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21 settembre 2016

Panino e Listino: IN UN 2016 TURBOLENTO, TUTTO SOMMATO UN'ESTATE TRANQUILLA (Giovedì 22 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



21 Settembre, Estate  bruciata dal Sole, è già scomparsa. 
Cadono le foglie, è l'autunno che bussa, ma a Milano sembra un fiorire di rialzi. E' finalmente arrivata la Primavera della finanza?

2016, in un anno turbolento, tutto sommato è stata un'Estate tranquilla. Niente catastrofi, niente crolli dei mercati, niente uragani, si è vero c'è stato un forte terremoto, un evento tragico, eccome, che purtroppo in Italia per i motivi che conosciamo si amplifica sempre più. Ma per quanto riguarda i nostri temi, niente di quanto era stato previsto dalle cassandre che fanno terroriso ininterrotto, nulla di nulla si è verificato.
Fine del mondo, sarà per la prossima volta.
Per me è stata un'Estate un po' meno tranquilla. Come vi sarete accorti, non mi riesce più di aggiornare con costanza questo storico blog, poco male, anche i fedelissimi si sono stancati. Nessuno più commenta, pochi leggono e anche come email non c'è male, forse una alla settimana. Meglio così nessuno piangerà, nessuno soffrirà, l'addio sarà più dolce, un tramonto delicato.
Il terremoto l'ho sentito, fortunatamente solo di striscio, peggio è andata a uno dei miei cani che ora è ammalato, speriamo di risolvere, è forte, ce la faremo.
E poi, tra le tante grane, c'è anche quella di Facebook, ringrazio pubblicamente chi mi ha fatto bloccare. Oggi il mondo va così, si alza la voce da dietro lo schermo, così si è più forti. Purtroppo il mondo è sempre più dei vigliacchi, di chi per ostacolare l'altro invece di provare ad essere migliore, pensa sia più facile e onesto, azzoppare il prossimo.
Sai cosa dico, senza Facebook si sta molto meglio. Si va avanti lo stesso.
Non ho altro da aggiungere, se non le cose che scrivo ogni settimana, avanti senza paura per nessun catastrofismo, nessuna paura dalla Yellen, nè da Draghi, nè dal referendum di Renzi e nemmeno di Trump, anche se conosco molte persone che lo danno già per vincitore.
Che altro? Invece di aggiungere ulteriori sciocchezze, vi lascio con qualche pezzo di "Panino e Listino" e con la solita grande colonna sonora. Anche Barisoni vi fa ascoltare pezzi così?

Ps. domani su "Panino e Listino", il ritorno di "HOTEL CALIFORNIA" e tante altre chicche. Siamo in rampa di lancio.

LIBERO 15 settembre 2016

Il più astuto tra i mortali, un dannato nell’oltretomba. Questo per la mitologia era Sisifo, condannato per l’eternità a rotolare un macigno sulla china di una collina e una volta arrivato in cima, ricade giù a valle. Detto in parole semplici un fa e disfa, una fatica immane per non ottenere nessun risultato. Questo sembra essere il destino dell’Italia e del suo indice di Borsa il FTSE MIB. Sono infatti ormai più di 6 anni che l’economia tenta di riagganciare la ripresa ritrovandosi in pugno solo una manciata di decimali. Sono ormai 7 anni che Piazza Affari tenta di prendere la rincorsa per riavvicinare i prezzi dell’era Lehman (prezzi che alcune borse hanno già riacciuffato) e ogni volta, raggiunta la metà della vetta, si ritorna a valle. Qualcuno l’ha definita la “sindrome giapponese” o “nikkeizzazione” ovvero, un’Italia che economicamente assomiglia sempre più al Giappone: deflazione, Pil anemico, debito pubblico stellare e la borsa di Milano che sta ricalcando il solco lasciato dall’indice di Tokyo: 20 anni tra discesa e estenuante laterale prima di rivedere una ripresa concreta.
A tutto questo si aggiungono le parole e i giudizi “interessati” e non richiesti degli amici americani, che su una cosa però hanno ragione: il referendum sarà l’ago della bilancia tra una fine d’anno sprint e uno sprofondo rosso natalizio. Piaccia o non piaccia questo governo, sappiate che le cose sui mercati stanno così. Ma gli amici americani, vorrei dare anch’io un consiglio, ed è quello di guardare attentamente alle cose di casa loro, nello specifico alla traballante corsa (ad ostacoli) alla Casa Bianca, che ai mercati fa più paura di un infimo rialzo dei tassi. Ricordiamoci cosa ha prodotto l’esperienza del 2000 tra Bush e Gore, pochi forellini nelle tessere crearono una voragine nelle borse. Però se ci pensiamo bene, nonostante tutti i traumi vissuti in un 2016 sciagurato, e se ripensiamo a come stavamo nel 2008 quando il fallimento di Lehman fece pensare a molti all’estinzione del sistema finanziario mondiale, tutto sommato oggi non stiamo così male. Abbiamo resistito all’attacco di un esercito di cigni neri (animale simbolo della catastrofe), i mercati tengono il ring e non vanno ko. Se continua così il 2016 si può trasformare da anno della paura, alla più grande farsa ribassista, ovvero l’occasione d’acquisto prima del grande rialzo. Sisifo spingi più su.
PIAZZA AFFARI: con paura ma si torna su. Supporto 16.000, ma anche 16.500 potrebbe bastare.
MPS: più che del Morelli banchiere, per capire questa banca ci sarebbe bisogno di Raffaele Morelli lo psichiatra. Battute a parte, la “benedizione” sul nome è arrivata da JP Morgan, dunque la sentenza è emessa, la banca sarà venduta a una big, credo a prezzi molto superiori agli attuali. Ultimi sacrifici.
SAES GETTERS: superstar nel 2015, ottimo titolo anche per quest’anno. Confermo che i semiconduttori sono molto caldi, e la Saes può essere inserita nella categoria. Considerate anche le risparmio.
BET: ormai questo titolo è il mio biglietto da visita, quando mi chiedono cosa comprare, BET è la risposta. Siamo sempre in rampa di lancio, ogni momento è buono.
STM: insisto, che bel titolo.
WALLY: 8 anni dopo LEHMAN BROTHERS, sembrava l’apocalisse della finanza, e invece siamo ancora qui. Stiamo meglio, stiamo peggio? Non lo so, quello che vedo è un Dow Jones che vale il 40% in più rispetto alla vigilia del 15 settembre 2008. Cari catastrofisti la fine del mondo è rinviata, ancora una volta. Nel breve ancora un po’ di volatilità.

LIBERO 8 settembre 2016
Volatilità e rischio sono sinonimi?
Se c’è una cosa positiva che portano le crisi finanziarie, oltre a ripulire da tutta la tossicità che inevitabilmente la fase espansiva porta con se, è l’insegnamento e la comprensione della materia. Sembra un paradosso ma è così, perché la crisi paralizza l’entusiasmo, ferma e permette di riflettere e conoscere ciò di cui prima forse non conoscevamo il vero significato.
L’economia e la finanza negli ultimi anni sono entrati in maniera preponderante nella nostra quotidianità, provate a pensare a tutti i termini nuovi che avete imparato. E’ vero, non tutti sono stati spiegati in modo corretto, lo SPREAD ad esempio, per semplificare è stato associato al BTP/BUND, quando in verità il termine spread è tecnicamente la differenza di prezzo tra due diversi prodotti in concorrenza, in questo caso il titolo di stato italiano e quello tedesco. Ma non è l’unico caso inesatto, un altro è di uso più comune tra le gestione e riguarda il significato di due termini che spesso, sbagliando vengono accomunati. Quante volte vi è capitato di sentir dire: in questo momento c’è il rischio volatilità? Ma la volatilità è un rischio?
La confusione e l’associazione dei due termini in passato è stata foriera di parecchi errori. Il più eclatante fu alla fine del 2011, quando il nostro BTP raggiunse un rendimento intorno al 6%, al risparmiatore che voleva cogliere l’occasione, spesso veniva detto che il titolo era rischioso perché troppo volatile.
Caso totalmente inverso per i bond Argentini, che con rendimenti superiori al 10% erano un rischio, ma siccome non avevano volatilità venivano venduti con leggerezza e senza cautele anche ai piccoli investitori.
Ma c’è una caso ancor più eclatante che da alla volatilità un valore inesatto, ed è quello inebriante delle borse in bolla, un alternarsi di vistosi rialzi e altrettanti ribassi che per gli investitori viene considerata un’occasione in luogo di un pericolo. Il problema della volatilità è che quando entra in campo porta con se anche l’emozione fonte di confusione.
Il sigillo su tutto lo mette Warren Buffett quando dice che “la volatilità non è un rischio, non nel breve termine. Se i soldi vi servono entro due anni, lasciate perdere gli strumenti come le azioni, ma se avete a disposizione 10 anni, la volatilità non dovrebbe nemmeno toccarvi”.
La strada dell’apprendimento finanziario è ancora molto lunga.
PIAZZA AFFARI: ammetto che gli ultimi su e giù hanno messo in crisi anche me. Ma ogni volta che succede ricordo sempre la mia massima “lo scetticismo e la diffidenza sono il miglior carburante per il rialzo”. Siamo sopra 17.000, e ci siamo tornati senza motivi particolari. Questo significa che il rialzo può continuare anche senza l’aiuto di san Mario Draghi.
STM: quelli di Bank of America parevano aver bocciato il mio giudizio positivo sul titolo. E chissà quanti stop loss saranno scattati sulla discesa di venerdì. Che peccato! Perché in queste fasi i giudizi negativi, sono spesso la scusa per le fisiologiche prese di beneficio. Bene ha fatto chi ha tenuto, meglio ancora chi ha colto l’occasione per accumulare.
UNICREDIT: chiudiamo sempre sopra 2,30. Bene così, in marcia.
CHL: qualcuno ha commentato “si stanno risvegliando i titoli ciofeca”. Questo è uno dei miei scheletri nell’armadio, chi non li ha? Attenzione ai facili entusiasmi, svariati titoli stanno salendo a razzo senza motivi validi, se non le quotazioni rasoterra.
AEDES: secondo Intermonte il titolo vale molto di più. Come non essere d’accordo, è nella lista dei miei “magnifici 7”.

 

22 dicembre 2015

NATALE CON PANETTONE AMARO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, forse non scriverò le cose più originali di questo mondo, forse questo blog non sarà dotato dei confort letterali e tecnologici più all'avanguardia, forse la qualità non sarà così raffinata, però credo anche che quanto scritto qui non sia poi così stupido e da buttare. Eppure, nonostante i temi trattati, di attualità stretta, di riflessione, oltre anche ai tecnicismi, alla pragmaticità e all'operatività per i cultori della materia, e chissà cos'altro, le uniche cose che si possono leggere tra i commenti sono sempre le stesse: critiche al sottoscritto, e va bene, ci sta, Monte dei Paschi con strascico di critiche, e ci sta anche questa, si tratta pur sempre di un tema attuale che interessa molti, però CHL, Sopaf, dai basta, veramente ha rotto questa litania. Credo si siano stancati molti, tanto che anche i lettori fissi hanno abbandonato il blog, e non credo sia solo a causa del cambiamento di programma che ho intrapreso negli ultimi mesi.
D'altronde, per alcuni commenti c'è veramente poco da stupirsi, se anche gli stessi giornalisti di professione, sono arrivati a criticare Warren Buffett, per cosa? Lo hanno inserito tra quelli che hanno fatto previsioni strampalate nel 2015.
Sapete cosa aveva detto?
"Nel 2015 la Fed farà veramente fatica ad alzare i tassi, e non lo farà".
Ma veramente la si considera una stupidata?
Quando per tutto il corso dell'anno si è ripetuto (tranne il sottoscritto ovviamente che vive da tempo ascoltando l'HOTEL CALIFORNIA) che era la volta buona per l'aumento, e per farlo si è dovuto aspettare l'ultima riunione dell'anno, a un passo dall'albero di Natale, a un soffio dal brindisi di fine anno e di quanto è stato il rialzo? 
Un quarto di punto, ma per favore, non siamo così ridicoli e irrispettosi dei miti, quelli veri.
Stesso discorso anche per le previsioni sia dell'anno che per quelle di fine anno.
Prima dell'Estate erano tutti tranquilli, andate in vacanza serenamente. L'avesse detto Renzi, come minimo avremmo liquidato l'intero portafoglio. Tutti a dirlo, anche in questo caso, tranne uno, per tutta l'Estate vi ho aggiornato.
E così è stato per questa fine d'anno. Rally di Natale? Dove?
Panettone amaro vi avevo scritto, e sembra che proprio questo troveremo sulla tavola dei mercati finanziari.
Non è stato facile, tenere duro prima che parlasse Draghi con i mercati che facevano le prove di volo, così come dopo le parole della Fed, visto che Wall Street aveva applaudito e brindato, così come non era facile andare contro le parole di Trombin che ogni mattina dal TG5 ripeteva che il rally di Santa Claus stava arrivando.
La grafica del blog, per quanto rafazzonata, mi sembrava molto chiara nel messaggio, a meno che uno non veda nelle tempeste una buona notizia, ormai è tutto interpretativo.
Si può sbagliare, a volte può andare bene, ma quando ho un'idea chiara, mi sembra di esporla in modo chiaro, ben definito, cercando anche un modo divertente e meno noioso, la parte forse più difficile.
A volte va bene, molte altre va male, questi sono i rischi del mestiere. Sicuramente non ci sono mai stati conflitti di interesse, nè volontà di truffa, mai.
Gli ultimi giorni sembrano finalmente virare e con decisione, verso la correzione, purtroppo butteranno al vento le mie "10 previsioni 2015", in questo caso un anno di lavoro buttato, ma come molte volte ho ripetuto, è solo un esercizio, con nessuna ambizione di divinità. Un anno può andare benissimo, nell'altro succede di rimanere folgorati dal cigno. Sempre meglio che graffiati da un orso.
 

08 aprile 2015

Panino e Listino: PIAZZA AFFARI, RITORNO AL 2008 LA "ZONA LEHMAN" (Giovedì 9 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




L'aria frizzate mescolata la calore del sole, paesaggi multicolori ravvivati dalla luce che li rende ancor più brillanti, mattinate e serate da piccoli brividi intervallati da pomeriggi calorosi, qualcuno ha detto che la Primavera è scomparsa e che non tornerà più...
2015, eccola la Primavera, inaspettata e forse anche per questo ancor più bella.
Qualcuno aveva anche detto che dopo il 2008 era finita un'era, nulla sarebbe stato uguale, tutto sarebbe stato peggio. Un futuro costellato di crisi, un'alternanza di catastrofi e depressioni. I mercati finanziari? Un ricordo lontano.
2015, insieme alla Primavera è tornato anche il Toro. E' tornato a Piazza Affari, a Milano, perchè in tutte le altre capitali del mondo, Asia compresa, ha già preso casa da molti mesi.

Ricordate il grido ribelle "IO COMPRO" e la "ZONA LEHMAN", oltre al "BENGODI FINANZIARIO" e al "meglio deve ancora venire", oltre all'ultimo "HOTEL CALIFORNIA"? Sono solo i capitoli di un percorso che alla fine del tragitto, vedrete, troverà per tutti un senso, anche se per molti credo, che un senso, lo abbia già oggi.
Quante bugie?

E poi scopri che LEHMAN BROTHERS, o meglio quello che ne è rimasto, almeno in Europa sta rimborsando tutti i creditori, e si instilla il dubbio che la Banca sia stata fatta fallire, che la banca avrebbe potuto sopravvivere, magari dentro un altro gruppo.
Questa e molte altre cose fanno pensare che la GRANDE CRISI FINANZIARIA, come altre crisi, sia stato solo un grande bluff, dove i grandi, i soliti, ma non sono sempre gli stessi, abbiano banchettato sulle carcasse come delle iene, e sulla paura della povera gente. Lo scopriremo al prossimo record, quando tutto sarà dimenticato e quando i sentimenti saranno ben altri che la paura. Tutto finisce e poi tutto ricomincia, sono solo i modi a cambiare, ma tutto rimane lo stesso.

Panino e Listino domani in edicola, purtroppo la doppia colonna con grafico è stato solo un bel sogno, sta a voi farlo diventare una realtà che poi diventa bella abitudine. Sta a voi, scrivendo alla redazione di Libero richiedere maggiore spazio. Per me e per voi. Scrivere a: Giuliano.zulin@liberoquotidiano.it

18 marzo 2015

Panino e Listino: IN ATTESA DELLA FED O DELLA JUVENTUS? (Giovedì 19 Marzo in edicola su Libero)

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

O in attesa di Panino e Listino? ;-))) 

Come vi avevo già anticipato e come ho scritto su "Panino e Listino" di domani, dal comunicato Fed emerge che la parola "PAZIENZA" è ancora presente, subito Wally recupero e insieme a lei il Dollaro torna a indebolirsi. Che vi avevo detto?
Il problema ora degli Usa non sono i tassi ma l'economia che rischia di indebolirsi troppo e di fare una brusca frenata e soprattutto degli utili che non rispetteranno le stime già ulteriormente ridotte.
E in attesa della partita tra il Borussia e la Juventus, in sottofondo rieccheggia la musica di "Hotel California" degli Eagles. Non se ne esce...

27 gennaio 2015

Panino e Listino: DOPO LE ROSE DI DRAGHI LE SPINE DI TSIPRAS? (Mercoledì 28 Gennaio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Dopo le rose di Draghi spuntano le spine di Tsipras?
Meglio ancora sarebbe, dopo le rose della finanza, tornano le spine dell'economia.
Prima Renzi, poi Draghi,  ora Tsipras, domani Podemos e chissà poi cos'altro.
L'Europa tutt'altro che addormentata, un laboratorio di idee e di rivoluzioni, su cui si può essere d'accordo o meno, ma l'importante è qualcosa che si smuove e volge verso la lotta per un ritorno all'uguaglianza.
Perchè è l'estrema diseguaglianza il grande problema di questa crisi.
E mentre ora tutti tentano di corteggiare e di investire in Europa, cercando di arraffare il più possibile in Italia, dall'altra parte dell'Oceano qualcosa inizia a traballare.
E' successo a tutti, al Manchester United che si è lasciato scappare Pogba, a Buffett che mai aveva investito in tecnologie e alla fine si è fatto convincere su IBM, entrando dopo che il titolo è raddoppiato e da lì nulla più di positivo. Errori di valutazione, succede anche ai migliori, come sembra succedere agli analisti a Wall Street.
Domani in edicola su Libero, Panino e Listino, con il racconto della giornata trionfale di Draghi e le previsioni su Piazza Affari, Wall Street e qualche nuova entrata...



LIBERO 21 Gennaio 2015
“2015, duro ma possibilista”, questo in sintesi è il messaggio che le stelle lanciano a tutti gli italiani.
Domenica 18 Gennaio, quello con Grazia Mirti è ormai un appuntamento fisso e imperdibile, una tradizione che, dal punto di vista finanziario, inaugura il nuovo anno. La considero l’Epifania per i risparmiatori, perché nonostante la realtà sia arida di buone prospettive, Grazia Mirti è capace di portare meraviglia spargendo i semi della speranza.
“Marchionne farà nuove assunzioni!” Esclama la Mirti con occhi vivi e brillanti come le stelle che quotidianamente cerca di interpretare, queste sono le novità che mi aspetto nel 2015 per l’Italia.  Grazia Mirti non è solo fonte previsionale, ma anche didattica, quest’anno per gli adepti ha portato in dono il libro di Louise Mc Whirter, autrice americana nota per il “metodo” dei nodi lunari. Secondo la Mc Whirter l’economia USA funziona in base al movimento del Nodo Lunare: quando il Nodo si trova in Leone raggiunge il massimo d’espansione, quando invece si trova in Acquario è al suo minimo. Se vogliamo credere a questa “regola” (fino a oggi perfetta), possiamo essere ottimisti, il traguardo del prossimo Leone è molto vicino e sarà tra il 2017 e 2018.
Ma la Mc Whirter da brava donna di casa, porge ai lettori anche utili consigli: per guadagnare occorre sempre contare su buoni transiti personali e non solo quelli collettivi, prova ne sia che nei momenti di grande recessione  vi è sempre qualcuno che guadagna. Consigli che temo rimarranno inascoltati, quando si perde sui mercati la colpa è sempre di qualcun altro. Lo si è visto con il caso del Franco CH, arrivando a chiedere il risarcimento a una Banca Centrale e dimenticando che rischio e incertezza sono elementi fondamentali del mercato. Quando la canzone “Hotel California” finirà di suonare, molte pecore saranno tosate.
PIAZZA AFFARI: senza infamia e lode. Per la Mirti sarà timida positività. I mesi più difficili tra Maggio e Settembre.
DRAGHI: primi mesi molto complicati secondo le stelle. Il nostro Super Mario dovrà affrontare molti ostacoli.
ORO: da comprare e lasciar giacere nel cassetto, per alcuni anni. Molte banche centrali (come quella d’Olanda) sono intenzionate a riformare le riserve.
WALL STREET: 6 Aprile, segnatevi la data. Secondo Jim Rickards genio della tecno-astrologia quel giorno la Borsa Usa potrebbe perdere 1 trilione di dollari. Fortunatamente a Milano sarà Pasquetta.
AUTO: questo è uno settori favoriti, inevitabile pensare a Fiat.

04 dicembre 2014

UN BAZOOKA SOTTO L'ALBERO, CON DRAGHI E' GIA' NATALE?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' arrivato il grande giorno, per qualcuno (BTP) oggi potrebbe essere già Natale, regali da scartare, già scartati, il regalo lo conosci già era quello che volevi, sarai contento, in un primo momento, ma poi?
E se fosse Quaresima (AZIONI) un nulla di fatto, già atteso, un digiuno che continua nell'attesa che arrivi la Pasqua e venga finalmente rotto l'uovo con l'improvvisa sorpresa, il QE quando più nessuno ci sperava, quella si sarebbe una vera festa, la Primavera per le Borse Europee.
C'è una terza ipotesi, che alla fine sia Carnevale (EURO), un grande scherzo, BCE e Disoccupazione USA domani che vanno nel senso contrario, e allora ti vedi il cambio impazzire con il Dollaro che retrocede e l'Euro che torna a recuperare.
Difficile fare previsioni per oggi, di sicuro la storia non si fa, nè si è mai fatta con il rispetto delle aspettative, soprattutto quando sono alte come in questo momento, la storia si fa con le sorprese, lo si è visto con la caduta del muro di Berlino, con la tragedia del WTC, con il fallimento della Lehman Brothers e con il 9 Marzo 2009, quando in molti credevano al baratro della catastrofe e alla depressione e invece in quel giorno, il Natale dei Mercati Finanziari è nato un torello che tutt'ora è molto forte, ha fiato e ancora molte energie da spendere.
Pochi ci credevano, io potrò sempre dire: io c'ero, ero tra quei temerari che credeva nella luce quando era ancora notte fonda.
Oggi potrei astenermi dalla previsione, dopo quanto fatto e scritto in questi anni, dopo le "10 previsioni" per il 2014, dopo aver sfornato grandi titoli per quest'anno, dopo aver previsto la risalita del Dollaro e l'ennesimo taglio dei tassi a zero della BCE, potrei stare in silenzio ed evitare brutte figure, ma qui non si fanno gare, non è questo lo scopo del gioco, l'interesse è il tentativo della costruzione di scenari e l'interpretazione dei movimenti.
Come ho sempre detto, il guadagno è solo la risultante di tutto, se fai un buon lavoro, se ti sei allenato, tutto poi vien da se. L'errore più facile che si commette è quello di uscire dal campo troppo in fretta e difficilmente si impara dai propri errori.

Oggi, nonostante Draghi non abbia ancora fatto nulla di veramente concreto, o meglio di quello che il mercato si aspetta, ci troviamo con un Euro che scende su livelli negli ultimi anni sconosciuti, un BTP 10 anni che rende meno del 2%, livelli che risalgono a prima della grande crisi, quando l'Italia aveva ancora delle speranze di crescita, prima ancora che fossero scoperchiate le tonnellate di debito crescente, gli scandali orribili della politica e un sistema economico che ora risulta incagliato, incrostato dall'indolenza verso il rinnovamento, la crescita e la ristrutturazione.

Senza che nulla sia stato realmente fatto da Renzi e da Draghi (cito solo i personaggi simbolo), i mercati hanno osato regalando fiducia, tanto che ancora mi chiedo dove siano finiti i soldi per il risparmio sugli interessi pagati dallo Stato: eravamo a un tasso del 6% e ora siamo al 2%, dov'è la differenza?
Si continua a ripetere che il QE è la soluzione per l'Europa, quando già molto hanno fatto i mercati, ma i risulati ancora non si vedono, anche se a dire tutta la verita gli indicatori anticipatori, come quello sui servizi è pur sempre sopra 50 che indica espansione più che contrazione, ben lontani dalla crisi che ancora si sbandiera.
Gli USA hanno avuto i benefici, perchè non lo facciamo anche noi?
Si è mai pensato che forse l'Europa è ben diversa dall'America?
In Giappone ci stanno provando e nonostante la vicinanza della locomotiva CINDIA, in 2 anni si sono avuti ben pochi risultati, tanto che per far correre il treno giapponese si sta aumentando le dosi di carbone.
Lo si vede anche con il petrolio, si ripete che il ribasso sarà una gioia per i consumatori perchè è come un bonus per il portafoglio e una mazzata per l'inflazione, ma bisogna distinguere, perchè un conto è gli USA dove i prezzi alla pompa crolleranno e sarà così anche per i costi energetici delle aziende, e un conto è l'Europa e l'Italia dove sulla benzina pesano più tasse e accise che il costo del barile.
Noi siamo l'Europa, molto più simili al Giappone che agli USA e di questo dobbiamo farcene una ragione, ma oggi non conviene dirlo, altrimenti rovini l'opera del QE di Draghi e così non puoi aiutare le banche.

Quindi cosa farà oggi Draghi? Io credo al nulla di fatto, sebbene come ho ripetuto più volte, spesso criticato, che le armi delle Banche Centrali sono infinite, l'acquisto da parte della BCE dei titoli di stato è l'ultimo asso da giocare, farlo ora, all'alba di una nuova crisi russa e di una possibile crisi geopolitca in Europa sarebbe un errore e Draghi e lo sa.

Senza dimenticare gli ostacoli di Germania, Buba, Weidmann e Merkel che alla Russia guardano con ostinazione e preoccupazione.
L'azionario lo sa e il livello per Piazza Affari rimane sempre lo stesso 20,200, sopra esplode tutto, sotto rimaniamo sempre ostaggio di una debolezza solo accennata e domani c'è il dato sulla disoccupazione USA che potrebbe di nuovo rimescolare le carte.
Wall Street in questo momento è la mia vera ossessione, la correzione ci sta, anche se siamo vicini a Natale, ed è proprio per questo che sono molto conservativo e prudente.
D'altra parte, da Oriente, proprio quando nessuno più parla di Cina è proprio quello l'indice che corre più di tutti: oggi +4% e così fa anche l'India, da me segnalata tramite ETF ancora molte settimane fa.
E da Oriente le buone notizie non sono finite, e arrivano proprio dal Giappone, perchè il Nikkei da me più volte sponsorizzato fino all'ossessione, ha terminato la congestione prima del previsto ed è già pronto a toccare quota 18,000 e andare oltre. Sono già costretto a svelare i prossimi obiettivi alzando di molto l'asticella: 24,000 è molto probabile.
Chi è entrato quando qui ho dato le prime spinte, circa 9,000 vede già come prossimo il triplicare degli investimenti, senza contare che più volte ho ripetuto, anche quando l'indice congestionava o scendeva di continuare l'accumulo.
E poi non venitemi a ripetere che io continuo a vantarmi dei successi perchè non me ne faccio nulla, io li ho solo scritti, li ho condivisi con voi, se poi voi avete colto il suggerimento bene per tutti, altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Toro, Toro, Toro, qualunque cosa succeda oggi o nei prossimi giorni, questo è il ritornello che ripeto da 5 anni, qualsiasi cosa succeda e su qualsiasi correzione, siamo nel "Bengodi Finanziario" ma non ci rimarremo in eterno, ma solo finchè suonerà il disco di "Hotel California".

E presto verrà anche il momento per Piazza Affari, anche se a dire la verità siamo cresciuti e cresciuti molto ma pochi se ne sono accorti, solo perchè all'estero si corre di più, ma verrà il momento, vedrete, verrà quel giorno in cui Piazza Affari correrà più di tutti e recupererà il terreno perduto.
Per ora ci dobbiamo accontentare di rispettare il solito mantra: comprare solo sulle debolezze.
Parola a Draghi