Elezioni in Germania cigno nero? Non diciamo sciocchezze, però per molti è arrivata una cattiva sorpresa.
Dopo aver atteso invano i populisti in Austria, poi in Olanda e infine
temuto di trovarli in Francia, ecco che i populisti nazionalisti li
trovi in Germania, proprio in quel l'elezione (come fu per Brexit e
Trump) che dovevano avere il risultato finale più scontato. Ora l'Afd fa paura, perché la protesta è seria e forte proprio nel Paese che sia economicamente e socialmente doveva essere il più soddisfatto in Europa.
Il re è nudo? In effetti le banche scricchiolano, tra derivati al
veleno e perdite sane non lo sono mai state, poi c'è il settore auto con
il trucco e poi hanno anche il coraggio di dire che noi italiani siamo i
furbi e poi c'è la politica economica che negli investimenti di Pil
mette proprio pochino. Per fortuna c'è Super Mario, anche per loro. Forse la Germania non è poi così bella come ce la raccontano. La Merkel d'altronde è come la kriptonite, chi l'abbraccia si indebolisce, prima i Liberali, poi l'Spd di Schultz. Il problema è che ora è riuscita a indebolire anche se stessa.
Ore 15.03 (09.03 a New York) di Martedì 11 Settembre 2001, quel giorno
me lo ricordo come ieri, me lo ricordo così bene tanto che vi ho
indicato non solo data e ora ma anche il giorno della settimana. Me
lo ricordo così bene perché alcuni giorni prima, leggendo alcune
previsioni di mercato mi era capitato di leggere qualcosa che sfiorava
l'esoterismo e che indicava l'11 settembre come una data discrimine tra
una reazione al rialzo e un nuovo ribasso. L'11 settembre me lo
ricordo bene, mi ricordo cosa stavo facendo in quel preciso momento, ero
in casa mia, alla scrivania davanti al mio primo PC portatile, comprato
a rate presso la mia banca, l'Ambroveneto e avevo aperto la mia prima
piattaforma di trading, Intesatrade, ve la ricordate? Vi ho aperto un
mondo che avevate chiuso e dimenticato. Avevo acceso la televisione e
su canale5 trovavo il viso di Mentana, le maratone avevano inizio, il
viso era preoccupato, dietro di lui una delle torri in fiamme, si
vaticinava di errori, l'attentato ai tempi questo sconosciuto era
un'ipotesi remota, impareremo a conoscerlo in seguito. Me lo ricordo
bene l'11 settembre, credo che ognuno di voi lo ricordi, per qualsiasi
persona è un evento che rimane indelebile nella mente, figuriamoci per
chi aveva persone care coinvolte, ma anche per chi lavorava sui mercati
che la tragedia l'ha vissuta nel proprio portafoglio. Era il mio
primo battesimo del fuoco, non tanto per il ribasso, erano ormai 6 anni
che vivevo di mercati, il panico l'avevo già conosciuto, ma qui c'era
anche l'aspetto emotivo, un'emozione che mi aveva per qualche attimo
messo in crisi. Non i miei clienti, chiamati dopo qualche minuto, li
avevo già trovati pronti a comprare. Un atteggiamento che con il passare
del tempo i mercati avrebbero smussato, perché se non sei forte i
mercati prima ti logorano e poi ti spazzano via, come un fuscello al
vento. Il giorno successivo me lo ricordo bene, mi ricordo i titoli
dei giornali che tra l'altro avevo conservato (poi a malincuore
buttati), urlavano paura, ma tra gli esperti c'erano come al solito solo
voci rassicuranti, era un'occasione per comprare, bisognava mantenere i
nervi saldi, e cose di questo genere il solito refrain. Per tutti
era una variabile nuova, Taleb lo chiamerà "cigno nero", l'instabilità e
l'insicurezza erano le malattie che successivamente avrebbero
contagiato il mondo, reale è quello dei mercati e di investitori. In
verità per chi a quel tempo aveva già accumulato un po' di esperienza
sapeva che sotto le 2 torri non c'era nulla di nuovo, ma era
semplicemente la coda velenosa di quella grande bolla scoppiata un anno
prima, nel Marzo del 2000. I mercati stavano semplicemente cercando una
scusa per continuare la discesa, la trovarono in quella tragedia, un
graffio dell'orso feroce che dopo successivi rimbalzi, nel 2002 fece
emergere scandali contabili (ricordate Arthur Andersen, Enron,
Adelphia?) che portarono l'indice a trovare un minimo tra l'Ottobre del
2002 e il Marzo 2003, quando le prime bombe in Iraq diedero energia al
toro per ripartire in mezzo a uno stupore collettivo. È la borsa Signore
e Signori. In soli 2 anni la vita di molti o di tutti era già
cambiata totalmente, stravolta, molti avevano abbandonato e come in un
matrimonio il divorzio dai mercati e dai propri risparmi era compiuto. Nel mio mi ero rifatto una vita con il mio personale studio sulla futura svalutazione del Dollaro, ma questa è un'altra storia.
E mentre il mondo intero era distratto dal panico della caduta dei
mercati e dalla paura di un nuovo mondo sconosciuto, c'era qualcosa che
di tutto questo non trovava difficoltà ma aiuto, ed erano il mercato
immobiliare che non arretrava e il mercato obbligazionario che volava. I
successivi tagli dei tassi del Maestro Greenspan che consentì agli USA
di vivere una recessione leggera, alimentarono il mostro che impareremo a
conoscere solo nel 2007, quello immobiliare, e il mostro invisibile
dell'obbligazionario che tutt'ora, 16 anni dopo ci accompagna, ancora
senza farci troppa paura. 11 settembre 2001, voi dove eravate?
Domani su Panino e Listino, l'11 Settembre visto in maniera operativa, com'eravamo e come siamo oggi, più i titoli, i cavalli di battaglia della rubrica.
2016, ci aspetta questo? Sarà questa la mappa e lo scheletro futuro dei mercati? Volatilità bentornata, non una minaccia, bensì una grande occasione! Inanzitutto, grazie per gli auguri, grazie a chi mi ha scritto, qui nei commenti e in privato, grazie a chi ha comprato Libero (che sia un bene per lui ancora non lo posso dire) e grazie per chi ha votato il sondaggione. E' il primo dell'anno e io sono già cui a scrivere, ve lo dico subito, domani su Libero ci sarà un altro speciale, un esperimento di una nuova, possibile, rubrica. Stuzzicante, potrebbe piacervi. Nell'attesa del nuovo anno, che per i mercati deve ancora venire, le vacanze questa volta sono lunghe visto che le borse riapriranno Lunedì 4 Gennaio, quella di domani potrebbe essere un nuovo spunto per immaginare quanto potrà accadere. Perchè il cigno nero, ricordatelo, non si può mai anticipare, è come la medusa, se lo incontri, o scappi subito o inevitabilmente rimarrai pietrificato. Buon anno
email: paninoelistino@gmail.com
Pubblicato da Buddy Fox
Come si può spegnere una stella? Guardate SAIPEM, per esempio. Da stella cometa, a meteora.
Era il fiore all'occhiello di Eni e di molti cassettisti e risparmiatori e magari lo è stata anche per qualche trader, fino al 2013, l'anno della disintegrazione, prima una forte scossa, e poi una seconda ancor più fragorosa.
Alla fine, una volta che la polvere si sarà posata, scopriremo cos'è rimasto della società, per i risparmiatori è un disastro assicurato, peggio è andata ai trader, a tutti quelli che si sono posizionati venerdì e che pensavano, grazie allo stop loss, male che vada, limiterò le perdite.
STOP LOSS, "Santo subito" hanno sempre ripetuto i trader (illudendosi), è grazie a questa opzione che possiamo sopravvivere e vincere sul mercato, finchè arriva il giorno del "cigno nero" in cui gli stop loss saltano, perchè il titolo apre in profondo ribasso. Da Santo subito, alla scomunica immediata, anche lo stop loss non è infallibile, e anche solo uno sbaglio, può costare la vita del trader sul mercato.
E Saipem, è ancora da evitare o peggio vendere sui prossimi rimbalzi?
Forse no, forse ora sta diventando un'occasione, sta diventando perchè personalmente aspetterei di vederla a 10.
8 Febbraio 2010, New York, la leggenda narra di un incontro
tra un gruppo di gestori hedge fund, si trovano a cena presso un broker di
Manhattan, piatto principale nel menù: un
attacco concertato all'euro sotto il cappello del grande stratega e stregone,
ovvero il padre di tutti gli Hedge Fund, il Soros Fund Management.
Sembrava una follia, un’operazione gigantesca e
irrealizzabile. A distanza di qualche anno, tiriamo un sospiro di sollievo, ci
hanno provato e ci sono quasi riusciti, ma l’Euro è salvo. E chissà se a quella
cena partecipò anche John Paulson, nuovo guru dei mercati finanziari, assurto
agli onori della cronaca per la sua grande speculazione al ribasso sui mutui
subprime, scommessa che gli portò vagonate di guadagni, mentre tutto crollava e
mentre la maggioranza affogava nei debiti, lui nuotava nell’Oro. Oro che fu la
sua seconda grande scommessa, in parte vinta, e in parte ancora in corso.
John Paulson, raccontando della sua grande
speculazione contro i subprime (creò prodotti “avvelenati” che piazzò all’amica
Goldman Sachs che a sua volta servì a tutti i clienti che finirono intossicati)
ammise di aver rischiato molto, avendo iniziato l’operazione con grande
anticipò, si trovo nel 2006 a girare con il cappello in mano per avere
finanziamenti, altrimenti per lui sarebbe stato il crack. Fortuna volle che li
trovò e nel 2007 iniziò a crollare tutto, portando nelle sue casse ossigeno e
successivamente forti vincite.
Ma non sempre può andare bene, sui mercati
finanziari il rischio è sempre il tuo vicino di casa, e infatti questa volta
Paulson ha perso, proprio ieri ha ammesso di aver totalmente sbagliato (e perso
molti soldi) scommettendo sul crollo dell’Euro, evidentemente aveva
sottovalutato la potenza del dragone Draghi, che sputando fuoco ha incenerito
ogni velleità speculativa.
Paulson ha provato a emulare Soros (che nel
1992 era riuscito ad abbattere la Sterlina), ma l’impresa questa volta era
troppo grande. Anche i guru incontrano i cigni neri.
Ora che il “pericolo Euro” è definitivamente
passato, o largamente accantonato, i mercati e le borse, grazie alla rimonta
della voglia di rendimento (e quindi di rischio) hanno l’enorme possibilità di
recupero. La fase non potrebbe essere più agevole, l’economia ancora non
migliora, ma solo l’effetto di “cessato allarme” può produrre sui mercati una
grande accelerazione.
E mai come in questo momento Piazza Affari ha l’opportunità
di scavallare l’enorme ostacolo dei 17,000. Sopra sarà un altro mondo. Per le
banche italiane è arrivata la fase della riscossa. Almeno per le Borse sarà un
Natale di molte luci.
John Paulson ammette (con grande umiltà) di aver
perso la sua scommessa contro il crollo dell'Euro, Buddy Fox invece l'ha
vinta, visto che sulla resistenza dell'Euro, in questi ultimi anni,
l'ho scritto in tutte le salse, diventanto anche noioso in quanto a
coerenza...
Buddy Fox meglio di John Paulson?
Ma chi min... chi caspita è John Paulson? Per gli "abbonati" e affezionati a questo blog, il nome non è nuovo...
Anche i grandi Guru perdono denaro. John Paulson, anche i Guru vedono i cigni neri.