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11 aprile 2013
2013 BANZAAAI - Siamo tutti giapponesi? Anche senza Margaret Thatcher
Come contadini festanti dopo una lunga siccità, siamo qui tutti a ballare, bagnati dalla pioggia di Yen. Una pioggia che rischia di trasformarsi in allagamento, ma questa volta non ci saranno danni, almeno non ce ne saranno nel breve.
Il Nikkei vola come non si vedeva da anni, e ora, siamo tutti giapponesi?
Le crisi dovrebbero essere un momento di approfondimento, informazione e acculturamento, così non sembra, visto che sono molte le imprecisazioni che vengono dette: il Nikkei non è sui massimi, siamo solo ritornarti ai livelli del 2008. Per rivedere i massimi, bisogna fare un lungo viaggio nella macchina del tempo finanziaria, 1989 ma già lo sapete, visto che l'ho scritto in precedenti articoli, un massimo che è quasi il triplo rispetto ai valori attuali.
Ora termini come Nikkei, Yen e Giappone sono sulla bocca di molti, "un rialzo che è partito nella scorsa settimana, sull'annuncio degli incentivi monetari da parte della Bank of Japan", sicuri?
Io vedo un missile partire nel Novembre 2012, tanto che da quei livelli l'indice è salito del 70%. Sono dettagli, come sono dettagli tante cose scritte qui in questo blog, tranne gli errori, quelli sono delitti per cronaca da prima pagina.
Siamo tutti giapponesi, e lo saremo sempre di più, sembra quasi di tornare negli anni '80, quando a regnare c'era l'Iron Lady Margaret Thatcher, bei tempi che sembrano tornare, senza di Lei, purtroppo...
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
19 marzo 2013
Panino e Listino - CIPRO ED EUROPA "IL PESSIMISMO E' DONO DEL DIAVOLO"
"Il pessimismo è dono del diavolo" parola di Papa Francesco. Un avvertimento o una speranza per Cipro e l'Europa?
Magari una benedizione, ne abbiamo bisogno.
Primavera bagnata, Primavera fortunata. E' finalmente arrivata, oggi abbiamo avuto un assaggio di bella stagione e già domani, il giorno del battesimo, tornerà la pioggia e il maltempo, ma sarà pioggia dolce e innoqua, perchè il Sole è dietro le nuvole e scalpita. Dentro di noi sappiamo che il brutto tempo sarà breve e passeggero.
Breve e passeggera anche la crisi per Cipro?
Sono in molti a credere che si ripeterà il copione della "tragedia greca", ma c'è anche chi crede che la crisi cipriota sia una grande occasione, se non per l'Europa, per un'altra parte del mondo.
Quale?
Lo scoprirete domani in edicola su Libero, leggendo "Panino e Listino", se vorrete, dipende da quanto è affamata la vostra curiosità...
Un po' di Wall Street, un breve e doveroso passaggio sul "caso Cipro" e poi un po' di operatività tutta made in Italy, questo troverte domani in edicola su Libero nella mia rubrica "Panino e Listino".
E ora, come di consueto, il pezzo andato in stampa mercoledì scorso, il tutto accompagnato da musica appropiata pioggia dolce e di grande speranza. La Primavera è vicina, libertà di sognare...
Ecco il Nikkei, il Giappone, quello che non conoscete e quello che potrebbe succedere. Tokyo e il Giappone, esiste un posto migliore dove vivere la Primavera?
LIBERO 13 MARZO 2013
C’è stato un tempo in cui Tokyo era tra le più
importanti piazze finanziaria del mondo. Bassi tassi d’interesse, flussi di
denaro da ogni parte del mondo, regolamentazioni restrittive sull’uso della
terra e una tassazione favorevole sul settore immobiliare rendevano il Giappone
un territorio irresistibile per gli investimenti, un fascino che di lì a poco
sarebbe diventato letale. Era la primavera del 1987, e l’euforia per tutto
quanto fosse targato “made in japan” divenne irrefrenabile, tanto che risultò
palese la necessità di un intervento correttivo da parte della Bank of Japan,
l’economia stava entrando in bolla e nessuno poteva immaginare quello che poi
sarebbe successo.
Frenare l’euforia, un’operazione acrobatica anche
per i samurai della BoJ, di solito questi tentativi finiscono sempre in
disgrazia, la bolla scoppia e dopo il botto si contano morti e feriti. Tra il
1956 e il 1986 i prezzi delle terre nipponiche erano cresciuti del 5000%,
mentre i prezzi al consumo si limitarono a un semplice raddoppio. Una marcia da
“bolla dei tulipani”, ma la storia non insegna mai abbastanza o forse non si
vuole ricordare, e così arriva la mazzata: 29 dicembre 1989 il Nikkei s’inerpica al vertiginoso livello
dei 38,916, l’anno si chiude in gloria! Nessuno può immaginare quello che sta
per accadere, Gennaio 1990 ecco il dramma, in un solo anno l’indice si dimezza
e crolla fino a 20,000 (-45%), da quel momento in poi inizia lo stato comatoso
vegetativo dell’economia e della finanza giapponese, 22 anni in cui l’indice
lentamente e impietosamente si muove in calando, fino a stramazzare a quota
7500, pavimento raggiunto nel 2003, anno che coincide con minimi corali di
tutte le piazze mondiali. E il 2000? Il Nikkei non beneficiò dell’euforia e
della bolla internet? Poco, molto poco, in quell’anno l’indice giapponese toccò
un picco a 21,000 punti. Anche le borse vivono di mode, li chiamano cicli e
questi si muovono a seconda della forza relativa, negli ultimi 20 anni quella
del Giappone è stata molto debole. Forza relativa bassa, la stessa sindrome che
negli ultimi anni ha ipnotizzato anche la nostra Piazza Affari.
FTSEMIB: “ per l’Italia il rischio è un decennio di
bassa crescita come il Giappone” dice Rogoff (prof ad Harvard), in effetti, il
rischio “nikkeizzazione” per la borsa e “giapponesizzazione” per l’economia è
alto, la Germania dovrebbe capirlo. Siamo ancora in tempo per evitare il
pericolo. Piazza Affari ha ancora la possibilità di raggiungere i 18,000 e
superarli. Il 15 Marzo sarà giorno di scadenze tecniche, volatilità ma non
abbiate paura.
L’OREAL: cresce il titolo e ricrescono anche i
capelli, grazie al nuovo prodotto lanciato sul mercato dall’azienda francese.
Eravamo entrati a 95, oggi il titolo quota 118, una marcia lenta e inesorabile,
tipico dei colossi parigini. E ancora non si vedono segnali di esaurimento. In
più sui titoli esteri non si paga la
Tobin Tax, vi serve altro?
B.IFIS: me l’ha segnalata un amico, uno che ha il
naso da tartufi. In effetti il risparmio gestito è caldissimo, segno che
l’Italia non è affatto un paese povero. Azimut, Mediolanum e Banca Generali,
sono tutti in forte ascesa, manca solo Profilo. E poi Ifis, il muro tra i 7 e
gli 8 euro segna la demarcazione tra il variabile e il bel tempo stabile, con
sprazzi di euforia.
email: paninoelistino@gmail.com TWITTER: @BuddyFoxxx Pubblicato da Buddy Fox
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