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02 novembre 2016

PRESIDENT USA 2016: OBAMA IL RE DI WALL STREET



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Come si giudica una presidenza?
Siamo arrivati ai titoli della presidenza Obama, 8 anni alimentati dalla speranza, 8 anni spenti dalla delusione oppure 8 anni in cui si è fatto e creato qualcosa?
Qualsiasi possa essere l'idea di ognuno di voi, l'appartenenza di partito e se volete anche il pregiudizio, alla presidenza Obama non si può dare un cattivo voto.
Obama ha avuto solo una grande difetto, o meglio un handicap che è stato anche la spinta che l'ha portato ad essere eletto e cioè l'aspettativa che sarebbe stato il messia, colui che avrebbe cambiato il mondo.




Bisogna ritornare a 8 anni fa, 2008 per ricordare com'eravamo e capire poi cos'è veramente accaduto.
Le aspettative su Obama erano altissime, e questo è stato il suo male, ma dall'altra il vantaggio di Obama è stato ereditare la presidenza Bush, fare peggio era molto difficile e bisogna anche dire che Obama è riuscito a rimediare gran parte degli errori fatti dal predecessore.
Quello che però più stupisce è che Obama è stato  e credo sarà ricordato come il presidente che ha risollevato l'economia Usa e ha fatto volare Wall Street.
In 8 anni di presidenza non solo l'economia americana è uscita in fretta da una recessione che per molti rischiava di essere peggiore del 1929, ma ha risanato il sistema bancario, assicurativo e delle società di mutui (cosa che noi in Europa e soprattutto in Italia non abbiamo fatto) trasformando la grande crisi finanziaria del 2008 in una risorsa e persino in una fonte di guadagno ed ha portato gli indici di Wall Street (prendendo come prezzi di riferimento il Novembre 2008) a raddoppiare in soli 8 anni.
Doveva essere il presidentedei poveri, della classe media, dell'equilibrio, della società e dell'economia che dirigono la finanza, ed invece rischia di essere ricordato come il presidente idolo di banche e della borsa.

Se per un attimo facciamo un veloce viaggio nel tempo tornando nell'inferno di 8 anni fa, mentre tutto stava bruciando, per la gran parte degli esperti e dei commentatori davanti a noi non solo si rischiava di avere un futuro nella miseria e nella depressione, ma anche limitandoci ai mercati finanziari le previsioni erano per minimi rendimenti e per le borse il destino era un ribasso e quei massimi che si sarebbero rivisti chissà quando.
Posso considerarmi uno dei pochi, coraggiosi o folli ad aver scritto fin da quelle elezioni di 8 anni fa che il ribasso in corso era una grandissima occasione di acquisto per il futuro. Sinceramente è andata meglio di quanto in quel momento mi aspettassi.
La cosa che però mi stupisce è il finale, c'era un ragionamento che circolava nelle sale operative di quell'epoca e cioè che il ribasso dei mercati, o meglio il crollo, non era dovuto solo allo scoppio della bolla finanziaria ma era anche lo stimolo e la sicurezza che l'America avrebbe eletto, per la prima volta nella storia, un presidente nero.
Il mondo avrebbe esclamato: gli Usa sono una terra meravigliosa, è proprio vero che c'è una possibilità per tutti.
Questo era il disegno della finanza, far credere a queste illusioni, ma siccome gli Usa sono un popolo nel loro intimo razzista, lo sono ancora e lo si è visto negli ultimi tragici eventi nelle lotte di quartiere, quella stessa finanza che aveva innalzato Obama, sul rettilineo finale, davanti al traguardo, si sarebbe inventata qualcosa per farlo "cadere".
Forse l'idea era fin troppo complottista e fantasiosa da diventare irrealizzabile.
Obama, il presidente nero che ha regalato 8 anni di gloria ai visi pallidi della finanza, possibile?
Siamo in America, qui si può realizzare tutto.
 

07 novembre 2012

OBAMA e Buddy Fox: "Il meglio deve ancora venire"



Sì, lo ammetto, sono io il ghost writer di Barack Obama;-) 
"Il meglio deve ancora venire", già sentito!;-) Quante volte è stato scritto qui in questo blog?
Sebbene in termini specifici e non globali, il senso era quello. "Il meglio deve ancora venire" era lo slogan appropiato, giusto per l'attuale momento, non solo per creare false speranze, ma per dare fiducia, perchè bisogna crederci, perchè ci sono ora gli uomini e i mezzi per provarci e per riuscirci
Quante emozioni di prima mattina, un monologo che regala brividi, al tempo stesso carica, d'improvviso cancella ogni cattivo pensiero, riparti da zero, è questo il momento per agire.
E poi ascolti l'informazione italiana, e tutto smonta, si affloscia e capisci perchè questo paese ancora non ce la fa, non può farcela, è impedito nella mente e nel corpo. 
Non avevamo un Ronald Reagan, non abbiamo un Barack Obama, la speranza è che l'America sia ancora un'anticipatrice di mode. 
Non c'è stato nessun inghippo nei voti, nessun pareggio, nessun trucco nei voti, tutta malizia e cultura del sospetto che solo in Italia può ancora attecchire, al di là dell'Atlantico non si perde tempo, si festeggia, ci si riposa, ci si ricarica e poi si parte.
L'uomo ha bisogno di sperare (HOPE), l'uomo ha bisogno dei sogni, l'uomo ha bisogno di una spinta per crederci, tutto si può fare, anche uscire da questa crisi economico sociale, anche salvare il Pianeta Terra, attraversare questa trasformazione, uscire dal buio del tunnel, riaccendendo la luce esclamando: "sì questo mi piace, è un mondo bellissimo!"
Abbiamo vissuto il terrore dell'abisso, pensavamo di non farcela, ora abbiamo la nostra possibilità.
Ora tocca a te Barack Obama, se il primo mandato è stato una novità, una rappresentazione da vetrina, una piacevole scoperta, la conferma che in America è vero "si può fare!", ora tocca al secondo atto, quello dei duri, dell'agire, berremo la medicina amara, non sarà facile, ma solo così potremmo stare meglio.

Per celebrare il momento, non riesco a trovare canzone migliore. Spesso usata a sproposito, come ora da me, non c'entra nulla con quanto accade oggi, ma le note, chi la canta, la grinta, la carica, questa è la canzone che nella sua musica celebra la riscossa americana, interpretata dall'americano.
E su queste note, un desiderio anche per l'Italia, basta divisioni inutili, cooperazione finalmente anche per noi.




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

09 dicembre 2011

VERTICE CONSIGLIO EUROPEO - "Chiamata notturna" per salvare Euro e Borse

Draghi ha deluso, forbici in mano, ma senza idrante, ancora non vuole fare il pompiere, niente ondate di liquidità per la finanza europea, ma è una decisione definitiva? Ora è tutto nelle mani del vertice europeo, ma non si esclude che nel gran consiglio sia presente, anche solo l'ombra, della forte presenza americana. Non si può fallire, che sia domani, o nelle ore successive, un accordo deve essere trovato. "Chiamata notturna" per salvare Euro e Mercati, risponderà la voce femminile della Merkel? Quella robotica di Monti? Quella suadente di Sarkozy? Deve rispondere l'Europa e deve essere l'Unione Europea a farlo, e l'Italia sarà protagonista. Intanto, da oltreoceano, Mark Hulbert, uno dei decani tra gli investitori americani, prevede per Wall Street un forte rally azionario. Rally di Natale vivo? Io ancora ci credo, e probabilmente non si fermerà a Natale... email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica

11 settembre 2009

11 SETTEMBRE 2001


Non deve essere un obbligo, un cartellino da timbrare o peggio un dovere, mi sento di scrivere qualcosa solo per un senso di rispetto verso la terra che amo: gli Stati Uniti d'America. Amo quella terra ed uno dei miei sogni più grandi rimane quello di andare a New York, fotografarla, respirarla, viverla e portarla con me! Questo pensiero è come il saluto ad un defunto, un fiore da portare a chi non c'è più, o la visita ad un amico che è ancora ricoverato, perchè l'America, quest'America, sebbene sembra aver ritrovato la strada della ragione e del buon senso, non è ancora guarita, l'animo è ferito, e se non bastava la tragedia dell'11 Settembre, 7 anni dopo ci ha pensato la Lehman a dare il colpo di grazia. Ma l'America ha subito il colpo fatale quello che o ti stende o ti sveglia, ed è quest'ultima che fortunatamente ha prevalso, l'America è ora pronta a ricominciare.
In questo momento la gestione di questo Super Mega Rimbalzone mi assorbe quasi totalmente, o almeno ha preso in ostaggio la mia mente e la mia concentrazione, per me è un vero esame, una prova da superare, soprattutto per me stesso. In questa giornata che dovrebbe essere ricca di solidarietà, amore e buoni propositi, io per stanchezza abdico al silenzio. La mia è una maratona, ed il traguardo è vicino, non mi interessa il primo posto, quel che conta per me è tagliare il traguardo.
Agli appassionati della lettura, lascio quanto scritto su questa data storica nel 2006, ovvero 5 anni dopo la tragedia che ha cambiato il nostro futuro . A presto con un nuovo aggiornamento sui mercati, anche questa settimana è andata bene...

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05 novembre 2008

OBAMA PER UN RINASCIMENTO AMERICANO? "Yes we can!"


Good morning! Oggi non ho nessun interesse a fare analisi o previsioni, oggi ho solo voglia di gioire. Non me ne può fregare di meno di aver fatto la previsione giusta, il mio unico interesse è il bene comune, la mia gioia è nel sapere che nel mondo esiste ancora un popolo che ha la capacità e la volontà di cambiamento, rimuovere la melma soffocante, togliersi dal pantano, scrollarsi dal lamento per agire con lo spirtito del miglioramento. Le immagini dal mondo sono spettacolari, solo qualche anno fa si vedevano ardere bandiere a stelle e strisce e con esse lo spirito americano stritolato dalla psicologia del terrore, oggi quelle stesse bandiere sventolano sostenuto dal vento del nuovo che entusiasma, l'ebrezza e l'emozione di provare qualcosa di diverso con lo spirito della collaborazione e con la buona volontà di riuscire. "Ce la farò? Non lo so, ma almeno ci proverò". L'entusiasmo penetra la pelle e crea uno scudo contro il pessimismo. Onore al soldato McCain, che grande uomo, nell'annunciare la sua sconfitta, non una parola al macigno dell'eredità Bush, un ammissione di colpa e non una parola contro l'avversario, anzi, la disponibilità nel collaborare per il bene comune del Paese. Quando anche solo una persona della fazione opposta si rende disponibile verso l'avversario vincitore, allora si che un Paese può vincere e superare una crisi. Il vento del nuovo sprigiona energia negli spirti animali, nuova linfa per l'economia. In Italia intanto le energie si impiegano per raggiungere il carro del vincitore, il migliore è chi riesce per primo a salirci sopra. Veltroni, obamiano della prima ora, vive di luce riflessa, si sente il vincitore tra i perdenti, perchè lui l'aveva previsto prima di tutti. Chissà quale speciale beneficio per noi italiani, visto che lui (forse l'ha dimenticato) sta all'opposizione. Invece di sprecare inutili energie nelle solite polemiche, nel chiacchericcio inutile, impariamo dal buon esempio americano, dalle qualità dell'America. Qui ogni volta che si celebra un vincitore, l'avversario si sporca la mano prima dell'ipocrita stretta. E noi come popolo inseguiamo la propaganda, con il risultato che il lamento è un disco interminabile, il cambiamento ed il miglioramento ci saluta a bordo di un treno diretto verso altri lidi, più fertili e preddisposti verso il nuovo. Chissà quanti ora covano rabbia verso un uomo di colore, prossimo inquilino di una casa... bianca, chissà quanti troveranno il marcio in ogni sua decisione, la criticheranno, cercheranno di ostacolarla, di sporcarla. La differenza sta nell'atteggiamento, in chi cova rabbia e rancore nel proprio intimo, e usa la propria esistenza solo per scovare il colpevole, per accusare qualcuno, per scagliare il proprio malessere, e chi invece vuole affrontare i cambiamenti e la vita con lo stimolo di abbracciare qualcosa di ancora sconosciuto tramutandolo in qualcosa di utile. Obama cambierà il mondo? Non credo, ha già abbastanza problemi in casa sua che difficilmente avrà tempo per pensare ai destini del pianeta. E' un'America, se vogliamo, più provinciale, che deve curare se stessa, riabilitarsi, rinforzarsi, introspettiva, spero autocritica. Obama manterrà le promesse fatte in campagna elettorale? Qualcuno si, qualcuna no, forse nessuna. I problemi non tramontano oggi, anzi, ora viene il difficile, ma è lo stato d'animo con cui questi verranno affrontati che farà la differenza per agguantare la vittoria. Come si dice: "c'est le ton qui fait la musique" non è inglese, ma rende pienamente l'idea!;-)


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05 febbraio 2008

PRIMARIE USA - SUPER TUESDAY - Barack Obama for president! (CHANGE! YES WE CAN!)


E' arrivato il giorno. E' arrivato il Super Martedi' Americano. Sembra che dalle importanti elezioni che si svolgeranno oggi in America, usciranno i due finalisti che gareggeranno in una maratona sfiancante e ricca di colpi bassi verso il traguardo del 4 Novembre. Il vincitore potra' trasferirsi in quel luogo che nemmeno la globalizzazione e le economie emergenti hanno ancora scalfito, quello che rimane (per ora) il centro di potere ed il luogo di maggiore influenza: l'ufficio ovale (nel caso vincesse la ditta Clinton & Clinton, qualcuno l'ha gia' rinominato "orale") della Casa Bianca. Se in campo Repubblicano, nonostante le incertezze ed i colpi di scena iniziali, la partita sembra gia' divisa, e' nel campo Democratico in cui la lotta sembra ancora incerta e pronta a stupirci. Il Repubblicano MacCain, partito zoppicante e quasi sconfitto, ha lottato come un soldatino pronto a tutto, dimostrando carattere e volonta', la sua caparbieta' e' stata premiata, medagliato e promosso Capitano, e' riuscito a reclutare nel suo esercito nomi importanti e prestigiosi come il grande sconfitto lo Sceriffo Rudy Giuliani, ed il possente Commando, Arnold "the Green" Schwarzenegger. Maverick (come ora e' stato soprannominato McCain) e' pronto ad essere investito dalla nomination, anche se la sua sara' una battaglia quasi persa, non mollera' fino alla fine, rendendo l'onore delle armi. Rudy Giuliani e' l'emblema della sconfitta in questa campagna elettorale. Rudy "lo Sceriffo", sicuro della sua vittoria, aveva puntato tutto su un numero: il 911. Quella tragica data lo ha tradito, non si e' accorto che l'America e' cambiata, che per gli americani, ora, sono altre le priorita'. Rudy Giuliani si e' preparato come un attore, pronto ad entrare in scena, per recitare un Horror Movie, ed al momento del ciak scopre che si sta girando un film di Natale. L'America urla un nuovo slogan, basta paura, e' ora di cambiare. Rudy Giuliani, troppo presuntuoso, e' stato affettato e triturato dalla stessa stampa, che da sindaco duro e rigoroso, lui stesso aveva sempre maltrattato. Nonostante le cadute, rimane pur sempre un ottimo acquisto della squadra McCain. In campo Democratico si gioca la vera partita, da queste primarie, molto probabilmente uscira' il vincitore della maratona finale, da qui uscira' il Nuovo, quello che l'America vuole, quello che l'America sogna, quello che oggi l'America ordina. Hillary e' partita inciampando, troppo permalosa, troppo sicura, troppo saccente, la classica donna che deve ricordare di esserlo, che a tutti costi deve inseguire la mascolinita' che deve essere piu' brava dei bravi, piu' uomo degli uomini, piu' forte dei forti. Il tiro e' stato riaggiustato nel momento della debolezza, la lacrimuccia (vera?!) e' stata la svolta, l'America l'ha scoperta vulnerabile, umana, donna, e sono state proprio le donne a ritornare con lei e per lei. Hillary ha dalla sua un'arma micidiale, il carisma che in lei e' assai scarso e' sopperito dalla sua dolce meta', Bubba (Bill Clinton), il grande oratore, il carismatico ex presidente, ha speso fiumi di parole per sostenere la moglie (che nel rischio impeachment, gli salvo' la carriera, la poltrona nello studio orale), restituisce il favore, e molti si chiedono, se la premiata ditta "Clinton & Clinton" vincera' lo scontro elettorale, chi dei due comandera'? Entrambi portano i pantaloni, ma sara' difficile anche per questa nuova Lady di Ferro, tenere al guinzaglio Bill lo scatenato. Ma e' l'altro candidato, quello che piu' mi colpisce, quello che piu' mi interessa e sinceramente quello per cui faccio il tifo. McCain con la sua squadra mi tentava moltissimo. Hillary fino a qualche mese fa, era la mia preferita, prima di vedere quest'ultimo cavallo di razza. Clinton e' un cognome gia' sentito, e' storia recente, non rappresenta la Novita' che l'America sta cercando. Barack Obama, l'uomo nuovo, un uomo di colore pronto per la Casa Bianca, l'uomo con il cognome (Hussein) diabolico pronto a succedere chi di quel cognome ne ha fatto la sua battaglia e la sua strategia. Barack Obama fino ad ora non ha presentato un vero programma, perche' Obama va oltre, Lui e' il programma. Il suo modo di danzare sul palco, la sua arte oratoria, il suo carisma, la sua freschezza, sono le qualita' che gli consentono di competere senza temi forti. L'anno scorso ho visto il film "Bobby", da pelle d'oca, i sogni, gli ideali, una generazione pronta a cambiare, pronta a lottare e poi la tragedia. L'America si rialza sempre. Obama e' stato paragonato a quel Kennedy, a Bobby, molti lo riconoscono nel piu' noto JFK. Io lo vedo piu' vicino al grande Ronny, alias Ronald Reagan, trascinatore di folle, in suo memorabile monito diceva: "In politica devi essere sincero, se riesci a far finta di essere sincero, vinci". Se Hillary e' nella sua naturalezza urticante, Obama rappresenta il balsamo. Barack Obama e' la farfalla uscita dal bozzolo e, nonostante l'inesperienza, e' pronta a volare verso la presidenta, pronta a cavalcare lo scontento verso la vecchia politica. Questa e' una nazione che non riesce, per propria natura, a vivere a lungo nella cupezza, nel pessimismo e nella paura. L'America e' ormai stanca di vampiri e profeti di morte. Il sorriso di Obama e' il traino per il nuovo elettorato, per una nuova politica Americana, per l'avvio del cambiamento. Qui si puo'. Si puo' cambiare, sognare, sperare! W. Bush, in questa campagna se ne sta in disparte, e' conscio che una sua preferenza avrebbe l'unico effetto di affondare il candidato da lui scelto. W. Bush ha ormai le valige pronte, lui e tutta la sua gang che assunsero autoproclamandosi i "Neocon", profeti della strategia della "Guerra preventiva". Rummy e la sua guerra leggera, l'arcigno Dick Cheney e l'esiliato Paul Wolfowitz sono, fortunatamente, arrivati al tramonto. Siamo neccessariamente ancora tutti un po' americani, ma vorremmo tornare a essere contenti di esserlo.


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21 gennaio 2008

CRACK DI BORSA - Si ricomincia, con pazienza, vicini ad un minimo


FUORIMERCATO e' fuori dal mercato! Mai gioco di parole fu piu' efficace, soprattutto per il portafoglio!;-) Capisco che in questi momenti le battute non siano ben digerite, vi capisco, pero' ricordate che le lezioni servono sempre. Mentre preparo un breve articolo, leggetevi quanto scritto dal Capitano Steve, che di buon senso e di esperienza sicuramente non fa difetto . Situazione pesante sugli indici. Dopo il profondo rosso Asiatico, un lago rosso europeo. Il DAX e' il peggiore, tra gli indici maggiori. Potro' risultare arrogante, ma perche' stupirsi. Nella fasi ribassiste, quando le correzioni chiamano il "panic selling" e' logico che scenda di piu', chi precedentemente era salito di piu'! Prima di passare ad un'analisi sulla situazione attuale e su cosa ci puo' aspettare per il domani ed il dopo insisto nel focalizzarmi su quanto scritto precedentemente. Non e' vanto personale (una moda che sembra attanagliare tutto il web), diciamo che e' anche questo, mi sembra piu' che umano, soprattutto per chi e' ancora un novizio, ma anche perche' se non si esamina la storia non si puo' capire, se non si rivede quanto scritto che senso ha fare delle previsioni?! Un diaro cartaceo ce l'ho gia', non mi serve un altro. Mettermi in gioco non e' un problema, l'ho sempre fatto, ma se quanto scritto non e' utile o va nel dimenticatio, allora possiamo chiudere. Capisco che nel risparmiatore c'e' l'agitazione del presente e l'ansia per il futuro, ma io non sono un mago, sono solo un "volpino" che crede di poter leggere il mercato, di avere intuito, buona volonta' e tanta voglia di fare esperienza. Allora, ritornando a quanto scritto prima, ripensiamo a come era iniziato il 2007... fatto? Ora rileggiamo quanto scritto a fine Gennaio 2007. Concentriamoci sulle prime righe del testo (le successive erano previsioni di breve), ripensiamo ad allora, ed attualizziamo ad oggi . Avete letto bene, si vaticina di una possibile crisi finanziaria!!! Tutto quanto scritto l'anno scorso era la preparazione su quanto poteva accadere, anche se mi aspettavo che cio' accadesse nell'autunno del 2007. La correlazione dello Yen con i mercati, il tema dei tassi e tutto quanto ho scritto. Ci sono stati errori di valutazione, ma posso sentirmi soddisfatto del percorso che ho tracciato. Quante volte ho avvisato che le vere cadute non erano le correzioncine del precedente trend rialzista, quante volte ho scritto che nonostante i piccoli ribassi non riuscivo a comprare, non riuscivo a gettarmi sul mercato e quante volte ho richiamato alla Prudenza? Non si puo' negare. Ho commesso anche molti errori perche' sui mercati e' piu' facile sbagliare piuttosto che il contrario, e non mi sentirei mai di negarlo, ma ho anche riflettutto a voce alta con Voi lettori cercando le migliori strategie per un'interpretazione dei mercati il piu' vicina alla realta' e soprattutto (cosa molto difficile) il piu' obiettiva possibile. Mi sono sempre messo in discussione e ci ho messo sempre il mio musetto, con buon senso, ma non mi sono mai tirato indietro, esponendomi, in giro non vedo poi cosi' tanto coraggio. Sta iniziando il 5° anno di questo blog, e non escludo che potrebbe essere l'ultimo. Mi rileggo controvoglia, ammetto che scrivo sempre a getto, le idee sono sempre ben preparate, ma la penna deve scrivere d'impulso, con fantasia ed istinto. Ammetto che non mi piace rileggermi, come non credo che ad un deejay piaccia riascoltarsi, pero' rivedendo gli articoli nel tempo noto (senza ipocrisia) che ci siano dei miglioramenti e soprattutto e' presente un percorso. Tre anni fa dichiaravo la possibilita' dell'inizio di un trend rialzista ben articolato ed ampio, ho scritto di un economia tedesca dal grande potenziale, per non parlare dello studio sulla svalutazione del Dollaro, insomma ci sono state delle belle chicche. Per esempio, su ogni discesa mi sono dichiarato spudoratamente compratore, mentre da quest'estate mi sono astenuto sugli acquisti perche' ho considerato la discesa nascente "diversa da tutte le altre e piu' strutturata nel tempo". Sto facendo con voi e con me stesso un riassunto di tutto quanto fatto, proprio perche' forse ci avviciniamo al tramonto, perche' dopo un certo periodo bisogna fermarsi, raccogliere le idee e guardare i risultati. Devo ammettere che di "ritorni" non ce ne sono stati molti ed e' giusto quindi guardarsi allo specchio e chiedersi: "sono o non sono portato per la comunicazione", forse non come pensavo. Ritornando velocemente ai mercati, quindi riprendendo quanto ho iniziato ieri sera, e dopo aver dato uno sguardo allo specchietto retrovisore, possiamo ora passare alla situazione presente ed al futuro. Ci siamo svegliati con un alba molto rossa, l'Oriente ha provato sulla propria pelle i brividi di una correzione collettiva. E qui sono costretto a ripetermi, nelle fasi di correzione acuta, tutto cio' che prima era molto salito, ora scende di altrettanto. L'Europa certo non poteva rimanere indifferente alla sberla asiatica, siamo partiti quindi con un dilagante segno rosso, un nuovo gap su cui, come ho scritto questa mattina nel sito "DOPPIO MINIMO" dell'amico Alberto, si sta creando un'enorme opportunita' di acquisto, segnalando dei livelli indicativi . Nel tarda mattinata abbiamo assistito alle ricoperture, fino ad arrivare nel primo pomeriggio alla magia, o meglio alla "mandrakata" della Fed e del suo governatore Bernanke, d'altronde l'ho soprannominato Mandrake per qualcosa ;-))) Questa mattina abbiamo assistito ad una prima, vera, ghiotta, occasione di breve, ripeto di breve. Anche gli eccessi e l'IRRAZIONANALITA' hanno dei limiti. Premetto, probabilmente non abbiamo ancora visto i minimi, e gli indici prima o poi si assesteranno. Le oscillazioni di questi giorni sono sconosciute ai nuovi della borsa, piu' che all'inizio del secolo, assomigliano molto a quelle vissute nella seconda parte degli anni '90, il periodo che piu' mi e' piaciuto, che piu' ho vissuto ed in cui mi sono sentito piu' a mio agio. Un'altra cosa, e' ovvio che ognuno ha il suo scenario. Sono abituato ad operare avendo un'idea fissa in testa (magari sbagliata) ma non riesco e non voglio operare giorno per giorno, devo appoggiarmi ad una mappa. L'economia si appresta a vivere mesi difficili, siamo pronti ad attraversare terre inesplorate, la globalizzazione e la finanziarizzazione del sistema ci catapultano in un ciclo anomalo, ma l'interventismo della Fed ed i piani economici del governo (sempre piu' criticati) mi danno fiducia, perche' potranno fungere da salvagente in questo mare ancora inesplorato e forse tempestoso. Le misure provvisorie, e la maturita' dei paesi (ex) Emergenti, potranno essere la rete di sicurezza del trapezzista, in questo caso il consumatore americano, che dovra' ritrovare salute ed equilibrio in questo difficile percorso di risanamento. Ci vorra' tempo, da questa crisi molto probabilmente il sistema ne uscira' diverso, modificato, ma piano piano si sta creando un'enorme opportunita' di acquisto. Questa volta si che passero' con il carrello, pronto a raccogliere i saldi. Sara' molto importante la selezione dei titoli ed il filtro sulle notizie. Ad ognuno il proprio binocolo, alla fine capiremo chi avra' la vista piu' lunga...
Ps. la canzone qui sotto erano settimane che desideravo proporla. Finalmente e' arrivato il momento di usare... l'Umbrella!;-)


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