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14 dicembre 2016

Panino e Listino: TELECOM E MEDIASET, SOGNI MOSTRUOSAMENTE PROIBITI (Giovedì 15 Dicembre in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' notizia di questi minuti che Vivendi del capitano Bollorè, sia arrivata a quota 20% di Mediaset. Obiettivo raggiunto.
E ora, si scala?
E Berlusconi che fa, con i soldi dei cinesi, che forse dei cinesi non sono, va al contrattacco?
Oppure visto che Bollorè si trova anche in Telecom, si realizzerà quello che per Piazza Affari è sempre stato il sogno dei sogni, la fusione tra Mediaset e Telecom?
Non lo so, o meglio, la mia idea ce l'ho,  e la troverete domani mattina su Libero nella mia rubrica "Panino e Listino", quello che mi preme ora scrivere è riportarvi il pezzo di fine Luglio di quest'anno, quando Mediaset in piena bufera, a mio avviso era da comprare.


LIBERO 28 Luglio 2016
Lo “stop loss” per molti investitori è considerato alla stregua di un angelo custode, fosse per loro lo farebbero subito santo saltando a piè pari le procedure di beatificazione.
Ma cos’è lo “stop loss”? In parole semplici è una protezione sulle perdite, i trader ne fanno largo uso, entrano in posizione, piazzano in macchina il livello massimo di perdita e sono tranquilli: “stop loss” santo subito, la panacea per tutti i mali.
Diciamo che è come andare al casinò con i soldi contati, sai già quanto puoi perdere e non ti vengono tentazioni di rischio bizzarre.
Poi ci sono le eccezioni, arriva una giornata come quella di martedì dove il titolo Mediaset, a causa di una lite con Bollorè apre una voragine, -10% subito in partenza e per tutti i trader long ecco che lo "stop loss" è andato a farsi benedire.
Anche questa volta siamo andati al casinò con i soldi contati, persi tutti, ma al rientro a casa troviamo la sorpresa, una visita dei ladri che ci hanno rubato anche i soldi che avevamo protetto dalle tentazioni del gioco.
Questo insegna che non esistono strumenti infallibili, una volta che pensi di averlo trovato, il mercato ti beffa. Lo scopo è proprio quello, il mercato deve sempre trovare la falla anche negli schemi che sembrano impenetrabili. Per lo “stop loss” la canonizzazione è rinviata.
Tornando a Mediaset, chi ha resistito al panico della vendita ha fatto bene, chi ha comprato sul panico, ha fatto ancora meglio. Perché qualcuno, a 2,80 è entrato e lo ha fatto a piene mani. Quelle azioni saranno carte jolly da estrarre nella prossima partita. La scalata a Mediaset? La fusione Mediaset Telecom? Per Piazza Affari quest’ultimo rimane un sogno mostruosamente proibito.

PIAZZA AFFARI: cos’è una “doji”? Semplificando possiamo descriverla come un geroglifico che indica a chi fa analisi tecnica una seduta di borsa con grandi escursioni di prezzo, ma dove la chiusura si pone molto vicino al prezzo di apertura. Nelle ultime giornate di “doji” ne ho contate ben 7 consecutivi, un record! Rende l’idea di quanto sia grande l’incertezza. Io rimango ottimista, anzi, abbasso il livello di via per il rally: 17.000 semaforo verde.
MPS: Intesa, Popolare, Ubi e Unicredit promosse, MPS bocciata. No, non è un’anticipazione dei risultati degli “stress test”, questo è l’esito dell’esame fatto dall’Eba nel 2012. Anche allora fu chiamato “stress test”, anche allora come oggi l’economista Masciandaro lo bocciò in pieno. Cosa sapremo che già non si conosca? Quello che conta sono i prezzi degli NPL. Su MPS o si risana la banca, o si muore.
UNICREDIT: parallela a DB, sempre. Si sposeranno? Per ora preferisco sempre l’italiana.
TWITTER: l’uccellino è caduto? Poco importa, il nostro livello di acquisto, 14,50$ è ancora lontano. Rimango dell’idea di accumulare sui ribassi. 16$ per esempio.
STM: i semiconduttori, eroi antichi di un’epoca in cui c’era gloria per tutti. Bastava una traccia di silicio per andare in orbita e mandare in tripudio la folla dei piccoli risparmiatori. A volte ritornano, Texas tocca il massimo da 15 anni e anche la nostra STM sparge polvere d’oro dal sapore antico. Ricordo che STM è nella lista dei “magnifici 7”. Attenzione agli storni fisiologici.
NOKIA: la fenice finlandese non muore mai. E’ sempre una delle mie scommesse per il 2016. Da accumulare nelle fasi turbolente.
EURO/$: torna il dollaro forte? 1,11 è una resistenza. L’economia Usa è pronta a un nuovo scatto, la Yellen lo sa?
ORO: l’Estate non ha l’oro in bocca. Attenzione a questo rialzo, potrebbe essere più bugiardo di Pinocchio. Povero Soros.

23 marzo 2016

Panino e Listino: DOPO BRUXELLES ADDIO AL "DIVIDENDO DELLA PACE"? (Giovedì 24 Marzo in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 





Il dividendo della pace, questo è stato il titolo di uno dei più bei capitoli della storia mondiale dei mercati finanziari. Tutto ha avuto inizio intorno al 1989 con la caduta del muro di Berlino ed è stata trainata dalla globalizzazione, ha trovato il suo epilogo all'alba del 2000 con lo scoppio della bolla internet e la caduta del Wtc
La discriminante dei due eventi è la fiducia, nel prossimo e nel futuro, sbocciata come un fiore tra i mattoni del muro è crollata tra le macerie delle due torri di New York
Oggi, dopo 30 anni, davanti a noi si staglia la costruzione di un grande muro con sopra scritto la parola "diffidenza", bisogna far di tutto perché questo muro non venga costruito, altrimenti il rischio è un periodo buio per la civiltà e non solo l'economia
Ed è per questo che i mercati si muovono cautamente su uno stretto crinale, lungo un ponte tibetano, il rischio di cadere è elevato, sotto c'è un baratro dove ancora non si conosce la profondità.

Domani su Panino e Listino, ovviamente il tema dei mercati dopo Bruxelles, ma non sarà l'argomento dei mercati, perchè sapete qual è la mia filosofia su tendenze e altri cicli, un brindisi con Campari e una coincidenza con un anniversario, la situazione Telecom e qualche altra chicca, piccole sorprese nell'uovo di Pasqua.


LIBERO 17 Marzo 2016


Pandora, ovvero “colei che ha tutti i doni”, mai nessuno avrebbe potuto immaginare che un essere con tali virtù sarebbe potuto diventare la causa dei futuri mali del genere umano.
Pandora fu creata da Efesto su ordine di Zeus, e grazie anche all’aiuto di altre divinità, creò un essere umano dalla bellezza e dalle doti straordinarie. Portata sulla terra da Ermes, fu data in sposa a Epimeteo che davanti a quella bellezza, subito si innamorò.
Come regalo nuziale, Epimeteo ricevette un dono divino, uno scrigno donato da Zeus, con l’ammonimento che mai e poi mai avrebbe dovuto essere aperto, mai nessuno avrebbe dovuto guardare all’interno.
Pandora aveva però una caratteristica peculiare, un’insaziabile curiosità, che era anche la sua più grande virtù, e soddisfarla continuamente era il suo scopo. Una curiosità che trovo sfogo nel misterioso vaso, che dopo alcuni tentennamenti Pandora aprì. Dallo scrigno uscirono: la malattia, la vecchiaia, l’odio, tutti i nemici dell’uomo. Da quel momento il mondo divenne un luogo meno ospitale, e per l’uomo iniziarono i problemi.
Ray Dalio, fondatore di Bridgewater, il più grande hedge fund al mondo, considerato un semidio dei mercati finanziari, dall’alto del suo scranno, più volte ammonì la Fed di non alzare i tassi, di rinviare la decisione il più lontano possibile, strillando e strepitando per farsi ascoltare, finché arrivò a dire: “alzare i tassi sarà come scoperchiare il vaso di Pandora”.
La Yellen, forse troppo curiosa di conoscere le reazione e altrettanto impaziente, dopo aver annunciato più volte l’azione, a fine anno, come “regalo” natalizio, compì il gesto: un minimo rialzo, sufficiente a soddisfare l’ego.
Era il 16 Dicembre, uno 0,25% di aumento, accompagnato da un breve commento: “ci muoveremo in modo prudente, e in maniera graduale”. All’apparenza un messaggio confortante, tanto che le maggiori previsioni intravedevano nuovi aumenti dei tassi per l’anno venturo.
“Decisione storica”, “inizia una nuova era”, erano i titoli dei principali giornali, viste le reazioni successive, come minimo, il secondo aumento dei tassi è rimandato “sine die”, se non addirittura si pensa a una storica retromarcia.
Probabilmente la metafora usata da Dalio è esagerata, forse non per lui, che a investire con denaro gratis e in quantità infinite, aveva possibilità di dare il libero sfogo al rischio, con il denaro un po’ più caro, la vita diventa meno facile.
E’ altrettanto innegabile, sarà forse una coincidenza, che dal momento della decisione presa dalla Yellen, le cose sono peggiorate.
Spaventata dalla fuga dei mostri, Pandora chiuse il vaso, ma sentì una vocina, lo riaprì e comparve la “speranza” che volò via per salvare l’uomo e il mondo dalla paura.
La speranza oggi si chiama crescita economica e ha come residenza gli Stati Uniti. Sono molte le banche d’affari che vedono per quest’anno la recessione, ma numerosi dati, soprattutto quelli legati alla fiducia, dicono il contrario, la crescita c’è e ci sarà ancora, e sarà proprio la crescita a riportare la speranza per un nuovo rialzo che vada oltre il fatidico settimo anno.
PIAZZA AFFARI: siamo su livelli decisivi. Se si supera presto 19.200 si corre fino ad Aprile, altrimenti si rischia una nuova correzione.

31 ottobre 2015

NOVEMBER RAIN, NONOSTANTE TELECOM ITALIA




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci siamo: o viene giù tutto ora, o non ce n'è più per nessuno!
November rain?
Questo è il mio scenario, già da tempo, forse per troppa prudenza, lo vado ripetendo e a questo punto mi sono posto un limite, o la prossima settimana si va a cascata, come un'intensa pioggia, oppure dovrò abbandonare e lasciarmi trasportare dalla slitta che porterà al RALLY DI NATALE.
La vicenda Telecom capita a proposito, mi pare la classica finta acchiappapolli che ha fatto entrare sul mercato gli ultimi illusi.
Preciso, rimango rialzista di lungo, ma prima mi aspetto la cascata, questa, quella di Novembre. Ora o mai più: pioggia!
 

16 ottobre 2014

ARRIVA IL QE NUMERO 4? È LA SINDROME "HOTEL CALIFORNIA", IL TORO CANTERÀ ANCORA




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buongiorno, non offendetevi ma a leggere che qualcuno oggi vuole comprare dei prodotti che puntano sul ribasso dei Btp o altri prodotti obbligazionari, penso che sciocchezza più grande non si possa commettere.
Fino a ora abbiamo sentito ripetere che  i rendimenti delle obbligazioni sarebbero saliti e che bisognava uscire e comprare azioni, quando non si capisce che in questo ciclo di mercato "ILBENGODI FINANZIARIO" se una cosa sale traina anche il resto e se crolla, trascina con se tutto quanto, si continua ostinatamente a vedere che i rendimenti non hanno la minima intenzione di salire e anzi, a comprare obbligazione in ogni fase di flessione si fa solo che un affare.
Avete visto cos'è successo ieri sera a Wall Street? È bastato che la Yellen accennasse un sostegno verbale verso l'economia americana e a un atteggiamento espansivo in termini monetari per vedere il Dow Jones ritornare velocemente sopra l'importante livello dei 16,000 e il Nasdaq recuperare tutta la negatività e chiudere quasi positivo.
Questa è la musica, quella suonata dagli Eagles, questa è la politica monetaria che contraddistingue il ciclo e Fisher (membro della Fed uno dei falchi) l'ha sintetizzata perfettamente titolandola "Hotel California": rileggete il testo della canzone "tu puoi fare il check out quando vuoi, ma non te ne andrai mai..."
È proprio così, non usciremo mai dall'allentamento quantitativo monetario, le uniche via d'uscita sono o la crescita, o l'inflazione, finchè ci sarà un pericolo economico, come quello che si sta manifestando in questi giorni, o un pericolo di caduta dei prezzi, il sostegno delle Banche Centrali (i Pilastri della Terra)  non mancherà di farsi sentire.
Ai tempi di Greenspan si parlava della "Greenspan Put" idealizzata come la mano protettiva del governatore pronta a intervenire in ogni situazione di crisi a sostenere le attività finanziarie. Oggi, con la Yellen, quella mano sembra ancor più delicata e benevola, protettiva, cuore di mamma.
"Il Qe è morto. Viva il Qe", oggi si parla addirittura di una continuazione del quantitative easing, proprio nei momenti in cui sembrava certa la sua fine, una coincidenza?
Io non so se Draghi e la Bce saranno pronti ora a un intervento di e emergenza, quello che sembra certo è che una continuazione dell'espansività in Usa avrà sicuramente un effetto benevolo anche per l'Europa.
Per quanto riguarda Piazza Affari, siamo su livelli importantissimi, le fondamenta del Toro: 17,500 sono le colonna di Ercole che ci separano da una nuova grande crisi. Io non credo verranno superate, anzi, questo è uno e quei momenti in cui bisogna lanciare il cuore, il portafoglio, oltre l'ostacolo e comprare.
Banche, banche e ancora banche, oltre alla solita pattuglia di titoli (Be, Fca, Fnm, Alerion, Telecom) che nonostante l'attuale crisi, da inizio anno proteggono le soddisfazioni e che alla prossima ripartenza sapranno battere mercato e concorrenza.
E nel sottofondo passa la nostra colonna sonora preferita "Hotel California", il Toro non ha ancora finito di cantare...

17 settembre 2014

Panino e Listino: DALLA YELLEN A DRAGHI, IL CAMBIO DELLA GUARDIA (Oggi in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' arrivato il giorno del cambio della guardia, dalla Yellen a Draghi, oggi si sancirà il passaggio del testimone, cambia figura e sesso il guardiano dei mercati, il protettore dei Tori.




LIBERO 27 AGOSTO 2014


“L’ottimismo è il profumo della vita”, ora anche della borsa. Se la farfalla (dell’ottimismo) batte le ali a Pennabilli, a New York, Londra, Tokyo, Francoforte e persino a Milano, si scatena l’euforia. Pennabilli non è un centro finanziario, non c’è nessuna borsa, né una sim, appena due banche, ma passando al Caffè della Nina è facile imbattersi in discorsi di alta strategia finanziaria. Un caffè al tavolo, chiudi gli occhi e ascolti, e subito sembra di essere a Piazzetta Cuccia. A Pennabilli investire non è un’esigenza, è una vocazione e un dovere. Le fazioni in lotta sono due, non Orsi o Tori com’è tradizioni, ben altro, a scontrarsi sono gli amanti delle Azioni contro i tradizionalisti dell’Obbligazionario, al centro c’è Angelo il gestore del bar, che si alterna tra un caffè e uno spread, un junk bond e un negroni con grande abilità.  Obbligazioni o azioni, dov’è il valore? Lo slogan di chi compra bond è sostanzialmente uno: una banca può fallire (vedi Lehman), un’azienda anche, ma prima che lo faccia uno stato come l’Italia ce ne vuole! Per questo abbiamo comprato il BTP nel 2011 quando sfiorava il 7%, ora incassiamo le cedole e in aggiunta un grasso capital gain. Dall’altra parte gli azionisti ribattono che dal 2009 a oggi non solo alcune borse sono raddoppiate, ma ci sono titoli come Brembo e Danieli che sono più che triplicati. Chi ha ragione? Un aiutino? In un momento di crisi, quanto capitale sareste disposti a investire in azioni? E quanto in obbligazioni?
Al simposio di Jackson Hole, personaggi e strategie erano ben più altisonanti che al Caffè della Nina, ma la sostanza era la stessa: essere investiti in questo momento non è una necessità, ma una vocazione e un dovere.
Il 2009 e  il 2011 sono state crisi veloci che hanno creato grandi opportunità di investimento, siamo nel “Bengodi finanziario”, ma non durerà in eterno. Sbrigatevi.

PIAZZA AFFARI: 4 anni  fa con Bernanke da Jackson Hole, Wall Street metteva il turbo e si arrampicava fino a cime al tempo impensabili. Pochi ci hanno creduto veramente.
Oggi, nonostante ripetuti e chiassosi allarmi Wally non sembra ancora arrivata al top, anzi, ora Draghi sembra voler emulare quel Bernanke anno 2010 (ottima annata) e lanciare la corsa all'Europa, Piazza Affari compresa.  Confermo, chiudere Agosto sopra 20,600 sarebbe favoloso!
KINEXIA: frutti sedotti e abbandonati. Un tempo preziosi nutrimenti per l’uomo, oggi passati di moda, li trovi nell’ “orto dei frutti dimenticati” a Pennabilli ne hanno fatto un luogo di culto, un’opera d’arte di natura viva da ammirare. Immaginando la Borsa di Milano come un orto, tra i frutti dimenticati troviamo Kinexia, forse cadrà fino a 1.3, ma un giorno sarà opera d’arte.
TELECOM: un altro frutto dimenticato. Torniamo a 1 e poi oltre.
BE: contro tutto e tutti, un futuro a 4 euro.

02 settembre 2014

Panino e Listino: SETTEMBRE TEMPO DI VENDEMMIA, 2014 SARA' UN'OTTIMA ANNATA? (Mercoledì 3 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Chissà perchè le cose del passato sono sempre considerate migliori di quelle di oggi, non lo so, ma sono sicuro che se oggi si facesse un referendum sul ritorno del Campionato di Serie A a 16 squadre, e soprattutto se si chiedesse "volete il ritorno alla Domenica di tutte le partite in contemporanea" la risposta sarebbe un SI' a maggioranza bulgara.
Inizia Settembre, quest'anno è il tramonto dolce dell'Estate, il meteo non è poi così diverso da quello visto in quelli che dovevano essere i mesi caldi, l'umore non subirà burrascosi cambiamenti e la malinconia non busserà alla porta insistentemente come ha sempre fatto.
Settembre, tanti temi, inizia la vendemmia. 2014, sarà un'ottima annata?
Domani su Panino e Listino, solo temi tecnici, previsioni su PIAZZA AFFARI, FIAT, EURO/DOLLARO, ovviamente fatte a mio modo, un po' barbare, un po' poetiche, sicuramente non barbose, noiose e scontate.
Senza dimenticare BE, ma quella sta già guardando la Luna.
A domani, chi vorrà...


LIBERO 20 Agosto 2014


“Ci sono pazzi che credono di essere Napoleone e pazzi che credono di poter risanare le Ferrovie dello Stato”, chissà quale espressione si inventerebbe oggi Andreotti per definire Matteo Renzi,  perché anche tentare di riportare la crescita in Italia e ridurre il debito sono azioni per gente dedita alla follia.
Moretti con le Ferrovie ci è riuscito, ce la farà anche Renzi con il Debito?
Ci ha provato Prodi, ma a quel tempo l'Italia, seppur già in fase declinante, aveva un Pil positivo e con una cifra davanti alla virgola e non lo zero come oggi.

Fu un assalto respinto, un dissanguamento tra nuove tasse e svendite che fiaccò nuovamente il Paese.
Oggi il bollettino di guerra segna nell'ordine: un nuovo trimestre di Pil negativo, una disoccupazione ai massimi, la borsa ai minimi, salari fermi, deficit al limite e debito in volata. Senza speranze?
Non c'è spina senza rosa, l'altra faccia dell'Euro mostra cifre che fanno sperare: secondo l'indice OCSE (un vero indicatore anticipatore) siamo tra i meglio piazzati sulla griglia della ripresa, l’Eurocoin (affidabile misuratore di crescita) è ancora sopra lo 0,  gli ordinativi sono in aumento, i tassi sono a minimi ultra secolari, l'Euro scende favorendo le future esportazioni e i prezzi (la deflazione, un male più psicologico che concreto) non preoccupano anzi potrebbero stimolare i consumi, la fiducia sta tornando.
Tutti elementi che da soli possono alimentare e spingere la crescita, favorendo così la riduzione del debito, non svendiamo altri pezzi d'Italia.

Le privatizzazioni, le vendite e i collocamenti in borsa di "pezzi di Stato" dovrebbero essere dei jolly, dei bonus, dividendi straordinari che vengono staccati come premio dopo un duro lavoro e soprattutto in fasi di mercato espansive. E non come ora, in fasi di mercato difficili e usati come gioielli di famiglia da servire al banco dei pegni per tappare una falla e tirare a campare. Non svendiamo l'Italia, non ce n'è bisogno.
PIAZZA AFFARI: pigrizia, ma la cera migliora. Chiudere Agosto sopra 20,600 ridarebbe forza al toro.
TELECOM: liberi tutti! Questo è solo il riscaldamento, vedrete che partita. Si appoggia a 0,80, livello di acquisto. D’altronde è o non è uno dei miei preferiti per il  2014?

CHL: chi si rivede! Scesa sotto il prezzo del convertibile, improvvisamente riparte, segnale tecnico bellissimo. Chiudere Agosto sopra 0,043 sarebbe la ciliegina sulla torta. Anche per credere ancora in CHL ci vuole follia, ma spesso i folli sono quelli che vanno più lontano.
ERG e BET: Pennabilli, borgo italiano gioiello dove ho trascorso le vacanze. Terra dell'ottimismo come declamava il poeta Tonino Guerra ma anche paese dove si crede ancora all'investimento azionario, non solo mordi e fuggi, ma da cassetto che proprio dell'ottimismo si nutre per credere nel futuro. Qui infatti c'è chi è riuscito a comprare Erg a 1 euro e a rivenderla a 20. Mio eroe! Perché ora non fare lo stesso con BET? Comprare  a 0,40 per rivenderla a 4, chi ci riuscirà?

 

25 aprile 2014

Panino e Listino: ARRIVANO LE RENDITE FINANZIARIE




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



La domanda che ogni tanto mi pongo è se anche all'estero, ogni tanto non dico sempre, se ogni tanto quando la stampa o i media in generale criticano il proprio governo prendendo esempi virtuosi da altri paesi in questi viene inclusa anche l'Italia.
Da noi capita spesso, per non dire sempre, tutte le leggi che qui vengono adottate sono sempre sbagliate, per principio sono sempre errate e malfatte, e poi arrivano gli esempi dall'estero dove tutto invece è preciso, bello e perfetto.
Così avviene per la nuova tassazione sulle RENDITE FINANZIARIE voluta da Matteo Renzi e dal Ministro Padoan, persino la Francia, pensate che scoop, persino la Francia ha fatto meglio di noi!
Io però mi ricordo che la Francia era la nazione di un presidente stupido come Hollande, che con le sue tassazioni faceva scappare ricchi e ricchezza. Se però si deve attaccare Renzi o il governo in carica, o solo per attaccare chi fa o prova a fare, la Francia diventa un modello.
Così accade spesso da Giannino, che da poco sembra aver ritrovato credibilità, lavato, pulito e asciugato, dove sia lui che gli illustrissimi ospiti hanno l'unico scopo di criticare e demolire. "The End" era la colonna sonora del programma, doveva finire tutto, l'Europa, l'Euro e l'Italia, quando alla fine l'unico che è finito è stato lui e il suo partito. Ovviamente la sua era una provocazione, lo sappiamo, ma continuando solo con le provocazioni non si raggiunge nulla, si parla si parla e non si conclude nulla. D'altronde ci tocca ancora vivere in quest'epoca, quella delle parole, scritte, dette, cancellate, dimenticate nel vuoto della rete. E intanto il tempo passa.

Qui sotto il pezzo in edicola la scorsa settimana. Nemmeno il 25 Aprile, il giorno della Liberazione, vi liberate di me ;-)


LIBERO 16 Aprile 2014
“Sono ormai 5 anni che Wall Street sale e la corsa pare essere agli sgoccioli, in Europa pare che stia cominciando adesso, ma come può Piazza Affari iniziare a salire, quando l’America è pronta a scendere o peggio crollare?” Più o meno di questo tenore sono le considerazioni e le domande che leggo e che alcuni lettori mi inviano, un tema che non coinvolge solo piccoli investitori e trader, ma anche grandi professionisti, come Francesco Guerrera (capo redattore al WSJ) che su “La Stampa” di Lunedì 14 Aprile titola: “Perché gli Usa adesso temono il grande sboom”, un articolo che instilla crescente timore, giustificato da molti elementi, ma più che altro sensazioni, quelle che i pochi operatori rimasti sul floor (il recinto di Wall Street) fiutano e che lapidariamente definiscono “la fine dell’era dei soldi facili”.  La corsa dei mercati USA è “dopata” questo è essenzialmente il messaggio di Guerrera, e non è l’unico ad affermarlo, dello stesso tenore, se non più marcata è la previsione di Marc Faber, Guru dei contrarian, quelli che come i salmoni vanno contro corrente, fanno una gran fatica, ma di solito lo sforzo viene ripagato da risultati clamorosi. Secondo Faber tempo 12 mesi e il mercato presenterà quel famoso conto tante volte rimandato in 5 anni di bolla del credito e di liquidità a costo zero, fa di più,  stimando anche il potenziale di discesa: “meno 20% se non 30% sullo S&P500 e a rotta di collo sul Nasdaq”. A sentire le cifre tremano i polsi, se non che queste previsioni (“sarà un crash peggiore del 1987”) si vanno ripetendo costantemente da più di 2 anni. Solo qualche mese vaticinò che un mercato toro, lasciando andare senza una correzione seria, può portare solo a disastri. Viene da pensare, prima o poi ci azzeccherà, ma quando? E da che livello?
Confusione, tanta confusione, la stessa che aleggia nelle previsioni di Francesco Caruso, analista pluridecorato che nell’Agosto del 2012 sentenziò il minimo per Piazza Affari, un livello che per molti anni sarebbe stato inviolato (come il Comit nel 1978) e che da lì sarebbe partito un ciclo secolare. Oggi, 2 anni dopo, considera Wall Street vicina al top ciclico con potenziale di inversione proprio nell’anno in corso. Si torna allora alla domanda iniziale: può reggere Piazza Affari alla caduta di Wall Street.  Come cantava Sergio Endrigo, “la festa è appena cominciata, è già finita”?
PIAZZA AFFARI: la risposta può essere semplice ed è contenuta in due parole: forza relativa. Assente per anni a Piazza Affari, quando le borse principali correvano e noi eravamo al palo, o peggio a scavare in negativo e oggi, con Milano che fa +12% da inizio anno e il DJ che fa -3%, è finalmente a nostro favore. E chi l’ha detto che WS deve crollare? Basterebbe un laterale per farci correre. Lo scetticismo è sempre stata la migliore vitamina per il Toro. Intanto da 21,000 via con il rimbalzo!
RCS: Soros “ama” il Corriere? E’ il fiuto dell’arguto Sunseri a suggerirlo, uno che in Borsa ne ha viste tante, e che anche questa volta potrebbe aver ragione. Io ci sono.
Telecom: “walk like an egyptian” cammina in laterale il titolo e potrebbe parlare presto l’egiziano. Visto che Sawiris sembra aver capito che andare al ribasso su questo titolo non è proficuo, pensa bene di fare il contrario e comprare. Come sapete è uno dei miei preferiti.
KINEXIA: sempre in sella, in attesa di novità. Sopra 2,70 sprigionerà tutta la sua energia verde, positiva!