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25 luglio 2014

Gelatino e Listino (Rally Estivo): LA CRESCITA CHE NON CRESCE, PRIMA O POI DECOLLA



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



10 anni fa, il 2004, il momento più atteso della settimana era il Martedì mattina, usciva il pezzo del mio Maestro (da lì è nato un gruppo, una scuola, una generazione), subito in edicola con trepidante attesa, ci sarà o non ci sarà il pezzo?
Ormai era un rito, l'attesa non era solo per il pezzo in se, ma per le previsioni, le mie e le speranze di chissà quanti altri erano appese alle sue previsioni: se scriveva Toro, tutto sarebbe andato bene, se scriveva Orso bisognava prepararsi a vendere.
Un condensato di emozioni, le stesse che vive un bambino alla vigilia di Natale.
Un rito, l'articolo e il caffè nella magica tazza di Zio Paperone e poi bene o male fossero andate la cose, ormai era la firma quello che contava e tutto sarebbe andato bene.
Oggi, 10 anni dopo, la magica tazza è la stessa, quello che è cambiata è la firma, non c'è più lui, l'appuntamento non è più di Martedì, ma è il Mercoledì e la firma non è più la sua, ma la mia, il pezzo oggi è il mio e sinceramente non più la stessa cosa...

Ieri in edicola c'erano "LE 10 DI BUDDY 2014" il giro di boa, aggiornamento, com'è andato il girone d'andata e prospettive per il girone di ritorno. Meritava?
Non lo so, quello che so è che il girone d'andata è andato oggettivamente bene, siamo in zona Coppa Campioni e ora puntiamo allo scudetto, la squadra è quella giusta, è doveroso puntare in alto.


LIBERO 16 Luglio 2014
“Finalmente Brasile!” così titolavano i principali quotidiani all’indomani della vittoria (meritata) contro la sorpresa Colombia. Una vittoria  che gasava i protagonisti della partita e anche i tifosi. Ora il Brasile può sognare davvero, un entusiasmo che era stata trattenuto dopo la traversa di Pinilla è ora esploso. Anche nel calcio il pendolo oscilla tra catastrofismo e ottimismo. Abbiamo tutto dalla nostra, pensavano i brasiliani, la fortuna e ora il gioco, anche se in verità in quel sogno verde oro si intravedeva un alone nero, la squalifica di Thiago Silva e l’infortunio di Neymar erano cattivi presagi. E poi  arriva la corazzata Germania, una solida realtà arricchita da un po’ di fantasia, 7 a 1, Brasile colpito e affondato: si torna con i piedi per terra, l’esuberante euforia aveva nascosto le lacune di una squadra modesta, senza campioni e senza gioco.
Più o meno quanto accaduto in questi giorni al Portogallo, fino a qualche mese fa festeggiato per i risultati ottenuti in campo fiscale e nella riduzione della spesa: “Non chiederemo più aiuti alla Troika” dichiarava il premier Coelho. L’Europa ci credeva, e anche il mercato, tanto che le agenzie di rating facevano a gara a chi avrebbe migliorato per prima il giudizio sul debito lusitano. E la Borsa saliva, tanto che il PSI 20 (l’indice di Lisbona) era tra i migliori d’Europa, quasi +20% da inizio 2014.  Ma basta una cattiva notizia, un ritardo dei pagamenti degli interessi sulle obbligazioni del Banco Espirito Santo (la prima banca portoghese) per infrangere i sogni di gloria, risultato: Borse a picco e spread in risalita.
Non era l’unica cattiva notizia di giornata, la produzione e gli ordinativi industriali in calo, in aggiunta ai consueti massacri sull’occupazione avevano gonfiato la negatività. Dall’euforia al crollo, in una partita sola e per una manciata di dati economici, le gambe fragili non vanno lontano.
Niente drammi, in verità si era troppo saliti prima, il mercato da settimane aspettava una scusa per scaricare e l’ha trovata nella cronica debolezza economica europea, questa volta tutta, senza eccezioni, Germania compresa. All’occhio Weidmenn, stringere troppo la cinghia può far male anche ai panzer tedeschi.
PIAZZA AFFARI: “la crescita che non cresce, è come avere un aereo sulla pista che corre, ma non riesce mai a sollevarsi” è la perfetta metafora di Turani che descrive l’attuale situazione. Non recessione, non stagnazione, ma una crescita che non decolla. Stampare denaro serve proprio a questo, a comprare tempo, affinchè l’aereo, dopo molti giri di pista, riesca finalmente a spiccare il volo. Ci riuscirà, vedrete e così anche Piazza Affari. Sotto 20,000 non si va.
AMD: siamo già a +20% dalla segnalazione della scorsa settimana. Però non mi piace arrivare all’appuntamento trimestrale in forte rialzo. Per chi non fosse entrato, aspetti almeno un ritorno a 4,55$.
BET: la nostra stella! Presto entrerà nell’indice FTSE STAR. E’ il nostro Verratti, il futuro è tutto suo. E ora all’attacco dei massimi a 0,68.
MPS: banche, banche, sempre banche. Soprattutto MPS.

14 maggio 2014

Panino e Listino: IL GIRO D'ITALIA PARTE DA PIAZZA AFFARI (Mercoledì 14 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



L'Irlanda sarà pure un bel paese, quello che non capisco è perchè il Giro d'Italia, ripeto, d'Italia, debba partire da lì?
Forse perchè la nostra bandiera è simile? O perchè entrambe facciamo parte dell'Unione Europea e dell'Euro?
Probabile che mi sbagli, ma da quel che ricordo, il Tour de France non ha mai tentato simili esperimenti, non si è mai macchiato di tali oscenità.
Il Giro d'Italia conquista l'Irlanda, un'altra esportazione per promuovere il Made in Italy, questo è lo scopo del'iniziativa.
Un'iniziativa che considero stupida.
Fa parte dell'artificialità applicata soprattutto allo sport nell'età moderna per esaltare i gusti con componenti "chimici", elevare le emozioni con il doping e non con la componente sportiva.
Come nel calcio, invece di migliorare la qualità con meno squadre, si cerca di aumentare il numero delle partite, pensando che con la quantità si possa colmare la mancanza di stile.
Probabilmente sono antico, è colpa mia, ma preferivo le partite rarefatte con andata e ritorno della vecchia Coppa Campioni, ed era proprio la rareffazione degli eventi a esaltare le emozioni e non il martellamento e la spalmatura di partite capace di coprire l'intera nostra quotidianità.
Il Giro d'Italia deve partire dall'Italia e concludersi in Italia, sono talmente tante le nostre bellezze da scoprire e mostrare, non abbiamo bisogno di promuovere gli altri. Un Giro ben organizzato che non distrugga i corridori, spalmato nell'intera penisola, quale migliore spot per il nostro paese. Quasi meglio dell'Expo.

Piazza Affari che si muove in gabbia, per alcuni il preludio alla distribuzione, per altri, una volta usciti dalla gabbia, saranno dolori per gli ultimi Orsi rimasti in circolazione.
Preoccupati? Quando si ha avuto il coraggio di tenere in portafoglio titoli che hanno cavalcato il lungo rialzo, c'è poco da aver paura. Quando si scende da un +100%, la gestione della posizione diventa più agevole.
Domani su Panino e Listino verrà affrontato proprio questa tema: per guadagnare ci vuole coraggio.
E poi tanti, tanti temi operativi, più del solito, con alcune novità e una vecchia, cara (?) conoscenza. 
Non è il momento di ritirarsi, ma di rilanciare!

Qui sotto, come tradizione, il pezzo della scorsa settimana. 
Agli "abbonati", non temete, tornerà anche il "Dolce e l'Amaro", per ora non si cambia nulla, tenere tutto, e guardate il vostro portafoglio, fino a ora siete riusciti a tenere in portafoglio titoli che continuavano la crescita, senza stressarvi saltando di fiore in fiore. Dovete essere fieri di cotanto coraggio.


LIBERO 07 Maggio 2014
Un giorno di ordinaria follia, allo stadio come in Borsa, può essere la quotidianità. In 8 ore passare dall’euforia al dramma, e concludere con un lieto fine, può diventare routine. Specie se ti imbatti in un titolo come BE. Fino a qualche giorno fa molti non sapevano nemmeno pronunciare il nome esatto e mi incalzavano: “come hai detto Bud? Bet? Be? Sicuro che si chiami così?” Oggi, quel nome, lo conoscono benissimo, la differenza tra la sordità e un buon udito si fa anche con la diversità  di prezzo. Sì perché quando inizia la mia campagna acquisti, BE non la conosceva nessuno, valeva 0,26 cent e scambiava poche migliaia di pezzi. Sono passati solo 6 mesi e non solo il titolo è più che raddoppiato, ma oggi si vedono passare di mano fino anche 7 milioni di azioni. E’ la notorietà, e la golosità. Oggi BE la vogliono in molti, altrimenti non si spiegherebbe perché questa mattina, con l’impennata del titolo, ci sia stata una parallela moltiplicazione degli scambi. Le casalinghe di Voghera (spesso citate da Turani) che al mercato ci vanno per cercare affari a prezzi bassi, si metterebbero le mani nei capelli. “Il guaio principale del denaro è che ti fa fare cose non vorresti fare” ripeteva Manheim al giovane Buddy. Questo è accaduto oggi a molti trader che hanno tentato di operare su Be, come in una giornata di primavera a Londra, il tempo cambia velocemente come il segno davanti alle quotazioni: si parte con un bel sole, un segno più accecante, ma subito arrivano le nubi, pioggia di vendite, fuggi fuggi generale, la maggioranza vende in perdita e poi, nel finale, il tramonto con un alone di rosso. Ma come dice il proverbio: rosso di sera, bel tempo si spera.
PIAZZA AFFARI: secondo i dati Consob solo  il 3,5% delle famiglie, alla fine del 2013, possedeva azioni quotate italiane. E qualcuno parla di bolla? Credo che nella percezione della maggioranza degli italiani, la borsa non sia nemmeno salita, nonostante dall’Estate 2012 a oggi sia quasi raddoppiata. Vale ancora la metà rispetto ai massimi storici e anche per questo credo che il ciclo Toro sia solo agli inizi. Tutti in attesa della BCE e sarà a quota 22,000 che si deciderà se dare o meno fiducia a Draghi.
FIAT: sono in molti oggi a puntare il dito contro la gestione di Marchionne, sono in pochi a ricordare che ieri (era il 2005) Fiat rischiava di diventare americana, senza l’intervento di nessuno. E solo grazie all’abilità di Marchionne, non solo si riuscì a mantenere la Fiat italiana, ma si scucirono anche dei soldi alla General Motors. Si potrà dire che Marchionne non è un industriale ma solo un manager, ma se Fiat ha ancora un futuro, e tricolore, è anche merito suo. Un po’ di incertezza nel breve, ma la rotta è sempre verso nord.
EUKEDOS: vi avevo promesso “effetti speciali”,  per ora gli unici effetti sono stati lassativi. Il titolo ora però sembra tornare caldo, sopra 0,83 allacciate le cinture.
BE: 0,49 sembrava un miraggio, ma ci siamo arrivati. 0,60 un’esagerazione, anche quelli sono stati toccati e abbattuti. Rimane 0,80/0,90, anche se in verità non è quello il traguardo finale, per il lungo termine il mio sogno è in zona 4 euro.

11 giugno 2013

Panino e Listino: BUFFETT, ROUBINI, NE RIMARRA' SOLO UNO. IO PENSO POSITIVO! (Mercoledì 12 Giugno in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Come ha scritto Ciop: "Io penso positivo! E per questo son vivo", pensate se avessi pensato negativo, mi sarei perso il super rally degli ultimi 4 anni. Eppure sono stato uno dei pochi a prevederlo, non solo, ma con convinzione ve l'ho raccontato, anche nei momenti più complicati e critici, con convinzione l'ho accompagnato e l'ho dichiarato.
Cambiare idea in ogni situazione è più facile, il mercato ti tenta ogni giorno e il dubbio "cambiare è la scelta giusta" si insinua diabolicamente nei tuoi pensieri. Non è facile avere un'idea, ancor più difficile è motivarla, combattere per lei e mantenerla viva.
Domani sarà un altro giorno critico, uno di quelli in cui metti in discussione la tua idea, la tua visione e te stesso. Penso positivo: pensate se alla BCE ci fosse ancora il tedesco Stark e fosse lui incaricato di testimoniare davanti alla Corte Costituzionale tedesca, non sarebbe peggio? Invece ci va Asmussen, questa sì è una bella notizia. Aggiungi la Merkel che difende Draghi e la BCE, per male che vada la situazione si prolunga, ma la Germania non uccide l'Euro, ne l'Euro si suicida.

Domani su Panino e Listino non solo troverete materiale tecnico per affrontare i mercati, ma anche una breve storia degli ultimi 4 anni, dallo scoppio della "CRISI FINANZIARIA 2008", alla ripartenza del 2009, fino agli ultimi giorni, visto con gli occhi di un personaggio speciale.

Qui sotto, come tradizione, il pezzo pubblicato la settimana scorsa, un momento romantico, nostalgico, il ricordo di chi ha fatto la storia a Piazza Affari, quando ancora la Borsa di Milano era un luogo affascinante e ricco di vita, anime e mistero.
Massimo Fabbri tu sì che sapevi romanzare la Borsa, questo pezzo è dedicato a te, ma forse nemmeno lui sarebbe stato capace di regalare fascino a quella che oggi è una Piazza senza più un'anima...
Sogni d'oro Samurai, domani si dovrà usare la katana.



Libero 05 Giugno 2013
“MILANO La Borsa apre la settimana con un nuovo massimo. L' indice Mib, grazie al rialzo di ieri dello 0,75 per cento, è salito a 1212 che significa un progresso del 21,2 per cento dall' inizio dell' anno. Il fatto nuovo che sta creando una maggiore eccitazione del mercato è l' avvicendarsi dei temi operativi. Ora è la volta dei tessili e degli assicurativi. Questi ultimi, stranamente trascurati nella prima fase di questo rialzo, si stanno inserendo con uno spirito di rivincita che può portare lontano”: così scriveva Massimo Fabbri (deceduto sabato 1 Giugno all’età di 91 anni) in una delle sue inimitabili cronache di Piazza Affari. Era l’Agosto del 1989, la Borsa era un altro mondo, i titoli si urlavano, ci si accapigliava per delle azioni che diventavano “calde” e in odore di scalata, oggi al massimo si può sentire il suono di un click, sono i computer a sudare. Massimo Fabbri aveva la capacità di raccontare i mercati con una visione ampia, cercando di cogliere le variabili che potevano influenzare l’andamento delle quotazioni, dalla politica all’economia. Nell’Agosto del 1989 Milano correva verso i massimi, dimenticato il crollo di Wall Street dell’Ottobre 1987, ci si dirigeva a tutta velocità verso il burrone del Nikkei (Gennaio 1990), ribasso dal quale solo oggi, 23 anni dopo, l’indice giapponese cerca seriamente di riprendersi.  Salite e crolli, gioie e dolori, avidità e paura, questi elementi non mancheranno mai, nemmeno le tecnologie riusciranno a cancellarli. Nell’Estate 1989, racconta Fabbri, Piazza Affari era terreno di conquista, gli assicurativi andavano a ruba: Generali, Ras, la Fondiaria e Lloyd Adriatico, alcuni nomi noti, altri da tempo dimenticati. E poi c’era la moda: la Sim, Olcese e Rotondi, titoli che ormai fanno parte della nostra preistoria.  Immancabili erano le scorribande intorno alla Galassia Cuccia e alla Montedison, il 1989 era l’anno della Ferfin (la finanziaria Ferruzzi) che si avvantaggiava del collocamento di Enimont. Sapete quanto si scambiava in borsa nel 1989? Il controvalore era intorno ai 200 mld di Lire, oggi si scambia 10 volte tanto. Eppure, nonostante le dimensioni ridotte, in quei tempi la borsa profumava, entusiasmava e appasionava, aveva un’anima e la penna di Fabbri le regalava fascino, era la ciliegina sulla torta. Giuseppe Turani ha detto di lui: “non era mai a caccia di scoop, ma ne aveva sempre in tasca qualcuno anche se non aveva fretta di scriverlo: “ora ho altro da fare…” diceva.

Era un’altra borsa e forse un altro giornalismo, mi mancherai.

FTSE MIB: “non abbiamo assistito a nessun cambiamento drammatico, ma gli operatori stanno usando la scusa delle politiche della Fed per vendere”, è il commento molto lucido di Ejiri di Mizuho. La settimana è densa di appuntamenti tutti da interpretare. Sono costretto a ripetermi, se arriveremo a 18,000 questa volta sarà solo una tappa. Ho aggiunto il “SE”, per un anno vi ho ripetuto di comprare solo sulle discese, questa volta il consiglio cambia: “comprare solo sulla rottura”.

BE: è il momento dei titolini? Qui si deve tornare alla vecchia regola, comprare sulla debolezza.

SADI: pronta a uscire dalla “lista dei cattivi”. E qui non si paga la Tobin Tax.

CHL: si avvicina il momento decisivo. In zona 0,05 continua l’accumulo.



02 ottobre 2012

MILANO FINANZA/CLASS TV MSNBC, NOVITA' CHE PROFUMANO DI VINTAGE


Sala gremita alle terme di Milano per la presentazione del nuovo palinsesto di Class Tv Msnbc.
Ottimo buffet, eleganza, la solita classe che contraddistingue il gruppo Class, da molti conosciuto per la testata Milano Finanza. Grande fanfara, presentazione pompata, alta concitazione, ed ecco le grandi novità: il vintage.
Telefilm anni '80, grandi pellicole, tutte del passato, grandi serate, omaggio a chi non c'è più o a chi ha fatto grande il cinema. Insomma, il nuovo è il vecchio. Per chi come me ama gli anni '80 e tutto quanto si è creato in quegli anni e nel passato, è una vera delizia, ma ho la sensazione che sia una gioia per pochi, con una società sempre più abituata a ingoiare senza mai gustare e a non accontentarsi mai, immagino che la delusione sia collettiva.
Oltre a questo, la solita violenza che dovrebbe emozionare, la ricerca degli estremi, perchè la tranquillità e la serenità devono rimanere una chimera, la confusione la quotidianità, creata per fuggire da qualcosa.
Inomma, non un granchè, tranne che per il buffet e i vini, cosa a cui ho dovuto rinunciare, con grande difficoltà, un'altra prova di resistenza.
La serata è stata comunque piacevole, ma la cosa che più mi ha colpito è stato il brusio di fondo, ininterrotto, costante e a volte, crescente. Non è mai cessato, da primi dirigenti, fino al massimo esponente, Paolo Panerai, non c'è stata tregua. Finchè, all'annuncio della programmazione, Andrea Cabrini, volto di punta della rete, con la sua solita educazione e professionalità ha lanciato un "basta" avvolto in un guanto che chiedeva gentilmente di fare silenzio e attenzione.
Completi, gemelli, cravatte, vestiti da gran soiree, molte luci e gioielli, ma della preziosità dell'educazione e del rispetto si è visto ben poco. Siamo proprio una bella società, complimenti.

ps. devo ammettere che quando ha preso la parola il patron Paolo Panerai, la mia mente ha fatto un viaggio nel passato. Nonostante i recenti gesti antipatici del giornale (MF, Milano Finanza), di incoerenza e a mio avviso, mancanza di rispetto del lavoro altrui, Paolo Panerai e Milano Finanza rimangono sempre nel mio cuore.
Mentre il Direttore ed Editore, stancamente e svogliatamente, con una cantilena che strideva in una roca, annunciava i progressi e le novità della rete, ho ripensato a quando mi trovavo in treno, in autobus o in corriera, ancora adolescente, sfogliando la mia copia fresca di Milano Finanza. Lui e Turani rimangono i miei maestri di penna, le mie prime letture, il mio libro cuore.
Un altro mondo, il mondo che a me piaceva, la finanza che mi piaceva.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

02 agosto 2012

Panino e Listino (Libero Mercoledì 01 Agosto 2012) - MARIO DRAGHI E L'ARTE ITALIANA DEL FIORETTO



“Believe me,…”, credetemi, sarà abbastanza. Parola di Mario Draghi. E’ la prima volta che il capo di una Banca Centrale, solitamente composto, ci mette la faccia  e con tale veemenza, basterà per convincere i mercati? A prima vista pare proprio di sì. Sono ormai due anni che i media, alla vigilia di ogni Vertice, ci ripetono “è una settimana decisiva per le borse…”, uno sparo nella nebbia, tra gli acquitrini paludosi d’Europa, tutto si è sempre concluso nel nulla. Le sorprese arrivano sempre inaspettate, mentre le Borse capicollavano al ribasso e Piazza Affari rivedeva i minimi del 2009, ecco che improvvisamente prende la parola Mario Draghi, e da lì scaturisce un rimbalzo violento. L’avevamo chiamato, Draghi ha risposto e non ci ha traditi, ora abbiamo anche noi il nostro “bazooka monetario”, anche se come dimostrano le Olimpiadi, noi italiani siamo piuttosto abili anche con le “armi bianche” (da taglio e da lancio), speculazione, sei avvertita! Per ora sono solo parole, ma a volte il verbo può essere più efficace del gesto. A Wall Street si usa dire: “never fight the Fed”, mai andare contro la Fed, la BCE è più giovane come istituzione e meno conosciuta, ma sarebbe giusto ricordare che tutti gli interventi sul mercato della Banca Europea hanno lasciato ferite indelebili sulla pelle della speculazione, i grafici sono lì a dimostrarlo. Giuseppe Turani avverte, il pericolo non è passato, ogni qualvolta Draghi andrà a bere il caffè, la speculazione riprenderà l’attacco. Noi speriamo che quel caffè Draghi lo possa prendere con Weidmann, l’ostile capo della Buba, convincendolo a mitigare il suo dogmatismo monetario ormai controproducente.
Ma è stato proprio così inaspettato l’intervento di Draghi? I rumors di mercato dicono che nella giornata di martedì  24 Luglio, sono stati in molti a chiudere le posizioni ribassiste sull’Euro e sui titoli bancari dei paesi a rischio, in particolare alcuni Hedge Fund americani che di solito fanno tendenza. A riprova che più dell’analisi tecnica, dei dati fondamentali e delle aspettative (il più delle volte disilluse), sono i grandi manovratori a muovere il mercato. Il difficile è leggere tra le righe e interpretare i movimenti nel verso giusto.
FTSEMIB: il movimento è stato anticipato nel tempo, ma non nel prezzo. Sul minimo del 2009 dovevamo finire, e così è stato, da lì (per ora)  il violento rimbalzo. Saranno, nell’ordine: la FED, la BCE e poi i dati USA a dettare la linea. Draghi ha messo la faccia e non può scherzare! Non si deve finire sotto 13,600 e poi via a sfondare 14,500.
FINMECCANICA: più volte è finita sotto 2,95, e altrettante volte ha recuperato la quota andando al rialzo. A rivedere il film, sembra così facile guadagnare, ma quando crolla non compri e quando sale non vendi. E poi, verrà il giorno in cui sarà superata quota 3,40, da lì chi c’è, c’è, e chi non c’è dovrà  aver fiato per rincorrerla.
NASDAQ: rimane il mio indice preferito. Se le banche sono il “mordi e fuggi”, la tecnologia è il “comprare e tenere”. Sopra 2.970 si conferma in recupero, ma il vero test è a quota 3.030. Poveri orsacchiotti, farà caldo dentro quel pelo quest’Estate.




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

20 giugno 2012

Panino e Listino - FINMECCANICA +7%, CHISSA' SE UN GIORNO DIRANNO...



Una pura coincidenza? E anche questa volta, il giorno dopo, Finmeccanica sale del 7% e risulta miglior titolo!!!
E chissà se un giorno scriveranno (o diranno) "sale il titolo x... grazie alla segnalazione di Buddy Fox nella sua celebre rubrica Panino e Listino...". Non più Warren Buffet, o Giuseppe Turani e nemmeno Jim Cramer, il nuovo market mover sarà Buddy Fox con la sua rubrica Panino e Listino, anche sotto l'ombrellone.

Ohiiiiiiiii, stavo scherzandoooo!!!! Dite la verità, ci siete cascati che mi fossi montato la testa vero?;-)
Però, però, un'altra coincidenza.... daiiiii, scherzoooo! Il caldo colpisce anche me, ogni tanto...


 

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

23 agosto 2010

On the floor - TURANI, HINDENBURG OMEN E GIOCO DELL'OPA


Buongiorno amici, tanto rumore per nulla... eh si, lo ammetto, sono caduto nella trappola dell'aspettativa ingannando anche Voi! A ben vedere, Venerdì non è accaduto nulla, e se proprio vogliamo trovare trovare qualcosa ed ingigantire i movimenti, possiamo evidenziare il recupero finale di Wall Street, Nasdaq in primis.
Ricordate l'Hindenburg di Omen? Nel weekend se n'è occupato persino Giuseppe Turani nella pagine de La Repubblica. Che onore! Il più grande cronista di finanza italiana, nonchè uno dei miei maestri, ha trattato l'argomento tecnico, identificandolo come possibile pericolo sui mercati. Ebbene si la nuvola nera, si aggira ancora sui cieli delle borse, e più passa il tempo, più questo laterla di logorante attesa sfocerà in un movimento (credo) esplosivo.
BHP BILLITON e POTASH CORP, INTEL e MCAFEE, FIRST NIAGARA e NEWALLIANCE BANK, DELL e 3PAR, KNOC e DANA PETROLEUM sono solo alcune delle protagoniste del gioco di quest'Estate: il GIOCO DELL'OPA. Sono numerosissime le operazioni di Merger & Acquisition in questo Agosto 2010 molto traballante e poco interpretabile. Le procedure sono internazionali ed esclusivamente finanziarie, ma sono anche numerosissime e quindi si spera che questi grandi movimenti, possano sostenere i listini di borsa in attesa di notizie economiche che smentiscano il "Double dip" che sempre più intimorisce gli investitori.
Nel Plus24 (settimanale del Sole24Ore) di questa settimana, molto interessante l'articolo a firma di Nicola Borzi sulle numerose operazioni di buyback (riacquisto azione proprie) delle aziende americane. Un'altra motivazione a favore del rialzo azionario. Ricordo che le aziende americane sono sovraccariche di liquidità.
...ma, Nicola Borzi, non era il giornalista del Sole24Ore che si era "ribellato" contro la direzione del giornale per la scarsa indipendenza e qualità giornalistica?! O sbaglio?! Tanto rumore e pubblicità e poi?!
Forse a ragione Luca Barbareschi quando dice: "in questo paese si può dire qualsiasi cosa, le cazzate più grandi, sparare a zero, tanto dopo qualche giorno tutto è dimenticato". Sempre più parole, sempre meno fatti...
Come vedete, il materiale non manca ed è per questo che abbiamo bisogno di una carica rigenerante... ed io ve la dò!;-))) Agganciate la pompa alle casse ed iniziate a pompare... se c'è da fare il tamarro, tacazorro, zoro, boro, truzzo o come lo volete chiamare io non mi tiro indietro... quanto mi carica questa canzone!!!
Siete pronti?! Mi sa che anche questa settimana, ci farà sudare e non solo per il caldo estivo...

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato