email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Qual è la cosa che più odiano i mercati e che più temono?
L'incertezza, più volte ve l'ho scritto, e quando quest'incertezza ha il volto della Fed e del referendum scozzese, quando i mercati vivono in bilico sull'esito di due risposte, la politica monetaria e una nuova Lehman in questo caso geopolitica, tutti si aspettano che a seconda di quella che sarà la risposta i mercati si muoveranno di conseguenza.
In casi peggiori, come accaduto nel 2000, successivamente all'esplosione della Bolla Internet, i mercati hanno vissuto con il fiato sospeso l'esito elettorale americano e vi ricordate com'è finita? Voto da rivedere e riconteggiare, incertezza su incertezza, peggio non poteva essere, il risultato vendite, ma senza valanga. Un male per i rialzisti, ma nemmeno la soddisfazione per i ribassisti.
Poteva essere così anche questa volta, bene per la Fed e male per la Scozia o viceversa.
Questa volta invece è andato tutto per il verso giusto, o meglio quello giusto per il partito dei Tori. Dopo una settimana vissuta nell'attesa frustrante di una risposta e con il fiato sospeso, ci si aspettava che sulle buone notizie ci fosse un volo. Il volo c'è stato, ma si è rivelata una scusa per vendere più in alto.
Questo non è affatto un bel segnale.
Dall'altro abbiamo avuto l'esordio di ALIBABA, a differenza di quanto accaduto con Facebook, entrambi eventi attesi con trepidazione, è stata più che positiva, quasi euforica, fortunatamente ancora tutta riservata a un ambiente ristretto, solo per gli addetti ai lavori.
Anche questo non è servito a lanciare i mercati, perché l'euforico abbraccio riservato ad ALIBABA, come successo con la Scozia, è stata solo una scusa per salire e poi vendere da una posizione migliore e più profittevole.
È l'inizio della fine di un ciclo?
Piccoli indizi lo fanno pensare e temere, fortunatamente la maggioranza degli elementi è ancora per il no, ma non posso nasconderlo, il Nasdaq mi preoccupa.
Lo scrivo subito, il mio timore è quello di rivedere a Natale il Nasdaq che si schianta a quota 4,000 e poi da lí si apre una voragine.
Può essere un inganno, perché per creare le condizioni di un nuovo rally è sempre necessario arretrare, per ingannare e poi improvvisamente ripartire e anche qui, nella tecnologia, fare nuovi massimi. Saremmo anche nei tempi previsti, perché da anni ripeto che per smaltire una bolla storica come quella sulle TMT ci sarebbero voluti almeno 15 anni.
Il tempo per riflettere c'è, il mese più importante anche quest'anno, come in molti altri cicli, dovrebbe essere Ottobre, il momento giusto per capire se la Fed vorrà anticipare i tempi sui Tassi, se le aziende Usa sapranno contenere la risalita del Dollaro continuando a macinare utili e aumentando i fatturati, se la locomativa Usa sbuffa e corre e se l'Europa reagisce agli stimoli e per finire le banche, gli stress test.
L'unica cosa che credo si possa scongiurare, anche grazie alla claudicanza di questi giorni è il CRACK, un flash crash a Wall Street, questo credo si possa accantonare.
















