email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Era Ottobre, ma era pur sempre un Lunedì, chissà quanti lo ricordano. Peggio del '29 titolavano i quotidiani italiani, dal Corriere a La Repubblica e anche La Stampa.
Solo qualche anno dopo, non solo Wall Street aveva recuperato il traumatico -22%, ma era già più alta, per non parlare di 10 anni dopo, valeva circa 10 volte in più.
Questa è la più chiara differenza tra una correzione, seppur marcata e un'inversione di trend.
E ora, tutti sul carro dell'Orso, pensando sia lui il vincitore, e forse anche sul carro di Buddy Fox.
Perchè fino a ieri ero un cretino, se non peggio, come lo tra la fine 2008 e inizio 2009 quando scrivevo di comprare. Va sempre così, sono sempre un idiota finchè la tendenza non va dalla mia.
Sinceramente questo assurdo gioco alla ricerca dell'offesa e della polemica non mi è mai piaciuto e ora mi ha stancato.
Il mio interesse è sempre stato quello di informare e aiutare il prossimo, per quanto possibile, ma ora siamo arrivati al peggio, anche alle minacce.
Non arrivando nessun beneficio, nè di riflesso (la vostra soddisfazione), nè a livello personale, mi sono chiesto per quale motivo continuare a scrivere. Per questo motivo a cominciato a diradare gli interventi, solo quando ho veramente voglia di scrivere, solo quando ho veramente un po' di tempo. Anche perchè ultimamente ho notato che molti dei lettori affezionati se ne sono andati, e quelli rimasti sembrano più che altro dei falsi nomi, definiamoli così.
Tanto, stando alle minacce, io non faccio mai nulla o quasi, sono un perdigiorno.
Tornando ai mercati, questi 8 mesi per me sono stati molto duri, andare al ribasso non mi è mai piaciuto e l'ho fatto solo in casi eccezionali, limitare l'operatività al rialzo è stato anch'esso per me una restrizione dolorosa, quello che conta è che alla fine è stato sensato e per me si chiude qui.
Si chiude l'operatività al ribasso, e salvo eccezioni, d'ora in poi sarà solo al rialzo, almeno finchè Milano, Piazza Affari tornerà sopra 40,000. Sì avete letto bene.
Ovviamente non si ripartirà di corsa, difficile, lo ricordate uno dei punti delle "10 di Buddy Fox 2015"? LA VOLATILITA', eccola, è arrivata e per un po' sarà padrona di casa.
Ma su questa e la prossima debolezza, comprerò senza nessuna preoccupazione. Sarà la mia follia che mi porta a questi comportamenti, vedremo se anche questa volta la visione sarà quella giusta o se il passare degli anni mi ha portato fuori di senno come Ariosto.
Un'ultima nota di cronaca, il giorno successivo a quel Lunedì nero di Otttobre 1987, Tokyo visse un martedì nero perdendo il 15%, non fu la fine del mondo, perchè due anni dopo il Giappone vide scoppiare la sua bolla, ma da livelli ben più alti.
Qui sotto, per gentile omaggio e per chi non li avesse letti, vi lascio gli ultimi due pezzi di Panino e Listino a cavallo di Ferragosto.
LIBERO 13 Agosto 2015
“Che ne sai di un bambino che rubava/e soltanto nel buio giocava … /e di un mondo tutto chiuso in una via /e di un cinema di periferia…” la voce di Battisti nell’Estate del 1971 risuonava in tutte le spiagge italiane, le canzoni di Battisti, negli anni di lotta politica, sembravano l’unico argomento che metteva d’accordo tutti gli italiani.
“Un mondo tutto chiuso” quello degli anni settanta, l’occidente, l’unico che in quell’epoca contava e decideva, sembrava vivere un’Estate come tante altre, in spiaggia o montagna, tutti intorno al picnic di Ferragosto. Ma mentre la gente comune si concedeva le meritate vacanze, a Camp David, il presidente Nixon, al canto delle cicale, prendeva una decisione solenne: il “gold standard” finisce, era l’addio alla convertibilità con l’oro.
Molto prima di Reagan, un altro presidente americano, forse il più discusso, abbatteva un altro muro, che non era quello di Berlino, e nemmeno quello di “Wall Street”, bensì quello dell’economia mondiale! Da Bretton Woods fino al 15 Agosto 1971, il sistema economico occidentale si ergeva nella stabilità monetaria mondiale, ancorata al dollaro e alla sua convertibilità con l’oro. In parole semplici il sistema valutario si basava su rapporti di cambi fissi, tutti agganciati al dollaro, che a sua volta era agganciato all’oro.
Questo accordo aveva delle falle, infatti permetteva agli Usa un’emissione incontrollata di moneta, esportando quindi inflazione e rendendo più povero il mondo. La guerra del Vietnam fece aumentare in modo spropositato la spesa pubblica, tanto da mandare in crisi il sistema: troppi dollari in circolazione per sostenere il debito rendevano difficile la successiva conversione in Oro, da qui la decisione storica di Nixon.
Al tempo internet non esisteva, la televisione in vacanza era un optional, l’unica fonte informativa era la radio, dove le notizie economiche erano tanto rare quanto gli acquazzoni estivi.
Oggi, Estate 2015, la svalutazione dello Yuan, rimbomba in tutti gli angoli del pianeta, un’onda che dal valutario, sembra travolgere tutto il sistema economico e finanziario. La Cina è vicina, in un mondo sempre più piccolo e confuso, sembra essere diventata la causa scatenante di una nuova, l’ennesima, “Guerra delle Valute”.
Il 16 Agosto 1971, quando cantava Battisti, secondo molti fu l’inizio dell’instabilità economica e finanziaria, ma fu anche l’inizio della flessibilità monetaria e degli investimenti: la possibilità dei QE e la volatilità delle borse, grandi rialzi e grandi crolli, derivano tutti da quella decisione storica che si ripercuote anche in quest’Estate, dove continua suonare la canzone degli Eagles “Hotel California”, un motivo che ci accompagnerà fino all’eternità.
PIAZZA AFFARI: la luna di miele, il matrimonio tra Toro e Piazza Affari, sembra essere finito. L’effetto trimestrali si è concluso. Nulla di drammatico, per settimane vi ho avvisato di una nuova correzione in arrivo, quella della Cina è stata solo una scusa. Inizia una “tortura cinese” che farà soffrire noi e il Toro, l’importante è non cedere. 22,200/22,500 primo supporto, 21,800 area di emergenza. Il Pil Italia porterà sollievo?
ERG: la segnalazione arriva da un lettore, un suggerimento brillante, un titolo favoloso. Sembra partito, ma dovesse tornare a 11,50, salterei in groppa subito. Sopra 15 si va a 24. Rivoluzionario.
BE: non dimenticatevi di prendere la medicina contro ogni ribasso.
CINA: secondo Edwards (SG) questo “è solo l’inizio”, dobbiamo prepararci a un maremoto di deflazione. “Aspettatevi una crisi finanziaria uguale al 2008”. Edwards è un noto pessimista. La mossa cinese non farà altro che rendere più prudente la Fed, per la felicità delle borse.
LIBERO 20 Agosto 2015
“Quando vien la Candelora dell'inverno siamo fora; ma se piove o tira il vento de l'inverno semo dentro”, recita il detto popolare della Candelora nei primi giorni di Febbraio, il mese più freddo dell’anno. Per le borse invece, il periodo più importante è Gennaio, dice il saggio di borsa che se il primo mese dell’anno sarà positivo, tutto l’anno sarà sotto il segno del toro ed avrà quindi il segno più alla fine.
Se vogliamo essere ancor più precisi, affidandoci alla statistica e non ai detti popolari, sono i primi 3 giorni di Gennaio a rivelare come sarà l’annata per gli investitori, quelli che per i più ottimisti coincidono con il rally della Befana, o come il rally di inizio anno. Statisticamente va così, il più delle volte l’anno parte in crescita, con grande speranza, ma non il 2015, se andiamo a rivedere i grafici o ci ricordiamo cos’è successo, subito ritornano alla mente i crolli azionari che hanno preceduto l’attentato di Parigi e il QE di Draghi.
Il 2015 è iniziato male per tutti: Milano, Parigi, Tokyo, Francoforte, peggio ancora per New York che non solo è partita in retromarcia, ma ha avuto tutto Gennaio macchiato di rosso, nessun beneficio è provenuto dall’azione della Bce è già questo poteva essere un cattivo presagio.
Ironia della sorte, l’unica piazza ad aver cominciato bene il 2015 è Shanghai, peccato che lì il capodanno si festeggi a metà Febbraio, a oggi il momento più difficile dell’anno.
PIAZZA AFFARI: “l’ho aspettata così tanto/ apri il cielo e lasciala scendere / arriva la pioggia” cantano i Cult a Milano, dove dopo tanta resistenza, sta arrivando la correzione, le vendite come un temporale. Il mio livello è sempre 22,000.
ENI: “down down down”, sempre lontani da questo titolo. Possibile obiettivo di lungo intorno a 7.
CINA: “scappa via, scappa via” cantavano i Pooh, e lo ripeterebbero oggi a chi è investito in Cina. Sotto 3,500, confermo, viene giù tutto.
AZIMUT: sarà un’Estate tranquilla, così gli esperti di Azimut salutavano gli investitori. Per i mercati non sappiamo come si concluderà la stagione, per il titolo in questione avevo già avvertito, e ora la situazione si fa ancora più difficile. Possibile scivolata verso 19.
WALL STREET: non solo proverbi e statistica, ora anche il giudizio di McClellan si abbatte su Wally, secondo il suo modello tra il 20 e il 26 Agosto vedremo un picco e per il resto dell’anno non ci sarà nessuna buona notizia per i Tori. Ma il peggio lo vedremo all’inizio del 2016, quando secondo McClellan ci sarà un “ugly decline”.

