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13 gennaio 2016

Panino e Listino: E' ARRIVATO L'INVERNO (Giovedì 14 Gennaio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



C'è una notizia che in questi giorni mi sconvolge. Più del crollo del petrolio, più della crisi cinese e di quella dei 5 Stelle, e anche più delle nostre banche, in particolare le nostre amiche MPS e Carige.
Mi riferisco all'ultima sul calcio italiano, no, non a quella della moviola in campo (in verità anche quella mi ha smosso parecchio), ma alla notizia su Cerci, l'attaccante del Milan (a proposito, è ancora del Milan), ho scoperto che il suo cartellino è in possesso di un fondo d'investimento.
Brivido!
Ormai il calcio è a tutti gli effetti uno spettacolo, per i tuffi in area, i melodrammi dopo i goal, per il calciomercato tutto l'anno e per i tanti soldi (veri o presunti) che nel grande circo girano.
Forse quando il cartellino del giocatore era di piena proprietà del presidente, non era il migliore dei mondi, ma da quanto ricordo, era sicuramente una situazione migliore, più genuina dell'attuale. Mi chiedo cosa mai avrebbe detto Nereo Rocco se fosse ancora vivo. Probabilmente, Fornero permettendo, avrebbe preso una pensione anticipata, o cambiato mestiere.

Tornando alle cose nostre, l'avete sentita l'ultima previsione nefasta del catastrofista europeo? 
Se non l'avete letta, domani la potete trovare su Panino e Listino.
Come troverete anche le previsioni delle stelle.
Avete letto le ultime dichiarazioni di Medvedev sul petrolio? I rischi per la Russia aumentano, come aumentano anche gli allarmi e gli allarmismi, come anche le previsioni negative, dai 20$ di Goldman a chi adirittura vede i 10$.
Ora, tutto questo pessimismo a senso unico, mi fa ripensare alla copertina di BUSINESS WEEK del 1979, o alla bolla delle case, ma è altrettanto vero che per vincere non basta fare il contrarian, sarebbe altrimenti troppo facile guadagnare: tutti dicono una cosa, e tu fai il contrario, questo è lo stile di Marc Faber. 
No non va così, anche perchè, al netto di futuri rimbalzi, anche molto forti (100%), la strada del petrolio è già stata tracciata, il tramonto è sempre più vicino, per fortuna del nostro pianeta e anche della nostra salute.
Ovviamente, ancora David Bowie

 

01 luglio 2015

Panino e Listino: E' TSIPRAS CHE FA BALLARE IL SIRTAKI AL TORO? (Giovedì 2 Luglio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Dopo Russia, indirettamente USA, Cina, ora anche la Turchia corteggia e offre aiuto alla Grecia. A questo punto, così tanta attenzione non è certamente disinteressata, un motivo ci sarà.
La Germania di errori, in passato, ne ha fatti molti, soprattutto in fatto di strategie sono miopi di professione, è il caso di ricordarlo e non commettere altre amenità. Spero che qualcuno saprà riportarli a più saggi consigli, anche se in verità bisogna ammettere che la Merkel da sfoggio sempre più di grandi doti diplomatiche, da un lato accarezzando l'ostilità del Bundestag e dall'altro lasciando la porta aperta alle trattative con la Grecia. Giusto fare una settimana di silenzio, avete voluto il referendum, e referendum sia.

Tsipras non ha calato le braghe, per fortuna, sarebbe stata una delusione.
Il finale, se non sarà tragedia greca, e qui lo speriamo, anzi ne siamo quasi sicuri, finirà con un altro "hair cut", un profondo taglio del debito come già anticipato su Panino e Listino. A questo punto la domanda è spontanea, perchè non riportare definitivamente il debito su un terreno da "matusalem bond" cioè ripagato con lentezza nel lunghissimo termine, gli stati non sono come gli essere umani, possono avere una longevità eterna, non hanno fretta, l'emergenza è la crescita, sia per i conti, ma soprattutto per gli esseri umani.
Forse ancora non conviene, conviene di più allungare il brodo, anche se i mercati, bambini capricciosi e viziati hanno già ottenuto tutto e di più, per ora si ritengono soddisfatti, per questo che ritengo improponibile, anzi assurdo, una nuova Lehman Brothers. Come direbbe Luigi Abete, fare queste previsioni e affermazione è disinformazione, per non dire terrorismo finanziario. 
Se poi osserviamo i consigli delle banche d'affari, sono tutte a favore dell'Europa, tutte pronte a comprare, o forse lo stanno già facendo, anche quelle che nel 2011 vendevano a mani basse tutto il "made in Italy".
Attenzione ai catastrofisti, i gufi sono carini e molto utili, quelli che fanno disinformazione no.

Domani su Panino e Listino, l'aggiornamento delle "10 di Buddy", ho cercato il più possibile di riportarvi note e consigli utili per l'Estate, questa è la grande occasione, non perdetela.

07 gennaio 2015

2015 DRAGHITAURO E COLOMBE PER COMBATTERE I MOSTRI DEL MONDO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

Dopo il crollo del Petrolio, la paura GREXIT, l'avanzata di Tsipras e Podemos, la crisi Russa e del Rublo, ora dopo l'attentato a Charlie Hebdo, sale anche l'allarme terrorismo.
Già dimenticate la Deflazione, il timore tassi Usa, la bolla dei Bond , il possente Debito italiano e la continua svendita del nostro paese. É tutto ormai alle spalle.
Le paure nuove, scacciano i fantasmi del passato, anche se forse i veri mostri del ribasso hanno un volto diverso, penso a esempio agli utili Usa che sicuramente verranno limati a causa del rialzo del Dollaro.
Fioccheranno gli allarmi utili? Lo vedremo, ormai manca poco.
In tutto questo, dopo aver letto le mie previsioni, come vedete voi il 2015?
Qui a fianco troverete il nuovo sondaggione.
Se avete delle voci da aggiungere, suggerimenti o altre proposte, scrivete e votate.

16 dicembre 2014

Panino e Listino: UNA POLTRONA PER DUE E' IL NOSTRO NATALE (Mercoledì 17 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci sono tante cose che in questo periodo non capisco. Come la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, e non per "mafia capitale" e la cattiva immagine di Italia e città, e non per il solito ritornello che l'Italia è il paese dei no e dei freni all'innovazione, se continui a dire di NO a ogni proposta non ci sarà mai la crescita e nemmeno per i precedenti storici sulle Olimpiadi di Atene del 2004, da lì in poi il diluvio del debito e della crisi.
Semplicemente perchè dopo aver sentito dire Renzi che le Olimpiadi a Roma sono una spinta all'ottimismo e presumo entusiasmo penso: ma un'Italia con meno tasse, servizi pubblici efficenti, e per servizi intendo anche treni pendolari, bus, tram, metro e con scuole e asili che funzionano e diventano ambienti in cui si nutre e si investe sul futuro, non credete che già questi potrebbero essere degli ottimi argomenti per dare fiducia a un Paese. Perchè non partire da qui invece che dalle Olimpiadi? Non so perchè ma mi ricorda tanto il Ponte sullo Stretto.
Pensando a Begnigni, all'Italia darei l'undicesimo comandamento: "non pensare alle Olimpiadi 2024, finchè non avrai terminato Expo 2015".
Non è ancora finita la politica degli slogan, quand è che arriveremo a quella dei fatti, cose semplici, concrete e utili, ma fatte e in tempo utile?

Non capisco perchè l'informazione continui a fare enorme sforzi sui dibattiti e le polemiche e poi sia così distratta e superficiale nei dati e nelle informazioni di base. Lo sento in Focus Economia di Radio 24 e sento Barisoni, non solo elencare informazioni sbagliate sicuramente solo per distrazione e invece ci si concentri sui dibattiti che a mio avviso di utile hanno poco se non per fare intrattenimento. Non capisco perchè lo stesso Barisoni lanci l'allarme su una prossima crisi dell'Europa, causata anche questa volta dalla Grecia, e non ci si accorga che il focolaio della crisi è altrove.  Ripensa al 2011 Barisoni, e non si accorge che lo Spread dell'Italia, nonostante i tagli di rating, sia ancora su minimi storici e non si vede che è il Petrolio e tutto quanto gira attorno, la fonte della crisi.
Se si vuole cercare un'affinità tra il 2011 e oggi è proprio la confusione dove la speculazione trova terreno fertile, nel 2011 l'Europa lo era e sugli spread la speculazione ha pestato e guadagnato e oggi lo è l'Opec e i paesi produttori di petrolio e su questo terreno si va a colpire per guadagnare.
Probabilmente sono io che non capisco.

Intanto, tornando ai nostri temi, si avvicina "Una poltrona per due" la nostra scadenza tecnica, il nostro appuntamento di Natale, ormai una tradizione, per me non solo un appuntamento cinefilo, ma anche emotivo ed emozionale, un momento in cui fare il punto della situazione e dell'anno trascorso.
Lo so che anche molti di voi guarderanno il film o in quel momento faranno i conti dell'oste, e allora vi chiedo, com'è andata?
Difficile dare una risposta in mezzo al marasma di questi giorni, è un Natale speciale che non vuol dire positivo, ma lo potrebbe diventare. 
Domani su Panino e Listino troverete forse la soluzione, o anche solo forse un po' di conforto, ma credo che fino a oggi le indicazioni siano state buone e utili, ma al pubblico lascio il giudizio.


LIBERO 03 Dicembre 2014

" Se vedessi Milano piena di pale eoliche e pannelli solari, o se si scoprisse il petrolio a Berlino, forse comincerei a preoccuparmi". Con onestà ammette "sei mesi fa non avrei mai suggerito di comprare Petrolio". Questo è quanto dichiarava Jim Rogers (guru delle materie prime ed inventore del fondo RICI) nell’autunno del 2007, tanto che si lanciò in una previsione di prezzo per il petrolio oltre ai 200$. Lo stesso prezzo fu indicato nel Maggio del 2005 dal guru di Goldman Sachs Arijun Murti assurto nell’Olimpo della finanza, grazie alla precedente previsione di 100$ sempre sul Petrolio.  Ben prima di loro ci provò Hubbert con la teoria del “picco di Hubbert” , lo scienziato fece la previsione (nel 1956) che agli inizi degli anni ’70 gli Usa avrebbero raggiunto il loro picco di produzione petrolifera.
Grandi abbagli per grandi guru,  non solo quei 200$ non sono mai stati toccati, ma oggi di oro nero ne abbiamo in abbondanza, tanto che gli USA oggi il petrolio lo esportano.
Non ci siamo accorti che è scoppiata una bolla? Lo shale oil e gas fanno pensare questo. L’immagine americana del pozzo di petrolio nel giardino di casa, ricorda molto la “corsa all’oro” in California del 1850 e la scoperta di internet nel 2000, grandi propulsori per l’economia reale, quanto devastanti distruttori di ricchezza finanziaria.
Perché se è un bene per l’economia la discesa del prezzo della materia prima, è invece un male per l’esasperante speculazione finanziaria che sullo shale ha scommesso collegando derivati di ogni tipo. Una volta che la marea sarà scesa scopriremo quante banche e finanziarie (tipo KKR) stanno nuotando senza costume.
L’inflazione è l’ultimo dei problemi, non si è accesa con il petrolio a 150$, figuriamoci oggi. Un bene per Wall Street che continua a vivere il sogno dei tassi a zero per l’eternità.
PIAZZA AFFARI: dal 2010 a oggi non è cambiato nulla, se non qualche semestre in più di recessione e qualche tonnellata di debito in più. Eppure 4 anni fa c’era la gara a scaricare il Btp, oggi invece si corre all’acquisto, tanto che il nostro rendimento è inferiore a quello dei Bond Usa. E’ la Bce di Draghi bellezza, ma oggi si corre il rischio di sovrastimare i poteri di Super Mario. Sicuri che arriverà l’annuncio del QE? La resistenza di 20,200 è stata rispettata, ora io aspetterei per comprare, almeno 19,000/19,200, attenzione ai facili entusiasmi.
RUSSIA: Rublo in caduta insieme al prezzo del petrolio. Sembra quasi inevitabile una crisi per il 2015. Una scusa per una futura correzione dei mercati? Attenzione Ucraina, attenzione ai rischi geopolitici. Ricordate il 1998.
YOOX: avevo già accennato al ritorno nel settore del lusso. Yoox fa record nel “cyber Monday” è lei la più bella del reame. Buy in zona 17,80/18
ALERION: già segnalata la scorsa estate, ma aspettavo i volumi. Ora sono arrivati e sopra 3 il titolo diventa caldissimo, Opa sotto l’albero di Natale?


 
 

12 dicembre 2014

E PER NATALE TANTO CARBONE, E PETROLIO



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

In principio c'è il Tol Expo. Milano, Piazza Affari, una bellissima giornata di sole e un'apparente è ritrovata tranquillità di borsa.
I mercati hanno recuperato la tradizionale debolezza di Ottobre e soprattutto a Wall Street l'hanno fatto con grande vigore. A piazza Affari si aspettano gli esiti degli STRESS TEST e  le successive mosse di Draghi, ma niente preoccupa, davanti a noi c'è Novembre e l'autostrada per i Tori di Dicembre, motori e renne pronte per il rally di Natale.
Niente preoccupa, se non il solito catastrofismo dovuto alla droga monetaria della Fed, a quella del Giappone, alle quotazioni troppo  care di Wall Street  che prima o poi dovrà scendere e lo farà con un botto, ma niente su Petrolio, Rublo, Russia e Grecia.
Entro con la solita curiosità n'è il paese dei balocchi, la fiera del trading, sempre più strilloni, sempre più confusione, scenari e sistemi che si scontrano, luci stroboscopiche, quotazioni che tintinnano e ammiccano il cliente, vieni da me, no da me, si strilla il guadagno migliore, a chi la spara più grossa, qualcuno ci crederà.
Ed é proprio da uno di questi che mi soffermo, spiega e racconta il suo sistema, il suo palco e pieno, rimango in piedi e ascolto. Illustra schemi e statistiche, da inizio anno dice, il mio risultato é +40%, l'unico titolo in perdita, del 10% é ENI, ma non lo vendo perché sono sicuro che con ENI lo recupero prima o poi.
ENI, la sicurezza, una volta era così, é sempre stato così dall'esordio in borsa fino a oggi, il discorso del tecnico  non faceva una piega, peccato che in borsa le sorprese sono la materia prima, che i cicli cambiano, ciò che ieri era sicuro oggi può essere un grande pericolo perché le certezze non esistono, non sono mai esistite, sebbene Lehman sia stato per molti il primo e grande schiaffone.
Qual é stato il titolo tra i big di Piazza Affari che ha perso di più negli ultimi due mesi?
Oltre a Saipem ovviamente. Sí, avete indovinato, proprio ENI.
Ed ecco che la performance del tecnico, é stata bruciata in poco tempo da quella che doveva essere una sicurezza, la ciliegina sulla torta della perfetta annata.

Ma ora ENI é a sconto si dirà, ha un rendimento che qualsiasi bond invidia, un rapporto prezzo utile da saldo e soprattutto é in iper venduto.
Anche Saipem lo era, da iper venduto é scesa andando in iper iper venduto e così via.
Innanzitutto ENI per mantenere quel rendimento come minimo deve fare gli stessi utili dell'anno scorso, e ho i miei dubbi che con un petrolio  forse solo a metà percorso, ENI possa ripetere le precedenti annate.
Se ENI é in iper venduto, vuol dire che molti hanno scaricato e se l'hanno fatto, e l'hanno fatto pesantemente perché pensano che il titolo scenderà ancora molto e potranno, ma non é detto, ricomprare molto più in basso.
Ve l'ho già dimostrato con Saipem, in 2 anni di Borsa positivi, anche per Piazza Affari, il titolo si é ridotto quasi a 1/3 del valore dai massimi, più volte ho ripetuto di stare lontano, e a 16 ho anche insistito per impostare posizioni al ribasso per poi definitivamente consigliarvi di abbandonare il titolo.
Petrolio NO, a differenza delle precedenti esperienze del 2008/2009, e ogni giorno che passa dimostra che avevo ragione.
Poi ovviamente é giusto che ognuno faccia quello che vuole, ma dovete rendervi conto che la storia sta cambiando e che in questo Natale ci sarà molto carbone, anzi molto Petrolio, una marea di Petrolio a prezzo di saldo.
Poi, quando si accenderanno le luci, arriverà il bello....

02 dicembre 2014

Panino e Listino: LA BOLLA DEL PETROLIO (Mercoledì 03 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ma guarda che strano, finchè all'Eni c'era Scaroni, e ancor prima al governo Berlusconi, tutto andava bene con Putin, oggi, complici anche le sanzioni, tutto sta saltando, non ultimo, il progetto South Stream.
Non vorrei che un giorno si scoprisse che è stato un bene, già immagino i servizi di Report e le parole della Gabanelli, sarebbe l'ennesima dimostrazione di come sprechiamo i nostri soldi in opere inutili e di come vanno certi affari.
Ma tutto questo è fanta finanza, giochi economici, geopolitica molto più grande di noi. Tornando alle nostre cose, guardate Saipem, nonostante le smentite di perdite su South Stream, nonostante anche Barisoni da Radio24 abbia detto che Saipem era assicurata sul mancato completamento dell'opera, il titolo affonda, tanto che è il peggiore di giornata, e cade su nuovi minimi.
10 euro, quello che avevo indicato come obiettivo estremo è ormai a un palmo, ma non conta. Come avevo già scritto in precedenza, l'operazione al ribasso è stata chiusa a 12 e successivamente catalogata. Niente operazione inversa, niente di niente, semplicemente perchè a mio avviso il titolo era rischioso e nessuno mi obbligava a tentare quello che era solo un puro azzardo, come poi si è confermato. Il titolo tornerà in futuro a 30? Bene per chi è long, a me ora non interessa, perchè Saipem non mi sembra un'opportunità.
Questo lo scrivo perchè tutte le volte che ho citato e insistito a segnalare COBRA mi sono sentito rispondere che ripetevo sempre gli stessi titoli e tutte le altre volte che ho accennato ad altre opportunità mi è stato detto che il mio elenco non era per tutte le tasche. Quindi ora per non fare favoritismi e quindi scontentare tutti o nessuno, o sarò selettivo o meglio non scriverò nulla.
Intanto in Russia la situazione si fa sempre più difficile, e questo potrebbe essere un guaio per l'Italia che sui consumatori russi prospera, ma potrebbe essere anche un guaio per i mercati che da una nuova crisi geopolitca o anche solo un attacco speculativo sul Rublo, potrebbero aggrapparsi e trovare la scusa per una grande correzione.

Domani, come credo sia ovvio e scontato, su Panino e Listino troverete il Petrolio, probabilmente spiegato male dal sottoscritto, oggi l'ispirazione non c'era proprio, dovrete accontentarvi, così anche per i temi operativi, poi ovviamente sarete voi a giudicare e a dare il voto.
Rampini oggi scrive che la caduta del Petrolio potrebbe essere la spia di una cattiva condizione dell'economia mondiale. Può essere, ma nel 2008, con il picco dei prezzi l'economia mondiale correva?
Forse si dovrebbe ricordare che anche le materie prime vanno a cicli, di solito durano 10 anni e per tanti altri rimangono ferme, quasi immobili, come negli anni '90, quanto invece l'economia correva, ma di fiammate speculative sui  questi prezzi se ne sono viste ben poche. Sono i tassi bassi che fanno salire l'alta marea, e ora si sta alzando sempre più sull'obbligazionario, ma quanto potrà durare questo stato di estasi?
Siete proprio sicuri che Draghi giovedì farà la magia?






LIBERO 26 Novembre 2014
Estragone e Vladimiro sono due vagabondi che  si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario sono vaghi, quello di cui i due vagabondi sono certi è che una volta arrivato, Godot darà loro vitto e alloggio gratis. Quello che capita a Estragone e Vladimiro, sta capitando agli investitori e risparmiatori di Piazza Affari, in perenne attesa di Draghi che porti loro il pasto gratis, ma il tempo passa, le foglie (le quotazioni) cadono e nessuno si vede ancora all’orizzonte. In verità, a differenza di Godot, Draghi il suo volto l’ha mostrato, più volte e anche in modo schietto, quello che manca è il bazooka che spara milioni di euro e rende tutti più ricchi e felici. Ma questo bazooka esiste? Si fantastica di un Draghi dedito ogni sera a lustrare il l’arnese sempre pronto all’uso, anche se il governatore lo punterebbe più volentieri contro Weidmann che ogni volta tenta di sabotarlo.
“Whatever it takes” disse Draghi infiammando cuori e portafogli, ma si limitò alle parole. Altri come Kuroda sono pesantemente passati ai fatti, ora addirittura rilanciando, annunciando di essere pronta a triplicare le emissioni di moneta tramite acquisto diretto di Etf e proprietà immobiliari, e ricordando, per chi fa finta di non voler capire che la BOJ non ha limiti nell’uso degli strumenti di politica monetaria. Cannonate finanziarie.
L’investitore italiano però rimane in attesa di Draghi e non si accorge che da Oriente, con il taglio dei tassi della Banca Centrale Cinese, arrivano altre bordate. A forza di aspettare si perde la corsa di tutti i treni che in giro per il mondo continuano a correre.
Voglio ricordare che l’ultimo rally ha avuto il suo incipit nelle varie dichiarazioni dei membri Fed a sostegno e fiducia verso una politica monetaria ancora accomodante.
Il bazooka, come Godot, non arriverà mai? C’è chi lo vede sotto l’albero di Natale, chi come Goldman Sachs assicura che sarà azionato a inizio 2015. Essendo l’ultima arma disponibile sarà usato in caso di emergenza, e non certo in un mercato al rialzo come quello che stiamo vivendo.
FTSEMIB:  i livelli non cambiano, 20,200, sopra vedrete correre la slitta. Rialzo a occhi chiusi e senza freni. Ma io nutro ancora forti dubbi che venga sfondato nel breve.
WALL STREET: “plunge protection” la protezione contro il tonfo. Sembra che sia la mano invisibile della Fed, autorizzata a intervenire direttamente sul mercato, a sostenere i corsi di borsa. Ma è altresì vero che la Fed non vuole un mercato che sale troppo celermente. Il Nasdaq mi preoccupa, meglio coprirsi con l’ETF BOOST NASDAQ100. E se fosse lo “shale gas” il fantasma che spaventa la finanza?
PRYSMIAN: società contendibile, questo comprerei a Piazza Affari.
NEM e CDE: l’Oro potrebbe ora muoversi, questi i miei titoli preferiti.
BE: +80% da inizio anno e non è finita. Questo è il mio regalo di Natale ai miei 3 affezionati lettori.