto lunghe, di anni,  quella del 1929 si concluse nel 1944 circa.
La domanda ora è questa: poteva Piazza Affari, aggravata da un'economia italiana in agonia, e affaticata da un numero possente di banche, matrice anch'esse della crisi, continuare una salita verticale che aveva assunto le forme di una V classica di inversione di ciclo?
La risposta è no, lo poteva fare, solo l'indice rappresentativo di settori con potenziali di forte crescita o di paesi con un'economia scalpitante, curata, sana e pronta a ripartire.
E' successo al DAX rappresentativo della Germania, possiamo criticare quanto vogliammo la Merkel, ma l'economia tedesca ha delle radici ben salde e aziende che in borsa quotano anche sopra i massimi precedenti. Questo è un segnale di grande forza, si chiama FORZA RELATIVA.
L'hanno fatto gli USA, dove anche grazie alla pragmaticità di Bernanke, gli indici dell'economia più grande e forte del mondo, hanno dimostrato per l'ennesima volta la loro flessibilità ed elasticità e che nonostante tutti i venti contrari del Debito, e le critiche di molti analisti ed economisti, gli Stati Uniti sono ancora quel corpaccio capace di reagire agli stimoli e di stupire il mondo.
Il DOW JONES ora è di nuovo in vetta e occhieggia con i massimi storici, ripeto storici, mentre il NASDAQ dopo essersi disintossicato dalla grande "BOLLA INTERNET 2000", e dopo aver scartato e fatto selezione, è ora partito lasciando la platea attonita, come spesso accade, fuori dai giochi e costretta a inseguire, spesso anche con il fiatone e con ancor un pizzico di quel sano scetticismo che è pur sempre il più grande propellente per un rialzo ricco di longevità.
E Piazza Affari?
Alla fine del 2011, nella consueta previsione per l'anno successivo, ho acceso una spia, doverosa visto la criticità del momento, siamo a un bivio decisivo, c'è il rischio che il nostro indice scenda su nuovi minimi, annullando così una crescita industriale e finanziari di 40 anni e apra le porte a una crisi generazionale. Dall'altra parte c'è la possibilità che Piazza Affari, magari con fatica possa accendere gli appetiti del Toro e spalancando le porte dell'arena, prodromi a un rialzo secolare, della durata quindi di qualche anno.
La V disegnata del 2009 era un abbaglio, si è arrivati a una cima senza più ossigeno, poi colassando, ora, dopo aver fermentato per bene in basso, dopo aver rivoluzionato alcune delle nostre abitudini, dopo aver alleggerito i pesi e i passeggeri del treno di Piazza Affari, e dopo aver iniziato un processo di riduzione del Debito e un tentativo di rivoluzione nella politica industriale e fiscale italiana, siamo pronti a decidere quale futuro vogliamo per noi e per il nostro paese.
La sterminata finanziarizzazione del sistema, porta nello SPREAD del nostro Debito e negli Indici di Borsa, l'indicatore della nostra temperatura, febbre o salute?
Il 2012 è l'anno della convalescenza, si scende dal letto e si riprende a vivere, oppure è necessaria una terapia ancor più intensiva.
Nel grafico sopra, vi basterà guardare la freccia rossa per capire dove siamo arrivati, e quanto importanti siano questi livelli.
Il Nasdaq ormai è partito, l'avevo anticipato, e non credo sia un falso segnale, come invece in molti si ostinano a prevedere, nonostante siano ribassisti fin da quando l'indice valeva il 50% in meno... in borsa è tutto relativo, come nella vita.
Piazza Affari, non avendo ancora forze interne per accelerare, ha bisogno di essere ancora trainata, dagli indici principali e dal contributo delle economie mondiali. Questo permette di temporeggiare, continuare nell'opera di risanamento e raccogliere le energie utili agli "spiriti animali", piccoli e grandi imprenditori, pronti di nuovo a stupire il mondo con la loro grande genialità e creatività.
Ce la possiamo fare, la mia previsione ormai la conoscete, ma non fosse ancora chiara, come al solito, cercherò di farmi capire in musica...






email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

13 agosto 2011

MANOVRA FINANZIARIA DI FERRAGOSTO - Buone vacanze? Solo con Panorama Economy (Martin Solveig)


"Il mio cuore gronda sangue", con un consueto slogan, Berlusconi ha voltuo addolcire la "manovra di ferragosto", una stangata che rovinerà le già brevi e sacrificate vacanze degli italiani. Ieri notte assistevo all'intervento di Berlusconi, un presente già visto, l'immagine che mesi fa sognavo e al contempo mi chiedevo: "chissà come giustificheranno il momento, chissà cosa inventeranno...". Le risposte ahimè sono sempre le stesse, le colpe sono della crisi internazionale, degli speculatori, della mancanza degli Eurobond e di tanto altro, mai e poi mai della Politica. Di tutto quello che si poteva immaginare, mai avremmo pensato che si potesse verificare sotto il sole cocente e ozioso di piena Estate. Non voglio entrare nel merito della manovra, non è mia competenza, non mi sento preparato e non vorrei aggiungere sciocchezze a quello che già si sente, di persone che pensano di sapere è già pieno il mondo. Solo 2 cose: l'aumento delle rendite è l'opzione più stupida, chi dovrà pagare, in questo è in forte perdita, chi potrebbe pagare ha già i guadagni protetti da qualche parte nel mondo (le cassette di sicurezza in Svizzera vanno già a ruba); finalmente si tocca la politica, forse solo sfiorata, però manca ancora molto e ci sarà ancora tanto altro da fare... L'unica certezza è che senza la CRESCITA non si va da nessuna parte. Con un attacco incentrato esclusivamente sulla riduzione del Deficit e del Debito, senza innovazione e incentivi, si corre il rischio di avvitarsi in una sindrome da '29. Rigore si, ma anche agevolazione e stimoli. La CRESCITA è l'unica medicina che può sconfiggere la malattia del DEBITO.
In tutto questo, un particolare salta all'occhio, politici alacremente al lavoro in pieno Agosto e la Casta che finalmente prova il dolore del morso (leggero) della crisi... insomma, questa SPECULAZIONE non è poi così cattiva, non trovate?
Anche se la Speculazione verrà continuamente attaccata per eludere dai veri problemi della nostra economia e della nostra società, è grazie alla SPECULAZIONE se finalmente il Paese immobile, decide di smuoversi.

FERRAGOSTO si avvicina, molti partiranno per le vacanze, oggi la borsa si può seguire anche dall'iPad o da altre tecnologie, saremo online... L'unica ad andare in vacanze è la carta, i più affezionati l'avranno notato, Panorama Economy tornerà in edicola il 25/26 Agosto. Per non lasciarvi soli, vi pubblicherò qui sotto gli articoli che a mio avviso possono essere i più interessanti, da dove eravamo rimasti, fino all'ultimo pubblicato prima della chiusura estiva.
Nell'ultimo numero avevo segnalato POP di MILANO, ho notato che tra i principali titoli è stato il migliore della settimana, sicuramente il migliore tra i bancari. Non male, ogni tanto ci azzecco!;-) I lettori del blog sono molto calati, sarà l'Estate, sarà la svogliatezza, lo scoramento, la disaffezione e delusione, vi capisco, anzi penso che i peones rimasti siano guerrieri irriducibili e per questo vi ringrazio della Fiducia.
Buon weekend guerrieri! Buddy Fox

08 MAGGIO 2011: "-Hai mai sentito parlare di Traiettoria Ottimale? La tua vita è come in fiume, se miri ad uno scopo a cui non sei predestinato, nuoterai sempre contro corrente. Scopri qual è il tuo destino, ed il fiume ti ci porterà. Talvolta gli eventi della vita danno degli indizi sul destino...-. Così parlava il Sergente Lyn Cassady in “L’uomo che fissava le capre”. Anche i mercati finanziaria hanno un loro Destino, ed ogni ciclo ha la sua “Traiettoria Ottimale”. Solo così possiamo spiegare il motivo per cui, all’uccisione di Bin Laden, i mercati hanno fatto spallucce, con grande indifferenza. Nel 2001, dopo la tragedia del WTC, la cattura di Bin Laden, era un obiettivo esistenziale, sia per la società umana, che per quella finanziaria, solo quell’evento, avrebbe potuto invertire la traiettoria ribassista imperante. Non accadde, le borse ed i mercati in generale, come un fiume, arrivarono alla loro foce, compiendo il loro destino che era quello di un profondo ribasso, volto ad eliminare il marcio che si era formato nell’era della “Bolla Internet”. Un altro caso eclatante fu quello del Dollaro, quando fu catturato nel Dicembre 2003, il biglietto verde si risvegliò da una profonda caduta, ma fu solo un rimbalzo di ore, perché la sua “Traiettoria Ottimale” era diretta verso un profondo ribasso, il suo Destino era nella svalutazione. Ed oggi, qual è il Destino e la “Traiettoria Ottimale” dei mercati e delle borse?
Come diceva il Sergente Cassady, “talvolta gli eventi della vita danno degli indizi sul destino”, abbiamo quindi capito che Bin Laden e la geopolitica hanno poca valenza sull’attuale ciclo, i punti fondamentali sono: gli andamenti degli utili societari, la liquidità che sostiene il sistema, il livello dei tassi d’interesse e la Speculazione sul Carry Trade.
Come abbiamo potuto constatare, le notizie negative ed il costante bombardamento contro banche e gli stati finanziariamente più deboli, fanno vacillare i mercati, ma non li fanno crollare, segno che le difese dei Tori sono molto alte e bastano minuscoli segni positivi per alimentare la carica al rialzo.
La “Traiettoria Ottimale” sarà anche questa volta la filosofia giusta? Se avremmo individuato il Destino giusto, senza nessuno fatica, sarà il fiume rialzista a portarci agli obiettivi di questo Super Rimbalzone.
BOILER ROOM: SOPAF, finalmente nuova vita? Potrebbe essere la settimana giusta. La paura fa 90, in questo caso 0,90 è il livello da superare per sconfiggerla ed iniziare a correre spensierati; GEOX, sale, consolida, ripiega appena e poi risale. Qui ci sta un’opera certosina di accumulo, l’obiettivo minimo è 5; BUONGIORNO, rimane un ottimo titolo, mi aspettavo un allungo immediato, ed invece torna a tergiversare. Superiamo il massimo 1,45, e sarà veramente un buongiorno!"

22 MAGGIO 2011: "Per il vino ci sono annate speciali, ed altre in cui lo stesso vino cambia sapore perdendo la sua eccezionalità. Così va anche in borsa, annate in cui alcuni titoli esplodono diventando irresistibili, ed altre, in cui gli stessi titoli, fanno flop!
Mi è successo con Geox, nei 2 anni in cui la borsa aveva recuperato quasi interamente il crollo della Lehman, il titolo era rimasto fermo, quasi che il suo prodotto innovativo, fosse equiparato alla carta straccia dei paesi “maialini”. Geox è sempre stato sinonimo di qualità e prima o poi doveva dimostrarlo. Il 2011 poteva essere l’anno della moda, e quindi ho deciso di puntare su chi era rimasto più indietro. Compro Geox a a 3,50, compro Geox sotto 4, compro Geox tutte le volte che corregge, in 4 mesi è sempre andata bene. In quest’anno avrei potuto operare solo su un titolo e pagarmi tutto l’anno. Può essere questo un metodo valido? E se non lo fosse, esiste il “metodo giusto”? Questo si chiede la marea di piccoli azionisti, trader, curiosi, risparmiatori che sta affluendo al Trading Forum di Rimini giunto alla dodicesima edizione. Un fiume, che mi ricorda tanto l’esercito di topolini nella favola del “Pifferaio Magico”, la melodia di quel piffero, mi fa pensare alla formula magica che tanto incanta i sognatori del metodo infallibile, che diventa poi l’incubo di chi è costretto a chiudere a causa delle continue perdite.
La rivoluzione tecnologica del 2000, ci ha regalato un inganno: lo slogan “un computer per ogni risparmiatore” è stato confuso con l’allucinazione che il computer potesse darti una posizione di comando sui mercati. La “democrazia finanziaria” è la più grande bufala, non esiste! Chi ha il potere ed i soldi, sarà sempre una spanna avanti al pubblico di traders e risparmiatori, se prima il vantaggio erano i computer, oggi sono i "“flash traders”, ovvero programmi e software che permettono di anticipare i movimenti di mercato e di effettuare guadagni immediati.
Se bastasse l’It Forum di Rimini e tutti i prodotti, programmi e metodi che li vengono venduti, per diventare un operatore finanziario, com’è possibile che le statistiche indicano nel 92% i risparmiatori che chiudono l’anno in perdita? O peggio chiudono nell’anno l’intera attività?!
La realtà è che essere sui mercati finanziari, è paragonabile all’essere in trincea, una guerra costante, ed alla minima distrazione puoi essere colpito, non esistono barriere o schermi magici protettivi, esistono solo le tue capacità, le cicatrici e gli errori che hanno aumentato il tuo bagaglio di esperienza. Essere un operatore di borsa, vuol dire essere un maratoneta, la vittoria non è nello scatto, ma nell’arrivare al traguardo, che corrisponde alla sopravvivenza di ogni giorno.
Warren Buffet, l’unico investitore che è partito facendo soldi con i soldi, e che tutt’ora resiste, non ha mai insegnato regole sofisticate o metodi invincibili, ma solo buon senso, regole base di disarmante banalità, ma grande efficacia e soprattutto avere grande pazienza. Invece ai traders capita il contrario, gonfiare le commissioni delle banche quando le borse sono unidirezionali, e la staticità quando invece la volatilità aumenta. Negli ultimi 2 anni, le borse sono salite del 100%, alzi la mano chi è riuscito ad eguagliare quella performance.
Il “pifferaio magico” portava i topi al lago, non per abbeverarli, ma per affogarli. Quest’anno al Trading Forum di Rimini, l’affluenza sarà record, contiamoci, fra un anno, forse due, alla prossima crisi, vedremo quanti saranno i superstiti e non affogati.
BOILER ROOM: BANCA PROFILO, inspiegabilmente il titolo non reagisce, rimane sui minimi, ma è anche vero che ci ha abituato a reazioni sorprendenti, ed io me le aspetto, 0,41 è il primo limite, sopra rientrerà nel desiderio di molti; GENERALI dopo lo sbuffo Geronzi, è tornata tra i trascurati, dopo la pausa potrebbe ridiventare interessante, 16,50 è il limite da superare; SOPAF, come si è capito, adoro le ristrutturazioni, e qui siamo in piena fase evolutiva, il bello è lì da venire"...

29 MAGGIO 2011: "Nel Febbraio del 2000 accade un fatto storico per Piazza Affari, la matricola Tiscali, figlia di una nuova era, dopo una salita del 1800% dal prezzo del collocamento, arriva a capitalizzare oltre i 14 miliardi di euro, superando il nostro colosso FIAT. Quello che fino a qualche mese prima, poteva sembrare una follia, ora viene accettata come una realtà possibile, per molti Tiscali è il mezzo per tentare una nuova vita, un nuovo lavoro, per altri, quel titolo è il biglietto vincente della lotteria che ti cambia la vita. Solo qualche mese dopo, quella pepita d’oro si trasforma in carbone, quell’elegante carrozza che doveva portarti al successo, si tramuta in una zucca. Tiscali crolla, Fiat risorge, il mondo è tornato normale? Anche questo non è del tutto vero, il mondo dell’economia è attraversato da numerosi mutamenti e rivoluzioni industriali, ma queste si distendono in un ampio spazio temporale, in borsa no, tutto deve essere anticipato, fagocitato, vissuto ed amplificato, fino all’inverosimile, per poi esplodere e ridefinirsi in una dimensione più razionale. Eravamo tutti consapevoli che il sogno Tiscali non potesse valere quanto la realtà FIAT, ma il rialzo e l’euforia di borsa, hanno lo stesso effetto del buon vino, e se ne bevi troppo, l’ebbrezza ti fa perdere il contatto con la realtà. Oggi, dopo 11 anni, l’internet mania sta ritornando, con un’altra pelle, con vecchi e nuovi protagonisti, ma con la stesso grande desiderio: guadagnare cifre folli, in poco tempo. Così è accaduto nel giorno del debutto di LINKEDIN, + 100% , il botto. Segue YANDEX, “la Google russa”, primo giorno di quotazione ed è subito +58%, l’euforia prende forma e sostanza. Le ferite del passato sono ancora vive tra i grandi gestori, tanto che sono in molti ad etichettare la nuova mania, come una pericolosissima bolla. Intanto LINKEDIN si mantiene in quota, ed una vecchia conoscenza come Henry Blodget, il “re mida” delle punto com (a volte ritornano), dichiara apertamente il suo amore verso il titolo in questione. Si sta gonfiando una nuova bolla? Il termine bolla, a mio avviso e fin troppo abusato e male interpretato, ma a parte queste sottigliezze, a mio avviso siamo entrati in una nuova corrente, una moda che dovrà tirare la volata alle quotazioni delle big: TWITTER e FACEBOOK, con tanto di fanfara e fuochi d’artificio.
Per chi non vuole attraversare l’Atlantico, in Italia può trovare qualcosa di simile alle top model del Nasdaq, si chiama BUONGIORNO, forse poco conosciuta, ma con un business in crescita, con una buona fetta di mercato americano e con azionariato diffuso, quindi scalabile, ma soprattutto, con una quotazione molto inferiore ai titoli citati in precedenza.
Entro un anno, avremo anche FACEBOOK arriverà in borsa, se tutto andrà bene, quel giorno, anche solo per un momento, rivivremo l’ebbrezza capace di cancellare i brutti ricordi del passato. Quel giorno, pensatemi anche solo per un attimo, ritrovate sobrietà, perché sarà meglio rinunciare a qualche guadagno, per salvarsi dall’ennesima cocente delusione.
BOILER ROOM: BUONGIORNO, grazie all’euforia del Nasdaq può rinascere come la Fenice, sopra 1,45 il semaforo verde; UNICREDIT, se le borse europee devono salire, dalle banche si deve partire, sopra 1,70 siamo salvi; CELL THERAPEUTIC, la danno sempre per spacciata, ma lei ogni volta si salva, come una gatta ha sette vite, ma ora siamo alla prova decisiva"...

05 GIUGNO 2011: "Era il 9 Maggio del 2010, più o meno un anno fa, quando all’ingresso del palazzo dell’Unione Europea, alla domanda di una giornalista “la Grecia farà fallire l’Euro”, Christine Lagarde, la Giovanna d’Arco dell’Unione Monetaria, corazzata con il solito elegantissimo tailleur, con il fascino che ipnotizza e spiazza e con la grinta che colpisce, rispondeva convinta: “Never say never”. Un anno dopo, Christine Lagarde è in corsa per diventare la prima donna alla guida del FMI; l’Euro non è disintegrato, anzi a vedere le quotazioni è più forte di prima; la Grecia seppur sempre vacillante sul ciglio del burrone di un fallimento, è ancora aggrappata ad una (ingannevole) ricostruzione e le borse, più volte graffiate dalle unghie ormai fragili, di un orso sfinito da uno stato di esaurimento nervoso, tentavano l’ennesimo tuffo verso i minimi del Marzo 2009, ma un nuovo Tsunami creditizio formatosi grazie all’apertura simultanea dei rubinetti di BCE, FED e Boj, travolgevano e definitivamente affogavano l’animale del ribasso. Nel Maggio del 2010, grazie anche alla grinta della Lagarde e dei colleghi europei, sulle borse internazionali (ed in particolare su Piazza Affari) si disegnava un segnale di resistenza al ribasso e successiva ripartenza. Sul nostro indice il ritratto rialzista era particolarmente evidente, il quadro prendeva il nome di “isola”, ovvero una figura tecnica che si delinea alla fine di una direzione e che sta ad indicare l’inversione. In questo caso, dopo un accentuato ribasso, abbiamo visto la formazione di un’Isola che in questo caso viene accompagnato dall’indicazione decisa rialzista. Sebbene nei mesi successivi, prima del trend definitivo, abbiamo assistito ad una lateralizzazione, è oggettivo ed indiscutibile che quello sia stato il minimo dell’anno e che tutt’ora resiste.
Le Unioni, di qualsiasi natura esse siano, sentimentali, di amicizia, d’affari, monetarie, non procedono mai in maniera lineare, più spesso a strattoni, alternandosi a momenti lieti e di crescita, ad altri di sofferenza e crisi, un sentiero irto di pericoli e trappole, che servono a forgiare, a migliorarsi ed a rendere l’unione sempre più solida e matura. E’ di qualche giorno fa l’idea di Trichet: un ministro unico europeo per l’economia. Le difficoltà e le recessioni, creano idee ed innovazione.
La Germania, spauracchio costante dell’allarme debitorio, non avrà mai intenzione di far fallire veramente l’Euro, un ritorno al Marco, una moneta nazionale che schizzerebbe in orbita il giorno dopo la sua reintroduzione, sarebbe un flagello per il sistema industriale tedesco. Le minacce tedesche sono colpi a salve che non feriscono l’economia, ma a quanto pare dalle percentuali elettorali, colpiscono la Merkel.
Ad un anno di distanza dalle parole della Lagarde, la Grecia rimane uno dei problemi dell’Europa e del credito internazionale, continuamente esposto al rischio. Ad un anno di distanza le borse si trovano su livelli ben più alti, vivendo sempre con il timore di una prossima correzione, ma quando arriverà?
Quel che mi sembra chiaro, nel velo scuro che ci avvolge di paura, che il rischio maggiore lo corrano sempre gli obbligazionisti, anche quelli da tripla A, assuefatti da un brodo di finta certezza e che senza accorgersene continua a bollire, con il rischio di finire lessi. Rimane l’azionario l’unica alcova dove poter trovare valore e protezione".

12 GIUGNO 2011: "La martora è un animale snello ed agile, adattabile ad una vita ricca di imprevisti ed a qualsiasi tipo di cibo, la stessa adattabilità è insita nei geni dell’azienda di telecomunicazione Nokia. Nome che deriva dal fiume filandese, in riva al quale nel 1865 l’ingegnere minerario Idestam creò la segheria, il seme che diede origine ad un frutto ai tempi impensabile, ovvero il colosso della telefonia mobile.
Se solo pensiamo che l’origine di Nokia è prima il legno, e successivamente la gomma (fornitrice di stivali di gomma per l’esercito nella Prima Guerra Mondiale), possiamo capire quanto flessibile ed adattabile ai tempi sia questo gigante con l’agilità e la snellezza di una martora. Questi particolari oggi vengono dimenticati, perché se ai tempi del glorioso comandante Jorma Ollila (presidente del gruppo dal 1992 al 2006) Nokia diventò quasi un monopolista nel nascente mondo della telefonia mobile, oggi, con l’avvento dell’Iphone, e del sistema Android di Google, la Nokia (appesantita dal sistema Symbian) sembra relegata alla rottamazione.
Come per Fiat in Italia, Nokia aveva nel mondo un monopolio di vendita, perché i suoi cellulari erano meccanicamente i più affidabili, oggi come Fiat, Nokia subisce passivamente la debolezza in un sistema volto alla ricerca di qualità ed estetica.
Il paragone con Fiat non stona, perché al timone dell’azienda filandese ora c’è Stephen Elop, che con il comandante Marchionne (ad di FIAT) ha più di una cosa in comune: entrambi hanno respirato l’aria fresca dell’Ontario, ambedue hanno frequentato la McMaster University di Hamilton, tutti e due sprigionano carisma e grinta, e Stephen Elop ora, come Marchionne qualche anno fa è chiamato ad un’apparente “mission impossible”. Nokia, in caduta industriale e finanziaria ormai conclamata, ha subito nelle ultime settimane un bombardamento di negatività. Come ben sappiamo, sui mercati le belle stagioni non esistono, se piove in borsa un ombrello non basta, perché spesso è un temporale. Il titolo è crollato, facendo un viaggio nel passato di 13 anni, quotazioni bruciate, valore distrutto ed una storia da ricostruire. Com’è di moda in questo periodo, le agenzie di rating, come iene si sono avventate sulla carcassa inerme, ferendola una sequela di giudizi negativi, dando l’impressione di un futuro senza speranza.
Mi viene in mente caso simile, anche Motorola solo 3 anni fa sembrava disperata, le quotazioni crollarono, sfiorando il pavimento dei 5$, oggi è resuscitata a 45$.
La borsa insegna che non sempre le cose si ripetono, al tempo stesso però esistono occasioni che si rivelano irripetibili, e Nokia a mio avviso è una di queste.
Secondo la tradizione, il fiume Nokia prende il nome dal ritrovamento di una piccola martora nera nelle vicinanze del corso d’acqua. La martora è si un animale capace di adattarsi, ma è anche un solitario, hanno però una particolarità, l’incontro con i propri simili avviene solo per l’accoppiamento. Questo mi fa pensare che l’alleanza con Microsoft possa essere più di un semplice accordo commerciale, il fidanzamento che anticipi una celebrazione sfavillante"...

19 GIUGNO 2011: "“Non giudicate e non sarete giudicati”, parola di Gesù. La clemenza non è però presente nel vocabolario delle agenzie di rating, che da un po’ di tempo hanno assunto le sembianze di giudici severi ed intransigenti. Alla sacralità dell’animo del popolo, la finanza preferisce il profano denaro. Con il nuovo avvertimento di Moody’s all’Italia, una nuova scure si abbatte sull’Unione Europea e sull’Euro, nel tentativo di disgregare un’unità all’apparenza instabile e fragile. “Fate fallire la Grecia” è l’urlo della finanza (anglosassone) per nulla disinteressata. Solo un anno fa l’economista Zingales, enfant prodige, si lanciava in una previsione: “la soluzione è un Euro di serie A ed uno di Serie B”. Altri invece vedono nell’atteggiamento riottoso della Merkel, una prossima uscita della Germania ed uno sgretolamento dell’Euro. Fortunatamente questa deriva populista si scontra con le idee del popolo germanico, infatti alle ultime votazioni, sono i Verdi ad essere cresciuti, l’unico partito che non ha partecipato al festival anti Meridionale. Lo sapete quale sarebbe la prima reazione, da un fallimento dell’Euro ed un ritorno alle monete nazionali? Un Marco immediatamente proiettato verso quotazioni stratosferiche. Questa soluzione non è nei desideri né della Germania, tantomeno in quella della potente industria esportatrice tedesca. La Grecia è un paese che non cresce, e che non ha il potenziale per industriale per ripianare il Debito. Ma questa crisi non è la fine dell’Euro, né dell’Europa, sarà anzi un’occasione per un miglioramento del sistema. Un ministro unico dell’Economia ed una riorganizzazione geografica dell’economia, possono essere le prime soluzione. L’urgenza è in un maggiore attivismo e decisionismo della politca, che non presti il fianco, né tentennamenti di cui la Speculazione è spesso vorace. Quello che però mi sembra più esecrabile, è il continuo accanimento verso i titoli bancari, un’assuefazione di negatività, che potrebbe distogliere da quello che invece si potrebbe rivelare come l’ultima occasione dai tempi della grande crisi. Soprattutto nelle banche italiane, che regalano nell’aumento di capitale, il miglior biglietto d’ingresso".

26 GIUGNO 2011: "-Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano-, così scriveva Garcia Marquez nella “Lettera agli amici” prima della morte. Le stesse parole che avrebbe scritto Cuccia, se fosse ancora vivo, nel vedere La Fondiaria (“il suo gioiellino”) affondare come un qualsiasi cimicioso della periferia europea. La Fondiaria capitola a 4, esattamente un decimo dal picco del 2007. Cuccia si sta rivoltando nella tomba. E non è solo l’assicurativo a soffrire, ma tutto il sistema finanziaria italiano. Venerdì 24 Giugno 2011, una giornata che sarà ricordata nella storia per il “Mezzogiorno di fuoco” a Piazza Affari, duello da Far West, all’ora di pranzo, nella rarefazione degli scambi, dall’estero arriva il bombardamento, viene sganciato un pacco pesantissimo composto da titoli bancari (in gergo tecnico “basket”) che scaraventa i big italiani in sospensione al ribasso. E pensare che proprio in quel momento, il “gran capo” delle Banche Italiane, Mario Draghi, raggiungeva la vetta delle istituzioni finanziarie europee come governatore della BCE. Tutto questo ha del paradossale, se pensiamo che per mesi ci hanno ripetuto che le banche italiane era uno escluse dalla tossicità del sistema, in più, rispetto alle cugine europee, gli istituti italiani sono stati i primi ad annunciare le ricapitalizzazioni, una sorta di virtuosismo, provocato dal rigore di Mario Draghi. E pensare che solo un anno fa, proprio Moody’s (l’agenzia che ci ha “affossato” con un giudizio negativo), usava parole deliziose nei nostri confronti: “in oltre 10 anni l’Italia è riuscita a stabilizzare il debito pubblico…”. Oggi Moody’s (domani Standard&Poor’s?) ci muove contro. Complotto? Attacco speculativo? La realtà è forse più semplice di qualsiasi congettura, come dopo lo scoppio della “Bolla 2000” i titoli delle TLC ed Internet sono stati i preferiti dei ribassisti HF, oggi lo sono le banche ed i finanziari, i protagonisti dell’ultima bolla. E’ questo l’inizio di un nuovo crollo? Sul nostro indice, la porta dell’inferno è a quota 18,000, sotto si rivede Marzo 2009, tra i bancari il più rappresentativo mi sembra IntesaSanPaolo, non si deve scendere sotto 1,50. Io ancora non credo che questo rialzo sia finito, anzi, esagero ed inizio ad accumulare l’ETF MSCI Greece, perché se le obbligazioni in Grecia (e nel mondo) sono un rischio, le azioni sono sempre più una ghiotta opportunità"...

10 LUGLIO 2011: "A volte la lingua può essere tagliente e ferire quanto e più di una scure. Succede nell’Europa unita sotto l’ombrello dell’Euro, ma divisa nella babele delle dichiarazioni. Possiamo lamentarci degli interventi (più o meno discutibili) delle agenzie di rating, che con la loro mannaia seminano il panico, ma nemmeno la lingua di Juncker, della Merkel, di Stark sono utili ad alleviare i problemi di una situazione delicata, anzi tendono a complicarla. Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo, la speculazione sembra aver fatto il salto di qualità attaccando l’Italia, perché? Siamo veramente in pericolo? Immaginate un’immensa sala giochi, luogo in cui viene superficialmente semplificata l’attività borsistica (da qui il termine “giocare in borsa”), tra i tanti divertimenti scoviamo l’angolo delle freccette, supponiamo una parete rivestita di bersagli, ecco, tra quelli ce n’è uno larghissimo, sopra di lui, la targhetta Italia. Ecco, questo è il motivo più semplice, l’Italia ha il centro più grande e più semplice da colpire, perché il nostro è il debito più grande d’Europa e quindi il più liquido. Se poi aggiungiamo le nostre difficoltà economiche, le frizioni politiche, abbiamo completato il puzzle. Ma non erano i paesi sopra citati i più in difficoltà? E la Spagna non era prima di noi? Quei paesi sono già stati massacrati, ed il mercato italiano è più liquido di quello spagnolo, come le banche italiane a Piazza Affari, sono più liquide di quelle spagnole alla Bolsa de Madrid. Ricordate la crisi del 2008? In quei momenti di panico, indiscriminatamente, si andava vendere tutto ciò che era facilmente liquidabile, così accade per piazza affari, facile preda di guadagni.
E’ la fine? Ricordo che ad inizio anno ho fondato le mie previsioni sul 2011, in una riscossa dei finanziari, ed ora la ribadisco senza vergogna. C’è chi pensa che, piuttosto a un recupero delle banche italiane, ci sarà un affossamento delle spagnole. Non credo, MPS, Intesa San Paolo, Banco Popolare, magari porteranno altri breve sofferenze, ma ai miei occhi sono un’inestimabile occasione, di breve e non di lungo. Se la storia delle bolle si ripete, è nel Nasdaq e nella tecnologia in generale, l’investimento di lungo più esplosivo e che potrà regalare maggiori soddisfazioni".

17 LUGLIO 2011: "Per qualcuno che vende, c’è sempre qualcuno che compra. O meglio, spesso accade che per tanti piccoli venditori, c’è un unico grande compratore. Questo dice la regola del buonsenso, soprattutto quando il panico indiscriminato ci assale in giornate come quelle dell’11 e 12 Luglio. Sono giornate bollenti per l’Italia, non solo per banche e finanza, ma anche la nostra politica inizia a sentire l’assalto della speculazione internazionale, talmente è forte la pressione, che l’ultima manovra viene approvata in pochi giorni. Un Parlamento bollente, tanto che persino il ghiacciolo Tremonti si scioglie in un attimo di commozione, in quella che sarà ricordata la torrida Estate del Debito. Tanti venditori si diceva, ma se lunedì la pioggia sembrava avere una ragion d’essere, il giorno dopo si scopre che tra i compratori del debito italiano del giorno prima, vi era un gigante dell’obbligazionario, PIMCO, non un nome qualunque, ma il primo gestore al mondo del settore. La motivazione è l’eccessivo sell-off sui titoli di stato italiani. Detto in parole semplici: il 6% di rendimento dei BTP a dieci anni, per chi non crede (come il sottoscritto) al fallimento dello stato italiano, sono un piatto succulento a cui è difficile rinunciare. Ma non sono solo le obbligazioni ad essere attraenti, anche i titoli bancari stanno raggiungendo livelli assurdi. Keynes amava dire che l’irrazionalità in borsa, poteva essere lunga quanto e oltre le tue disponibilità di portafoglio. Ovvero puoi comprare un titolo perché ti pare sottovalutato, ma a questi livelli se non peggiori, potrebbe rimanerci per mesi. I titoli bancari italiani, lo sono ormai da mesi, ed anche se gli stress test non daranno le reazioni sperate, questo attacco unilaterale dagli USA, sembra fin troppo forzato ed esasperato. Comprare Intesa San Paolo a questi prezzi, mi sembra un’azione irragionevole solo per chi si lascia trasportare dall’emotività, basta avere un po’ di pazienza, per capire che questo è una buona semina. Secondo l’ultimo sondaggio tra gli economisti USA, l’economia italiana e spagnola sono in grave pericolo, nonostante gli aggiustamenti di bilancio, noncuranti di quanto sta accadendo in casa loro. Tremonti ha avvertito che stiamo ballando sul Titanic e se affonderemo, non esisterà distinzione di classe. Nel momento che l’Europa smetterà di litigare sui dettagli ed agirà con decisione, allora sì assisteremo ad un’azione, vigorosa e portentosa delle borse, Piazza Affari compresa".

24 LUGLIO 2011: "“E' dalla crisi che nasce l'inventiva così come le scoperte e le grandi strategie. E’ dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno poiché senza crisi ogni vento è una carezza”. Con questo illuminato pensiero, Albert Einstein esorta a non lamentarsi della crisi, ma di vedere in essa un’opportunità, non lamentarsi, reagire per superarla. Nei “saloni azzeccagabulgici”sembrano aver studiato la filosofia dello scienziato, e finalmente hanno deciso di aggredire la crisi. Giovedì scorso, a Bruxelles, sono state prese decisioni importanti, la Grecia sarà salvata ad ogni costo, e così si alzeranno anche gli argini per non far dilagare le crisi degli altri paesi in difficoltà. Stop agli attacchi cattivi. All’apparenza, nulla sembra essere cambiato, sono passati solo due giorni, e la scelleratezza ricade tra di noi, le immagini della paura, stormi di ghigliottine che cadono come fulmini in un temporale estivo. Le agenzie di rating non si arrendono, e ricominciano a tagliare e a bocciare, come si tende a colpire e a calpestare un ferito grave steso a terra. Ma da oggi in poi, in sua difesa, interverrà la polizia con i manganelli, ed il ferito godrà di maggiori tutele e protezioni.
Se la scorsa settimana, Piazza Affari, sembrava essersi trasformata in una fenice incendiaria, pronta per una volata rialzista, oggi tutto sembra scemare in un nuovo decadentismo che ripropone il disco rotto e stonato: banche che scapicollano e FTSE Mib che sottoperforma le altre borse.
Non disperate, l’ultimo rimbalzo ha solo bisogno di essere digerito, una corsa sul posto, prologo per una crescita rigenerativa, ma solo sopra 21,000 il nostro indice potrà sentirsi libero di volare, mentre sotto 18,500 (ipotesi poco probabile) la situazione tornerebbe deprecabile.
Ma è il Nasdaq, l’indice che a mio avviso potrebbe trainare la volata per il resto del gruppo, Piazza Affari arranca a causa del peso dei finanziari, che seppur a prezzi irresistibile, restano ancora troppo inaffidabili e capricciosi, il resto del mondo corre con gli industriali, titoli come BMW che flirtano con nuovi massimi, o Intel che stimola l’euforia, APPLE ed IBM che strapazzano la crisi e persino CISCO sembra aver creato un pavimento per iniziare un nuovo ciclo di crescita. A casa nostra, si è costretti a selezionare, rischiando e facendo trading con le banche, ma se vogliamo un barlume di certezza, Fiat è il nostro faro e con lei a traino l’affidabile Brembo, meccanica, ma anche energia, anche Eni potrebbe nuovamente ricominciare a dare soddisfazioni, ma più di lei, la giovane Tenaris, uno strumento a leva rispetto al cane a sei zampe. Fortunatamente Piazza Affari possiede anche un “mercato delle stelle”, il negozio dei dolci dove possiamo trovare le golosità; Amplifon, Buongiorno e De Longhi, sono un tris che permette di vincere la partita a poker con i mercati.
A volte, è saggio riposare il risparmio nella bacinella della liquidità, altre, nonostante le minacce del Debito Americano e le preoccupazioni europee, vale la pena osare una semina nella tempesta.
I BTP al 6% non è l’estuario verso paura, ma il delta verso le infinite occasioni.
Se il coraggio non vi manca, questo è il vostro momento, questo è anche il mio momento".

31 LUGLIO 2011: "-Il nostro debito pubblico è abbastanza grande da badare a se stesso-. Il carisma di Ronald Reagan, in uno dei suoi affascinanti discorsi, audaci e ringhianti, non temeva il debito, anzi, il suo allargamento era una banale procedura. Oggi, nella profonda crisi d’Occidenti che affonda nell’inchiostro rosso dei conti, il Debito sembra essere il masso che al collo degli USA, porta a fondo le borse del mondo. Ma è veramente la “questione del debito”, il dilemma che affligge il mondo dell’azionario? Da una lunga ricerca nella rete, nella concretezza dell’analisi di borsa, raccolgo analisi agghiaccianti, anche senza la pietra al collo, il macigno del Debito, il rischio di affogare è una concreta possibilità. Guardi il cielo, e come nell’estate del 2010, un’ombra minacciosa sembra oscurare le luci del rialzo, macchiando l’orizzonte, quest’ombra è quella dell’Hindenburg Omen, il dirigibile della paura, la figura tecnica che preannuncia catastrofi. Un anno fa, gli stessi di oggi, profetizzavano nuovi minimi storici per gli indici mondiali, e quell’immagine che sembrava prendere le sembianze di un terribile e feroce animale, si è rivelato un’innocua ombra cinese, totalmente inoffensiva. Oggi si replica con argomenti nuovi e vecchi: Grecia, Italia, Debito USA, nuova recessione economica. Il toro è definitivamente matato? Come ogni turbolenza, anche questa scemerà, prima o poi l’Orso mollerà la presa, ritirerà gli artigli e finalmente ci accorgeremo che molti titolo sono sensibilmente sottovalutati. A guardare attentamente il nostro listino, ci si accorge che sono molti i titoli di peso (ad esempio Popolare di Milano) a quotare sotto il valore nominale, ovvero il valore “teorico” ( o prezzo “cartaceo”) del titolo, un aspetto che nelle fasi negative viene (volutamente?) trascurato. Nel caso della Banca Popolare di Milano il prezzo nominale è di 4, mentre la mia beniamina SOPAF ha un nominale di 0,5, fate un po’ voi i conti. Il mercato ora è concentrato sulla paura e sull’incertezza, dobbiamo solo sterzare il sentiment e cercare un catalizzatore di fiducia. Una volta che la belva avrà mollato la presa, quello della sottovalutazione potrà essere un ottimo argomento di rivalutazione. Agosto 2011, non sarà certo un mese da spiaggia, a meno che siate già attrezzati con I-Pad, occhio alle scottature".

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica