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20 settembre 2017

Panino e Listino: DOPO LEHMAN NULLA SARA' PIU' COME PRIMA, MA PIU' DI PRIMA (Giovedì 21 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



20 Settembre, tramonto d'Estate, 9 anni dopo Lehman, anche se la data esatta sarebbe il 15, e siamo ancora qui.
Quanti sono rimasti? Quanti sono sopravvissuti?
Nulla sarà più come prima, dicevano, niente più guadagni facili, niente più Toro, niente più rialzi folli, dimenticate tutto, pensate solo alle macerie, alla depressione e ai pochi cocci, alle briciole, conservatele, non vi resterà altro per nutrirvi, solo l'aria pesante della depressione.
Nove anni fa quando in questo blog scrivevo "IO COMPRO", un'enorme e imperdibile occasione d'acquisto, venivo tacciato per mentecatto, il complimento più leggero era che non capivo niente.
Nove anni dopo siamo qui a raccontarcela, le cose sono andate ancor meglio delle previsioni, non solo è ritornata la moda dei guadagni facili, per molti ma non per tutti, soprattutto per i soliti noti, ma oggi il denaro te lo regalono, piove dal cielo.
E non è finita qui.

Domani su Panino e Listino il racconto di quel 15 Settembre 2008, com'è andata, i pericoli di ieri e quali sono i pericoli di oggi. Ovviamente tutto accompagnato dalla sala giochi dei titoli da comprare.
 

13 novembre 2016

WALL STREET SUPER TRUMP




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Trump presidente, la mia più che una previsione era un'intuizione, non tanto un auspicio, non è certo il massimo della vita, era forse una percezione puramente epidermica.
Sta di fatto che non ho nessun interesse a prendere meriti non miei, oggi è tutta una gara tra chi si cosparge il capo di cenere per aver sbagliato, chi lo trasforma in un merito chi invece vuole imporre che se non l'ha previsto lui non poteva prevederlo nessuno, a me tutto questo farfugliare mi sembra un'inutile perdita di tempo, un voler continuare a suonare la stessa musica. La stessa musica che fino a oggi non ha fatto comprendere il disagio internazionale, perchè se c'è una cosa oggettiva è che molti continuano a vivere in un pianeta tutto loro, e non è solo l'1% dei più ricchi del pianeta, ma è qualcosa di molto più vicino al 50%, mentre l'altra metà è infuriata e questa rabbia viene oggi spinta e rischia di tracimare.
Per quanto riguarda il nostro campo, l'unico che mi compete e di cui ho qualche minima competenza, io il segnale di rialzo, o meglio di continuazione del rialzo l'avevo già avuto lunedì sera, che a vincere fosse stata Hillary Clinton o Donald Trump, come realmente è avvenuto, a mio avviso non sarebbe cambiato nulla perchè il refrain è sempre lo stesso e cioè: salire.
Questa non è la realtà, questa è la mia filosofia che qui ripropongo da ormai più di 10 anni.
Oggi come 8 anni fa, quando per aver anticipato troppo avevo quasi rovinato tutto, oggi come 8 anni fa quanto scritto poi si verifica, oggi come 8 anni fa a dispetto delle tante catastrofi chiamate, alla fine non è successo nulla di irrimediabile. Oggi, dopo 8 anni, siamo di nuovo sui massimi, anzi siamo oltre i massimi. Oggi, dopo 8 anni, quanti sono rimasti in questa barca?
E se fino a qualche settimana fa scrivevo che per il Dollaro la salita sarebbe continuata, dopo quello che ho visto negli ultimi giorni, potete pure dare l'ultimo saluto all'Euro. Spero solo si tratti di grande forza dell'economia Usa e quindi di un fattore positivo e propulsivo e non di qualche cattivo presagio. 
Qui sotto il link su quanto avevo scritto lunedì 7 Novembre.
Panino e Listino LIBERO se vince Trump 

04 novembre 2016

ELEZIONI USA 2016: l'eredità di Obama




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



L'eredità di Obama, questa volta non solo riflessioni ma soprattutto numeri.
Alla fine questi 8 anni potrebbero essere ricordati come la più grande occasione di investimento della nostra generazione.
Nel mio piccolo, nell'Ottobre 2008 il mio "IO COMPRO" l'avevo scritto e c'è ancora.
Il pezzo è un po' lungo, vi lascio il link
Ciao
L'eredità di Obama

02 novembre 2016

PRESIDENT USA 2016: OBAMA IL RE DI WALL STREET



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Come si giudica una presidenza?
Siamo arrivati ai titoli della presidenza Obama, 8 anni alimentati dalla speranza, 8 anni spenti dalla delusione oppure 8 anni in cui si è fatto e creato qualcosa?
Qualsiasi possa essere l'idea di ognuno di voi, l'appartenenza di partito e se volete anche il pregiudizio, alla presidenza Obama non si può dare un cattivo voto.
Obama ha avuto solo una grande difetto, o meglio un handicap che è stato anche la spinta che l'ha portato ad essere eletto e cioè l'aspettativa che sarebbe stato il messia, colui che avrebbe cambiato il mondo.




Bisogna ritornare a 8 anni fa, 2008 per ricordare com'eravamo e capire poi cos'è veramente accaduto.
Le aspettative su Obama erano altissime, e questo è stato il suo male, ma dall'altra il vantaggio di Obama è stato ereditare la presidenza Bush, fare peggio era molto difficile e bisogna anche dire che Obama è riuscito a rimediare gran parte degli errori fatti dal predecessore.
Quello che però più stupisce è che Obama è stato  e credo sarà ricordato come il presidente che ha risollevato l'economia Usa e ha fatto volare Wall Street.
In 8 anni di presidenza non solo l'economia americana è uscita in fretta da una recessione che per molti rischiava di essere peggiore del 1929, ma ha risanato il sistema bancario, assicurativo e delle società di mutui (cosa che noi in Europa e soprattutto in Italia non abbiamo fatto) trasformando la grande crisi finanziaria del 2008 in una risorsa e persino in una fonte di guadagno ed ha portato gli indici di Wall Street (prendendo come prezzi di riferimento il Novembre 2008) a raddoppiare in soli 8 anni.
Doveva essere il presidentedei poveri, della classe media, dell'equilibrio, della società e dell'economia che dirigono la finanza, ed invece rischia di essere ricordato come il presidente idolo di banche e della borsa.

Se per un attimo facciamo un veloce viaggio nel tempo tornando nell'inferno di 8 anni fa, mentre tutto stava bruciando, per la gran parte degli esperti e dei commentatori davanti a noi non solo si rischiava di avere un futuro nella miseria e nella depressione, ma anche limitandoci ai mercati finanziari le previsioni erano per minimi rendimenti e per le borse il destino era un ribasso e quei massimi che si sarebbero rivisti chissà quando.
Posso considerarmi uno dei pochi, coraggiosi o folli ad aver scritto fin da quelle elezioni di 8 anni fa che il ribasso in corso era una grandissima occasione di acquisto per il futuro. Sinceramente è andata meglio di quanto in quel momento mi aspettassi.
La cosa che però mi stupisce è il finale, c'era un ragionamento che circolava nelle sale operative di quell'epoca e cioè che il ribasso dei mercati, o meglio il crollo, non era dovuto solo allo scoppio della bolla finanziaria ma era anche lo stimolo e la sicurezza che l'America avrebbe eletto, per la prima volta nella storia, un presidente nero.
Il mondo avrebbe esclamato: gli Usa sono una terra meravigliosa, è proprio vero che c'è una possibilità per tutti.
Questo era il disegno della finanza, far credere a queste illusioni, ma siccome gli Usa sono un popolo nel loro intimo razzista, lo sono ancora e lo si è visto negli ultimi tragici eventi nelle lotte di quartiere, quella stessa finanza che aveva innalzato Obama, sul rettilineo finale, davanti al traguardo, si sarebbe inventata qualcosa per farlo "cadere".
Forse l'idea era fin troppo complottista e fantasiosa da diventare irrealizzabile.
Obama, il presidente nero che ha regalato 8 anni di gloria ai visi pallidi della finanza, possibile?
Siamo in America, qui si può realizzare tutto.
 

17 agosto 2016

OLIMPIADI RIO 2016: Panino e Listino, a Piazza Affari come a Sparta (Giovedì 18 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



In attesa del grande evento di questa notte, mi riferisco alla partita di pallacanestro tra i grandi giocatori dell'Argentina e i grandi atleti degli USA, vi posto qui sotto l'ultimo "Panino e Listino" quello prima di Ferragosto.
Domani di nuovo in edicola, con gli obiettivi stellari su Wall Street, perchè voglio arrivare sempre prima di chi poi vi dirà "te l'avevo detto". 
D'altronde, nessuno può negare che qui alla fine del 2008 scrivevo "IO COMPRO".
Domani su "Panino e Listino" Libero, non solo USA, ma anche Cina, dove l'anno scorso scrivevano: "è in arrivo un nuovo '29". Avanti con le catastrofi, prima o poi succede.


LIBERO Giovedì 11 Agosto 2016

Esami fin dal primo vagito, questo era l’aspro destino che toccava a chi nasceva a Sparta. Se il bambino era gracile o malforme, veniva subito gettato dal monte Taigèto, solo chi era completamente sano riusciva a passare la prima difficile prova. A 7 anni era già arruolato nell’esercito, lontano dalla famiglia, nei campi militari a sopportare e imparare a convivere con fame, sete, freddo, caldo, a dormire per terra, a camminare scalzo ed a sopportare il dolore. Solo così si poteva allenare duramente il corpo, rendendolo capace a superare ogni avversità e pronto a combattere in qualsiasi momento ce ne fosse stato bisogno. L’imprevisto, il “cigno nero” dei nostri giorni, non era nemmeno catalogato nella mente di queste macchine da guerra.
I soldati spartani dei giorni nostri, sembrano essere le banche italiane, che dopo aver affrontato la più grande crisi dei tempi moderni, il “fallimento Lehman”, l’attacco all’Euro, una lunga e dolorosa recessione dell’Italia e dopo aver superato brillantemente anche gli ultimi “stress test”, godono di una forma e di una preparazione in grado di soddisfare anche il severo Leonida. Tutto questo con il minimo aiuto.  Eppure, nonostante il superamento di tutte queste fatiche, l’esercito delle nostre banche non gode della stessa ammirazione che il mondo provava per gli spartiati.
Forse perché le banche anglosassoni oggi sono molto più forti dell’immenso esercito di Serse?
Nessuna paura, questa volta alle Termopoli andrà diversamente, Draghi, il nostro Leonida ha a disposizione ancora un arsenale infinito per poter vincere. La riscossa è sempre più vicina.
PIAZZA AFFARI: percorso perfetto con tanto di trappole. Sembra di rivedere, in senso inverso, quanto accaduto nell’estate scorsa. Mentre nel 2015 si fingevano i rialzi, questa volta a mentire sono le discese. L’avete mai visto un Toro in costume? Sopra 17.000 spettacolo in spiaggia.
BANCHE: “la rivoluzione bancaria è all’inizio” dice Doris, ma mentre la positività dell’Ennio nazionale non è una novità, a fare scalpore sono le parole di Tamburi, il “Warren Buffett” italiano, quando dichiara che con le nostre banche si può fare un buon affare. Pesi massimi in azione.
MPS: 0,25 era il mio ultimo prezzo. Questa volta al palio di Siena, a vincere potrebbe essere la contrada della “banca”.
FTSE100: l’indice di Londra è su del 7% da inizio anno. Sopra 7.000, l’obiettivo diventa 10 tondo. Lo chiamavano “pericolo Brexit”.
FTSE STAR: mentre a Rio le stelle italiane cadono, a Milano l’indice Star è pronto a fare nuovi massimi. E’ il nostro Nasdaq, e in quest’indice c’è anche il gioiello BE.
 

 

24 agosto 2015

LUNEDI' NERO PER LE BORSE COME NEL 1987



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Era Ottobre, ma era pur sempre un Lunedì, chissà quanti lo ricordano. Peggio del '29 titolavano i quotidiani italiani, dal Corriere a La Repubblica e anche La Stampa.
Solo qualche anno dopo, non solo Wall Street aveva recuperato il traumatico -22%, ma era già più alta, per non parlare di 10 anni dopo, valeva circa 10 volte in più.
Questa è la più chiara differenza tra una correzione, seppur marcata e un'inversione di trend.
E ora, tutti sul carro dell'Orso, pensando sia lui il vincitore, e forse anche sul carro di Buddy Fox.
Perchè fino a ieri ero un cretino, se non peggio, come lo tra la fine 2008 e inizio 2009 quando scrivevo di comprare. Va sempre così, sono sempre un idiota finchè la tendenza non va dalla mia.
Sinceramente questo assurdo gioco alla ricerca dell'offesa e della polemica non mi è mai piaciuto e ora mi ha stancato.
Il mio interesse è sempre stato quello di informare e aiutare il prossimo, per quanto possibile, ma ora siamo arrivati al peggio, anche alle minacce.
Non arrivando  nessun beneficio, nè di riflesso (la vostra soddisfazione), nè a livello personale, mi sono chiesto per quale motivo continuare a scrivere. Per questo motivo a cominciato a diradare gli interventi, solo quando ho veramente voglia di scrivere, solo quando ho veramente un po' di tempo. Anche perchè ultimamente ho notato che molti dei lettori affezionati se ne sono andati, e quelli rimasti sembrano più che altro dei falsi nomi, definiamoli così.
Tanto, stando alle minacce, io non faccio mai nulla o quasi, sono un perdigiorno.
Tornando ai mercati, questi 8 mesi per me sono stati molto duri, andare al ribasso non mi è mai piaciuto e l'ho fatto solo in casi eccezionali, limitare l'operatività al rialzo è stato anch'esso per me una restrizione dolorosa, quello che conta è che alla fine è stato sensato e per me si chiude qui.
Si chiude l'operatività al ribasso, e salvo eccezioni, d'ora in poi sarà solo al rialzo, almeno finchè Milano, Piazza Affari tornerà sopra 40,000. Sì avete letto bene.
Ovviamente non si ripartirà di corsa, difficile, lo ricordate uno dei punti delle "10 di Buddy Fox 2015"? LA VOLATILITA', eccola, è arrivata e per un po' sarà padrona di casa.
Ma su questa e la prossima debolezza, comprerò senza nessuna preoccupazione. Sarà la mia follia che mi porta a questi comportamenti, vedremo se anche questa volta la visione sarà quella giusta o se il passare degli anni mi ha portato fuori di senno come Ariosto.
Un'ultima nota di cronaca, il giorno successivo a quel Lunedì nero di Otttobre 1987, Tokyo visse un martedì nero perdendo il 15%, non fu la fine del mondo, perchè due anni dopo il Giappone vide scoppiare la sua bolla, ma da livelli ben più alti.

Qui sotto, per gentile omaggio e per chi non li avesse letti, vi lascio gli ultimi due pezzi di Panino e Listino a cavallo di Ferragosto.

LIBERO 13 Agosto 2015
“Che ne sai di un bambino che rubava/e soltanto nel buio giocava … /e di un mondo tutto chiuso in una via /e di un cinema di periferia…” la voce di Battisti nell’Estate del 1971 risuonava in tutte le spiagge italiane, le canzoni di Battisti, negli anni di lotta politica, sembravano l’unico argomento che metteva d’accordo tutti gli italiani.
“Un mondo tutto chiuso” quello degli anni settanta, l’occidente, l’unico che in quell’epoca contava e decideva, sembrava vivere un’Estate come tante altre, in spiaggia o montagna, tutti intorno al picnic di Ferragosto. Ma mentre la gente comune si concedeva le meritate vacanze, a Camp David,  il presidente Nixon, al canto delle cicale, prendeva una decisione solenne: il “gold standard” finisce, era l’addio alla convertibilità con l’oro.
Molto prima di Reagan, un altro presidente americano, forse il più discusso, abbatteva un altro muro, che non era quello di Berlino, e nemmeno quello di “Wall Street”, bensì quello dell’economia mondiale! Da Bretton Woods fino al 15 Agosto 1971, il sistema economico occidentale si ergeva nella stabilità monetaria mondiale, ancorata al dollaro e alla sua convertibilità con l’oro. In parole semplici il sistema valutario si basava su rapporti di cambi fissi, tutti agganciati al dollaro, che a sua volta era agganciato all’oro.
Questo accordo aveva delle falle, infatti permetteva agli Usa un’emissione incontrollata di moneta, esportando quindi inflazione e rendendo più povero il mondo. La guerra del Vietnam fece aumentare in modo spropositato la spesa pubblica, tanto da mandare in crisi il sistema: troppi dollari in circolazione per sostenere il debito rendevano difficile la successiva conversione in Oro, da qui la decisione storica di Nixon.
Al tempo internet non esisteva, la televisione in vacanza era un optional, l’unica fonte informativa era la radio, dove le notizie economiche erano tanto rare quanto gli acquazzoni estivi.
Oggi, Estate 2015, la svalutazione dello Yuan, rimbomba in tutti gli angoli del pianeta, un’onda che dal valutario, sembra travolgere tutto il sistema economico e finanziario. La Cina è vicina, in un mondo sempre più piccolo e confuso, sembra essere diventata la causa scatenante di una nuova, l’ennesima, “Guerra delle Valute”.
Il 16 Agosto 1971, quando cantava Battisti, secondo molti fu l’inizio dell’instabilità economica e finanziaria, ma fu anche l’inizio della flessibilità monetaria e degli investimenti: la possibilità dei QE e la volatilità delle borse, grandi rialzi e grandi crolli, derivano tutti da quella decisione storica che si ripercuote anche in quest’Estate, dove continua suonare la canzone degli Eagles “Hotel California”, un motivo che ci accompagnerà fino all’eternità.
PIAZZA AFFARI: la luna di miele, il matrimonio tra Toro e Piazza Affari, sembra essere finito. L’effetto trimestrali si è concluso. Nulla di drammatico, per settimane vi ho avvisato di una nuova correzione in arrivo, quella della Cina è stata solo una scusa. Inizia una “tortura cinese” che farà soffrire noi e il Toro, l’importante è non cedere. 22,200/22,500 primo supporto, 21,800 area di emergenza. Il Pil Italia porterà sollievo?
ERG: la segnalazione arriva da un lettore, un suggerimento brillante, un titolo favoloso. Sembra partito, ma dovesse tornare a 11,50, salterei in groppa subito. Sopra 15 si va a 24. Rivoluzionario.
BE: non dimenticatevi di prendere la medicina contro ogni ribasso.
CINA: secondo Edwards (SG) questo “è solo l’inizio”, dobbiamo prepararci a un maremoto di deflazione. “Aspettatevi una crisi finanziaria uguale al 2008”. Edwards è un noto pessimista. La mossa cinese non farà altro che rendere più prudente la Fed, per la felicità delle borse.



LIBERO 20 Agosto 2015
“Quando vien la Candelora dell'inverno siamo fora; ma se piove o tira il vento de l'inverno semo dentro”, recita il detto popolare della Candelora nei primi giorni di Febbraio, il mese più freddo dell’anno. Per le borse invece, il periodo più importante è Gennaio, dice il saggio di borsa che se il primo mese dell’anno sarà positivo, tutto l’anno sarà sotto il segno del toro ed avrà quindi il segno più alla fine.
Se vogliamo essere ancor più precisi, affidandoci alla statistica e non ai detti popolari, sono i primi 3 giorni di Gennaio a rivelare come sarà l’annata per gli investitori, quelli che per i più ottimisti coincidono con il rally della Befana, o come il rally di inizio anno. Statisticamente va così, il più delle volte l’anno parte in crescita, con grande speranza, ma non il 2015, se andiamo a rivedere i grafici o ci ricordiamo cos’è successo, subito ritornano alla mente i crolli azionari che hanno preceduto l’attentato di Parigi e il QE di Draghi.
Il 2015 è iniziato male per tutti: Milano, Parigi, Tokyo, Francoforte, peggio ancora per New York che non solo è partita in retromarcia, ma ha avuto tutto Gennaio macchiato di  rosso, nessun beneficio è provenuto dall’azione della Bce è già questo poteva essere un cattivo presagio.
Ironia della sorte, l’unica piazza ad aver cominciato bene il 2015 è Shanghai, peccato che lì il capodanno si festeggi a metà Febbraio, a oggi il momento più difficile dell’anno.
PIAZZA AFFARI: “l’ho aspettata così tanto/ apri il cielo e lasciala scendere / arriva la pioggia” cantano i Cult a Milano, dove dopo tanta resistenza, sta arrivando la correzione, le vendite come un temporale. Il mio livello è sempre 22,000.
ENI: “down down down”, sempre lontani da questo titolo. Possibile obiettivo di lungo intorno a 7.
CINA: “scappa via, scappa via” cantavano i Pooh, e lo ripeterebbero oggi a chi è investito in Cina. Sotto 3,500, confermo, viene giù tutto.
AZIMUT: sarà un’Estate tranquilla, così gli esperti di Azimut salutavano gli investitori. Per i mercati non sappiamo come si concluderà la stagione, per il titolo in questione avevo già avvertito, e ora la situazione si fa ancora più difficile. Possibile scivolata verso 19.
WALL STREET: non solo proverbi e statistica, ora anche il giudizio di McClellan si abbatte su Wally, secondo il suo modello tra il 20 e il 26 Agosto vedremo un picco e per il resto dell’anno non ci sarà nessuna buona notizia per i Tori. Ma il peggio lo vedremo all’inizio del 2016, quando secondo McClellan ci sarà un “ugly decline”.

08 aprile 2015

Panino e Listino: PIAZZA AFFARI, RITORNO AL 2008 LA "ZONA LEHMAN" (Giovedì 9 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




L'aria frizzate mescolata la calore del sole, paesaggi multicolori ravvivati dalla luce che li rende ancor più brillanti, mattinate e serate da piccoli brividi intervallati da pomeriggi calorosi, qualcuno ha detto che la Primavera è scomparsa e che non tornerà più...
2015, eccola la Primavera, inaspettata e forse anche per questo ancor più bella.
Qualcuno aveva anche detto che dopo il 2008 era finita un'era, nulla sarebbe stato uguale, tutto sarebbe stato peggio. Un futuro costellato di crisi, un'alternanza di catastrofi e depressioni. I mercati finanziari? Un ricordo lontano.
2015, insieme alla Primavera è tornato anche il Toro. E' tornato a Piazza Affari, a Milano, perchè in tutte le altre capitali del mondo, Asia compresa, ha già preso casa da molti mesi.

Ricordate il grido ribelle "IO COMPRO" e la "ZONA LEHMAN", oltre al "BENGODI FINANZIARIO" e al "meglio deve ancora venire", oltre all'ultimo "HOTEL CALIFORNIA"? Sono solo i capitoli di un percorso che alla fine del tragitto, vedrete, troverà per tutti un senso, anche se per molti credo, che un senso, lo abbia già oggi.
Quante bugie?

E poi scopri che LEHMAN BROTHERS, o meglio quello che ne è rimasto, almeno in Europa sta rimborsando tutti i creditori, e si instilla il dubbio che la Banca sia stata fatta fallire, che la banca avrebbe potuto sopravvivere, magari dentro un altro gruppo.
Questa e molte altre cose fanno pensare che la GRANDE CRISI FINANZIARIA, come altre crisi, sia stato solo un grande bluff, dove i grandi, i soliti, ma non sono sempre gli stessi, abbiano banchettato sulle carcasse come delle iene, e sulla paura della povera gente. Lo scopriremo al prossimo record, quando tutto sarà dimenticato e quando i sentimenti saranno ben altri che la paura. Tutto finisce e poi tutto ricomincia, sono solo i modi a cambiare, ma tutto rimane lo stesso.

Panino e Listino domani in edicola, purtroppo la doppia colonna con grafico è stato solo un bel sogno, sta a voi farlo diventare una realtà che poi diventa bella abitudine. Sta a voi, scrivendo alla redazione di Libero richiedere maggiore spazio. Per me e per voi. Scrivere a: Giuliano.zulin@liberoquotidiano.it

06 marzo 2015

09/03/2009 IL QE FED, L'INIZIO. 09/03/2015 QE DRAGHI, LA FINE?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Voglio rispondere da qui all'ANONIMO che mi reputa incomprensibile: prima di tutto dovresti informarti, o forse qualche lettore, quei pochi rimasti di fedelissimi, e sicuramente più attenti, dovrebbero rispondergli. Per esempio dovresti leggerti "le 10 di Buddy 2015", lo so che esistono letture molto più interessanti, ma é un testo veloce e molto più semplice da leggere, nulla a che vedere con il Buddy Fox di Mf, quella é alta scrittura, il mio è solo piccolo artigianato.
O forse dovresti leggerti quanto scritto in questi mesi, credo che troveresti una coerenza unica e imbarazzante, cose che oggi non si vedono da nessuna parte, oggi porta più ascolti confondere e polemizzare, piuttosto che dare messaggi utili e chiarificatori.
Sono rialzista dall'alba, era la fine 2008 inizio 2009, c'è ancora qualche testimone a provarlo?
Mi sono beccato ogni genere di insulto, molti si sono sfamati gratuitamente in questa mangiatoia, mentre gli esperti pronosticavano la GRANDE DEPRESSIONE, qui si intravedeva una delle più grandi occasioni al rialzo e di guadagno che la nostra generazione non poteva nemmeno immaginare e né aveva mai visto.
Rialzista convinto e costante, come lo sono stato sul Dollaro da quota 1,50 sull'Euro, puntando ben prima dei regnanti a Goldman verso la parità.
Nel 2005 ero l'unico, ripeto ero l'unico e lo ribadisco perché a ogni convegno che ho assistito erano tutti a favore dell'Euro, io ero l'unico a prevedere una breve e robusta riscossa del Dollaro fino a 1,20. Per la cronaca so partiva da 1,33.
Si arrivò a 1,18 circa e poi l'Euro ripartì.
Sempre per la cronaca da fine 2002 ho impiantato lo studio la grande svalutazione del Dollaro fino a 1,40, ma mai ho scritto la parola, fine del Dollaro.
Forse preferite gli analisti schiavi della tirannia del presente? Quelli, la maggioranza, che prevedevano un Euro/Dollaro a 1,10 per fine 2015, e ora sull'onda dell'emotività e dell'impeto del movimento eccederanno chiamando una parità immediata?
Scegliete voi, ognuno ha le sue preferenze.
É ovvio che sono di parte, se mi sono posizionato verso una direzione precisa, segue di conseguenza che la mia previsione vada verso quella direzione, sarebbe stupido il contrario.
All'ANONIMO scrivo anche che se avesse letto Panino e Listino di 2 settimane fa, scoprirebbe che i miei obiettivi sono ben altri.
Io ho solo scritto che mi aspetto una correzione perché il 2015 sarà ricco di soddisfazioni ma altamente volatile. Sono lungo di azioni come lo sono da 6 anni, ma ora mi sono coperto sugli indici oltre che sul Dollaro.
Non trovo nulla di innaturale, se non solo quello di intascare con una mano, e schiaffeggiare con l'altra.
Ormai mi sono stancato.

26 agosto 2014

Panino e Listino da spiaggia: MONTEBOURG, DOPO DRAGHI, UN ALTRO EROE PER I TORI



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Anche la Francia finalmente si sveglia e reagisce, anche se il Ministro ribelle Montebourg viene "estromesso", non importa, è un segnale, importante.
I segnali di debolezza economica dalla Germania, il carisma e la volontà sempre più evidenti e decisi di Draghi e ora i primi accenni di vivacità francesi sono tutti sintomi di un cambiamento europeo verso l'espansione economica e monetaria sempre più vicini alla realtà e concretezza.
Le Borse intuiscono e salgono, i tassi e gli spread confermano, e scendono.
Ancora dubbi?
Qualcuno se lo ricorda l' "IO COMPRO" di fine 2008 inizio 2009?
Anche lì volavano epiteti e prese in giro, eppure sono 5 anni che Wall Street e molte altre piazze salgono, Wall Street adirittura record su record  e a una velocità impressionante, mai vista in passato.
Molti non ci hanno creduto, molti altri in questi 5 anni a ogni correzione hanno ripetuto: "la festa è finita", il risultato è stato a pochi mesi di distanza, nuovi record e nuovi rialzi.
Prima o poi finirà, ma non è questo il nostro scopo, ben altro, volevamo uscire dalla crisi economica attraverso la finanza, perchè qui, come si è dimostrato, c'erano grandi opportunità e fortunatamente, non so quante, ma ne verranno ancora.

Domani su Panino e Listino (in edicola su LIBERO) un esperimento di fantasia e nuovi temi operativi con obiettivi precisi. Per chi si fosse perso lo scorso numero, saranno riproposti dei prezzi perchè di fondamentale importanza.

Qui sotto come tradizione, per chi non avesse comprato il cartaceo, il pezzo precedentemente in edicola. Sono in arretrato di una settimana.



LIBERO 13 Agosto 2014


“Avanti tutta con le privatizzazioni, ma la strada per ridurre il debito rimane la crescita”: sul Sole24Ore il Ministro Padoan “anticipa” la delusione del dato sul Pil italiano e prepara il terreno al futuro rilancio. Buona la filosofia, sbagliata la ricetta.

Fin dagli anni Novanta le privatizzazioni sono state il jolly, l’asso nella manica dei governi italiani, il debito sale? Si apre il cassetto e si estrae una delle tante aziende di stato, si privatizza, si quota in borsa e si incassa riducendo il debito. Accade sempre più spesso a molti padri, si svendono i gioielli di famiglia, prima di affogare nella disperazione. Le Bin (le banche di interesse nazionale), l’Ina, Autostrade, Autogrill, Enel, Eni, Finmeccanica, Telecom sono solo alcune delle società privatizzate dallo Stato, alcune quotate a forte sconto, altre in scia all’euforia di borsa con buoni incassi. Prima con Ciampi e poi con Prodi, il Governo italiano dai picchi del 123% di Debito/Pil riuscì ad avvicinarsi alla fatidica quota del 100% (103% per la precisione), lo scollinamento sembrava a portata di mano, non fu mai raggiunto.  Il Debito/Pil essendo un rapporto di forze deve viaggiare in coppia, non basta che il debito si riduca, contemporaneamente deve crescere il Pil. E fu proprio a causa della cronica mancanza di crescita dell’Italia che il rapporto tornò a crescere sopra il 120%, uno sforzo vano.
Ripenso agli articoli letti molti anni fa quando ancora ero un giovane, in cui Luca Paolazzi (dir Centro Studi Confindustria) spiegava l’importanza dell’abbattimento del debito affinchè non diventasse un macigno e un’eredità letale per le future generazioni. Oggi da (ex) giovane, con la disoccupazione ai massimi e la recessione infinita, penso a quelle sagge parole rimaste inascoltate e a quanto poco o nulla si è fatto in questi anni.
Il Debito sale, la crescita scende e si ritorna con i vecchi sistemi, peccato che aprendo il cassetto, di gioielli di famiglia ne siano rimasti ben pochi. Chi pensa che la soluzione al Debito italiano siano le privatizzazioni o è un incompetente o ha degli interessi di comodo.
La crescita è l’unico sentiero verso la riduzione del Debito, una strada impervia se dopo numerose promesse, lo Stato, invece di pagare, chiede ancora la certificazione dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione.
PIAZZA AFFARI: Pil a -0,2% e Milano si rimangia tutto il rialzo da inizio 2014. Può una Borsa crescere su promesse e crescita mancate? 
“Se un uomo si corregge da solo, che difficoltà avrà nel governare? Se non si corregge da solo, come potrà correggere gli altri?” Secondo Confucio “governare”  è anche correggere. Accantonando i gufi, chiediamo quindi a Renzi di correggere le illusioni di crescita e poi rimettersi al lavoro. Con un Pil positivo la borsa sarà riconoscente. Temo che caleremo fino a 18,500 prima di ripartire, ma non vedo drammi.
MPS: incidenti di percorso, ma a questi prezzi, impossibile non averla. Carpe diem
COBRA: saluta Piazza Affari, probabilmente è un arrivederci. +400% in 8 mesi, grazie, saluti e baci.
RATTI: non è certo un’altra Cobra, ma ha molto valore inespresso. Svegliate il can che dorme.