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23 marzo 2016

Panino e Listino: DOPO BRUXELLES ADDIO AL "DIVIDENDO DELLA PACE"? (Giovedì 24 Marzo in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 





Il dividendo della pace, questo è stato il titolo di uno dei più bei capitoli della storia mondiale dei mercati finanziari. Tutto ha avuto inizio intorno al 1989 con la caduta del muro di Berlino ed è stata trainata dalla globalizzazione, ha trovato il suo epilogo all'alba del 2000 con lo scoppio della bolla internet e la caduta del Wtc
La discriminante dei due eventi è la fiducia, nel prossimo e nel futuro, sbocciata come un fiore tra i mattoni del muro è crollata tra le macerie delle due torri di New York
Oggi, dopo 30 anni, davanti a noi si staglia la costruzione di un grande muro con sopra scritto la parola "diffidenza", bisogna far di tutto perché questo muro non venga costruito, altrimenti il rischio è un periodo buio per la civiltà e non solo l'economia
Ed è per questo che i mercati si muovono cautamente su uno stretto crinale, lungo un ponte tibetano, il rischio di cadere è elevato, sotto c'è un baratro dove ancora non si conosce la profondità.

Domani su Panino e Listino, ovviamente il tema dei mercati dopo Bruxelles, ma non sarà l'argomento dei mercati, perchè sapete qual è la mia filosofia su tendenze e altri cicli, un brindisi con Campari e una coincidenza con un anniversario, la situazione Telecom e qualche altra chicca, piccole sorprese nell'uovo di Pasqua.


LIBERO 17 Marzo 2016


Pandora, ovvero “colei che ha tutti i doni”, mai nessuno avrebbe potuto immaginare che un essere con tali virtù sarebbe potuto diventare la causa dei futuri mali del genere umano.
Pandora fu creata da Efesto su ordine di Zeus, e grazie anche all’aiuto di altre divinità, creò un essere umano dalla bellezza e dalle doti straordinarie. Portata sulla terra da Ermes, fu data in sposa a Epimeteo che davanti a quella bellezza, subito si innamorò.
Come regalo nuziale, Epimeteo ricevette un dono divino, uno scrigno donato da Zeus, con l’ammonimento che mai e poi mai avrebbe dovuto essere aperto, mai nessuno avrebbe dovuto guardare all’interno.
Pandora aveva però una caratteristica peculiare, un’insaziabile curiosità, che era anche la sua più grande virtù, e soddisfarla continuamente era il suo scopo. Una curiosità che trovo sfogo nel misterioso vaso, che dopo alcuni tentennamenti Pandora aprì. Dallo scrigno uscirono: la malattia, la vecchiaia, l’odio, tutti i nemici dell’uomo. Da quel momento il mondo divenne un luogo meno ospitale, e per l’uomo iniziarono i problemi.
Ray Dalio, fondatore di Bridgewater, il più grande hedge fund al mondo, considerato un semidio dei mercati finanziari, dall’alto del suo scranno, più volte ammonì la Fed di non alzare i tassi, di rinviare la decisione il più lontano possibile, strillando e strepitando per farsi ascoltare, finché arrivò a dire: “alzare i tassi sarà come scoperchiare il vaso di Pandora”.
La Yellen, forse troppo curiosa di conoscere le reazione e altrettanto impaziente, dopo aver annunciato più volte l’azione, a fine anno, come “regalo” natalizio, compì il gesto: un minimo rialzo, sufficiente a soddisfare l’ego.
Era il 16 Dicembre, uno 0,25% di aumento, accompagnato da un breve commento: “ci muoveremo in modo prudente, e in maniera graduale”. All’apparenza un messaggio confortante, tanto che le maggiori previsioni intravedevano nuovi aumenti dei tassi per l’anno venturo.
“Decisione storica”, “inizia una nuova era”, erano i titoli dei principali giornali, viste le reazioni successive, come minimo, il secondo aumento dei tassi è rimandato “sine die”, se non addirittura si pensa a una storica retromarcia.
Probabilmente la metafora usata da Dalio è esagerata, forse non per lui, che a investire con denaro gratis e in quantità infinite, aveva possibilità di dare il libero sfogo al rischio, con il denaro un po’ più caro, la vita diventa meno facile.
E’ altrettanto innegabile, sarà forse una coincidenza, che dal momento della decisione presa dalla Yellen, le cose sono peggiorate.
Spaventata dalla fuga dei mostri, Pandora chiuse il vaso, ma sentì una vocina, lo riaprì e comparve la “speranza” che volò via per salvare l’uomo e il mondo dalla paura.
La speranza oggi si chiama crescita economica e ha come residenza gli Stati Uniti. Sono molte le banche d’affari che vedono per quest’anno la recessione, ma numerosi dati, soprattutto quelli legati alla fiducia, dicono il contrario, la crescita c’è e ci sarà ancora, e sarà proprio la crescita a riportare la speranza per un nuovo rialzo che vada oltre il fatidico settimo anno.
PIAZZA AFFARI: siamo su livelli decisivi. Se si supera presto 19.200 si corre fino ad Aprile, altrimenti si rischia una nuova correzione.

06 giugno 2015

TUTTI A BERLINO! PER LA JUVENTUS O PER TSIPRAS?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Qualcuno ricorda ancora la finale di Coppa Campioni del 1994? Contro il Barcellona quella volta c'era il Milan. Rossoneri con una squadra rimaneggiata senza i pilastri della difesa Baresi e Costacurta e con i sfavori del pronostico, visto che dall'altra parte il Barcellona era considerato il Dream Team. Romario e Stoichkov le punte di diamante, Guardiola in campo, ma con una testa già da allenatore, il genio e regolatezza di Bakero e il bazooka di Koeman in difesa, oltre alla saracinesca Zubizareta in porta e il talento di Cruijff in panchina.
Un Cruijff forse troppo presuntuoso quella volta, visto che più volte aveva fatto percepire di sentirsi già la coppa in bacheca.
Il Milan aveva Boban, ma soprattutto Savicevic, discontinuo, sembrava aver riservato tutto il suo repertorio per quella sera. Fantasmagorico il pallonetto al gigante Zubi.
Finì 4 a 0, per il Milan.
E chi lo dice che questa sera non possa succedere lo stesso?
La Juve rischiava di non passare nemmeno il primo turno, la Juve senza Conte non doveva neanche vincere lo scudetto, e poi c'è la Coppa Italia.
Allegri, l'allenatore sottovalutato e maltrattato, ma le ricordate le offese di Inzaghi ai tempi del Milan sfiorando la rissa. Inzaghi voleva il suo posto, l'ha avuto, ma le cose sono andate diversamente.
Vado come deve andare, questa Juve, grazie ad Allegri, perché la squadra non é diversa dall'anno scorso, quindi l'allenatore qualcosa ha fatto, merita un applauso, ha fatto il miracolo.

Lo stesso miracolo, a Berlino, lo potrà fare anche Tsipras.
Guarda caso la finale del 1994 si giocava ad Atene, oggi si gioca a Berlino, due città legate dal destino, che non potrà dividersi proprio ora, pena la fine dell'Euro, ma anche dell'Europa.