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17 febbraio 2016

Panino e Listino: LA BUDDYBANK SFIDA LA CRISI DELLE BANCHE (Giovedì 18 Febbraio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Alla fine la banca e non la barca, me la sono fatta!
Ma proprio ora che tutto torna a colare a picco, e che proprio le banche sono al centro di un'altra crisi finanziaria dovevano farmi la banca personalizzata? Come fa quel detto, se le cose sono facili non mi piacciono.
Ed è per questo che sento il mio cuore battere per Ranieri e per il suo Leicester, per quest'anno, fino alla fine il motto deve essere: siamo tutti Leicester. La classe operaia, per una volta, può sognare il Paradiso e ci può credere.
Sono sempre stato così, partire anche in svantaggio, scegliere le cose più difficili, aiutare i più deboli, accettare le rincorse e pedalare in salita, solo così arriva la soddisfazione, quella sudata, quella che puoi assaporare solo se hai fatto la gavetta. Altrimenti non avrei mai accettato la sfida di questo blog, sempre e solo sommerso da valanghe di critiche.
Qualcuno ha visto il film "THE BIG SHORT", volgarmente tradotto in "La grande scommessa"?
Michael Burry finchè faceva il suo compitino di ordinaria amministrazione e soprattutto finchè guadagnava, non aveva noie, oltre alle solite di chi non è mai soddisfatto solo perchè non sa cosa veramente vuole, ma appena usciva dai margini, andando oltre l'immaginabile dai comuni mortali, ecco la pioggia di critiche, offese, fughe e abbandoni immediati.
Così va la vita sui mercati, la solitudine è il destino. Quante volte è stato abbandonato Ranieri, quante volte criticato, anche alla Juve, ma lui, nonostante tutto, non ha mai abbandonato il suo stile.
Credo che tra tutte le critiche che ha ricevuto, la peggiore sia stata un complimento e nel momento migliore, "sembra di rivedere Mourinho", immagino che fino alla fine abbiamo mantenuto il suo stile, sorridendo alla lettura di quell'articolo.
Questo è il male di oggi, cercare ovunque e comunque la provocazione e l'originalità, anche a costo di scrivere assurdità.

E tra le tante assurdità che circolano, questa volta ne è venuta in mente una a me, un cambiamento che è una necessità, altrimenti il rapporto si stanca e si logora.
Una cosa semplice, ma che è anche un simbolo: da Trafficantevolpino a PaninoeListino, che ne dite?
Metterò un sondaggio, il blog cambia nome, credo che ora sia diventato doveroso.
Chiedere un referendum mi fa assomigliare a Grillo, fortunatamente o no, a seconda dei gusti, questo non è il movimento 5 stelle, questo posto è un luogo migliore, lontano da certe frequentazioni.
Un'evoluzione (o involuzione?) credo sia necessaria, e per rispetto verso chi ha avuto fedeltà, costanza e pazienza nel seguire in tutti questi anni (ormai sono 12), mi sembra doveroso chiedere la vostra opinione. Poi alla fine farò sempre di testa mia ;)))
A proposito di Panino e Listino, domani in edicola troverete una mia analisi che forse è più un'ipotesi dell'attuale crisi.
Comprare non è stato un male, ma non si canta vittoria, perchè l'attuale crisi potrebbe avere una faccia ancor più feroce di quella che abbiamo visto fino a ora.
Non mancherà la tradizionale parte operativa, con la chicca Bolzoni. 
Ps. per chi è interessato, ho cambiato anche l'indirizzo per seguirmi su Twitter, lo trovate qui alla vostra destra.

11 novembre 2015

Panino e Listino: INFLAZIONE, CHI L'HA VISTA? (Giovedì 12 Novembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Inflazione, la Sciarelli l'ha confermato, sarà la prossima missione di "Chi l'ha visto".
Where is the inflation? Se lo chiedono anche i Black Eyed Peas
Dopo tante ipotesi e teorie, domani su Panino e Listino potrete leggere la mia, molto semplice, quella che ho sempre mantenuto da anni, fin dai primi anni del 2000, quando le maggiori banche d'affari prevedevano il ritorno dei prezzi alti a causa dei numerosi tagli dei tassi effettuati da Greenspan, cosa che non è mai successa, anzi oggi ci troviamo nell'ipotesi opposta. Vi ricordate i primi anni 2000 quando già ai tempi l'economia italiana arrancava, l'unica cosa che non scendeva era l'inflazione, e tutti, dico tutti, ci lamentavamo dei prezzi dei beni, delle zucchine, le ricordate le zucchine? Erano sempre troppo care.
Oggi tutto scende, ogni prezzo, e non siamo contenti?
Non lo siamo, perchè la deflazione porta sfiducia, e la sfiducia fa scivolare facilmente nella recessione/depressione.
Domani su Panino e Listino.

Povero Valentino Rossi, vittima del gran biscotto, questa volta non è maxi bon e nemmeno un prosciutto, ma è il diabolico piano ideato dai tre spagnoli per non fare vincere il grande campione. Tutti stupiti, molti indignati, ma mettetevi nei panni degli spagnoli che giocavano in casa, con il titolo in tasca e con la possibilità di battere il numero 1, non solo del presente, ma della storia del motociclismo, voi al loro posto cosa avreste fatto?
Certo, la scena è stata, a livello sportivo, molto penosa. Sinceramente era la mia prima gara di moto GP a cui assistevo, era l'evento, si credeva nell'impresa e ho voluto crederci, non c'è stata, ma ci ha provato, eccome!
In fondo, lo stesso Valentino non dovrebbe stupirsi, a fine gara ha definito Marquez uno che gareggia solo per farlo perdere. Perchè Valentino, in Italia non è mai successo?
Noi non diamo certo il buon esempio, in principio fu la Juventus, ogni volta che entrava in campo la Signora, soprattutto in campo internazionale, le tifoseria di tutta Italia trovavano improvvisamente pace, si faceva, solo per 90 minuti, il gemellaggio, tutti insieme per sperare nella sconfitta della Juventus.
Poi è venuto Berlusconi, la sinistra litigiosa, trovava l'amicizia sotto l'albero dell'Ulivo, tutti insieme per battere il Cavaliere Nero. Poi è arrivato Mourinho, tutti contro lo Special One, tutti contro di lui, e come dargli torto.
Siamo i numeri uno in questo sport, non si gareggia per vincere, tutti insieme è un'utopia, bensì si spera nella brutta figura altrui, e si fa questo perchè il Paese ha paura di crescere, preferisce rimanere fermo e lamentarsi.
In fondo, io per primo mi condanno e mi sento peccatore, perchè continuo a criticare Renzi e mi lamento dei suoi enormi tentativi di cambiamento, sarà l'età che passa, sarà il logoramento di questo lavoro, ma quanto sento che la prossima opera è il PONTE DI MESSINA, o scoppio a ridere o mi viene da piangere, questo paese non cambierà mai.
La rappresentazione sono i politici, se in Spagna gareggiava il trio Lorenzo, Marquez e Pedrosa, tutti insieme per battere Valentino, qui da noi abbiamo il trio Meloni, Salvini e Berlusconi, il nuovo, insieme per battere Renzi. Chi sta meglio, noi o loro?
L'ultima di Renzi è quella sul petrolio, sono pronti a trivellare l'Italia. Qualche anno fa, se era pur sempre ecologicamente un orrore, almeno economicamente aveva un senso, con un Petrolio in impennata, anche se poco, gli investimenti avrebbero portato una resa. Ma oggi? Con un petrolio regalato, i barili te li tirano dietro, ormai non lo vuole più nessuno, sono tutti orientati verso le energie alternative, persino gli arabi, ti metti a trivellare, a fare un gruviera in un paese bellissimo, ma sempre più fragile?
Siamo a Novembre, con un'umidità pesante, temperature incredibili, un inverno sempre più lontano, un riscaldamento che non vuole ancora calare, e tu, invece di abbracciare l'ecologia, energie naturale di cui l'Italia può essere regina, ti metti a cercare il petrolio?
Che dire, sei un alternativo, un cosidetto contrarian, come si dice in finanza, a questo punto, perchè non osare? Io adirittura mi rimetterei a cercare il carbone.
A questo punto tocca dare ragione a Berlusconi quando diceva "Matteo mi copia". Perchè non ci siamo tenuti l'originale?
 

23 agosto 2015

Calcio d'Angolo (del Volpino): NORMAL ONE, L'UOMO CHE PUO' SALVARE IL CALCIO ITALIANO



 email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



L'avete riconosciuto? Maurizio Sarri, l'uomo che può salvare il calcio italiano. 
Ci siamo lasciati con la Juventus di Allegri, e la sua miracolosa cavalcata in Coppa dei Campioni, chiusa con una finale, persa, ma ben giocata contro il Dream Team del Barcellona.
Non so perchè l'attuale calcio mi ricorda tanto il primo Dream Team della Nba: in Europa arrivavano le squadre di pallacanestro Usa e facevano strage. Gli stessi dislivelli li vediamo oggi nel calcio, grandi e poche squadre, cariche di denaro, e poi un popolo di povertà, squadre che in qualche modo cercano risultati per attirare un compratore, che si compri o qualche giocatore o meglio ancora, l'intera squadra.
La Juventus in finale di Coppa dei Campioni riporta la SERIE A in vetrina?
Non basta un risultato per rispolverare l'argenteria, per una Juventus che splende, c'è un Catania che riporta molte nuvole.
E' ricominciata la Serie A e dalle prime partite, e non mi sembra di vedere nessuna grande rivoluzione: gli stadi continuano a essere una desolazione, cattedrali nel deserto, un feudo di proprietà degli ultrà, del gioco ancora non si può parlare, siamo solo agli inizi, ma dei campi di gioco sì, sempre i soliti campi di patate. Anche se in verità, nel mondo, dove i soldi ci sono (vedi Cina), non si trova tanto di meglio.
Guardate la sigla sopra, 30 anni fa eravamo i migliori, tutte le star volevano venire a giocare in Italia, fosse anche solo alla Fiorentina (che non era quella di oggi), al Verona o all'Avellino, solo per citarne alcune, oggi, le star vanno altrove. Mi ricordo che per leggere dei campionati stranieri, dovevo comprare il Guerrin Sportivo diretto da Bartoletti, c'erano molti bravi giocatori, tipo Butragueno o Sanchez o Lineker in giro per l'Europa, ma la crema voleva sposarsi con la pizza tricolore, a quel tempo il gusto ci stava. Gli altri hanno lavorato, si sono fatti gli stadi, le tv private hanno iniziato a finanziare i campionati, tutto è partito dall'Inghilterra, la stessa terra che per alcuni anni è stata esclusa dalle coppe, quindi una lega senza introiti da partite internazionale. E pensare che noi l'occasione, con Italia '90 l'abbiamo avuta, rifare gli stadi e rimanere tra i migliori se non i migliori, ma Montezemolo e amici hanno fatto quello che 25 anni dopo ancora ci ritroviamo, stadi preistorici, inutili, inadatti, incivili e insicuri, oltre che desolatamente vuoti.
Dicono che quest'anno le squadre italiane hanno ricominciato a spendere (ma non c'era il "fair play finanziario"?), io da Giugno non ho ancora avuto il tempo, o forse solo la voglia, di sfogliare una Gazzetta, lo stesso però mi sono preparato la mia formazione del FANTACALCIO, cercherò di aggiornarmi velocemente.
Sul calciomercato la considerazione più intelligente l'ha fatta Delio Rossi (anche per lui bentornato) "come si fa a iniziare il campionato con il mercato in corso, giochi una partita e quella dopo magari ti trovi come avversario un giocatore che nella precedente era un tuo titolare". Questo è il calcio che piace ai commentatori che non avendo grandi argomenti a disposizione, devono puntare tutto sull'aleitorietà di cui il calciomercato è il re.
Ma quanto era bello il mercato concentrato nel mese di Luglio in un unico luogo di contrattazione? Mi pare fosse il Gallia... Come fa a piacere questa confusione non lo so.
Quello che so è che ora alla guida del Napoli c'è un certo Maurizio Sarri, conoscete il personaggio? Un "normal one" di grande carattere e buon senso, in una piazza molto difficile, dove il buon senso spesso si perde confuso tra le emozioni.
Angelo Sarri, più di una Juventus che va in finale, è per l'Italia un'occasione di ritrovare il calcio d'un tempo, quello che si giocava senza le isterie di gente come Conte e Mourinho, quello del bel gioco e del buon gioco senza sceneggiate e speriamo senza i mille sospetti che da anni accompagnano come ombre il nostro calcio.
Sarri non sarà solo, con lui torna finalmente Giampaolo, un altro che non mette in vendita la dignità, nè con tifosi e nè con presidenti, lui dice: "è come se mi avessero tolto l'ergastolo". Ora vedremo quanto queste anime candide sapranno resistere tra i lupi, Zeman l'anno scorso non ce l'ha fatta e peggio è andata a Zola, al quale per altro hanno fatto fare una figura che non meritava, meglio, molto meglio l'avevano trattata in Inghilterra. E poi dicono che i cervelli, come i piedi buoni, non devono emigrare.

  1. L'unica cosa che consola, è che nonostante tutte queste rivoluzioni, gli spezzatini di campionato, le maglie i palloni e le casacche arbitrali un corredo degli orrori, gli stadi vuoti, le sterili polemiche, il calcio scommesse, l'invasione degli stranieri e tutto quello che anche voi volete aggiungere, nonostante queste involuzioni, ancora, fortunatamente, non riescono a rompere questo giocattolo che ancora riusciamo ad amare: il calcio.

28 maggio 2014

Panino e Listino: MARIO CESAR DRAGHI E CARLO MAGNO ANCELOTTI, ITALIANI REGNANTI D'EUROPA (Mercoledì 28 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Preferisco la coppa" aveva detto e scritto, così è stato. Partita apparentemente noiosa questa finale di Champions, e poi, improvvisamente una raffica di emozioni, ancor più che nella finale tra Bayer e Manchester. L'allenatore conta? Secondo Mourinho è tutto, secondo Ancelotti deve fare il minimo indispensabile per non commettere errori, ma quando vedi 11 tori bianchi caricare fino all'ultimo, fino a che ci sarà fiato, capisci che un allenatore, un certo tipo di allenatore conta, eccome se conta. 11 giocatori non si trasformano in 11 guerrieri se non hanno un condottiero per cui immolarsi.
La scena in sala stampa, la gioia intorno ad Ancelotti descrive un'armonia e una gioia incontenibile, sono i "normal one" devoti al sacrificio e alla pura umanità di trattamento e di comportamento. Carlo Magno Ancelotti, nel calcio, è diventato il nuovo re d'Europa, un comandante dal volto umano.
Ancelotti non è l'unico italiano che l'Europa ci invidia, da molti mesi, in costante fase crescente c'è Mario Draghi, negli ultimi giorni incoronato da Handelsblatt il grande Cesare. Anche la Germania si inchina davanti all'imperatore dell'economia, oggi considerato come l'unica figura capace di salvare e saldare la claudicante Europa.
Questo e altro troverete nel nuovo numero di "Panino e Listino" in edicola oggi su Libero.
Temi operativi come al solito non mancano, titoli e obiettivi di prezzo, tutto su Piazza Affari, anche se a dire il vero, parecchi titoli stranieri ci stanno dando buone soddisfazioni. Se fossimo una squadra di calcio potremmo dire di aver fatto un'ottima campagna acquisti, in stile Udinese: compriamo a poco, venderemo a molto. E magari ci qualificheremo pure per la coppa!

Qui sotto come tradizione troverete il pezzo della scorsa settimana.
Ora partenza, ci rileggiamo presto, prestissimo.







 LIBERO 21 Maggio 2014
Era una sera uggiosa d’Autunno, sulle Borse regnava il panico, la politica era in affanno, la Russia era paralizzata dall’inquietudine, mentre l’economia mondiale rischiava di cadere in recessione. Il mondo e i mercati finanziari hanno il fiato sospeso, un raggelante silenzio in attesa delle parole di un uomo. No, non mi riferisco alla “lunga notte dell’Euro”, né  alle indiscrezioni di Tremonti, di Geithner o degli altri protagonisti del Novembre 2012. La crisi che sto raccontando è quella dell’Ottobre 1998, quando il fondo LTCM rischiò di far saltare il mondo della finanza. Se i mercati finanziari sono tutt’oggi pulsanti, lo devono a una persona: il Maestro Alan Greenspan, all’epoca  considerato, se non la persona più importante, sicuramente la più influente. Greenspan in una sera d’Ottobre riunì attorno a un tavolo un gruppo di grandi investitori e li convinse ad agire. Lui fece il resto, con una scure tagliò violentemente i tassi e compì l’opera. Storie, romanzi e retroscena della finanza, come quello relativo al Novembre nero dell’Euro e dell’Italia del 2012, il complotto che deve fare tanto scalpore, soprattutto nell’imminenza della tornata elettorale. Scalpore fatiscente ed effimero, perché le trame nel mondo della politica e soprattutto della finanza sono sempre esistite e sempre esisteranno: quelle di cui veniamo a conoscenza e quelle di cui non sapremo mai nulla. A conoscenza sì, ma sempre in ritardo, come la riunione che si svolse l’8 Febbraio 2010 a New York, una cena segreta presso un grosso broker di Manhattan, piatto principale del menù: la frantumazione dell’Euro. La leggende narra che a quel tavolo fosse seduto anche George Soros, proprio lui, lo speculatore che nel 1992 affondò la Lira, ci riprovò nel 2010 con l’Euro e oggi tenta di darci lezioni su come uscire dalla crisi. Nel 2010 come sappiamo gli andò male, perché la finanza non fa mai preferenze, colpisce, indistintamente. Sopravvivere è l’unica cosa che conta.
PIAZZA AFFARI: “sell in May and go away” avranno pensato gli operatori all’uscita del dato sul Pil Italia. Chissà perché se gli Usa deludono le stime è colpa del meteo, se capita da noi la colpa è del governo. “Tafazzismo” tricolore. Ora a 20,000 siamo atterrati, un po’ di  su e giù, un po’ di brivido, ma è questa la base da cui ripartire.
BIESSE: una nuova entrata, peccato averla vista solo ora. Ha già corso molto, ma chi ha fatto bene, farà ancora meglio.
ESPRINET: questa è un ritorno. Pronti per la scalata a 9. E sopra si vola a 16, i massimi assoluti.
DEUTSCHE BANK: “è proprio vero che la finanza e gli investimenti tedeschi hanno dilapidato i giganteschi avanzi commerciali”, saggio Sunseri. Chi ricorda l’operazione TMobile (DT) e Voicstream? Le casse della telefonia tedesca ancora sanguinano. Oggi, nonostante la crisi dell’Euro stia passando e nonostante lo stato di salute della Germania, la più grande banca tedesca mendica denaro, possibile? Il timore di molti è che questa operazione prosciugherà risorse dirette a banche italiane. Non scherziamo, c’è talmente tanta liquidità da allagare il Sahara.

30 aprile 2014

Panino e Listino (le metafore del calcio): BOSKOV E MOURINHO, LA BORSA DI IERI E DI OGGI (Oggi in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


 La prima cosa che ho pensato dopo aver letto della morte di Vujadin Boskov è stata: "ma era ancora vivo?"
Sì, io pensavo che fosse già morto, è triste lo so, mi vergogno di me stesso, ma fa emergere anche un'altra verità, quanto il calcio e gli eventi oggi macinano e come i grandi, perchè Boskov era veramente un gigante, vengano velocemente emarginati.
Lunedì tutti i media, giornali, radio, televisioni e internet ricordavano con dolore la scomparsa dell'uomo di Novi Sad, oggi, 48 ore dopo è già tutto cancellato dalla cronaca, anche se infinitamente minore per qualità e cultura, non importa, lo schiacciasassi avanza e non fa distinzioni, non sa leggere nè ragionare, semplicemente avanza.
Ed è un fenomeno preoccupante perchè Einstein diceva: "l'uomo sarà destinato alla propria estinzione quando non smetterà di usare il proprio cervello",  i segnali oggi ci sono tutti.
Ascolta Radio24,  nel programma sportivo "Tutti convocati" (tristemente orfano di Gigi Garanzini) il lunedì si versano lacrime e si celebra l'addio di Boskov, e due giorni dopo, non si è nemmeno fatto il funerale, e già si calpestano fiori e bara, incensando Mourinho e il suo pensiero che è totalmente contrario a quello di Boskov.
Non è che se uno è morto questo per una qualsiasi legge celestiale dovesse in vita avere sempre ragione, come non è detto che uno in terra, finchè ci sta, debba sempre avere torto.
Oggi va così, un giorno si esalta sull'altare la morale, non si doveva fare questo o quello, il giorno dopo si festeggia per qualcosa che poi sarà la causa di future tragedie. 
Oggi si dice che l'allenatore è fondamentale per l'esito di una partita e per lo stato psicofisico di una squadra, Boskov e una persone qualunque come Nereo Rocco, dicevano esattamente il contrario.
Forse Mourinho ha migliorato il gioco del calcio? O forse Boskov e Rocco erano le immagini di uno sport bello che appassionava e avvinceva?
Mourinho è semplicemente l'emblema dello spettacolo, la cosa più diffusa e più amata oggi: fare spettacolo.

E se Boskov invece di un allenatore fosse stato un operatore di borsa, cosa avrebbe detto e come si sarebbe comportato?
E' quello che ho tentato di proporre oggi su "Panino e Listino" in edicola su Libero.
Leggetelo perchè oggi è numero doppio! Ben 2 colonne con molti temi operativi e il racconto del pomeriggio con i  GURU (Caruso e Cecere) all'Auditorium della POP MILANO.

Sulle note di Cat Power. qui sotto il numero precedente, la mia esperienza alla presentazione del piano industriale KINEXIA, il mio primo e vero invito ufficiale.




LIBERO 23 Aprile 2014
“Noi siamo nani sulle spalle di giganti, per questo riusciamo a guardare lontano”: ama le citazioni Colucci per raccontare e spiegare in modo semplice cos’è e cosa vuol diventare Kinexia, un nano oggi, che vuole diventare un gigante domani.
“Avere gli occhi verdi non è un fatto ereditario”, è una delle frasi  che come capitelli e come segnaletica, illuminano la strada che porta a Kinexia: siamo a Palazzo Clerici, Colucci ha scelto una gemma di Milano per presentare la sua società agli investitori, tiene al bello, lo si capisce subito, tanto che non solo lo vuole mostrare, ma anche pulire, affinché lo si veda ancora meglio. Trasformare i rifiuti in energia e prodotti per arrivare a rinunciare alle discariche, questo è più di un sogno, è un processo che fa la differenza: recupero materiali e non lo smaltimento.  Se in California è nata la Silicon Valley, perché in Italia non si può creare una “Green Valley”?
Un luogo o una valle che può essere rappresentato come un corpo umano, diviso in vari settori: l’entrata del cibo (rifiuti raccolti con la differenziata) che vengono smistati nei vari organi (zone di recupero e conversione) e, dopo un percorso virtuoso e di riciclo, il residuale, come appunto nel corpo umano, espulso nelle discariche. Si chiama “Wastend” l’officina del futuro.
“Energia da tutti e per tutti”, parte la terza rivoluzione industriale, ed è quella che può salvare il pianeta, rendendolo più vivibile. L’Italia ne ha un gran bisogno, siamo un Paese sempre più inquinato, varie le cause, ma Kinexia può essere una delle società capaci di ripulire, depurando e rendendo nuovamente visibili e luccicanti le nostre bellezze agli occhi di tutto il mondo.
Basta con il catastrofismo ambientale, l’inquinamento deve essere combattuto con messaggi positivi, si deve sapere che un’azienda che rispetta e investe nell’ambiente è un’azienda sana e fa bene anche all’economia.
Colucci spinge su questa nuova rivoluzione dipingendo l’aspetto industriale, ma ha un occhio anche per la prosa della finanza: i numeri, sa molto bene che non si possono fare troppi voli pindarici e che il “debito” oggi per il mercato è una parola orrenda. Decide quindi di sacrificare il biogas (un lusso troppo grande) per abbellire i conti. “Così saremo più sexi” dice, e anche il mercato rimarrà affascinato.
PIAZZA AFFARI: la Borsa è l’unica donna che ti da sempre una seconda possibilità, ma devi avere coraggio e provarci. Così come dopo il ribasso di Martedì 15, ma la devi saper cogliere, altrimenti rimani con un portafoglio pieno di “se” e quella donna, la Borsa, se la sposa qualcun altro. Rimbalzo da 21,000 riuscito, riprende la marcia verso 23,000.
KINEXIA: vuole diventare una “Star”, ma una stella verde per contraddistinguersi. In effetti già l’anno scorso in borsa ha brillato, ma è una stella dalla vita molto lunga. Sopra 2,70 c’è una prateria, dubito però che sarà una cosa di breve.
BE: non aprite quel cassetto.  Non è il titolo di un film, ma la commedia che ha come protagonista la nostra amata Be, e sarà con lieto fine.
COBRA: dopo aver sistemato il debito, ora si cerca marito. Sarà Vodafone?

29 aprile 2014

C'era una volta il Calcio: DANI ALVES "SIAMO TUTTI SCIMMIE"



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Ci sono tanti modi diversi per insegnare, questo fa la differenza tra un maestro amato dagli alunni e uno con alunni distratti. E c'è un modo di reagire alle difficoltà e alle polemiche, oggi spesso si risponde alle offese con altre offese, al chiasso, urlando ancora più forte, alla volgarità con volgarità peggiori e alla violenza con brutalità.
E poi c'è chi, ricordando antichi gesti, risponde alle offese con grande ironia, ridicolizzando l'offendente.
E'  un po' la differenza che passa tra un Boskov e un Conte o Mourinho di oggi, una volta si rispondeva con intelligenza, ironia, anche tagliente e beffarda, oggi si fa polemica, si fanno i duri per impressionare. Mi divertivo di più una volta, mi piace di più ricordare Boniperti che duella con Viola, piuttosto che Conte contro Garcia. Stili diversi, anzi lo stile contro la volgarità.
Per fortuna oggi c'è ancora un Dani Alves che alla provocazione, all'offesa riesce ad usare la testa reagendo con grande ironia, deridendo la stupidità del tifoso. Sperando che quel gesto, riesca a spiccare nel fiume di detriti che spesso Twitter trasporta nella rete.
E magari, ricordando i cori di una volta, a quel tifoso che ha lanciato la banana, un bello "scemo" ripetuto più volte ci stava, anche così, in modo semplice, si può tentare di sconfiggere il razzismo.

09 aprile 2014

Calcio d'Angolo (del Volpino): IL CULO DI MOURINHO NON VA MAI IN IPERCOMPRATO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Giro di riscaldamento con i cani, scarico veloce, ci attende la sintesi di Chelsea contro PSG, partita infuocata, nella mia testa è già l'eliminazione di Mourinho, più una previsione da sbruffone, che una possibile realtà.
Rientro in casa, cibo e crocchette, tutti davanti alla tv per la sintesi.
Ogni volta che vedo gli stadi e le partite con le inglesi in campo, penso che veramente lo sport si può mescolare e integrare con lo spettacolo, tutt'uno con piacere.
Il Chelsea all'assalto, è ovvio, due goal da recuperare contro il PSG, squadra di figurine ma con la voglia di entrare nella nobiltà del calcio. Al 18 del primo tempo esce per infortunio Hazard, uno dei gioielli del Chelsea, e subito mi lecco i baffi come i mie cani che di fianco a me stanno sbranando le loro crocchette, e istintivamente penso: "il culo di Mourinho si è finalmente sgonfiato". Passano 15 minuti, e nell'assenza di marcatura in area PSG, sbuca Schurrle (proprio il giocatore che aveva sostituito l'infortunato Hazard) che infila nella buca di Sirigu, incredibile! Questa sera Thiago Silva non è in serata, non è la barriera invalicabile vista nella partita d'andata, e subito il Culo di Mourinho si rigonfia: Chelsea galvanizzato torna in partita!
Secondo tempo, arrembaggio inglese, la Francia alza le barricate, non riesce a tirare nemmeno una volta nella porta avversaria. Attacco del Chelsea, la folla spinge e galvanizza, tiro di Schurrle, traversa incredibile, ecco, il Culo di Mourinho si è afflosciato, successiva punizione, tira Oscar, piede sublime: ancora traversa! Mourinho, Culo piatto! Inizia il declino.
Sembrava così, ma negli ultimi minuti, in area arriva un attaccante, che più che un giocatore sembra una ruspa, solleva qualsiasi cosa da terra, che siano zolle o pallone, colpisce con tutte le parti della gamba, ginocchio, stinco e anche piede, la palla finisce in rete. Il giocatore si chiama Demba Ba, ma poco importa il nome, anche questo era stato lasciato in panca da Mourinho, ma poco importa, quello che conta veramente è che il Culo di Mourinho non si buca mai, ha sempre una ruota di scorta, non va mai in ipercomprato, sfonda sempre resistenza su resistenza.
La fortuna non esiste, ne siete ancora convinti?

05 luglio 2013

CAVANI L'ORO DI NAPOLI, TRASFORMA DE LAURENTIIS IN GORDON GEKKO


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
A Napoli sono tutti infuriati, i moralisti davanti a certe cifre inorridiscono urlando al "venduto", odio e passione nel calcio spesso si mescolano, questo è anche il bello dello sport italiano.
Quello che gli sportivi, i tifosi e i cittadini di e del Napoli non hanno forse capito è che invece di preparare una bara per Cavani, dovrebbero costruire un monumento per De Laurentiis... 
Gordon Gekko diceva: "la chiave di tutto è la liquidità, senza quella non puoi pisciare nell'erba alta coi cani grossi..."
(le signore mi perdoneranno per l'immagine volgare)
E di liquidità, grazie a Cavani, il Napoli e De Laurentiis ne incassano parecchie, tanta da poterla reinvestire per creare una squadra compatta e competitiva.
Ma i tifosi sono accecati dall'odio e dalla volubilità tipica dei tifosi italiani, sentimento che spesso viene trasferito anche negli investimenti e nel rapporto che si ha con i Mercati Finanziari.
"Cavani resta a Napoli!", "De Laurentiis non vendere", e poi ci si chiede perchè la maggior parte degli italiani non comprende, o male interpreta la Borsa e spesso, troppo spesso perde senza capire il perchè?
L'affare Cavani rischia di trasformare De Laurentiis nel Gordon Gekko del calcio, i procuratori (una delle gravi malattie del calcio) tipo Raiola, ora tremano, e i tifosi devono mettere da parte l'orgoglio, ma preparare scettro e trono per il loro presidente. 
In un calcio che nuota e a volte affoga nel denaro, non si può più pensare ai calciatori bandiera, non fanno parte di questo mondo.
"Vendi, guadagna e pentiti" sembra essere il motto usato da De Laurentiis, la stessa cosa che avrebbe dovuto fare Moratti dopo la realizzazione con Mourinho del trionfante "triplete". Mi chiesi? Ma perchè Moratti non smobilizza la squadra, sono pronti a pagare a peso d'oro ogni giocatore, perchè non vende?
Niente, anzi, la risposta dei giocatori fu la pretesa di un aumento dello stipendio. Tanto per parlare di sentimenti e amore per il calcio. Fossi stato il presidente, li avrei venduti subito, e con il ricavato, mi sarei costruito uno stadio di proprietà, valorizzato gli italiani e i giovani e qualche nuova scommessa e magari mi sarebbe avanzato anche qualcosa per ripianare l'enorme debito.
Ma Moratti è Moratti, e De Laurentiis è De Laurentiis, per fortuna del Napoli e di Benitez, che finalmente, dopo il precedente maltrattamento è pronto per la sua rivincita. Il tempo è sempre galantuomo, regala occasioni e fortuna a chi lo merita.
Dopo Del Bosque, Ancelotti, Ranieri ora è il tempo anche di Benitez?

27 giugno 2013

ITALIA SPAGNA: Vincente del Bosque, questo è un uomo


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Il pallone rotola verso chi lo ama,e finisce nella porta di chi lo usa.
Vincente del Bosque  è come al solito prudente e rispettoso, nonostante sia alla guida della squadra più forte al mondo, alla vigilia della partita tra Spagna e Italia dichiara: "non mi fido"
Niente superbia, ma nemmeno ipocrisia, entra in campo per giocare e per vincere, ma lo fa con capacità, lealtà e senza troppo protagonismo, a differenza di qualcun altro.
Ma fino a qualche successo fa, chi si ricordava di Vincente del Bosque? Eppure con il Real, gli ultimi grandi trionfi sono avvenuti sotto la sua guida, scudetti, Coppe dei Campioni e Intercontinentale, eppure non bastava, fu licenziato usando scuse assurde, con una totale mancanza di riconoscenza. Ma Del Bosque se ne andò da signore, da uomo, senza offendere nessuno, so fermò aspettando il prossimo treno.
Un treno che non tardò ad arrivare, per lui un biglietto di prima classe: la nazionale spagnola.
Per nulla arrugginito e senza timori prende in mano una squadra fresca del successo europeo e si conferma, prima il Mondiale e poi bissa il torneo continentale.
Ma non è solo nelle vittorie sul campo la forza di Del Bosque, ma è nello spirito e nel carattere dell'uomo, lo si è visto anche nell'ultima competizione, non solo riesce nell'impossibile, resuscitare "el Nino" Torres, ma riabilita e ridà lustro al maltrattato Casillas: lo fa giocare nella partita d'esordio con l'Uruguay (la sfida più difficile), ma non denigra gli altri portieri, infatti nella seconda e terza partita ruota i giocatori tra i pali, riportando nella partita contro l'Italia il degno titolare.
Questo vuol dire avere la stima e la fiducia dello spogliatoio, comandare i giocatori, ma senza mancare di rispetto, per tutti un'occasione.
Dicono di lui i giocatori del Real e del Barca: prima di lui, a causa di Mourinho, non ci parlavamo, si era insinuato l'odio, ora invece siamo una squadra, siamo la nazionale.
Non è solo Del Bosque a risplendere, ritorna anche Carlo Magno Ancelotti, dopo il pessimo trattamento alla Juventus, gli alti e bassi al Milan, ritrova smalto e meriti oltre confine, nemo profeta in patria (una consuetudine per gli italiani, sigh!), Chelsea, PSG e ora l'incoronazione al Real Madrid, non mi stupirei, vedendo la complicata situazione al Barcellona, di vedere Ancelotti trionfare già alla prima stagione.
E mentre Mourinho viene risucchiato dalle tenebre che lui stesso ha contribuito a creare, il pallone ricerca antichi valori e riscopre un po' di luce e bel gioco,
Questo accade oltre frontiera, in attesa della partita di questa sera, la luce potrebbe fare capolino anche tra le nostre nuvole, riportando un po' di colore azzurro...

12 maggio 2013

I miei Idoli - ALEX FERGUSON, IL WARREN BUFFETT DEL CALCIO



Da piccolo, quando ero ancora un divoratore del Guerrin Sportivo, all'epoca l'unica enciclopedia settimanale per chi come me adorava il calcio, nazionale, europeo e anche mondiale, mi piaceva fare un gioco, per ogni campionato scegliere la mia squadra preferita, per simpatia, o per un giocatore che in particolare mi piaceva, o per l'immagine e il gioco che la squadra esprimeva. Un gioco che è proseguito negli anni, nonostante l'amore per il calcio sia stato in parte accantonato, la fiammella è sempre accesa, è un fuoco magico che mai si spegne, è solo in disparte, e in questo gioco la mia squadra preferita inglese è sempre stata il Manchester United, per un motivo in particolare, anzi per due motivi, il primo la bandiera in campo un certo Brian Robson, cervello del centrocampo inglese anni '80. E il secondo motivo, la figura che sedeva in panchina: Alex Ferguson, con il tempo diventato il Warren Buffett del calcio.
Alex Ferguson ha lasciato, così all'improvviso, un colpo di scena, ammetto che ci sono rimasto molto male, anche perchè uno come il Trap, nonostante i 70 anni abbondantemente superati, è ancora lì in campo che continua a fischiare, sono scelte e qui si nota la classe dell'uomo, come sucessore Ferguson non ha scelto Mourinho (nonostante il suo smanioso corteggiamento), Ferguson non l'ha considerato l'uomo giusto per sedere nella gloriosa panchina, come Buffett ha scelto occulatamente e cercando non nello spettacolo, ma nel metodo e nel lavoro.
Tra le 9 regole di vita descritte da Warren Buffett la numero 2 recita così: "SCEGLIERE GLI EROI GIUSTI": "se mi dici chi sono i tuoi eroi, io ti dirò come andrai a finire. E' veramente importante nella vita scegliere gli eroi giusti", spiega Buffett, definendosi fortunato per aver preso a modello una decina di persone che non lo hanno mai deluso.
Uno dei miei eroi è appunto Warren Buffett, e  un altro, ovviamente è Alex Ferguson, non so come andrà a finire, ma sono convinto che mai mi deluderanno.
E' una questione di scelte, è una questione di persone, perchè per me le singole persone hanno ancora un grande valore.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox