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04 marzo 2015

Panino e Listino: NASDAQ IERI UN SOGNO OGGI REALTA' (Giovedì 05 Marzo in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



La domanda più stupida, mi correggo per non essere volgare, la domanda più assurdo che circola negli ultimi giorni è questa: il Nasdaq oggi è in bolla?

Quanti di quelli che leggono questo blog hanno vissuto la bolla 2000?
Quanti sono sopravvissuti? Quanti hanno imparato la lezione? Quanti si sono salvati? Quanti hanno perso tutto?
Forse quest'ultimi non risponderanno, e non per vergogna, ma perchè una volta perso tutto, solo 1 su 100 si mette a studiare, impara la lezione e riprova.
Quanti c'erano anche prima, hanno superato la bolla e ci sono ancora adesso?
Il momento è storico, anche se nella nostra quotidinità il Nasdaq oggi è marginale, ed è un paradosso perchè mentre nel 2000 la tecnologia era per pochi, ma i titoli tecnologici erano per tutti, oggi è quasi il contrario.
In questo concetto è riassunta tutta l'irrazionalità di cui è composta, non la borsa, ma chi la frequenta.

Bolla Dot Com, Bolla Internet, Bolla TMT, a ognuno la sua preferenza, ricordate qual è stata la causa dello scoppio?
Domani su Panino e Listino provo a ricordarvelo e a raccontarvelo, in sintesi e se l'argomento vi interessa cercherò di ampliarlo nelle prossime puntate.
In coda, come sempre i temi operativi.
Il Nasdaq è di nuovo in bolla? Alla fine, forse capiremo perchè la domanda oggi è così assurda.
 

02 marzo 2015

Le 10 di Buddy Fox 2015: NASDAQ 5,000




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox




Nasdaq 5,000, dopo 15 anni esatti. Nasdaq 5,000 a Marzo 2015 e una, almeno una previsione anche per quest'anno, é stata centrata.
E ora spazio ai ricordi....

25 febbraio 2015

Panino e Listino: LA GRECIA NON E' UN PROBLEMA, FINCHE' C'E' L'EUFORIA (In edicola Giovedì 26 Febbraio su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Anche se la Grecia esce dall'Euro non ci sarà nessun contagio", chi l'ha detto?
E soprattutto, perchè ora?
L'avessero fatto prima ci avrebbero risparmiato 5 anni di sofferenze.
Ma se l'avessero fatto prima, non si sarebbe potuto innescare la più grande speculazione sui TITOLI DI STATO.
Tre anni fa, ripeto solo 3 anni fa, nel 2012 il BTP a 10 anni lambiva il 7% di rendimento con uno SPREAD BTP/BUND sopra 500. Tre anni dopo, 2015 siamo schiacciati poco sopra l'1% di rendimento, con uno SPREAD BTP/BUND poco sopra 100, nemmeno prima della crisi eravamo in una situazione così beatificata.
Chi ci ha guadagnato? Questa volta forse anche qualche piccolo risparmiatore, ma soprattutto i soliti noti.
Così andrà anche per le Borse, perchè i piccoli per ora o sono imprigionati nelle vecchie posizioni risalenti al 2000 (15 anni fa) sui tecnologici o pseudo tecnologici, chi ancorato a quelle del 2007 su titoli bancari e finanziari; altri invece si sono diretti sul risparmio gestito, sui fondi o sempre sui titoli di stato con rendimenti irrisori. Molti altri invece alla BORSA non ci pensano, o peggio la odiano, ma anche questa volta alla fine non sapranno resistere, e come è sempre accaduto, entreranno troppo tardi. 

Panino e Listino slitta al Giovedì, mi spiace aver dimenticato di avvertirvi, oggi su Libero avrebbe dovuto esserci il "tappino" che ricordava e avvisava il cambio, probabilmente hanno dimenticato anche loro.
In ogni caso ora sarà sempre Giovedì, meglio? Peggio?
Vedremo cammin facendo. Domani vi avviso subito non ci sarà maggiore spazio, l'operazione Ray Way ha sicuramente la precedenza, non mancherò, anche se con una piccola parte, di fornirvi ulteriori spunti oltre che temi operativi.
Provate a scrivere a Libero, è ovvio, più gente legge, maggiore sarà lo spazio. Anche qui è il mercato a decidere.
Leggere attentamente le avvertenze, mi raccomando.

17 febbraio 2015

NASDAQ 2000 - 20015: I MASSIMI DELLA BOLLA INTERNET



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Sembravano irraggiungibili, e invece i massimi della "Bolla Internet" sono ormai a un palmo.
Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco, ma ormai è quasi fatta. 
15 anni ci sono voluti per rivedere i picchi, 15 anni come quelli che avevo previsto molti anni fa. "Ci vorranno almeno 15 anni dissi" è il periodo giusto affinchè una bolla possa essere digerita.
15 anni dopo, pochi sono i reduci e molte cose sono cambiate, quello che non muta mai è il sentimento umano, per l'ennesima volta assisteremo all'ondata di acquisti, a un nuovo esercito di aspiranti esperti di finanza, nuovi broker d'assalto, tutti con in testa l'idea di aver trovato l'eldorado. Non credo, questa volta è diverso, perchè non siamo in presenza di una nuova grande bolla, o perlomeno, questa volta non si trova nella tecnologia ma in altri ambiti.
Pensate solo ad Apple, 15 anni fa era sull'orlo del fallimento, oggi è la regina del Nasdaq, oggi Apple è il Nasdaq. Come cambiano le cose.
Ora sarà interessante vedere cosa succederà tra fine Febbraio e inizio Marzo, se il Nasdaq veramente vorrà provare l'ebrezza di toccare quel 5,100 e come reagirà all'evento. Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra l'altro, il ritorno del Nasdaq al vecchio record in Marzo era una delle mie "10 previsioni" per il 2015. 
Ma non dire gatto se non ce l'hai nel sacco...

28 novembre 2014

Panino e Listino: PETROLIO QUESTA VOLTA NO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Petrolio, questa volta no.
Successivamente al crollo del 2008 verso i 60$ consiglia l'entrata tramite ETF, questa volta no e i motivi ci sono:
1) La massa di liquidità che allora spingeva sulle Materie Prime, ora ha altri interessi;
2) L'Era del Petrolio è tramontata nel 2008 quando Goldman rilanciò a 200$ il target per l'Oro nero, quando Jim Rogers voleva il petrolio a 300$ e non avrebbe ceduto finchè non fossero spuntate le pale eoliche al centro di Berlino;
3) Il "Peak Oil" è una favola tanto quanto la "fine del Mondo" per i Maya;
4) Le energie alternative, lo shale oil e shale gas, una crescente coscienza per l'inquinamento dovuto ai combustibili fossili etc etc ridurranno l'utilizzo del petrolio
5) nel breve la guerra dei prezzi e l'abbondante offerta farà crollare le quotazioni

Sul mio profilo Twitter potrete vedere un grafico storico. Voglio ricordare che nel 1999, anno in cui l'economia andava bene per molti, sebbene Cina e India non fossero forti come lo sono oggi, il Petrolio è arrivato a quotare 10$. 
Era il 1999, solo 15 anni fa, anche se sembra preistoria.
Nel breve sarà battaglia, non solo a livello geopolitico con forse contrastanti tra Iran, Siria, Venezuela, Nigeria e Russia da una parte, Arabia e USA dall'altra con gli Emirati e Qatar a fare da spettatori, ma sarà anche importante a livello finanziario, ora che la marea nera cala, vedere quanti sono rimasti nudi.
Molto dello shale, con prezzi che cadranno a 60$ o sotto, faranno la fine dei cercatori d'oro del Colorado e dei pionieri di Internet nel 2000 e con loro tutte le finanziarie, banche ed Hedge Fund che o avevano posizioni long sul Petrolio oppure hanno investito (sempre a Leva) in questo nuovo settore non vedendo utili.
Attenzione, il petrolio ora è un bene per il consumatore, per chi importa, ma saranno dolori per altri.


LIBERO 19 Novembre 2014
“Superman dove sei adesso?  Tutto è andato male in qualche modo gli uomini di acciaio, gli uomini di potere a breve perderanno il controllo”, Superman, che i Genesis cercavano disperatamente nella loro “Terra di confusione”, era impegnato altrove, stava volando sopra i grattacieli di Tokyo nella colossale impresa di ravvivare il Giappone: era l’Abenomics. Un progetto a cui molti credevano, tanto che l’Economist gli dedicò una copertina che raffigurava il premier Abe come un supereroe pieno di poteri: politica monetaria super espansiva, deficit di bilancio mostruoso, svalutazione dello Yen, indice di Borsa euforico, un’artiglieria che nemmeno Yamamoto poteva sognare. A capo dell’esercito Kuroda  (governatore della BoJ) che al grido “Banzai!” scagliava i suo kamikaze al torchio per uno stampaggio furente di moneta. Per affondare Yamamoto sono state necessarie la Yorktown, l’Enterprise e la Hornet le 3 super ammiraglia USA, per affondare l’immenso esercito di Abe è bastata l’Iva. Un piccolo aumento dal 5 all’8%, e l’economia è ritornata nell’incubo della recessione.
“Land of confusion”, la terra di confusione, non solo nel potere, ma anche nei numeri, ormai non solo le previsioni di Borsa perdono di significato, ma anche quelle economiche fornite dai grandi centri di ricerca e dalle banche d’affari. Lo si è visto in Italia con una ripresa ormai rinviata sine die, e lo si è visto ieri in Giappone all’uscita del dato sul Pil, un arretramento dell’1,6% quando le attese degli economisti erano per una crescita del 2%, un bagno di delusione.
Dopo questo dato sconfortante, si correrà sicuramente ai ripari rinunciando al secondo aumento dell’Iva. Non se ne esce, e in sottofondo torna “Hotel California” degli Eagles, la colonna sonora di questo interminabile ciclo. La sentiamo in America quando la Yellen rinvia costantemente l’aumento dei tassi e la sentiamo  in Giappone costretto ora a indietreggiare sugli inasprimenti fiscali.
E se un giorno scoprissimo che la favola del “Bengodi Finanziario” (denaro gratis) non riuscirà mai a rilanciare l’economia? Non ditelo mai ai mercati, il giorno che lo scopriranno si tornerà alla realtà, e verrà giù tutto.
PIAZZA AFFARI: sale ancora l’export italiano, un’altra picconata al populismo dei nemici dell’Euro. Non è la moneta unica il male dell’Italia, sono i numeri a dirlo. E subito Piazza Affari si accende. 18,500 può bastare? Sono un Toro della prima ora, ma rimango dell’idea che si possa ritornare a 18,000 prima della grande corsa. Sopra 20,200 cambierò idea.
WALL STREET: per Francesco Caruso è il “volo di Icaro”, io non sono così drammatico, anzi sono sempre stato rialzista, ma ora c’è il rischio di una correzione. Prudenza.
NIKKEI: una delle nostre stelle, ma la corsa verso i 18,000 ora potrebbe rallentare. Debolezza in arrivo.
PETROLIO: dopo le previsioni dei Maya, il “Peak Oil” un’altra bella fiaba. Nel 2009 dissi di accumulare sul crollo, ora è meglio stare lontani.
BET: ricordate le impennate di Valentino Rossi dopo ogni vittoria? Le stesse potremmo rivederle fare alla nostra Bet. 0,50 il muro da scavallare.

24 settembre 2014

Panino e Listino (Boiler Room): ALIBABA, PER IL NASDAQ IL CANTO DEL CIGNO NERO?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Qual è la cosa che più odiano i mercati e che più temono?
L'incertezza, più volte ve l'ho scritto, e quando quest'incertezza ha il volto della Fed e del referendum scozzese, quando i mercati vivono in bilico sull'esito di due risposte, la politica monetaria e una nuova Lehman in questo caso geopolitica, tutti si aspettano che a seconda di quella che sarà la risposta i mercati si muoveranno di conseguenza.
In casi peggiori, come accaduto nel 2000, successivamente all'esplosione della Bolla Internet, i mercati hanno vissuto con il fiato sospeso l'esito elettorale americano e vi ricordate com'è finita? Voto da rivedere e riconteggiare, incertezza su incertezza, peggio non poteva essere, il risultato vendite, ma senza valanga. Un male per i rialzisti, ma nemmeno la soddisfazione per i ribassisti.
Poteva essere così anche questa volta, bene per la Fed e male per la Scozia o viceversa.
Questa volta invece è andato tutto per il verso giusto, o meglio quello giusto per il partito dei Tori. Dopo una settimana vissuta nell'attesa frustrante di una risposta e con il fiato sospeso, ci si aspettava che sulle buone notizie ci fosse un volo. Il volo c'è stato, ma si è rivelata una scusa per vendere più in alto.
Questo non è affatto un bel segnale.
Dall'altro abbiamo avuto l'esordio di ALIBABA, a differenza di quanto accaduto con Facebook, entrambi eventi attesi con trepidazione, è stata più che positiva, quasi euforica, fortunatamente ancora tutta riservata a un ambiente ristretto, solo per gli addetti ai lavori.
Anche questo non è servito a lanciare i mercati, perché l'euforico abbraccio riservato ad ALIBABA, come successo con la Scozia, è stata solo una scusa per salire e poi vendere da una posizione migliore e più profittevole.
È l'inizio della fine di un ciclo?
Piccoli indizi lo fanno pensare e temere, fortunatamente la maggioranza degli elementi è ancora per il no, ma non posso nasconderlo, il Nasdaq mi preoccupa.
Lo scrivo subito, il mio timore è quello di rivedere a Natale il Nasdaq che si schianta a quota 4,000 e poi da lí si apre una voragine.
Può essere un inganno, perché per creare le condizioni di un nuovo rally è sempre necessario arretrare, per ingannare e poi improvvisamente ripartire e anche qui, nella tecnologia, fare nuovi massimi. Saremmo anche nei tempi previsti, perché da anni ripeto che per smaltire una bolla storica come quella sulle TMT ci sarebbero voluti almeno 15 anni.
Il tempo per riflettere c'è, il mese più importante anche quest'anno, come in molti altri cicli, dovrebbe essere Ottobre, il momento giusto per capire se la Fed vorrà anticipare i tempi sui Tassi, se le aziende Usa sapranno contenere la risalita del Dollaro continuando a macinare utili e aumentando i fatturati, se la locomativa Usa sbuffa e corre e se l'Europa reagisce agli stimoli e per finire le banche, gli stress test.
L'unica cosa che credo si possa scongiurare, anche grazie alla claudicanza di questi giorni è il CRACK, un flash crash a Wall Street, questo credo si possa accantonare.

12 agosto 2013

Gelatino e Listino (rumor sotto l'ombrellone): MA QUANTO MI PIACE TELECOM ITALIA!


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Telecom Italia, ma ricordate dov'era nella Bolla TMT 2000? Le telecomunicazioni marciavano trionfanti tra ali di folla, risparmiatori adoranti, nuovi ricchi e speculatori in erba, tutti a spellarsi le mani per la telefonia che brillava volando in cielo, diventando improvvisamente stella, senza chiedersi il perchè... L'importante era guadagnare, tanto e in pochissimo tempo.
Eravamo a 20 euro, quando Milano Finanza si spargeva inchiostro lodandola e rilanciando con target immaginifici.
Oggi siamo a 50 cent, vi rendete conto e nessuno si stupisce.
Io nemmeno, perchè io compro e ho continuato ad accumulare fino a vedere il minimo assoluto sotto i benedetti 50 cent.
Ora aspetto la rottura di 0,55 e poi finalmente mi rilasso, la barca andrà da sola... 
Ma chi legge "Panino e Listino" (Gelatino e Listino è la versione estiva), queste cose già le sa...



03 maggio 2013

WARREN BUFFETT CINGUETTA SU TWITTER: "WARREN IS IN THE HOUSE"



"Warren is in the house" questo è stato il messaggio, il tweet, il primo cinguettio di Warren Buffett su Twitter. A ottanta anni suonati l'ironia ancora non si è esaurita. Mitico Warren, adesso ci sei anche tu. Buffett ha fatto subito una premessa: "non seguirò nessuno". Peccato, cancello subito il sogno ;-)
Proprio in questi giorni dovrebbe essere in svolgimento l'immancabile appuntamento annuale la "Woodstock del Capitalismo" a Omaha sede della Berkshire, un weekend intero in compagnia del padrone di casa, non tutti possono parteciparvi, solo chi è azionista della società e per esserlo bisogna sborsare 160,000$, il valore di una sola azione, ma forse possono parteciparvi anche quelli che possiedono le azioni di CLASSE B, bisogna informarsi, qui la spesa è molto più economica, informatevi. Io sogno sempre di potervi partecipare, e intendo entrarci dalla porta principale: CLASSE A, obiettivo non da poco ;-)
Stupisce l'improvviso interesse del Guru per Twitter, infatti è nota la sua allergia per internet, le tecnologie, le cose intangibili e a lui sconosciute. Rimase totalmente fuori dalla "BOLLA INTERNET 2000" e solo recentemente si è affacciato, pesantemente, comprando un grosso pacchetto di azioni IBM. E' entrato nel nuovo, passando dal vecchio e come sua consuetudine, comprando un macchio che ha una storia.
Tempo fa disse: "se investissi in Facebook mi ricovererebbero".
Evidentemente Twitter è un'altra cosa, e probabilmente, rispetto a Facebook, sarà un'altra cosa anche la quotazione di Twitter, un destino con maggiori soddisfazioni.
Dimenticavo l'indirizzo per trovare Warren Buffett su TWITTER: @WarrenBuffett
Alle 18,15 di Giovedì 2 Maggio 2013 il primo tweet.
Il mio lo conoscete già, lo trovate qui a fianco: @BuddyFoxxx
E ora, decidete voi chi seguire ;-)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

12 ottobre 2012

iab Forum Milano (10^ edizione) - STEFANO PARISI E LA DIGITALIZZAZIONE ITALIANA (E ANCHE ALESSANDRO FUSACCHIA E ALBERTO CARNEVALE MAFFE')

E' riapparso Stefano Parisi, lo ricordate?
Chi è? Se vi dico E.biscom e poi Fastweb, vi ricorda qualcosa?
Lo vedo magro, probabilmente lo è sempre stato, un po' sciupato, invecchiato, le ultime prove lo hanno fiaccato, ma ha lo stesso slancio ed entusiasmo per la tecnologia come nella fase in cui tutti, con acqua e sapone, provavamo a fare le bolle...
L'intervento è breve, sintetico e molto interessante.
Stefano Parisi, citando Marc Vos (personaggio che non conoscevo, un manager a prima vista molto capace), prende come esempio l'Olanda e dice che nella terra dei tulipani non si fa nulla senza tecnologia. Senza internet non si può interagire con la pubblica amministrazione, senza tecnologia non si studia all'università, mentre in Italia qualunque cosa si può fare anche senza. Parisi snocciola dei numeri, il più impressionante: il 50% delle famiglie italiane non possiede internet!
E' un male, rispetto all'Olanda è un handicap, da un punto di vista sicuramente, però ce ne sono anche degli altri.
Forse da noi sarà tutto più complicato è lento, però mi chiedo (una delle mie tante domande intrise di obnubilazioni) è veramente un handicap poter fare delle cose anche senza tecnologia e nello specifico Internet? 

Prima di lui (e dopo Marc Vos) era intervenuto Alessandro Fusacchia un giovane genio pronto a smuovere le polverose e complicate scrivanie della politica. Il giovane consigliere del ministro Passera lancia alcuni messaggi alla platea, uno di questi: "non siamo al finale di un processo, questo è un punto d'inizio". Si riferiva alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, quante volte abbiamo sentito questo messaggio? Mi pare che la prima dichiarazione risalisse al Berlusconi secondo, non male come tempi, l'importante è iniziare!
Ha aggiunto, quasi fosse una minaccia: "non lasciateci in pace..."
Tranquillo, non lo faremo, ma a oggi, già essere ascoltati sarebbe un grande risultato.

Tra i vari workshop ho voluto seguire quello di Alberto Carnevale Maffè, un personaggio stravagante e inventivo. Ha cercato di raccontare internet, cos'era e cos'è, utilizzando un suo linguaggio, ricco di metafore semplificative. Sicuramente ha catturato parecchie attenzioni, ilarità, ma anche illuminazioni, nuovi linguaggi e nuovi codici. Educare con simpatia, funziona.
Su alcune cose, per quanto io sia parecchio ignorante in materia, non mi trovo d'accordo. Carnevale Maffè esclama: "cos'è internet? Cos'é?"
"E' come chiedere ai pesci cos'è l'acqua", (amletico...)
"Internet ormai è dentro di noi" (lo trovo inquietante) 
"Chiedere oggi ai giovani cos'è internet è impossibile perchè sono nati con il digitale".
E allora penso, quando si cancellerà definitivamente la generazione pre digitale che ha goduto e assaporato i piaceri materiali che precedevano l'era virtuale, chi potrà trasmettere ai giovani la memoria? Chi porterà ai giovani il dubbio, meglio con o senza il digitale?
Meglio l'uno e l'altro insieme, si deve andare avanti, ma con noi si deve portare anche il passato, il meglio, quanto è utile, o semplicemente quanto ti crea piacere, quanto ti fa stare bene.
Così va anche in Borsa, sono anni che si vede solo negatività a Piazza Affari, i nuovi entrati, le nuove generazioni di trader sono nati nella cupezza, nel ribasso e ancora non sanno che non va sempre così, non c'è solo l'Orso in borsa, ci sono anche molte belle cose, come a esempio il rialzo, il Toro e l'euforia, fortunatamente con il tempo, le conosceranno...



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20 febbraio 2012

Boiler Room (special happy hour) - SOPAF ORMAI CI SIAMO (Nina Zilli)



Settimana che parte con il botto, o meglio con i botti, si stappa, ma non beviamo troppo, l'ubricatura fa sempre male, lo ricordano i reduci della "BOLLA INTERNET 2000". Il profumo però è quello giusto, non inganna, chi è dentro è dentro, chi è fuori, mi spiace per lui, non ci ha seguiti in tutti questi mesi. Si comincia con SOPAF, ormai la rottura di 0,034 è una questione di momenti, di attimi e non ho paura di scriverlo: sopra 0,034, SOPAF è un assegno in bianco... Buon inizio di settimana!!!


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24 gennaio 2012

C'E' VITA OLTRE LO SPREAD - STM cade, ma ormai è tutto diverso (Grande Ivano Fossati)


Buongiorno, dopo l'assenza, ritorno fisicamente sul floor, anche se grazie ai "COMMENTI" ho cercato di aggiornare la situazione, cinguettii (tweet) da broker/blogger;-) La situazione sta diventando via via più fluida, il sangue ritorna a scorrere regolarmente nelle vene alimentando i vasi, l'acqua, ovvero il denaro, irriga i campi, la siccità sembra terminata. Le bombe d'acqua questa volta non hanno creato danni, bensì hanno portato benefici, gli strumenti che rischiavano la morte per siccità, ora vengono drenati. Durerà? Sembra proprio di sì, anche se non sono escluse lievi recrudescenze. Per le cose buone ci vuole tempo, la riprova è quanto accaduto nel 2009. Ritornando nello specifico sul mercato azionario, è il momento di bilanci, IBM conferma, sempre più, non solo le potenzialità dell'azienda, ma soprattutto il fiuto di Warren Buffet. INTEL ruggisce, leader, sempre più leader di settore. Ricordate la "BOLLA INTERNET 2000"? Da quello scoppio, sopravviveranno in pochi, e saranno vincitori. INTEL, eccone uno, per esempio... GOOGLE ha deluso, poco importa, solo un inciampo, era già salita molto, e il mercato ha dimostrato che sono solo piccoli incidenti di percorso. Il SENTIMENT è in costante miglioramento. STM non cambia carattere, se sale prima della trimestrale, alla sua pubblicazione crolla. Tradizione rispettata. Vi anticipo che STM è uno dei miei preferiti a Piazza Affari per il 2012. Bel bagno? Tutt'altro, se osservate bene, da inizio anno faceva già +23%. Discesa fisiologica. Lentamente, le cose stanno cambiando e le aziende cambiano pelle, magari un giorno, qualcuno si mangerà i gomiti per non aver presto STM a 4 euro, chissà! Gennaio sta quasi per finire, anche se mancano ancora alcune sedute, e saranno momenti importanti, al momento però i Tori stanno portando a casa una grande vittoria. Già si vedono indici mondiali con performance a doppia cifra o quasi, se questo è il colore dell'Alba... Attenzione però che l'atteggiamento dell'Europa e degli europei, è mutato, ma solo in parte, quindi nuovi sgambetti e lievi delusioni, sono ancora da mettere in conto. Intanto diciamo grazie a Draghi, Mario Draghi, e per quanto riguarda la Borsa, un grazie anche a Monti. Ricordate il pezzo: "L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI MARIO?" Non ci resta che attendere, fiduciosi, i prossimi appuntamenti: il discorso di Obama, le parole di Bernanke, l'incontro europeo di fine mese, e i soliti dati economici, in più si attendono novità dalla Cina, appena termineranno i festeggiamenti e ovviamente risvolti positivi o costanti, dalle prossime aste. Per quanto riguarda le società, all'appello mancano ancora molti big, oltre ad APPLE (questa notte), a me interessa in particolare YAHOO!, poi ci sarà Qualcomm, Amazon, Amgen, Caterpillar etc etc... Seguiranno le europee, su tutte, NOKIA, giovedì, qui come sapete, sono in gioco personalmente. Com'è tutto diverso oggi, non vi pare? Vuoi vedere che anche questa volta, il Volpino salverà la sua pelliccia?;-)
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07 gennaio 2012

UNICREDIT - Nel 2007 a 60 euro, la volevano tutti!

Primavera 2007, meno di 4 anni fa, ma già un'altra epoca, le banche veleggiavano, la finanza riluccicava tra lussi e bonus, quotazioni che si gonfiavano come palloncini, e che come palloncini poi sono esplose. Dolori per tutti, per azionisti, risparmiatori, correntisti, ma non per i banchieri, che di lussi e bonus hanno continuato a vivere grazie ai "sussidi" statali e istituzionali. 4 anni fa, come nell'era della "Bolla Internet", se non possedevi azioni bancarie eri un pirla, uno sfigato del trading, un calimero dell'azionario. Le quotazioni salivano costantemente, ti chiedevano consigli sui titoli, rispondevi "no, meglio non rischiare, sono troppo care", il giorno dopo il titolo saliva ancora, il lettore ti insultava e cambiava zona. 4 anni fa non avrei potuto immaginare quello che sarebbe successo allo scoppio della "Bolla Finanziaria", ma di una cosa ero certo, che le azioni bancarie erano da evitare (se mai andarci al ribasso) e che dopo la mietitura, sarebbero diventare azioni da trading, ma non da cassetto. Alcuni lettori mi scrissero chiedendo consiglio sui titoli bancari, cosa comprare? Unicredit a 60 (l'attualizzazione dopo il reverse split), non erano un limite, non era una spia d'allarme, bensì era il solito miraggio del facile guadagno e dell'ingordigia, voglio di più, voglio correre, spingere a tavoletta, davanti ho un'autostrada, ma non mi rendo conto che mi sto avvicinando a un burrone. Non potevo essere così stupido dal consigliarne l'acquisto, quindi, in qualsiasi situazione di portafoglio e di performance, la risposta più agevole era: "VENDERE". Tra le email che ricordo e che sono riuscito a trovare, vi è questa:
"ciao buddy sono F. il neo dottore che ti aveva scritto qualche mese fa chiedento lumi su unicredit. bene...io non sono ancora uscito nonostante avessi avuto una fantastica occasione quando poco prima di natale era tornata a 6,22!!!!!!! cazzo quasi mi mangio le mani ...ero tornato pari. 6,22 mio prezzo di carico. ora sono qui perso a leggere ogni genere di infausta notizia. ti prego dammi un consiglio. devo uscire ora???e perdere (sono 6 mila euro ) ti prego ho bisogno di un tuo aiuto. ho paura che a tenere in questi mesi scendano ancora molto ...non so. fammi sapere qualcosa al più presto ciao e grazie buddy F. milano"

Non era facile vendere in perdita, la seconda fase dopo la paura, è la speranza di recuperare, così è stato. In quel momento ti arriva la mazzata finale. Non credo che F. sia ancora un lettore, ma io spero, e non lo scrivo per piaggeria, che sia riuscito a salvare parte del suo capitale, non tanto per il denaro in sè, ma perchè psicologicamente, una perdita di questo tipo, si tramuterebbe in una ferita difficile da suturare.

"lo so che avrei dovuto ascoltarti od è proprio per questo che mi spiace ancora di più. comunque grazie per il tuo ennesimo aiuto. terrò ....e incrocio le dita sperando che non tracolli il tutto! ciao e grazie sei stato preziosissimo F."

Ora UNICREDITO non la vuole più nessuno, questo non vuol dire che automaticamete il titoli deve tramutarsi in un'occasione d'acquisto o che la situazione si capovolgerà, nè tantomeno che il titolo potrà ritornare a quelle quote. A 60, ma nemmeno a 30, ci vorrà una generazione per il recupero, e non è detto che accada, perchè la situazione potrebbe avviarsi verso un mondo sconosciuto e anomalo. Ma per chi possiede UNICREDITO, l'aumento di capitale potrebbe diventare un'allettante occasione di investimento a prezzi scontati. Comprarlo a nuovo ora? Perchè no, non è tra i miei titoli preferiti, ma compresso com'è, potrebbe regalare una bella soddisfazione tra il 2012 e il 2013. Ripeto che preferisco altri titoli, ma se nel 2007 consigliavo "VENDITA SECCA", oggi si può incominciare a guardare e a scegliere. Mi piacerebbe leggere, tra voi lettori, altri racconti relativi a quell'epoca, senza vergogna, gli errori li abbiamo commessi tutti, raccontarli può essere utile a se stessi e alla comunità che dalla lettura può imparare ed evitare...
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25 maggio 2011

Boiler Room - BUONGIORNO... NEW ECONOMY, SE LO DICE IL SOLE24ORE...


Attenzione l'Oro è in bolla, no lo è l'Argento, anzi la bolla è sul credito, sbagliato la bolla è sulle Materie Prime, contrordine c'è una bolla sulle Energie Alternative... Bolla di qua, bolla di là, non vi sembra che questo termine, come spesso accade nella nostra quotidianità verbale, sia ormai fin troppo abusato?!
Bolla o Balla?!
A mio avviso, in questo momento, sul mercato non c'è nessuna bolla, mi riferisco ai palloncini che diventano mongolfiere e che quando esplodono a New York, il boato si propaga e fa tremare i mercati di tutto il pianeta.
Si è quotata LINKEDIN, nel primo giorno di quotazione ha fatto subito il botto, gli "invidiosi", quelli rimasti a bocca asciutta, l'hanno subito (con grande originalità) etichettata come nuova bolla. Peccato che fino all'altro ieri, doveva esserci prima quella sull'Oro, sulle Biotecnolgie e sulla Green Economy, come al solito succede che le sorprese arrivano dove meno te l'aspetti. Quello che più mi sorprende è che proprio Henry Blodget abbia caldeggiato fortemente il titolo, il lupo perde il pelo e non il vizio, manca solo il ritorno di Frank Quattrone e Mary Meeker, e siamo di nuovo al completo. Undici anni sono passati e non è cambiato nulla;-)
Ieri si è quotato al Nasdaq il titolo YANDEX, denominata la "google russa", altri fuochi d'artificio, risultato della prima seduta: +58%.
Il Sole24Ore di oggi, analizza le varie reazioni di mercato, soffermandosi sui multipli delle matricole e facendo un interessante ed originale paragone con la nostrana BUONGIORNO che tra l'altro, a livello di business è anch'essa esposta in America. La domanda che si pone il giornale è più o meno questa: "se gli investitori si strappano letteralmente i titoli LINKEDIN, portandoli a multipli stratosferici, perchè non dovrebbero fare lo stesso con il titolo Buongiorno, che a differenza delle americane, quota a prezzi stracciati?!"
La stessa domanda me la pongo anch'io, tra l'altro questo è uno dei titoli che ho segnalato spesso negli ultimi mesi. A differenza di AEFFE, su BUONGIORNO mi espongo dicendo che qui siamo solo all'inizio, e se superessa 1,45, non dico che si vada in orbita a raggiungere LINKEDIN, ma si inizia a viaggiare pestando l'acceleratore...
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03 maggio 2011

Buddy Fox - Pollastro allo spiedo

(CLICCA PLAY X VEDERE IL VIDEO)
...in chiusura dei mercati europei, c'è stata un'improvvisa ondata di acquisti sull'Euro. Ero pronto a scrivervi: "correzioncina già esaurita, c'è gran voglia di salire". Il pezzo era già pronto in testa, ma prima dovevo agire, ed infatti sul fischio finale, ho aumentato le mie posizioni rialziste. E' arrivato il pollo! Un bel pollastro, domani infatti mi metteranno in batteria, mi faranno ingrassare e poi mi spenneranno per mettermi allo spiedo. Buddy Buddy, siamo nel Duemila, gli anni Novanta sono passati, il mercato è cambiato. Sono incorreggibile, d'altronde sono nato in quegli anni e lì mi sono formato, gli anni Novanta sono nel mio dna operativo finanziario. Wall Street sta accentuando la discesa, per carità, nulla di grave, però non vi nascondo che mi aspettavo qualcosa di diverso... perchè dovrei raccontarvi che l'avevo previsto? Questo blog non avrebbe senso nella menzogna...
In ogni caso, pollastro o non pollastro, io voglio trasformarmi, e diventare "Super chicken", la realtà mi mette in bilico (sempre per il breve, lo devo precisare), ma io voglio credere che questa correzione sarà diversa dalle altre, breve, già in esaurimento, e questa volta si vada verso i massimi di periodo. Rispetto a ieri posso calibrare e restringere il livello, basterebbe superare 22,500 per avere la certezza. Il tempo è agli sgoccioli, non sono ammesse esitazioni...
Il fiume del lungo termine rimane invariato (vedere post sotto)
Ps. Qui sotto, tanto per recuperare il terreno perduto, vi ho riportato 3 articoli andati in edicola su Panorama Economy, sono in ordine, troverete le relative date. Anche se datati, credo che gli spunti possano sempre essere utili, se non altro per dire: "è arrivato il pollastro!";-)


06/MARZO/2011: "“La notizia sulla mia morte è alquanto esagerata”, se l’Euro avesse la possibilità di parlare, citerebbe Mark Twain. L’Euro è morto, brindava la speculazione! Lo ricordate il pranzo dell’8 Febbraio 2010, un gruppo di Hedge Fund, capitanati dal maestoso George Soros Fund, si riuniva in segreto nel quartier generale di Manhattam, per concertare l’attacco all’Euro. Sappiamo quali sono state le conseguenza di quella cospirazione, tutto sembrava compromesso, molti economisti teorizzavano un Euro spezzatino, altri la disintegrazione del progetto. Un anno dopo, successivamente ai salvataggi di Grecia ed Irlanda, ed alla denigrazione dell’Europa con l’epiteto di PIIGS, l’Euro è ancora più alto, dal minimo del 2010 di 1,19, siamo di nuovo oltre 1,40. Cara speculazione, il funerale è rinviato. La colpa è di Trichet, è bastata l’allusione ad una prossima campagna di aumento dei tassi, per far volare la moneta unica. Può il ritocco di 0,25 punti, annientare la potenza di fuoco e la volontà dei nemici dell’Euro? Quello che non può la disordinata Europa, può certamente l’arsenale atomico della Fed, dove Bernanke ha deciso di usare armi convenzionali e non convenzionali, pur di rianimare l’economia e l’occupazione americana, anche a costo di far esplodere l’inflazione, e quindi una futura campagna di aumento dei tassi made in USA. Più che alla fantafinanza, ed alle fantaprevisioni, meglio riagganciarci alla realtà dei classici, negli ultimi mesi, abbiamo potuto osservare quanto l’economia USA stia riaffermando la propria elasticità e potenza economica, sorprendendo gli scettici soprattutto nel comparto manifatturiero (gli indici sono ai massimi da più di 10 anni), questo è un punto di vantaggio per il Dollaro, dall’altra parte abbiamo la curva dei tassi, inclinata al rialzo nell’Atlantico europeo, mentre dalla parte americana si assiste ad un continuo appiattimento verso il basso, grazie all’opera di QE parte seconda. Questo è il vantaggio europeo che pareggia la partita tra le due valute. Quale futuro quindi per il rapporto Euro/Dollaro? In quindici anni di operatività personale sul cambio, non ho mai visto un contesto previsionale così difficile. Proprio ora che il Forex cerca una larga diffusione operativa tra i piccoli trader?
Dopo l’immane movimento del 2008, l’opera di deleveraging, ora i rapporti valutari principali, devono riassorbire parte della caduta.
Secondo John Taylor (gestore di Ifec, il più grande Hedge Fund sulle valute) il Carry Trade, la moda che ha imperversato dal 2000, fino “all’implosione Lehman”, è tornato, e durerà per qualche altro mese, stimando un picco Euro/Dollaro a 1,45 per il mese di Giugno.
Personalmente, rimango coerente con quanto scritto nelle mie “10 previsioni” di inizio anno, ad ogni rafforzamento dell’Euro, mi riempirò di Dollari, a maggior ragione sopra 1,40, basta avere pazienza..."


13/MARZO/2011: "In principio fu la STET, mentre negli anni ’80 gli USA “spacchettavano” il dominio della AT&T, negli anni ’90 l’Italia dimostrava il suo ritardo, fondendo le 5 società del gruppo Iri-Stet, facendo nascere la monopolista Telecom Italia.
Nell’Ottobre del 1997 arriva il grande passo, il Tesoro annuncia la privatizzazione di Telecom Italia, sembra l’inizio di un grande consolidamento, ed invece sarà il caos, Telecom Italia da quel momento in poi vivrà nell’irrequietezza, sarà costantemente terrà di conquista, un territorio agitato ed instabile quanto il Giappone, scosso da continui terremoti societari.
La privatizzazione dal punto di vista proprietario è un insuccesso, il cosiddetto “nocciolo duro” e poco più grande di un pinolo, il 7% circa passa alla famiglia Agnelli, l’amministratore delegato è Bernabè, personaggio scelto dopo i successi all’Eni. Il titolo sonnecchia per molti mesi, scontentando i primi coraggiosi risparmiatori che poi saranno soprannominati “parco buoi”, ma nel 1999 arriva l’imprevista invasione, lo sconvolgimento dell’etablissement italiano, dalle province come barbari della finanza, arriva la “razza padana”, alla cui testa due nuovi capitani di ventura: la mente Colaninno ed il braccio finanziario Gnutti. Le quotazioni esplodono, prima grazie al lancio dell’Opa e successivamente con il lievito della “bolla internet”, toccano i 20euro, tanto che sullo slancio Milano Finanza fa una copertina euforica sia sulla Telecom che sulla figlia SEAT, con target stellari. Ebbene, quelli saranno i massimi che oggi sono lontani anni luce, viviamo in un’altra galassia. La “razza padana” sarà l’illusione e la madre di ogni problema: il Debito.
Da lì in poi per Telecom sarà un susseguirsi di regni colmi di sofferenza, chi ricorda l’incursione di Beppe Grillo all’assemblea del 2007? Segue la confusione del Tronchetto dell’infelicità, ingrassa le proprie tasche con le cedole, ma aumenta il peso del debito, fino al ritorno di Guido Rossi, il “privatizzatore”, ora “traghettatore”.
Si arriva ad un nuovo nocciolo, sempre senza maggioranza, la proprietà e condivisa tra il colosso spagnolo Telefonica e la finanza padrona italiana (Generali, Mediobanca, Intesa) il patto prende il nome di TELCO, la classica scatola italiana che controlla senza maggioranza, il “pinolo” questa volta è noce. Indovinate chi viene nominato Amministratore? Bernanbè secondo, il ritorno.
Movimenti societari che hanno un unico scopo, preparare la sposa al grande matrimonio, o meglio all’inghiottimento in Telefonica, nella primavera del 2010 sembra tutto pronto, ma il caso “Telecom Sparkle” blocca tutto.
Sembra l’inizio di un nuovo incubo, la società rimane all’interno di un tunnel infinito, ma Bernabè nella tempesta si dimostra un capitano saggio, migliora un debito ancora devastante, ed all’inizio del 2011 cala l’asso raddoppiando i profitti, soprattutto grazie alle vitamine Sudamericane. Il Debito è la zavorra che condizionerà ed affaticherà il nostro presente ed il nostro futuro a breve, e sarà il macigno che farà arrancare tutte le aziende che hanno abusato della finanza, ma Bernabè sembra aver trovato la via verso la sferzata.
Telecom finalmente si risveglia, dopo anni di continue delusioni, gravate da crisi economiche e finanziarie generali, il titolo non è mai riuscito ad approfittare dei cicli toro successivi allo scoppio della “bolla Internet”, ora sembra finalmente arrivata la svolta grafica, sopra 1,25 potremmo finalmente aspirare a vedere il 2 come cifra iniziale, una “vetta” che non si toccava da quattro anni. All’interno del patto si lotta ancora sulle nomine nei consigli, sono di ieri le nuove nomine tra cui spunta il nome di Luca Luciani, il grande motivatore, lo ricordate? Quello della vittoria di Napoleone a Waterloo. Sembra un cattivo presagio, ma il nocciolo duro, avendo in carico il titolo a prezzi doppi, ha l’unico interesse nel rivedere il profitto, prima del prevedibile ed ipotizzabile grande matrimonio.
Un’altra stella abbandona il cielo di Piazza Affari? Eravamo la terra della “dolce vita”, dopo l’Opa Bulgari il dolce diventa sempre più amaro. Non ci rimane che l’alimentare, ma anche l’abbondante frigorifero italiano sembra sotto attacco. Bondi, il grande risanatore, sta per essere accompagnato all’uscita, la solita riconoscenza. Pensiamoci bene, prima di piangere sul latte versato..."


20/MARZO/2011: "Settembre 1985, Plaza Hotel di New York, si riunisce il G5 (attuale G7), al cui comando vi era un’America pronta a rilanciarsi in un’enorme ripresa, in quell’evento storico il Giappone (potenza economica ma non politica) fu costretto ad una robusta rivalutazione della propria moneta. L’incontro del Plaza Hotel rimane una pietra miliare nella storia delle monete, un evento simbolico dell’egemonia americana al suo apice e del carisma di Reagan. Pensate che prima di quell’incontro il cambio Dollaro/Yen batteva 250, ovvero 250 Yen per comprare 1 Dollaro. Oggi siamo a 80.
Ci sono momenti nella storia dei mercati, che tracciano solchi e costruiscono corsi dove le future quotazioni scorreranno, oltre al “Plaza Hotel” ricordiamo: Bolla immobiliare di Tokyo Dicembre 1989, Terremoto di Kobe 1995 e Tsunami 2011. Tutti hanno un unico comune denominatore: il Giappone. Ogni momento sopra elencato ha segnato svolte storiche del mercato, nel Dicembre del 1989 il Nikkei (indice di borsa giapponese) segnò il top storico, sfiorando quota 40,000. Il terremoto di Kobe fece rivalutare lo Yen contro il Dollaro fino a 79,80. Il tragico presente, lo Tsunami del 2011 potrebbe condensare tutto quello che abbiamo visto negli ultimi 16 anni: potenziale minimo sul Dollaro/Yen e sul Nikkei.
I segnali? Quanto è accaduto nella notte tra il 16 ed il 17 Marzo, e successivamente nell’alba del 18. Un contrattacco concertato delle principali Banche Centrali mondiali, contro la speculazione che aveva spinto il cambio fino alla quota storica di 76,30 (livelli da Seconda Guerra Mondiale), una mossa talmente potente da far rivalutare il cambio di 5 figure nell’arco di poche ore, una potenza monetaria devastante.
Nei prossimi giorni, probabilmente assisteremo a nuove forzature di quota 80, il debito ed i costi da ricostruzione, obbligheranno ai rimpatri, ma la mossa di caratura internazionale ha tracciato i corsi, ma il Nikkei, dove andrà? Per l’indice giapponese la partita è un po’ più lunga e dolorosa, l’atterraggio è previsto a quota inferiori alle attuali. Sono pronto, la battaglia di spade sarà a quota 7,000.
Nelle mie previsioni di inizio anno, ero favorevole in questo 2011, ad un rialzo del Giappone. Non tutto il male vien per nuocere, il 2011 potrebbe essere il vero rilancio dell’indice dopo 22 anni di sofferenze. Se non sarà il 2011, sarà per il 2012, 7,000 con eventuali sforamenti da panico è la “mia” quota, se ci arriveremo, mi tapperò occhi ed orecchie, ed entrerò massicciamente, da lì arriverà la mia futura pensione.
BOILER ROOM: Banche, sempre e soprattutto Banche, questo è il tema dell’anno, se lo è per l’Europa, ancor di più deve esserlo per l’Italia; BUONGIORNO, dopo la correzione per rifiatare, ora arriva il rilancio grazie agli accordi internazionali, sopra 1,30 arrivano nuovi massimi; SOPAF, ad inizio anno ci aveva illusi, poi si è sgonfiata, ma 0,08 è la rampa di lancio, inizia il conto alla rovescia..."


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04 marzo 2011

Buddy Fox - PININFARINA, UNA DELLE TANTE BOLLE?


Bonjour! Giornata molto volatile quella di ieri, soprattutto a Piazza Affari, visto che l'Europa centrale, ha solo sbandato sulle notizie relative ai tassi d'interesse, quello di Trichet è un annuncio che non stupisce, come già vi avevo scritto, il dito era già sul grilletto da tempo, ed ormai fremeva, come al primo appuntamento d'amore, non vedi l'ora che arrivi, e della rigidità monetaria, Trichet, la BCE, i tedeschi, sono incurabili innamorati. Londra si è totalmente d'isinteressata alle scaramucce europee, anche perchè, essendo più legata all'America, ha seguito perfettamente, l'inaspettata impennata di WALL STREET. Piazza Affari ha sofferto più di tutti, forse a causa dei bancari, forse a causa delle preoccupazioni relative ai tassi d'interesse, visto che ancora veniamo etichettati come uno dei PIIGS, quindi paesi a rischio, anche se, a dire il vero, l'unica borsa che ha accompagnato la nostra debolezza, è stata quella di Madrid. Niente Atene, e nemmeno Dublino, un ribasso che quindi puzza di tranello. E' proprio per questo che voglio seguire la tendenza primaria (rialzista), piuttosto che perdermi nel breve e snervante zig zag, poco profittevole, molto deleterio, soprattutto per lo stato di salute mentale.
L'unica cosa che mi preoccupa di questo Toro incipiente, lievemente sporcato dalle schizzate di fango Nord Africane (macchie nere ed oleose), è l'impennata del Nasdaq di ieri: oggi uscirà il dato sulla Disoccupazione USA, sempre (mai come oggi) molto attesa, il rialzo di ieri aumenta le aspettative e questo mi fa temere un "sell the news". L'alternativa? Un dato deludente che fa partire le quotazioni in forte ribasso per poi recuperare, oppure un altro gap rialzista che porterebbe mille dubbi e preoccupazioni. Stappiamo o strappiamo?! Molto dura, ma tengo in testa le corna del Toro, male che vada, visto che è ancora carnevale, passerò per essere un vikingo, anche se gli svedesi sono sempre più fuori moda...

Riprendiamo con la pubblicazione dei numeri usciti in edicola, sono molto indietro, devo recuperare, quello che vi propongo oggi l'ho scritto il 16 GENNAIO, il tema trattato sono le bolle del passato, agganciato a quel lampo che fu... PININFARINA.
Ricordate? Nei forum si scriveva di Bollorè, nei messaggi scorreva più elettricità che nelle centrali dell'Enel. Qui invece si abbassava il voltaggio, uscito sopra 7, dichiaravo di essere molto prudente, "comprerò quando il titolo tornerà a raschiare sotto i 6 euro...". E' passato più di un mese, il titolo è tornato in letargo, siamo tornati intorno ai 6 euro, e da qui riprende l'opera di accumulo, confidando in prossime mosse, perchè la partita non è affatto abbandonata, anzi è appena iniziata...


16/01/2011 "La bolla dei tulipani, con un grafico esemplare Gordon Gekko catechizza il giovane Jakob, dimostrandogli quanto possa essere assurda, ma al tempo stesso ingorda, l’umanità davanti al denaro. Quella dei tulipani è stata la bolla più grande della storia, quando un solo bulbo era arrivato a valere quanto un abitazione, per poi miseramente crollare, rovinando intere famiglie. Nella crisi del 2008, un esercito di risparmiatori, giurò che mai sarebbe rientrato in borsa, molti avranno pensato “se i miei titoli tornano alla pari, esco e mai più!” Forse erano gli stessi delusi dallo sboom della Bolla Internet? Ed erano gli stessi del crack del 1987? Credo di no, a quel tempo i piccoli risparmiatori erano assai rari. I sentimenti, come sappiamo, volano trasportati dal vento, questo accade nella vita, ancor più in borsa, e basta poco per tramutare la rabbia e disperazione, dapprima in euforia, e successivamente in bramosa avidità. Eravamo veramente in pochi, all’alba del 2009, a credere in questo rialzo, ma è bastato qualche slancio di ebbrezza, per riaccendere quella che sembra diventare la pericolosa esuberanza irrazionale. Pininfarina è il primo oggetto del tripudio, il titolo che in questo inizio 2011 sta accendendo animi un tempo sopiti.
Come tanti piccoli indiani, i traders lanciano segnali di fumo, stiamo tornando nella grande valle, il luogo d’incontro sono i forum finanziari, al posto dei tamburi, hanno dei computer portatili, dove tamburellare le loro emozioni e scaricare l’adrenalina.
Pininfarina vola, la rabbia e la disperazione, sono ricordi lontani. Mercoledì 12 il titolo vola in apertura a +14%, ennesima sospensione al rialzo, siamo a 7,50, io vendo, Buddy Fox esce con una forte plusvalenza. Ero entrato nel titolo ad inizio anno, mi ero ripromesso di comprare il titolo migliore della prima seduta del 2011, ed ora con un +70% esco. Nei forum sono galvanizzati, Pininfarina andrà a 12! Chiamate gli ospedali e preparate molte barelle, arriveranno presto i primi feriti.
Pininfarina chiude la giornata in ribasso, con un’escursione superiore al 20%, ma i piccoli indiani non demordono, arriverà Bollorè, no saranno i cinesi a farci volare. E’ straordinario come cambi il pensiero comune della gente, per gli imprenditori i cinesi sono il nemico, per i traders sono i salvatori, ma lo sappiamo, i risparmiatori non hanno bandiera, non hanno nazione, ma un unico vessillo: il denaro.
Pininfarina dopo alcuni svolazzi, trova il suo punto di equilibrio in zona 6, il mio primo target, ora dovrà stazionare, logorare anche i più incalliti, e se tiene questa zona, presto riprenderà la corsa, fino a 9 ci possiamo arrivare. Bollorè o la Cina, non so quali siano le vere motivazioni, la realtà è nell’incipiente rialzo che presto ci travolgerà. Pininfarina sarà solo uno dei tanti temi che animeranno i tanti piccoli indiani che rivivranno una nuova euforia. Buddy Fox diceva: “la vita si condensa in pochi momenti”, e questo è uno!
BOILER ROOM: FIAT ci ha fatto gioire nella seconda parte del 2010, ma ora è da accantonare, la vera scommessa è il rilancio dei bancari; SOPAF mercoledì 12 ci ha fatto gioire con un +22%, ma per il sottoscritto è solo l’inizio, mi aspetto un rialzo pirotecnico, a quella percentuale io aggiungo uno zero; ISAGRO potrebbe essere una delle tante stelle, non per niente appartiene al segmento STAR, sopra i 4 euro volerà".

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24 febbraio 2011

Guasto a Piazza Affari - SONO GLI EVENTI A MUOVERE LE QUOTAZIONI, O LE QUOTAZIONI A DIRIGERE GLI EVENTI?


Una delle proteste più assurde, ma al tempo stesso divertenti (è il folklore borsistico) che ho sentito, in merito alla giornata guastata in Piazza Affari, l'ho sentita alla radio: "Piazza Affari oggi dovrebbe rimanere aperta fino alla chiusura di Wall Street, così potremmo recuperare il tempo perso". Forse è andata meglio così, visto che Wally è andata con il tempo peggiorando, chiudendo sui minimi, quindi per Piazza Affari non ci sarebbe stato nessun recupero, semmai un peggioramento. A parte le battute, l'ascoltatore dimentica che le borse non sono un centro di produzione, dove il tempo è neccessario materialmente per produrre, più è il tempo, maggiore è la possibilità di produzione, le borse invece sono luoghi di scambio, ovviamente, più è il tempo, maggiore è la possibilità di scambiare, ma essendo ormai tutto elettronico e tecnologico, vi è la possibilità di concentrare ordini che altrimenti sarebbero stati dilatati. Dimenticando che in Borsa, non sono anomale giornate in cui gli scambi sono molto carenti.
Il guasto di Piazza Affari è riuscito anche ad alimentare il fenomeno di complottismo, pratica tanto cara a Mourinho, che in Italia, non solo ha fatto proselitismo, ma ha avvelenato un clima già spiacevolmente inclinato verso il dietrologismo.
A questo punto, è lecito chiedersi: ma se Piazza Affari Martedì 22 Febbraio avesse funzionato regolarmente, cosa sarebbe successo?
Molto probabilmente, avremmo vissuto un'apertura in panico, una caduta, ma chi potrebbe contestare un successivo recupero? In fondo, nei giorni successivi, non abbiamo vissuto nessun rimbalzo, anzi, l'apertura di oggi, probabilmente compensa (abbiamo sfiorato l'importante quota dei 21,700 di FTSE MIB), quanto non è accaduto Martedì, la seduta del giallo a Piazza Affari.
Il passato è sempre prodigo di insegnamenti e dispensatore di saggezza, mi vengono in mente i giorni tragici del 2001, la caduta delle due torri, la catastrofe del WTC. In quei giorni di panico, paura, dolore e costernazione, si decise di chiudere WALL STREET per una settimana, si trattava di un'emergenza, un caso totalmente diverso dall'attuale, un paragone assurdo? In apparenza. La chiusura di Wall Street, non fu solo un'emergenza, una precauzione per evitare ulteriori tragedie, una misura di sicurezza, fu deciso anche per placare l'emotività, arginare il panico e attenuare l'istinto irrefrenabile alla fuga dal rischio e da qualsiasi cosa potesse rischiare un apparente fallimento. I giorni successivi alla riapertura del mercato americano, dimostrarono che un processo, qualsiasi esso sia, una volta in cammino, può essere solo rallentato, ma non invertito.
Alcuni si illudono che senza il WTC 2001, non ci sarebbe stata nè la (mini) recessione del 2001/2002, nè i crolli, dovuti soprattutto a trucchi di bilancio, ed a personaggi che con la finanza, se non etica, ma quanto meno legale, avevano pochi elementi in comune. Altri invece si domandano, ma senza il WTC 2001, avremmo potuto vedere un recupero, seppur lento, dalla BOLLA INTERNET?
E' proprio quest'ultimo il problema, la BOLLA INTERNET, la causa scatenante delle tragedie borsistiche successive, ad ogni rigonfiamento, succede un'esplosione, e più è ampia la circonferenza della bolla, e quindi dell'eccesso, più sarà doloroso e devastante la successiva esplosione. Senza il WTC 2001, avremmo avuto una sola differenza, la lentezza dello sgonfiamento, e probabilmente è proprio la tragedia delle Due Torri, la causa delle successive esagerazioni, la diminuzione dei tassi a livelli storicamente bassi, e la conseguente BOLLA IMMOBILIARE.
Capire i corsi principali, sentieri già tracciati, da individuare, comprendere ed interpretare, credo sia questa la più grande sfida.
Quello che è sorto con il 2009 è un SUPER RIMBALZONE che fino ad ora ha superato ed è sopravvissuto a: CRISI ECONOMICA, DEFAULT DUBAI, CRISI DEBITI SOVRANI, ATTACCO ALL'EURO, CRACK GRECIA, CRACK IRLANDA, RIALZO DELL'ORO, SCANDALO GOLDMAN SACHS ed al momento non ricordo il resto...
E nonostante tutto siamo ancora vivi, il Toro non cade, i listini mondiali sono più alti di un anno fa, Piazza Affari arranca ma ci prova, ed alcune borse valgono il doppio rispetto al Marzo 2009, l'arcinota ZONA LEHMAN.
Dopo aver superato la Tunisa, aver accelerato con l'Egitto, sopravviveremo alla Libia?
Una verità non esiste, possiamo solo fare previsioni (per quel che possono valere) ed esprimere delle opinioni. Per quanto ho finora scritto, io ci credo fino in fondo, e queste pause, qualsiasi sia la scusa a cui aggrapparsi, sono imprevedibili e fanno parte degli inciampi di percorso.
Quello che mi fa specie è sentire il lamentarsi per quanto accaduto Martedì in Piazza Affari, un guasto che annega nel sospetto, che porta al complottismo e che rovina l'operatività ed i guadagni accumulati da molti. Anche Mourinho contro il Lione si è lamentato dell'arbitraggio, per lui una consueta abitudine, invece di analizzare la crisi del suo gioco, mettere in discussione il suo operato di allenatore a capo di una squadra un tempo galattica, è più facile trovare un colpevole all'esterno.
Siamo in questo sistema, e dobbiamo essere consapevoli che non ci sono verginelle, che esistono inciampi, leciti o poco leciti che essi siano, nessuno ci obbliga ad operare sui mercati, conosciamo le regole e le non regole che fanno parte di questo oscuro mestiere. E' ovvio che ci sarà chi guadagnerà da questi "vuoti" e chi ci perderà, il "parco buoi" sarà sempre tosato, ma con esperienza è anche possibile limitare la mattanza e molte volte, un attesa non è sempre foriera di cattive notizie, a volte una mancata azione, può diventare una buona azione...

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14 aprile 2010

LA PEPITA - Basicnet (SUPERGA) la scarpa con le ali


Come i più fedeli hanno già notato, in questo anno di "Super Rimbalzone" mi sono limitato nella segnalazione dei titoli, ho preferito seguire il grande (e soprattutto inaspettato!) movimento, scrivere della mia nuova esperienza, del mio atteggiamento, delle mie riflessioni... i titoli li segnalavo in privato ai miei clienti ed a chi mi scriveva via email.
Ricordo che alla fine dell'anno scorso, qualcuno mi ha chiesto un titolo sicuro (il termine magico;-)) su cui investire. Mi è venuta spontanea la risposta più banale del mondo della borsa: "le certezze non esistono, in borsa meno ancora, ma se dovessi scegliere un titolo, bello, prenderei BASICNET, sopra 2 euro volerà!". Ovvio, PER ME volerà, è sottointeso, ma in questi casi è meglio specificare;-)
Basicnet fece parte dell'orgia euforica rialzista di fine anni Novanta, la bolla internet. E che centra la moda con la tecnologia direte voi... e giustamente. Centra o meglio centrava, perchè l'inebriazione come in ogni sbornia porta obnubilazione, annebbia e confonde, infatti rileggete il nome dell'azienda, BASICNET, era sufficiente il suffisso NET per far esplodere un titolo ed accomunarlo all'allegra compagnia tecnologica.
BASICNET fu protagonista di un altro rialzo fasullo, durante i mondiali in Giappone/Korea, gli azzurri erano sponsorizzati da Robe di Kappa, marchio facente parte del gruppo sopra citato. Bastò questo, in un mercato asfittico, nella calura estiva, afflitto dalla frenata economica e dagli scandali aziendali Enron e Worldcom, per accendere una piccola fiammella speculativa sulla società di abbigliamento sportivo. Una fiamma spenta immediatamente, dalla cocente delusione azzurra.
Oggi Basicnet, dopo l'acquisto del marchio Superga, è un'azienda solida, che già da tempo ha delocalizzato e spostato gli investimenti nel Sud Est Asiatico. Superata la grave recessioni con forza maggiore e prezzi ben più alti. Ad aumentare l'interesse sono le voci di possibile scalata. Poco importa, ora, perchè il titolo dopo aver sfondato quota 2, ha ballato, rientrato (quindi tutto il tempo per una gestione ordinata) ed oggi è arrivata a quota 3 euro. In una borsa rallentata, che da inizio anno fa un misero 1% di rialzo, il titolo va forte con un +50%.
Ora, non mi interessano i ringraziamenti, non mi interessano le parcelle o sapere quanto avete investito o guadagnato, ma mi piacerebbe sapere dai fortunati, come hanno agito, se le hanno comprate, come le hanno gestite, se hanno realizzato un sogno, se sono soddisfatti, come hanno vissuto l'esperienza etc etc...
Perchè, vi sembrerà strano, a me non interessano i vostri soldi, a me interessate Voi...
Dimenticavo, se per caso vi capitasse di vedere una persona con ai piedi le scarpe della foto in alto... quello potrei essere io;-)))
Ps. vi piace il titolo "La pepita"? E' in prova, come al solito, se avete idee migliori sapete dove trovarmi;-)



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