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13 luglio 2016

Panino e Listino: BONOMI O CAIRO, CHI VINCERA' IL GRAN DUELLO RCS? (Giovedì 14 Luglio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



La domanda è sempre la stessa: meglio l'uovo oggi o la gallina domani?
Siamo sempre più vicini al finale del gran duello, chi vincerà, Bonomi o Cairo? Mi correggo chi merita di vincere, chi può far brillare di nuovo il Corsera: Bonomi o Cairo?
Domani su "paninoelistino" Libero provo a raccontare RCS, a modo mio.
Sempre più ristretto, ma questa volta merita, fidatevi di me

Qui sotto, vi ripropongo alcuni degli ultimi pezzi dove ho trattato il tema RCS. Il primo è del 3 Marzo, nel giorno dell'operazione La Repubblica Stampa, ricordate?
Il giorno successivo il titolo scese molto, vendevano, quando invece io scrivevo di comprare, e sicuramente qualcuno l'ha fatto, ed ha fatto bene.

LIBERO 3 Marzo 2016
Barclays contro Royal Bank of Scotland, grandi blasonate a singolar tenzone. Scontro tra titani, la monarchia finanziaria a duello sul floor di borsa. Ed è un duello per cuori impavidi, da una parte i rialzisti di Barclays che attraverso un attenta analisi su utili, sentiment e situazione macroeconomica, ai primi di Febbraio avvisarono dell’occasione: “l’attuale caduta è una buy opportunity”; dall’altra RBS che per bocca della sua punta di diamante Andrews Roberts, a inizio anno avvertì  i clienti di aspettarsi una preoccupante negatività, su azioni con cali entro il 20% e soprattutto su materie prime, Petrolio in particolare, con cali fino a 26$ e successivi “sprofondi” fino a 16$. In sintesi, per Barclays, che fa la parte del Toro, è tutto da comprare, anche per il semplice fatto che sono tutti pessimisti, mentre per RBS, l’orso, è tutto da vendere. Analisi sensate, seppur estreme, nulla da eccepire, quello che non capisco è perché un investitore si debba affidare alle previsioni di due banche che, seppur blasonate, nonostante l’attuale bengodi finanziario, da parecchi trimestri continuano a registrare bilanci in perdita costante. In particolare RBS, di proprietà ancora dello stato, che dall’opulenza di Goodwin in poi ha sempre e solo perso. Otto anni, non in Tibet, ma in rosso.
E’ vero, non c’è solo la gestione, ma come mai la bravura non si trasferisce ai conti di bilancio?
Per non parlare di quelle tedesche, a proposito, gli ultimi aggiornamenti dicono che la bomba derivati farà esplodere Deutsche Bank nel 2017.
Probabilmente la finanza italiana non è poi così brutta, sporca e cattiva come i mercati hanno tentato di dipingerla, anzi, banche come Unicredit che attualmente girano a 7 volte gli utili, sono regalate, altra spiegazione non vedo, se non un futuro fallimento, a mio avviso improbabile. Per non parlare della zitella MPS, che ancora nessuno vuole sposare, vale ancora 50 cents, la metà di un caffè. L’hanno talmente perquisita e rivoltata che le sue azioni, tanto puzzavano di fallimento,  tanto ora profumano di rialzo. Il made in Italy, come nella moda e nel cibo, anche nella finanza non è poi così male, specie se in saldo.
PIAZZA AFFARI: Di Caprio, uno che gli orsi li sa combattere. La vittoria dell’Oscar deve aver messo in fuga più di un ribassista. Battute a parte, Marzo inizia nel migliore dei modi. Non siamo tornati a 16.000, è vero, ma non sempre è necessario essere chirurghi in borsa, molte volte è più utile essere pittori e saper dipingere il paesaggio. A 18.800 ci sono degli ostacoli, ma si può rimbalzare molto di più.
RCS: l’editoria si infiamma. Marchionne potrebbe accendere il Corriere della Sera, qui si può salire fino a 0,80. Basta solo stuzzicare la fantasia per volare molto più in alto.
CAIRO: attenzione a questo titolo, perché potrebbe essere protagonista nella futura battaglia RCS. In rampa di lancio.
NASDAQ: per Buffett è il momento di comprare azioni in “modo aggressivo”. A mio avvisto WS ora può suturare la ferita aperta a inizio anno. 4.900 oltre non vado.
BUND: secondo Bill Gross lo short era “l’occasione della vita”. Un anno dopo, visti i risultati forse intendeva “andate short e vi toglierete la vita”. Si sale ancora, state fuori, qui si rischia di bruciarsi.
AEDES: i dirigenti non saranno analisti finanziari, ma se comprano, un motivo ci sarà. E’ tra i “magnifici 7”.
BET: 0,50 è un livello ostico, ma chi ha comprato a 0,36 ha fatto l’affare dell’anno. Azione DOT.
TREVI: dopo tanto accumulo, adesso si punta in alto.


LIBERO 10 Marzo 2016
“Non si afferra il coltello che cade", uno dei tanti proverbi di borsa, che usato in modo assoluto si trasforma in sesquipedale sciocchezza.
Uno di questi esempi coinvolge Brembo, l’azienda dei freni di lusso, che come la totalità del microcosmo economico, viene travolta dalla crisi finanziaria del 2008.
Il titolo crolla, fagocitato dall’intero listino, che siano banche o industrie, non conta, tutto viene spazzato dalle enormi zampe dell’orso. E’ il momento degli affari, ma al primo sibilo di “io comprerei”, subito scatta l’ammonizione dell’antico proverbio.
E’ vero, ricordando quei momenti, ritornano alla mente i comunicati dalla Val Brembana, un bollettino di guerra: la crisi dell’auto, lavoratori a rischio, il fatturato in caduta. Non è facile, ma qui stavamo parlando dell’eccellenza della manifattura meccanica italiana, e non di una qualsiasi banca, stremata dall’epidemia finanziaria e ridotta in stato comatoso. Se non compri quando crolla, quando è in saldo, quando compri? I grandi investitori sono quelli che guardano oltre la crisi.
Brembo era scesa fino a 1,80€, capitalizzando poco meno di 300 milioni. Chissà perché in borsa ciò che vale poco incute timore, mentre ciò che vale di più è considerato un affare. E’ questo il terzo segreto di Fatima.
Oggi, 7 anni dopo, Brembo vale 43€, 2.900€ di capitalizzazione, una rivalutazione del 2.050%, l’affare di una vita. Oggi sopra 40 si vende e si compra compulsivamente, i trader se la strappano di mano, e immagino siano gli stessi che sotto 6€ scappavano dal titolo.
Brembo mi fa ritornare alla mente un caso vissuto in prima persona, quando lavoravo agli ordini di un ex dirigente d’impresa. Era il 2002, in una mattina di Novembre mi chiamò e mi disse: “Fox, la ABB non può fallire, vorrei comprarne molte e tenere più a lungo possibile, che ne dici?”
Il titolo quotava 2 franchi ch, comprammo, ma dopo il primo 100% di guadagno, il proposito del lungo termine era già dimenticata. E di 100% in 100% il titolo toccò 30, in soli 5 anni. Difficile mantenere le promesse nella vita, in borsa ancor di più.
Ricordate sempre, comprare e vendere sono esercizi difficili, ma è la gestione il più complicato di tutti. E’ forse vero che solo chi dimentica, alla fine, riesce a fare il grande affare?
PIAZZA AFFARI: tutti in attesa spasmodica di Draghi. Chi guarda i mercati con distacco, sa che questi momenti sono solo “colore”, non sono le giornate che tracciano il solco. Il 9 Marzo 2009 (io c’ero), non accadde nulla di eclatante, una giornata negativa come tante, ma  fu il giorno di minimo a Wall Street, 7 anni dopo quel livello fu triplicato. Siamo in risalita, se tutto va bene, si sale fino ad Aprile, 18.800/19.000 i primi ostacoli.
DRAGHI: “comprare azioni”, è quanto chiede in sogno ogni piccolo azionista a Super Mario. Quale potrà essere la mossa eclatante della Bce? Aumentare la liquidità? Serve a poco. Tassi ancor più negativi? Deleterio, ma tornare indietro sarebbe peggio. Qui bisogna allargare il perimetro, a obbligazioni societarie e agli Npl cartolarizzati delle banche. Bisogna rimediare al 3 Dicembre.
RCS: alla presentazione del libro di Gasbarro “Rischio banche”, Nicola Porro e Massimo Fracaro  (penne raffinate) discutono anche della crisi della stampa. I giornali non ci saranno più tra 10 anni? Eppure Buffett compra. Una RCS senza padrone a me piace molto.
FIDIA: non sempre il mercato è capace di apprezzare i bilanci. Qui i numeri promettono bene, chissà se Tamburi ha mai dato un’occhiata a questa bellezza.

 


LIBERO 14 Aprile 2016
“Ogni qualvolta Wally sarà esuberante la Fed si farà severa sui tassi, viceversa, sulle debolezze tornerà a essere caritatevole”, questa in sintesi l’interpretazione di Fugnoli, grande filosofo dei mercati, sulla tattica che la Yellen attuerà nei prossimi mesi.
E’ giovedì 7 Aprile, sono le 17,25, 5 minuti alla chiusura di Piazza Affari, con Milano in profondo rosso, al “salone del risparmio” sta per andare in onda la conferenza più attesa, quella di Kairos, nel frattempo ho già impostato una serie di acquisti sul mio smartphone. Quali? Banche ovviamente, Mps e Carige su tutte. Contemporaneamente, da Roma mi arriva un sms, è un caro amico, un ottimo analista di una banca estera, mi scrive un sms molto confortante: “Buddy ci siamo, questo o poco sotto è il minimo, adesso si riparte”.
Sul palco sono appena saliti due baldi giovani della cantera di Kairos, in panchina e in prima fila il maestro Fugnoli,  in ammirazione e quasi compiaciuto dalle nuove leve, riscalda i suoi muscoli.
Quando arriva la sua ora, in sala subito la temperatura sale, le orecchie sono tese, un pubblico smanioso di sapere dove dovrà spostare i capitali per avere lauti rendimenti.
Cabrini non perde tempo e fischia l’inizio dell’intervista, ed è subito un florilegio di indicazioni: azioni, bond, valute, Fugnoli non lesina consigli, sempre molto prudente ma altrettanto preciso.
La positività sui Mercati Emergenti, questa è la grande novità!  Cina, Turchia e Russia, per motivi diversi, sono i cavalli favoriti. Valute e Bond in particolare, di azioni compriamone meno.
Benedetta Craveri, raccontando l’avvento al trono di Luigi XVI, scriveva: “niente era più bello che avere vent’anni nel 1774”. Fra molti, raccontando l’avvento al trono di Draghi, Yellen e Kuroda qualcuno scriverà, niente era più bello che investire in borsa nel 2015, dove liquidità, tassi zero e stimoli monetari, crearono una situazione unica per l’investimento in azioni. Dopo, sarà il diluvio.
PIAZZA AFFARI: “non sanno più cosa inventarsi per portare l’indice a 22.000 senza far guadagnare nessuno”, è il commento arguto di un lettore. Ricordate, non esistono pasti gratis. Siamo tornati a 17.000, due perfette trappole per ribassisti (venerdì su giovedì e mercoledì su martedì), e oplà si riparte! Ripeto, sopra 19.000 è fatta.
RCS: non è elegante autocelebrarsi, ma la memoria va rinfrescata. Qui della possibile operazione Cairo/Rcs avevamo ben anticipato 1 mese fa. Fiuto di volpe. Il mio obiettivo rimane sempre 0,80. Partita ancora da giocare.
ALCOA: i mercato ha fame e voglia di salire, sono molti gli indizi ad indicarlo. Uno è su Alcoa, il titolo sale prima dei conti, scende successivamente su numeri deludenti, e il giorno dopo riparte in tromba spiazzando tutti. Toro (rialzo) scatenato.
EXXON: a guardare Exxon, ma soprattutto Chevron, viene in mente solo una cosa: il petrolio, presto, se non a brevissimo, è pronto a fare un’altra sparata.  Attenzione a lamentarsi del petrolio troppo basso.
EURO/$: anche Fugnoli è d’accordo con il sottoscritto, non ci sarà la parità.  



LIBERO 29 Giugno 2016
“Lei deve diversificare” sembra essere questa la formula per evitare i rischi. Poi arriva una giornata come Venerdì 24 Giugno e tutto viene cancellato come se fosse scritto sulla sabbia. Avete presente i 3 porcellini? Questa volta il lupo, o meglio l’Orso (l’animale del ribasso) ha spazzato via tutto, anche la casa di mattoni.
Ieri (oggi per chi legge), il rimbalzo c’è stato, uno sganassone e l’Orso è finito al tappeto, sembra che Bud Spencer, prima di lasciarci, abbia voluto farci un ultimo regalo. Temo però che non basterà, ci saranno ancora colpi al ribasso. Nel mare dei mercati, le banche cercano aiuto, sono ferite, e mentre la politica si perde in discussioni e tentennamenti, gli squali continuano a pasteggiare.
Italia, banche, ci risiamo, siamo sempre il pesce grosso, il più prelibato per la speculazione, ed ecco che tornano a suonarci come tamburi. Cambia lo strumento, non più vendendo i BTP, c’è Draghi a proteggerci, ma attraverso le banche, e così che si apre la breccia di Porta Pia per entrare in Italia, ma questa volta non per liberarci, ma per farci nuovamente ostaggi.
Banche italiane e internazionali, ci risiamo, nel 2008 fecero indigestioni di titoli tossici, grandi guadagni, e poi i mal di pancia vennero a noi. Oggi è la volta dei titoli di stato, accumulo senza diversificare, aspettando la mano santa di Draghi, senza valutare i possibili rischi che ora, proprio a causa della liquidità (i QE) si sta amplificando.
Eppure il messaggio che sta passando è un altro: la colpa sono i referendum. Sabato il Sole24Ore titolava: “Shock Brexit, Europa Svegliati”. Tutta colpa della Brexit (per Greenspan è solo la punta dell’iceberg), è molto più facile, intanto il mercato picchia. E’ stato così nel 2008, perché le crisi si manifestano sempre con una faccia, ma il più delle volte è solo una maschera, il volto feroce si nasconde dietro, purtroppo lo si scopre solo quando i danni sono fatti.
In Estate si aprirà una finestra per respirare, a differenza del pensiero comune che si aspetta una stagione di grandi turbolenze, io sono piuttosto tranquillo, perché dopo quest’ultimo sfogo al ribasso, si potrà comprare e stare in spiaggia con tranquillità. L’anno scorso pensavo il contrario, ricordate?
Un riposo, prima della battaglia d’autunno, momento in cui dovremo essere in piena forma per la grande resistenza.
Voglio fare un appello al premier Renzi, la prego, metta in salvo il prima possibile il sistema finanziario italiano, perché quest’autunno il rischio è che l’attuale  crisi si trasformi in un meteorite in grado di colpirci. E noi non vogliamo che le nostre banche facciano la fine dei dinosauri vero?
PIAZZA AFFARI: come una rondine non fa primavera, così due corna non fanno spuntare il toro. Un rimbalzo c’è stato, ma temo di dover rivedere al ribasso gli obiettivi della ripartenza: 14.500/14.000. Forza, manca poco, poi sarà un’Estate di grande respiro e rimbalzo.
INTESA: lodevole il coraggio di Messina (ad della banca), non solo si è messo come scudo in difesa del sistema, ma ha aggiunto che per fermare il “bail-in” si sarebbe incatenato al Parlamento. Purtroppo la banca continua a cedere. Avevo scritto che sotto 2,15 era tragica. Così purtroppo è stato. Lo sapete qual è il prezzo del rischio futuro? Di nuovo 0,80. In attesa del grande salvataggio, ancora piccoli ribassi, prima della ripartenza.
RCS: 0,80 prezzo centrato in pieno. Ora attendiamo sviluppi, sapendo che quel prezzo non ce lo toglie nessuno, nemmeno la Brexit.
SP500: obiettivo correzione intorno a 1.900, poco sotto, poco sopra. Da lì può ripartire tutto. E’ sempre Wall Street a dare la carica al Toro.
STERLINA: se perde  le borse scendono e viceversa. In questa fase, è la moneta inglese il termometro di mercato. 0,8080 è il supporto con l’Euro. Mentre contro Dollaro, la Sterlina rischia anche 1,25.
BUND: quando vedi un titolo di stato, così “grosso” e importante, rimanere sotto zero, capisci che il problema non è la Brexit, ma il debito. E l’eccesso di liquidità, dovuta ai QE, questo problema lo amplifica. Prima o poi la “supernova” scoppierà, stiamo short.
TWITTER: 14$ circa, il nostro prezzo d’acquisto è lontano, e si sale. Ricordate Facebook? Sotto 20$ non la voleva nessuno, quasi nessuno.

20 aprile 2016

Panino e Listino: (IM)POPOLARE DI VICENZA NON FA PAURA, ORA C'E' ATLANTE (Giovedì 21 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



(Scritto 19 Aprile 2016) Buonasera,
Ma avete visto dov'è il petrolio oggi? Solo per farvi notare, come già scritto, che al mercato di Doha, frega poco o nulla, quando interessano di più lo stato delle trivelle yankee, la situazione dei paesi emergenti, ovviamente i rischi geopolitici e la volontà di riportare l'oil a più dignitosi 50$.
Al mercato ora il petrolio conta poco, interessano di più i movimenti dello Yen, i bilanci USA e le banche europee e italiana in particolare. Quest'ultime nel finale hanno girato in negativo, si dice a causa dell'aumento su Pop Vicenza. Sicuri?
A mio avviso dell'aumento su Pop Vicenza al mercato interessa poco o nulla, ormai c'è Atlante a sorreggere la baracca, e sotto di lui c'è Zeus ovvero Mario Draghi.
Probabile che tutte le banche domani ritornino su. Probabile ma non assicurato, perché Milano è ora su livelli importanti, un ostacolo che si sente perché è una demarcazione vitale, sotto 19 c'è l'inferno di una nuova e grave recessione, sopra c'è il paradiso di una sospirata crescita e accelerazione.
Qualcuno sull'esuberanza di questa mattina voleva comprare? Andiamo cauti, sebbene rimangano indizi positivi sulla crescita, bisogna avere pazienza, cautela e precisione.
Uno degli indizi a mio favore è visibile sulle nostre banche, su quanto accaduto prima che Atlante fosse annunciato come salvatore.
Tralasciando le solite note MPS e Carige, guardate cos'è accaduto su Bper, Popolare e Unicredit, guardate quanto hanno comprato.
E non erano i piccoli risparmiatori e investitori, quelli purtroppo stavano svendendo.


Domani su Panino e Listino, una prima parte educativa, almeno ho cercato di utilizzare una email di un lettore, in qualcosa di utile per tutti. E poi tanti temi operativi e scopiettanti, su tutti il nostro gioiello BET, grandi evoluzioni e poi banche, PETROLIO e BUND. Vale il prezzo del biglietto, sempre che qui, qualche spettatore sia rimasto. 

13 aprile 2016

Panino e Listino: ATLANTE NON SARA' ATLANTIDE. LE PREVISIONI DI FUGNOLI (Giovedì 14 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buongiorno
Ieri le borse pativano le revisioni al ribasso sull'economia del Fondo Monetario, in particolare Milano che subiva un taglio sulle stime del Pil, oggi le borse festeggiano perché il Findo Monetario non vede più la Cina come un pericolo, anzi come ritrovata occasione di positività.
Ieri il fondo Atlante era visto come l'ennesima toppa raffazzonata sul sistema bancario italiano, facendo crollare Piazza Affari, oggi il fondo Atlante è una genialata, la cura di ogni male.
Al di là delle previsioni spesso confuse e sballate dei grandi studiosi e professori economici del Fondo Monetario internazionale, vi siete mai chiesti come mai siano veramente pochi gli investitori capaci di guadagnare in borsa?
Ieri era tutta una contestazione, rappresentata da una valanga di posizioni al ribasso, con la sadica soddisfazione di alcuni nel vedere l'ennesima brutta figura del nostro governo. Oggi quelle soddisfazioni sono già amaramente spente, anzi accese in un focolaio di rabbia per perdite e per la fatica di inseguire un treno che corre.
Lo stesso lo abbiamo analizzato tra giovedì e venerdì scorso, ricordate.
Pensate che dalle ultime statistiche sul mercato USA, la gran parte degli investitori ha guadagnato il 50% rispetto a quanto realizzato da Wall Street, e per fortuna che il mercato sta salendo, pensate cosa sarebbe successo in caso di ribasso.
Sarebbe stato più saggio oltre che profittevole, non toccare e dimenticare tutto, chissà che guadagni oltre che un grande risparmio di commissioni?
Forse è proprio questa l'unica formula veramente valida per guadagnare in borsa?
Per la cronaca, io rimango al rialzo, comprare su ogni ribasso, ma che ve lo dico a fare?


Domani su "Panino e Listino", direttamente dal salone del risparmio, le opinioni del filosofo Alessandro Fugnoli. Poi ovviamente, ci sarà anche qualche mia indicazione, è tutto compreso nel prezzo. 

04 gennaio 2016

MILANO PROFONDO ROSSO, FERRARI (04-01-2016 1^ seduta a Piazza Affari)


 

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Lunedì 4 Gennaio 2016, a Milano si quota Ferrari, e per Piazza Affari è subito profondo rosso.
Io questa mattina c'ero, ma ancora non riesco a caricare le foto.
Dalle 6 Ferrari in esposizione, a Marchionne sempre in pullover nero che sale nella sua testa rossa, e con autista!
2016, l'ho scritto, a mio avviso sarà l'anno della volatilità, e alla fine sarà positivo, quindi a voi le conclusioni
Con la quotazione di Ferrari, ci si aspettava un'accelerazione di borsa, evidentemente nonostante i prezzi del petrolio, hanno messo poca benzina.

Ps. Nuovo sondaggione online

21 ottobre 2014

Panino e Listino: E' ARRIVATA O E' PASSATA LA BUFERA? (Mercoledì 22 Ottobre in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



 Serata di Ottobre in maniche di camicia. "Si sta divinamente", "magari un autunno così", "speriamo non arrivi il freddo" e dichiarazioni del genere. Sono in molti a essere contenti per l'autunno mite, io lo trovo orribile, non tanto per le temperature, ma per la percezione che la gente ha della situazione climatica. Come si può combattere l'inquinamento, allarmarsi per il Pianeta Terra che soffre e al tempo stesso allietarsi per una così forte anomalia? E poi ci si lamenta del caldo affoso (abbiamo rovinato anche la bella stagione estiva), ma tanto ci sono i condizionatori, e si inquina ancora. Poi arrivano le alluvioni come a Genova, ma la colpa è di chi non ha previsto il meteo. D'altronde siamo il paese che ha condannato gli scienziati che non hanno previsto il terremoto, e non i costruttori che ridevano per gli affari su case mal costruite, o peggio su quelle ancora da costruire. Cemento su cemento, guai però a non avvisarci della tempesta.
Dai, è anche inutile lamentarsi di certi commenti sulla borsa, perchè la colpa dei crolli dei mercati è di chi non li ha previsti, non di quelli che hanno negli anni costruito, guadagnato e si sono ingrassati con prodotti tossici, su una finanza drogata, viziando il sistema. La colpa è di chi non ti avvisa del fatto, non di chi commette il reato.
Sarà difficile uscirne, ma ne usciremo.

Oggi intanto Piazza Affari ha reagito, il Nasdaq venerdì non ha proprio fatto quello che speravo, ma restano i segnali di Mercoledì e Giovedì sono ottimi, almeno per togliersi l'elmetto della difesa e riprovare l'attacco. Oggi si riparte con i gap al rialzo, grazie anche a APPLE, e subito i timori ti frenano, ma questo è il Toro della finanza allegra, pochi avranno fino alla fine il coraggio di scendere in pista e ballare. Lo faranno sempre alla fine, quando la musica di "Hotel California" sarà quasi finita e quando le sedie per trovare ancora un posto sicuro, saranno quasi tutte finite.
Inutile ripetere che fino a Domenica, giornata in cui sapremo gli esiti degli stress test e poi il Mercoledì successivo quando la Yellen confermerà che il rialzo dei tassi è un'operazione che si allontana nel tempo, non saremo del tutto tranquilli.
Ma quel giorno, chissà dove ci troveremo, di nuovo a contatto con il limite dei 17,500 o vicino a 20,000?
Come ho scritto nei giorni della bufera, comprare (PER CHI POTEVA) è stata non solo una scelta saggia, ma anche un affare. Seguendo sempre il nostro mantra che vale ormai da anni: "comprare solo sulle discese, senza paura".

Domani su "Panino e Listino" non troverete temi operativi nuovi, le solite cose che da un lato potranno risultare noiose, dall'altro sono la conferma, per quanto può valere, della mia convinzione su operatività e tendenza. Se tanto vale a rassicurarvi, meglio.
E poi nella storia iniziale vi spiego il perchè io sia convinto che il rialzo è tutt'altro che finito. Lo scrivo proprio ora, quando la maggioranza come minimo prevede la fine del toro, fino a minacciare un nuovo grande crollo.
A domani, confidando siate in molti a leggere e intervenire. Fedeli alla linea, sempre!

LIBERO 17 Settembre 2014
11 Settembre 2001, o come scrivono gli americani 09/11, sono passati 13 anni, tante cose sono cambiate, come sono cambiati i nostri comportamenti, pensieri e stili di vita, ma io credo che molti di voi ancora ricordano cosa stavano facendo quel giorno, alle 15 ora italiana...
11 Settembre 2001, mercato ostaggio della noia, in attesa che qualcosa accada, totale apatia, malessere e svogliatezza da dopo sbornia. Era appena scoppiata la grande BOLLA DELLE TMT, la tecnologia esplodeva in borsa ma al tempo stesso stava germogliando nelle nostre vite, nella nostra quotidianità.
Una bolla era appena scoppiata, ma nel dramma nessuno si accorgeva che un'altra si stava già gonfiando, quella immobiliare, del credito e del denaro. Il Maestro Greenspan per salvare i mercati  dal panico, impugnava il forbicione e con virulenza tagliava i tassi d'interesse introducendo il sistema di pompaggio della liquidità: a causa di ground zero aveva inizio la stagione  dei tassi zero.
Una stagione che ha illuso, per molte persone che si sono impoverite, poche altre si sono molto arricchite.
Guardate, solo per fare un esempio,  Blackrock e Goldman Sachs oggi due simboli dell'America, emblemi della finanza mondiale e addirittura salvatori dell'Italia, guardate i grafici dal 2001 allo scoppio della bolla 2007/2008, e da quel momento a oggi: i titoli come minimo si sono triplicati di valore!
Per 2 torri che sono crollate, altre due si sono erette, oggi sempre più alte a livelli ormai inaccessibili e intoccabili, fino alla prossima esplosione, quella forte, quella del debito. Non ci saranno vittime, fortunatamente, a pagare questa volta sarà il denaro.
PIAZZA AFFARI: per l’Europa e per l’Italia il “tanto peggio, tanto meglio” non funziona. Solo qualche mese fa, su dati negativi della produzione e dell’occupazione Wall Street sarebbe volata, i rendimenti sui bond sarebbero scesi e così il valore del Dollaro. Ma loro hanno la Fed e noi la Bundesbank.  Per fortuna c’è Mario Draghi, grazie a lui anche noi potremo vedere l’effetto combinato di: azioni su, rendimenti giù e così l’Euro. La correzione è agli sgoccioli, 20,600 è un buon livello, sotto 20,200. Pronti che riparte.
SCOZIA: “…possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!”, se William Wallace fosse ancora vivo, sono sicuro che gli scozzesi non avrebbero dubbi su cosa votare. Ma oggi non ci sono guerrieri e non si usano armi per combattere, a comandare sono il denaro e le banche centrali, portaerei da guerra. E se Carney dichiara: con la vittoria del “sì” gli scozzesi diranno addio alla Sterlina. Se è così anche la voglia di libertà vacilla. Il Ftse100 (Londra) sembra l’indice più interessante, pronto per un movimento violento: sopra 6,900 verso nuovi massimi (mio scenario), prima però potrebbe ricaricare  a 6,500.
WALL STREET: la Scozia non sarà la Lehman Brothers dell’Europa. Settembre 2008 il fallimento, 6 anni dopo invece che in depressione, Wally è su nuovi record. Anche se oggi per il Nasdaq aleggia il rischio correzione. Volatilità!
FIDIA: 3 ottima zona per accumulo.

 

 


16 luglio 2013

Panino e Listino: ESTATE 2013, PER PROVARE IL RALLY CI VUOLE IL CORAGGIO DI MALALA (Mercoledì 17 Luglio in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Sono ancora qui e non sono in vacanza. Non so se per voi sia una buona notizia, ma io sono ancora qui, nel pieno dell'Estate, anche per portarvi un po' di speranza.
Non molliamo, ma ci vuole coraggio, tanto quanto ne ha avuto Malala giovane e molto grintosa, ma ci vuole anche molta serenità nel saper aspettare, la stessa serenità che il volto di Malala è capace di regalare.

Domani su "Panino e Listino" edizione speciale, tutta o quasi concentrata su una cosa che sono sicuro piacerà a molti. Non posso dire a tutti, ma sicuramente alla maggioranza silenti e non, vi leggo nel pensiero! ;-)
Non c'è altro da aggiungere, questa volta sono molto sintetico, anche perchè troverete tutto nel pezzo in edicola domani e poi perchè voglio sentire anche il vostro pensiero.
Ovviamente per domani mi aspetto il religioso silenzio post pubblicazione, la digestione del "Panino e Listino" (piatto pesante?), ormai è una liturgia ;-)

Un'ultima cosa, anche nella musica andiamo contro corrente, e se il tormentone dell'Estate fosse MACKLEMORE?!
Ricordate il pezzo "THRIFT SHOP", avevo scritto che l'unico difetto era aver anticipato troppo la stagione estiva, mai avrei pensato a un secondo singolo, ancor più esplosivo. MACKLEMORE vs Daft Punk, bella sfida e non è finita qui...
Ecco il pezzo pubblicato la scorsa settimana:

LIBERO 10 Luglio 2013
245 milioni, è la cifra che in un anno solare, Leonardo (manager del Psg), ha versato nella casse del calcio italiano. Una potente iniezione di capitale fresco, nemmeno un Fondo Sovrano, nemmeno la Goldman Sachs avrebbero potuto fare meglio!
Calcio, Alimentare, Turismo, Moda, Mobile: le “materie prime” tricolori piacciono e fanno gola a molti.
Sembra che all’estero amino  più l’Italia di quanto gli italiani amino il proprio Paese, altrimenti non si spiegherebbe un tale sperpero di qualità, di tesori e vere e proprie opere d’arte. Italia ancora una volta depredata e terra di conquista?
Dove sono finiti i “capitani coraggiosi”? Negli anni ’80 c’era Raul Gardini (detto “il corsaro”) che superava la frontiera, cimentandosi in avventure e nuove conquiste. Talmente ardito che nel 1989, al CBOT (il mercato delle merci di Chicago), riuscì a mettere in ginocchio il mercato mondiale della soia, costringendo le autorità di borsa USA a intervenire (“sgambettare”) per fermare quel “corsaro” cuore coraggioso, per alcuni diventato troppo pericoloso.  Gardini non c’è più e sembra non aver fatto proselitismo, dietro di lui il vuoto? Dopo Richard Ginori, se ne va anche Loro Piana, ma qualcuno che resiste nella moda italiana c’è, ed è Brunello Cucinelli che con garbo e convinzione afferma: “non siamo un Paese in vendita, siamo pieni di eccellenze e ora sta nascendo un nuovo capitalismo”. Gardini e Cucinelli, uguali e diversi. Diversi nello stile, ma uguali nel coraggio.  Cucinelli l’ha dimostrato lo scorso anno, sfidando i venti contrari di mercato, decise di quotarsi in borsa, una mossa che sembrava folle, ma la follia spesso è genialità e solo chi ha lungimiranza possiede l’estro dell’animal spirit che conduce alla scelta migliore. Oggi il titolo è più che raddoppiato.
Cucinelli non è l’unico italiano a credere nel suo Paese, all’estero, da posizioni importanti c’è chi spinge e incoraggia l’Italia a sforzi maggiori, è Mario Draghi che ci loda e con “tassi bassi” regala la spirulina, lo stimolo per una crescita più facile.
Nel malaugurato caso l’Italia uscisse dall’Euro, si troverebbe in posizioni ancor più disagiate, con una moneta svalutata il valore delle aziende crollerebbe, rendendo l’assalto dei big con le valute più forti, ancor più agevole. Stare nell’Euro non procura solo sofferenze, ma anche molto convenienze, sta a noi esaltarle. Iniziamo ad amare l’Italia.
FTSE MIB: “rally da spiaggia”? La situazione è sempre più chiara, sopra 16,200  il Toro verrà con noi in vacanza, e ci regalerà un’Estate ricca di soddisfazioni.
MEDIASET: Nicola Porro nella sua nota rubrica “Zuppa di Porro” ci fa intendere che Mediaset potrebbe essere un indicatore anticipatore di mercato. In parole semplici: “se Mediaset sale, anche Piazza Affari sale”. Da inizio anno il titolo del biscione è volato del 100%. E qui mi cospargo il capo di cenere, non avendo creduto nel titolo, mea culpa. Berlusconi ha dichiarato che il Milan sarà l’unica società che non venderà mai. Si potrebbe quindi fantasticare su Mediaset, magari con l’ingresso di nuovi soci? Più probabile, seguendo la teoria di Porro, che per Piazza Affari sia arrivato il gran momento.
FIAT: c’è un’Italia che conquista all’estero. Con Fiat si va lontano.

28 marzo 2013

ZONA LEHMAN - Wall Street record su record, dopo il Dow Jones ora anche lo S&P500



E pensare che c'era chi diffidava della mia "Zona Lehman" (una delle mie invenzioni pseudo tecniche), e passi, giusto diffidare, ma ora le cose sono palesi e per alcuni (i pessimisti e catastrofisti) adirittura diventano imbarazzanti.
Per esempio Nouriel Roubini che nel 2009, quando qui si annunciava il Super Rimbalzone e appunto il cammino verso la "Zona Lehman", Dr Doom annunciava per Wall Street nuovi minimi con un annuncio che faceva più o meno così: "Wall Street scenderà per fine 2009 di un ulteriore 30%".
E Marc Faber, di mestiere contrarian, e da Novembre dell'anno scorso che annuncia una forte correzione, il lato positivo del contraria è che prima o poi, la tua previsione si avverà sempre. Vero, ma a quale costo?
La morale di queste esperienze è la conferma di quanto più volte vi ho scritto: "difficilmente chi prevede l'inizio di una crisi, l'entrata nel tunnel, riesce anche a prevederne l'uscita..."

Ps. è una canzone che ho già messo pochi giorni fa, la ripeto perchè potrebbe invadere la vostra prossima Estate. Peccato che sia stata lanciata così presto, forse si brucia, forse...

 

email: paninoelistino@gmail.com TWITTER: @BuddyFoxxx Pubblicato da Buddy Fox