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11 maggio 2016

Panino e Listino: BANCHE, FATE PRESTO! (Giovedì 12 Maggio 2016 in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



 Ops, guarda un po' chi è tornato
L'Orso milanese, perché a New York va tutto bene, direzione massimi, in Europa si sonnecchia, ma è Piazza Affari che trema, sembra essere l'origine di ogni male.
Soprattutto a livello bancario. Torna l'attacco all'Italia?
Attenzione anche al Bund 10y con il rendimento di nuovo su minimi storici, risk off che non può durare in eterno.
Il Piave mormorò: non passa lo straniero
Da qui si deve reagire, e in fretta! Tori, fate presto.

Le banche italiano continuano a essere lo strumento preferito, e privilegiato, per la speculazione straniera (forse anche quella italiana?) per accumulare guadagni sicuri.
Il tempo è l'alleato che manca ai nostri istituti, bisogna sbrigarsi, perchè se non verrà risolta in fretta la situazione, il rischio è di vedere Piazza Affari di nuovo ai minimi del "whatever it takes" entro fine anno. 12.000 e poi sotto.
Banche, fate presto!
Ma non di sola sofferenza si vive a Milano,  ci sono anche storie brillanti.
Non serve andare al di la dell'Atlantico per scovare i gioielli, anche in Italia ne abbiamo, e molti.
Brembo è una di questi.
Oggi, grazie anche all'eccellente trimestrale il titolo a toccato quota 52 euro, record assoluti, rispetto ai minimi del 2008 fa circa un +2000%. Vale la pena aspettare 8 anni, o è meglio fare trading? 


Domani su "Panino e Listino" Libero, banche, banche, banche, ma anche altre storie e indicazioni operative.
Sempre più breve e sintetico, ma sempre efficace. 

LIBERO 21/04/2016

“Ciao Buddy, ieri pomeriggio , preso dall'entusiasmo dell'imminente rimbalzo , ho acquistato invece del  leva 3 da te consigliato , leva 7. Più dei 1200 euro investiti non posso perdere !!! Buona giornata Federico” a questa baldanzosa email di un caro lettore che rispecchiava la foga del momento, ne sono seguite delle altre di tono diverso: come gira la borsa, cambiando verso e colore, così muta l’umore che da euforia si tramuta in sconforto. “Meglio uscire in perdita?”, “da adesso in poi mai più cose rischiose” e via di questo tono man mano che le cose peggioravano.

Regola numero 1: compra solo quello che conosci. Oggi vanno di gran moda i certificati, specie quelli a leva, e spesso si confondono con i derivati. Questi ultimi, nati come strumenti di protezione (soprattutto nelle materie prime), sono diventati al contrario un amplificatore del rischio, se sbagli, la perdita può invadere anche il conto corrente. “Armi di distruzione di massa” così li ha definiti Buffett, maneggiare con molta cura. Diversamente sui certificati, tanto investo, tanto posso perdere, mentre i guadagni sono illimitati. Ma se nella mia testa il ragionamento si inverte, guadagno limitato e perdita infinita, il prodotto non fa per me. Scegliere un investimento deve essere come scegliere un abito, indosso solo ciò che mi fa sentire a mio agio. Le mode possono essere uno sfizio, ma non  un’abitudine che mi toglie il sonno.
PIAZZA AFFARI: più sale il Bund 10y (e quindi cala il rendimento), più scendono le borse e viceversa, questa è la correlazione che ho notato negli ultimi mesi. Non c’entra la Pop Vicenza, o Doha, il mercato è al Bund che guarda, perché se lo compra vuol dire che cerca protezione, se lo vende cerca rischio. Siamo vicini alla verità, ora si può tentare lo sfondamento dei 19.000.
BUND: “capolinea Bund”, l’anno scorso lo disse Bill Gross, quest’anno ci provo io. Se proprio si vuole comprare un derivato è qui che si deve provare, ma al ribasso, oppure un ETF Boost short 10y.
BET: c’è vita in BET! Lunedì fuochi d’artificio, in concomitanza con la promozione di Intermonte del grande Alessandro Valeri, sul mercato veniva effettuata un’operazione di BTF. In parole semplici è stato concluso un contratto predeterminato al prezzo di 0,493. Martedì via a un altro blocco. Chi entra? Chi esce? A breve lo sapremo, anche se qualche idea io già ce l’ho, tra l’altro il 26/4 ci sarà l’assemblea. Il mercato non ha bisogno d’altro per scatenare la fantasia.
 

20 aprile 2016

Panino e Listino: (IM)POPOLARE DI VICENZA NON FA PAURA, ORA C'E' ATLANTE (Giovedì 21 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



(Scritto 19 Aprile 2016) Buonasera,
Ma avete visto dov'è il petrolio oggi? Solo per farvi notare, come già scritto, che al mercato di Doha, frega poco o nulla, quando interessano di più lo stato delle trivelle yankee, la situazione dei paesi emergenti, ovviamente i rischi geopolitici e la volontà di riportare l'oil a più dignitosi 50$.
Al mercato ora il petrolio conta poco, interessano di più i movimenti dello Yen, i bilanci USA e le banche europee e italiana in particolare. Quest'ultime nel finale hanno girato in negativo, si dice a causa dell'aumento su Pop Vicenza. Sicuri?
A mio avviso dell'aumento su Pop Vicenza al mercato interessa poco o nulla, ormai c'è Atlante a sorreggere la baracca, e sotto di lui c'è Zeus ovvero Mario Draghi.
Probabile che tutte le banche domani ritornino su. Probabile ma non assicurato, perché Milano è ora su livelli importanti, un ostacolo che si sente perché è una demarcazione vitale, sotto 19 c'è l'inferno di una nuova e grave recessione, sopra c'è il paradiso di una sospirata crescita e accelerazione.
Qualcuno sull'esuberanza di questa mattina voleva comprare? Andiamo cauti, sebbene rimangano indizi positivi sulla crescita, bisogna avere pazienza, cautela e precisione.
Uno degli indizi a mio favore è visibile sulle nostre banche, su quanto accaduto prima che Atlante fosse annunciato come salvatore.
Tralasciando le solite note MPS e Carige, guardate cos'è accaduto su Bper, Popolare e Unicredit, guardate quanto hanno comprato.
E non erano i piccoli risparmiatori e investitori, quelli purtroppo stavano svendendo.


Domani su Panino e Listino, una prima parte educativa, almeno ho cercato di utilizzare una email di un lettore, in qualcosa di utile per tutti. E poi tanti temi operativi e scopiettanti, su tutti il nostro gioiello BET, grandi evoluzioni e poi banche, PETROLIO e BUND. Vale il prezzo del biglietto, sempre che qui, qualche spettatore sia rimasto.