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30 agosto 2017

Panino e Listino: PYONGYANG, L'URLO DI KIM YONG-UN TERRORIZZA L'OCCIDENTE, MA SOLO L'EUROPA (Giovedì 31 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, come lo vogliamo chiamare l'ultimo movimento? "Kim trade"? "Kim bump"? "L'urlo ribassista di Kim"?
I titoli che faranno i giornali e le notizie che daranno i Tg già li conosciamo, abbiamo qualche ruga e qualche cicatrice, tracciate come grafici sul nostro corpo, per sapere con largo anticipo quale sarà l'atteggiamento degli organi di informazione. Tutta colpa di Kim se le borse scendono.
È davvero così?
Fino a ieri sera, la situazione con la Korea del Nord sembrava anestetizzata e tranquilla, fino alle 23.30 quando un missile nord coreano ha lambito il nord del Giappone. Da quel momento, futures sulle borse in picchiata, Yen bene rifugio primario (anche se come giustamente dice qualcuno è strano che salga la moneta del paese che in questo momento è in "pericolo") e forte l'Oro, il copione è sempre lo stesso, movimenti che giustificano gli eventi.
La borsa fino al pomeriggio di ieri aveva vissuto sonnacchiosa, finché è arrivato il brusco risveglio. La quiete prima della tempesta?
Non proprio perché già dal pomeriggio e dai giorni precedenti un certo nervosismo si era percepito, un Euro che si rafforza è un bel segnale per l'Europa e per la sua economia, un Euro che si rafforza violentemente complica le cose, complica i piani monetari di Draghi, complica i piani in tema di inflazione e crescita (l'aumento della valuta equivale a una stretta monetaria cioè a un rialzo dei tassi d'interessa), frena le esportazioni uno dei motori dell'Europa ed è un segnale sintomo di rientro dal rischio.
Ma è un'altra ancora la spia di un forte disagio ed è l'aumento dell'Euro accompagnato dallo schiacciamento verso lo zero dei tassi sul Bund. Questo significa che comprando Euro i capitali arrivano in Europa, bene, ma vengono parcheggiati nel luogo più difensivo, il Bund che ad oggi da rendimento zero. Pur di non rischiare, non guadagno.
I segnali di tensione erano già nell'aria, i missili di Kim hanno semplicemente dato una spinta ad un orso svogliato. Sarà solo un graffio, o sarà vero appetito al ribasso?

Un appetito ribassista che sembra aver voluto colpire solo l'Europa, perchè in tarda serata gli indici a Wall Street hanno recuperato tutto, e oggi replicano in positivo.
Dunque Kim fa paura, ma solo all'Europa, verebbe da dire, o forse a far più paura è la rivalutazione dell'Euro? In Germania forse la risposta ce l'hanno.

Domani su Panino e Listino l'apertura di Settembre, il "bank holiday" e il ritorno alla piena operatività con molti, molti temi operativi. Estate Bollente? Chi l'ha vista. 

01 marzo 2016

SI RICOMINCIA DA PANINO E LISTINO




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Dunque, nonostante non sia stata raggiunta un'unaminità, la maggioranza ha scelto il cambio del nome del blog: da Trafficantevolpino a "Panino e Listino", una specie di fusione per incorporazione questa volta è la carta stampata che si "mangia" il web.
Dunque si cambia, anche se in verità questo blog è già cambiato, lo si capisce dai commenti e in generale dall'umore e dai frequentatori, succede anche ai luoghi e locali migliori di passare periodi di anonimato e di buio. In verità non ho mai avuto nessun interesse di essere in vetta alla classifica nè paura di rischiare la retrocessione, quel che più mi spiace è che questo blog ha perso la sua esclusività. Una volta era un bel salottino, non uno dei salotti buoni conosciuti in Italia, ma un luogo dove trovare rifugio e conforto, oltre che dove poter confrontare idee e proposte.
Così non è più e non so se lo sarà di nuovo in futuro, forse no, magari sì, chi lo sa.
Per ora si continua con questa formula, molto centelinata, di tempo per scrivere ne ho poco, o forse ho solo poche cose sensate da scrivere. Per questo ho deciso che insieme ai miei scarni pensieri, riproporrò qui gli articoli vecchi della carta stampata. Riletti dopo hanno un effetto diverso e possono essere sempre tema di confronto, in attesa che si sviluppi qualcosa di più interessante.
Dimenticavo, i temi operativi sono esclusività della carta stampa, mi sembra logico e corretto. Oltre a Libero ci sono anche i social, l'indirizzo twitter lo trovate qui a fianco.
Forza, si ricomincia.

LIBERO 11 Febbraio 2016
“Il risparmiatore ti perdona tutte le perdite quando la borsa crolla, ma non ti perdona nessuna perdita se la borsa sale” recita così un antico detto di borsa. Che poi tradotto vuol dire, se la borsa sale e tu sei al ribasso, vivrai nell’emarginazione totale. Questa è stata la spada di Damocle che mi sono trascinato per tutto il 2014, quando in questa rubrica sono andato ripetendo di accumulare posizioni al ribasso su Milano e Nasdaq, stretto tra la baldanza del governo Renzi e la spinta monetaria di Bce e Fed, se sale, se sfonda 24.000 è la fine.

Se c’è una cosa sicura sui mercati, oltre al fatto che non esistono certezze, è che nessuno conosce mai in anticipo il motivo per cui una borsa salirà o crollerà, ma esistono sempre degli indicatori (veritieri o mentitori) che ti suggeriscono una direzione. Così è stato per tutto il 2015, mentre una massa di piccoli investitori tentava di far correre le borse, le “mani forti” dall’alto distribuivano creando un tetto. E’ l’alternanza dei cicli, in basso le mani seminano, raccolgono la scelleratezza dettata dal panico, attendono la maturazione, e poi a crescita avvenuta, vendono i biglietti ai ritardatari che vogliono entrare alla festa quando la musica ormai è finita. Guardate i grafici a Wall Street, per tutto il 2015 si è formata una massa di nuvole nere, che tra fine anno e inizio 2016 ha scaricato la tempesta. E’ vero in Estate avevamo vissuto un anticipo,  perché l’orso è così, da la prima unghiata per sentire la consistenza della carne, ma dopo affonda perché vuole vedere il sangue.

A fatti avvenuti si cercano sempre spiegazioni e colpevoli. Tra le tante congetture che la fantasia scatena, non ho sentita quella del “terrorismo finanziario”, visto che Parigi non è servita a nulla, colpiamo con il denaro. Probabilmente è assurda, ma nessuno parla, né le autorità di mercato, né tantomeno quelle politiche, anche Draghi e la Fed stanno centellinando gli interventi.

Quello che conta ora è capire cosa potrà accadere. Facendo un’analisi tecnica molto semplice, sotto 18.000 (che per me era un livello importante) il rischio è di cadere a 12.000, il livello del “whatever it takes”, lo ricordate? Sarebbe però uno sfregio nei confronti di Draghi.

Diceva  Peter Lynch (Magellan Fund): “le fasi di ribasso dei mercati sono come le tormente di neve in Colorado, ossia cose normali”. Ed è a questo che dobbiamo pensare, per non cadere nel panico.  



PIAZZA AFFARI:  “salirò, salirò, non so ancora bene quando, ma provando e riprovando…” Daniele Silvestri cantando Sanremo, questo deve diventare il nostro inno. Purtroppo l’attuale situazione assomiglia sempre più al 2011. Dobbiamo invertire in fretta, tornare a 12.000 sarebbe l’ergastolo per il Toro.

29 gennaio 2016

KURODA PETER PAN FA SOGNATE E RINGIOVANISCE IL TORO




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

"Nel momento in cui smetti di credere che puoi volare perdi per sempre il potere di farlo'. A dirlo fu Kuroda, il presidente della Boj, la banca centrale giapponese, citando l'eterno bambino Peter Pan. Perché il toro vuole rimanere ancora giovane, e per farlo bisogna inventare qualcosa di nuovo, come i tassi negativi, e improvvisamente tutto il pessimismo si cancella e si può pensare di ricominciare a volare.

Sol Levante, buongiorno rialzo

28 ottobre 2015

Panino e Listino: BOT RENDIMENTI NEGATIVI, W LO SPREAD! (Giovedì 28 Ottobre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Lo SPREAD scende sotto 100, cosa vuol dire?
Per prima cosa vuol dire che, secondo gli investitori, Italia e Germania tornano a essere più vicine, dopo lo scandalo Volkswagen vorrei ben vedere!
In realtà non molto vicine, in passato siamo stati a 30, ma molto di più rispetto ai 500 punti di pochi anni fa. Li ricordate? Nessuno voleva comprare, nemmeno se glieli regalavi, oggi invece, quando gli interessi sono rasenti lo zero, se non adirittura negativi, si fa la fila. E' l'irrazionalità della finanza, e soprattutto dei piccoli risparmiatori, la storia insegna, ma pochi imparano.
Perchè più dello SPREAD, la notizia eclatante sta nei tassi, quelli dei BOT per la prima volta sono negativi, cioè, detto in parole semplici, si paga per investire, che in questo caso, quello delle obbligazioni, vuol dire prestare denaro.
Se il creditore paga il debitore, allora ti rendi conto, lo devi fare, che qualcosa non va, che stiamo vivendo qualcosa di paradossale, una deformazione che prima o poi dovrà scontrarsi con la realtà delle regole classiche, e quel giorno saranno dolori!
Lo SPREAD scende: evviva! Esultano le banche, dovrebbe esultare la borsa e tutti gli investitori.
I TASSI D'INTERESSE SCENDONO: evviva, esultano i debitori, lo Stato sopra di tutti, il primo dei debitori.
Tutto va bene, sicuri?
Sicuri che a questo punto il QE mondiale sia un successo e un vantaggio per tutti?
A questo punto, quando anche i tassi d'interesse sul debito italiano vanno in negativo, prima o poi potrebbe toccare anche il BTP, si deve fare un resoconto della situazione: Piazza Affari ancora non riparte, i "BOT PEOPLE" che sono ancora tantissimi non hanno più rendimento, chi non ha comrpato con tassi al 7%, se non vuole rischiare, ora non sa dove rischiare.
La buona notizia dovrebbe arrivare dallo STATO, che su una forte riduzione dei tassi d'interesse sul suo enorme debito, dovrebbe trovarsi un grande surplus, anche se così non sembra, visto che anche nell'ultima finanziaria, per approvare le manovre espansive, si combatte ancora con i numeri.

Possibile?
Pagavamo quasi il 7% ed eravamo in oggettiva difficoltà, ora in soli 3 anni siamo a poco più dell'uno, e nonostante l'Euro svalutato, il Petrolio dimezzato, siamo ancora in difficoltà con i conti?
E poi mi dicono che non devo rimpiangere gli anni '80, quando i tassi d'interesse erano a doppia cifra, quando l'inflazione c'era ed era abbondante e quando anche la Borsa volava e c'erano ancora "le grida".
Lo so benissimo che la crisi è partita dall'abbondanza non sostenibile di quel tempo e che ora stiamo pagando quegli eccessi. Ma con la politica e gli economisti di oggi, come non si possono rimpiangere quegli anni?

Domani su "Panino e Listino": la carne fa veramente male? Sì, come fanno male i derivati.
Tutti pronti per la FED, aspettando il GIAPPONE, a domani.

24 agosto 2015

LUNEDI' NERO PER LE BORSE COME NEL 1987



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Era Ottobre, ma era pur sempre un Lunedì, chissà quanti lo ricordano. Peggio del '29 titolavano i quotidiani italiani, dal Corriere a La Repubblica e anche La Stampa.
Solo qualche anno dopo, non solo Wall Street aveva recuperato il traumatico -22%, ma era già più alta, per non parlare di 10 anni dopo, valeva circa 10 volte in più.
Questa è la più chiara differenza tra una correzione, seppur marcata e un'inversione di trend.
E ora, tutti sul carro dell'Orso, pensando sia lui il vincitore, e forse anche sul carro di Buddy Fox.
Perchè fino a ieri ero un cretino, se non peggio, come lo tra la fine 2008 e inizio 2009 quando scrivevo di comprare. Va sempre così, sono sempre un idiota finchè la tendenza non va dalla mia.
Sinceramente questo assurdo gioco alla ricerca dell'offesa e della polemica non mi è mai piaciuto e ora mi ha stancato.
Il mio interesse è sempre stato quello di informare e aiutare il prossimo, per quanto possibile, ma ora siamo arrivati al peggio, anche alle minacce.
Non arrivando  nessun beneficio, nè di riflesso (la vostra soddisfazione), nè a livello personale, mi sono chiesto per quale motivo continuare a scrivere. Per questo motivo a cominciato a diradare gli interventi, solo quando ho veramente voglia di scrivere, solo quando ho veramente un po' di tempo. Anche perchè ultimamente ho notato che molti dei lettori affezionati se ne sono andati, e quelli rimasti sembrano più che altro dei falsi nomi, definiamoli così.
Tanto, stando alle minacce, io non faccio mai nulla o quasi, sono un perdigiorno.
Tornando ai mercati, questi 8 mesi per me sono stati molto duri, andare al ribasso non mi è mai piaciuto e l'ho fatto solo in casi eccezionali, limitare l'operatività al rialzo è stato anch'esso per me una restrizione dolorosa, quello che conta è che alla fine è stato sensato e per me si chiude qui.
Si chiude l'operatività al ribasso, e salvo eccezioni, d'ora in poi sarà solo al rialzo, almeno finchè Milano, Piazza Affari tornerà sopra 40,000. Sì avete letto bene.
Ovviamente non si ripartirà di corsa, difficile, lo ricordate uno dei punti delle "10 di Buddy Fox 2015"? LA VOLATILITA', eccola, è arrivata e per un po' sarà padrona di casa.
Ma su questa e la prossima debolezza, comprerò senza nessuna preoccupazione. Sarà la mia follia che mi porta a questi comportamenti, vedremo se anche questa volta la visione sarà quella giusta o se il passare degli anni mi ha portato fuori di senno come Ariosto.
Un'ultima nota di cronaca, il giorno successivo a quel Lunedì nero di Otttobre 1987, Tokyo visse un martedì nero perdendo il 15%, non fu la fine del mondo, perchè due anni dopo il Giappone vide scoppiare la sua bolla, ma da livelli ben più alti.

Qui sotto, per gentile omaggio e per chi non li avesse letti, vi lascio gli ultimi due pezzi di Panino e Listino a cavallo di Ferragosto.

LIBERO 13 Agosto 2015
“Che ne sai di un bambino che rubava/e soltanto nel buio giocava … /e di un mondo tutto chiuso in una via /e di un cinema di periferia…” la voce di Battisti nell’Estate del 1971 risuonava in tutte le spiagge italiane, le canzoni di Battisti, negli anni di lotta politica, sembravano l’unico argomento che metteva d’accordo tutti gli italiani.
“Un mondo tutto chiuso” quello degli anni settanta, l’occidente, l’unico che in quell’epoca contava e decideva, sembrava vivere un’Estate come tante altre, in spiaggia o montagna, tutti intorno al picnic di Ferragosto. Ma mentre la gente comune si concedeva le meritate vacanze, a Camp David,  il presidente Nixon, al canto delle cicale, prendeva una decisione solenne: il “gold standard” finisce, era l’addio alla convertibilità con l’oro.
Molto prima di Reagan, un altro presidente americano, forse il più discusso, abbatteva un altro muro, che non era quello di Berlino, e nemmeno quello di “Wall Street”, bensì quello dell’economia mondiale! Da Bretton Woods fino al 15 Agosto 1971, il sistema economico occidentale si ergeva nella stabilità monetaria mondiale, ancorata al dollaro e alla sua convertibilità con l’oro. In parole semplici il sistema valutario si basava su rapporti di cambi fissi, tutti agganciati al dollaro, che a sua volta era agganciato all’oro.
Questo accordo aveva delle falle, infatti permetteva agli Usa un’emissione incontrollata di moneta, esportando quindi inflazione e rendendo più povero il mondo. La guerra del Vietnam fece aumentare in modo spropositato la spesa pubblica, tanto da mandare in crisi il sistema: troppi dollari in circolazione per sostenere il debito rendevano difficile la successiva conversione in Oro, da qui la decisione storica di Nixon.
Al tempo internet non esisteva, la televisione in vacanza era un optional, l’unica fonte informativa era la radio, dove le notizie economiche erano tanto rare quanto gli acquazzoni estivi.
Oggi, Estate 2015, la svalutazione dello Yuan, rimbomba in tutti gli angoli del pianeta, un’onda che dal valutario, sembra travolgere tutto il sistema economico e finanziario. La Cina è vicina, in un mondo sempre più piccolo e confuso, sembra essere diventata la causa scatenante di una nuova, l’ennesima, “Guerra delle Valute”.
Il 16 Agosto 1971, quando cantava Battisti, secondo molti fu l’inizio dell’instabilità economica e finanziaria, ma fu anche l’inizio della flessibilità monetaria e degli investimenti: la possibilità dei QE e la volatilità delle borse, grandi rialzi e grandi crolli, derivano tutti da quella decisione storica che si ripercuote anche in quest’Estate, dove continua suonare la canzone degli Eagles “Hotel California”, un motivo che ci accompagnerà fino all’eternità.
PIAZZA AFFARI: la luna di miele, il matrimonio tra Toro e Piazza Affari, sembra essere finito. L’effetto trimestrali si è concluso. Nulla di drammatico, per settimane vi ho avvisato di una nuova correzione in arrivo, quella della Cina è stata solo una scusa. Inizia una “tortura cinese” che farà soffrire noi e il Toro, l’importante è non cedere. 22,200/22,500 primo supporto, 21,800 area di emergenza. Il Pil Italia porterà sollievo?
ERG: la segnalazione arriva da un lettore, un suggerimento brillante, un titolo favoloso. Sembra partito, ma dovesse tornare a 11,50, salterei in groppa subito. Sopra 15 si va a 24. Rivoluzionario.
BE: non dimenticatevi di prendere la medicina contro ogni ribasso.
CINA: secondo Edwards (SG) questo “è solo l’inizio”, dobbiamo prepararci a un maremoto di deflazione. “Aspettatevi una crisi finanziaria uguale al 2008”. Edwards è un noto pessimista. La mossa cinese non farà altro che rendere più prudente la Fed, per la felicità delle borse.



LIBERO 20 Agosto 2015
“Quando vien la Candelora dell'inverno siamo fora; ma se piove o tira il vento de l'inverno semo dentro”, recita il detto popolare della Candelora nei primi giorni di Febbraio, il mese più freddo dell’anno. Per le borse invece, il periodo più importante è Gennaio, dice il saggio di borsa che se il primo mese dell’anno sarà positivo, tutto l’anno sarà sotto il segno del toro ed avrà quindi il segno più alla fine.
Se vogliamo essere ancor più precisi, affidandoci alla statistica e non ai detti popolari, sono i primi 3 giorni di Gennaio a rivelare come sarà l’annata per gli investitori, quelli che per i più ottimisti coincidono con il rally della Befana, o come il rally di inizio anno. Statisticamente va così, il più delle volte l’anno parte in crescita, con grande speranza, ma non il 2015, se andiamo a rivedere i grafici o ci ricordiamo cos’è successo, subito ritornano alla mente i crolli azionari che hanno preceduto l’attentato di Parigi e il QE di Draghi.
Il 2015 è iniziato male per tutti: Milano, Parigi, Tokyo, Francoforte, peggio ancora per New York che non solo è partita in retromarcia, ma ha avuto tutto Gennaio macchiato di  rosso, nessun beneficio è provenuto dall’azione della Bce è già questo poteva essere un cattivo presagio.
Ironia della sorte, l’unica piazza ad aver cominciato bene il 2015 è Shanghai, peccato che lì il capodanno si festeggi a metà Febbraio, a oggi il momento più difficile dell’anno.
PIAZZA AFFARI: “l’ho aspettata così tanto/ apri il cielo e lasciala scendere / arriva la pioggia” cantano i Cult a Milano, dove dopo tanta resistenza, sta arrivando la correzione, le vendite come un temporale. Il mio livello è sempre 22,000.
ENI: “down down down”, sempre lontani da questo titolo. Possibile obiettivo di lungo intorno a 7.
CINA: “scappa via, scappa via” cantavano i Pooh, e lo ripeterebbero oggi a chi è investito in Cina. Sotto 3,500, confermo, viene giù tutto.
AZIMUT: sarà un’Estate tranquilla, così gli esperti di Azimut salutavano gli investitori. Per i mercati non sappiamo come si concluderà la stagione, per il titolo in questione avevo già avvertito, e ora la situazione si fa ancora più difficile. Possibile scivolata verso 19.
WALL STREET: non solo proverbi e statistica, ora anche il giudizio di McClellan si abbatte su Wally, secondo il suo modello tra il 20 e il 26 Agosto vedremo un picco e per il resto dell’anno non ci sarà nessuna buona notizia per i Tori. Ma il peggio lo vedremo all’inizio del 2016, quando secondo McClellan ci sarà un “ugly decline”.

12 dicembre 2014

E PER NATALE TANTO CARBONE, E PETROLIO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

In principio c'è il Tol Expo. Milano, Piazza Affari, una bellissima giornata di sole e un'apparente è ritrovata tranquillità di borsa.
I mercati hanno recuperato la tradizionale debolezza di Ottobre e soprattutto a Wall Street l'hanno fatto con grande vigore. A piazza Affari si aspettano gli esiti degli STRESS TEST e  le successive mosse di Draghi, ma niente preoccupa, davanti a noi c'è Novembre e l'autostrada per i Tori di Dicembre, motori e renne pronte per il rally di Natale.
Niente preoccupa, se non il solito catastrofismo dovuto alla droga monetaria della Fed, a quella del Giappone, alle quotazioni troppo  care di Wall Street  che prima o poi dovrà scendere e lo farà con un botto, ma niente su Petrolio, Rublo, Russia e Grecia.
Entro con la solita curiosità n'è il paese dei balocchi, la fiera del trading, sempre più strilloni, sempre più confusione, scenari e sistemi che si scontrano, luci stroboscopiche, quotazioni che tintinnano e ammiccano il cliente, vieni da me, no da me, si strilla il guadagno migliore, a chi la spara più grossa, qualcuno ci crederà.
Ed é proprio da uno di questi che mi soffermo, spiega e racconta il suo sistema, il suo palco e pieno, rimango in piedi e ascolto. Illustra schemi e statistiche, da inizio anno dice, il mio risultato é +40%, l'unico titolo in perdita, del 10% é ENI, ma non lo vendo perché sono sicuro che con ENI lo recupero prima o poi.
ENI, la sicurezza, una volta era così, é sempre stato così dall'esordio in borsa fino a oggi, il discorso del tecnico  non faceva una piega, peccato che in borsa le sorprese sono la materia prima, che i cicli cambiano, ciò che ieri era sicuro oggi può essere un grande pericolo perché le certezze non esistono, non sono mai esistite, sebbene Lehman sia stato per molti il primo e grande schiaffone.
Qual é stato il titolo tra i big di Piazza Affari che ha perso di più negli ultimi due mesi?
Oltre a Saipem ovviamente. Sí, avete indovinato, proprio ENI.
Ed ecco che la performance del tecnico, é stata bruciata in poco tempo da quella che doveva essere una sicurezza, la ciliegina sulla torta della perfetta annata.

Ma ora ENI é a sconto si dirà, ha un rendimento che qualsiasi bond invidia, un rapporto prezzo utile da saldo e soprattutto é in iper venduto.
Anche Saipem lo era, da iper venduto é scesa andando in iper iper venduto e così via.
Innanzitutto ENI per mantenere quel rendimento come minimo deve fare gli stessi utili dell'anno scorso, e ho i miei dubbi che con un petrolio  forse solo a metà percorso, ENI possa ripetere le precedenti annate.
Se ENI é in iper venduto, vuol dire che molti hanno scaricato e se l'hanno fatto, e l'hanno fatto pesantemente perché pensano che il titolo scenderà ancora molto e potranno, ma non é detto, ricomprare molto più in basso.
Ve l'ho già dimostrato con Saipem, in 2 anni di Borsa positivi, anche per Piazza Affari, il titolo si é ridotto quasi a 1/3 del valore dai massimi, più volte ho ripetuto di stare lontano, e a 16 ho anche insistito per impostare posizioni al ribasso per poi definitivamente consigliarvi di abbandonare il titolo.
Petrolio NO, a differenza delle precedenti esperienze del 2008/2009, e ogni giorno che passa dimostra che avevo ragione.
Poi ovviamente é giusto che ognuno faccia quello che vuole, ma dovete rendervi conto che la storia sta cambiando e che in questo Natale ci sarà molto carbone, anzi molto Petrolio, una marea di Petrolio a prezzo di saldo.
Poi, quando si accenderanno le luci, arriverà il bello....

04 dicembre 2014

UN BAZOOKA SOTTO L'ALBERO, CON DRAGHI E' GIA' NATALE?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' arrivato il grande giorno, per qualcuno (BTP) oggi potrebbe essere già Natale, regali da scartare, già scartati, il regalo lo conosci già era quello che volevi, sarai contento, in un primo momento, ma poi?
E se fosse Quaresima (AZIONI) un nulla di fatto, già atteso, un digiuno che continua nell'attesa che arrivi la Pasqua e venga finalmente rotto l'uovo con l'improvvisa sorpresa, il QE quando più nessuno ci sperava, quella si sarebbe una vera festa, la Primavera per le Borse Europee.
C'è una terza ipotesi, che alla fine sia Carnevale (EURO), un grande scherzo, BCE e Disoccupazione USA domani che vanno nel senso contrario, e allora ti vedi il cambio impazzire con il Dollaro che retrocede e l'Euro che torna a recuperare.
Difficile fare previsioni per oggi, di sicuro la storia non si fa, nè si è mai fatta con il rispetto delle aspettative, soprattutto quando sono alte come in questo momento, la storia si fa con le sorprese, lo si è visto con la caduta del muro di Berlino, con la tragedia del WTC, con il fallimento della Lehman Brothers e con il 9 Marzo 2009, quando in molti credevano al baratro della catastrofe e alla depressione e invece in quel giorno, il Natale dei Mercati Finanziari è nato un torello che tutt'ora è molto forte, ha fiato e ancora molte energie da spendere.
Pochi ci credevano, io potrò sempre dire: io c'ero, ero tra quei temerari che credeva nella luce quando era ancora notte fonda.
Oggi potrei astenermi dalla previsione, dopo quanto fatto e scritto in questi anni, dopo le "10 previsioni" per il 2014, dopo aver sfornato grandi titoli per quest'anno, dopo aver previsto la risalita del Dollaro e l'ennesimo taglio dei tassi a zero della BCE, potrei stare in silenzio ed evitare brutte figure, ma qui non si fanno gare, non è questo lo scopo del gioco, l'interesse è il tentativo della costruzione di scenari e l'interpretazione dei movimenti.
Come ho sempre detto, il guadagno è solo la risultante di tutto, se fai un buon lavoro, se ti sei allenato, tutto poi vien da se. L'errore più facile che si commette è quello di uscire dal campo troppo in fretta e difficilmente si impara dai propri errori.

Oggi, nonostante Draghi non abbia ancora fatto nulla di veramente concreto, o meglio di quello che il mercato si aspetta, ci troviamo con un Euro che scende su livelli negli ultimi anni sconosciuti, un BTP 10 anni che rende meno del 2%, livelli che risalgono a prima della grande crisi, quando l'Italia aveva ancora delle speranze di crescita, prima ancora che fossero scoperchiate le tonnellate di debito crescente, gli scandali orribili della politica e un sistema economico che ora risulta incagliato, incrostato dall'indolenza verso il rinnovamento, la crescita e la ristrutturazione.

Senza che nulla sia stato realmente fatto da Renzi e da Draghi (cito solo i personaggi simbolo), i mercati hanno osato regalando fiducia, tanto che ancora mi chiedo dove siano finiti i soldi per il risparmio sugli interessi pagati dallo Stato: eravamo a un tasso del 6% e ora siamo al 2%, dov'è la differenza?
Si continua a ripetere che il QE è la soluzione per l'Europa, quando già molto hanno fatto i mercati, ma i risulati ancora non si vedono, anche se a dire tutta la verita gli indicatori anticipatori, come quello sui servizi è pur sempre sopra 50 che indica espansione più che contrazione, ben lontani dalla crisi che ancora si sbandiera.
Gli USA hanno avuto i benefici, perchè non lo facciamo anche noi?
Si è mai pensato che forse l'Europa è ben diversa dall'America?
In Giappone ci stanno provando e nonostante la vicinanza della locomotiva CINDIA, in 2 anni si sono avuti ben pochi risultati, tanto che per far correre il treno giapponese si sta aumentando le dosi di carbone.
Lo si vede anche con il petrolio, si ripete che il ribasso sarà una gioia per i consumatori perchè è come un bonus per il portafoglio e una mazzata per l'inflazione, ma bisogna distinguere, perchè un conto è gli USA dove i prezzi alla pompa crolleranno e sarà così anche per i costi energetici delle aziende, e un conto è l'Europa e l'Italia dove sulla benzina pesano più tasse e accise che il costo del barile.
Noi siamo l'Europa, molto più simili al Giappone che agli USA e di questo dobbiamo farcene una ragione, ma oggi non conviene dirlo, altrimenti rovini l'opera del QE di Draghi e così non puoi aiutare le banche.

Quindi cosa farà oggi Draghi? Io credo al nulla di fatto, sebbene come ho ripetuto più volte, spesso criticato, che le armi delle Banche Centrali sono infinite, l'acquisto da parte della BCE dei titoli di stato è l'ultimo asso da giocare, farlo ora, all'alba di una nuova crisi russa e di una possibile crisi geopolitca in Europa sarebbe un errore e Draghi e lo sa.

Senza dimenticare gli ostacoli di Germania, Buba, Weidmann e Merkel che alla Russia guardano con ostinazione e preoccupazione.
L'azionario lo sa e il livello per Piazza Affari rimane sempre lo stesso 20,200, sopra esplode tutto, sotto rimaniamo sempre ostaggio di una debolezza solo accennata e domani c'è il dato sulla disoccupazione USA che potrebbe di nuovo rimescolare le carte.
Wall Street in questo momento è la mia vera ossessione, la correzione ci sta, anche se siamo vicini a Natale, ed è proprio per questo che sono molto conservativo e prudente.
D'altra parte, da Oriente, proprio quando nessuno più parla di Cina è proprio quello l'indice che corre più di tutti: oggi +4% e così fa anche l'India, da me segnalata tramite ETF ancora molte settimane fa.
E da Oriente le buone notizie non sono finite, e arrivano proprio dal Giappone, perchè il Nikkei da me più volte sponsorizzato fino all'ossessione, ha terminato la congestione prima del previsto ed è già pronto a toccare quota 18,000 e andare oltre. Sono già costretto a svelare i prossimi obiettivi alzando di molto l'asticella: 24,000 è molto probabile.
Chi è entrato quando qui ho dato le prime spinte, circa 9,000 vede già come prossimo il triplicare degli investimenti, senza contare che più volte ho ripetuto, anche quando l'indice congestionava o scendeva di continuare l'accumulo.
E poi non venitemi a ripetere che io continuo a vantarmi dei successi perchè non me ne faccio nulla, io li ho solo scritti, li ho condivisi con voi, se poi voi avete colto il suggerimento bene per tutti, altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Toro, Toro, Toro, qualunque cosa succeda oggi o nei prossimi giorni, questo è il ritornello che ripeto da 5 anni, qualsiasi cosa succeda e su qualsiasi correzione, siamo nel "Bengodi Finanziario" ma non ci rimarremo in eterno, ma solo finchè suonerà il disco di "Hotel California".

E presto verrà anche il momento per Piazza Affari, anche se a dire la verità siamo cresciuti e cresciuti molto ma pochi se ne sono accorti, solo perchè all'estero si corre di più, ma verrà il momento, vedrete, verrà quel giorno in cui Piazza Affari correrà più di tutti e recupererà il terreno perduto.
Per ora ci dobbiamo accontentare di rispettare il solito mantra: comprare solo sulle debolezze.
Parola a Draghi

18 novembre 2014

Panino e Listino: DOPO L'ITALIA, ORA LE NUVOLE DEL MALTEMPO COPRONO IL SOLE DEL GIAPPONE (Mercoledì 19 Novembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Quando senti dire in un annuncio meteo: "buone notizie per il fine settimana, previsto bel tempo e un aumento delle temperature intorno ai 25 gradi, tempo gradevole che farà molti felici..." capisci che se la notizia viene data in Ottobre, 25 gradi al Nord, qualcosa non va, non solo per il tempo, ma anche per la comunicazione.
Il Sole fa piacere a tutti, a molti, ma non si può dire che 25 gradi in Ottobre siano una buona notizia.
Luca Mercalli dice che la gente deve essere educata agli allarmi sul maltempo. Ecco allora penso che quei 25 gradi, ai fini dell'educazione, non siano una buona notizia. Penso sempre che la comunicazione cerchi sempre un modo frivolo per allievare le cattive condizioni lavorative e di vita quotidiana che molti di noi costantemente vivono e così capita che un raggio di sole che allontana le nuvole o un clima primaverile, anche se capita d'Autunno, possa essere una buona notizia che fa salire l'umore del povero italiano.
Sono i vizi dei nostri tempi, capita nel calcio e capita soprattutto in Borsa dove le cattive notizie economiche sono una buona notizia perchè saranno il propellente di nuovi stimoli monetari e che a loro volta faranno eccitare a dismisura le borse.
Così succede a Tokyo, sconfitte economica che portano ad aumentare l'arsenale nucleare per combattere recessione e deflazione, così capita in Europa dove il pifferaio Draghi continua a strofinare il suo bazooka rendendolo sempre più lucido e brillante per la platea degli investitori, quando alla fine è solo uno specchietto per le allodole.
E' il "Bengodi Finanziario" un lungo viaggio tra le favole della finanza, c'è chi deve ancora partire, c'è chi vuole prolungare il viaggio e c'è chi, come la Yellen sembra già pronta a fare ritorno.
Sarà vero come ho scritto che il Dow Jones è il "Dow Indicator" il nuovo indicatore utilizzato dalla Fed per calibrare le proprie politiche economiche?

Domani su "Panino e Listino", sperando di non subire limature, troverete il racconto della "Battaglia di Abe e Kuroda", una battaglia simile a quanto visto nella Seconda Guerra Mondiale, con il finale a sorpresa.
Ovviamente ci saranno i temi operativi: correzione finita oppure no? E il nostro gioiellino, ostinatamente strofinato, a differenza di Draghi, questo non è uno specchietto per le allodole...




LIBERO 1 Ottobre 2014
La leggenda narra di particolari poteri speciali e di un telefono rosso collegato a una linea esclusiva. Lo stesso telefono rosso che permetteva al Commissario Gordon di avere una comunicazione diretta con Batman, Bill Gross lo aveva per avere informazioni riservate dalla Fed.
Bill Gross mitologico investitore, secondo solo a Warren Buffet, creatore del fondo PIMCO (1971) divenuto celebre per le sue previsioni, folle (ultimamente all’apice della follia, l’ultima newsletter è un elogio funebre al suo gatto morto), una rockstar della finanza, era l’invitato d’onore al tavolo di Baron’s (il vangelo di Wall Street), dittatoriale con i dipendenti, idolatrato dalla massa di risparmiatori suoi seguaci. I ritorni, intesi come rendimenti, soprattutto negli anni ’90 furono favolosi. Nel 2009 s’inventò il termine “New Normal” per descrivere un’era fatta di bassa crescita per gli Usa, bassi profitti e alta disoccupazione: la finanza non sarà più così generosa, abituatevi ad abbassare il vostro tenore di vita. Non andò proprio così, ma questa non fu un’eccezione perché ultimamente il suo tocco magico si stava appannando, evidentemente quel telefono rosso non squillava più come ai tempi di Greenspan. Il Qe lo aveva spiazzato e parecchio irritato, le sue continue previsioni (forzature) sui tassi che sarebbero dovuti crescere, erano smentiti impietosamente dalla realtà, e i risultati sui conti si vedevano, da mesi PIMCO soffriva di un’emorragia di fondi a causa della fuga di molti clienti. L’infallibilità non esiste, nemmeno per Bill Gross.
Il primo a lasciare fu El-Erian, la scusa, l’affetto della figlia, e ora il capo supremo Bill Gross, c’è di che sospettare. PIMCO, dominatrice del mercato obbligazionario rimane ora orfana. Cosa si cela dietro il misterioso addio? Sta per emergere uno scandalo, o questo è il primo campanello d’allarme che ci avvisa del prossimo scoppio della bolla obbligazionaria? E’ la bomba termonucleare, non dimenticatelo.
PIAZZA AFFARI: Milano Finanza ha di recente elaborato dei nuovi panieri di borsa rilanciando il gruppo storico dei 30 titoli, l’ha chiamato Mf Italy 30 Top Cap. Lodevole iniziativa, ma si può pensare di rilanciare il sistema Italia  usando degli inglesismi? Mib30, Mibtel, Numtel, Comit questi sono e rimarranno per me i nomi dei nostri indici. L’Italia si rilancia anche utilizzando la lingua italiana. 20,200 ha tenuto, inizia Ottobre, sarà il mese della direzione: sopra 21,500 si campa, sotto 20,200 si muore.
ITALIAONLINE: insieme a Zalando pronta a sbarcare in borsa. Non sono Alibaba, ma testeranno la voglia di euforia a Milano. Nostalgia di Numtel.
TELECOM: prima spagnola, poi francese, egiziana e infine australiana. Una telenovela e la nostra Telecom assomiglia sempre più a Brooke Logan, tutti la vogliono ma nessuno la sposa. Chi sarà il Ridge della telefonia? Puntate da non perdere.

01 novembre 2014

Hotel California: FED, BOJ, BCE, DA WALL STREET AL NIKKEI E' UN FIUME INFINITO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox


Scrivere sindrome "Hotel California" inventarsi qualcosa di fantasioso per fare capire in che mondo finanziario economico stiamo vivendo, tipo "il Bengodi finanziario" o altre cose del genere non è servito a nulla, se poi leggi commenti tipo: "interviene la BoJ chi se l'aspettava"...
Io me l'aspettavo, io, perchè in tutto questo c'è una logica iniziata anni fa, non ora, ed è la naturale conseguenza di un processo che viene studiato a monte e non raffazzonato all'ultimo momento come i principianti.
Perchè se scrivi Hotel California, da questo posto dove il denaro sgorga continuamente non uscirai più, vuol dire proprio quello che è successo e cioè la Fed chiude i rubinetti e la BOJ apre le pompe!!!
Ma che ve lo dico a fare, per voi ora conta solo MPS, come contava solo CHL
Le cose qui sono due: o quelli che guadagnano stanno zitti e non commentano mai, oppure siete voi a scegliere ogni volta ed a incaponirvi sui titoli sbagliati.

Nelle 10 di Buddy, oggi come 2 anni fa c'era e c'è il Giappone, il Nikkey, prima da comprare e per quest'anno da continuare ad accumulare sui ribassi perchè sarebbe stato un anno di transizione, nonostante gli esperti continuassero a ripetere che il Giappone avrebbe fatto la fine della Grecia, che il Giappone era morto, che l'esperimento di Abe non funziona, che sarebbe crollato tutto.
Dimenticando che se crollo sarà, se scoppierà la bomba atomica, prima di perdere la guerra saranno messe in campo tutte le azioni possibili, lecite e non lecite. In amore e in guerra non esistono regole, molti dimenticano i saggi detti di un tempo.

Se poi guardi il portafoglio delle "10 di Buddy" per il 2014 vedi 5 semplici titoli: BET, FCA, ESPRINET, FNM e TELECOM che alle quotazioni attuali fanno una media del 30% di rendimento e senza aver toccato nulla, senza stress da trading, senza commisioni da trading e confrontato con un +5% di rendimento dell'indice generale e anche superiore ai migliori indici a livello planetario.

Ma qui conta solo MPS ora, ah dimenticavo anche CARIGE, contano sempre quelle in perdita e intanto chi ha guadagnato gli utili li intasca e senza nemmeno dire grazie.
Io non mi preoccupo, il mio impegno lo metto quotidianamente e con costanza sopra ogni altro essere umano, perchè ormai sono 10 anni che scrivo, senza mai aver saltato un anno, faccio il mio compitino.
I furbi, gli egoisti facciano pure, continuino pure a sfruttare il prossimo, io non me ne curo, per me non avranno mai fortuna.
Io scrivo per la brava gente, quella necessita, che segue senza pregiudizi e senza malizia, quella che conosce la parola riconoscenza, quella costruttiva e propositiva, quella che conosce l'autocritica e che facilita il dialogo, quella che conosce il sacrificio proprio e degli altri, quella che riconosce i meriti e che ha voglia di imparare.
A quelli dico se siamo in MPS ne usciremo, anche da Carige e non per portare a casa i soldi in pari, ma guadagnando.
L'anno scorso o all'inizio di quest'anno, non ricordo, scrissi che MPS mi ricordava molto l'Olivetti degli anni '90 quando sotto la gestione De Benedetti rischiò il fallimento, fece un aumento di capitale sanguinoso e massacrante e a distanza di 2 anni ne uscì in gloria.
Per ora il percorso sembra molto simile, i miopi guardano i crolli attuali per scagliarsi contro qualcuno, altri invece nonostante le perdite in conto, vedono le attuali discese come l'occasione per un grande ritorno futuro.
Scegliete voi da che parte stare, il mio compitino finisce qui.

31 dicembre 2013

2013, ultimo sguardo: DISCORSO DI FINE ANNO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Il Sole 24 Ore di oggi titolava: "2013 l'anno di riscossa delle Borse".
Chi l'avrebbe detto?
Già chi l'avrebbe detto?
Io l'ho vaticinato, e non solo, l'ho scritto, l'ho anticipato e ribadito per tutto l'anno. E non è finita qui, perchè la riscossa è stata a macchia di leopardo. La ricordate la foto del leopardo di qualche capodanno fa?
Se ho deciso di lanciarmi nel sogno de "il Dolce e l'Amaro" è perchè non penso che tutto sia finito qui.
Ma fare le previsioni, tentare l'esercizio delle "10 previsioni" per l'anno è servito a qualcosa?
A me, poco, a voi per niente.
Forse è un esperimento da abbandonare.
Come stavamo a inizio 2013 e come stiamo oggi, ve lo chiedete mai?
Cosa mi aspetto nel 2014, cosa chiedo, cosa voglio ottenere e cosa voglio dare, quali sono i buoni propositi, questo è un esercizio ancor più difficile.

Uno dei miei buoni propositi, pochi ma importanti, è la realizzazione concreta della nostra Newsletter, sfatare l'utopia che un bene può essere per tutti, condivisibile e in armonia.
Si può fare? In un momento così critico?
Si può fare, quale momento migliore se non questo.

2014, nonostante l'alone di positività, nasce nel mistero. Sarà difficile mantenere l'armonia quando si apriranno i crateri delle perdite, per questo è necessario partire nel migliore dei modi.

2014, anno del Dollaro?
2014, anno Toro per Piazza Affari?
2014, inciampa Wall Street?
2014, il grano dorato?
2014, ancora Giappone?
2014, gli USA tornano locomotiva del mondo?
2014, l'Euro cade ma non si rompe?

7 idee, ma mancano i titoli. Quelli saranno riservati a "Il Dolce e l'Amaro", anche se molti li conoscete già: Fiat, Telecom e Chl sono sempre in prima fila...
L'unica preoccupazione è che oggi sono in troppi a essere ottimisti, ma ci sono ancora molti e sempre più catastrofisti in giro, e questa è la nostra fortuna.
Uniti ce la faremo?
Intanto mettiamo il 2013 in bacheca, mai così nella storia e noi c'eravamo.
 
 
 

30 dicembre 2013

"LE 10 DI BUDDY FOX" la play list di Buddy Fox per un 2013 rock 'n roll: NIKKEI BANZAI! +55%


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Riporto quanto scritto a inizio 2013:

1) BANZAI NIKKEI! Quante volte avete sentito ripetere “questo è l’anno del Giappone”?Sono ormai più di 20 anni che il Nikkei, l’indice di borsa giapponese sprofonda nelle sabbie mobili senza nessuna possibilità di appiglio. Ora, per la terra rappresentata dal “sol levante” è arrivata la svolta, l’alba per il toro. Il nuovo premier Abe e la BoJ sono pronti a tutto, anche a scatenare una guerra nucleare valutaria, pur di riportare la crescita in uno stato sempre più depresso dalla deflazione. Questa volta si farà di tutto e si andrà fino in fondo. La corsa del Nikkei è appena cominciata.


+55% da inizio 2013! Ripeto +55%, difficilmente si è visto nella storia che un indice così importante e di peso nel mondo in un solo anno abbia avuto una prestazione così elevata.
Il NIKKEI era al primo punto nelle "10 di Buddy Fox 2013". Può bastare come biglietto da visita?

Risposta: no, perchè ora tutti, anche quelli che non hanno saputo cogliere l'occasione (LA MAGGIORANZA) vuole sapere cosa succederà nel 2014.
Ricordatevi, ripetersi, nelle imprese, è difficile se non impossibile...
Anche se in verità un obiettivo sul Nikkei io l'ho dato alcuni mesi fa.  Il mercato è sempre ricco di incertezze, ma ogni tanto appaiano occasioni imperdibili. Difficilmente troverete in giro qualcuno con altrettanto coraggio nelle previsioni...