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23 agosto 2017

Panino e Listino: GREAT WALL E FCA, IL TOPOLINO DI MAO MANGIA IL GATTO MARCHIONNE? (Giovedì 24 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Fca e Great Wall, la riproduzione della frase di Mao (e di Confucio) ai giorni nostri, quella del gatto, di qualunque colore sia che deve in tutti i modi prendere il topo.
La frase, tradotta con i valori di oggi diventa più o meno così: non importa quanti soldi servano, l'importante è comprare e conquistare più aziende estere possibili.
La differenza è che questa volta, se prendiamo come parametro i fatturati, a fare la parte del gatto è l'Italia (Fca 131 mld) mentre il topo è cinese (GW 15 mld), un topolino che si fa forte perché alle sue spalle ha un dragone a difenderlo.
Può essere che l'Italia riesca a perdere una partita con tale dislivello di forze?
Scorrendo le scellerate svendite che costellano gli ultimi 20 anni d'impresa del nostro paese, sì è possibile.
È possibile che l'Italia perda e si privi di un altro gioiello.
Gioiello italiano, che poi la Fca si può ancora definire italiana?

Per gli analisti oggi l'intero gruppo Fca vale 50 mld, mentre attualmente capitalizza solo 17,70mld meno di quanto dovrebbe valere il brand Jeep.
Se il titolo che oggi quota 11,80 è a sconto, chissà cosa dovevano pensare gli analisti a Gennaio quando batteva meno di 9€. E come mai nessuno ha gridato al l'occasione ma si sono sentite solo grida di paura?
Sono sicuro che ognuno di voi conosce già la risposta.
Ecco cosa avevo scritto nel Gennaio 2017, quando il titolo crollava in un giorno del 16%, sceso fin sotto 9€ e quando gran parte della stampa e dei media informavano di un nuovo "dieselgate" ipotizzando addirittura di un fallimento FCA.

Cliccate qui: FCA dieselgate, rischio fallimento o semplice correzione?
Un pezzo rimasto senza commenti, lanciato nel vuoto, inascoltato, ma che oggi a distanza di mesi forse qualcosa vale.


Su Panino e Listino in edicola domani su Libero, qualche altra cosa su FCA (per me rimarrà sempre Fiat), su Mario Draghi, sulle Banche Centrali e Jackson Hole, sulla correzione sempre più vicina e sulla crisi, vista dal luogo del delitto, vista da Barcellona.

18 gennaio 2017

Panino e Listino: FCA A RISCHIO FALLIMENTO? (Giovedì 19 Gennaio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


La capacità di esagerazione dei mercati non conosce confini, ed è questo il suo bello, se la sai controllare ed arginare, altrimenti è la tua rovina.
Fino all'altro giorno la Fiat era considerata un gioiello, un nuovo potenziale colosso, la solita azienda governalista che cambia bandiera come cambia il presidente, e peccato solo che non fosse più tutta italiana. Il giorno dopo, basta solo una correzione, notevole, ma per quanto era salita in poco tempo è solo una virgola su un grafico, ecco che la tanto acclamata FCA diventa un auto bidone.
Non solo si è ipotizzato una situazione simile a quanto accaduto a Volkswagen, cosa di per se assurda, ma c'è chi ha insinuato che addirittura FCA, a causa di questa multa e chissà se di altre, possa rischiare l'insolvenza!
Possibile che aziende costruite in anni, decenni se non oltre, oggi si possano affondare in così poco tempo?

Domani in "Panino e Listino" si parlerà di questo e soprattutto di come spesso si comporta il piccolo risparmiatore in questi particolari momenti.
Ho solo dimenticato di aggiungere il caso Alerion, ma il 30 Gennaio è ancora lontano. Ribadisco solo un concetto molto chiaro: non fatevi fregare.

13 gennaio 2017

Paninoelistino: DIESELGATE, FIAT COME VOLKSWAGEN?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

È il fantasma Lehman che ti perseguita, una ferita sempre fresca che ti fa pensare e ogni volta fa salire il panico, se una banca così grande è fallita, allora anche Deutsche Bank fallirà.
Questo lo pensavano in molti solo qualche settimana fa, ora il mirino si sposta sulle auto, siccome è capitato a Volkswagen, allora per forza deve capitare anche a Fiat. Dimenticando però che da quel giorno, Volkswagen il terreno perso l'ha già quasi tutto recuperato.
Su Fiat un fulmine a ciel sereno dicono i telegiornali.
Ma è davvero così?

Leggete qui:  SU FCA IL COPIONE SI RIPETE, DA 100 È SEMPRE LO STESSO

23 novembre 2016

Panino e Listino: CARL ICAHN LA STELLA DI SUPER TRUMP (Giovedì 24 Novembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




"Niente come guardare il cielo stellato produce nell'uomo un senso di immortalità; in realtà l'universo è in lento e continuo mutamento. Anche le stelle hanno una propria vita e, alla fine, muoiono". Questo forse è vero per la scienza, ma non per i mercati, è vero ci sono stelle che durano meno di un ciclo Toro, ma ce ne sono altre che brillano e non si spengono mai.
Una di queste è Carl Icahn, leggenda a Wall Street, assurto agli onori della cronaca negli anni '80 per la scalata alla RJR Nabisco, un'operazione rimasta negli annali. Come quella del 1985 alla compagnia aerea TWA, tanto che si dice sia stato proprio Icahn ad ispirare il primo Wall Street e il personaggio Gordon Gekko.
Una scia di successi che arriva fino ai giorni nostri, non solo vecchia industria, dal biotech con Imclone, anche qui guadagno, fino alla consacrazione con Apple. Ma per capire l'impatto che Icahn ha sui mercati si devono cercare i dettagli. Bastò un suo tweet di interesse nei confronti del "melafonino" e uno in cui segnalava una cena con Tim Cook, per far schizzare le quotazioni del titolo. Voleva farla a fettine, la Mela, ma forse era troppo grande anche per lui, si accontentò di spremerla come un melograno (frutto dell'abbondanza), ritirare i guadagni e poi riappenderla sull'albero di Wall Street. Il giorno della vendita qualcuno mormorò: è finito il rialzo? Segnali di immensità.
Icahn è da sempre vicino a Trump, talmente vicino che il giorno stesso delle elezioni si precipitò in ufficio per spendere 1 mld in azioni. Io non so se entrerà nella squadra di governo, sicuramente, anche nell'ombra, sarà presente. Come è sicuro che con i nomi che circolano, Wally sia tornata a comandare. Blankfein nel 2009 modestamente disse "faccio il lavoro di Dio". Oggi, i banchieri, Dio lo sono diventati. La festa continua!
PIAZZA AFFARI: a Palazzo Mezzanotte hanno tentato di rivivere una giornata con "le grida", bello ricordarlo, peccato che i tempi di "panino e listino" siano lontanissimi, sia in termini poetici che di risultati. Ci tocca ancora soffrire, ma nel breve un ribalzo verso 17.300 ci sta tutto.
FIAT: per più di un anno sono rimasto negativo sul titolo, il perché ve lo spiegherò in seguito, ciò che conta è che ora sono diventato positivo: strong buy. Ho comprato forte a 6,70 e conto di rimanerci per lungo tempo.
RAME: quanti sono rimasti spiazzati? Lo capisci dalla foga con cui hanno comprato Rame nel dopo Trump. Le materie prime (tranne Oro e Petrolio) erano nelle mie "10 previsioni" ancor prima di SuperTrump.
NASDAQ: è l'unico indice Usa a vacillare. Il GAFA (Google, Amazon, Facebook e Apple) traballa, ma potrebbe essere sostituito da SOX e NBI. Sopra 5.300 corre.
BANK: è la sigla dell'indice delle banche al Nasdaq. Siamo su massimi assoluti! Solo le nostre soffrono.
I MAGNIFICI 7: BE, BIESSE, STM, CTIC, AEDES, TOD'S E D'AMICO sono i 7 titoli scelti per il 2016. Siamo a poco più di 1 mese dalla fine e stiamo facendo meno peggio dell'indice generale. Ora ci aspetta lo scatto finale. Le preferenze nell'ordine.
di Buddy Fox
@paninoelistino


Ps. ricordatevi che qui a destra c'è il nostro sondaggione sul Referendum Renzi, e di solito il nostro sondaggione non sbaglia mai. Votate se potete.

03 febbraio 2015

Panino e Listino: QUANTO TUTTO SALE... (Mercoledì 04 Febbraio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Se a ognuno di voi fosse data la possibilità di tornare indietro nel tempo, cosa cambiereste dei vostri investimenti?
Chissà quante occasioni perse, titoli abbandonati troppo in fretta, o peggio venduti in perdita e poi visti risalire, oppure ho comprato troppo poco di quello, oppure maledetta la volta che ho comprato quell'altro etc etc etc....
Ricordate FINMECCANICA? Titolo che ho comprato solo una volta in vita mia, tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, quante volte ho ripetuto "ACCUMULARE SOTTO 3". Ma il bilancio faceva schifo, obiettava qualcuno, oppure crolleremo ancora, diceva un altro, oppure hai comprato Sopaf e Chl e anche questo titolo crollerà, ripetevano sempre gli stessi. Oggi in soli 3 anni siamo oltre il 300% di rialzo, una pessima idea non è vero?
E FCA? Io preferisco chiamarla Fiat, nella mia lista della spesa dalla fine 2008 inizio 2009 al grido "IO COMPRO", sempre a ripetere "quando sale Fiat? quando sale Fiat?" 
Eravamo sotto i 4 euro e già era salita, ma non bastava. Pochi hanno avuto pazienza, pochi ci hanno creduto, oggi siamo a +400% e oltre, e salirà ancora. E poi verranno a recriminare quando crollerà. Dovevi svegliarti prima e comprare a 3 euro.
Per non parlare di Brembo, ma quella è un'altra storia. Per molti è già stata una fatica rimanere per pochi mesi in sella di COBRA, pochi mesi che hanno fruttato il 400%, sembrano sogni, ma sono cose che si sono realizzate.
I mercati sono molto democratici, più della nostra società, ti danno sempre un'altra possibilità, e se puoi, dopo aver sbagliato, te ne danno ancora un'altra. Ma se ogni volta non sei capace o non fai in tempo a coglierla, non devi cercare un colpevole, perchè se ti guardi allo specchio, il colpevole è davanti a te.

Domani su Panino e Listino il tema è questo, sarà difficile da imparare, ma molte volte rimanere dentro una posizione è il modo più facile per guadagnare, senza far fatica. L'unica difficoltà è scegliere il cavallo giusto.
Varoufakis come "Re Leonida"? Sembra un grande personaggio, ma sulla Grecia e sulla risoluzione del problema, nutro ancora forti dubbi.

Nei prossimi giorni, per chi non ha comprato Libero, pubblicherò le "10 di Buddy 2015", con l'aggiornamento di Gennaio.


LIBERO 28 GENNAIO 2015

“Scusate  il ritardo, ma non funzionavano gli ascensori” l’umorismo non manca a Draghi, nemmeno nei momenti più delicati, scioglie i nodi della tensione e si prepara alla conferenza che lo proietterà nella storia come la nuova divinità per gli investitori rialzisti. Mario Draghi, alto e fiero, lo sguardo del condottiero (Cesare l’aveva soprannominato la stampa tedesca) il viso scolpito nel marmo che lascia scivolare un sorriso beffardo, meno enigmatico della Gioconda perché quel sorriso fa capire tutto, ha vinto lui, preparatevi che si vola. E’ finita con il lieto fine, come nelle favole, come nei film che più ci hanno entusiasmato, Rocky Mario Draghi ha sconfitto il gigante Weidmann Ivan Drago, a quel punto l’annuncio dell’avio degli stimoli monetari era una semplice formalità, la quantità una sorpresa, una generosità che ha dato una frustata alle quotazioni. “BOOM” il bazooka ha sparato, all’unisono Borsa, Spread ed Euro hanno fatto il balzo, la prima verso l’alto, le altre due verso il basso. Tutto come da copione. Giovedì 22 Gennaio 2015 un giorno che entrerà nella storia, per la cronaca ma non per i mercati, non sono questi i momenti in cui si creano le tendenze, bensì quando tutto ancora tace, la gestazione arriva da lontano. Si guardi l’Euro/Dollaro, l’8 Maggio del 2014 eravamo a quota 1,40 e niente ancora riusciva a smuovere la valuta da quelle quote ingiustificate, ma nel sottobosco, nel mercato delle opzioni gli operatori erano tutti sovrappesati in Dollari, un indizio che era quasi più di una prova della futura tendenza. Bastò un accenno di Draghi sull’eccessiva valutazione dell’Euro per causare la prima slavina. Giovedì prima del bazooka eravamo a 1,16, dopo lo sparo a 1,13, il movimento viene da molto lontano ed è tutt’altro che finito.
Giovedì a fine seduta, l’entusiasmo delle borse sfuma, il bazooka non è stato così dirompente da dissipare i pericoli europei, Atene e Mosca sono all’orizzonte.
“La Grecia è Bearn Stearns e l’Italia è Lehman Brothers” scrive Ben Hunt di Salient (società di gestione nel Texas), non mi stupirei se nelle prossime ore, dopo le rose del Qe rispuntassero le spine dell’economia. Attenzione a non pungervi.
PIAZZA AFFARI: “l’Italia di Renzi è una storia interessante” dice il Nobel Shiller.
Milano è un’occasione anche per me, ma non ancora. Sono scattati gli stop a 19,500 ma non sono andato al rialzo, credo che lì torneremo. Le armi per difendervi ve le ho già date.
WS: il Manchester che si lascia scappare Pogba, Buffet che compra IBM dopo che il titolo è già raddoppiato, anche i grandi sbagliano. Errori di valutazioni, gli stessi fatti da Wall Street. Quotazioni troppo alte. Per il Nasdaq pericolosa chiusura di Gennaio sotto 4760.
TXT: nuova entrata. 8 è un buon prezzo da cui partire.

27 gennaio 2015

Panino e Listino: DOPO LE ROSE DI DRAGHI LE SPINE DI TSIPRAS? (Mercoledì 28 Gennaio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Dopo le rose di Draghi spuntano le spine di Tsipras?
Meglio ancora sarebbe, dopo le rose della finanza, tornano le spine dell'economia.
Prima Renzi, poi Draghi,  ora Tsipras, domani Podemos e chissà poi cos'altro.
L'Europa tutt'altro che addormentata, un laboratorio di idee e di rivoluzioni, su cui si può essere d'accordo o meno, ma l'importante è qualcosa che si smuove e volge verso la lotta per un ritorno all'uguaglianza.
Perchè è l'estrema diseguaglianza il grande problema di questa crisi.
E mentre ora tutti tentano di corteggiare e di investire in Europa, cercando di arraffare il più possibile in Italia, dall'altra parte dell'Oceano qualcosa inizia a traballare.
E' successo a tutti, al Manchester United che si è lasciato scappare Pogba, a Buffett che mai aveva investito in tecnologie e alla fine si è fatto convincere su IBM, entrando dopo che il titolo è raddoppiato e da lì nulla più di positivo. Errori di valutazione, succede anche ai migliori, come sembra succedere agli analisti a Wall Street.
Domani in edicola su Libero, Panino e Listino, con il racconto della giornata trionfale di Draghi e le previsioni su Piazza Affari, Wall Street e qualche nuova entrata...



LIBERO 21 Gennaio 2015
“2015, duro ma possibilista”, questo in sintesi è il messaggio che le stelle lanciano a tutti gli italiani.
Domenica 18 Gennaio, quello con Grazia Mirti è ormai un appuntamento fisso e imperdibile, una tradizione che, dal punto di vista finanziario, inaugura il nuovo anno. La considero l’Epifania per i risparmiatori, perché nonostante la realtà sia arida di buone prospettive, Grazia Mirti è capace di portare meraviglia spargendo i semi della speranza.
“Marchionne farà nuove assunzioni!” Esclama la Mirti con occhi vivi e brillanti come le stelle che quotidianamente cerca di interpretare, queste sono le novità che mi aspetto nel 2015 per l’Italia.  Grazia Mirti non è solo fonte previsionale, ma anche didattica, quest’anno per gli adepti ha portato in dono il libro di Louise Mc Whirter, autrice americana nota per il “metodo” dei nodi lunari. Secondo la Mc Whirter l’economia USA funziona in base al movimento del Nodo Lunare: quando il Nodo si trova in Leone raggiunge il massimo d’espansione, quando invece si trova in Acquario è al suo minimo. Se vogliamo credere a questa “regola” (fino a oggi perfetta), possiamo essere ottimisti, il traguardo del prossimo Leone è molto vicino e sarà tra il 2017 e 2018.
Ma la Mc Whirter da brava donna di casa, porge ai lettori anche utili consigli: per guadagnare occorre sempre contare su buoni transiti personali e non solo quelli collettivi, prova ne sia che nei momenti di grande recessione  vi è sempre qualcuno che guadagna. Consigli che temo rimarranno inascoltati, quando si perde sui mercati la colpa è sempre di qualcun altro. Lo si è visto con il caso del Franco CH, arrivando a chiedere il risarcimento a una Banca Centrale e dimenticando che rischio e incertezza sono elementi fondamentali del mercato. Quando la canzone “Hotel California” finirà di suonare, molte pecore saranno tosate.
PIAZZA AFFARI: senza infamia e lode. Per la Mirti sarà timida positività. I mesi più difficili tra Maggio e Settembre.
DRAGHI: primi mesi molto complicati secondo le stelle. Il nostro Super Mario dovrà affrontare molti ostacoli.
ORO: da comprare e lasciar giacere nel cassetto, per alcuni anni. Molte banche centrali (come quella d’Olanda) sono intenzionate a riformare le riserve.
WALL STREET: 6 Aprile, segnatevi la data. Secondo Jim Rickards genio della tecno-astrologia quel giorno la Borsa Usa potrebbe perdere 1 trilione di dollari. Fortunatamente a Milano sarà Pasquetta.
AUTO: questo è uno settori favoriti, inevitabile pensare a Fiat.

30 dicembre 2014

Panino e Listino: 2014 COM'E' ANDATA, 2015 COME SARA'. (Mercoledì 31 Dicembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Concepito, gestazione e poi nato: ecco spedite "Le 10 di Buddy Fox 2015" e vediamo che ne sarà.
Ho cercato come al solito qualcosa di eclatante, ma possibile, o si punta in alto o è inutile anche provarci.
10 previsioni, questa volta sono tutte possibilità di investimento, perchè il 2015 dovrebbe essere una grande occasione, che non vuol dire investire a senso unico.
Nell'attesa che arrivino in edicola, vediamo cosa avevo scritto a inizio 2014. Com'è andata?
Leggete voi e date il giudizio, pernacchie comprese, si accettano anche ortaggi, possibilmente maturi ma non marci.
Ah, dimenticavo, domani su Libero vedrete che sorpresa! Chissà se la merito...

LIBERO 02 Gennaio 2014
“2013, la rivincita delle Borse”, nemmeno Abby Cohen talebana del rialzo a oltranza, figlia del dio Toro e sua fedele discepola, non avrebbe potuto immaginare cotanta abbondanza: Dow Jones +25%, Nasdaq +37%,  Nikkei +57%, Dax +25%, Milano +16%. Lei, Abby Cohen si era limitata a una previsione del +15% per lo S&P500, e sembrava un azzardo.
Sono lontani gli scatoloni della Lehman Brothers, si passa dall’euforia, alla crisi e di nuovo all’euforia. Come nel film “2001 odissea nello spazio”, in cui è rappresentato il concetto dell’eterno ritorno, partenza e arrivo e di nuovo si ricomincia, una continuità vitale metafora dell’esistenza, che ruota sempre intorno alla figura del monolite, che nella nostra era finanziaria può essere ben rappresentato da Blackrock.
Per i grandi fondi e le banche d’affari sono ritornati i ricchi bonus, persino le banche commerciali sono entusiaste, anche in Italia, grazie alla fertilità dei BTP, ci sono stati abbondanti raccolti. Attico e piani alti del palazzone che rappresenta la società economica sono in festa, ma se solo si scende al piano terra tra i piccoli risparmiatori, o si va per strada dove c’è chi (purtroppo) un risparmio non sa nemmeno cosa sia, le cose cambiano, euforia questa sconosciuta.
Borse in bolla? Si è mai vista una bolla senza la presenza del “parco buoi”? Ci vorrebbe un regalo dall’alto, una condivisione di ricchezza. Si è mai vista una finanza altruista?
Sì, ti do qualcosa, in cambio di qualcos’altro. In questo caso “l’altro” è il risparmio, il mio, il tuo, il vostro risparmio. Posso regalarti il biglietto per un sogno, per un viaggio, potrai vivere l’ebrezza dell’euforia anche per un solo attimo, scalare le montagne del rialzo, un viaggio in groppa al Toro, toccherai il cielo con un dito, anche con tutta la mano se vorrai, ma alla fine, in cambio, mi lascerai tutto, guadagno e capitale. Ne vale la pena? A te la scelta.
Ne varrà sempre la pena, è un viaggio indimenticabile, una proposta a cui non si può dire di no, e anche questa volta andrà così perché tutto si ripete: si parte, si ritorna, dall’euforia, alla catastrofe e ora,  di nuovo euforia.


“LE 10 DI BUDDY 2014”
1) Piazza Affari, tutte le congiunzioni astrali sembrano puntare su Milano, sarà Lei la regina del 2014? “Win Win” che tradotto significa: comunque vada sarà un successo. Basterà una piccola ripresa economica per accendere il turbo del Toro.
2) “Wow!” (Uau), con questa esclamazione CNN ha commentato l’ultimo dato sul Pil Usa, +4,1%, la locomotiva Americana ha ripreso a sbuffare. Il Dollaro non potrà essere indifferente. Ritorna l’epoca del Dollaro forte.
3) Giappone ancora banzai! 22 anni hanno impiegato per risvegliarsi e non si fermeranno proprio ora. Difficile immaginare un rialzo come quello del 2013, ma almeno a 18,000 di Nikkei ci arriviamo.
4) L’Euro cade, ma non si rompe. Probabile una caduta delle quotazioni, che potrà agevolare le esportazioni europee. Made in Italy ed esportazioni il volano per la nostra economia.
5) Il 2014 sarà l’anno del cavallo. E se fosse Pegaso? Possibile decollo per la borsa di Atene. Tramite Etf si compra Grecia e si vola sulle ali di Pegaso. 2014 anno mitologico.
6) Se veramente l’economia andrà in ripresa, le materie prime potrebbero tornare al rialzo. Siamo tanti al mondo, forse troppi e abbiamo fame, il 2014 potrebbe essere l’anno del GRANO/FRUMENTO. Occhio al meteo.
7) 2014 anno del cavallo? E se fosse quello del lupo? A Wall Street sono tornati e anche lì hanno molta fame, ma non di cibo, denaro e guadagni sono le prede. Rispetto all’anno scorso sono molti di più gli ottimisti, è infatti ipotizzabile uno S&P500 a 2,500 punti! Ma se il 2013 è stato paragonato al 1997, perché il 2014 non può assomigliare al 1998? Quindi sì rialzo, ma con grande volatilità. I catastrofisti forse si illuderanno, ma alla fine rimarranno delusi.
8) “The wolf of Wall Street”. A Wall Street sono tornati  i lupi, tra questi c’è Icahn che vuole succhiare liquidità dalla polpa della mela APPLE. L’anno scorso ero ribassista, quest’anno invece vado al rialzo. Non solo Apple, ma tutte le azioni con grande liquidità, possibile stacco di dividendi straordinari.
9) Francia ago della bilancia per l’Europa e l’Euro.
10) Fiat, Telecom, BET, Esprinet e Ferrovie Nord Milano. 5 titoli che possono accendere il turbo di Piazza Affari.


Se il 2013 l’avevo intitolato: “2013, ora in borsa credici”, il 2014 sarà l’anno del “carpe diem”. Patrick Swayze in “Point Break” diceva: “se vuoi il massimo devi essere pronto a pagare il massimo”. 2014, è il momento di avere coraggio.

 

11 novembre 2014

Panino e Listino: TEVEZDONA, CALCIO E BORSA, RICCHI DI FANTASIA MA POVERI DI GUADAGNI (Mercoledì 12 in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


In merito al gran goal di Tevez e ai surreali paragoni che a questo sono seguiti, Gianni Mura con la saggezza che lo contraddistingue, scrive: "tutto bello, ma prima di paragonarlo a Maradona, bisogna ricordare che il pibe lo slalom se l'era inventato con l'Inghilterra e non con il Parma". Un massacro, un masso che affonda le astrusità che si sentono e leggono sia su calcio che sulla Borsa. 
Modestamente aggiungo ai paragoni che in queste ore si sono sprecati, che a differenza di Maradona, e lo si vede bene da qualsiasi immagine, Ronaldo, Tevez, Messi e aggiungete chi più vi pare, il pallone lo devono inseguire, mentre per Maradona (riguardate gli slalom) è parte integrante del corpo.
Calcio e Borsa, entrambi piccoli e grandi amori che corrono in parallelo, lo si vede sempre più in questi tempi di esagerazione e di crisi, si fantastica sempre molto ma alla fine non si guadagna mai.
Pensate all'Inter, oggi tanto discussa, fino a qualche anno fa sul tetto del mondo per l'impresa del "triplete". Il giorno dopo, pur non essendo io un tifoso nerazzurro ho pensato, fossi in Moratti ora venderei tutti, o quasi, in primis Milito che invece di ringraziare, dopo il successo come prima cosa mi chiede un aumento di stipendio. 
Vittoria, prestazioni massime ed età per molti avanzata, insomma un "vendi alla notizia", che affare sarebbe stato, e invece sull'onda dell'entusiasmo si tiene tutto e si pensa di andare oltre, ma chissà fino a dove, forse razionalmente nessuno lo sa, ma si tiene. E poi si perde, così accade quando titoli buoni arrivano a cadere su valori irrazionali che nel presente fanno paura, ma in futuro, guardandosi alle spalle sono state occasioni, mancate da molti e prese da pochi.
Sono così lontano dalla realtà?
Ognuno poi deve fare quello che crede, o ha conoscenze, o ha fiducia, altrimenti è meglio lasciar perdere perchè rimangono solo chiacchere e confusione, e alla fine grandi rimpianti.

Domani su "Panino e Listino" la cronaca dell'ultima tavola rotonda dei Guru, non c'era il sottoscritto, ovviamente, io ero sugli spalti ad ascoltare e prendere appunti. Appunti che potrete leggere domani, e se poi volete, ne riparliamo.


LIBERO 24 Settembre 2014
“Oggi siamo di fronte a nuovi sviluppi che ci cambieranno la vite al di là dei nostri sogni" con queste parole Steve Case celebrava il matrimonio tra Aol e Time Warner, nasceva il più grande gruppo multimediale del mondo! Era il 2000, eravamo tutti malati di Borsa e soprattutto di tecnologia. Era il tempo di Acampora, guru dell'analisi tecnica, per broker e investitori già una star, per i risparmiatori lo diventa quando annuncia il nuovo obiettivo sul Nasdaq: quota 6,000. Esplode l’euforia tra la folla, anche se già il testosterone era in ipercomprato.
Che i livelli fossero quelli d'allarme l'avevo già intuito da un particolare, e cioè che nei borsini delle banche, la periferia di Piazza Affari, il nome di Acampora era pronunciato tanto quanto la marca di un buon prosecco. Tutti volevano azioni, si passava da un titolo all'altro così, come bere uno spritz, fino all'ubriacatura totale, e poi lo sboom, e ti trovi in mano un mucchio di cartacce, senza più risparmi e con un gran mal di testa.
Dopo aver smaltito la delusione, gli esperti incominciarono a profetizzare quale potesse essere la prossima bolla, il settore più gettonato era quello delle biotecnologie, materia rara a Piazza Affari, altri continuavano a puntare su internet e tutto quanto fa tecnologia. Come sempre succede in Borsa, le previsioni non si avverano mai, o quasi. Spuntò il castello delle banche e della finanza, castello di carta che durò poco, bruciato  dal “falò delle vanità” che tanta povertà ha lasciato sotto la cenere.
Nemmeno il tempo per leccarsi le ferite che subito siamo travolti da una New wave tecnologica, il social, in tutte le sue forme: Facebook, Twitter, Linkedin e oggi Alibaba.
Ammetto che sentire l'euforia radiofonica di Barisoni nell'annunciare il botto del colosso cinese, qualche brivido me lo provoca, ma rimane pur sempre tutto confinato agli addetti ai lavori. Le cifre lo dimostrano: il 90% dei titoli collocati di Alibaba è in mano ai grandi investitori, solo il 10% a piccoli risparmiatori e, una volta eliminate le parentele si riduce a un 4%. Il giorno che accadrà il contrario, il giorno che sentirò parlare di Alibaba, come un tempo accadeva per Tiscali e Finmatica, sarò pronto a scappare dalla borsa. Fino ad allora sono solo correzioni.

PIAZZA AFFARI: credo che il mese di Settembre si chiuderà con un nulla di fatto. Non si andrà troppo lontani dai livelli in cui ci troviamo ora, non dobbiamo chiudere sotto 20,200.
BET: c’è chi si illude che quota 4 euro possa essere raggiunto in un battito di ciglia, c’è chi invece continuerà a comprare e vendere e poi ricomprare, ovviamente a prezzi sempre più alti, e poi ci sono i saggi, quelli che hanno la capacità di mantenere il titolo in portafoglio e magari aggiungere qualcosa a ogni correzione. Voi con chi state?
FIAT: a bordo con noi ora c’è anche Tamburi. Così si mette il turbo!
FIDIA: una volta era la gemella di Prima Industrie. Sarà ancora così?
ALERION: scalda i muscoli. 4 primo step.


 

30 ottobre 2014

Panino e Listino: QE FINITO, O INTERVALLO "HOTEL CALIFORNIA"?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox



La Yellen ha davanti a se prove molto difficili, non vorrei essere al suo posto.
Sbaglierò, ma non riesco ancora a essere positivo. Non mi convincono i recuperi, non mi convince la forza del Dow Jones e nè la resistenza del Nasdaq. Non mi convincono nemmeno le resistenze di industriali e energetici a Milano.
Insomma, non ho uno straccio di prova per poter dire: facciamo l'ultima entrata e prepariamoci alla grande corsa.
Quantitative Easing finito, fine di un film, fine di un grande esperimento economico e finanziario e i mercati come risposta, fanno spallucce e rimangono (apparentemente) indifferenti, possibile?
Era tutto scontato dirà qualcuno, può essere, ma se ricordate bene questa non è la prima conclusione di uno stimolo monetario eccezionale, ce ne sono già stati due in precedenza e non sono bastati. In arrivo il QE4?
In Panino e Listino ho scritto che a mio avviso la Yellen più dei dati economici è concentrata nel seguire l'andamento del Dow Jones (da me ribatezzato "DOW JONES INDICATOR"), se sale in qualche modo lo ferma, se cala trova le parole per salvarlo. Il gioco continua, ma per quanto ancora?
Lasciamo l'osservazione dell'indice alla Yellen, io credo invece che una volta chiuso il QE, i dati economici avranno ora maggiore importanza, le reazioni a dati economici negativi o positivi serviranno a capire quali sono le necessità della finanza, e non parlo solo di Borsa, ma dei movimenti dei rendimenti del TBond e del Dollaro.
Tornando a Piazza Affari, la notizia eccezionale di FCA (uno dei miei 5 titoli preferiti nelle "10 di Buddy 2014) aiuta a sostenere il listino, dall'altra pesa l'andamento dei bancari. Come ora sappiamo per esperienza, la Borsa tende a esasperare animi e movimenti, proprio per questo credo che le banche non abbiano terminato la discesa, dovesse diventare drammatica si cercherà anche di far credere a un fallimento di MPS (ma queste sono situazioni da mercato bearish), e credo che anche Carige e POP Milano (gli altri miei preferiti) subiranno altri dolori. Non scoraggiatevi, non è il caso, la bella notizia è che i titoli risorgeranno, la brutta è che tutto ciò contribuirà alla grande "SVENDITA ITALIANA".

Per ora dunque rimaniamo in attesa, aspettiamo almeno la chiusura di Ottobre. Tenete sempre a mente i livelli segnati su Libero.

16 ottobre 2014

ARRIVA IL QE NUMERO 4? È LA SINDROME "HOTEL CALIFORNIA", IL TORO CANTERÀ ANCORA




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buongiorno, non offendetevi ma a leggere che qualcuno oggi vuole comprare dei prodotti che puntano sul ribasso dei Btp o altri prodotti obbligazionari, penso che sciocchezza più grande non si possa commettere.
Fino a ora abbiamo sentito ripetere che  i rendimenti delle obbligazioni sarebbero saliti e che bisognava uscire e comprare azioni, quando non si capisce che in questo ciclo di mercato "ILBENGODI FINANZIARIO" se una cosa sale traina anche il resto e se crolla, trascina con se tutto quanto, si continua ostinatamente a vedere che i rendimenti non hanno la minima intenzione di salire e anzi, a comprare obbligazione in ogni fase di flessione si fa solo che un affare.
Avete visto cos'è successo ieri sera a Wall Street? È bastato che la Yellen accennasse un sostegno verbale verso l'economia americana e a un atteggiamento espansivo in termini monetari per vedere il Dow Jones ritornare velocemente sopra l'importante livello dei 16,000 e il Nasdaq recuperare tutta la negatività e chiudere quasi positivo.
Questa è la musica, quella suonata dagli Eagles, questa è la politica monetaria che contraddistingue il ciclo e Fisher (membro della Fed uno dei falchi) l'ha sintetizzata perfettamente titolandola "Hotel California": rileggete il testo della canzone "tu puoi fare il check out quando vuoi, ma non te ne andrai mai..."
È proprio così, non usciremo mai dall'allentamento quantitativo monetario, le uniche via d'uscita sono o la crescita, o l'inflazione, finchè ci sarà un pericolo economico, come quello che si sta manifestando in questi giorni, o un pericolo di caduta dei prezzi, il sostegno delle Banche Centrali (i Pilastri della Terra)  non mancherà di farsi sentire.
Ai tempi di Greenspan si parlava della "Greenspan Put" idealizzata come la mano protettiva del governatore pronta a intervenire in ogni situazione di crisi a sostenere le attività finanziarie. Oggi, con la Yellen, quella mano sembra ancor più delicata e benevola, protettiva, cuore di mamma.
"Il Qe è morto. Viva il Qe", oggi si parla addirittura di una continuazione del quantitative easing, proprio nei momenti in cui sembrava certa la sua fine, una coincidenza?
Io non so se Draghi e la Bce saranno pronti ora a un intervento di e emergenza, quello che sembra certo è che una continuazione dell'espansività in Usa avrà sicuramente un effetto benevolo anche per l'Europa.
Per quanto riguarda Piazza Affari, siamo su livelli importantissimi, le fondamenta del Toro: 17,500 sono le colonna di Ercole che ci separano da una nuova grande crisi. Io non credo verranno superate, anzi, questo è uno e quei momenti in cui bisogna lanciare il cuore, il portafoglio, oltre l'ostacolo e comprare.
Banche, banche e ancora banche, oltre alla solita pattuglia di titoli (Be, Fca, Fnm, Alerion, Telecom) che nonostante l'attuale crisi, da inizio anno proteggono le soddisfazioni e che alla prossima ripartenza sapranno battere mercato e concorrenza.
E nel sottofondo passa la nostra colonna sonora preferita "Hotel California", il Toro non ha ancora finito di cantare...