"Il mercato può rimanere irrazionale più a lungo di quanto tu possa rimanere solvente". Con questa frase Keynes soleva ammonire l'investitore che, convinto dell'irrazionalità di un mercato, decideva di scommettergli contro.
Questa è una delle frasi di Keynes che preferisco, spesso l'ho utilizzata in questo blog ed ultimamente l'ho fatto anche su Panorama Economy, poche righe, perfetta rappresentazione dell'anima del mercato. Frase iconografica ed efficace, tanto che il Sole24Ore di qualche giorno, per rappresentare al meglio lo stato di inquietudine e di pericolo, l'ha pubblicata direttamente in prima pagina.
Ma chi compra azioni ed obbligazioni, e lo fa con soldi reali (non in leva o attraverso fidi e altri strumenti d'ingegneria finanziaria), non corre certo il pericolo di un'ammonizione da parte di Keynes. Un particolare non di poco conto, solo per ricordare che a volte la paura è figlia della nostra scarsa informazione.
Il gioco al massacro continua, la BCE (e la Merkel) hanno concordato una mossa storica e finalmente hanno agito con la mano pesante. Troppo tardi?
Forse, se avessero agito con tempestività nel 2010, forse non saremmo arrivati a questo, o forse, come spesso ho ripetuto, questa è la traiettoria della crisi ed a questo si doveva arrivare, oggi serve a poco chiederserlo, più importante è capire dove siamo e come uscirne. Trichet (non più Conte di Montecristo) ha deciso di agire, e anche se all'apparenza la mossa è sembrata inutile, un segno l'ha lasciato: lo spread BTP/Bund si è smosso, una prima picconata al nemico.
Durante la giornata, le borse si sono mosse in modo divergente, quelle che più avevano sofferto (Milano e Madrid in testa) sono rimbalzate, anche con vigore, quelle che più avevano tenuto nel principio della crisi, sono crollate miseramente. Tutto questo si spiega semplicemente, le borse che più avevano pagato erano quelle con il maggior peso sui titoli esposti alla crisi finanziaria, facile quindi capire il perchè della precedente alluvione. Oggi, invece, nella prosecuzione del dramma, dopo aver ridotto ai minimi termini le quotazioni dei titoli finanziari, si è costretti a vendere il resto, soprattutto i titoli che mantengono ancora una performance decorosa, e quindi giù a picco titoli industriali, materie di base, energetici etc etc... Non è difficile da capire, se hai bisogno di liquidità qual è la prima mossa istintiva? Si vende dove si guadagna. Una necessità, ma non una scelta saggia.
Nel pomeriggio riapre Wall Street, apprensione, questo è lo stato d'animo dominante, come reagirà la borsa americana alla bocciatura da parte di Standard & Poor's, siamo oltre le Colonne d'Ercole, si entra nella terra incognita...
La negatività è prevedibile, e se all'apparenza tutto sembra governabile, con il passare dei minuti la situazione precipita e causa, per effetto trascinamento, il peggioramento delle borse europee e la chiusura in negativo anche di Piazza Affari e di Madrid. La serata ha portato la capitolazione di Wall Street, in perfetta sincronia con le parole di Obama. Finanza razzista? Un amico mi ha inviato una considerazione molto cinica, ma impossibile da trascurare, nel 2008, dice lui, in mezzo alla crisi Lehman, la finanza USA, facendo eleggere Obama, ha voluto far credere che negli Stati Uniti è tutto possibile, ma la finanza rimane pur sempre una gran conservatrice di se stessa, e per questo pensa solo in "bianco". Dietrologia, malizia? Sapete che non sono nulla di tutto questo, ma è un particolare molto interessante e da non trascurare...
Domani sarà il grande giorno, ancor più di oggi, toccherà a Ben Bernanke e già l'atmosfera si fa carica di aspettative, spero non troppe.
Questa crisi, oltre a svuotare i nostri portafogli, ci sta insegnando molte cose, ma se badiamo solo al denaro, non potremmo mai imparare nulla e alla prossima subiremo lo stesso trattamento.
Per esempio la VOLATILITA', quante volte abbiamo abusato di questo termine? Oggi Piazza Affari ha aperto a zero, è volata a +5%, è tornata in negativo, anche pesante, è ritornata con il segno più, per poi chiudere in negativo. Ecco, questa è la VOLATILITA', questa e solo questa, ricordatelo sempre!
Vorrei tanto sapere quanti oggi sono riusciti a comprare e a vendere, a ricomprare e a vendere di nuovo, a guadagnare e a fine giornata, avere ancora le ossa intere. Sarebbe ancor più interessante conoscere quanti avevano oggi la liquidità e il coraggio di operare...
Per capire come uscire dalla crisi, devo pensare a come ne siamo entrati e a com'era il clima prima della catastrofe. Penso a Febbraio 2011, quando eravamo lanciati verso un rally rombante targato finanza, spinto da ottimisti e pessimisti, persino Roubini si era convertito alla crescita e al rialzo, forse quella era una buona ragione per diventare contrarian. L'astrofinanza, con la solita saccenza, dichiarava: "il 4 Giugno, il Sole entrerà in Toro, l'economia tornerà a espandersi e le borse ritroveranno splendore", a queste previsioni aggiungevano il ricordo dell'Estate 2000, l'ultima volta in cui ci fu la stessa congiunzione astrale. Difetto di memoria, peccato non aver ricordate che dall'Estate del 2000, le cose non andarono proprio per il verso giusto della positività.
Grazia Mirti salvava l'Italia, bocciava l'Euro e gli USA (quest'ultimi per Novembre) e promuoveva l'economia. Tante idee e confuse, l'ultimo a difenderla è Barisoni, come al solito si diventa celebri per un libro, o forse solo per una leggenda e poi si affoga in una marea di errori. Persino
Tamburi sta prendendo un bagno colossale, ma probabilmente il suo coraggio e la sua lungimiranza lo stanno spingendo a effettura pesanti acquisti, e se devo fidarmi del mio pensiero, credo sia la mossa migliore.
Gianluca Gabrielli (Soprarno Sgr) sembra essere l'unico vincitore, dal giugno 2009 ha continuato a predicare negatività e (con coraggio) catastrofismo, "banche a picco, Euro in fallimento, Europa da vendere..." queste erano le sue previsioni, viste oggi, assolutamente perfette. Peccato per quel "comprare america e dollaro", un neo che macchia la sua perfetta lungimiranza, un neo che rischia di coprire totalmente la sua luccicante previsione. In tutto questo mi chiedo: "ma valeva veramente la pena mettersi negativi e al ribasso nel Giugno 2009? Due anni passati in sofferenza e in posizione contraria?" Perchè se Piazza Affari dall'Ottobre del 2009 non ha dato particolari soddisfazioni, le borse europee e quella americana si sono comportate in modo decisamente opposto. E qui torna in causa la legge di Keynes, se comprare azioni con denaro reale può portare insoddisfazioni ma non uno stato di fallimento, andare al ribasso, in controtendenza e per un periodo così lungo, due anni, può far precipitare nella perdita e nella successiva beffa.
PIMCO da qualche mese ha dichiarato la totale vendita di titoli di Stato USA, Wall Street dopo aver retto per settimane ora va a picco, ma i Treasury USA reggono, si può essere bravi, ma infallibili è impossibile.
Due settimane fa CREDIT SUISSE ha lanciato la sua campagna "Buy Italia", non è un saluto, ma un incoraggiamento ad approfittare dei saldi sul listino di Piazza Affari, qualche giorno dopo l'altro colosso, UBS, ha rincarato la dose con giudizi positivi sui titoli italiani.
Da quel momento Piazza Affari ha perso un altro 15%, ora, rispetto a inizio anno siamo sotto del 20%, per il sottoscritto si può ancora chiudere l'anno in positivo, quindi, caduta in più o caduta in meno, la possibilità di rivalutazione è pesante.
Forse è proprio domani il momento giusto per raccogliere qualcosa, se l'apertura sarà in profondo rosso, scatteranno i cacciatori di occasioni.
Non sarà certo il movimento della riscossa, ma da una scossa e da una reazione dobbiamo passare per combattere e vincere questa nuova battaglia.
Bisogna avere coraggio di scegliere e di agire, la borsa è una palestra quotidiana, riusciremo a invertire la controdenza, prima che la nostra pazienza e il nostro coraggio diventino insolventi?
Sogni d'oro guerrieri, a domani. Buddy Fox
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato e FinanzaPolitica